Alessio Quaranta è stato nominato segretario generale dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art), autorità amministrativa indipendente di regolazione e garanzia, con sede presso il Lingotto di Torino, competente appunto nel settore dei trasporti e dell’accesso alle relative infrastrutture. Già vicesegretario generale (era stato nominato il 7 gennaio 2025), Quaranta prende il posto di Guido Improta.
Chi è Alessio Quaranta
Figura di spicco della pubblica amministrazione italiana, Quaranta per molti anni ha ricoperto il ruolo di direttore generale in Enac. Diversi poi gli importanti incarichi a livello internazionale, tra cui la presidenza dell’Ecac (Conferenza Europea dell’Aviazione Civile) e dell’Eateo (Associazione europea delle organizzazioni di istruzione e formazione aeronautica), nonché la direzione dell’Easti (European aviation security training institute).
Sono aperte le candidature al concorso pubblico del 2025 dell’Università di Roma “La Sapienza” per 75 posti da assegnare a candidati in possesso del diploma o della laurea. Le procedure riguardano il reclutamento di 33 unità di collaboratori e di 42 funzionari, tutti da assumere con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Il bando di concorso si può reperire sul portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa). Ecco, quindi, come sono distribuiti i posti, quali sono i requisiti richiesti, in che modo inviare la domanda e in cosa consistono le procedure di selezione dal momento che si tratta di un concorso per soli esami.
Concorso Università La Sapienza 2025: per quali posti serve il diploma?
Svolgimento delle prove di un concorso pubblico (Imagoeconomica).
L’Università di Roma “La Sapienza” ha pubblicato il bando di concorso per reclutare 75 candidati ai posti di funzionario e collaboratore. Nel dettaglio, per l’area dei collaboratori, servono 13 tecnici informatici, settore professionale tecnico, scientifico, tecnologico, informatico e dei servizi generali, con i seguenti profili:
sei sviluppatori It (codice concorso 01/IT);
tre unità per i servizi informatici (codice 01/INF);
tre sistemisti delle infrastrutture tecnologiche (codice 01/SIT);
un collaboratore addetto alla cybersecurity (codice 01/CYB);
Funzionari al concorso Università La Sapienza 2025: requisiti per essere ammessi
Per quanto riguarda l’area dei funzionari del concorso dell’Università “La Sapienza”, il bando prevede l’assunzione di 30 unità di funzionari nel settore amministrativo e gestionale nei seguenti profili:
15 posti da funzionario con competenze nell’approvvigionamento e nelle attività negoziali (codice concorso 03/AAN);
15 posti da funzionario con competenze di risorse umane e organizzazioni.
Per questi ultimi 15 posti, si cercano, nel dettaglio dei profili professionali:
9 esperti in ambito giuridico e amministrativo (codice 03/RUOG);
due esperti giuridico-amministrativo-performance e rapporti sindacali (codice 03/RUOP);
un esperto giuridico-amministrativo-pianificazione, sviluppo e valorizzazione del personale (codice 03/RUOV);
un esperto di attuazione policy/progetti-organizzazione (codice 03/RUOA);
due esperti di attuazione policy/progetti-formazione (codice 03/RUOAP).
Infine, il bando richiede altri 12 funzionari con competenze in ambito ingegneristico e architettonico, nel settore tecnico-informatico (codice 04).
Come inviare la domanda per partecipare ai concorsi universitari?
Svolgimento della prova scritta di un concorso pubblico (Ansafoto).
I requisiti per l’ammissione al concorso per 75 posti all’università di Roma sono elencati all’articolo 2 del bando. In particolare, al punto h) sono elencati i titoli di studio richiesti ai candidati per i posti da collaboratore (diploma di scuola secondaria di secondo grado) o da funzionario (laurea magistrale, triennale o vecchio ordinamento). Gli indirizzi sono reperibili sul bando a seconda del profilo professionale per il quale ci si candidi. Per quanto riguarda le procedure di selezione, il bando prevede l’espletamento di una prova scritta, disciplinata all’articolo 6, e di un esame orale, descritto all’articolo 7. Per inviare la domanda di partecipazione è necessario cercare la pagina del bando sul portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa), cliccare su uno dei 12 tasti «Invia la tua candidatura» corrispondente a ciascun profilo del concorso e trasmettere la candidatura entro le ore 18.00 del 27 gennaio 2026.
Tutto pronto per Capodanno 2026. Migliaia di famiglie in Italia si apprestano a dire addio al 2025 e accogliere il nuovo anno fra speranze, desideri e buoni propositi. In tanti festeggeranno con una cena nella serata del 31 dicembre, pronti a brindare allo scoccare della mezzanotte, oppure si riserveranno per un pranzo il primo gennaio assieme a parenti e amici. Può capitare tuttavia, proprio nel momento in cui ci si mette ai fornelli, di rendersi conto di aver dimenticato un ingrediente per il pasto oppure di non avere l’occorrente per ospitare tutti gli invitati. Per fortuna, diversi supermercati saranno aperti in almeno uno dei due giorni, seppur con orari ridotti per l’occasione. Ecco una guida per ciascuna catena, ricordando che è sempre opportuno controllare i siti ufficiali per avere tutte le informazioni in merito al punto vendita più vicino alla propria abitazione.
Capodanno 2026, i supermercati aperti 31 dicembre e 1 gennaio
Carrefour, Conad e Coop
L’insegna di un supermercato Conad (Imagoeconomica).
Per quanto riguarda i due giorni a cavallo tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, Carrefour garantirà il servizio il 31 dicembre con alcune differenze. Mentre alcuni punti vendita, soprattutto quelli situati in grandi città o comunque posizioni strategiche per molti consumatori, si prevede facciano orario continuato per tutta la giornata, altri store con meno affluenza potrebbero chiudere per mezza giornata. Chiusura per quanto riguarda il primo gennaio. Discorso simile per quanto riguarda la catena di supermercati Conad, i cui orari di garanzia differiranno in base alla posizione sul territorio dei punti vendita. Come nel caso di Carrefour, prevista la chiusura per il primo giorno del 2026, sebbene alcuni store potrebbero alzare le serrande anche a Capodanno con orari tuttavia piuttosto ristretti. Sulla stessa linea anche Coop, che garantirà il servizio il 31 dicembre: per tutte e tre le catene si consiglia di verificare sui siti ufficiali.
Famila, Esselunga, Aldi e Bennet
Un supermercato di Esselunga (Imagoeconomica).
Per quanto riguarda Famila, dovrebbe essere confermato un modello ormai consolidato negli anni che prevede l’apertura il giorno di San Silvestro, quasi sempre con orari ridotti che faranno abbassare le serrande nel primo pomeriggio. Chiusura totale invece per il primo gennaio. Passando a Esselunga, i punti vendita della catena dovrebbero restare aperti tutta la mattina del 31 dicembre e presentare orario ridotto nel pomeriggio, garantendo così il servizio per tutte le necessità in vista di Capodanno. Chiusura, come per i casi precedentemente citati, il primo gennaio. Stesso discorso per Aldi: previste, come consultabile sul sito ufficiale, alcune aperture straordinarie l’ultimo giorno dell’anno – con orario ridotto – prima della chiusura per il giorno di Capodanno. Orari ad hoc per le feste anche nel caso di Bennet, i cui supermercati osserveranno un periodo di apertura ridotto il 31 dicembre prima di chiudere completamente nelle 24 ore successive.
