L’Académie des sciences morales et politiques, una delle cinque istituzioni che compongono l’Institut de France, ha un nuovo membro a vita. Si tratta di Bernard Arnault, presidente e amministratore delegato di LVMH. La nomina è stata sancita durante una cerimonia sotto la cupola dell’istituto. Tra i presenti anche Brigitte Macron e il sindaco di Parigi Anne Hidalgo. L’accademia è stata fondata per promuovere studi sulla vita sociale e sulle istituzioni del governo francese. Arnault è stato scelto perché riconosciuto uno degli imprenditori più importanti degli ultimi decenni. Il suo merito, secondo l’Institut, è di aver trasformato LVMH nel più grande gruppo del lusso al mondo.
Arnault è un “Immortale”
L’elezione era avvenuta nel dicembre 2024 per la sezione Economia politica, statistica e finanze. Ha preso il posto di Denis Kessler, ex presidente di Scor, morto nel giugno 2023. Il titolo simbolico che gli è riconosciuto è lo stesso degli altri membri a vita, cioè di “Immortale“. Ha ricevuto anche una spada cerimoniale con incise le sue iniziali e con l’impugnatura creata per lui dall’architetto Frank Gehry, scomparso nel dicembre scorso.
Massimo Colella è il nuovo amministratore delegato di inPoste.it, operatore specializzato in servizi elettronici di recapito certificato (Serq) e primo soggetto qualificato da AgID, l’agenzia tecnica della Presidenza del Consiglio che garantisce la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana coordinando tutte le Amministrazioni del Paese. Colella viene da oltre dieci anni ai vertici del reparto IT e Sviluppo di tNotice. Contestualmente Cristiano Guglielmi, product manager di tNotice, entra nel cda.
Dopo anni irrequieti in Sace, l’ex amministratrice delegata Alessandra Ricci ha trovato una nuova poltrona: approda a Maire Investments, la società di venture capital che fa capo a Maire Tecnimont, gruppo che si occupa di ingegneria, tecnologia ed energia per la transizione ecologica e che ha sempre vantato un ottimo rapporto proprio con Sace, la controllata del ministero dell’Economia attiva nell’assicurare i crediti delle aziende che esportano. Ricci, 56 anni, sarà la nuova direttrice generale. Dal 2024 aveva attraversato una serie di turbolenze lavorative: nominata dal governo Draghi nel 2022, aveva cercato di prolungare il mandato, poi scaduto nel 2025, avvicinandosi a Forza Italia dopo aver frequentato i salotti del Partito democratico: un riposizionamento infruttuoso, e che era finito nel mirino del ministero dell’Economia.
Alessandra Ricci (foto Imagoeconomica).
All’inizio dell’anno scorso Sace aveva proclamato uno stato di agitazione – il primo nella storia del gruppo, che ha coinvolto 600 dipendenti su 800 – proprio contro l’ex ad, accusata di una serie di provvedimenti da “pugno duro”, che poi Ricci si era rimangiata. Nel tentativo di affossarla, peraltro, i suoi detrattori avevano fatto filtrare presunte prove di finanziamenti da oltre 400 milioni approvati senza l’autorizzazione del Mef, ma le somme si erano rivelate gonfiate e quindi non veritiere. Nel risiko delle nomine, comunque, ad agosto l’ha spuntata Palazzo Chigi, nella figura del potente sottosegretario e fedelissimo di Giorgia Meloni, Giovanbattista Fazzolari, che è riuscito a piazzare nel ruolo di ceo Michele Pignotti, manager descritto – nientepopodimeno – come il “Ronaldo del brokeraggio assicurativo”. A essere sostituito è stato anche il capo del personale di Sace Gianfranco Chimirri, ma questa è un’altra storia. Ora per Ricci si apre un nuovo capitolo. Si spera per lei meno burrascoso.
Il Gruppo Acea ha nominato Valentina Bracaglia nuova Chief financial officer. La manager ha anche il ruolo di consigliere di amministrazione in Acque spa, Acquaser spa, e Acea ATO2 spa, tutti presidi strategici del gruppo. Bracaglia è entrata a far parte della multiutility italiana attiva nei settori idrico, energetico e ambientale nel luglio 2023 come Responsabile Group Planning & Control. Poi, dal dicembre 2024, ha assunto il suolo di Deputy Chief Financial Officer. Precedentemente, invece, ha lavorato in Autostrade per l’Italia dal 2016 al 2023.
