Il caso del concorso notai: pubblicato file con appunti e giudizi inappropriati sui candidati

Sta facendo discutere il file con i candidati che hanno superato le prove scritte del concorso per notai del 2024. Sul sito del Consiglio nazionale del notariato è stato infatti pubblicato, e poi rimosso dopo pochi minuti, un documento Excel dove, accanto ai partecipanti, erano segnati commenti e giudizi inappropriati come «carina», «graziato», «salvato», «fenomeno». Diverse persone l’hanno però visionato e salvato prima che venisse tolto dalla rete, e così gli screenshot hanno cominciato a girare su blog e social generando commenti, accuse alla commissione che l’ha compilato (composta da sei professori universitari, nove magistrati e nove notai) e annunci di ricorsi.

Candidati associati ai santi

Oltre a commenti sessisti e valutazioni inopportune, a fianco dei codici di alcuni candidati sono associati nomi di santi – figure come san Mattia Apostolo, san Pancrazio, san Filippo Neri e santa Matilde di Hackeborn. C’è anche un misterioso candidato denominato “Papa“. Il timore che agita i candidati esclusi è che dietro a queste associazioni candidato-santo si celino i nomi dei «padrini» o dei referenti politici e/o professionali dei partecipanti, una sorta di mappa della raccomandazione 2.0. Tra gli altri riferimenti presenti accanto ai nomi, un enigmatico «sciopero e cena a Enoteca Corsi». Insomma, tutto lascia pensare che le tre prove scritte, che dovrebbero essere valutate senza conoscere l’identità del candidato grazie al sistema delle buste separate, e che dovrebbero avere come garante il ministero della Giustizia, siano state oggetto di un monitoraggio personalizzato.

Saluto romano ad Acca Larentia, il gup proscioglie 29 persone

Il gup di Roma ha prosciolto 29 persone – quasi tutti membri di CasaPound – che erano indagate per i saluti romani del 7 gennaio 2024 davanti all’ex sede dell’Msi di via Acca Larenzia, a Roma, in occasione della commemorazione dei tre giovani militanti di destra uccisi nel 1978. Il giudice ha disposto il non luogo a procedere sostenendo che «non c’è una ragionevole previsione di condanna». I pm, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, contestavano la violazione delle leggi Mancino e Scelba, principali strumenti normativi italiani per punire l’apologia di fascismo e l’odio razziale. «È stata rispettata la giurisprudenza delle Sezioni Unite della Cassazione e quindi la mancanza di pericolo concreto per una manifestazione che si svolge con le stesse modalità da quasi 45 anni», ha commentato l’avvocato Domenico Di Tullio, uno dei difensori dei 29 indagati.

Bce, Lagarde smentisce le voci sulla sua uscita anticipata

Dopo le indiscrezioni su un suo addio anticipato dalla presidenza della Bce, Christine Lagarde è intervenuta per smentire le ipotesi. «Dobbiamo consolidare e assicurarci che tutto ciò sia davvero solido e affidabile. Quindi il mio scenario di base è che ci vorrà fino alla fine del mio mandato», ha affermato in un’intervista al Wsj. Riguardo alle voci che possa prendere la guida del World Economic Forum, ha detto che questa è «una delle tante opzioni» che sta prendendo in considerazione ma una volta scaduto il suo mandato alla Banca centrale.

Le indiscrezioni del Financial times sull’addio anticipato

Era stato il Financial Times a scrivere che Lagarde avrebbe avuto intenzione di lasciare il suo incarico da presidente della Bce prima della scadenza del mandato nel 2027. Secondo il quotidiano britannico, la decisione era legata alla volontà di dare al presidente francese Macron e al cancelliere tedesco Merz la possibilità di scegliere il suo successore prima delle prossime elezioni presidenziali in Francia in programma ad aprile del 2027. Dopo la pubblicazione dell’articolo, la stessa Bce aveva rilasciato una nota precisando che «la presidente Lagarde è totalmente concentrata sul suo mandato e non ha preso alcuna decisione riguardo alla conclusione del mandato».

Perché l’Ucraina boicotterà la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi

L’Ucraina boicotterà la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Milano-Cortina, che si terrà il 6 marzo a Verona, in segno di protesta contro la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di consentire agli atleti russi e bielorussi di gareggiare sotto la propria bandiera nazionale e non più come neutrali. Il Comitato Paralimpico di Kyiv ha inoltre chiesto che la bandiera ucraina non venga utilizzata alla cerimonia di apertura. Matviy Bidny, ministro dello Sport ucraino, aveva definito «scandalosa» la decisione dell’International Paralympic Committee.

