Ascolti, share e spettatori della seconda serata di Sanremo 2026

Ascolti in calo anche per la seconda serata di Sanremo 2026. Stando ai dati Auditel, lo share è arrivato al 59,5 per cento e gli spettatori sono stati 9 milioni e 53 mila. Rispetto alla prima serata, che era stata seguita da 9,6 milioni di persone pari al 58 per cento di share. Conti migliora dunque la percentuale ma cede sull’audience. In dettaglio, la prima parte dalle 21.46 alle 23.34 ha totalizzato il 57,8 per cento (11 milioni e 224 mila spettatori), mentre la seconda parte dalle 23.39 all’1.10 il 62,3 per cento (5 milioni e 794 mila spettatori). La seconda serata dell’anno precedente aveva registrato il 64,6 per cento per una media di 11 milioni e 800 mila teste.

Il confronto con le seconde serate degli anni precedenti

Nel 2024, quando però non c’era ancora la total audience e gli ascolti venivano misurati solo sulle televisioni (ora coinvolgono anche altri dispositivi come smartphone e tablet e piattaforme streaming come RaiPlay), la seconda serata era stata seguita da 10 milioni e 316 mila persone (60,1 per cento di share), mentre nel 2023 gli spettatori erano stati 10 milioni e 545 spettatori (62,3 per cento).

Referendum, Conte contro Nordio: «Disegno criminale»

Non si placa lo scontro sul referendum sulla giustizia. Dopo i vari botta e risposta tra il ministro Carlo Nordio e il procuratore Nicola Gratteri e l’uscita del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, ad alzare i torni è Giuseppe Conte. A Palermo, dov’è andato in scena un confronto con il Guardasigilli, il primo tra un esponente del governo e un leader delle opposizioni sulla riforma della giustizia, il leader del M5s ha accusato l’esecutivo di star realizzando «un disegno di politica criminale». Nordio non ci sta e contrattacca: «Non avete argomenti costituzionali e giuridici».

L’attacco del leader del M5s: «Avete mortificato il Parlamento»

Il Guardasigilli ha ribadito di non aver «mai avuto intenzione di umiliare la magistratura» e che il giorno dopo la vittoria al referendum il governo aprirà «un tavolo di confronto» con le toghe sulle leggi di attuazione. Di qui la risposta di Conte: «Allora perché non l’avete fatto in Parlamento? Perché avete blindato la riforma e non ci avete fatto discutere? Avete mortificato il Parlamento e ci volete far credere che vi confronterete con le opposizioni». E ancora, citando l’ultima opera di Nordio in cui si dice che la riforma serve a far recuperare il primato della politica: «Fatemi capire, voi non rimuovete nemmeno il sottosegretario Delmastro, condannato in primo grado, o la ministra Santanché (rinviata a giudizio per falso in bilancio, ndr), che avete scudato in Parlamento sollevando conflitto di attribuzione per aspettare la prescrizione. È questo il vostro primato della politica?».

Festival di Sanremo, i primi cinque della classifica della seconda serata

La seconda serata del Festival di Sanremo ha visto salire sul palco dell’Ariston 15 dei 30 big in gara. In ordine di uscita hanno cantato le Bambole di pezza (Resta con me), Chiello (Ti penso sempre), Dargen D’Amico (Ai ai), Ditonellapiaga (Che fastidio!), Elettra Lamborghini (Voilà), Enrico Nigiotti (Ogni volta che non so volare), Ermal Meta (Stella stellina), Fedez & Marco Masini (Male necessario), Fulminacci (Stupida sfortuna), J-Ax (Italia starter pack), LDA & Aka 7even (Poesie clandestine), Levante (Sei tu), Nayt (Prima che), Patty Pravo (Opera) e Tommaso Paradiso (I romantici). A fine serata sono stati svelati i primi cinque della classifica ottenuta dal voto della Giuria delle Radio e Televoto, senza ordine di piazzamento: Tommaso Paradiso, LDA & Aka 7even, Nayt, Fedez & Masini e Ermal Meta.