Il Ceo del gruppo Ubs Sergio Ermotti, sta pianificando le sue dimissioni. Lo riporta in anteprima il Financial Times, citando fonti a conoscenza della situazione e spiegando che l’amministratore delegato dovrebbe lasciare il suo incarico di vertice nell’aprile 2027. Alla guida di UBS dal 2011 fino al 2020, prima di rientrarvi nel 2023. In precedenza aveva lavorato in UniCredit, dove dal 2007 al 2010 aveva ricoperto il ruolo di Deputy Ceo e responsabile Corporate & Investment Banking e Private Banking prima di assumere l’incarico di capo della Divisione Markets & Investment Banking. Nel 2024 si era impegnato a guidare il gruppo Ubs almeno fino al completamento dell’integrazione con Credit Suisse, previsto entro fine 2026.
Il Ceo di Ubs Sergio Ermotti (Imagoeconomica).
Ubs, i possibili successori di Ermotti per la carica di Ceo
Secondo Reuters, che ha ripreso la notizia del Financial Times, il principale candidato per raccogliere l’eredità di Sergio Ermotti sembra essere Aleksandar Ivanovic, attuale responsabile della gestione patrimoniale di Ubs. Altre fonti interne hanno fatto il nome anche di Robert Karofsky, presidente della banca per le Americhe e co-responsabile del Wealth Management, e di Iqbal Khan, oggi a capo delle attività per l’area Asia-Pacifico e con un passato proprio in Credit Suisse. Tra i candidati anche Bea Martin, nominata a ottobre direttrice operativa della banca e già alla guida della divisione Non-Core and Legacy.
Gabetti Agency, società del Gruppo Gabetti specializzata in Advisory & Transactions, ha nominato un nuovo ceo. Si tratta di Daniele Martignetti, manager che vanta oltre 20 anni di esperienza nel settore immobiliare. Il nuovo amministratore delegato di Gabetti Agency, infatti, ha lavorato per gruppi come Pirelli RE, Savills Investment Management, Jones Lang LaSalle e BNP Paribas Real Estate. Recentemente ha guidato la direzione di Real Estate di BPER Banca.
Martignetti: «La competenza valore aggiunto»
Dopo la nomina Martignetti ha affermato: «La nostra sfida sarà avvicinare questa realtà a quelle che sono le esigenze attuali di un mercato immobiliare sempre più istituzionale, in cui la competenza rappresenta oggi è il vero valore aggiunto ricercato dai clienti. In sinergia con il team interno e il top management, saremo chiamati a portare la solidità e il know how del Gruppo all’interno di un contesto internazionale, veloce, evoluto e globale, confrontandoci con player europei e non solo. Un percorso che produrrà beneficio a Gabetti e contribuirà anche alla crescita e al rafforzamento del mercato immobiliare in Italia».
Meta Platforms ha annunciato la nomina di Dina Powell McCormick nel ruolo di presidente e vice chairman. La decisione arriva a poche settimane dalle dimissioni dal consiglio di amministrazione del colosso di Menlo Park: Powell McCormick rientra in Meta con un ruolo operativo di primo piano, portando oltre 25 anni di esperienza maturata ai vertici della finanza mondiale e della politica estera Usa, anche sotto Trump. «Un’ottima scelta da parte di Mark Z!!!», ha scritto il presidente americano sui social, riferendosi all’amministratore delegato Mark Zuckerberg: «È una persona fantastica e di grande talento, che ha servito l’amministrazione Trump con forza e distinzione!».
Chi è Dina Powell McCormick
Membro del Partito Repubblicano e moglie di un senatore, Powell McCormick è stata Assistente Segretario di Stato e consigliera della Casa Bianca sotto George W. Bush e poi Vice Consigliera per la Sicurezza Nazionale durante il primo mandato di Donald Trump. Per quanto riguarda i ruoli di rilievo nella finanza, nel 2007 Powell è entrata a far parte di Goldman Sachs, dove è diventata amministratore delegato e poi partner dell’azienda, nonché presidente della controllata senza scopo di lucro Goldman Sachs Foundation. Tornata nella banca d’affari nel 2018 dopo l’incarico nella prima Amministrazione Trump, nel 2023 era entrata a far parte di BDT & MSD Partners.