Il duro comunicato Comitato Paralimpico Ucraino

«È necessario rendersi conto che la Russia, che oggi occupa i territori ucraini, uccide in modo massiccio civili – donne, bambini, anziani, persone con disabilità – issando immediatamente la sua bandiera, intrisa del sangue della popolazione civile ucraina, sui territori che ha conquistato», si legge in una nota del Comitato Paralimpico Ucraino: «La leadership del Comitato Paralimpico Internazionale permetterà di issare sul territorio di Milano-Cortina proprio questa bandiera del Paese assassino, concedendo il numero massimo di posti per la partecipazione ai rappresentanti della Russia».

Assegnati sei posti alla Russia e quattro alla Bielorussia

Gli atleti di Russia e Bielorussia erano stati sospesi dalle competizioni dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. A Parigi 2024 c’era stata la parziale riammissione, senza simboli: alle Olimpiadi di Milano-Cortina hanno preso parte come atleti individuali e neutrali 13 sportivi russi e sette bielorussi. Alle Paralimpiadi sono attesi sei atleti russi e quattro bielorussi.

Trump attacca Obama e ordina di desecretare i file sugli Ufo

«Visto l’enorme interesse dimostrato», Donald Trump ordinerà al segretario della Guerra Pete Hegseth ee ad altri dipartimenti e agenzie competenti Usa di «avviare il processo di identificazione e pubblicazione dei file governativi relativi alla vita aliena ed extraterrestre, ai fenomeni aerei non identificati (Uap) e agli oggetti volanti non identificati (Ufo) e a qualsiasi altra informazione collegata a queste questioni altamente complesse». Lo ha annunciato lo stesso Trump su Truth: poco prima, parlando con i giornalisti, il presidente Usa aveva accusato Barack Obama di aver rivelato informazioni riservate sulla possibile esistenza degli alieni, parlando di «grave errore» da parte dell’ex presidente democratico.

Cosa aveva detto Obama

Trump non ha specificato quali informazioni riservate Obama avesse rivelato. Questo perché, in effetti, l’ex presidente democratico non ha svelato alcun segreto, esprimendo casomai una convinzione personale. Durante un’intervista con il conduttore di podcast Brian Tyler Cohen, quando quest’ultimo ha chiesto a Obama se gli alieni siano reali, lui aveva risposto: «Esistono, ma non li ho visti e non sono tenuti nell’Area 51. Non ci sono strutture sotterranee, a meno che non ci sia una grande cospirazione tenuta nascosta al presidente degli Stati Uniti». Visto il clamore suscitato dalle sue dichiarazioni, Obama ha poi pubblicato su Instagram un post in cui ha spiegato di essersi «adeguato allo spirito del programma» e aggiungendo: «L’universo è così vasto che statisticamente ci sono buone probabilità di una vita là fuori. Ma le distanze tra i sistemi solari sono talmente grandi che le possibilità che gli alieni ci abbiano fatto visita sono basse. Non ho visto alcuna prova durante la mia presidenza che gli extraterrestri abbiano preso contatto con noi».

È morto Eric Dane, attore di Grey’s Anatomy ed Euphoria

È morto a 53 anni l’attore Eric Dane, celebre per il ruolo di Mark Sloan nella serie Grey’s Anatomy. Ad aprile 2025 aveva rivelato di avere la Sla, malattia neurodegenerativa progressiva che causa la morte dei motoneuroni e la paralisi dei muscoli volontari. Il decesso è stato confermato dalla portavoce Melissa Bank: «Ha trascorso gli ultimi giorni circondato dagli amici più cari, dalla sua amorevole moglie e dalle sue due splendide figlie, Billie e Georgia, che sono state il centro del suo mondo». Dopo la diagnosi, Dane era diventato testimonial per promuovere raccolte fondi per la ricerca.

Da Grey’s Anatomy a Euphoria

Nato a San Francisco nel 1972, aveva preso parte alla fortunata serie Med dalla terza alla nona stagione, indossando nuovamente i panni del dottor Sloan per un’apparizione nel 2021 nel corso della 17esima stagione. Aveva partecipato anche a una serie di film di successo tra cui X-Men – Conflitto finale, Io e Marley e Burlesque. In uno degli ultimi ruoli aveva interpretato il padre di Nate Jacobs – l’attore Jacob Elordi – nella serie Euphoria. A novembre 2025, in un episodio di Brilliant Minds, era diventato un vigile del fuoco colpito dalla Sla.

Pusher ucciso a Rogoredo, si aggrava la posizione dell’agente che ha sparato: cosa sappiamo

L’inchiesta nei confronti del poliziotto Carmelo Cinturrino, che a Rogoredo ha ucciso lo spacciatore Abderrahim Mansouri, il quale gli avrebbe puntato contro una pistola a salve, sta facendo emergere un quadro molto diverso dalla legittima difesa, rafforzando invece l’ipotesi di omicidio volontario. Insomma, la posizione dell’assistente capo della squadra investigativa del commissariato di Mecenate si sta aggravando. Ecco cosa sappiamo.

