Russia, arresto in contumacia per Kasparov

Il tribunale distrettuale Zamoskvoretsky di Mosca ha ordinato l’arresto in contumacia di Garry Kasparov «per due mesi dalla data della sua detenzione in Russia o l’estradizione in Russia». L’ex campione di scacchi e attivista politico dell’opposizione, definito agente straniero, è accusato di apologia pubblica del terrorismo per il sostegno dato all’Ucraina: si tratta di un reato punito con pene detentive da cinque a sette anni dal Codice penale russo. Kasparov vive all’estero da una decina di anni.

UK, droga e fa stuprare la moglie per 13 anni incriminato un ex Tory

Il Regno Unito è alle prese con un caso che richiama quello della francese Gisèle Pelicot. Quest’ultima è stata vittima per circa dieci anni di violenze sessuali e sottomissione chimica da parte del marito Dominique e decine di uomini. Come lei, ora, anche un’altra donna. Si tratta della moglie di Philip Young, ex Consigliere comunale eletto nel 2007 nell’amministrazione di Covingham and Nythe, presso Swindon. Allora esponente dei Tory, i conservatori, era già stato denunciato dall’ex consorte e arrestato dalla polizia. Nella giornata del 22 dicembre è stato incriminato formalmente con l’accusa di aver sottoposto la donna per 13 anni a stupri e abusi sessuali da parte di almeno cinque altri uomini, dopo averla drogata. La vittima è la 48enne Joanne Young, citata su espressa richiesta dopo aver «rinunciato al suo diritto legale all’anonimato». Le violenze tra il 2010 e il 2023.

Rilasciati oltre 11 mila documenti su Epstein: Trump otto volte sul suo jet

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha diffuso oltre 11 mila nuovi file provenienti dall’inchiesta su Jeffrey Epstein. Il ‘pacchetto’ include numerosi documenti dell’Fbi, comunicazioni interne alla Giustizia, citazioni in giudizio, altri documenti legali e registrazioni audio/video relative alla morte del finanziere, che si è suicidato in cella nel 2019. Ma non solo: nei documenti appena rilasciati spunta un’email in cui si legge che «Donald Trump ha viaggiato sul jet privato di Epstein molte più volte di quanto precedentemente riportato».

Trump volò con Epstein almeno otto volte

L’attuale presidente Usa, come si legge nell’email del 7 gennaio 2020 da titolo “RE: Registri di volo di Epstein”, è elencato come passeggero su almeno otto voli tra il 1993 e il 1996, inclusi almeno quattro su cui era presente anche Ghislaine Maxwell. Su un volo del 1993, Trump ed Epstein sono gli unici due passeggeri registrati. Su un altro, i passeggeri registrato sono Epstein, Trump e una ventenne.

L’email inviata dal principe Andrea a Maxwell

Come riporta il Guardian, nei documenti figura anche un’email inviata da un uomo indicato come “A”, in cui vengono discusse le modalità con cui Maxwell poteva facilitare i suoi incontri con «amiche inappropriate». L’uomo misterioso sarebbe il principe Andrea.

L’Ue dice sì alla Francia per la ristrutturazione di Corsair

Il salvataggio di Corsair è possibile. La Commissione europea ha approvato il piano di aiuti messo in campo dal governo francese per la ristrutturazione della compagnia aerea. L’aiuto consiste nel cancellare 80 milioni di euro di prestiti approvati da Bruxelles a dicembre 2020. A questo si aggiunge un finanziamento aggiuntivo da 87,8 milioni di euro. Il totale è di 167,8. L’iter per la rimodulazione del piano di salvataggio è partito nel 2023. Allora la Francia ha chiesto all’Ue di modificare il progetto a causa di alcuni eventi esterni imprevedibili che avevano avuto un ulteriore impatto sfavorevole su Corsair. Nel febbraio 2024 la Commissione ha così avviato un’indagine sulla situazione, arrivando poi alla risposta odierna. Il sì alla ristrutturazione da 167,8 milioni di euro, però, arriva con alcune condizioni. La compagnia francese dovrà ridurre alcune rotazioni dei voli e cedere diversi slot per ridurre l’impatto distorsivo sulla concorrenza.