Ibsa Italy ha nominato Giuseppe Celiberti come nuovo ceo e general manager. Succederà a Federico Mautone, alla guida della filiale italiana del gruppo farmaceutico svizzero dal 2023. Ibsa lo scorso hanno ha finalizzato il 40esimo anniversario da quando è stata acquisita dall’attuale presidente Arturo Licenziati. È stato lui a trasformare la società in una multinazionale che opera in oltre 90 Paesi in tutto il mondo e impiega più di 2.300 persone. Celibertiha precedentemente lavorato presso Centro Ricerche di GlaxoSmithKline prima di maturare esperienze anche in ambito marketing, sales e direzionale. In Ibsa Italy è entrato nel 2018, dopo aver lavorato per Novadynamics Healthcare e per Medel Italia.
Celiberti: «La persona al centro per Ibsa»
Il nuovo ceo Celiberti ha dichiarato: «La nostra capacità di mettere la persona al centro non è solo un valore. È il motore che ci consente di coniugare ricerca scientifica, produzione industriale e innovazione come pilastri del nostro impegno quotidiano. Insieme a tutto il team continueremo a lavorare per consolidare la crescita in Italia e accelerare lo sviluppo internazionale del Gruppo, promuovendo farmaci nella forma migliore, in grado di rispondere efficacemente alle esigenze di tutti i nostri pazienti e migliorare la loro compliance».
Santiago Lopez-Vilas è stato nominato socio gestore della divisione europea di Arctos Partners. Si tratta del fondo di investimenti attivo nel ramo sportivo in tutto il pianeta e a un passo da essere acquisita da Kkr. L’intesa è stata raggiunta e manca soltanto l’ufficialità. L’operazione sarà da un miliardo di dollari e sancirà l’ingresso del colosso americano del private equity nello sport.
Arctos, infatti, ha partecipazioni in club di varie discipline: ci sono i Golden State Warriors e gli Utah Jazz in NBA e i Los Angeles Dodgers e gli Houston Astros in MLB. La società possiede anche quote nei Los Angeles Chargers della NFL e nei New Jersey Devils della NHL. E così anche nel calcio, ma in Europa. Il fondo, infatti, è azionista del PSG, dell’Atalanta e del Fenway Sports Group, la holding che possiede il Liverpool. Possiede anche il 20 per cento di Aston Martin in Formula 1.
Lopez-Vilas ex ceo del Bernabeu
A dare notizia del passaggio di Lopez-Vilas ad Arctos Partners è stato il quotidiano spagnolo El Confidential. Il manager è stato dal 2022 all’estate 2025 amministratore delegato dell’Estadio Santiago Bernabeu, la società che gestisce lo stadio del Real Madrid. La separazione è scaturita da alcuni problemi emersi durante la ristrutturazione dell’impianto. Precedentemente Lopez-Vilas è stato direttore degli investimenti del Grupo Milleniuum e direttore del business di OHL Desarollos. Ora la nuova avventura che interesserà anche ai tifosi dell’Atalanta.
Dacia ha nominato Sandra Gomez nuova Vicepresidente Strategia, Prodotti e Business. La manager guiderà il comparto a livello globale e riporterà direttamente a Katrin Adt, ceo di Dacia. La società fa parte del gruppo Renault. Gomez succederà a Patrice Lévy Bencheton, passato a guidare il programma Veicoli commerciali proprio per Renault Group. La nuova vicepresidente vanta una lunga esperienza all’interno del gruppo. È stata nel 2019 Vicepresident Partnership di Renault. Prima ha avuto incarichi di vario tipo in Nissan North America. La ceo Adt si è detta «molto felice di accogliere Sandra Gomez nel ruolo di Vicepresidente Strategia, Prodotti e Business. La sua competenza sul prodotto, la profonda conoscenza del Gruppo e la sua esperienza nelle trasformazioni strategiche saranno risorse fondamentali per accompagnare lo sviluppo e la performance del marchio».
Elena Sorlini è la nuova ceo di Grandi Stazioni Retail, società che dal 2016 gestisce in esclusiva il diritto di sfruttamento commerciale e pubblicitario nei 14 maggiori scali italiani, distribuiti in 11 città (Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze, Venezia, Bologna, Verona, Genova, Bari e Palermo). Sorlini, che subentra a Francesco Tagliapietra, vanta oltre 20 di esperienza nel settore infrastrutturale e del travel retail: da giugno del 2023 ricopriva l’incarico di amministratrice delegata degli Aeroporti di Abu Dhabi.