La versione dell’agente che ha sparato

Cinturrino e i quattro colleghi che erano con lui a Rogoredo hanno raccontato che Mansouri li aveva minacciati con una pistola (poi rivelatasi falsa). E che il pusher non si era fermato dopo un primo avvertimento, avvicinandosi a loro, sempre con l’arma puntata. A quel punto l’agente avrebbe sparato per difendersi, uccidendo lo spacciatore con un colpo da circa 20 metri di distanza, diretto alla testa.

Cosa non torna nel suo racconto

Mansouri è stato raggiunto da un proiettile alla tempia, da una distanza considerevole, quando sarebbe stato molto più facile (e logico) puntare alla figura. Durante l’interrogatorio, Cinturrino ha inoltre detto che Mansouri era di fronte a lui: ma dall’autopsia è emerso che il pusher aveva il volto girato lievemente verso sinistra. Da qui appunto il foro d’entrata alla tempia destra. Gli avvocati dei familiari di Mansouri, sostengono che stesse fuggendo quando è stato ucciso e che non avesse con sé alcuna pistola finta.

Quattro agenti sono indagati per favoreggiamento

Oltre a Cinturrino indagato per omicidio volontario, ci sono quattro agenti sotto inchiesta per favoreggiamento e omissione di soccorso. Secondo le imputazioni, che derivavano dalle loro prime audizioni e da elementi raccolti nelle indagini (tra cui le analisi di telecamere e telefoni), avrebbero aiutato Cinturrino a «eludere le investigazioni». In particolare, avrebbero omesso la presenza di testimoni sul luogo del delitto e avrebbero mentito sui loro movimenti. Inoltre non avrebbero allertato subito i soccorsi.

Si sta rafforzando l’ipotesi di una messinscena

Insomma, il sospetto è che Mansouri non stesse davvero girando con una replica di una Beretta 92 con il tappo rosso, poi puntata contro gli agenti. Ma che qualcun altro l’abbia messa accanto al pusher ormai agonizzante, chiamando i soccorsi più di 20 minuti dopo lo sparo. Giusto il tempo di preparare la messinscena. Rilevanti saranno gli esiti delle analisi genetiche sull’arma finta: Cinturrino si è sottoposto al tampone salivare.

Sarebbero emerse precedenti tensioni tra i due

Mansouri faceva parte della famiglia che da oltre due decenni gestisce lo smercio di droga nella zona al confine tra Milano e San Donato Milanese. E aveva diversi precedenti penali, anche per resistenza a pubblico ufficiale. Cinturrino ha raccontato di aver raggiunto a Rogoredo (si trovava al Corvetto) «i colleghi che stavano facendo un arresto» e, una volta giunto sul posto, di aver riconosciuto Mansouri. Dagli ultimi verbali, scrive l’Ansa, è emersa una gestione opaca di alcune operazioni precedenti da parte di Cinturrino e anche alcune tensioni tra il poliziotto e lo spacciatore rimasto ucciso.

L’ex principe Andrea rilasciato, continuano le perquisizioni al Royal Lodge

L’ex principe Andrea, arrestato all’alba di giovedì 19 febbraio, è stato rilasciato dopo 12 ore ed è tornato nella sua tenuta di Sandringham. È tipico delle persone arrestate per reati finanziari essere rilasciate dopo poco tempo, quindi non sorprende che lo sia stato anche lui, che rimane sotto inchiesta. Essere rilasciato sotto inchiesta significa che non è su cauzione, quindi non è soggetto a determinate condizioni. Tuttavia, può essere nuovamente arrestato o gli può essere chiesto di sottoporsi a ulteriori colloqui. Ora occorre attendere per vedere se il Crown prosecution service e la polizia ritengano che ci siano prove sufficienti per incriminarlo per un reato. In questo caso, si tratterebbe di cattiva condotta nell’esercizio della funzione pubblica.

La Polizia continua a raccogliere prove al Royal Lodge

La Bbc ha riferito che nella mattinata di venerdì 20 febbraio diversi veicoli senza contrassegni sono arrivati al Royal Lodge, l’ex residenza nel Berkshire dove Andrea viveva fino a poco tempo fa, mentre la polizia continua a lavorare nella residenza reale. Almeno due mezzi erano guidati da agenti di polizia in uniforme. Agli investigatori l’arduo compito di archiviare e registrare le prove, assegnare loro numeri di serie e creare un inventario degli oggetti sequestrati che probabilmente continuerà per ore e forse giorni.

L’ultima di Petrecca: si paragona a Gesù e punta il dito contro chi l’ha tradito

Paolo Petrecca alla fine si è dimesso da direttore di Rai Sport o, per meglio dire, è stato costretto a rinunciare alla direzione della testata sportiva della tv pubblica. Il passo indietro sembrava inevitabile dopo la disastrosa telecronaca della cerimonia di apertura di Milano-Cortina, diventata un caso politico e una figuraccia internazionale. Ma Petrecca si è sentito tradito. E lo ha fatto intendere su Instagram, accostando la sua figura a quella di Gesù Cristo.