Greta Thunberg è stata arrestata a Londra

Martedì mattina la polizia britannica ha arrestato a Londra l’attivista svedese Greta Thunberg durante una manifestazione a sostegno di Palestine Action, gruppo messo al bando e designato come organizzazione terroristica dal governo del Regno Unito. L’arresto è avvenuto nel centro della capitale, davanti agli uffici della compagnia assicurativa Aspen Insurance, in occasione di una protesta di Defend Our Juries legata alla detenzione di alcuni membri di Palestine Action. Secondo la polizia, Thunberg è stata fermata per aver violato la sezione 13 del Terrorism Act del 2000, per aver esposto un cartello che recita: «Sostengo i detenuti di Azione Palestinese. Mi oppongo al genocidio». Nella stessa operazione sono state arrestate altre due persone, sospettate di aver imbrattato l’edificio della compagnia con vernice rossa. La protesta prendeva di mira l’azienda per i suoi presunti legami commerciali con Elbit Systems, gruppo israeliano della difesa. Gli attivisti contestano anche quello che sostengono essere un uso distorto della normativa antiterrorismo.

Ucraina, la denuncia di Zelensky: «Massiccio attacco di Mosca»

Nelle prime ore del 23 dicembre la Russia ha avviato una vasta offensiva contro l’Ucraina, colpendo in particolare il sistema energetico e le infrastrutture civili. A renderlo noto è stato il presidente Volodymyr Zelensky attraverso Telegram, parlando di un attacco che ha interessato 13 regioni del Paese e che ha visto l’impiego di oltre 650 droni e più di 30 missili: «Al momento, gran parte del territorio ucraino è ancora in stato di allerta aerea». Il bilancio è grave: «Purtroppo, ci sono state delle vittime. Nella regione di Kyiv, una donna è stata uccisa da un drone. È nota la morte di una persona nella regione di Khmelnytskyi. Nel Zhytomyr, un bambino di 4 anni è morto».

Zelensky: «Un attacco prima di Natale per minare la sicurezza»

Zelensky ha poi sottolineato il significato politico e simbolico dell’offensiva, lanciata alla vigilia delle festività natalizie e mentre sono in corso contatti diplomatici per fermare il conflitto. «L’attacco russo di stanotte segnala molto chiaramente le priorità russe. Un attacco prima di Natale, quando le persone vogliono semplicemente stare con i loro cari, a casa, in sicurezza», ha scritto, aggiungendo che si tratta di «un attacco praticamente in pieno svolgimento dei negoziati che si stanno conducendo per porre fine a questa guerra». Secondo il presidente ucraino, «Putin non riesce a riconciliarsi con l’idea di dover smettere di uccidere», una situazione che dimostra come «il mondo non sta facendo abbastanza pressione sulla Russia». Da qui l’appello alla comunità internazionale: «Dobbiamo continuare a spingere la Russia verso la pace e la sicurezza garantita», ricordando che «la difesa aerea per l’Ucraina, il finanziamento per l’acquisto di armi, la fornitura di attrezzature energetiche – tutti questi processi non si fermano nei fine settimana» e che l’impegno resta quello di «raggiungere finalmente la pace».

Vince Zampella, morto in un incidente il padre di Call of Duty: il video dello schianto

Lutto nel mondo del gaming. Vince Zampella, fra i padri del genere sparatutto moderno e noto per aver dato vita alla saga di Call of Duty, è morto in un incidente stradale a Los Angeles. A bordo, assieme a lui, anche un’altra persona, ma non è chiaro chi dei due fosse al volante. Lo schianto è avvenuto lungo la Angeles Crest Highway, una strada molto pericolosa perché situata tra le montagne a nord della città degli angeli. Come mostra un video girato da alcuni testimoni oculari, già diffuso su X, Zampella era a bordo di una Ferrari 296 GTS, supercar ibrida da oltre 800 cavalli, che, all’uscita di una galleria, è finita fuoristrada impattando violentemente contro le barriere di cemento. I due occupanti sono rimasti intrappolati fra le lamiere, poi avvolte dalle fiamme, morendo sul posto. In corso le indagini per determinare le cause dell’incidente.