Festival di Sanremo, i primi cinque della classifica della seconda serata
Festival di Sanremo, i primi cinque della classifica della seconda serata
Festival di Sanremo, i primi cinque della classifica della seconda serata
Festival di Sanremo, i primi cinque della classifica della seconda serata
Festival di Sanremo, i primi cinque della classifica della seconda serata
Festival di Sanremo, i primi cinque della classifica della seconda serata
Festival di Sanremo, i primi cinque della classifica della seconda serata
Festival di Sanremo, i primi cinque della classifica della seconda serata
Festival di Sanremo, i primi cinque della classifica della seconda serata
Festival di Sanremo, i primi cinque della classifica della seconda serata

Crans-Montana, Berna annuncia aiuti straordinari per feriti e famiglie delle vittime

La Svizzera verserà un contributo di solidarietà di 50 mila franchi (circa 55 mila euro), ai 115 feriti e ai familiari delle vittime del rogo scoppiato a Capodanno nel Le Constellation di Crans-Montana, nel quale hanno perso la vita 41 persone, tra cui sei italiani. La proposta, che è stata presentata dal Consiglio federale – l’organo esecutivo del governo della Confederazione Elvetica – verrà votata dal Parlamento a marzo come misura urgente. L’obiettivo del contributo una tantum è fornire assistenza rapida alle persone colpite, evitando lunghe e complesse procedure giudiziarie: si aggiunge all’aiuto finanziario d’urgenza di 10 mila franchi disposto dal Canton Vallese, dove si trova la località sciistica di Crans-Montana.

La Russia sta inviando migranti nell’Ue attraverso tunnel segreti

Nell’ambito della sua guerra ibrida contro l’Occidente, la Russia sta inviando migranti in Europa attraverso tunnel sotterranei dalla Bielorussia, progettati da specialisti «con un elevato livello di competenza» reclutati in Medio Oriente. Lo scrive il quotidiano britannico The Telegraph, che ha parlato con funzionari polacchi: difficile stabilire con certezza quali gruppi siano stati coinvolti, ma secondo le fonti di Varsavia le uniche entità con questo tipo di competenza sono Hamas, Jihad Islamica Palestinese, Hezbollah, alcune fazioni curde e l’Isis. Sarebbero decine di migliaia i migranti entrati nell’Unione europea attraverso il confine orientale della Polonia.

Nel corso del 2025 sono stati scoperti in tutto quattro tunnel

A metà dicembre le autorità polacche hanno scoperto uno dei tunnel più grandi, nei pressi del villaggio di Narewka, nella Polonia orientale: lungo circa 60 metri e alto 1,5, è stato usato da almeno 180 migranti, quasi tutti afgani e pachistani, che sono stati poi fermati sul lato polacco della frontiera. Nel corso del 2025 sono stati scoperti in tutto quattro tunnel.

La Bielorussia da tempo sta aiutando la Russia nella sua guerra ibrida

Sotto la guida di Alexander Lukashenko, al potere da oltre 30 anni, la Bielorussia ha svolto un ruolo attivo nei tentativi di Vladimir Putin di destabilizzare l’Occidente attraverso ondate migratorie. E questo ben prima dell’invasione dell’Ucraina iniziata il 24 febbraio 2022. Per tentare di bloccare il grande numero di migranti fatti arrivare fino al confine polacco, Varsavia aveva una barriera frontaliera lunga 200 chilometri, dotata di telecamere e sensori di movimento.

Referendum, il caso dell’incontro per il “no” cancellato dall’Università di Genova

È diventato un caso politico l’annullamento di un incontro sul “no” al referendum sulla giustizia, organizzato dagli studenti di Sinistra universitaria nella sede del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Genova e poi, appunto, cancellato dall’ateneo. Valentina Ghio e Alberto Pandolfo, deputati liguri del Pd, hanno annunciato un’interrogazione alla ministra dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini, parlando di «un atto che rischia di comprimere la libertà di discussione dentro l’ateneo» e di «regole devono valere per tutti». Stefano Balleari, presidente del consiglio regionale ed esponente di Fratelli d’Italia, ha invece applaudito la scelta del rettore Federico Delfino: «L’università è un luogo di confronto, non di propaganda»

Sinistra universitaria: «Grave violazione del diritto degli studenti a esprimersi»

L’incontro si sarebbe dovuto tenere il 2 marzo in via Balbi 5, sede del Dipartimento di Giurisprudenza e del rettorato. Ma è stato annullato perché non avrebbe rispettato il regolamento dell’ateneo, che esclude le iniziative di tipo politico dall’università, e in quanto «non rispettava il contraddittorio», rappresentando la sola posizione del “no”. Da parte sua, Sinistra universitaria – evocando altre iniziative promosse dalla maggioranza – ha denunciato sui social che il dietrofront rappresenta «una grave violazione del diritto di studentesse e studenti a esprimersi».