La storia pubblicata su Instagram

Petrecca ha infatti pubblicato su Instagram una storia con il dipinto “San Matteo e l’Angelo” di Guido Reni, accompagnato dalla scritta “Mt 26, 20-29”: il riferimento è a un passo del Vangelo secondo Matteo (capitolo 26, versetti 20-29). E per la precisione a quello iniziale dell’Ultima Cena, quando Gesù annuncia agli apostoli: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». Com’è noto fu Giuda Iscariota a “vendere” Gesù alle autorità del Tempio di Gerusalemme per 30 denari, identificandolo con un bacio nell’orto degli ulivi. Resta da capire chi sia il Giuda di Petrecca, ammesso che esista.

L’ultima di Petrecca: si paragona a Gesù e punta il dito contro chi l’ha tradito
La storia pubblicata da Paolo Petrecca su Instagram.

I versetti citati da Petrecca

Ecco di seguito i versetti del Vangelo secondo Matteo citati da Petrecca.

Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. Mentre mangiavano disse: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?”. Gli rispose: «Tu l’hai detto». Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio».

A Washington la prima riunione del Board of Peace

«Credo non ci sia mai stato niente di più potente e prestigioso». Donald Trump ha aperto così la prima riunione del Board of Peace a Washington, dopo aver fatto alcuni accenni all’economia americana. «Quello che stiamo facendo è molto semplice, pace. Si chiama Consiglio della Pace, e si basa su una parola facile da dire ma difficile da produrre. Noi la realizzeremo. Stiamo facendo un ottimo lavoro e alcuni dei leader che sono con noi mi hanno aiutato molto già in questo primo anno», ha aggiunto. Al Board aderiscono una ventina di Paesi e poi ci sono i Paesi osservatori, tra cui l’Italia che è rappresentata dal ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani. «Non c’è nulla di più importante della pace e non c’è nulla di meno costoso della pace. Sapete, quando si va in guerra, costa cento volte di più di quanto costi fare la pace», ha continuato Trump.

Su cosa si focalizza la riunione

La prima riunione formale del Board è l’occasione per un aggiornamento sull’attuazione del Piano di pace in 20 punti dell’amministrazione americana e sui progetti d’investimento e di ricostruzione della Striscia. Vi partecipano il Capo del comitato tecnocratico palestinese, Ali Sha’at, l’Alto rappresentante per Gaza, Nickolay Mladenov, e la larga maggioranza dei membri del Board e degli osservatori, inclusi rappresentanti della presidenza cipriota dell’Ue e della Commissione Europea. La riunione si concentrerà sull’attrazione di investimenti per la ricostruzione di Gaza e sull’attuazione della seconda fase dell’accordo di pace.

Vannacci passerà al gruppo Europa delle Nazioni Sovrane

Dopo l’addio alla Lega e la fondazione di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci è in procinto di entrare nel gruppo dell’Europa delle Nazioni Sovrane (Esn). Secondo quanto filtra da Strasburgo, l’annuncio ufficiale arriverà il 24 febbraio, nel corso di una conferenza stampa a cui dovrebbero partecipare anche il tedesco René Aust (presidente del gruppo) e il polacco Stanislaw Tyszka.

Aust lo aveva definito «un ottimo politico»

Proprio Aust il 4 febbraio aveva definito Vannacci «un ottimo politico», rispondendo a una domanda riguardo il possibile ingresso dell’ex generale nella sua famiglia politica dopo l’esclusione dai Patrioti, di cui peraltro aveva già perso la vicepresidenza per volontà dei francesi del Rassemblement National a causa delle tesi esposte ne Il mondo al contrario.

Con Vannacci salgono a 28 gli eurodeputati sovranisti

Il gruppo dell’Europa delle nazioni sovrane, di estrema destra nazionalista, si è formato al Parlamento Ue il 10 luglio 2024, a seguito delle elezioni europee di giugno dello stesso anno. Conta 27 eurodeputati, la maggior parte dei quali (15) appartengono al partito tedesco Alternative für Deutschland. Ne fanno inoltre parte (tra gli altri) i francesi di Reconquête, i polacchi di Nowa Nadzieja, gli slovacchi di Repubblica e i bulgari di Rinascita. Con Vannacci i deputati di Esn diventeranno dunque 28.

