Scontro tra Salvini e Gruber: «Deve occuparsi di treni, non di casa»

Acceso botta e risposta tra Matteo Salvini e Lilli Gruber a Otto e mezzo. Durante la puntata del 5 febbraio 2026, i due si sono scontrati sulla puntualità dei treni, con il ministro dei Trasporti che ha sciorinato l’indice di puntualità del 2024-2025, intorno al 90 per cento, e la giornalista che gli ha fatto notare come, nella quotidianità, gli italiani debbano fare i conti con «ritardi spaventosi». «Sarà sfortunata, mi spiace per lei» la chiosa del leader leghista. Ma vediamo le tappe dello scontro.

Gruber a Salvini: «Chieda scusa agli italiani che hanno ritardi spaventosi»

«Lei ha trovato uno più a destra e filo-russo di lei ed è Vannacci», ha esordito Gruber. «Io non sono filo-russo, sono filo-pace», ha risposto Salvini. «Senta, filo-pace, lei quindi vuole tornare al ministero degli Interni?». «No, io sto benissimo a occuparmi di casa perché stiamo per sistemare 60 mila case popolari». La giornalista insorge: «Ma lei deve occuparsi di treni, ministro». La replica: «Al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ci occupiamo anche di casa». Salvini ha quindi mostrato l’indice di puntualità dei treni regionali nel 2024/2025, al 90 per cento. A sua volta, Gruber ha sventolato un foglio con i dati di Trenitalia evidenziati in giallo: «Sì, vada a spiegarlo agli italiani che viaggiano sui treni. Guardi qua che bei dati ho io. Ha un’occasione straordinaria. Vuole chiedere scusa ai tanti italiani che viaggiano su questi treni, che hanno ritardi spaventosi? Sarebbe carino se lei chiedesse scusa, perché quando succede l’apocalisse, lei si occupa di altro».

Salvini insiste: «È il mio lavoro, saprò quello di cui sto parlando?»

Il vicepremier ha risposto snocciolando numeri: «Ci sono 1.300 cantieri aperti sulla rete ferroviaria italiana perché chi c’era prima di me non ce l’aveva come priorità. C’è il massimo dei treni circolanti, 10 mila al giorno, c’è il massimo dei passeggeri circolanti, la puntualità sta crescendo tanto che l’anno scorso è arrivata al 90 per cento. C’è il 10 per cento di treni in ritardo? Sì, me ne dolgo e me ne pento». «Tutti noi prendiamo i treni e tutti noi ogni volta abbiamo ritardi, 9 volte e mezzo su 10», ha risposto Gruber. «Sarà sfortunata lei», ha detto Salvini, «però da un giornalista mi aspetto precisione e numeri, non 9 volte e mezzo in ritardo su 10. Mi faccia vedere i suoi dati. È il mio lavoro, saprò di quello che sto parlando? Il tasso di puntualità dei treni nel 2025 è 90,1 per cento. Mi smentisce?». Quando Gruber ha provato a riportare il confronto sul caso Vannacci, il ministro ha commentato: «Ma io stavo bene sui treni». «Meglio che vada via dai treni», ha ribattuto lei. «Un milione e mezzo di persone al giorno prende il treno. Lei sarà sfortunata, mi spiace per lei», ha insistito Salvini. «Evidentemente ci saranno ritardi dei treni solo per quelli di sinistra».

Lo strano caso del “penisgate” nel salto con gli sci

Nel corso dei suoi 26 anni di storia, l’Agenzia Mondiale Antidoping (Wada) ne ha viste di tutti i colori: anche se l’importante è partecipare, andare a medaglia lo è decisamente di più e questo ha indotto molti atleti all’assunzione di sostanze illecite. Ebbene, secondo la Bild alcuni saltatori con gli sci starebbero facendo ricorso a iniezioni di acido ialuronico nel pene, in modo da falsare le misure delle loro tute. E dunque migliorare le prestazioni.

Nel salto con gli sci ogni millimetro fa la differenza

Il “penisgate” di cui scrive la Bild può sembrare follia, ma se c’è una certezza, è che nel salto con gli sci anche un millimetro può la differenza. Secondo uno studio pubblicato su Frontiers, per ogni due centimetri in più di circonferenza della tuta la resistenza scende del 4 per cento, mentre sale del 5 per cento la portanza, con un risultato di 5,8 metri di lunghezza in più nel salto. Nel 2025 i due medagliati olimpici norvegesi Marius Lindvik e Johann André Forfang sono stati sospesi per tre mesi per aver “truccato” le tute durante i Mondiali, con cuciture allargate nella zona del cavallo per aumentarne la superficie. Con loro sono stati squalificati anche allenatori e staff.

C’è chi avrebbe fatto ricorso a iniezioni, chi all’argilla

Ebbene, come scrive (o meglio insinua) la Bild, alcuni saltatori hanno adottato metodi ancora più fantasiosi per aumentare le misurazioni ufficiali delle tute, che avvengono tramite scanner 3D partendo dal punto più basso dei genitali: tra essi appunto l’iniezione di acido ialuronico o paraffina nel pene. Altri avrebbero fatto ricorso all’applicazione di argilla nella biancheria intima. Sempre con lo stesso obiettivo: allargare temporaneamente le loro misure, così da poter gareggiare con tute più larghe. Interpellato sulle voci Olivier Niggli, direttore generale della Wada, ha dichiarato: «Non sono a conoscenza dei dettagli del salto con gli sci e di come questo lo possa migliorare, ma prenderemo in considerazione qualsiasi situazione effettivamente correlata al doping». Così Witold Banka, presidente della Wada: «Il salto con gli sci è molto popolare da noi in Polonia, quindi prometto che daremo un’occhiata».

Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente

Poco attese, le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina sono arrivate in città. Anzi, nelle città. E si è scoperto, con sommo rammarico degli organizzatori, che ai milanesi dell’evento importa il giusto, tendente al poco. Stesso andazzo a Cortina, cui il New York Times ha dedicato un articolo con quella curiosità un po’ antropologica che anima gli stranieri quando trattano le cose dell’Italia: la perla delle Dolomiti non vibra, non scalpita, quasi si annoia. Figurarsi Milano.

Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente

Qualcuno ha tirato in ballo lo snobismo della sua borghesia, che il vertiginoso schizzare in alto del tasso di ricchezza dei suoi abitanti (indigeni o fiscalmente acquisiti) ha accentuato. È uno snobismo che sconfina nell’insofferenza, che al primo sentore di disagio raccoglie armi e bagagli e si ritira nelle seconde case. Milano funziona così: celebra gli eventi con l’identico approccio che si ha verso le ristrutturazioni dei palazzi: «Bellissimo. Ma fate pure, io torno quando è finito».

Alla fine, per gli organizzatori, sarà un bagno di sangue?

Peraltro questa è una faccia dello snobismo. L’altra consiste nella malcelata soddisfazione di vedere le strade del centro mezze vuote (ma non sarà perché piove a dirotto o perché un cappuccino costa 10 euro?), i B&B col lucchetto non così pieni, il tutto esaurito nei teatri delle gare un’ottimistica chimera. Da lì alla profezia-anatema il passo è breve: alla fine, per gli organizzatori, sarà un bagno di sangue. Ipotesi che certo riguarda le tasche di tutti, un po’ meno quelle di chi per orrore del caos si è rifugiato nelle dimore vista lago.

La Milano performante non tollera più il minimo fastidio

Ma ridurre tutto a una posa chic sarebbe consolatorio. Il problema è più complesso. La Milano urbana, performante, metropoli iper organizzata, non tollera più anche il minimo fastidio. Il disagio è diventato una colpa, il rallentamento un’offesa. La variegata agenda di apertura e chiusura di vie e quartieri, effimera quanto il tempo dei Giochi, è vissuta come una violazione dei diritti civili, l’olimpico eccesso di movida come un attentato alla qualità della vita. Abbiamo interiorizzato l’idea che la città debba funzionare come un’app: veloce, fluida, invisibile, senza intoppi. E soprattutto senza sorprese, nemmeno quella di una strada chiusa per qualche ora.

L’indifferenza è diventata una forma di superiorità

C’è poi un altro elemento, più sottile e molto milanese: l’indifferenza come forma di superiorità. Milano non si oppone certo alle Olimpiadi, ma le guarda con l’aria di chi ha già visto tutto: Expo, Fashion Week, Design Week, Salone, Fuorisalone, settimane a raffica di qualcosa che non le lasciano un attimo di respiro. Da tempo la capitale economica è diventata uno show room permanente che ha anestetizzato l’eccezione. E quando ogni cosa viene venduta come straordinaria, finisce che niente più lo è. Olimpiadi comprese, che invece una loro eccezionalità ce l’hanno davvero, visto che da noi le ultime datano 2006 e le prossime, se il mondo ancora ci sarà, chissà quando.

I Giochi vissuti solo come un problema logistico

Alla fine ne esce una narrazione scoraggiante. I Giochi, che dovrebbero essere racconto, epica, identità condivisa, vengono vissuti dai milanesi solo come un problema logistico. La città che si vanta di essere capitale morale e locomotiva del Paese si scopre fragilissima sul piano simbolico. Prevale l’irritazione di perdere tempo per qualcosa che come ritorno immediato porta solo fastidi.

Futuro da metropoli efficientissima. E mortalmente noiosa

Seppellita la chimera della città a misura d’uomo, non ci garba che il trambusto olimpico intralci quella a misura Duomo. La Milano in cui viviamo assume sempre più le sembianze di uno stentoreo luna park dove il copioso avvento di capitali lascia intravedere, per chi se lo potrà permettere, un futuro vissuto in una città efficientissima. E insieme mortalmente noiosa.

Perché Fabrizio Corona ha denunciato Mediaset

Fabrizio Corona ha denunciato Mediaset per tentata estorsione «o per qualunque altro reato che la Procura vorrà ravvisare». L’ha annunciato Ivano Chiesa, legale di fiducia dell’ex re dei paparazzi, dopo che l’azienda avrebbe inviato delle missive ad alcune discoteche avvertendo i gestori che potrebbero essere corresponsabili nel caso invitassero come ospite Corona. In sostanza, se quest’ultimo accusasse e diffamasse Mediaset e chi ne fa parte durante le serate nei locali, anche i gestori dovrebbero risponderne legalmente. In un intervento registrato su Instagram, l’avvocato Chiesta ha spiegato che l’iniziativa di Mediaset «è una cosa molto grave e non ha fondamento», perché «un gestore di una discoteca non ha nessun dovere se non di garantire la sicurezza, ma non impedire che qualcuno dica quello che vuole perché non siamo in Corea». Le missive, però, potrebbero avere come effetto di impedirgli di lavorare. «Hanno tentato di silenziare Fabrizio Corona sui social, adesso vogliono silenziarlo negli esercizi pubblici, domani cosa faranno? Gli impediranno di parlare a casa sua?», ha aggiunto il legale. Nei giorni scorsi

Università di Brescia, il pasticcio del concorso finisce con un auto-sabotaggio

La riunione di mercoledì 4 febbraio – un “sequestro di persona” di quattro ore – si è conclusa con un esisto scontatissimo. Cioè l’auto-sabotaggio. Il capo di dipartimento dell’Università di Brescia avrebbe deciso di non convocare entro 45 giorni (limite il 15 febbraio) la commissione del concorso in Malattie respiratorie. Dunque, come stabilito da commi e cavilli del regolamento, per due anni l’ateneo non potrà chiedere un altro concorso per la stessa fascia, lo stesso gruppo e lo stesso settore scientifico e disciplinare. Perché questa scelta lecita ma autolesionista? L’abbiamo già spiegato con il condizionale: il motivo sarebbe la non vittoria – per oltre 50 punti di scarto, cinquanta! – del plenipotenziario primario degli Spedali Civili di Brescia, candidato “predestinato”.