Pam, MD, Iper e Lidl
Un punto vendita Pam (Imagoeconomica).
Per quanto riguarda invece la catena di negozi Lidl, il 31 dicembre sarà giorno di apertura standard, pertanto i consumatori troveranno i supermercati aperti come per il resto dell’anno. Tutto chiuso il primo gennaio 2026, con alcune eccezioni per le grandi città e i centri commerciali consultabili sulla piattaforma ufficiale. MD invece dovrebbe garantire il servizio solamente per metà giornata l’ultimo giorno del 2025, chiudendo la maggior parte dei propri punti vendita già nel primo pomeriggio. Per Capodanno, invece, serrande abbassate per tutto il giorno. Discorso simile anche per Pam, per cui si profilano poche ore di apertura il 31 dicembre e chiusura completa per il giorno successivo. Come già detto per le altre catene, prima di incamminarsi verso il punto vendita più vicino è opportuno un veloce sguardo sui siti ufficiali.
E ora i quadri da ritrovare, quelli del tesoro della famiglia Agnelli, sono 35. Dopo l’ultimo saluto a Maria Sole Agnelli, arriva la svolta della Procura di Roma: i pm Giovanni Conzo e Stefano Opilio ipotizzano reati di ricettazione ed esportazione illecita di opere d’arte. Indagine per ora senza indagati. Tra i quadri che sarebbero stati trasferiti all’estero (la lista è in parte stata secretata) ci sono anche tele di Monet, Picasso e De Chirico. Il sospetto è che siano stati portati in Svizzera senza darne conto, come prevede la legge, al ministero della Cultura. Tra l’altro non è facile inserire in una lista tutti gli acquisti di Gianni Agnelli, perché da amante dello shopping “compulsivo” era solito acquistare spesso capolavori visitando le gallerie: a Roma erano frequenti le sue incursioni, prima a via del Babuino e poi a piazza di Spagna, da Claudio Bruni Sakraischik, che trattava delle meravigliose opere di Igor Mitoraj. Altro gallerista amico di Agnelli era Pino Casagrande. Pochi lo sanno, ma l’Avvocato prendeva anche “a noleggio” le opere d’arte, un metodo che poi sarebbe stato mutuato da Flavio Briatore per i servizi fotografici dedicati alle sue residenze: in occasione dei consigli d’amministrazione, c’era un’esperta incaricata di arredare il salone con opere sceltissime che il giorno dopo tornavano ai legittimi proprietari. Quello che contava, per Agnelli, era “l’effetto wow”. E intanto passava l’immagine del “re di quadri”.
Gianni Agnelli (Imagoeconomica).
Ai funerali di Maria Sole Agnelli mancava Lapo
Restando in casa Agnelli, a Palidoro, per l’ultimo saluto a Maria Sole – sorella di Gianni e Susanna – la famiglia era rappresentata ai massimi livelli. Mancava solo Lapo Elkann, che ha inviato una corona di fiori. Presenti, tra gli altri, Alain Elkann, John Elkann e Lavinia Borromeo, Ginevra Elkann e Giovanni Gaetani dell’Aquila d’Aragona. Avvistata anche Margherita, ben lontana dai figli con cui è ai ferri corti per le ben note questioni ereditarie. Al termine della cerimonia funebre, con tanto di stemma della Juventus, il feretro è stato portato dai pronipoti all’esterno della chiesa. Le autorità erano rappresentate dal sindaco di Fiumicino, Mario Baccini. La chiesa era piccola e per questo, all’esterno, erano state sistemate tante sedie bianche, forse troppe. Curiosità: la ditta di onoranze funebri era La Sfinge, la stessa che ha curato anche i funerali di Aldo Brachetti Peretti (alle esequie di Maria Sole era presente il figlio del Cavaliere, Ugo Maria Brachetti Peretti, presidenti di Api). Stessa auto per l’addio: una Maserati.
Allo spaccio del Vaticano non si risparmia più
Avevano parlato di «straordinaria innovazione», e anche di «aria nuova in Vaticano». Fatto sta che il passaggio dello storico spaccio della Santa Sede, ovvero “il supermercato del Papa”, dall’Annona a un’azienda privata non ha soddisfatto la clientela, e le voci stanno arrivando a Papa Leone XIV. La Magazzini Gabrielli Spa, con sede ad Ascoli Piceno e con punti vendita nelle cinque regioni del centro Italia (Marche, Abruzzo, Molise, Umbria e Lazio) qualche mese fa è entrata in Vaticano con il marchio Tigre: all’interno della struttura, che occupa complessivamente una superficie totale di 1.321 metri quadrati, di cui 875 destinati alla vendita, con sei casse e 30 posti auto riservati, lavorano 34 addetti e si conta un assortimento di circa 11 mila prodotti. Qual è il problema dei clienti, specie quelli del sabato mattina, ovvero i vip “esterni” che vantano da sempre la tessera dell’Annona? «Non si risparmia più, qui dentro, tanto vale andare al supermercato Tigre di via Ferrari, vicino a piazza Mazzini, perché i prezzi sono gli stessi, esattamente uguali», sibilano. «Noi siamo sempre venuti qui perché si risparmiava, dato che in Vaticano non esiste l’Iva, si compravano casse di superalcolici senza le accise, c’erano pure le sigarette e i tabacchi, al costo. E allora la differenza di prezzo che c’era una volta, grazie all’assenza del fisco tra le sacre mura, ora che fine fa?».
Tutto pronto per i saldi invernali 2026. La nuova stagione degli sconti, che porterà nei negozi di tutta Italia e negli store online una ricca serie di offerte e promozioni su diversi prodotti, scatterà sabato 3 gennaio in quasi tutto il Paese. Due sole le eccezioni: Valle d’Aosta, dove scatteranno con 24 ore di anticipo, e Alto Adige, in cui inizieranno solamente giovedì 8 gennaio. Come da tradizione, tutti i negozianti saranno obbligati a esporre il prezzo originale del capo, la percentuale di sconto e il costo finale e dovranno accettare pagamenti anche con carte di credito. A discrezione dei commercianti la possibilità di cambiare (a meno che non presenti danni, in quel caso saranno costretti) oppure di provare in negozio un capo. Ecco il calendario dei saldi invernali del 2026 stilato da Confcommercio.
Saldi invernali 2026, il calendario completo per ciascuna regione
La vetrina di un negozio durante i saldi (Imaoeconomica).