Attivista ucciso a Lione, Macron contro Meloni: «Non commenti gli affari francesi»

Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto alla premier Giorgia Meloni di smettere di «commentare ciò che sta accadendo altrove», con riferimento alla vicenda di Quentin Deranque, l’attivista ucciso in Francia su cui la leader di Fdi si era espressa il giorno prima. «Lasciate che tutti restino a casa e le pecore saranno ben custodite», ha ironizzato Macron da Nuova Delhi, a margine di una visita ufficiale in India. «Sono sempre colpito dal fatto che i nazionalisti, che non vogliono essere disturbati nel proprio Paese, siano i primi a commentare ciò che accade altrove», ha aggiunto. La premier Meloni aveva scritto su X che «la morte di un giovane di poco più di 20 anni, attaccato da gruppi legati all’estremismo di sinistra in un clima di odio ideologico diffuso in diversi Paesi, è una ferita per tutta l’Europa». Quentin è stato picchiato a morte da almeno sei persone di cui alcune riconducibili al movimento di sinistra radicale La Jeune Garde, che ha collegamenti diretti con La France Insoumise di Jean-Luc Melenchon.

Palazzo Chigi: «Stupore per le parole di Macron»

Fonti di Palazzo Chigi hanno manifestato «stupore» per le parole di Macron, sottolineando che la presidente del Consiglio «ha espresso il suo profondo cordoglio e la sua costernazione per la drammatica uccisione del giovane Quentin Deranque e ha condannato il clima di odio ideologico che sta attraversando diverse nazioni europee». Dichiarazioni che, hanno aggiunto le stesse fonti «rappresentano un segno di vicinanza al popolo francese colpito da questa terribile vicenda e che non entrano in alcun modo negli affari interni della Francia».

Tajani: «L’omicidio di Quentin non ha confini e va condannato»

Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ricordando come una simile vicenda non abbia confini e vada condannata indipendentemente da dove sia accaduta: «L’uccisione di un giovane attivista francese, per lo più in un contesto universitario, è un fatto grave che riguarda tutti, un episodio che va condannato senza esitazioni. Un omicidio che non ha confini, un monito a chi usa odio e violenza, a chi insulta e professa un linguaggio offensivo. Ci sono stati tanti Quentin in Italia. Alcuni nei periodi più bui della Repubblica. Ecco, condannare episodi come quello di Lione serve anche a questo, a far sì che non si ritorni ad un brutto passato anche in Italia. Perché la politica è soprattutto dialogo e confronto, anche con chi non la pensa come noi».

Trump vuole costruire una base per 5 mila soldati a Gaza: come sarà

Donald Trump sta pianificando di costruire nella Striscia di Gaza una base militare di oltre 1,5 chilometri quadrati e capace di ospitare fino a 5 mila soldati della futura Forza di stabilizzazione internazionale. Lo riporta il Guardian, che ha visionati documenti di appalto emessi dal Board of Peace. Il sito, secondo i progetti, sarà circondato da circondato da 26 torri di guardia blindate montate su rimorchi. Avrà poi un poligono di tiro e un magazzino per l’equipaggiamento militare. I piani prevedono inoltre la realizzazione di una rete di bunker, con elaborati sistemi di ventilazione, dove i soldati potranno ripararsi.

Trump vuole costruire una base per 5 mila soldati a Gaza: come sarà
Donald Trump in visita a una base militare Usa (Imagoeconomica).

La base dovrebbe sorgere nella parte sud della Striscia

La base dovrebbe sorgere in una «distesa arida» nella parte meridionale della Striscia, un’area pesantemente colpita da bombardamenti dell’Idf: gran parte di questa porzione del territorio palestinese è attualmente sotto il controllo israeliano. Il Guardian scrive che un consorzio internazionale di imprese edili (con esperienza in zone di guerra) ha già visitato l’area. Nei documenti visionati dal giornale britannico c’è anche un “Protocollo sui resti umani”: nel caso venissero scoperti durante la costruzione della base, «tutti i lavori nelle immediate vicinanze devono cessare immediatamente, l’area deve essere messa in sicurezza e il responsabile degli appalti deve essere immediatamente informato per ricevere istruzioni», si legge.

Cosa farà la Forza internazionale di stabilizzazione

La Forza internazionale di stabilizzazione, secondo le Nazioni Unite, avrà il compito di proteggere il confine di Gaza e mantenere la pace all’interno della Striscia. Dovrebbe anche addestrare e supportare le forze di polizia palestinesi. Non è tuttavia chiaro quali sarebbero le regole di ingaggio in caso di nuovi bombardamenti da parte di Israele o di attacchi di Hamas. E nemmeno quale sarebbe il ruolo di questo contingente nel disarmo della milizia islamista, condizione posta da Tel Aviv per procedere con la ricostruzione di Gaza.

Le tappe della caduta dell’ex principe Andrea, arrestato per abuso d’ufficio

L’ex principe Andrea, fratello di Re Carlo III, è stato arrestato a Sandringham dalla polizia britannica per cattiva condotta in pubblico ufficio, proprio nel giorno del suo 66esimo compleanno: avrebbe condiviso informazioni riservate con Jeffrey Epstein quando era emissario commerciale del governo di Londra. Com’è noto, Andra da tempo è sotto accusa per i suoi legami con il finanziere, condannato per reati sessuali e morto suicida in carcere nel 2019. Ecco le tappe del suo declino.