Chi era Vince Zampella, co-creatore della saga di Call of Duty

Figura di rilievo nel gaming internazionale, Vince Zampella ha co-fondato assieme a Jason West la compagnia Infinity Ward, che nel 2003 creò, in risposta al già famoso Medal of Honor, il franchise di successo Call of Duty, caratterizzato negli anni da diversi capitoli, reboot e remake da più di 500 milioni di copie totali. Sotto la guida di Zampella sono stati pubblicati quattro giochi della serie, tra cui il fortunato Modern Warfare. Terzo franchise più venduto di tutti i tempi, alle spalle solo di Mario e Tetris, sbarcherà presto al cinema con un adattamento diretto da Taylor Sheridan per Paramount.

Vince Zampella, morto in un incidente il padre di Call of Duty: il video dello schianto
Il creatore di Call of Duty, Vince Zampella (Ansa).

Allontanato dalla casa madre Activision, contro cui poi avrebbe intentato e vinto una causa per licenziamento senza giusta causa, nel 2010 ha co-fondato Respawn Entertainment, studio acquisito da EA tre anni dopo. Sotto la sua ala sono nati fenomeni globali come Titanfall, Apex Legends e soprattutto la fortunata saga Star Wars Jedi. Recentemente, era stato incaricato proprio dalla Electronic Arts di supervisionare l’intero futuro del franchise Battlefield.

Il saluto di Respawn: «Titano e leggenda di questo settore»

Sui social è arrivato l’omaggio della sua Respawn Entertainment. «Vince Zampella è stato un titano e una leggenda di quest’industria, un leader visionario», si legge nel post su X. «La sua influenza si è estesa ben oltre qualsiasi singolo titolo o studio. Lo ricorderemo per come si presentava ogni giorno, fidandosi dei suoi team, incoraggiando idee audaci e credendo in Respawn & Battlefield. Soprattutto, ha sostenuto ciò che riteneva giusto per le persone dietro quegli studi e per i nostri giocatori perché contava. Ci mancherà tantissimo».

Online anche il tributo di EA. «È una perdita inimmaginabile. L’influenza di Vince sull’industria dei videogiochi è stata profonda e di vasta portata» ha dichiarato l’azienda. «Amico, collega, leader e creatore visionario, il suo lavoro ha contribuito a plasmare l’intrattenimento interattivo moderno e ha ispirato milioni di giocatori e sviluppatori in tutto il mondo. Il suo lascito continuerà a plasmare il modo in cui i giochi vengono realizzati e il modo in cui i giocatori si connettono per generazioni a venire».

Paesi Bassi, auto sulla folla durante una parata natalizia

Nei Paesi Bassi a Nunspeet, cittadina della provincia della Gheldria a circa 70 chilometri da Amsterdam, durante la tradizionale parata natalizia delle luci un’auto ha investito un gruppo di persone, causando il ferimento di almeno nove partecipanti, tre dei quali in condizioni gravi. Le cause dell’accaduto restano in fase di accertamento, ma la polizia locale ha fatto sapere che «a prima vista, non sembra un atto deliberato, ma stiamo ancora indagando», come riportato anche dal quotidiano Telegraaf. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti numerosi mezzi di soccorso, tra ambulanze, autopompe e pattuglie delle forze dell’ordine, mentre il comune ha annunciato l’annullamento di un’altra parata prevista in serata nella vicina Elburg. vicenda segue gli sviluppi anche l’Italia: «La Farnesina e l’ambasciata d’Italia all’Aja», si legge in una nota del ministero degli Esteri diffusa su X, «seguono la situazione a Nunspeet, dove un’auto ha investito la folla riunita per una parata natalizia. In corso verifiche per accertare eventuale coinvolgimento di connazionali».

Gaza, Pizzaballa: «Hamas deve accettare il piano di Trump»

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi al Patriarcato di Gerusalemme, al termine della visita natalizia a Gaza, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha offerto la sua visione sulla situazione nella Striscia. Dopo aver trascorso il fine settimana nella parrocchia cattolica della Sacra Famiglia, Pizzabala ha sottolineato che, allo stato attuale, non si registra una condizione di carestia. «Almeno il cibo c’è», ha dichiarato, spiegando che «dobbiamo dire che non c’è più carestia o fame. Le cose stanno arrivando. Non tutto, ma è una situazione completamente diversa rispetto a sei mesi fa». Nel corso degli incontri avuti con la popolazione locale, ha riferito, è emersa la volontà di guardare avanti: «Vogliamo parlare del futuro. La nostra comunità voleva festeggiare il Natale con gioia».