Referendum, il caso dell’incontro per il “no” cancellato dall’Università di Genova
Federico Delfino (Ansa).

Il nodo della presenza dell’ex ministro Orlando, esponente del Partito democratico

Tra i relatori, oltre a professori dell’Università di Genova e magistrati, ci sarebbe stato anche l’ex ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che ora è consigliere regionale Pd in Liguria. «Ci hanno chiesto spazi per organizzare un dibattito monotematico sul “no”, alla presenza di un esponente politico. I nostri regolamenti ci invitano a tenere un atteggiamento neutro. Quindi ho chiesto agli studenti di Sinistra universitaria di organizzare lo stesso dibattito con gli stessi relatori, ma dando voce anche alle ragioni del “sì”, in modo tale da mantenere questa neutralità», ha spiegato il rettore Delfino. L’organizzazione studentesca ha precisato di aver invitato Orlando non in qualità di esponente del Pd, ma di ex ministro della Giustizia, dunque come tecnico.

Referendum, il caso dell’incontro per il “no” cancellato dall’Università di Genova
Andrea Orlando (Imagoeconomica).

Polemiche su Gaza, la direttrice della Berlinale sarà sostituita?

Secondo quanto riportato dalla Bild, il ministro della Cultura tedesco Wolfram Weimar farà sostituire la direttrice artistica della Berlinale, l’americana Tricia Tuttle, dopo le polemiche su Gaza avvenute durante la kermesse. Alla premiazione, come Miglior opera prima, del film Chronicles from Siege dell’attivista palestinese Abdallah Alkhatib, quest’ultimo ha tenuto un discorso contro Israele e contro la Germania sul palco, indossando e sventolando una kefiah. Durante il suo intervento, il ministro dell’Ambiente Schneider ha lasciato la sala in segno di protesta. Secondo Weimer, il problema non è solo lo scandalo dell’antisemitismo, ma anche il fatto che la direttrice Tuttle avesse posato con la troupe cinematografica una settimana prima con una bandiera palestinese e alcune kefiah. «La Berlinale non è il luogo adatto per incitamento, minacce e antisemitismo. L’odio per Israele non deve dilagare lì», sostiene il ministro.

Polemiche su Gaza, la direttrice della Berlinale sarà sostituita?
Tricia Tuttle posa con il cast di Chronicles from Siege (X).

Cos’ha detto Alkhatib? Il discorso integrale

Questa la traduzione del discorso pronunciato dal regista siriano-palestinese: «Mi piacerebbe dire “Grazie, sono felice di essere qui, di ricevere questo premio”. Ma sapete, sono palestinese, quindi devo approfittare di questo momento per parlare della Palestina.
E non sono fortunato come Tricia (Tuttle, direttrice della Berlinale). Quindi devo leggere da un foglio, mi dispiace. Ho subito molte pressioni per partecipare alla Berlinale per un solo motivo: stare qui e dire che i palestinesi saranno liberi. E un giorno avremo un grande festival cinematografico nel cuore di Gaza, nel cuore di altre città palestinesi. Il nostro festival sarà solidale con le persone che vivono sotto assedio, sotto occupazione e sotto dittature in tutto il mondo. Parleremo di politica prima che di cinema. Parleremo di resistenza prima che di arte, di libertà prima che di bellezza e di esseri umani prima che di cultura. Il giorno tanto atteso, questo giorno tanto atteso, sta arrivando. E quando vi chiederanno cosa è successo, rispondete loro che la Palestina ricorda. Ricorderemo tutti coloro che sono stati al nostro fianco e ricorderemo tutti coloro che si sono opposti a noi, al nostro diritto di vivere con dignità, o che hanno scelto il silenzio, che hanno scelto di tacere. Alcuni mi hanno detto che forse dovrei stare attento prima di dire quello che voglio dire ora. Perché sono un rifugiato in Germania, e qui ci sono così tante linee rosse. Ma non mi interessa. Mi interessa il mio popolo, mi interessa la Palestina. Quindi dirò la mia ultima parola al governo tedesco. Siete complici del genocidio di Gaza da parte di Israele. Credo che siate abbastanza intelligenti da riconoscere questa verità. Ma avete scelto di non curarvene. Palestina libera, da ora fino alla fine del mondo».