Cambio al vertice di Heineken. Dolf van den Brink lascerà dopo circa sei anni, a partire dal 31 maggio, l’incarico di Chief Executive Officer e presidente del comitato esecutivo dell’azienda, fra i principali produttori internazionali di birra che controlla anche Birra Moretti in Italia. Sotto la sua direzione, il marchio ha intrapreso un lungo percorso di modernizzazione operativa e di rafforzamento della propria posizione globale, conservando però al contempo i valori che ne hanno caratterizzato la storia. Come riporta Heineken, van den Brink sarà a disposizione in qualità di advisor per gli otto mesi successivi alle dimissioni, garantendo in questo modo una transizione ordinata nella leadership. Non è ancora stato individuato il suo successore.
Dolf van den Brink (Imagoeconomica).
Chi è Dolf van den Brink e le parole sull’addio a Heineken
Formatosi in Filosofia e Business Administration all’Università di Groningen e in seguito alla Wharton della Pennsylvania, Dolf van den Brink lavora da più di 28 anni in Heineken, azienda per cui ha ricoperto diversi ruoli di primo piano fino a diventarne amministratore delegato nel giugno del 2020. In precedenza aveva diretto il mercato americano (dal 2009 al 2015), poi quello del Messico (2015-2018) e successivamente era stato eletto presidente Asia Pacific Region and Member of Global Executive Team. «Credo che questo sia il momento giusto per il passaggio di consegne», ha scritto in una nota nell’annunciare l’addio. «Heineken ha progredito nella sua trasformazione e ora ha raggiunto una fase in cui un cambiamento ai vertici sarà il modo migliore per contribuire a realizzare ulteriormente le sue ambizioni a lungo termine. Rimarrò pienamente concentrato sull’esecuzione disciplinata della nostra strategia e sulla garanzia di una transizione fluida».
Alessio Cimmino torna in Google 10 anni dopo la conclusione della sua prima esperienza. Come ha annunciato lui stesso su LinkedIn, ha assunto il ruolo di Head of Communications per l’Italia parlando di un «ritorno a casa» in un momento molto importante per l’azienda, caratterizzato dal lancio delle nuove tecnologie e dallo sviluppo di prodotti avanzati. Guiderà il team italiano della comunicazione attraverso i valori di trasparenza, responsabilità e dialogo con gli stakeholder, elementi strategici per rafforzare il posizionamento dell’azienda tech. «Non potrei essere più felice», ha proseguito online augurando buon lavoro a tutta la squadra.
Il logo di Google (Imagoeconomica).
Chi è Alessio Cimmino, nuovo Head of Communications Italia di Google
Formatosi in Pubbliche relazioni, Comunicazione e Pubblicità all’Università IULM e specializzatosi a Leeds in Marketing & Advertising, Alessio Cimmino aveva già lavorato in Google dal 2006 al 2015 per nove anni in qualità di Corporate Communications & Public Affairs Manager. Dopo aver ricoperto ruoli di primo piano in aziende come Yoox e Uber, nel novembre 2018 aveva assunto l’incarico di Head of Communications in Meta, guidandone la comunicazione per il mercato italiano. Il suo background è fortemente orientato alla comunicazione corporate, con attenzione particolare sull’innovazione, sulle strategie digitali e sulla gestione della reputazione.
Il prossimo maggio scadrà il mandato del Comandante generale della Guardia di Finanza e la macchina che ne determinerà il successore è già da tempo in movimento. L’attuale numero uno, Andrea De Gennaro, sembra destinato a una presidenza di peso nel giro delle partecipate pubbliche, segnatamente Leonardo, secondo una tradizione che rispetta un copione già visto. La scorsa tornata di nomine era toccato a Giuseppe Zafarana, traslocato senza soluzione di continuità alla guida di Eni. Oggi il film si rimette in moto, con gli stessi registi che si dividono tra Palazzo Chigi, Mef, segreterie dei partiti, ma con un cast ancora da definire.
Andrea De Gennaro, Alfredo Mantovano, Matteo Piantedosi e Antonio Tajani (Imagoeconomica).