Abruzzo: 3 gennaio per 60 giorni
Basilicata: 3 gennaio – 1 marzo
Calabria: 3 gennaio per 60 giorni
Campania: 3 gennaio per 60 giorni
Emilia-Romagna: 3 gennaio per 60 giorni
Friuli Venezia Giulia: 3 gennaio – 31 marzo
Lazio: 3 gennaio per sei settimane
Liguria: 3 gennaio – 16 febbraio
Lombardia: 3 gennaio – 3 marzo
Marche: 3 gennaio – 1 marzo
Molise: 3 gennaio per 60 giorni
Piemonte: 3 gennaio per otto settimane
Puglia: 3 gennaio per 60 giorni
Sardegna: 3 gennaio per 60 giorni
Sicilia: 3 gennaio – 15 marzo
Toscana: 3 gennaio per 60 giorni
Umbria: 3 gennaio per 60 giorni
Valle d’Aosta: 2 gennaio – 31 marzo
Veneto: 3 gennaio – 28 febbraio
Trento e provincia: 60 giorni, con periodo a discrezione dei commercianti
L’eccezione dell’Alto Adige: tutte le date nei vari distretti
La vetrina di un negozio durante i saldi (Imaoeconomica).
Come detto, oltre alla Valle d’Aosta che inizierà i saldi invernali il 2 gennaio 2026, fa eccezione anche l’Alto Adige. In gran parte dei territori gli sconti scatteranno infatti giovedì 8 gennaio per terminare, dopo circa un mese, all’inizio di febbraio. Ecco il calendario completo area per area:
Distretto di Bolzano, Oltradige e Bassa Atesina: 8 gennaio – 5 febbraio
Distretto di Merano e Burgraviato: 8 gennaio – 5 febbraio
Distretto Valle Isarco e Alta Valle Isarco: 8 gennaio – 5 febbraio
Distretto Val Pusteria: 8 gennaio – 5 febbraio
Distretto Val Venosta: 8 gennaio – 5 febbraio
I saldi invernali 2026 scatteranno invece il 7 marzo nei comuni di Tires, Castelrotto, Renon, Ortisei, Santa Cristina, Selva Gardena, Marebbe, San Martino in Badia, La Valle, Badia, Corvara, Stelvio, Maso Corto, Resia, San Valentino alla Muta. Gli sconti termineranno, dopo circa un mese, il 4 aprile.
Alfonso Signorini ha deciso di autosospendersi da Mediaset a seguito delle accuse mosse da Fabrizio Corona nel suo format Falsissimo, dove si parlava di un presunto «sistema» per cui alcuni concorrenti del Grande Fratello avrebbero dovuto cedere alle avances del conduttore per ottenere l’accesso al reality. La notizia è stata resa nota dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, che hanno definito il loro assistito «vittima di gravi e continuate condotte criminose», aggiungendo che la sospensione «è già stata comunicata all’azienda». Nella puntata online del 15 novembre, intitolata Il prezzo del successo, Corona ha affermato che diversi ragazzi sarebbero stati ammessi nella Casa del Grande Fratello solo dopo aver avuto presunti rapporti sessuali o brevi relazioni con Signorini.
L’Istituto superiore di sanità ha pubblicato il rapporto della sorveglianza RespiVirNet con i dati relativi alle infezioni respiratorie acute causate dal virus influenzale. Nella sola settimana dal 15 al 21 dicembre l’incidenza è stata pari a 17,1 casi per mille assistiti, in aumento rispetto al precedente bollettino in cui è stata di 14,7. Circa 950 mila italiani sono stati colpiti proprio in quei sette giorni, per un totale di quasi 5,8 milioni di casi dall’inizio della sorveglianza. L’incidenza più alta è stata registrata nella fascia d’età 0-4 anni con 50 casi per mille assistiti. Il tasso di positività è stato del 31,5 e del 46,2 per cento rispettivamente nella comunità e nel flusso ospedaliero. Le Regioni più colpite sono state il Veneto, le Marche, la Campania e la provincia autonoma di Bolzano. L’attenzione maggiore è stata sulla variante K del ceppo H3N2, molto insidiosa secondo i medici. Secondo quanto affermato da Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie infettive dell’Iss, l’Italia si sta «avvicinando al picco dei casi, che verrà toccato nelle prossime settimane».
Pedaggi autostradali in aumento da gennaio 2026 dopo la sentenza della Corte Costituzionale che, respingendo il ricorso del Mit, denuncia lo stesso dicastero, «ha vanificato lo sforzo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dello stesso governo di congelare le tariffe fino a definizione dei nuovi pef regolatori». A seguito del semaforo rosso della Consulta al ricorso del Mit per il blocco dei pedaggi, l’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) ha poi determinato che l’adeguamento tariffario all’inflazione sarà del 1,5 per cento. «Ciò è quanto stabilito, a seguito delle decisioni della Corte Costituzionale e di Art, sulle quali il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non può più intervenire», spiega il Mit, aggiungendo che «per le società Concessioni del Tirreno p.A. (Tronco A10 e A12), Ivrea-Torino-Piacenza p.A. (Tronco A5 e A21) e Strada dei Parchi p.A., in vigenza di periodo regolatorio, non sono previste variazioni tariffarie a carico dell’utenza, in linea con i rispettivi Atti convenzionali vigenti». Una variazione pari all’1,925 per cento «è riconosciuta alla concessionaria Salerno-Pompei-Napoli S.P.A.» Infine, verrà riconosciuto «un adeguamento tariffario pari all’1,46 per cento per la società Autostrada del Brennero p.A., con concessione scaduta, per la quale è in corso il riaffidamento della medesima».
Varie amministrazioni pubbliche e ministeri hanno pubblicato il bando di concorso pubblico per la copertura di un totale di 3.997 posti. Si tratta delle assunzioni che saranno effettuate dall’Agenzia delle Entrate, dall’Agenzia per l’Italia Digitale, dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dall’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (Inps) e dai ministeri dell’Università e della Ricerca, del Turismo, dell’Economia e delle Finanze, dell’Interno, dell’Istruzione e del Merito, della Cultura e della Giustizia. I posti sono tutti a tempo indeterminato, da inquadrare nei ruoli delle differenti amministrazioni, nell’area degli assistenti. Ecco, quindi, dove reperire il bando, quali sono i requisiti richiesti per partecipare alle selezioni, come inviare la domanda di candidatura e in cosa consistono le prove considerando che il concorso è per titoli ed esami.
Concorso per 3.997 posti 2025: quali sono i profili ricercati?
Svolgimento delle prove di un concorso (Imagoeconomica).
C’è tempo fino al 27 gennaio 2026 per inviare la domanda di candidatura al concorso pubblico emanato negli scorsi giorni e riguardante le immissioni di 3.997 unità di personale per varie amministrazione. Gli interessati possono candidarsi, presso l’amministrazione pubblica e la sede regionale scelte, per i seguenti profili professionali:
assistente amministrativo (codice del concorso AMM);
assistente informatico (codice INF);
assistente economico (codice ECO);
assistente tecnico (codice TEC).
Come sono suddivisi i 3.997 posti del concorso 2025 per varie amministrazioni?
I posti del concorso pubblico per assistenti amministrativi, informatici, economici e tecnici sono distribuiti tra le seguenti amministrazioni:
2.913 posti da assistente amministrativo, tra i quali 1.015 al ministero dell’Interno, 743 presso l’Inps, 343 all’Ispettorato nazionale del lavoro e 300 presso l’Agenzia delle entrate secondo la suddivisione, anche per ambiti regionali, effettuata all’allegato 1 del bando di concorso, reperibile sul portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa);
498 posti da assistente economico, dei quali 305 al ministero dell’Interno e 124 al ministero dell’Economia e delle Finanze, secondo la suddivisione visionabile all’allegato 2 del bando;
583 posti da assistente informatico, dei quali 227 al ministero dell’Interno, 150 al ministero della Cultura, 132 all’Ispettorato del lavoro e 57 al ministero dell’Economia e delle Finanze in base alla suddivisione dell’allegato 3 del bando;
tre posti di assistente tecnico presso il ministero della Giustizia, Dipartimento della Giustizia minorile e di Comunità, nelle sedi dell’Emilia Romagna, della Lombardia e della Toscana, secondo quanto descritto nell’allegato 4 del bando.