Pizzaballa: «Gaza deve voltare pagina e avere un futuro diverso»

Pizzaballa ha quindi richiamato l’attenzione sul futuro, ribadendo l’importanza del piano in 20 punti elaborato da Donald Trump per il futuro di Gaza. Il patriarca ha espresso l’auspicio che il progetto «sia completato», riconoscendo tuttavia le difficoltà del percorso: «Sappiamo che non è così semplice come si pensa, ma è l’unica tabella di marcia che abbiamo, quindi dobbiamo continuare così». In questo contesto, ha invitato la comunità internazionale a un ruolo più attivo: «Penso che gli altri Paesi e coloro che hanno relazioni con Hamas debbano impegnarsi molto per convincerli di questo». Secondo il cardinale, l’obiettivo deve essere chiaro: «Siamo convinti che Gaza debba voltare pagina e avere un futuro completamente diverso».

Il vescovo William Shomali: «A Gaza in tanti in situazione di povertà estrema»

Alla conferenza stampa è intervenuto anche il vescovo William Shomali, vicario patriarcale per Gerusalemme, la Cisgiordania e Gaza, che ha confermato la valutazione generale sulla disponibilità di beni alimentari, evidenziandone però i limiti. «Al mercato c’è qualcosa da mangiare, anche frutta, anche verdura, ma si paga in contanti o tramite PayPal. Non tutti hanno contanti. Quindi il problema rimane. C’è frutta, ma molte persone, come in Cisgiordania, possono trovare di tutto, ma hanno bisogno di soldi per comprarla alla fine». Shomali ha poi richiamato l’attenzione sulle difficoltà economiche diffuse: «C’è povertà, povertà estrema, soprattutto perché molte persone, la maggior parte, non lavorano, quindi non hanno entrate». Una parte consistente della popolazione, ha aggiunto, sopravvive grazie agli aiuti: «Non ricevono nulla. E vivono grazie agli aiuti forniti dalle agenzie delle Nazioni Unite. Inoltre, sono orgoglioso di dire che le associazioni cattoliche sono molto attive». Tra le criticità segnalate figura anche la mancanza di farmaci: gli antibiotici, ha concluso, «sono diventati come una valuta pregiata».

La Cina alza i dazi su latte e formaggio Ue

Contromossa di Pechino dopo la decisione dell’Unione europea di indagare sui sussidi cinesi alle case produttrici di veicoli elettrici. Il ministero del Commercio di Pechino ha infatti annunciato dazi provvisori dal 21,9 fino al 42,7 per cento sui prodotti lattiero-caseari importati dall’Ue. Le nuove tariffe entreranno in vigore da domani, martedì 23 dicembre. I dazi si basano sui risultati preliminari di un’indagine avviata dal ministero nell’estate del 2024, quando si sono accese le tensioni tra Pechino e Bruxelles, secondo cui l’industria casearia nazionale cinese avrebbe subito danni sostanziali a causa dell’importazione di prodotti europei, che nel Vecchio Continente ricevono sussidi. «Prendiamo atto con preoccupazione dell’annuncio di nuove tariffe da parte della Cina. Tali misure sono ingiustificabili. Faremo il possibile per difendere i nostri agricoltori», ha dichiarato Olof Gill, portavoce della Commissione Ue.

