Accogliendo il ricorso dei tassisti contro i nuovi limiti di velocità, il Tar dell’Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento con cui il Comune di Bologna dal primo luglio 2023 aveva istituito la ‘Città 30‘, portando tutte le strade urbane al limite massimo di 30 chilometri orari, fatta eccezione per quelle ad alto scorrimento (come i viali e le radiali). Dopo un periodo-test di sei mesi, le sanzioni erano scattate dal 16 gennaio 2024.
Il ricorso dei tassisti è stato sostenuto da Fratelli d’Italia
Il ricorso dei tassisti (solo due hanno poi proseguito la battaglia legale) è stato sostenuto da Fratelli d’Italia. «Il Tar ha rimarcato l’illegittimità dell’azione del Comune, che ha operato fuori dalle proprie competenze per meri scopi propagandistici», ha dichiarato Galeazzo Bignami, capogruppo dei meloniani alla Camera. Così l’europarlamentare di FdI Stefano Cavedagna: «La sentenza del Tar conferma che il sindaco Matteo Lepore ha forzato l’articolo 142 del codice della strada, solo per motivi ideologici».
Un incontro casuale, in un bar di Roma nell’epoca brillante e fiorente della Dolce Vita. Poi, l’inizio di una collaborazione lunga più di 60 anni che avrebbe ridefinito l’intero panorama della moda italiana e, successivamente, internazionale. Se Valentino Garavani, stilista morto lunedì 19 gennaio a 93 anni, è stato l’estro e il lato creativo della sua maison del lusso fondata nel 1960, Giancarlo Giammetti ne è stato lo stratega, che nel corso degli anni ha contribuito a trasformare il brand in un protagonista del mercato globale e in una vera icona inconfondibile. Ecco chi è l’imprenditore romano, per oltre mezzo secolo partner lavorativo e di vita dello stilista.
Giancarlo Giammetti, il primo incontro con Valentino e i 12 anni di amore
Giancarlo Giammetti con Valentino (Imagoeconomica).
Nato a Roma nel 1938, Giancarlo Giammetti è un imprenditore nonché una figura chiave della moda italiana. Il primo incontro con Valentino risale all’inizio degli Anni 60, quando i due si incrociarono in un caffè di Via Veneto nella Capitale, attraversata dalla Dolce Vita felliniana. Lo stilista, diversi anni dopo, lo avrebbe ricordato con naturalezza, parlando di una serata come tante in un locale senza alcun posto libero e di sguardi incrociati. «Forse il giorno in cui ci siamo conosciuti è il ricordo più toccante», ha invece confessato Giammetti parlando a Storie Italiane. Da quel giorno sarebbe però iniziata una vita condivisa, non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche sentimentale. Per circa 12 anni i due si sono amati, prima di trasformare il loro rapporto in un’amicizia solida e in una stabile collaborazione professionale.
Giancarlo Giammetti (Imagoeconomica).
All’interno della maison, i loro ruoli furono chiari fin dai primi istanti: Valentino si sarebbe dedicato alla creazione dei capi, Giammetti alla gestione, all’organizzazione e alla visione imprenditoriale. Fu lui a dare una struttura all’azienda, a costruirne l’immagine internazionale e a rendere una maison artigianale in un colosso mondiale del lusso. Il loro equilibrio ha permesso al duo di attraversare, con il brand, decenni di successi, vestire star di Hollywood e potenti della Terra, infiammare le passerelle romane e quelle newyorkesi. Un rapporto fatto anche di qualche lite, come il battibecco reso celebre dal documentario Valentino, l’ultimo imperatoredi Matt Tyrnauer. La scena, oggi virale sui social, li vede discutere con grande ironia sul design di una sfilata e sull’uso della sabbia in passerella. Un tono mai conflittuale, ma quello di due esperti che si rispettano e discutono su opinioni divergenti.
L’échange entre Valentino et son compagnon/associé Giancarlo Giammetti,filmé en 2008 par Matt Tyrnauer dans «Valentino :The Last Emperor»,commence en français (il est question de défilé et de sable),se dilue en italien et s’achève en français par une pique vacharde du couturier.… pic.twitter.com/yNsRS79CKZ
Negli ultimi anni, Giammetti ha promosso diverse iniziative filantropiche, tra cui la fondazione L.I.F.E. per sostenere i bambini colpiti da Hiv e l’Accademia Valentino per valorizzare la moda e il ruolo della città di Roma nel mercato del fashion. Dopo il ritiro dello stilista dalle scene, ne ha custodito l’eredità tramite diversi progetti come il Valentino Garavani Archives, l’archivio digitale che raccoglie migliaia di bozzetti, abiti e materiali storici. Abile fotografo, per diversi anni ha scattato immagini della «vita straordinaria» ma quotidiana con Valentino, finite nel libro Private oggi oggetto di collezione. Dopo la notizia della morte dello stilista, lo ha salutato con un breve post su Instagram: una foto in bianco e nero e una parola, «…forever…».