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Michele Pinto nuovo presidente dell’Associazione nazionale stampa online

L’Assemblea nazionale di Anso – Associazione nazionale stampa online, ha eletto Michele Pinto nuovo presidente per i prossimi tre anni. Pinto succede a Marco Giovannelli, che ha guidato l’Anso negli ultimi nove anni, per tre mandati consecutivi. Un lungo periodo nel quale l’ente è cresciuto, si è strutturato e ha ottenuto la sottoscrizione del contratto di lavoro giornalistico Anso–Fisc. «La presidenza di Marco Giovannelli e il lavoro del direttivo uscente hanno costruito basi solide. Il mio impegno sarà quello di proseguire su questo percorso, affrontando una nuova fase di crescita e di sfide per l’editoria locale online», ha detto Pinto. «L’editoria vive una fase complessa, ma l’informazione resta essenziale. Anso deve continuare a fornire agli editori strumenti concreti per crescere e rafforzarsi. Editori più solidi significano anche condizioni di lavoro più stabili e serene per chi fa informazione ogni giorno», ha aggiunto. Fondata nel 2003, Anso ha l’obiettivo di rappresentare e tutelare gli interessi degli editori di testate giornalistiche online a carattere locale.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni

Alla fine non ce l’ha fatta più e ha cancellato il volto di Giorgio Meloni dall’affresco situato nella cappella del Crocifisso della basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma. Una decisione che Bruno Valentinetti, restauratore fai-da-te, pare aver preso dopo una «richiesta del Vaticano». La storia, ovviamente, non finisce qui, perché una buona parte è ancora da scrivere.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Bruno Valentinetti (Ansa).

Per il restauro sono stati stanziati (ma non spesi) 2,6 milioni del Pnrr

I lavori di restauro conservativo di San Lorenzo in Lucina sono inseriti nei progetti del Pnrr, anche se la somma risulta non spesa. Sul sito si sottolinea che la basilica beneficia di un finanziamento totale di 2,64 milioni di euro dal ministero della Cultura, mentre il soggetto attuatore è il Fondo Edifici di Culto (Fec). Il progetto (codice CUP F89C22000410006) riguarda interventi di riqualificazione. La basilica in questione è di fatto di proprietà del ministero dell’Interno, gestito dal Fec, braccio esecutivo del Viminale per i beni acquisiti dallo Stato Italiano dopo la caduta dello Stato Pontificio per opera dei piemontesi, ovvero i Savoia. L’unico legittimato a parlare sarebbe il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che però sul tema non ha pronunciato una parola, impegnato poi com’era sui fatti accaduti a Torino.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
La facciata di San Lorenzo in Lucina a Roma (Ansa).

Don Pintus, il parroco «picconatore»vicino ai monarchici

Facciamo ancora un passo indietro. In quella chiesa in qualità di parroco fu don Piero Pintus, amico del fu presidente della Repubblica Francesco Cossiga, a voler dedicare una cappellina a Umberto di Savoia, con tanto di monumento. Pintus nel 1992 venne “licenziato” dall’allora presidente della Cei, il cardinale Camillo Ruini. Il parroco «picconatore» (cit. L’Unità) aveva infatti accusato Ruini di essere affiliato alla massoneria. Ma dietro la decisione del capo dei vescovi c’era la preoccupazione che quella basilica diventasse punto di riferimento per quell’aristocrazia nera che non era proprio a lui amica. Pintus, inoltre, era solito inviare lettere in cui dileggiava i politici di sinistra per difendere il suo vecchio amico Cossiga.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
L’articolo dell’Unità sul ‘licenziamento’ di don Pintus.

A questo quadro già rocambolesco, si aggiunsero poi le polemiche dei monarchici, che volevano trasferire i resti dell’ultimo sovrano italiano nel Pantheon e, dopo essersi “accontentati” del busto in San Lorenzo in Lucina, difendevano la chiesa come se fosse cosa loro.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Una messa in suffragio di Maria di Savoia Borbone Parma in San Lorenzo in Lucina (Ansa).

La famiglia Memmo e il restauro del 2003

Di fronte alla chiesa si trova il complesso che fu dei Ruspoli, in parte acquistato dai Memmo, famiglia di origini leccesi. Il salotto di Daniela Memmo è caro da sempre alla destra romana. Alle sue cene spesso è presente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sempre attento ai problemi della chiesa nel mondo. Si dice che Valentinetti lavori anche per loro, i Memmo, oltre che per la basilica. Al Corriere della Sera, Daniela Memmo ha dichiarato di aver finanziato personalmente i lavori della cappella nel 2003: «Fu un omaggio a mio suocero Carlo, ministro della Real Casa», cioè Carlo d’Amelio (1902-1996), gentiluomo e cameriere segreto di cappa e spada di Sua Santità, che nel 1983 sostituì Falcone Lucifero nel ruolo di ministro della Real Casa di Savoia durante l’esilio. Storie d’altri tempi che sono riemerse nel 2026 per colpa di un angelo al quale è stato dato il volto di Giorgia Meloni.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Daniela Memmo con Gianni Alemanno, Dino Gasperini, Mario de Simoni nel 2012 (Ansa).

L’obolo delle fondazioni

Ma non è finita. Nel 2005 per il restauro «delle coperture della Chiesa di San Lorenzo in Lucina e di due cappelle interne a essa», come si legge nei documenti della Camera, fu proposto di utilizzare la destinazione dell’8 per mille del gettito Irpef per un importo di 190 mila euro. Non è specificato di quali cappelle si trattasse ma la firma era dell’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Nel corso degli anni, come mecenate, nella basilica è intervenuta anche la Fondazione Camillo Caetani. Di fondi di Santa Romana Chiesa, direttamente, non se ne parla. Sono sempre girati tramite l’8 per mille. E per le emergenze c’è sempre stato il Fec. L’attuale parroco, don Cesare Micheletti, aveva parlato di due fondazioni. Esiste anche la Fondazione Memmo, che organizza iniziative culturali e gestisce lo spazio espositivo di via di Fontanella di Borghese. Il cerchio è chiuso (o quasi). Mancava solo l’apparizione, nella puntata di mercoledì de La pennicanza, su Radio2, di Fiorello con la maglietta nera con l’angelo Meloni…

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Fiorello con la t-shirt del cherubino-Meloni alla Pennicanza (da RaiPlay).
I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
La maglietta di Fiorello con l’angelo-Meloni (da RaiPlay).