Come inviare la domanda ai concorsi in ministeri e agenzie fiscali
Mibact ministero dei Beni culturali e del Turismo, ingresso della sede (Imagoeconomica).
Per quanto concerne i requisiti da possedere per candidarsi al concorso per 3.997 posti, il bando richiede al punto j) dell’articolo 2 il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado della durata di cinque anni. Il bando, inoltre, prevede l’espletamento di una prova scritta, in base alle indicazioni e alle materie da studiare elencate all’articolo 6, e la valutazione dei titoli, la cui tabella dei punteggi è riportata all’articolo 7. Per inviare la domanda di candidatura è necessario collegarsi al sito istituzionale Inpa e seguire i seguenti passaggi:
cercare la pagina del bando dall’apposita funzione;
cliccare su uno dei quattro tasti in basso «Invia la tua candidatura», corrispondenti alle figure professionali di assistente;
autenticarsi con Spid, Cie o Cns;
compilare il form di domanda e allegare i documenti richiesti dal bando;
cliccare sul tasto «Conferma e invia» per trasmettere la domanda entro la scadenza delle ore 18.00 del 27 gennaio 2026.
Brigitte Bardot è morta all’età di 91 anni. Domenica 28 dicembre, il cinema francese e internazionale hanno detto addio a una delle icone più rappresentative del XX secolo. È solo l’ultima di numerose star che ci hanno lasciato negli ultimi 12 mesi tra celebrità dello spettacolo, simboli dell’alta moda e divi del cinema e della musica. Da Oliviero Toscani e David Lynch scomparsi a gennaio alla scrittrice Sophie Kinsella, deceduta per una grave malattia a metà dicembre, ecco un recap del 2025.
Tutte le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Gennaio
Il regista David Lynch (Ansa).
Nel primo mese dell’anno, la fotografia italiana salutava Oliviero Toscani, morto il 13 all’età di 82 anni dopo una breve malattia. Tre giorni dopo, un grave lutto ha colpito il cinema con la scomparsa a 78 anni del regista visionario David Lynch, autore di cult come Mudholland Drive e la serie Twin Peaks.
Il 26 febbraio, Gene Hackman è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Santa Fe assieme alla moglie Betsy Arakawa: secondo il medico legale, il celebre attore de Il braccio violento della legge e Gli spietati era deceduto probabilmente otto giorni prima. Sempre il 26 febbraio, il mondo ha detto addio anche a Michelle Trachtenberg, nota per aver vestito i panni di Georgina Sparks in Gossip Girl e Dawn Summers in Buffy l’ammazzavampiri.
Il 3 marzo si spegneva a 71 anni, dopo una lunga malattia, Eleonora Giorgi, affetta da un tumore al pancreas di cui aveva parlato pubblicamente. Due giorni dopo ci ha lasciato l’iconico telecronista della Nazionale italiana Bruno Pizzul, storica voce del calcio per la Rai e conduttore di Domenica Sprint e della Domenica Sportiva.
Il primo aprile un grave lutto ha colpito Hollywood. Si è spento a 65 anni infatti Val Kilmer, stella del cinema americano e volto di Jim Morrison in The Doors, di Bruce Wayne in Batman Forever e di Tom Kazansky in Top Gun. Il 21 aprile, giorno di Pasquetta, dal Vaticano una notizia ha scioccato il mondo intero: a 88 anni è morto Papa Francesco, 266esimo pontefice della Chiesa di Roma.
Il 23 maggio è morto all’età di 81 anni Sebastiao Salgado, uno dei massimi esponenti della fotografia documentarista del nostro tempo. Ex economista, durante la vita ha viaggiato attraverso 120 Paesi, raccontandone popolazioni, usanze e culture.
20 maggio: Nino Benvenuti
23 maggio: Sebastiao Salgado
Giugno
Lea Massari nel 1977 (Ansa).
Il 22 giugno 2025 il mondo dell’arte ha detto addio ad Arnaldo Pomodoro, scomparso il giorno prima di compiere 99 anni: il celebre scultore delle iconiche sfere di bronzo ha fondato, assieme a Lucio Fontana, il gruppo Continuità. Il giorno dopo invece si è spenta Lea Massari, antidiva del cinema che ha lavorato per Michelangelo Antonioni e Sergio Leone e recitato con Jean Paul Belmondo. Appena 24 ore dopo, un altro lutto nel cinema: si è spento a 75 anni Alvaro Vitali, indimenticabile Pierino.
Il 3 luglio è morto in un incidente stradale il centravanti del Liverpool e della Nazionale portoghese Diogo Jota: insieme al 28enne ha perso la vita anche il fratello André, più giovane di due anni. Quello stesso giorno il cinema ha pianto invece la scomparsa improvvisa di Michael Madsen, celebre per il suo lavoro in diversi film di Quentin Tarantino, dai due volumi di Kill Bill a The Hateful Eight. Musica in lutto il 22 per la morte del Principe delle tenebre Ozzy Osbourne, morto 17 giorni dopo aver dato addio alle scene con un concerto nella sua Birmingham.
Oltre a Salgado, nel 2025 la fotografia ha perso anche uno dei giganti italiani. Il 6 agosto è morto a Genova Gianni Berengo Gardin, fra i massimi esponenti del Novecento nel nostro Paese. Appena 24 ore dopo si è spento negli States Jim Lovell, comandante della missione spaziale Apollo 13 e noto per aver pronunciato la famosa frase «Houston, abbiamo un problema». Spettacolo italiano in lutto il 16 agosto per la morte di Pippo Baudo, simbolo di Sanremo e della televisione nel nostro Paese.
6 agosto: Gianni Berengo Gardin
7 agosto: Jim Lovell
16 agosto: Pippo Baudo
Settembre
Giorgio Armani (Imagoeconomica).
Il mese di settembre si è aperto con la morte di Emilio Fede, storica guida del Tg4 per 20 anni, morto a 94 anni il 2. Due giorni dopo, moda internazionale in lutto per la scomparsa di “Re” Giorgio Armani, icona di stile non solo in Italia ma in tutto il mondo: simbolo di eleganza, ha vestito decine di celebrità tra cui Cate Blanchett e Lady Gaga. Il 16 e il 23 settembre, il cinema ha detto addio rispettivamente a Robert Redford e Claudia Cardinale, pilastri della recitazione nel XX secolo.
Il primo ottobre è morta a Los Angeles l’etologa e antropologa britannica Jane Goodall. La 91enne di Londra ha rivoluzionato la scienza moderna, documentando per prima alcuni comportamenti sociali degli animali fino ad allora attribuiti solo alla specie umana. Il 3 ottobre lo spettacolo italiano ha salutato per l’ultima volta Remo Girone, attore noto per aver interpretato Tano Cariddi ne La piovra. Otto giorni dopo, invece, si è spenta in California Diane Keaton, premio Oscar nel 1978 per il film Io e Annie di Woody Allen, con cui strinse un duraturo sodalizio.