Il caso di Grok e delle foto deepfake di nudo generate dal chatbot su X continua a far discutere. Dal Parlamento europeo si è levato il grido di 54 eurodeputati, da diversi schieramenti politici. Si parla di esponenti di Ppe, S&D, Renew, Verdi e Sinistra che hanno scritto a Ursula von der Leyen. La richiesta alla presidente della Commissione europea è di «sostenere le alternative europee alle piattaforme di social media dominanti». Hanno spiegato che «X non è più uno strumento aperto ed equilibrato per la comunicazione politica o il giornalismo. Assomiglia a un sito web di pornografia deepfake e a un sistema di trasmissione unidirezionale per lo stesso Musk». L’invito è a non comunicare più attraverso il social e a «indagare e far rispettare con fermezza le nostre leggi, comprese le eventuali leggi penali violate. La creazione di immagini di abusi sui minori è un reato».
Virkkunen: «Stiamo esaminando cosa fare»
Intanto la vice presidente Henna Virkkunen ha parlato della possibilità di considerare la creazione di deepfake sessuali una pratica vietata all’interno delle leggi sull’AI. Ha spiegato: «Il divieto di pratiche dannose nell’ambito dell’IA potrebbe essere rilevante per affrontare il problema dei deepfake sessuali non consensuali e del materiale pedopornografico. Dipende dal tipo di danno che causano». E su Grok ha ricordato: «Abbiamo ordinato alla piattaforma di conservare tutti i documenti e i dati interni ad essa relativi fino alla fine dell’anno. Stiamo ora esaminando in quale misura X possa in ogni caso violare il Dsa e non esiteremo a intraprendere ulteriori azioni se le prove lo suggeriranno».
Hearst Italia annuncia un riassetto ai vertici di due dei suoi marchi editoriali di punta, Cosmopolitan e Marie Claire. Dal 2 febbraio 2026 Martina Mozzati assumerà la direzione di Cosmopolitan Italia, mentre Lavinia Farnese, che guida il magazine dal 2021, passerà al ruolo di direttrice editoriale e diventerà anche codirettrice di Marie Claire. Le nuove nomine accompagnano due numeri chiave — l’edizione di Cosmopolitan dedicata al Festival di Sanremo e la Fashion Issue di Marie Claire — segnando l’avvio di una fase di rinnovamento per entrambe le testate.
Chi sono Martina Mozzati e Lavinia Farnese
Classe 1995, laureata in Lettere Moderne con un master in Gestione del Patrimonio Culturale, Martina Mozzati è entrata in Cosmopolitan Italia nel 2021 come Responsabile Eventi e Progetti Speciali, contribuendo allo sviluppo di iniziative come Cosmopolitan a Sanremo, la presenza ai Pride di Roma e Milano, la partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia e numerose cover digitali. Nominata Brand Manager nel 2024 e Vice-direttrice l’anno successivo, diventa ora direttrice a 30 anni. Lavinia Farnese, con un percorso iniziato a La Repubblica e proseguito in Vanity Fair, ha guidato Cosmopolitan dal 2021 rafforzandone l’identità come brand integrato tra carta, digitale ed eventi, con una strategia orientata alla Gen Z. Nel 2024 è entrata nella squadra di Marie Claire come Vice-direttrice e Direttrice Digital ed Eventi.
Giuseppe Manzo è il nuovo Ambasciatore d’Italia in Turchia. Autore di articoli su media e terrorismo e sulla comunicazione dell’Onu, Manzo ha avviato la carriera diplomatica nel 1993. Il primo incarico a Tirana (1995-1998), nell’Albania del post-regime comunista. Successivamente ha trascorso 14 anni negli Stati Uniti, tra l’ambasciata a Washington e la Rappresentanza Permanente presso l’Onu a New York. Rientrato a Roma, Manzo è stato Capo del Servizio Stampa e Portavoce del Ministero degli Esteri. Successivamente è stato ambasciatore in Serbia (2013-2018) e Argentina (2018-2021). Nell’ultimo periodo è stato Consigliere Diplomatico dei Ministri della Transizione Ecologica e dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Hasbro ha nominato Doug Bowser e Carla Vernón come nuovi membri del proprio Consiglio di amministrazione. Una scelta non da poco per l’azienda leader nel settore del gioco e dell’intrattenimento. Basti pensare che il primo è ex presidente e Coo di Nintendo of America. Bowser è uno dei fautori del successo globale di Nintendo Switch e dell’espansione della società nel Sud America. Inoltre è stato in Electronic Arts e Procter & Gamble. Vernón, invece, attualmente è la Ceo di The Honest Company ed è stata vice president di Amazon oltre che president di General Mills. In quest’ultimo ruolo è tra le principali fautrici della crescita di brand come Cheerios e Nature Valley.
La morte di Valentino Garavani, scomparso nella sua abitazione all’età di 93 anni, lascia un vuoto enorme nella moda italiana e internazionale. Il suo marchio, fondato a Roma nel 1960, rappresenta oggi un asset da miliardi di euro nonché un protagonista nel grande mercato del lusso globale. Dietro l’inconfondibile rosso e l’iconica V che campeggia sulle passerelle e sui capi di abbigliamento delle celebrità, tuttavia, non c’è più il suo ideatore ormai da anni. La maison è infatti passata più volte di mano negli ultimi decenni, andando dal controllo diretto del fondatore fino a quello degli investitori internazionali. Oggi è controllata dal qatariota Mayhoola for Investments, mentre il colosso francese Kering (che gestisce anche Gucci e Bottega Veneta, tra le altre) dal 2023 detiene una partecipazione di minoranza del 30 per cento. Quota che potrebbe salire al 100 per cento entro pochi anni.