Il ruolo della Lombardia nell’industria chimica europea

La Lombardia ha consolidato il proprio ruolo di regione leader nell’industria chimica a livello europeo, guidando dal 2024 l’European chemical regions network (Ecrn), l’alleanza continentale dei territori più rappresentativi del settore. Durante la presidenza affidata all’assessore regionale Guido Guidesi, la rete si è ampliata da 10 a 21 membri diventando un interlocutore diretto della Commissione europea nei tavoli per il rilancio del comparto e offrendo alle aziende, allo stesso tempo, un sostegno per accedere alle opportunità di finanziamento europee attraverso la partecipazione a sei progetti comunitari che hanno generato stanziamenti per circa 19 milioni di euro. Rilevanti anche gli sforzi per agevolare le connessioni tra i diversi distretti industriali rafforzando la capacità di fare sistema. La presidenza lombarda cederà ora il testimone a quella catalana, anche se la Regione manterrà comunque un ruolo da protagonista con la vicepresidenza dell’associazione con delega alla Critical chemicals alliance, il gruppo di lavoro che contribuisce allo sviluppo e alla concretizzazione del piano di azione europeo per l’industria chimica.

Il ruolo della Lombardia nell’industria chimica europea
Riunione dell’Ecrn.

Guidesi: «Continuare a supportare il settore per renderlo più efficiente e sostenibile»

Il passaggio di consegne è avvenuto a Rotterdam, dove l’assessore Guidesi è intervenuto ribadendo che, senza la chimica, l’economia europea non ha futuro: «È nostro compito continuare a supportare il settore per renderlo più efficiente e sostenibile, ma è anche nostro dovere difenderne la presenza e migliorare la competitività delle nostre imprese. Siamo riusciti, attraverso un importante lavoro di squadra, a far sì che l’Unione europea sia tornata a occuparsi con attenzione di un comparto fondamentale, che non può e non deve essere abbandonato». Nel settore, la Lombardia è tra le prime cinque regioni europee per numero di addetti (45 mila) e la terza per la chimica fine e specialistica a uso industriale. Ecrn comprende 17 regioni di otto Stati, oltre a quattro membri associati. Le regioni sono Drenthe, Groningen, Limburg, Zuid-Holland, Zeeland (Paesi Bassi), Catalogna (Spagna), Fiandre (Belgio), Emilia-Romagna, Sassonia-Anhalt, Baviera (Germania), Lombardia, Masovia (Polonia), Ústí (Cechia), Liguria, Abruzzo, Piemonte, Valencia (Spagna). I membri associati sono Polish chamber of chemical industry (Pipc), Confapi, Hungarian chemical industry association (Mavesz) e Green chemistry cluster.

Picierno attacca il Pd sul referendum: cosa è successo

«La linea comunicativa del Partito Democratico che assimila al fascismo chi voterà Sì al referendum del 22-23 marzo è gravemente insultante e svilente. Da fondatrice e militante del Pd sono colpita e molto addolorata da una deriva comunicativa e politica sempre più polarizzante e populista». Lo ha scritto Pina Picierno in un duro post su X contro l’ultimo passo falso del suo partito, avvenuto sui social.

L’infelice accostamento tra chi voterà “Sì” e i neofascisti

L’amarezza di Picierno nasce dalla clip pubblicata sulla pagina Instagram del Partito democratico, con i saluti romani dei neofascisti ad Acca Larentia e il messaggio in sovrimpressione: «Loro votano sì. Ricordagli che la Costituzione è antifascista». E si legge anche: «CasaPound annuncia il sostegno alla riforma del governo Meloni. Loro votano sì, noi difendiamo la Costituzione: il 22 e il 23 marzo VOTA NO!».

Il messaggio di FdI: stessi toni (al contrario) di quello dem

La campagna del Pd ha ricalcato, al contrario, quella di Fratelli d’Italia, che ha pubblicato sui social un video degli scontri di Torino per Askatasuna, con il messaggio: «Noi non siamo come loro e voteremo sì».

Picierno: «Voterò sì, come molti elettori e militanti del Pd»

Chiedendo di non trasformare il referendum sulla riforma della giustizia «in una contesa politica sul governo in carica», perché «per quello ci saranno le elezioni politiche», Picierno ha poi scritto: «Io voterò sì, e lo farò in compagnia di molti elettori e militanti del Pd, per i quali chiedo rispetto: basta, vi prego, con accuse infamanti. Basta con una campagna che sembra ricalcare, al contrario, i toni e lo stile di Fratelli d’Italia, anche loro impegnati in una penosa linea comunicativa per cui chi vota no è assimilabile ai violenti degli scontri di Torino». Poi: «So bene che esiste una linea maggioritaria nel mio partito, e sono sicura che esistono molti modi per argomentare sulle ragioni del “No”. In tutta onestà mi pare che quelle osservate e ascoltate fin qui non siano quelle più giuste e quelle più convincenti».

Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina

Il restauratore Bruno Valentinetti ha cancellato il volto di Giorgia Meloni sull’angelo (o vittoria alata) della chiesa di San Lorenzo in Lucina (Roma). «A me non interessa, continuo a dire che non era la premier, ma la Curia ha voluto così e io l’ho cancellato», ha detto, confermando che è stata direttamente la Santa Sede ad avanzare la richiesta di ripristinare l’opera, realizzata nel 2000, nella sua forma originaria. Sul caso si è mossa anche la Sovrintendenza di Roma, che ha aperto un’indagine dei Beni Culturali e avviate ricerche d’archivio sull’affresco. Ospite di Fiorello a La Pennicanza, Valentinetti aveva scherzato: «Ero posseduto. Dormivo e mi è apparsa la Meloni in sogno, vestita di bianco. Sembrava la Madonna di Fatima! Mi diceva: “Bruno, dipingi l’angelo a mia immagine; mettigli la mia faccia”. La mano andava da sola!». Ecco i migliori meme sul caso dell’angelo-Meloni.

Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina

Live Nation ha acquisito il Gruppo ForumNet

Live Nation ha firmato un accordo per l’acquisizione del Gruppo ForumNet, uno dei principali operatori di venue in Italia, da Bastogi Spa, rafforzando il proprio impegno a investire nel dinamico ecosistema dell’intrattenimento dal vivo italiano. Fulcro dell’operazione è l’Unipol Forum, una delle arene più iconiche del Paese per musica e sport che, dalla sua inaugurazione nel 1990, accoglie ogni anno circa 2 milioni di spettatori e ha ospitato superstar internazionali e grandi protagonisti della musica italiana come Vasco Rossi, Cesare Cremonini, Tiziano Ferro e Marco Mengoni. Oltre alla musica, l’Unipol Forum è la casa dell’Olimpia Milano di basket e ospiterà le competizioni di pattinaggio di figura e short track alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Previsti investimenti sull’Unipol Forum

Live Nation prevede un piano di investimenti significativi sull’Unipol Forum per migliorare ulteriormente la partecipazione del pubblico, potenziare le infrastrutture dedicate ad artisti e produzioni e introdurre interventi orientati alla sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbone. Gli interventi valorizzeranno il lascito olimpico della venue, assicurandone il ruolo di riferimento nel lungo periodo per l’intrattenimento di livello internazionale e lo sport d’élite. L’accordo include, inoltre, Teatro Repower e la gestione della venue open-air Carroponte.

L’operazione verrà completata entro aprile 2026

Nel loro insieme, queste venue svolgono un ruolo chiave nel settore dell’intrattenimento dal vivo in Italia, che nel 2024 ha generato un valore complessivo di 4,5 miliardi di euro a livello nazionale. L’attuale team ForumNet continuerà a gestire le venue, accogliendo tutti gli organizzatori di eventi. Live Nation proseguirà l’attività di promozione degli spettacoli su tutto il territorio italiano. Il completamento dell’operazione è subordinato alle consuete condizioni di closing ed è previsto entro aprile 2026.

Disney, Josh D’Amaro nuovo ceo

Josh D’Amaro, responsabile della divisione Experiences (parchi a tema, crociere e prodotti), assumerà il ruolo di ceo Walt Disney dal 18 marzo 2026, giorno in cui è in programma l’assemblea annuale della società. Il manager, incoronato da un voto unanime del cda, prenderà il posto di Robert A. Iger, che resterà nel consiglio di amministrazione e come consulente senior fino a fine anno A capo del più grande segmento di attività dell’azienda, con un fatturato annuo di 36 miliardi di dollari nel 2025, D’Amaro è un veterano Disney, in cui ha lavorato negli ultimi 28 anni. La sua divisione ha generato, nell’ultimo anno fiscale, il 38 per cento dei ricavi e il 57 per cento dell’utile operativo. La nomina chiude una corsa interna che ha visto in lizza anche Dana Walden (co-presidente dell’intrattenimento), Alan Bergman e Jimmy Pitaro.

Università di Brescia, il giallo del concorso e l’ombra della Fondazione Poliambulanza

Soldi: parecchi. Tempo: almeno un anno e mezzo per organizzare il concorso. Tra riunioni, contro-riunioni e affanni vari dei commissari e dell’unica superstite della cattedra che aspetta rinforzi da troppi mesi. E alla fine? Tutto buttato via. Pare abbiano ragione le serpi: il capo dipartimento dell’Università di Brescia vorrebbe rinunciare all’assunzione di un docente associato in Malattie respiratorie.

Università di Brescia, il giallo del concorso e l’ombra della Fondazione Poliambulanza
Medici degli Spedali Civili di Brescia (Imagoeconomica).

Il motivo l’abbiamo già scritto: non ha vinto il candidato designato, cioè il plenipotenziario primario degli Spedali civili, che ha ottenuto oltre 50 punti in meno rispetto agli altri due aspiranti al posto. Sì, cinquanta punti: un abisso, visto che di solito queste dinamiche si giocano sullo zero virgola.

Quanto è probabile la cancellazione della cattedra?

Tuttavia, dopo l’auto-defenestrazione del vincitore – ha primeggiato anche all’Humanitas di Rozzano e preferisce quella destinazione -, il secondo classificato non avrebbe la minima idea di rassegnarsi a un’eventuale cancellazione della cattedra, nonostante l’ipotesi sia prevista dal regolamento della facoltà. Ed è pronto a spedire una lettera al dipartimento in cui dichiara la volontà di assumere l’incarico a Brescia. Un atto cortese e formale per ribadire la sua disponibilità, che sarà all’ordine del giorno della riunione di dipartimento di mercoledì 4 febbraio. Cosa succederà quindi? Non si sa, ma il secondo classificato spera in un intervento in suo favore da parte del magnifico rettore Francesco Castelli.

Università di Brescia, il giallo del concorso e l’ombra della Fondazione Poliambulanza
Francesco Castelli, rettore dell’Università degli studi di Brescia (foto Imagoeconomica).

L’altra grana: l’apertura di una seconda facoltà di Medicina

Le rogne per il concorso comunque non sono le uniche dell’università. C’è molta, moltissima, preoccupazione – praticamente disperazione – per una voce che gira da mesi: in città viene data ormai per certa l’apertura di una seconda facoltà di Medicina! Il punto esclamativo è più che lecito: come dicono i docenti della Statale, se dovesse succedere «saremmo spacciati».

Dietro questo disegno, secondo gli arcinemici, ci sarebbe l’ex rettore, ex responsabile della conferenza dei rettori delle università italiane, ex papabile candidato a sindaco di Brescia (lisciato dal Partito democratico), nonché commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana Maurizio Tira.

Università di Brescia, il giallo del concorso e l’ombra della Fondazione Poliambulanza
Maurizio Tira (foto Imagoeconomica).

Potenziali conflitti d’interessi? Non segnalati

Oltre a mantenere la cattedra di Tecnica e pianificazione urbanistica all’Università di Brescia, infatti, il nostro è nel consiglio di amministrazione della Poliambulanza. Il suo incarico triennale, retribuito con 30 mila euro, è stato autorizzato dal direttore di dipartimento che deve valutare anche potenziali conflitti d’interessi. Evidentemente non li ha intravisti. La domanda (lecita) che si fanno in facoltà è la seguente: «Da rettore, Tira ha elaborato il piano strategico della Statale e ora cosa fa? Approva la convenzione fra Poliambulanza e UniCattolica per aprire Medicina?». Lo scopriremo presto.