L’allarme degli 007 Nato: «Mosca vuole colpire Starlink»

Due apparati di intelligence di Paesi appartenenti alla Nato ritengono che Mosca stia lavorando a un nuovo sistema anti-satellite pensato per prendere di mira Starlink, generando vaste nubi di detriti orbitali. L’ipotesi, emersa da informazioni raccolte dall’Associated Press, è che la Russia stia studiando una cosiddetta arma “a effetto zona”, progettata per saturare le orbite occupate dai satelliti con centinaia di migliaia di frammenti. Un simile meccanismo potrebbe mettere fuori uso più satelliti nello stesso momento, ma comporterebbe anche il rischio di conseguenze gravi per altri sistemi spaziali, con possibili impatti su infrastrutture civili e militari di numerosi Paesi. Il comandante della divisione spaziale dell’esercito canadese, il generale di brigata Christopher Horner, ha sottolineato che non è possibile escludere del tutto questa eventualità, richiamando precedenti accuse Usa su presunti programmi russi nel settore delle armi spaziali nucleari. «Non posso dire di essere stato informato su quel tipo di sistema. Ma non è improbabile», ha dichiarato.

Il razzo di SpaceX esploso a gennaio 2025 ha messo a rischio 450 vite

Il razzo sperimentale di SpaceX esploso il 16 gennaio del 2025 ha messo a rischio tre aerei in volo. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, che ha ricostruito gli eventi grazie a documenti della Faa, l’agenzia federale per la sicurezza nei cieli. Secondo la ricostruzione, i voli a rischio sarebbero stati di JetBlue, di Iberia e di un jet privato. A bordo, in totale, più di 450 persone. Per il quotidiano americano «l’esplosione della nave stellare di SpaceX il 16 gennaio ha rappresentato un pericolo maggiore per gli aerei di quanto fosse pubblicamente noto». Ma l’azienda di Elon Musk ha smentito e risposto che si tratta di informazioni «incomplete e fuorvianti».

I tre voli a rischio per i detriti

Il Journal ha citato un passaggio dei documenti Faa secondo cui ai piloti del volo JetBlue, diretto a Porto Rico, fosse stato annunciato il «rischio». Secondo l’agenzia l’aereo in questione ha attraversato per 50 minuti un’area in cui potenzialmente avrebbero potuto schiantarsi i detriti. Tanto che un controllore di volo avrebbe detto all’equipaggio di dichiarare, in caso, il Mayday per atterrare a San Juan. Fortunatamente non è successo nulla. Ma peggio rischiava di andare agli altri due aerei in questione. Per correggere le rispettive rotte, infatti, hanno quasi terminato il carburante. Il livello di jet fuel si sarebbe fermato sotto al limite di sicurezza.

La risposta di SpaceX

Intanto su X l’agenzia spaziale di Musk ha replicato: «Per ogni test di volo di Starship, la priorità assoluta di SpaceX è sempre stata la sicurezza pubblica. Nessun aeromobile è stato messo a rischio e qualsiasi evento che abbia generato detriti del veicolo è stato contenuto all’interno di aree di risposta pre-coordinate. Queste aree di pericolo coprono una regione volutamente ampia in modo prudenziale, e qualsiasi aeromobile è stato instradato in tempo reale in modo appropriato, evitando la zona in cui i detriti erano confinati all’interno della più ampia area di pericolo pre-coordinata».

Via libera dell’Ue al rinnovo delle sanzioni economiche alla Russia

Via libera del Consiglio dell’Unione europea al rinnovo semestrale delle sanzioni economiche nei confronti della Russia: la scadenza delle misure viene dunque prorogata al 31 luglio 2026. Il pacchetto comprende varie restrizioni economiche settoriali. Prevede inoltre il divieto di importazione o trasferimento di greggio trasportato via mare e di determinati prodotti petroliferi dalla Russia all’Ue, l’esclusione di diverse banche della Federazione Russa dal sistema Swift e la sospensione delle attività di trasmissione e delle licenze nell’Unione europea di diversi organi di disinformazione sostenuti da Mosca. «Finché le azioni illegali della Federazione Russa continueranno a violare le norme fondamentali del diritto internazionale, tra cui, in particolare, il divieto di uso della forza, è opportuno mantenere in vigore tutte le misure imposte dall’Ue e, se necessario, adottare misure supplementari», si legge sul sito del Consiglio dell’Unione europea.