Le prime accuse all’ex principe da parte di Virginia Giuffre

Le prime accuse a Andrea risalgono al 2011, quando la Bbc parò dell’amicizia con Epstein, già condannato per reati sessuali, chiedendo che il principe si dimettesse dal suo ruolo di inviato commerciale. Nel 2014, un tribunale della Florida rese noto che Andrea era una delle figure di spicco ad aver partecipato ad attività sessuali con una minorenne, poi identificata con Virginia Giuffre. Quest’ultima, in un’intervista del 2019 al programma Panorama della Bbc, raccontò di essere stata vittima di tratta e di essere stata costretta da Epstein a rapporti sessuali con il principe Andrea in tre occasioni, di cui una quando era ancora minorenne.

Le tappe della caduta dell’ex principe Andrea, arrestato per abuso d’ufficio
Il memoir di Virginia Giuffre (Ansa).

L’intervista che segnò il crollo dell’immagine di Andrea

Il 16 novembre di quell’anno, Andrea si fece intervistare dal programma Newsnight sulla sua amicizia Epstein, mostrando totale assenza di empatia mostrata verso le vittime. Travolto ormai dallo scandalo-Epstein, Andrea – che aveva volato spesso a bordo del suo jet “Lolita Express” – si era di fatto ritirato dalla vita pubblica.

La decisione di Elisabetta II: via il titolo di “Altezza Reale”

La battaglia legale con Giuffre (che si sarebbe poi suicidata nel 2025), si è conclusa a inizio 2022 con un accordo extragiudiziale, che ha visto Andrea versare alla donna una somma non divulgata. Negli stessi giorni, la regina Elisabetta II revocò al figlio il trattamento pubblico di “Altezza Reale”. Contestualmente, Andrea aveva rinunciato a tutti i titoli militari tranne quello di viceammiraglio della Royal Navy. Il fratello minore di Carlo aveva passato 22 anni nella Marina Reale, prestando servizio come pilota di elicotteri durante la guerra delle Falkland.

Le tappe della caduta dell’ex principe Andrea, arrestato per abuso d’ufficio
Andrea e l’ex moglie Sarah Ferguson (Ansa).

La revoca del titolo di principe e lo sfratto da Windsor

A fine ottobre il fratello maggiore Carlo, nel frattempo diventato re Carlo III, lo ha privato dei titoli di principe e duca di York, costringendolo a lasciare la sua residenza reale a Windsor, nota come Royal Lodge. Sempre per desiderio del sovrano britannico, l’ex principe, ormai “solo” Andrea Mountbatten-Windsor, ha poi perso anche l’ultimo grado militare onorifico che gli era rimasto, quello di viceammiraglio. Assieme a lui, pure l’ex moglie Sarah Ferguson (molto amica di Epstein) ha dovuto rinunciare al titolo di duchessa di York.

La foto spuntata negli ultimi file relativi al caso-Epstein

Tra gli ultimi file sul caso-Epstein diffusi dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti è spuntata anche una foto senza data, scattata in una località segreta, che mostra Andrea a quattro zampe su una donna sdraiata a terra. Un’accusatrice di Epstein ha affermato che il finanziere la mandò nel Regno Unito per un rapporto sessuale con Andrea. Un avvocato della donna ha dichiarato alla Bbc che l’incontro è avvenuto nel Royal Lodge nel 2010, quando la sua assistita aveva poco più di 20 anni.

Le tappe della caduta dell’ex principe Andrea, arrestato per abuso d’ufficio
La foto di Andrea a quattro zampe su una ragazza (Ansa).

L’arresto a Sandrigham: il primato dell’ex principe Andrea

Già primo figlio di una regina e fratello di un re britannico ad essere privato di ogni titolo ed onorificenza, Andrea il 19 febbraio 2026 è diventato anche il primo membro di alto rango della famiglia reale nella storia moderna ad essere arrestato. «La giustizia faccia il suo corso», ha commentato seccamente Carlo.

Annunciati i portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura di Milano-Cortina

Saranno la biatleta Lisa Vittozzi e il pattinatore di velocità Davide Ghiotto i portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano-Cortina, che si svolgerà domenica 22 febbraio a partire dalle 20 all’Arena di Verona. La scelta di una coppia mista per la sfilata conclusiva sottolinea i valori di equilibrio e rappresentatività che hanno caratterizzato la delegazione azzurra, protagonista di una rassegna a cinque cerchi di altissimo livello.

Annunciati i portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura di Milano-Cortina
Lisa Vittozzi (Ansa).