La storia di Valentino e i diversi passaggi di mano fino a oggi
Lo stilista Valentino negli Anni 90 (Imagoeconomica).
La storia della maison Valentino ha inizio nel 1960, quando l’omonimo stilista fondò un marchio che fosse a sua immagine, con un’idea di eleganza e di stile che coincidessero con l’alta moda italiana. Il primo passaggio di mano è arrivato tuttavia già alla fine degli Anni 90, quando nel 1998 entrò il gruppo Hdp, la finanziaria della famiglia Romiti partecipata anche da Gianni Agnelli, per una cifra che si aggirò attorno ai 500 miliardi di lire. Appena quattro anni dopo, nel 2002, un altro passaggio di testimone, stavolta al gruppo Marzotto, storico nome del settore tessile nel nostro Paese, per circa 240 milioni di euro: un’operazione mirata al raggiungimento e alla formazione di un polo nazionale del lusso. Il progetto durò tuttavia poco, dato che nel 2007 il fondo Permira acquisì la maggioranza, portando Valentino fuori da Piazza Affari.
Lo stilista Valentino (Imagoeconomica).
La svolta arrivò invece nel 2012, quando il qatariota Mayhoola for Investments rilevò l’intero gruppo per un valore di circa 700-720 milioni di euro, includendo anche la licenza di M Missoni. Oggi ha in mano ancora il 70 per cento del capitale, dato che dall’estate 2023 il restante 30 per cento è gestito dal colosso francese del lusso Kering, che lo acquisì per 1,7 miliardi di euro in un’operazione che valutò l’intera maison 5,6 miliardi. Una quota che tuttavia potrebbe salire fino all’intero pacchetto entro il 2028 oppure il 2029.
Chi è il direttore creativo della maison
Alessandro Michele, direttore creativo di Valentino (Ansa)
Valentino aveva lasciato anche la direzione creativa da diverso tempo. Lo stilista infatti aveva deciso di fare un passo indietro nel 2007, dopo aver già progressivamente ceduto il controllo dell’azienda. Negli anni si sono succeduti alla guida del brand alcuni grandi protagonisti della moda e del fashion italiani, da Maria Grazia Chiuri a Pierpaolo Piccioli fino ad Alessandro Michele, direttore creativo unico dal 2024. Quanto alla questione operativa, dall’agosto 2025 Riccardo Bellini è amministratore delegato. Con più di 1.600 impiegati, Valentino ha registrato nel 2024 un fatturato superiore agli 1,3 miliardi di euro.
La tessera elettorale si prepara a entrare nell’era digitale. La novità è contenuta nel decreto Pnrr su cui lavorano da settimane i tecnici del governo e che dovrebbe approdare a breve sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il provvedimento accompagna l’ultima fase di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e interviene su una serie di aspetti molto concreti della vita quotidiana, dalle ricevute dei pagamenti elettronici alla durata dei documenti d’identità, fino appunto alle modalità con cui si esercita il diritto di voto. Nel capitolo dedicato alle semplificazioni, il decreto apre alla possibilità di richiedere e utilizzare la tessera elettorale anche in formato digitale. La versione elettronica non sostituisce quella cartacea, ma si affianca ad essa, offrendo un’alternativa pensata per chi utilizza già servizi e documenti attraverso piattaforme digitali.
Tessera elettorale digitale: le tempistiche
Tessera elettorale (Imagoeconomica).
Dal punto di vista normativo, la bozza interviene sulla legge del 30 aprile 1999, introducendo un nuovo articolo che prevede esplicitamente il rilascio della tessera elettorale in formato digitale, fondato sui dati integrati dell’Anpr. Tuttavia, l’entrata in funzione concreta della tessera digitale non sarà immediata. Il decreto rimanda infatti a uno o più provvedimenti attuativi che dovranno essere adottati entro 12 mesi dalla conversione in legge. Spetterà al ministro dell’Interno definire le caratteristiche tecniche e le modalità di utilizzo della tessera elettorale digitale. Prima dell’adozione dei decreti sarà inoltre necessario acquisire il parere del Garante della privacy e della Conferenza Stato-città e autonomie locali. Gli stessi decreti dovranno chiarire anche un altro punto centrale: se e come la tessera elettorale digitale potrà essere integrata in It-Wallet, il portafoglio digitale italiano.