Le gemelle Alice ed Ellen Kessler allo zoo di Roma nel 1965 (Ansa).
L’8 novembre ci ha lasciato un’altra icona del Festival di Sanremo. È morto a soli 69 anni infatti Beppe Vessicchio, storico direttore d’orchestra al Teatro Ariston che nel corso della sua carriera ha lavorato con artisti del calibro di Roberto Vecchioni, Zucchero e Mia Martini. Il 17 novembre altro addio nel mondo dello spettacolo: a 89 anni sono morte Alice ed Ellen Kessler, tra le coppie più famose della scena europea. Quattro giorni dopo invece si è spenta nella sua Milano Ornella Vanoni, tra le voci simbolo della musica italiana nel Novecento.
Il mese di dicembre, in cui il cinema internazionale ha detto addio a Brigitte Bardot, si è aperto invece con un altro importante lutto in Italia: il primo è morto infatti Nicola Pietrangeli, simbolo del tennis tricolore e due volte vincitore del Roland Garros nonché capitano dell’Italia in Coppa Davis nel trionfo in Cile del 1976. Il 10 dicembre è morta invece la scrittrice britannica Sophie Kinsella, famosa per la saga I Love Shopping. Quattro giorni dopo, il regista Rob Reiner è stato trovato assassinato assieme a sua moglie Michele Singer nella sua villa di Los Angeles.
Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore nuove regole sui pagamenti elettronici e sulla certificazione dei corrispettivi. Il cambiamento principale riguarda l’obbligo di collegare registratori di cassa telematici e strumenti di pagamento elettronico, come i Pos. La misura, prevista dalla legge di Bilancio e resa operativa da un provvedimento dell’Agenzia delle entrate di fine ottobre 2025, punta a rendere più immediato il confronto tra scontrini emessi e incassi tracciati. Nello stesso pacchetto rientrano anche procedure accelerate per la liquidazione dell’Iva e per i pignoramenti presso terzi.
Come funziona il collegamento tra cassa e Pos
Pos (Imagoeconomica).
Dal 2026 gli esercenti dovranno registrare online l’abbinamento tra il registratore telematico e i Pos utilizzati. Non è previsto alcun collegamento fisico: l’operazione avviene nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate. L’esercente, anche tramite un intermediario, associa la matricola del registratore già censito in Anagrafe tributaria ai dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico di cui è titolare.
Procedura e trasmissione dei dati
Per semplificare l’adempimento, la piattaforma mostrerà l’elenco dei Pos già comunicati all’Agenzia dagli operatori finanziari. I pagamenti elettronici dovranno essere registrati al momento dell’operazione, indicando nel documento commerciale la modalità di pagamento e l’importo. I dati saranno poi trasmessi all’Agenzia in forma aggregata giornaliera, con le stesse modalità già previste per i corrispettivi telematici.
I Pos attivati o modificati dovranno essere registrati tra il sesto giorno del secondo mese successivo all’attivazione e l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese. Per gli strumenti già in uso al 1° gennaio 2026 è previsto un termine di 45 giorni dalla messa a disposizione del servizio online.
Iva e pignoramenti “sprint”
Dal 2026 l’Agenzia potrà calcolare l’Iva dovuta in caso di dichiarazione omessa utilizzando fatture elettroniche e scontrini. Se il contribuente non risponde entro 60 giorni, l’imposta viene iscritta a ruolo con una sanzione del 120 per cento. La Manovra introduce anche pignoramenti più rapidi: grazie ai dati della fatturazione elettronica, la Riscossione potrà individuare i clienti delle imprese debitrici e bloccare i pagamenti in arrivo prima dell’accredito.
Papa Leone XIV è il Personaggio dell’anno 2025 per la Treccani. L’Istituto dell’Enciclopedia Italiana ha infatti nominato Robert Francis Prevost, salito al soglio pontificio lo scorso maggio, riconoscendone «una Chiesa povera per i poveri» in un periodo storico fortemente segnato da conflitti internazionali, polarizzazioni e leadership muscolari. Nel Libro dell’anno si ripercorrono 365 giorni di tensioni sia dal punto di vista sociale sia da quello economico, oltre a sorprendenti eventi storici e culturali: spazio per il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, il terzo anno del Governo Meloni e l’assegnazione dei premi Nobel. Nel 2024, la scelta della Treccani ricadde su Sophia Loren.
Leone XIV Personaggio dell’anno per la Treccani: la motivazione
La Treccani ha scelto per Leone XIV «per aver improntato il suo pontificato a valori fondamentali dell’esperienza cristiana come sobrietà, misura e ascolto», simbolo di una Chiesa povera che volge lo sguardo ai poveri. Uomo «parsimonioso di presenza e parole», il Papa «ha scelto di sfumare la propria figura, ridurne la rumorosità, bilanciare posizioni e udienze, sottraendosi con pazienza ai tentativi di collocarlo a destra o a sinistra, tanto sul piano politico quanto su quello teologico». Per la Treccani, «Leone XIV, primo papa statunitense, primo missionario in senso moderno e primo figlio dell’ordine cui appartenne Martin Lutero, sta applicando la capacità di governo maturata durante la lunga missione in Perù, e si trova ora, da pontefice, a operare in un mondo in cui potenze che ambiscono a tornare “nuovamente grandi” hanno bisogno che altri si rimpiccioliscano nella coscienza dei propri diritti».
Papa Leone XIV durante la messa di Natale (Ansa).
«In questo scenario segnato da inedite e interconnesse sfide globali», ha proseguito la Treccani, «il nuovo Papa è chiamato a stabilire l’ordine delle priorità di un’agenda complessa, tra nodi da sciogliere o da tagliare, in un percorso fatto di scelte selettive, risposte misurate e rinvii ponderati, che non promette consenso facile né immediato a un pontificato impegnato a promuovere una pace disarmata e disarmante». Giunto alla 20esima edizione, il Libro dell’anno Treccani restituisce tutti i personaggi chiave degli ultimi 12 mesi in un racconto di 600 pagine e quasi 1.200 notizie. «Abbiamo tentato di raccontare con completezza e profondità di analisi un anno difficile», ha detto il direttore Marcello Sorgi. «Abbiamo individuato proprio nella Chiesa di Papa Leone XIV un nuovo importante protagonista della scena internazionale, da cui la scelta di nominarlo Personaggio dell’anno».
Nelle ultime ore, l’Inps ha fornito chiarimenti in merito ai permessi retribuiti che possono essere richiesti da chi sia affetto da malattie invalidanti e gravi e su cosa cambia a partire dal 1° gennaio 2026. La norma di riferimento è l’articolo 2 della legge 106 del 2025, recante «Permessi di lavoro per visite, esami strumentali e cure mediche», che consente ai lavoratori dipendenti del settore privato e del pubblico impiego e ai figli minori, affetti da malattie che provochino un’invalidità di almeno il 74 per cento o da malattie oncologiche, di fruire di ulteriori permessi retribuiti per una durata massima di dieci ore all’anno rispetto a quanto si prevede già nei contratti collettivi di lavoro. Dalla disciplina, tuttavia, rimangono esclusi i lavoratori autonomi, i collaboratori iscritti alla Gestione Separata e i lavoratori dello spettacolo del fondo autonomi.