Chi è Lisa Vittozzi

Vittozzi, friulana classe 1995, è stata protagonista di un’Olimpiade di altissimo livello coronata con il primo oro olimpico individuale nella storia del biathlon italiano, primeggiando nell’inseguimento senza alcun errore al poligono. Si è aggiudicata inoltre l’argento nella staffetta mista, confermandosi, tra le grandi interpreti internazionali della disciplina, peraltro dopo un grave infortunio le aveva fatto saltare l’intera stagione 2024/2025. Nel 2018 a Pyeongchang aveva vinto il bronzo nella staffetta mista.

Annunciati i portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura di Milano-Cortina
Davide Ghiotto (Ansa).

Chi è Davide Ghiotto

Ghiotto, classe 1993, con Andrea Giovannini e Michele Malfatti ha formato il terzetto tricolore che ha conquistato l’oro nell’inseguimento a squadre dello speed skating. Per l’atleta vicentino è stata la seconda medaglia olimpica della carriera dopo il bronzo nei 10.000 metri vinto a Pechino 2022.

José Maria Balcázar, chi è il nuovo presidente ad interim del Perù

Nella notte tra mercoledì 18 e giovedì 19 febbraio 2026, il Congresso del Perù ha eletto José Maria Balcázar come nuovo presidente dopo che José Jerí era stato rimosso dall’incarico per un caso di presunta corruzione. Ex giudice vicino alla sinistra, Balcázar è il nono presidente a ricevere l’incarico in 10 anni. Il suo mandato sarà tuttavia molto breve. Dovrà infatti guidare il governo fino alle prossime elezioni presidenziali che si terranno il 12 aprile e dovrà lasciare l’incarico il 28 luglio, giorno in cui si festeggia l’indipendenza del Paese e in cui, per tradizione, si insedia il nuovo governo.

Si è assunto la sfida di «garantire una transizione elettorale pacifica»

José Maria Balcázar, chi è il nuovo presidente ad interim del Perù
José Maria Balcázar (Ansa).

Balcázar è stato eletto dai parlamentari al secondo scrutinio. Nel primo aveva ottenuto 46 voti, tre in più della candidata di centrodestra che inizialmente era data per favorita, l’ex presidente del parlamento Maria del Carmen Alva. Nel secondo è riuscito a ottenerne 60, la maggioranza relativa dei votanti (i membri del parlamento sono 130, ma al momento dell’ultima votazione erano diventati 113 perché il partito di sinistra Juntos por el Perú aveva deciso di boicottare il voto). Nel suo primo messaggio dopo aver ricevuto la fascia presidenziale, ha stabilito come priorità per i suoi mesi di governo «garantire al popolo peruviano una transizione elettorale pacifica e trasparente» e «affrontare il problema dell’insicurezza dei cittadini».

Dalla vicinanza a Cerrón alla denuncia per scambio di favori

José Maria Balcázar, chi è il nuovo presidente ad interim del Perù
José Maria Balcázar (Ansa).

José María Balcázar Zelada, ex magistrato e attuale deputato di Lambayeque, ha 83 anni. In passato è stato giudice della Corte Suprema ed è anche stato oggetto di indagini per presunto traffico di influenze. I media peruviani lo presentano come un uomo vicino a Vladimir Cerrón, fondatore del partito di sinistra Perù Libre, condannato per corruzione e attualmente latitante. Questa sua vicinanza lo fa considerare un rappresentante della sinistra peruviana più conservatrice dal punto di vista sociale. Politico finora poco conosciuto, è ricordato per la sua opposizione alla legge contro i matrimoni infantili in Perù e per i commenti controversi che fece all’epoca. Attualmente deve affrontare una denuncia costituzionale per aver presumibilmente scambiato favori con l’ex procuratore generale Patricia Benavides, con la quale, secondo l’accusa, avrebbe organizzato votazioni parlamentari in cambio dell’archiviazione dei suoi casi penali a Lambayeque.

Board of Peace, la Casa Bianca risponde al no del Vaticano

Il gelo tra Casa Bianca e Santa Sede non accenna a sciogliersi, anzi. Motivo del contendere è stavolta la mancata partecipazione del Vaticano al Board of Peace. Uno “no” all’iniziativa di Donald Trump definito «spiacevole» in un briefing con la stampa da Karoline Leavitt, portavoce della White House. «La pace non dovrebbe essere di parte, politica o controversa», ha dichiarato, ribadendo che l’obiettivo del Board of Peace è quello di coordinare la ricostruzione della Striscia di Gaza dopo «spargimenti di sangue e povertà».

Board of Peace, la Casa Bianca risponde al no del Vaticano
Donald Trump (Ansa).