La gaffe di Nicki Minaj a un raduno per Charlie Kirk: «Vance? Un assassino»

A sorpresa, la rapper Nicki Minaj è salita sul palco dell’AmericaFest, raduno di conservatori in Arizona in memoria di Charlie Kirk e organizzato dalla sua Turning Point Usa. L’artista di Trinidad e Tobago ha elogiato pubblicamente l’operato di Donald Trump e del vicepresidente JD Vance, definendoli «un modello di riferimento» per i giovani. «Quest’amministrazione è piena di persone con cuore e anima e mi riempie di orgoglio», ha spiegato la cantautrice. «Li amo entrambi». Intervistata da Erika Kirk, vedova di Charlie che ha assunto la guida del gruppo fondato dal marito, ucciso in un campus lo scorso settembre, non si è fatta mancare una sua proverbiale gaffe. Si è riferita a Vance infatti come a un «assassino», termine usato nel senso gergale di «tremendamente efficace in quello che fa». Un abbaglio impossibile ignorare, nemmeno quando si è messa una mano davanti alla bocca. «Credimi, non c’è niente di nuovo sotto il sole che non abbia già sentito», ha sdrammatizzato Kirk.  

Trump ha nominato un inviato speciale degli Stati Uniti in Groenlandia

Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth di aver nominato un inviato speciale degli Stati Uniti in Groenlandia: l’incarico è andato a Jeff Landry, dal 2024 governatore repubblicano della Louisiana. Il nuovo inviato ha risposto con su X ringraziando Trump: «Un onore servirti in questa posizione da volontario per rendere la Groenlandia parte degli Stati Uniti». Poi Landry precisato che la nuova funzione non interferirà con il suo ruolo di governatore, segnalando la natura non esecutiva e non esclusiva dell’incarico. La nomina non ha ancora ricevuto una reazione ufficiale da parte delle autorità danesi o groenlandesi.

Autobomba a Mosca, ucciso un generale russo

Fanil Sarvarov, capo del dipartimento di addestramento operativo dello stato maggiore delle Forze Armate della Federazione Russa, è rimasto ucciso nell’esplosione di un’auto nella zona sud di Mosca. Gli inquirenti russi, scrive la Tass, stanno valutando diverse teorie sull’omicidio, secondo una delle quali «l’attentato sarebbe stato organizzato dai servizi speciali ucraini». Sarvarov, che aveva 56 anni, a maggio del 2024 aveva ricevuto il grado di generale luogotenente da Vladimir Putin.

L’Ucraina denuncia: «50 civili rapiti dai russi»

.Le forze russe hanno attraversato la frontiera con l’Ucraina presso il villaggio di Hrabovske, nella regione di Sumy, costringendo l’esercito ucraino a ritirarsi da alcune posizioni nella zona. Lo riporta l’agenzia Ukrinform citando l’ufficio stampa delle forze armate di Kyiv. Oltre 50 civili ucraini sono stati «portati via con la forza» dalla zona, venendo «trasferiti in territorio della Federazione Russa». La maggioranza sarebbero anziani e donne, come denunciato da un portavoce della difesa. I militari ucraini stanno tentando di respingere gli occupanti. Mosca non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla questione. Il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleg Grygorov, ha esortato la popolazione a evacuare «per salvare vite umane».

Caso Epstein, alcune foto scomparse dal sito del governo Usa

Alcune foto legate al caso Epstein inizialmente pubblicate sul sito del dipartimento di Giustizia americano sono sparite senza alcuna spiegazione. Tra le foto immagini rimosse, almeno 16, c’è quella che ritrae la credenza nella casa del finanziere con cassetto aperto e, all’interno, alcuni scatti tra cui uno con Donald Trump accanto a lui, Melania Trump e Ghislaine Maxwell. Un altro mostra il presidente Usa in piedi circondato da donne in costume da bagno. I democratici della Commissione di Vigilanza della Camera l’hanno subito ripubblicata sui social: «Cos’altro viene insabbiato? Il pubblico americano ha diritto alla trasparenza». Altre 12 foto mancanti mostrano dipinti di donne nude e la famigerata sala massaggi, luogo di presunte aggressioni sessuali.

Caso Epstein, alcune foto scomparse dal sito del governo Usa
Foto del cassetto di Epstein sparita dal sito del governo (X).