Giustizia, nuovo scontro tra Gratteri e Nordio sugli organici

Nuovo botta e risposta tra il magistrato Nicola Gratteri e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Dopo lo scontro sulle correnti del Csm, questa volta la querelle riguarda gli organici. «Bisognerebbe coprire tutti i buchi, tutte le scoperture che ci sono e poi rivedere la geografia giudiziaria. Anziché riaprire i tribunali come ha fatto adesso il ministro, riaprendo Bassano del Grappa, bisognerebbe chiudere i piccoli tribunali perché non funzionano bene», ha detto il procuratore di Napoli a margine dell’inaugurazione dell’anno formativo della Scuola superiore della magistratura a chi gli chiedeva quali fossero gli interventi necessari per migliorare l’amministrazione della giustizia. «Bisogna fare sinergia perché ogni volta che si apre un ufficio giudiziario c’è sempre un procuratore della repubblica con tutta la struttura amministrativa che ne consegue. Bisognerebbe accorpare e fare sinergia, altrimenti saranno sempre più in difficoltà. Se pensa alla proposta di Nordio che ha detto che nella riforma del codice di procedura penale si prevede che un’ordinanza di custodia cautelare venga firmata da tre giudici, voi capite il livello di incompatibilità che si creerà nei piccoli tribunali. Il presidente del tribunale dovrà chiedere altri magistrati, dovrà chiedere al presidente della corte d’appello l’applicazione di un magistrato dal tribunale più vicino. Il tribunale più vicino sarà nelle stesse difficoltà, con gli stessi problemi e quindi sarà come il cane che si morde la coda».

Giustizia, nuovo scontro tra Gratteri e Nordio sugli organici
Nicola Gratteri (Ansa).

La replica di Nordio: «Smentito dai numeri»

A stretto giro è arrivata la replica del Guardasigilli: «Prendo atto delle dichiarazioni odierne del procuratore Gratteri alla Scuola superiore di magistratura in merito alla copertura degli organici. Rilevo che, per la prima volta da mezzo secolo, stiamo colmando gli organici della magistratura attraverso ben sei concorsi, alcuni dei quali già definiti. Di conseguenza dalla fine di quest’anno avremmo in servizio 10.853 magistrati che contribuiranno ad accelerare la definizione dei processi. I nostri numeri lo smentiscono ancora una volta». E ancora: «Siamo rammaricati per questa ennesima sterile polemica che non asseconda quel clima di pacatezza e razionalità giustamente invocato dal presidente della Repubblica. Oltre alla copertura della piante organiche della magistratura, abbiamo provveduto al potenziamento delle strutture amministrative attraverso la stabilizzazione di circa 10 mila addetti all’Ufficio del processo, a suo tempo assunti a tempo determinato. Abbiamo finalmente regolarizzato la posizione dei giudici onorari, che erano privi di garanzie salariali e previdenziali. Abbiamo inoltre assunto dall’ottobre 2022 ad oggi circa 20 mila addetti alle funzioni amministrative».

Fermi tutti: dopo la maratona olimpica Salvini posta dal Mit

Fermi tutti. Ormai lo davamo per disperso sulle piste di Cortina, Livigno e Bormio, quasi una terza mascotte olimpica. O impegnato a esprimere sui social solidarietà alle forze dell’ordine dopo la giravolta carpiata effettuata su Carmelo Cinturrino, poliziotto che, è notizia recente, resterà in carcere. Invece il 24 febbraio Matteo Salvini si trovava esattamente dove doveva essere e cioè al ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Martedì infatti il vicepremier leghista ha postato sui social uno scatto in occasione dell’incontro con il ministro dell’Interno di Cipro. Magari, visto che è in sede, Salvini si sarà occupato anche della grana informatica che sta bloccando il sistema di protocollazione del dicastero di Porta Pia. Chissà…

Festival di Sanremo, l’ordine di uscita dei cantanti nella seconda serata

Carlo Conti ha annunciato in conferenza stampa l’ordine di esibizione dei 15 big in gara nella seconda serata del Festival di Sanremo. Apriranno le Bambole di pezza, mentre l’ultimo a cantare sarà Tommaso Paradiso. Gli artisti cantanti saranno presentati dai restanti 15 colleghi, che vestiranno i panni di “annunciatori”.