Parlando al World Economic Forum di Davos, il presidente francese Emmanuel Macron ha puntato il dito contro Donald Trump, affermando che «i nuovi dazi sono inaccettabili, soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale». Il capo dell’Eliseo, nel suo intervento fitto di frecciate al presidente Usa – che oggi ha condiviso su Truth un messaggio privato dell’omologo transalpino – ha anche affermato che bisogna «smettere di perdere tempo con idee folli» di «imperialismo o di colonialismo», quando invece servirebbe collaborazione. Macron ha inoltre sottolineato che siamo passati a un «mondo senza regole, dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie», caratterizzato da «instabilità e squilibrio sia per la sicurezza per l’economia. «Il mondo pende verso l’autocrazia, nel 2024 ci sono state oltre 60 guerre anche se mi dicono che alcune sono state risolte», ha ironizzato Macron riferendosi al ruolo di pacificatore rivendicato da Trump (atteso in Svizzera il 21 e 22 gennaio). Proseguendo senza citare il tycoon, Macron ha poi dichiarato che «bisogna escludere di accettare passivamente la legge del più forte che porta alla vassallizzazione e alla politica del sangue». Nota di colore, il presidente francese ha iniziato il suo intervento scherzando così: «Viviamo tempi di pace, stabilità e prevedibilità».
Netflix ha rivisto i termini dell’operazione su Warner Bros trasformando l’offerta in un pagamento interamente in contanti, una modifica approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione del gruppo media. La proposta valuta ogni azione Warner 27,75 dollari e mantiene invariato il valore complessivo rispetto alla precedente struttura mista di cash e titoli. L’operazione attribuisce a Warner Bros un enterprise value di circa 82,7 miliardi di dollari, debito compreso, mentre il valore dell’offerta è stimato in 72 miliardi. Secondo Netflix, la scelta del cash-only consente di garantire maggiore certezza agli azionisti, eliminando l’esposizione alla volatilità dei mercati finanziari e favorendo un’accelerazione dell’iter autorizzativo, con l’obiettivo di arrivare al completamento entro il 2026.
Il ceo di Warner Bros: «Sempre più vicini alla chiusura dell’operazione»
Il via libera è arrivato da entrambi i consigli di amministrazione: «Questa transazione rivista ci spinge ancora più vicino all’unione delle due società», ha dichiarato l’amministratore delegato di Warner Bros, David Zaslav. Sulla stessa linea il co-CEO di Netflix, Ted Sarandos, secondo cui «il consiglio di amministrazione di Warner Bros. continua a sostenere e a raccomandare all’unanimità la nostra transazione». Netflix ha chiarito che la revisione dell’offerta è funzionale a portare rapidamente al voto degli azionisti di WBD, atteso già entro aprile, passaggio per il quale il gruppo ha depositato presso la SEC la dichiarazione preliminare di delega. Gli azionisti beneficeranno inoltre del valore aggiuntivo delle azioni di Discovery Global, che saranno distribuite dopo la separazione societaria, mentre il finanziamento dell’operazione avverrà attraverso una combinazione di liquidità disponibile, linee di credito esistenti e fondi già impegnati.
L’applicazione delle nuove misure previste dalla legge di Bilancio nella busta paga di gennaio 2026 richiede estrema cautela a causa della mancanza di istruzioni tecniche ufficiali. Sebbene il testo normativo introduca diversi sgravi fiscali e incentivi contributivi, le aziende produttrici di software segnalano l’impossibilità di aggiornare i sistemi gestionali in assenza di chiarimenti dagli enti competenti. Per questa ragione, AssoSoftware invita i sostituti d’imposta, sia nel settore pubblico sia in quello privato, ad adottare un comportamento prudente e conservativo. L’obiettivo è quello di prevenire errori di calcolo che potrebbero generare sanzioni amministrative. La problematica coinvolge misure rilevanti, quali la detassazione dei rinnovi contrattuali e del lavoro notturno, rendendo indispensabile attendere le circolari interpretative prima di procedere con l’erogazione dei benefici spettanti ai lavoratori.
Busta paga di gennaio 2026, quando arrivano bonus e incentivi?
Banconote (Freepik).
Il mancato rilascio delle specifiche tecniche impedisce alle software house di implementare le modifiche necessarie per gestire i nuovi flussi. Il rischio è quello di estendere dei benefici fiscali e contributivi nelle buste paga e poi di dover intervenire nuovamente con correzioni e integrazioni. Risulta infatti poco chiaro se alcune aliquote ridotte debbano essere applicate all’intera retribuzione o solo a specifiche componenti. Le principali novità soggette a rinvio includono:
gli incentivi sul reddito accessorio nel pubblico impiego.
Si ricorda che l’articolo 46 della legge 182/2025, in vigore dal 18 dicembre scorso, riconosce la necessità di tempi congrui per lo sviluppo e il test dei software.
Il recupero dei benefici nei mesi successivi
I lavoratori riceveranno comunque gli i bonus e gli sgravi spettanti non appena il quadro normativo sarà definito. Gli enti competenti, in costante dialogo con i produttori di software, stanno elaborando provvedimenti che consentiranno il recupero delle somme non erogate nel primo periodo di paga utile. Si ipotizza che le circolari del ministero dell’Economia e delle Finanze possano essere pubblicate entro il mese di febbraio 2026, permettendo così il conguaglio degli arretrati. Esiste inoltre un accordo consolidato con l’Inps che prevede il blocco degli interventi tecnici fino alla fornitura dei codici corretti per i flussi Uniemens. Questo approccio garantisce l’ordinato svolgimento degli adempimenti amministrativi e la qualità dei dati trasmessi. Tuttavia, nel breve termine, gli stipendi saranno calcolati sulla base delle regole fiscali consolidate, rimandando l’applicazione delle nuove agevolazioni al momento in cui i sistemi saranno aggiornati e testati in totale sicurezza.