La Russia smentisce l’ipotesi di un trilaterale con Usa e Ucraina

L’ipotesi un incontro trilaterale tra rappresentanti di Russia, Stati Uniti e Ucraina «non è finora stata discussa seriamente e non è al momento presa in considerazione». L’ ha affermato ai giornalisti Yuri Ushakov, consigliere presidenziale russo, citato dalla Tass. Il portavoce del Cremlino Dmytry Peskov ha inoltre riferito che il programma di Vladimir Putin non include ancora una telefonata con il presidente americano Donald Trump, aggiungendo tuttavia che Putin è «pronto al dialogo» con il leader francese Emmanuel Macron. Intanto a Miami proseguono le trattative per la pace, definite «costruttive» dall’inviato russo Kirill Dmitriev. Il round di negoziati con gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner, iniziato sabato 20 dicembre, continuerà anche domenica.

Ahmad’s Fried Chicken, la sfida malese a McDonald’s

In Malesia da qualche tempo McDonald’s ha un rivale, piccolo ma agguerrito. Nel Paese del Sud-est asiatico, sta facendo parlare di sé un fast food locale. Ahmad’s Fried Chicken è nato nell’estate del 2024, quasi per caso, per offrire ai malesi hamburger e pollo fritto locale e di qualità rispetto a quelli della catena americana. E, perché no, un’alternativa “Gaza Friendly” visto che in molti Paesi a maggioranza musulmana – in Malesia, il 60 per cento dei 34 milioni di abitanti è di religione islamica – la grande M è finita al centro di dure campagne di boicottaggio per le sue posizioni filo-israeliane e i (presunti) legami finanziari con Tel Aviv.

Ahmad’s Fried Chicken, la sfida malese a McDonald’s
dal profilo Fb di Ahmad’s Fried Chicken.

Com’è nata l’idea di Ahmad’s Fried Chicken

L’idea di aprire la catena Ahmad’s Fried Chicken è nata qualche anno fa. Lailatul Sarahjana Mohd Ismail e suo marito Mohd Taufik Khairuddin gestivano una panetteria. Quando con la pandemia l’attività è fallita, i due non si sono persi d’animo. Dopo mesi di ricerche e analisi di mercato, si sono lanciati nel business del pollo fritto per intercettare il crescente interesse dei loro connazionali per i prodotti locali. Hanno cominciato con un chiosco al Mydin Senawang, un grande ipermercato della catena malese di supermercati MYDIN, a Senawang. Vista l’ottima risposta hanno deciso di aprire un fast-food. Ahmad’s Fried Chicken oggi conta 35 punti vendita e 17 chioschi sparsi in tutta la Malesia. L’obiettivo del gruppo è arrivare a quota 110 entro la fine del 2026, consolidare la propria presenza in patria ed espandersi all’estero. «La questione del boicottaggio potrebbe aver attirato l’attenzione, ma alla fine è la qualità a determinare il successo. Vogliamo entrare nei mercati internazionali come l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti», ha ammesso Lailatul.

Ahmad’s Fried Chicken, la sfida malese a McDonald’s
Un chiosco di Ahmad’s Fried Chicken (da Fb).

Fast food e non solo: il successo dei marchi locali in Malesia

Il logo di Ahmad’s Fried Chicken è un bambino sorridente in versione cartoon. Il layout della catena richiama vagamente quello di McDonald’s. E pure il menù è simile. I prezzi sono però più bassi e i prodotti interamente halal. Per esempio il Big Mad’s, la versione malese del Big Mac, con un soft drink e patatine fritte costa 18,50 ringgit, poco meno di 4 dollari, contro i 3 dollari del panino originale. Ovviamente Ahmad’s Fried Chicken non può ancora competere con McDonald’s e Kfc – che in Malesia contano rispettivamente 370 e 600 punti vendita – anche se gli affari stanno andando a gonfie con incassi che si aggirano sui 730 mila dollari al mese. E il futuro promette bene visto il successo dei marchi locali sulle grandi multinazionali. Un esempio su tutti? ZUS Coffee. Quello che nel 2019 era un semplice chiosco di caffè ora è la più grande catena della Malesia. Una realtà che ha superato per punti vendita persino un gigante come Starbucks (743 contro 320). Che sia questo il destino di Ahmad’s Fried Chicken?

Ahmad’s Fried Chicken, la sfida malese a McDonald’s
Un hamburger di Ahmad’s Fried Chicken (da Fb).