Permessi retribuiti malattie invalidanti e gravi 2026: cosa prevede la disciplina?
Visita medica (Freepik).
Con la circolare numero 152 del 19 dicembre 2025, recante «Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche», l’Inps fornisce indicazioni su come dovrà essere trattata la materia dal 1° gennaio 2026. Infatti, la circolare contiene chiarimenti sulle modalità di fruizione delle ore di permesso retribuite per «visite, esami strumentali e cure mediche» dei lavoratori dipendenti, nonché indicazioni per i datori di lavoro pubblici e privati nella compilazione delle denunce mensili.
Chi può richiedere i permessi retribuiti per malattie gravi nel 2026?
Nel dettaglio, I permessi retribuiti per la durata aggiuntiva di dieci ore rispetto a quanto già prevedono i contratti collettivi di lavoro, possono essere richiesti, a partire dal 1° gennaio 2026, secondo quanto prevede il comma 1, dell’articolo 2, della legge 106 del 2025, ovvero dal lavoratore:
al quale sia stato riconosciuto un grado di invalidità di almeno il 74 per cento;
affetto da malattia oncologica in fase attiva o in follow up precoce;
affetto da malattia invalidante o cronica, pure rara.
La stessa disciplina si prevede anche se l’invalidità o la malattia sia stata riconosciuta al figlio minorenne. In tal caso, a testimonianza dell’invalidità del 74 per cento, è sufficiente il verbale di accertamento dell’invalidità civile.
Come fare la richiesta?
Busta paga (Ansafoto).
L’agevolazione consiste nella possibilità di richiedere ulteriori 10 ore retribuite di permesso all’anno per effettuare visite mediche, esami strumentali, analisi cliniche e cure frequenti. A tal proposito, si richiede che il medico di medicina generale o lo specialista rilasci al paziente che fruisce dei permessi, l’apposita prescrizione delle visite e delle cure di cui necessiti. All’interno della circolare dell’Inps sono riportate le informazioni, passo passo, su come deve essere presentata la richiesta delle ore di permesso da parte dei lavoratori e su come il datore di lavoro deve calcolare la retribuzione corrispondente a queste ore. Ulteriori chiarimenti sono forniti per i datori di lavoro di operai agricoli a tempo determinato e per lavoratori domestici.
Louis Gerstner, Ceo e presidente di IBM dal 1993 al 2002, è morto all’età di 83 anni. Lo ha annunciato l’ad Arvind Krishna in una mail inviata ai dipendenti nella giornata di domenica 28 dicembre, senza tuttavia spiegare la causa del decesso: «Arrivò in IBM in un momento in cui il futuro dell’azienda era davvero incerto. La sua leadership in quel periodo rimodellò il marchio: non guardando indietro, ma concentrandosi incessantemente sulle future esigenze dei nostri clienti». Prevista, all’interno del colosso informatico, una celebrazione della sua eredità per riflettere sull’importanza del suo operato. Tanti gli omaggi dei colleghi sui social. «È stato un onore apprendere da lui all’inizio della mia carriera in IBM», ha scritto su X Lisa Su, Ceo di AMD. «Era incredibilmente curioso e perspicace».
La sede di IBM (Imagoeconomica).
Chi era Louis Gerstner, l’uomo che risollevò IBM dal baratro
Gerstner passò in IBM nell’aprile del 1993, dopo aver già ricoperto la carica di Ceo in RJR Nabisco, un conglomerato americano attivo nel commercio di tabacco e prodotti alimentari. In precedenza, aveva anche lavorato in American Express e nella società di consulenza McKinsey. Nel corso dei suoi nove anni alla guida di Big Blue, gli è stato ampiamente riconosciuto il merito di aver risollevato un marchio, un tempo leader nel settore, in profonda crisi finanziaria e ormai sull’orlo del fallimento, orientandone la produzione verso i servizi alle imprese. Cambiando radicalmente la cultura oltre che l’attenzione di IBM, riducendo le spese e vendendo asset, lasciò nel 2002 con il titolo azionario circa l’800 per cento più in su di quando lo aveva preso negli Anni 90.
We mourn the loss of Louis V. Gerstner, Jr., who passed away December 27, 2025. His vision and leadership set the foundation for the work of Gerstner Philanthropies. (1/4)
«Lou aveva compreso che l’azienda aveva perso di vista una verità fondamentale del nostro business: comprendere il cliente e offrire ciò che il cliente apprezza realmente», ha proseguito Krishna nella mail ai dipendenti. «Questa intuizione ha portato a un vero cambiamento. Le riunioni sono diventate più dirette, le decisioni si sono basate più sui fatti e sull’impatto sul cliente che sulla gerarchia o sulla tradizione. Ciò che mi ha colpito è stata la sua intensità e la sua concentrazione. Aveva la capacità di tenere a mente contemporaneamente il breve e il lungo termine». Lasciato l’incarico di Ceo per IBM, Gerstner divenne presidente del Carlyle Group, società internazionale di asset management, fino al 2008, anno del suo pensionamento. Non riuscì comunque a evitare la vendita del comparto computer, a lungo core business di IBM. La società venne ceduta a Lenovo nel 2004.
Il Cda del Fondo pensione complementare dei giornalisti italiani ha eletto Sergio Moschetti come nuovo presidente. Rappresenterà la parte imprenditoriale mentre il suo vice, che sarà Edmondo Rho, è il consigliere più votato alle elezioni tra i giornalisti. Moschetti sarà presidente anche in virtù dell’alternanza tra editori e giornalisti e subentrerà all’uscente Alessia Marani. A presiedere il collegio sindacale sarà invece Andrea Sbardellati. Il nuovo Cda del Fondo è composto Guido Besana, Roberto Covallero, Simona Fossati, Sergio Moschetti, Fabio Pennini, Mario Tagliafierro, Edmondo Rho, Giampaolo Davide Rossetti, Andrea Rustichelli, Vincenzo Varagona, Giuseppe Zavatta, Massimo Zennaro. Invece il Collegio sindacale è composto da Goffredo Hinna Danesi, Giada Monetti, Renato Pedullà, Andrea Sbardellati.
Nathan Trevallion, il papà della famiglia che abitava in un rudere nel bosco di Palmoli (Chieti), potrà trascorrere parte del giorno di Natale nella struttura protetta di Vasto dove da più di un mese vivono i suoi tre figli e la moglie Catherine Birmingham. Ma quello del 25 dicembre, come ha deciso la direzione della casa d’accoglienza abruzzese, sarà un incontro con diversi paletti: l’uomo infatti potrà restare nella struttura solo dalle 10 alle 12:30 e non potrà pranzare con i suoi figli, perché – è stato spiegato – il regolamento interno non lo prevede e ciò costituirebbe un precedente.