Il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale ha nominato Giorgio Marrapodinuovo Ambasciatore e Capo della Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a New York. Si tratta dell’ex ambasciatore d’Italia in Turchia. Prima di assumere lì l’incarico nel 2022, però, è stato direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo dal 2018 alla Farnesina. Precedentemente è stato ambasciatore in Austria e Capo del Servizio per gli Affari giuridici. Ruolo, quest’ultimo, che lo ha portato a rappresentare il Paese davanti alla Corte internazionale di Giustizia nella causa Germania c. Italia. Marrapodi è già stato alla Rappresentanza permanente d’Italia alle Nazioni Unite a New York dal 1994 al 1998.
Una dichiarazione firmata dagli Stati Uniti nel 1916 smentisce le affermazioni di Donald Trump sulla sovranità della Groenlandia. «La Danimarca non può proteggere quella terra, e perché mai dovrebbe avere un “diritto di proprietà”? Non esistono documenti scritti», ha scritto Trump su Truth lunedì 19 gennaio. Ma un documento firmato dall’allora Segretario di Stato americano Robert Lensing, emanato in concomitanza con l’accordo tra Stati Uniti e Danimarca di commerciare con le Indie Occidentali, indica il contrario. Il documento è stato riportato dal Guardian e recita: «Nel procedere oggi alla firma della Convenzione relativa alla cessione delle isole danesi delle Indie Occidentali agli Stati Uniti d’America, il sottoscritto Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, debitamente autorizzato dal suo governo, ha l’onore di dichiarare che il governo degli Stati Uniti d’America non si opporrà all’estensione dei propri interessi politici ed economici da parte del governo danese all’intera Groenlandia».
Donald Trump insiste sul voler annettere la Groenlandia fin dal suo primo mandato. Sostiene che il territorio autonomo del Regno di Danimarca sia un’area di cui gli Stati Uniti «hanno assolutamente bisogno» per la «sicurezza nazionale», sostenendo che l’isola sia circondata da navi russe e cinesi. Una lettura che però si scontra con la presenza storica degli Stati Uniti sull’isola: Washington ha un accordo di difesa con la Danimarca dal 1951 e sulla costa nord-occidentale sorge la Pituffik Space Base, gestita dalla United States Air Force per il rilevamento missilistico e la sorveglianza spaziale. Oltre alla sicurezza, pesa la posizione strategica della Groenlandia, al centro di rotte marittime destinate a moltiplicarsi con lo scioglimento dei ghiacci artici. L’isola è inoltre ricca di risorse naturali – dalle terre rare all’uranio, fino a ferro, zinco, petrolio e gas — e ha già concesso oltre 50 permessi di esplorazione mineraria, anche a società cinesi, un elemento che a Washington viene osservato con crescente preoccupazione.
Con Valentino è morto un imperatore, anzi The Last Emperor, come recitava il titolo del film-documentario che è stato mandato in onda nella notte, quando ormai era già martedì, su Rete4. Nel quale erano formidabili i dialoghi e le litigate, in francese, tra Garavani e Giancarlo Giammetti, la sua metà, il manager che lo ha lanciato nel business e che, soprattutto, gli ha permesso di dedicarsi totalmente alla creatività, togliendogli ogni preoccupazione pratica e materiale. Celebrazioni grandiose, quelle per l’addio a Valentino, con due giorni di camera ardente allestita a piazza Mignanelli a Roma, mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, e poi il funerale, dal tono istituzionale dato che la basilica scelta per l’addio allo stilista è Santa Maria degli Angeli, quella di solito riservata per le cerimonie “di Stato”. In tanti sono attesi, e si parla anche di presidenti di varie nazioni, reali in carica e in esilio, oltre a una corte di miliardari. Le voci che girano nella Capitale indicano come possibile addirittura la presenza di Melania Trump, che amava vestirsi con gli abiti dello stilista per le occasioni importanti: per esempio ai funerali di Jimmy Carter, durante un incontro con la regina Elisabetta, oppure con la regina di Spagna o ancora durante una convention repubblicana in cui sfoggiò un verde acceso che divenne virale.
Difficile che per salutare “l’ultimo imperatore” possa arrivare persino Donald Trump, impegnato proprio in quei giorni a Davos, in Svizzera, per il World Economic Forum (anche se, dopotutto, basterebbe un’ora di aereo). Ovviamente, nel caso si tratterebbe di «un passaggio di consegne del titolo», scherzano alcuni americani di stanza a Roma. E poi The Donald, a ben guardare, indossa quasi sempre cravatte color “rosso Valentino”.
Donald Trump (Imagoeconomica).