Buratti, Sirico e Greco tra i favoriti
Sul tavolo ci sono nomi, correnti, sponsor e qualche silenzio molto eloquente. Il primo papabile è l’attuale vice di De Gennaro, il generale Bruno Buratti: profilo solido, competenza indiscussa, ma carattere introverso. Uno che se entra nella stanza dei bottoni non lascia impronte. È il candidato che rassicura l’istituzione, meno la politica che preferisce figure più malleabili o quantomeno più estroverse.
Bruno Buratti (Ansa).
Il secondo è Umberto Sirico, ora comandante dei reparti speciali della Gdf, sostenuto apertamente da Giancarlo Giorgetti. Appoggio pesante quello del titolare dell’Economia, ma non risolutivo. Sirico si porta dietro un rapporto complicato con Giovanni Melillo, il procuratore nazionale Antimafia, uomo chiave del sistema giudiziario in ottimi rapporti con il sottosegretario Alfredo Mantovano. Sullo sfondo, come un dossier che nessuno vuole intestarsi ma che resta comunque dirompente, ilcaso Striano: una di quelle vicende che non esplodono, ma sedimentano. E che vede indagati, oltre all’ex luogotenente della Gdf Pasquale Striano, il magistrato in pensione Antonio Laudati e alcuni giornalisti.
Umberto Sirico (Imagoeconomica).
Il terzo nome è quello di Francesco Greco, attuale comandante interregionale dell’Italia meridionale. Profilo operativo, come conferma il suo curriculum, opera in un territorio difficile. Piace a chi pensa che la Guardia di Finanza debba limitarsi a fare il suo mestiere, meno a chi la immagina come lo snodo di una rete di potere più ampia.
Francesco Greco (Ansa).
Cuzzocrea, il candidato della continuità
Questi i tre favoriti per sedersi sulla poltrona di De Gennaro. Ma i papabili non si fermano qui. Più di palazzo, nel senso romano del termine, è Leandro Cuzzocrea, oggi vicedirettore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. È il candidato della continuità, fortemente appoggiato dallo stesso De Gennaro. Un passaggio di testimone che somiglia però più a una tutela che a una svolta autonoma.
Leandro Cuzzocrea (Ansa).
La rosa degli outsider
E poi ci sono gli outsider, quelli che compaiono sempre nelle liste dei partecipanti ma raramente tagliano il traguardo da vincitori. Vito Augelli, comandante dei reparti d’istruzione, e Fabrizio Cuneo, alla guida dell’interregionale dell’Italia centrale. Nomi che servono a ricordare che l’istituzione è più larga delle sue correnti, anche se non sempre decide da sé i suoi destini. Ma la partita non si chiuderà nelle caserme e nemmeno nei corridoi di via XX Settembre. La scelta verrà fatta a Palazzo Chigi, dove i partiti della maggioranza porteranno come sempre le loro preferenze, col sorriso di circostanza ma il coltello in mano, pronti a battersi per i propri candidati.
Vito Augelli (Ansa).
Mantovano e Fazzolari sono i veri kink maker
Alla fine la partita, prima che sui nomi, si chiuderà sul metodo. I veri king maker restano i due sottosegretari alla presidenza del Consiglio. Mantovano, che conosce a memoria gli equilibri fragili tra sicurezza e giustizia, e Giovanbattista Fazzolari, che delle trame della politica è diventato un interprete finissimo, capace di tradurre rapporti di forza in atti apparentemente neutri. Tutto il resto è liturgia: nomi che circolano, voci che si inseguono, curriculum che si sovrappongono come fogli di carta.
Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano (Ansa).
Doppia nomina in Haiki+, holding attiva nel business dell’economia circolare quotata sul mercato Euronext Growth Milan: Carlo Emanuele Pepe ha assunto il ruolo di direttore delle Relazioni Istituzionali del gruppo, mentre Fabio Patti l’incarico di direttore generale di Haiki Metals, nuova business unit dedicata alla produzione di piombo e leghe di piombo da batterie esauste.
Fabio Patti (LinkedIn).
Chi è Fabio Patti
Patti, 49 anni, è entrato in Haiki+ ad agosto 2025 come industrial development manager. Nel corso della carriera ha maturato varie esperienze nei settori dell’energia solare, delle batterie e dei sistemi di accumulo. È stato ceo di Yingli Green Energy Italia e di Power4Future, società del Gruppo Fincantieri, così come global sales director in Tawaki e Faist Electronics.