Dai treni agli aerei, tutti gli scioperi di febbraio 2026

Il mese di febbraio 2026 sarà caratterizzato da una nuova ondata di scioperi che interesseranno diversi settori, dal trasporto pubblico locale a quello ferroviario e aereo. A livello nazionale il picco si avrà in tre date: 6, 16 e 28 febbraio. Di seguito l’elenco completo con le agitazioni giorno per giorno.

Tutti gli scioperi in programma a febbraio 2026

2 febbraio

Dalle 3 di lunedì 2 febbraio alle 2 di martedì 3 febbraio si ferma Trenord. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato Orsa e potrebbe impattare sulla circolazione dei treni in Lombardia. Le fasce orarie garantite vanno dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Nel caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale saranno istituiti bus senza fermate intermedie tra Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto per la linea RE54 (da Milano Cadorna gli autobus partiranno da via Paleocapa 1), e tra Stabio e Malpensa Aeroporto per il collegamento aeroportuale S50.

6 febbraio

Per l’intera giornata di venerdì 6 febbraio è stato proclamato uno sciopero nazionale del settore marittimo e portuale indetto dal sindacato Usb Lavoro privato. Nella stessa giornata sono previste agitazioni che coinvolgeranno il trasporto pubblico locale. A Bari la società Amtab incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 08.30 alle 12.30, mentre a Teramo la società Tua osserverà uno sciopero di 24 ore a livello provinciale.

13 febbraio

Disagi nel trasporto pubblico locale sono previsti anche venerdì 13 febbraio, dove in tre città sono stati programmati degli scioperi. A Termoli ci sarà una mobilitazione di 24 ore dei lavoratori della società Gtm, così come di coloro che lavorano presso la società Sasa di Bolzano. A Udine, invece, lo sciopero del personale della società Arriva sarà di nove ore, dalle 15 alle 24.

16 febbraio

Lunedì 16 febbraio sarà la volta del trasporto aereo. I lavoratori di Ita Airways e gli assistenti di volo di Vueling incroceranno le braccia per l’intera giornata. Sempre nella stessa giornata è previsto lo sciopero, indetto da Ost Cub Trasporti, del personale di terra di Airport Handling e Alha negli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa. Nonostante la mobilitazione, restano tutelate le fasce di garanzia 7-10 e 18-21 e i voli internazionali in arrivo, così come i collegamenti con le isole già autorizzati dall’Enac.

28 febbraio

Possibili disagi su treni regionali, Frecce e Intercity per il 27 e il 28. A partire dalle 21 di venerdì 27 febbraio fino alle 20.59 di sabato 28 febbraio è previsto uno sciopero nazionale di 24 ore del personale di macchina e di bordo di Ferrovie dello Stato Italiane. Nella giornata di sabato le fasce di garanzia potrebbero subire variazioni o non essere garantite.

È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi

È morta Maria Rita Parsi, nota psicologa e psicoterapeuta, figura di riferimento in Italia e all’estero nel campo della tutela dell’infanzia. Aveva 78 anni. Componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e in passato membro del Comitato Onu sui diritti del fanciullo, nel corso della sua carriera Parsi ha pubblicato più di 100 libri di tipo scientifico, letterario e divulgativo, diventando un volto noto per le sue frequenti apparizioni televisive.

È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi
È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi
È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi
È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi
È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi
È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi
È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi

Nel 1992 creò l’odierna Fondazione Movimento Bambino Onlus

Nata a Roma il 5 agosto 1947, nel 1992 fondò l’Associazione Onlus “Movimento per, con e dei bambini”, che dal 2005 è diventata la Fondazione Movimento Bambino Onlus. Sotto la sua guida, l’organizzazione si è affermata come centro di riferimento nella diffusione della cultura dell’infanzia e dell’adolescenza, combattendo abusi e maltrattamenti e promuovendo la tutela giuridica e sociale dei bambini. Aveva inoltre fondato la Scuola Italiana di Psicoanimazione (Sipa).

Nel 2012 era stata eletta al Comitato Onu per i Diritti del Fanciullo

Per quanto riguarda gli incarichi istituzionali, Parsi dal 2021 era componente del Gruppo di lavoro del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali dedicato alla Child Guarantee, iniziativa europea per contrastare povertà ed esclusione sociale tra bambini e adolescenti. Dal 2020 era esperta nell’Osservatorio per l’infanzia e l’adolescenza presso il Dipartimento per le politiche della famiglia. A livello internazionale, nel 2012 era stata eletta al Comitato Onu per i Diritti del Fanciullo, organismo dele Nazioni Unite che vigila sull’adozione e il rispetto della Convenzione internazionale sui diritti dei minori.

Negli Anni 80 si era cimentata anche nella sceneggiatrice televisiva

Collaboratrice abituale di varie testate giornalistiche, come detto era diventato un volto noto grazie alle frequenti apparizioni in tivù. Curiosità: a metà degli Anni 80 Parsi si era cimentata anche nella sceneggiatura televisiva collaborando alla realizzazione di Professione vacanze, serie con protagonista Jerry Calà, che era stato in precedenza suo paziente.

Maturità 2026, cambia tutto all’orale: come sarà

Dalla Maturità 2026 cambia in modo sostanziale il colloquio orale, che viene riorganizzato attorno a un impianto più disciplinare e meno aleatorio. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definito il nuovo modello insieme alle materie della seconda prova, fissando regole valide per tutti gli indirizzi, con l’obiettivo dichiarato di rendere l’esame più chiaro e valutabile.

Come cambia la maturità: l’orale su quattro discipline

Maturità 2026, cambia tutto all’orale: come sarà
Un esame di maturità (Imagoeconomica).

Il colloquio orale non partirà più da un documento da commentare. Al suo posto, l’esame si svolgerà su quattro discipline, individuate ogni anno dal Ministero entro gennaio, insieme alle materie della seconda prova ed eventualmente della terza prova scritta per alcuni indirizzi.
La prova serve a verificare l’apprendimento in ciascuna materia, ma anche la capacità dello studente di collegare le conoscenze, argomentare in modo critico e dimostrare autonomia e maturità. Nel giudizio complessivo peseranno anche l’impegno scolastico, le attività extracurricolari coerenti con il percorso di studi e le azioni considerate particolarmente meritevoli. Per il Liceo classico le materie sono Italiano, Latino, Storia e Matematica; allo Scientifico Italiano, Matematica, Storia e Scienze naturali; al Linguistico Italiano, prima e seconda lingua straniera e Scienze naturali; alle Scienze umane Italiano, Scienze umane, lingua straniera e Storia dell’arte. Chi arriva allo scrutinio finale con sei in condotta deve discutere anche un elaborato su cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe. L’elenco completo delle materie dell’orale è stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione.