Il Tribunale per i minorenni ha disposto una nuova perizia su tutti i componenti della famiglia
Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha ordinato un esame dello stato psichico di Catherine e Nathan, allo scopo di verificare le competenze genitoriali dei due adulti (a cui è stata sospesa la potestà) e la loro capacità di riconoscere i bisogni psicologici dei figli. L’incarico di svolgere gli esami è stato affidato alla psichiatra Simona Ceccoli e i risultati dovranno essere depositati entro 120 giorni: questo potrebbe allungare i tempi per un eventuale ricongiungimento con i figli (il tribunale ha disposto un’indagine psicologica anche sui bambini).
Tutto pronto per il Natale 2025. La notte della vigilia e il 25 dicembre tornano, come da tradizione, a essere anche in televisione momenti di riflessione, condivisione e preghiera. Non mancheranno infatti, anche quest’anno, le celebrazioni liturgiche dei santi e solenni riti della religione cristiana con la diretta dalla Basilica di San Pietro in Vaticano. Sarà anche la prima volta per Papa Leone XIV, atteso sull’altare per ricordare la nascita di Cristo, dall’inizio del suo pontificato. La messa sarà trasmessa su Rai 1 e su Tv2000, emittenti che dedicheranno ampio spazio anche ad appuntamenti speciali con commenti e analisi da parte di numerosi ospiti. Ecco cosa bisogna sapere.
Messa di Natale, la programmazione del 24 dicembre in tv
Papa Leone XIV (Ansa).
In occasione della Vigilia di Natale, Rai 1 e Tv2000 trasmetteranno come detto la Messa presieduta da Papa Leone XIV: la diretta scatterà, su entrambi i canali, a partire dalle 21.50 dalla Basilica di San Pietro. Al termine delle celebrazioni, intorno alle 23.30, sull’ammiraglia della tv di Stato ci sarà una puntata speciale di A sua immagine con la conduzione Lorena Bianchetti, che dialogherà con il suo ospite d’eccezione, il cardinale e presidente della Cei Matteo Maria Zuppi. Insieme avranno modo di discutere non solo dell’importanza della nascita di Cristo, ma anche dei principali temi di attualità, dalle guerre che ancora oggi affliggono diversi Paesi del mondo ai cambiamenti della nostra società, fino ad arrivare alle prospettive e alle speranze per il futuro, di cui la figura del Messia rappresenta un simbolo e un messaggio. Interverranno anche Manuela e Gianni Mallamaci, genitori di Mario, affetto da una rara malattia.
Sempre su Rai 1, a seguire e comunque non prima delle 23.45, spazio allo speciale Giubileo 2025: da Giovanni Paolo II a Leone XIV – Fari di speranza. Il programma ripercorrerà l’importanza dell’Anno Santo nella storia, proponendo interessanti riflessioni sul tema attraverso le parole dei vari pontefici e la musica di grandi artisti della scena nazionale come Serena Autieri, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Amara, Stjepan Hauser e Mario Biondi. Quanto a Tv2000, invece, dopo la Santa Messa sarà trasmessa la tradizionale compieta, ossia la preghiera della sera a chiusura delle programmazioni quotidiane. Dopo la mezzanotte, spazio al santo rosario.
La programmazione di Rai 1 e Tv2000 per il 25 dicembre
Passando al giorno di Natale, il 25 dicembre, ancora una volta Rai 1 e Tv2000 trasmetteranno, dalle 10 del mattino, la Santa Messa presieduta da Papa Leone XIV, in cui il pontefice rinnoverà il proprio messaggio e augurio di speranza e salvezza dei fedeli davanti a una Chiesa idealmente riunita in tutto il mondo. A seguire, verso mezzogiorno, si assisterà alla Benedizione Urbi et Orbi direttamente dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro. Terminate le celebrazioni, su Rai 1 ci sarà il tradizionale concerto di Natale dalla Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, giunto alla 40esima edizione, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale.
Milano attraversa Natale e Capodanno con un’ampia offerta culturale, ottima per chi resta in città o arriva per pochi giorni durante le feste. Musei civici, fondazioni private e spazi espositivi restano in gran parte accessibili, con aperture pomeridiane nei giorni festivi e orari estesi nelle settimane centrali. Tra mostre storiche, fotografia, arte contemporanea e proposte immersive, il calendario consente di costruire percorsi diversi, dal centro alle periferie, senza concentrare tutto in pochi luoghi. Di seguito una guida sintetica, utile per orientarsi tra aperture, chiusure e principali appuntamenti tra il 24 dicembre e il primo gennaio 2026.
Eventi e mostre da non perdere a Milano
Mudec (Wikipedia Commons).
Palazzo Reale: Leonora Carrington; Appiani: il Neoclassicismo a Milano; Art From Inside; Man Ray: forme di luce. Aperto mar–dom 10.00–19.30 (gio fino alle 22.30). Il 25 dicembre 2025 e il primo gennaio 2026 apre dalle 14.00.
Museo del Novecento: collezione permanente. Mar–dom 10.00–19.30; chiuso il 25 dicembre 2025 e il primo gennaio 2026.
Palazzo Marino: Il Polittico di Monte San Martino di Carlo e Vittore Crivelli. Tutti i giorni 9.30–20.00; il 25 dicembre solo pomeriggio; il 24 e 31 dicembre chiusura alle 18.00.
Gallerie d’Italia: Eterno e visione. Mar–dom 9.30–19.30 (gio fino alle 22.30); lunedì chiuso; il primo gennaio apertura dalle 13.45.
Mudec: M.C. Escher; Trentino Unexpected. Lun 14.30–19.30, mar–dom 9.30–19.30 (gio fino alle 22.30); 24 e 31 dicembre 9.30–14.00; 25 dicembre e primo gennaio 14.30–19.30.
Castello Sforzesco e Musei Civici (Palazzo Morando, Acquario Civico, Museo di Storia Naturale, Museo del Risorgimento): mostre e collezioni permanenti. Orario 10.00–17.30; chiusi il 25 dicembre 2025 e il primo gennaio 2026 (oltre al lunedì).
Pac Padiglione d’Arte Contemporanea: India: di bagliori e fughe. Chiuso il lunedì; aperto il 25 dicembre e il primo gennaio in orario pomeridiano.
Pirelli HangarBicocca: This Will Not End Well (Nan Goldin); Entanglements (Yuko Mohri). Gio–dom 10.30–20.30; chiuso il 25 dicembre 2025 e il primo gennaio 2026.
Fondazione Prada: The Island (Hito Steyerl); Sueño Perro (Alejandro G. Iñárritu). Tutti i giorni 10.00–19.00; 24 e 31 dicembre chiusura alle 17.00; 25 dicembre chiuso; primo gennaio 14.00–19.00.
Triennale di Milano: Sottsass, Mauri, Rosselli, Arte Circolare, Deloitte Photo Grant e progetti di Inequalities. Aperta 26–28 e 30 dicembre e 2–6 gennaio 10.30–20.00; primo gennaio 14.00–20.00; chiusa 24, 25, 29 e 31 dicembre.