Al Quirinale, invece, l’agenda del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, fissata sempre con ampio anticipo, prevede ancora la presenza a Palermo, nella mattinata di venerdì, per una visita agli stabilimenti Fincantieri. Ma, è la domanda che gira nelle stanze del Colle, «si può mancare ai funerali di Valentino, un gigante della moda che ha rappresentato l’Italia nel mondo?».
Veltroni a Milano con Ambra
A proposito di Valentino: quando venne festeggiato all’Ara Pacis con una sontuosa mostra, il sindaco all’epoca era Walter Veltroni. Ora “Uolter” è impegnatissimo con le sue attività editoriali, e ha in programma una trasferta a Milano per presentare un suo libro, assieme ad Ambra Angiolini e a Michela Ponzani. Il titolo del volume è Buonvino e l’omicidio dei ragazzi, proprio in una stagione dominata da delitti e fatti di sangue tra gli studenti. Che poi i maligni, nel Partito democratico, dicono che «ogni volta che Walter sale su al Nord è perché deve incontrare Luciano Fontana al Corriere della Sera». Il direttore in effetti ha lavorato a l’Unità, quando Veltroni guidava il quotidiano del Pci, ed era caporedattore. Il mondo è piccolo…
Tenetevi forte, nel disastro internazionale la nostra Camera dei deputati ha in programma, nella giornata di mercoledì 21 gennaio, in commissione, le audizioni informali dedicate alla valorizzazione della canzone napoletana classica, grazie al parlamentare di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano (sì, quello che ha avuto una storia con Valeria Marini, per non parlare dell’ex Miss Italia Danny Mendez): verranno ascoltati Vincenzo De Luca, esperto (e qualcuno si chiede se è un omonimo o se si tratta proprio dell’ex governatore della Regione Campania…), Pier Luigi Petrillo, professore ordinario di diritto comparato dei patrimoni culturali all’Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza, Gino Aveta, fondatore dell’archivio storico della canzone napoletana della Rai, e Bruno Tabacchini, direttore artistico del Festival delle Ville Vesuviane. Le audizioni si svolgono nella VII Commissione, quella che si occupa di cultura, scienza e istruzione.
Gimmi Cangiano (foto Imagoeconomica).
Flavio Cattaneo al Copasir
Doppietta del Copasir: nell’aula del sesto piano di Palazzo San Macuto, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica svolge martedì pomeriggio l’audizione dell’amministratore delegato e direttore generale dell’Enel, Flavio Cattaneo. Mercoledì è in programma l’audizione del direttore dell’Aisi, l’Agenzia informazioni per la sicurezza interna, Bruno Valensise.
L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ha reso noto che «diverse sottostazioni elettriche ucraine, vitali per la sicurezza nucleare, sono state colpite questa mattina da un’intensa attività militare» e che la centrale di Chernobyl «ha perso tutta l’energia elettrica esterna». Colpite anche le linee elettriche di altri impianti nucleari. «L’Aiea sta monitorando attivamente gli sviluppi per valutare l’impatto sulla sicurezza nucleare», ha aggiunto l’Aiea citando il direttore generale Rafael Grossi.
Russia is systematically attacking Ukraine’s energy infrastructure to create blackout risks for nuclear facilities — including the Chornobyl site and other NPPs.
«Gli attacchi sconsiderati della Russia minacciano la sicurezza nucleare. Mentre i funzionari russi parlano dell’importanza delle linee elettriche, le loro forze colpiscono deliberatamente le sottostazioni, mettendo direttamente a repentaglio la sicurezza nucleare e sfidando i ripetuti avvertimenti dell’Aiea». Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha: «La Russia è uno Stato terrorista che crea deliberatamente rischi per la sicurezza nucleare».
Federica Brignone torna a ruggire. Rientrata 10 mesi dopo il terribile infortunio agli Assoluti in Val di Fassa, la 35enne valdostana ha dato nuovamente prova della sua infinita classe. Settima al termine della prima manche del Gigante di Kronplatz, ha chiuso la seconda addirittura con un meraviglioso sesto posto che ha il gusto di una vittoria. La Tigre di La Salle, rientrata in Coppa del Mondo 292 giorni dopo l’ultima volta, ha chiuso a 1,23 secondi dall’austriaca Julia Scheib, al quarto successo stagionale e sempre più leader di specialità nonché favorita per la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Secondo posto per la svizzera Camille Rast, terza la svedese Sara Hector – campionessa olimpica – che aveva chiuso in testa la prima manche. Ai piedi del podio Mikaela Shiffrin, staccata di 86 centesimi. Ottima prova anche per Lara Della Mea, che si è classificata decima.
L’Associazione italiana per l’Intelligenza artificiale ha un nuovo presidente. Si tratta di Andrea Orlandini, Primo Ricercatore presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR (CNR-Istc). A nominarlo è stato il nuovo Consiglio direttivo dell’AIxIA, che si è insediato il primo gennaio 2026. Orlandini ha una lunga esperienza nel campo della robotica cognitiva e dei processi di interazione uomo-macchina. Succede a Gianluigi Greco, che lascia l’incarico. Confermata nel ruolo di Segretario del Consiglio direttivo la ricercatrice Gabriella Cortellessa, esperta in tecnologie assistive e IA a supporto degli anziani.