Parolin aveva parlato di «perplessità» da parte della Santa Sede

«Ci sono punti che lasciano perplessi, punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni», aveva detto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, motivando la mancata partecipazione del Vaticano al Board of Peace. Aveva poi aggiungendo che a livello globale le situazioni di crisi andrebbero «discusse e risolte a livello dell’Onu». E non dunque, con il consiglio ideato da Trump. Nella lettura americana, il Board è invece legittimo, perché già partecipato da decine di Paesi. Era stato proprio Parolin, che già nel recente passato aveva chiesto a più riprese ai leader mondiali di rispettare il diritto internazionale e di non rinunciare al multilateralismo, a rivelare il 21 gennaio che il Vaticano era stato invitato a partecipare.

Board of Peace, la Casa Bianca risponde al no del Vaticano
Il cardinale Piero Parolin (Ansa).

L’Italia invece partecipa al Board of Peace come Paese osservatore

Perplessità in merito erano state espresse anche dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, che aveva parlato di «operazione colonialista». Mentre la maggior parte dell’Europa ha detto no – come il Vaticano – a Trump, l’Italia ha invece deciso di partecipare alla prima riunione a Washington come «Paese osservatore» e in nome dell’obiettivo più alto della pace, ha spiegato Antonio Tajani in Parlamento.

Gli attriti tra Vaticano e Stati Uniti preoccupano i repubblicani

Gli attriti crescenti tra Vaticano e Stati Uniti sono motivo di preoccupazione per i repubblicani in vista delle elezioni di midterm, in cui la religione potrebbe giocare un ruolo importante. La Santa Sede ha infatti assunto posizioni molto critiche nei confronti della politica estera Usa (papa Leone XIV si è espresso sulla crisi con Cuba), su quella migratoria e sui tagli agli aiuti internazionali, al settore sanitario e ai servizi sociali. Il voto cattolico favorì in modo determinante Trump nella corsa elettorale del 2024: adesso le frizioni col Vaticano potrebbero costare consensi ai candidati del suo Gop.

Condannato all’ergastolo l’ex presidente sudcoreano Yoon

Il tribunale distrettuale di Seul ha condannato all’ergastolo l’ex presidente Yoon Suk-yeol: era finito a processo con l’accusa di insurrezione per aver tentato di proclamare la legge marziale il 3 dicembre 2024. I procuratori speciali avevano chiesto per Yoon la pena di morte, presente in Corea del Sud, ma bloccata da una moratoria dal 1997.

Condannato all’ergastolo l’ex presidente sudcoreano Yoon
Il processo a Yoon sulla tv sudocoreana (Ansa).

Yoon nel corso del processo non ha mai mostrato pentimento

I pubblici ministeri sudcoreani avevano avanzato la richiesta di pena capitale nei confronti di Yoon in quanto «capofila dell’insurrezione con il chiaro obiettivo di rimanere al potere a lungo prendendo il controllo della magistratura e del parlamento», tramite l’invio di truppe dopo aver dichiarato la legge marziale. L’ordine fu revocato dopo sole tre ore, quando la maggioranza dei deputati, dopo aver forzato il blocco dei militari, entrò in parlamento e votò all’unanimità per annullarlo. Yoon ha sempre sostenuto la legittimità costituzionale della misura, affermando di voler «salvaguardare libertà e sovranità»: l’ergastolo, hanno spiegato i giudici, è dovuto anche al suo mancato pentimento.

Condannato all’ergastolo l’ex presidente sudcoreano Yoon
Sostenitori di Yoon Suk-yeol (Ansa).

L’ex ministro della Difesa è stato condannato a 30 anni di carcere

Il processo coinvolgeva complessivamente otto imputati ritenuti promotori della legge marziale, tra essi anche l’ex ministro della Difesa Kim Yong-hyun, condannato a 30 anni di carcere, l’ex primo ministro Han Duck-soo, al quale è stata inflitta una pena di 23 anni, e l’ex ministro dell’Interno Lee Sang-min, che ha ricevuto 7 anni di reclusione.

Era già stato condannato a cinque anni per ostruzione alla giustizia

In un precedente procedimento, terminato il 16 gennaio, Yoon era già stato condannato a cinque anni di carcere per aver tentato di ostacolare il proprio arresto dopo la sua messa in stato d’accusa, culminata nel 2025 con la sua destituzione dopo l’impeachment approvato dalla Corte costituzionale su iniziativa del Parlamento. Le successive elezioni anticipate sono state poi vinte da Lee Jae-myung.

Scelte le date delle elezioni comunali 2026: quando e dove si vota

Il ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha informato il Consiglio dei ministri di aver individuato le date per lo svolgimento delle elezioni comunali 2026. Si voterà il 25 e il 26 maggio per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di 626 comuni delle regioni a statuto ordinario. Tra questi ci sono 15 capoluoghi di provincia, ovvero Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno. Il successivo eventuale turno di ballottaggio avrà luogo il 7 e l’8 giugno.