LEGGI ANCHE: Maturità 2026, uscite le materie della seconda prova: quali sono

Nuova commissione e punteggio

La riforma interviene anche sulla commissione d’esame: una commissione ogni due classi, composta da cinque membri — un presidente esterno, due commissari esterni e due interni — con una formazione specifica prevista per i commissari. Cambiano anche le regole sul punteggio finale: per chi raggiunge almeno 90 punti, la commissione può assegnare un’integrazione fino a tre punti. I Pcto vengono inoltre ridenominati formazione scuola-lavoro, per sottolineare il legame tra scuola e mondo del lavoro.

Maturità 2026, uscite le materie della seconda prova: quali sono

Sono state pubblicate le materie della seconda prova scritta della Maturità 2026. L’esame prenderà il via giovedì 18 giugno, con la prima prova di Italiano comune a tutti gli indirizzi, e proseguirà venerdì 19 giugno con la seconda prova sulle discipline caratterizzanti. Le scelte sono contenute nel decreto n. 13 del 29 gennaio 2026, firmato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che definisce nel dettaglio le materie per ciascun percorso di studio.

La seconda prova nei Licei

Maturità 2026, uscite le materie della seconda prova: quali sono
Una studentessa del classico durante la seconda prova di maturità (Imagoeconomica).

Al Liceo classico la seconda prova sarà di Latino. Al Liceo scientifico è confermata Matematica, valida anche per l’opzione Scienze applicate e per l’indirizzo sportivo. Per il Liceo linguistico la prova riguarderà Lingua e cultura straniera 1. Al Liceo delle Scienze umane la disciplina scelta è Scienze umane, mentre nell’opzione Economico-sociale la prova sarà su Diritto ed Economia politica. Per il Liceo artistico la seconda prova verterà sulle discipline progettuali proprie di ciascun indirizzo. Al Liceo musicale è prevista Teoria, analisi e composizione, mentre al Liceo coreutico la materia sarà Tecniche della danza.

Le materie negli Istituti tecnici e professionali

Negli Istituti tecnici, l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing affronterà Economia aziendale, comprese le articolazioni Relazioni internazionali per il marketing e Sistemi informativi aziendali. Per l’indirizzo Turismo la seconda prova sarà di Discipline turistiche e aziendali. Per l’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio è prevista Progettazione, costruzioni e impianti.
Nell’indirizzo Informatica e telecomunicazioni la prova sarà su Sistemi e reti, sia per Informatica sia per Telecomunicazioni.
Negli Istituti agrari la materia sarà Produzioni vegetali, con Viticoltura e difesa della vite per l’articolazione Viticoltura ed enologia.

Sospeso l’autista che ha lasciato un bambino a piedi nella neve in Cadore

È stato sospeso il conducente che in Cadore ha fatto scendere dal bus un bambino di 11 anni, che era sprovvisto del biglietto olimpico da 10 euro previsto in occasione dei Giochi di Milano-Cortina, costringendolo a camminare nella neve per sei chilometri fino a casa. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la famiglia del bambino ha sporto querela per abbandono di minore contro Dolomiti Bus e l’autista del mezzo, dipendente della società veneziana La Linea che esegue il servizio in subaffidamento: la madre ha spiegato che il figlio «è arrivato a casa con un’ipotermia, una temperatura di 35 gradi e in lacrime». I parenti sostengono che il conducente avrebbe potuto accettare come pagamento alternativo quattro titoli di viaggio dal carnet di biglietti da 2,50 euro che aveva il ragazzino. Evitando così di lasciarlo al freddo, privo tra l’altro di cellulare per contattare qualcuno e farsi venire a prendere.

Milano-Cortina, Bannon: «Non volete l’Ice? Fuck you»

Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump e oggi figura di riferimento dell’area Maga, attacca duramente l’Italia in un’intervista a Repubblica, accusandola di aver fatto entrare nel Paese «terroristi e criminali» e di rifiutare poi il supporto degli agenti dell’Ice per la sicurezza: «Bene, allora non mandiamo nessuno e ritiriamo pure la squadra americana dalle Olimpiadi». Nel colloquio non risparmia Giorgia Meloni: «Era fantastica, ora è diventata una globalista, nessuno la prende più sul serio». Nel corso dell’intervista, Bannon critica anche le esitazioni di Trump sulla gestione della crisi a Minneapolis. Secondo la sua ricostruzione, le autorità locali «sostengono gli antifa, designati come gruppo terroristico, che conducono un’insurrezione», inserita in un modello che accomunerebbe Stati Uniti e Italia: «importare in massa gli immigrati, dando sussidi pagati dai contribuenti, per cambiare società e cultura commettendo frodi elettorali».

Bannon: «Trump a Minneapolis avrebbe dovuto richiamare l’Insurrection Act da tempo»

L’ex consigliere invoca una risposta drastica dello Stato federale, sostenendo che alla prossima conferenza stampa dovrebbero presentarsi Giustizia, Fbi, Tesoro e Pentagono per lanciare un ultimatum: «avete 72 ore per collaborare e rispettare la legge federale, se non lo fate inizieremo ad arrestarvi». A suo avviso, governatore e sindaco dovrebbero finire in carcere «perché stanno violando la legge», mentre Trump avrebbe dovuto richiamare l’Insurrection Act «da settimane», fino a schierare reparti militari per «ripulire Minneapolis da tutti gli insorti professionisti». Sul fronte internazionale e olimpico, Bannon ribadisce la linea dura: «Non è solo l’Ice: gli Usa forniscono un massiccio aiuto per la sicurezza. Se non lo volete, lo togliamo, tanto siete scrocconi che vi approfittate di noi», arrivando a concludere con un attacco frontale all’Europa e all’Italia: «Citami letteralmente: fuck you. Questo è il motivo per cui gli americani sono stanchi della Nato».