L’ordine di uscita dei cantanti nella seconda serata di Sanremo

Ecco l’ordine di uscita dei big in gara nella seconda serata del Festival di Sanremo.

Bambole di Pezza – Resta con me
Chiello – Ti penso sempre
Dargen D’Amico – Ai ai
Ditonellapiaga – Che fastidio!
Elettra Lamborghini – Voilà
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Ermal Meta – Stella stellina
Fedez & Marco Masini – Male necessario
Fulminacci – Stupida sfortuna
J-Ax – Italia starter pack
LDA & Aka 7even – Poesie clandestine
Levante – Sei tu
Nayt – Prima che
Patty Pravo – Opera
Tommaso Paradiso – I romantici

Accanto a Conti e alla coconduttrice fissa Laura Pausini, il 25 febbraio saliranno sul palco dell’Ariston anche l’attrice Pilar Fogliati, il cantante Achille Lauro e il comico Lillo.

Anche Deliveroo finisce sotto controllo giudiziario

Un mese dopo il concorrente Foodinho-Glovo, anche Deliveroo Italia è stata messa sotto controllo giudiziario dalla procura di Milano, che ritiene urgente «interrompere una situazione di vero e proprio sfruttamento ai danni di un numero rilevante di lavoratori che percepiscono retribuzioni sicuramente non proporzionate né alla qualità né alla quantità del lavoro (poco meno di 4 euro l’ora) contrastanti con l’articolo 36 della Costituzione e non in grado di garantire un’esistenza libera e dignitosa». L’azienda conta 20 mila ciclofattorini in Italia, di cui circa 3 mila a Milano. Per il pm «risultano sotto soglia 30 rider su 40 (80 per cento), con uno scostamento medio rispetto alla soglia di povertà di 7.600 euro annui, e punte di 15.300 euro annui».

L’amministratore giudiziario dovrà bonificare gli indici del reato di caporalato

Il controllo giudiziario, cioè la nomina di un amministratore giudiziario che non sostituisce ma affianca i vertici dell’azienda, è disposto quando c’è da interrompere una situazione di ritenuta illegalità. Il provvedimento d’urgenza del pm, che dovrà essere successivamente convalidato dal gip, nomina l’amministratore giudiziario Massimiliano Poppi per bonificare gli indici del reato di caporalato per il quale sono indagati Deliveroo come società e l’amministratore Andrea Giuseppe Zocchi come persona fisica, regolarizzare i lavoratori e adottare assetti organizzativi idonei a evitare il ripetersi di fenomeni di sfruttamento e di retribuzioni sotto soglia di povertà.

Ok definitivo del Senato al decreto Ucraina con la fiducia: la protesta delle opposizioni

L’aula del Senato ha confermato la fiducia posta dal governo sul decreto Ucraina, approvando il testo per la conversione definitiva in legge. A favore si sono espressi 106 senatori. Sono stati 57 quelli contrari, due gli astenuti. Visto che a Palazzo Madama il voto con la fiducia è unico, l’opposizione ha votato ‘no’ in blocco nonostante il sostegno – anche militare – da sempre accordato all’Ucraina da Pd, Italia Viva e Azione: «Siamo stati costretti dalla fiducia. La maggioranza ha blindato il testo per coprire le loro differenze e difficoltà», ha detto il senatore dem Alessandro Alfieri.

Christophe Leribault è il nuovo direttore del Louvre

Il Louvre ha un nuovo direttore dopo le dimissioni di Laurence des Cars, che ha rinunciato all’incarico dopo i disastri e le polemiche degli ultimi mesi. Alla guida del museo parigino – che sta vivendo un momento decisamente difficile – subentra Christophe Leribault, attuale direttore della Reggia di Versailles, altra importantissima istituzione transalpina. Storico dell’arte e conservatore generale, avrà il compito di «mettere in sicurezza, modernizzare e portare a termine il progetto Louvre – Nouvelle Renaissance».