Nei primi nove mesi del 2025 il Tg1 si conferma il telegiornale più seguito in Italia sia a pranzo sia in prima serata, mentre l’Agcom registra un calo complessivo degli ascolti televisivi e una crescita selettiva delle piattaforme di streaming a pagamento. È quanto emerge dall’Osservatorio sulle Comunicazioni dell’Autorità, aggiornato al terzo trimestre 2025.
Telegiornali: Tg1 primo a pranzo e alle 20
Sala di regia del Tg3 (Imagoeconomica).
Nella fascia delle 13.30 il Tg1 supera i 3 milioni di spettatori, con una crescita dell’1 per cento su base annua. Seguono il Tg5 delle 13.00 con oltre 2,6 milioni di telespettatori (-2,9 per cento), il TgR delle 14.00 su Rai 3 con poco più di 2 milioni (-3 per cento) e il Tg2 con meno di 1,4 milioni (-10,1 per cento). Crescono invece Studio Aperto delle 12.25 (oltre 1 milione, +1,9 per cento), il Tg4 delle 12.00 (+17,2 per cento) e il Tg La7 delle 13.30 (+14,1 per cento). Alle 20 il Tg1 registra poco più di 4,1 milioni di ascolti giornalieri, in aumento dell’1,3 per cento nel terzo trimestre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. Seguono il Tg5 con oltre 3,2 milioni (-4,4 per cento), il TgR serale con 2,1 milioni (-2,8 per cento) e il Tg3 con 1,6 milioni (-2,7 per cento). Il Tg La7 cresce da 1,17 a 1,23 milioni di telespettatori (+5 per cento), mentre il Tg2 perde il 15,3 per cento. Tra i Tg serali Mediaset, Studio Aperto delle 18.30 sale da 464 mila a 507 mila spettatori (+9,3 per cento) e il Tg4 delle 19.00 da 496 mila a 594 mila (+19,8 per cento).
Ascolti tv: flessione generale, Rai leader in prime time
Nel giorno medio fino al terzo trimestre 2025 gli ascolti tv calano del 2,9 per cento in prime time e del 3 per cento sull’intera giornata rispetto al 2024. In prima serata la Rai resta prima con 6,8 milioni di spettatori medi (37 per cento di share), ma scende del 6,8 per cento. Mediaset segue con 6,7 milioni (36,5 per cento di share) e cresce di 1,1 punti percentuali. Nell’intera giornata Mediaset guida con 2,9 milioni di spettatori medi (37,2 per cento), mentre la Rai registra 2,8 milioni (35,7 per cento), in calo del 6,4 per cento.
Streaming: Netflix resta prima
A settembre 2025 le piattaforme di streaming a pagamento contano 15,7 milioni di utenti unici, in calo di 210 mila rispetto al 2024 (-1,3 per cento). Nel terzo trimestre Netflix guida con 8,3 milioni di utenti unici (+1,6 per cento), seguita da Amazon Prime Video con 7,2 milioni (+5,5 per cento), Disney+ con 3,7 milioni (+0,8 per cento), Dazn con 2,3 milioni (+7,3 per cento) e Now con 1,3 milioni (-7,7 per cento). Il tempo complessivo di navigazione supera i 43 milioni di ore a settembre, in aumento dell’11,1 per cento su base annua.
La Regione Sardegna prosegue la sua lotta contro il declino demografico attraverso il bonus spopolamento 2026, la misura economica strutturale rivolta ai residenti dei piccoli centri. Il fenomeno dell’esodo dai territori interni verso le città ha spinto l’amministrazione regionale a investire risorse significative per invertire la tendenza. Nel 2023, l’Isola ha toccato il tasso di natalità più basso in Italia, con soli 4,9 nati ogni mille abitanti. Per fronteggiare l’emergenza, la Regione ha pianificato una dote finanziaria complessiva di 150 milioni di euro da ripartire nel triennio successivo. I fondi sono destinati a finanziare assegni diretti per le famiglie che scelgono di restare o trasferirsi nei centri dove i servizi, dalla sanità all’istruzione, sono spesso carenti. Il piano prevede un trasferimento di risorse agli enti locali che gestiranno materialmente le domande e l’erogazione dei contributi ai nuclei familiari aventi diritto.
Bonus spopolamento Sardegna 2026: quali sono gli incentivi in arrivo?
Il Nuorese si è svegliato sotto la neve e sono tanti i paesi che hanno chiuso le scuole. Tra questi Fonni, Desulo, Gavoi, Ollolai, Bitti, Lanusei e Villagrande (Ansafoto).
Per il triennio che inizia nel 2026, la Regione Sardegna ha confermato un impegno finanziario costante per garantire stabilità alle politiche demografiche. Le risorse sono così suddivise:
51,4 milioni di euro per l’anno 2026;
51,4 milioni di euro per l’anno 2027;
50 milioni di euro per l’anno 2028.
Gli stanziamenti permettono di finanziare non solo l’assegno per i nuovi nati, ma anche altre strategie già sperimentate in precedenza, come i fondi per l’acquisto della prima casa e gli incentivi per l’apertura di nuove attività imprenditoriali nei territori a rischio. Rispetto agli anni passati, la soglia demografica per accedere ai benefici resta fissata ai comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti. Si tratta di una continuità necessaria per dare certezze a chi decida di stabilire il proprio progetto di vita in contesti rurali o montani.