Carlo Emanuele Pepe (LinkedIn).
Chi è Carlo Emanuele Pepe
Pepe, 61 anni, ha alle spalle un’esperienza pluridecennale ai vertici di istituzioni pubbliche e realtà industriali operanti nei settori ambientale ed energetico. Per quasi 14 anni ha guidato Arpav Veneto e Arpav Liguria. Ha inoltre ricoperto il ruolo di vicepresidente del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) e di Direttore Strategie e Sviluppo di Dto.
Frontier Group Holdings, Inc. ha nominato James Dempsey come nuovo ceo. La società controlla la compagnia aerea low cost Frontier Airlines, che opera negli Stati Uniti e in parte dell’America Centrale. Il cda ha scelto Dempsey per sostituire Barry Biffle, l’ex ceo che ha annunciato il proprio addio nel dicembre scorso. Il nuovo amministratore delegato già dal 2023 era ceo ad interim e presidente della holding. Il suo ingresso all’interno della società risale al 2014, quando è stato nominato Chief Financial Officer. In precedenza aveva ricoperto ruoli dirigenziali in Ryanair Holgings e in PricewaterhouseCoopers. Frontier Airlines oggi vanta 136 velivoli e collega oltre 90 aeroporti in tutto in Nord America.
Scania ha annunciato la nomina di Michele Marchetti come nuovo Direttore Vendite Veicoli Industriali per il mercato italiano. Prende il posto di Daniel Dusatti, che lascia l’incarico dopo sette anni per assumere la carica di Direttore Construction, Mining & Forestry. Entrato nell’azienda svedese produttrice di veicoli industriali e motori diesel nel 2011, Marchetti negli ultimi cinque anni è stato Direttore Generale di Scania Commerciale e Adriatica.
Nvidia ha nominato Alison Wagonfeld nuova prima Chief Marketing Officer della società. Un ruolo di alto profilo se si pensa che la manager riporterà direttamente al Ceo Jensen Huang. Guiderà interamente le attività di marketing e comunicazione dell’azienda. Wagonfeld non è un nome di poco conto perché è una ex manager di Google. A Mountain View era arrivata nel 2016 e per dieci anni ha lavorato a stretto contatto con Lorrain Twohill e Thomas Kurian, rispettivamente Chief Marketing Officer di Google e Ceo di Google Cloud. Ad annunciare il passaggio a Nvidia è stata la stessa Wagonfeld su LinkedIn, con un post in cui ha sottolineato di essere passata «da un leader dell’AI a un altro». Sarà proprio l’intelligenza artificiale il fulcro della sua attività, visto la grande crescita di Nvidia grazie ai chip per data center e GPU.
Il marchio cinese BYD, leader globale nella mobilità elettrica, ha rafforzato la propria organizzazione in Italia con due nomine: Filippo Savi è stato scelto come nuovo Sales Director, mentre Daniela Bertone ha assunto l’incarico di Head of Fleet, RAC & Used Cars.
Chi è Filippo Savi
Savi, che ha oltre due decenni di esperienza nel settore automobilistico, arriva dal Gruppo Volkswagen, dove ha ricoperto fino al 2025 il ruolo di Sales Director del marchio Volkswagen in Italia. In passato ha anche lavorato presso l’headquarter Seat/Cupra in Spagna.
Filippo Savi (LinkedIn).
Chi è Daniela Bertone
Bertone, prima di entrare in BYD, ha ricoperto il ruolo di Commercial Director Italy presso Lynk & Co, con responsabilità su Fleet, Leasing/Noleggio, Remarketing e sviluppo rete nazionale. In precedenza aveva trascorso quattro anni in FCA.
Hyundai Motor Europe ha annunciato la nomina di Erika Accatino come nuova Head of Compliance. Negli ultimi tre anni è stata Head of Legal and Internal Audit presso la divisione italiana del marchio sudcoreano. Prima di entrare in Hyundai, Accatino ha maturato una lunga significativa esperienza all’interno di The Heineken Company, dove ha ricoperto il ruolo di Senior Legal Counsel. In precedenza aveva lavorato tre anni per Pomellato.