Christophe Leribault è il nuovo direttore del Louvre
Laurence des Cars (Ansa).

Non solo il furto dei gioielli della Corona: gli ultimi disastrosi mesi del Louvre

Il clamoroso furto dei gioielli della Corona d’epoca napoleonica, avvenuto il 19 ottobre 2025 in pieno giorno, è stato l’episodio più clamoroso – in negativo – della gestione Des Cars, iniziata nel 2021. Ma di recente è emersa anche una maxi-frode riguardante visite guidate e biglietti, che prevedeva il riutilizzo dei ticket per persone diverse o la rivendita a prezzi maggiorati, grazie a contatti interni per aggirare i controlli. Non solo: negli ultimi mesi si sono verificati anche un paio di allagamenti, che hanno messo a repentaglio diverse opere e causato gravi danni a centinaia di riviste di egittologia. La gestione di des Cars era contestata anche dal personale, che di recente ha più volte indetto sciopero per chiedere migliori condizioni di lavoro. A questo bisogna aggiungere le rimostranze dei visitatori per i pochi bagni a disposizione dei moltissimi visitatori e le strutture obsolete. «Posso aver sbagliato, ma ho rimesso il Louvre in movimento», ha dichiarato Des Cars.

Leribault era subentrato a Des Cars già ai musei d’Orsay e dell’Orangerie

Leribault è stato nominato direttore della reggia di Versailles a febbraio 2024 al posto di Catherine Pégard, che era in carica dal 2011. In precedenza, per tre anni il 62enne aveva diretto i musei parigini d’Orsay e dell’Orangerie, subentrando proprio a Des Cars, che era stata scelta per guidare il Louvre. Emmanuel Macron ha accettato le dimissioni dell’ormai ex direttrice, affermando che il museo più visitato al mondo ha bisogno di «un nuovo slancio».

Miss Italia avvia azioni legali contro Ditonellapiaga: cos’è successo

Il concorso Miss Italia ha dato mandato agli avvocati Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca di intraprendere le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l’ulteriore utilizzo della denominazione “Miss Italia” da parte della cantante Ditonellapiaga, che l’ha usata quale titolo di un proprio brano musicale nonché dell’album in cui esso è inserito, e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi. Il testo della canzone, si legge nella nota, contiene «espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell’onore delle ragazze che partecipano al concorso». Una condotta che «risulta gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione “Miss Italia”, nonché dell’immagine e della reputazione del concorso e delle sue partecipanti». La canzone non è ancora uscita così come l’album, che uscirà il 10 aprile.

La replica della cantante: «Nessun insulto, non hanno capito che parlo di me»

In conferenza stampa a Sanremo, in cui è in gara con la canzone Che fastidio!, Ditonellapiaga ha replicato alla notizia dicendosi sorpresa: «Nessun insulto, è un testo che parla di me e del rapporto con me stessa, con la perfezione. Io non so neanche se loro abbiano sentito il testo, perché la canzone non è uscita. Mi dispiace che sia arrivata questa notizia, perché speravo in un po’ di autoironia. Se loro lo hanno ritenuto offensivo, evidentemente non hanno la sensibilità per poter capire che parlo di me e non parlo male del concorso». L’artista ha poi chiarito l’uso della parola “disperate“, al centro delle contestazioni: «Non ho detto che loro sono disperate. Il testo parla di me, che sto male e vivo male la mia bellezza. Mi sembra assurdo parlare di un testo che non è uscito. È facile estrapolare una frase senza il contesto, e un attimo dopo sembra che io dica che Miss Italia è una disperata o una sfigata. Non ho mai detto questo. Ho detto che l’essere in difficoltà con il proprio rapporto con la bellezza può portare a una disperazione. Anzi, il testo parla di nascondere la disperazione con il trucco, e quindi anche una donna bellissima può sentirsi disperata e triste».

Polemiche per l’uscita di Fazzolari: «Al referendum Putin voterebbe no»

Continua lo scontro senza esclusione di colpi sul referendum della giustizia. A infiammare il dibattito è una dichiarazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari che, durante un convegno organizzato da Fdi in Senato sui quattro anni di guerra tra Russia e Ucraina, a chi gli ha chiesto cosa voterebbe Putin ha risposto che «in Russia non c’è la separazione delle carriere, quindi probabilmente voterebbe no». «Una battuta in una chiacchierata informale con i cronisti», ha precisato poco dopo, ma ciò non è bastato a fermare le polemiche.