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro

C’è una domanda che in certi corridoi circola con insistenza. Ed è la seguente: cosa ci ha guadagnato Ita Airways a regalare le tessere Volare con status “Executive”, pari a circa 6 mila euro annui e comprensive di tutti i massimi benefici possibili durante i voli della società, ai quattro commissari del Garante della Privacy? Parliamo del contestato presidente Pasquale Stanzione, di Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia (il primo a finire nel mirino della polemica politica) e Guido Scorza, indagati per peculato e corruzione nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma. Su di loro pesano le accuse di spese pazze lievitate del 46 per cento tra il 2021 e il 2024, tra cui appunto anche le card Ita, con condotte che gli inquirenti hanno definito «disinvolte» e «offensive del decoro dell’ente».

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro

Per capire bene questa storia bisogna partire dall’avvio della procedura di privatizzazione della compagnia di bandiera, iniziata nel 2021 ed entrata nel vivo nel 2022, che ha visto l’ex amministratore delegato Fabio Lazzerini opporsi all’arrivo di Lufthansa, che in quella fase partecipava all’operazione con Msc.

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Fabio Lazzerini (foto Imagoeconomica).

Nonostante il governo Draghi si fosse dimostrato interessato a questa opzione, indicando di approfondirla, Lazzerini si fece portabandiera di una seconda proposta arrivata da un fondo del tutto sconosciuto, Certares, cercando di ostacolare con tutti i mezzi possibili l’accordo con Lufthansa.

Spiati dirigenti e anche organi di stampa, tra cui Lettera43

Ingaggiò addirittura una società di spionaggio aziendale, la Bit4law, che mise sotto controllo i computer di chi lavorava a questo dossier delicato, anche attraverso una serie di dipendenti d’accordo con lui, come la sua ex segretaria Emiliana Limosani, messa proprio da Lazzerini a capo di Volare, il collega interno del dipartimento IT Giulio Brantl e l’ex capo del personale Domenico Galasso.

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Emiliana Limosani (foto Imagoeconomica).

Furono così monitorati non solo i vertici aziendali, ma anche i giornali e le agenzie di stampa che seguivano la privatizzazione e interloquivano con Ita. Il tutto per dirottare anche le comunicazioni pubbliche a favore di Lazzerini e della sua pista alternativa a Lufthansa. Ci sono state intercettazioni non autorizzate verso esponenti del Corriere della Sera, del Sole 24 Ore, di Milano Finanza, di LaPresse, e anche di Lettera43, tutte documentate presso la magistratura.

Le denunce dei manager e i ricorsi arrivati al Garante della Privacy

Nell’ottobre 2022 il caso è deflagrato dopo la chiusura della trattativa con Lufthansa e le denunce di tutti i dirigenti oggetto di intercettazioni illegali che Lazzerini aveva illecitamente allontanato dall’azienda. Durante i processi è emersa in modo evidente, come si evince dagli atti pubblici, l’attività di spionaggio, e davanti alla possibilità di perdere le cause – ma soprattutto la poltrona – è entrato in gioco il Garante della Privacy.

Davanti a questo scenario, Lazzerini, tramite il data protection officer della compagnia aerea Stefano Aterno, socio dello studio E-lex del componente del collegio del Garante, Guido Scorza, si è attivato per omaggiare le tessere Volare, nel loro livello massimo “Executive”, e lo ha fatto grazie a Emiliana Limosani.

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Stefano Aterno in una foto del 2016 (Imagoeconomica).

Per la legge i regali agli esponenti pubblici non devono superare i 150 euro

Ogni tessera, come detto, ha un valore di 6 mila euro annui, ed è stata regalata a ciascuno dei quattro commissari da marzo 2023 a dicembre 2025 con la promessa di rinnovarla ulteriormente: quindi oltre 2 anni per più di 12 mila euro a testa. Un totale di circa 50 mila euro per il Garante della Privacy, spesa autorizzata da Lazzerini stesso fuori da tutti i processi aziendali. Tutto questo nonostante la legge stabilisca che gli omaggi agli esponenti pubblici non devono superare i 150 euro. Ma ai protagonisti di questa vicenda probabilmente non è importato. Eppure da un lato siamo di fronte a un amministratore delegato che lavorava per un’azienda di Stato, dall’altro ci sono quattro commissari esponenti delle istituzioni.

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Le tessere Ita Volare Executive.

Il Garante aveva inizialmente archiviato il procedimento

In prima battuta questa mossa aveva prodotto gli effetti desiderati dall’ex ad; infatti, in maniera del tutto illogica e inaspettata, il Garante ha archiviato il procedimento, motivando la sua decisione con il fatto che per quella vicenda era già stata interessata l’autorità giudiziaria. Ma le cause del lavoro sono andate avanti e la compagnia le ha perse, visto che il giudice ha dichiarato l’illegittimità dei licenziamenti, ritenendo inutilizzabili le comunicazioni acquisite in violazione della normativa sulla privacy.

Il ribaltamento della decisione e la cacciata di Lazzerini

Contestualmente i dirigenti hanno fatto ricorso contro la decisione del Garante della Privacy e il tribunale di Roma ha dato loro ragione, ordinando al Garante di pronunciarsi sulla legittimità dell’acquisizione della corrispondenza. A quel punto il Garante è stato costretto a interessarsi nuovamente al caso. E questo è avvenuto esattamente quando Lazzerini è stato licenziato dal ministero dell’Economia a seguito di diverse spese e pratiche irregolari emerse dal 2021 al 2023 (vedi la vicenda dello strano e costoso accordo con una piccola società emiliana, la True Italian Experience). Il tutto si è intrecciato con l’arrivo di Lufthansa, che grazie al favore del governo Meloni ha acquistato il 49 per cento di Ita Airways.

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Paolo Quaini (foto Imagoeconomica).

Subito dopo sono arrivati i licenziamenti del direttore del personale Domenico Galasso e del responsabile legale, Paolo Quaini, oltre a una serie di provvedimenti che hanno coinvolto tutte le figure citate. Il resto è storia recente, con l’emersione di ciò che sta accadendo attorno alle accuse di spese pazze del Garante.