Per molto tempo ho avuto tre figlie e un figlio. Da qualche anno ho due figlie e due figli, e ormai non ricordo quasi più com’era, prima. Ci sono le vecchie foto, che inteneriscono me, ma che lui, il figlio maschio che alla nascita non lo era, non ama guardare: un ex prigioniero preferisce non rivedere le immagini della sua detenzione, anche se confortevole. Perché l’infanzia e la pubertà possono diventare una prigione, se li vivi in un corpo e con un aspetto che non corrispondono a come ti senti, e più cresci, meno il dentro assomiglia al fuori. La storia del ragazzino della Spezia, che a 13 anni ha completato l’iter giudiziario per la transizione di genere, suscitando nella pubblica opinione reazioni e commenti che vanno dalla simpatia alla perplessità alla pura malvagità, mi ha fatto ripercorrere la mia esperienza di madre di un ragazzo transgender, cui non sarò mai abbastanza (vigliaccamente) grata per avere intrapreso il suo percorso di transizione a 18 anni, assumendosene così l’intera responsabilità.
Cosa significa vivere nell’anima e nella carne la disforia di genere
Se lo avesse deciso quando era più piccolo, non sono sicura che sarei stata in grado di accompagnarlo nel modo giusto. Forse, impreparata com’ero, gli avrei trasmesso le mie paure e le mie incertezze, condizionata dalla mia ignoranza sulla disforia di genere: sapere cos’è, per aver letto articoli o libri, non significa sapere com’è davvero, cosa significa viverla nell’anima e nella carne, vederla succedere a un essere umano che hai messo al mondo e che ami. Oppure, non vederla, com’è accaduto a me, concentrata su altre emergenze familiari in un periodo complicato.
“L’amore non ha genere” (foto Unsplash).
Come nel caso del ragazzo spezzino, i primi a capire cosa succedeva a mio figlio sono stati il fratello e le sorelle, che avevano intuito e accettato serenamente una verità che sfuggiva a noi genitori, che per quanto culturalmente elastici e informati, siamo nati e cresciuti nella società cui i tradizionalisti vorrebbero tornare, dove si parlava solo di sesso e non di genere, e i sessi erano due, maschio e femmina, non una semplice differenza anatomica, ma un’opposizione concettuale irriducibile, come pari e dispari, bianco e nero, freddo e caldo.
Come è difficile uscire dalla polarità maschi/femmine
A noi novecenteschi risulta difficile uscire da una polarità antica come le montagne, comoda perché semplificante, ma che corrisponde alla realtà più o meno quanto i pupazzetti sulle porte dei bagni corrispondono agli esseri umani in carne e ossa, e servono più o meno alla stessa cosa: separare i due generi per incanalarli in percorsi ben distinti, senza che si facciano domande (non a caso una delle battaglie dei conservatori transfobici si consuma proprio intorno alla separazione delle toilette).
I conservatori transfobici trattano le identità di genere come se fossero pupazzetti sulle porte dei bagni (foto Unsplash).
Millennial e zillennial sono così diversi da noi anche per questo: l’antitesi alla base della civiltà umana, maschio/femmina, due generi cui al massimo si è riconosciuta la “complementarità”, ma mai una vera uguaglianza, non ha mai scricchiolato tanto come nell’ultimo paio di decenni. Il “secondo natura” per i giovani si declina più nel rispetto dell’ambiente che nella vita affettiva e sessuale, accettano sempre meno passivamente di essere determinati dal loro genere e rivendicano l’adolescenza e la giovinezza come terreno di sperimentazione della propria identità. Hanno ripreso un percorso che era già iniziato fra i ragazzi e le ragazze degli Anni 70, poi soffocato dal “ritorno all’ordine” omofobo dell’era dell’Aids.
Adolescenti con intorno un mondo di adulti mal cresciuti e impauriti
Sfortunatamente, hanno intorno un mondo di adulti mal cresciuti e impauriti, non sempre in grado di capirli, anche quando hanno le migliori intenzioni. Ammiro il coraggio dei genitori del ragazzo di La Spezia e dei giudici che hanno riconosciuto il suo diritto a essere come si sentiva. Io, se mio figlio avesse fatto coming out a 13 anni, forse avrei aggiunto le mie paure alle sue, invece di proteggerlo e sostenerlo. Attendendo, lui ha facilitato la vita ai suoi genitori, ma l’ha resa meno facile a se stesso: la sua adolescenza è stata durissima.
È tutto più complicato, delicato e umano di quel che arriva sui media
Ne è uscito più forte, ma se non ce l’avesse fatta? E mi domando se una transizione a 13, 14 anni, gli avrebbe comunque risparmiato anni di sofferenza, solitudine e negazione. Non sono un’attivista, solo una che c’è passata in mezzo e sa che è tutto molto, molto più complicato, delicato e umano di quel che arriva sui media. Auguri al ragazzo ligure, a mio figlio e a tutti i ragazzi e le ragazze ancora impegnati a definire la propria identità, in un mondo sempre più dominato da chi ha in testa solo i pupazzetti sulle porte di un bagno.
Se Pier Silvio chiede facce nuove in Forza Italia, una di queste, almeno secondo quanto raccontato al Corriere della Sera dalla diretta interessata, non sarà quella di Barbara Berlusconi. La primogenita di Silvio Berlusconi e Veronica Lario intervistata dal quotidiano, ha preso le distanze da qualsiasi futuro impegno istituzionale: «In alcuni momenti se n’è parlato. Ragionamenti messi in piedi da altri, non da me. Ma non lo farò. È una responsabilità enorme, non è una staffetta. Pensare di entrarci solo per il cognome non ha senso».
La depressione e l’ADHD: «Importante dare un nome alle cose»
Oggi la sua vita segue altre direttrici, lontane dai palazzi del potere. Barbara Berlusconi racconta di un presente diviso tra la famiglia, il ruolo nel Consiglio di amministrazione del Teatro alla Scalae l’attività della Fondazione che porta il suo nome. Al centro dell’impegno c’è il tema dell’educazione: «Con un’attenzione all’infanzia e all’adolescenza. Ci interroghiamo sull’uso degli strumenti digitali, sugli smartphone, sui social media, su come stiano incidendo sullo sviluppo dei ragazzi. E sosteniamo realtà che lavorano sui disturbi dell’apprendimento, come DSA e ADHD». Proprio l’ADHD è una condizione che la riguarda in prima persona, emersa dopo un lungo periodo segnato dalla depressione: «Ho fatto tanta terapia. Per molto tempo non capivo. Poi ho iniziato a osservare le mie abitudini, il mio modo di essere, e ho deciso di approfondire per comprendere da dove venisse questa fatica profonda».
L’addio al padre Silvio Berlusconi: «Per mesi ho faticato ad accettarlo»
La diagnosi ha rappresentato un punto di svolta nel suo percorso personale. «Ho scoperto di avere l’ADHD, un disturbo del neurosviluppo. Da adulta è stato faticoso accettarlo, ma anche liberatorio. Dare un nome alle cose cambia tutto», spiega, sottolineando come la maternità abbia avuto un ruolo decisivo, anche perché uno dei suoi figli vive difficoltà simili. Nel racconto trova spazio anche il rapporto con il padre Silvio Berlusconi e gli ultimi mesi prima della scomparsa: «Anche se ci avevano detto tempo prima che la sua salute era compromessa io per mesi emotivamente ho faticato ad accettarlo. Quando poi è successo, è stato un trauma».