Qual è il bonus di 600 euro per i nuovi nati in Sardegna
La misura principale consiste in un contributo economico mensile erogato per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo. Il sostegno è pensato per alleggerire i costi di crescita dei bambini ed è slegato dalla situazione economica del nucleo familiare.
L’assegnazione avviene indipendentemente dall’Isee, rendendo l’incentivo universale per chiunque risieda nei comuni interessati. Nel caso di trasferimento della residenza durante l’anno, il calcolo dell’importo avviene in proporzione ai mesi di effettiva permanenza nel territorio comunale. Lo schema ricalca il potenziamento già avvenuto nel 2025, confermando l’efficacia di un aiuto economico diretto e prolungato nel tempo per sostenere la genitorialità.
Bonus 600 euro Regione Sardegna, quando arriva
Banconote (Freepik).
Il bonus anti spopolamento della Sardegna viene erogato tramite i singoli Comuni, che pubblicano periodicamente gli avvisi a sportello per raccogliere le istanze. Per ottenere il beneficio, è fondamentale che i genitori verifichino il rispetto di alcuni requisiti. Innanzitutto, è necessario possedere la residenza nel piccolo centro o trasferirla da un comune più grande. Inoltre, i beneficiari devono impegnarsi a mantenere la residenza nel territorio per almeno cinque anni consecutivi, pena la decadenza dal diritto. Almeno uno dei due genitori deve coabitare con il minore e risiedere legittimamente in un immobile a uso abitativo. Per quanto riguarda le tempistiche, le domande devono essere presentate direttamente al Comune di appartenenza. Infine, è consigliabile monitorare i siti istituzionali degli enti locali per conoscere le scadenze specifiche di presentazione delle istanze per le diverse annualità, inclusi i bandi per l’acquisto e la ristrutturazione delle abitazioni.
Lavorare per le Olimpiadi e le Paraolimpiadi invernali Milano Cortina 2026 rappresenta un’occasione professionale senza precedenti per partecipare a un evento storico che per la prima volta vede la collaborazione tra due città e due regioni. La Fondazione Milano Cortina 2026, incaricata della gestione dei Giochi, collabora con Randstad in qualità di HR partner ufficiale. La collaborazione mira a selezionare profili che condividano i valori della determinazione, dell’inclusione e della sostenibilità, fondamentali per guidare le generazioni future attraverso lo spirito sportivo. Le attività di reclutamento riguardano diverse sedi strategiche, tra cui Milano, Cortina d’Ampezzo (Bl), Verona, Anterselva (Bz), Bormio (So), Livigno (So) e la Val di Fiemme (Tn). Partecipare alla candidatura per Milano Cortina 2026 consente di inserirsi in un contesto globale, dove i principi dello sport si integrano nei processi aziendali per favorire un ambiente lavorativo orientato all’eccellenza.
Lavorare per le Olimpiadi Milano Cortina 2026: quali sono le ultime opportunità?
Luminarie olimpiche Milano Cortina 2026 (Ansafoto).
Le ricerche attuali di personale da assumere per lavorare per le Olimpiadi e le Paraolimpiadi invernali Milano Cortina 2026 coprono diversi settori operativi, dalla logistica alla gestione degli eventi. Le figure richieste devono possedere competenze specifiche per operare in contesti complessi e dinamici. Tra le posizioni aperte figurano:
event assistant e event & protocol officer a Milano;
coordinatore dei trasporti per la sede nel Milanese;
specialista operazioni di trasporto e logistica presso Cortina d’Ampezzo (Bl);
village communication centre supervisor a Cortina d’Ampezzo (Bl);
event supervisor a Predazzo (Tn);
operatore logistico con patentino a Tesero (Tn) e Rasun Anterselva (Bz).
Per questi ruoli si ricercano professionisti capaci di gestire i flussi di persone e materiali, garantendo l’efficienza organizzativa. Anche profili come hostess per Milano Cortina 2026 risultano determinanti per l’accoglienza e il supporto logistico durante le competizioni.
Come candidarsi per Milano Cortina 2026?
La procedura per sottoporre il proprio profilo avviene attraverso i canali ufficiali messi a disposizione dall’agenzia per il lavoro partner della Fondazione. Per accedere alla sezione «Lavora con noi Olimpiadi», gli interessati possono consultare il portale web di Randstad, dove sono pubblicati i dettagli dei singoli annunci. Tramite la piattaforma «Milano Cortina 2026 – Lavora con noi», è possibile filtrare le posizioni in base alla località e alla specializzazione desiderata. Tuttavia, è necessario verificare attentamente i requisiti tecnici, per esempio il possesso di patentini specifici per la movimentazione merci o la conoscenza delle lingue straniere per i ruoli di coordinamento. Le Olimpiadi di Cortina offrono contratti mirati a strutturare i vari dipartimenti della Fondazione in vista dello svolgimento delle gare, ma anche nei periodi successivi all’evento sportivo.