Schlein: «Appello di Mattarella inascoltato»

«Spiace che l’autorevole appello di Mattarella sia stato così poco ascoltato. Hanno detto che avrebbero abbassato i toni. Ma non ho avuto questa impressione, soprattutto oggi che abbiamo un altro esponente di governo, Fazzolari, che arriva a dire che Putin voterebbe no alla riforma. Alla faccia della non politicizzazione del referendum e dell’abbassamento dei toni. Tra l’altro proprio oggi che ricorre l’anniversario della criminale invasione dell’Ucraina», ha detto la segretaria del Partito democratico Elly Schlein in un’iniziativa a Latina. Gli ha fatto eco Francesco Boccia, presidente del gruppo dem al Senato: «Stigmatizziamo con forza le dichiarazioni vergognose che il sottosegretario Fazzolari, immaginiamo a nome del governo, ha appena fatto nella giornata del quarto anniversario dell’aggressione della Russia all’Ucraina, paragonando tutti coloro che votano no a Putin».

La precisazione di Fazzolari

«Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari non ha mai paragonato a Putin tutti coloro che votano no al referendum, come erroneamente sostenuto da alcuni esponenti dell’opposizione. Durante una chiacchierata informale a margine di un’iniziativa sui quattro anni di resistenza ucraina, gli è stato chiesto se Putin voterebbe no al referendum. A una domanda evidentemente bizzarra, il sottosegretario ha risposto con una battuta: “In Russia non c’è separazione delle carriere, quindi probabilmente voterebbe no”». È quanto si legge in una nota dell’ufficio stampa del sottosegretario.

Omicidio di Rogoredo, l’agente Cinturrino resta in carcere

Resta in cella Carmelo Cinturrino, l’assistente capo di polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, lo spacciatore ucciso il 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo. Il giudice per le indagini preliminari Domenico Santoro non ha convalidato il fermo, non ritenendo sussistente il pericolo di fuga contestato dalla procura di Milano nei confronti dell’assistente capo della polizia, ma ha disposto la custodia cautelare in carcere.

La messinscena per coprire l’omicidio del pusher

Cinturrino, è emerso dalle indagini, ha sparato a Mansouri che era disarmato. Poi, dopo aver ordinato a un collega di andare al commissariato a prendere uno zaino, ha lasciato accanto al corpo la replica giocattolo di una pistola Beretta 92 che teneva in ufficio. Una messinscena organizzata per coprire l’omicidio, venuta alla luce anche grazie alle dichiarazioni di alcuni testimoni. In più, mentre Mansouri era a terra agonizzante, ma ancora vivo, Cinturrino non ha chiamato subito i soccorsi, ritardando la chiamata di oltre 20. Le «specifiche modalità e circostanze dei fatti» e «la negativa personalità» di Cinturrino «rendono evidente il concreto ed attuale pericolo che, ove non sottoposto a misura, l’indagato possa commettere ulteriori gravi reati della stessa specie di quello per cui si procede, ovvero con l’uso di armi o di altri mezzi di violenza personale, se non di criminalità organizzata», ha spiegato il gip.

Le scuse di Bill Gates allo staff della sua fondazione per i legami con Epstein

Bill Gates si è scusato con lo staff della Gates Foundation per i suoi legami con Jeffrey Epstein: pur ammettendo di aver commesso errori che hanno gettato un’ombra sull’organizzazione filantropica, ha comunque messo in chiaro di non aver preso parte ai crimini sessuali del finanziere morto suicida in carcere nel 2019. La notizia, riportata dal Wall Street Journal, è stata successivamente confermata dalla Gates Foundation.

Le relazioni extraconiugali con due donne russe

Nel corso di un’assemblea, Gates ha ammesso di aver avuto relazioni extraconiugali con due donne russe, che però non erano vittime dei traffici sessuali di Epstein: una giocatrice di bridge, conosciuta durante un torneo, e una fisica nucleare, incontrata per motivi di lavoro. «Non ho fatto né visto nulla di illecito», ha dichiarato il miliardario, che ha raccontato di aver iniziato a frequentare Epstein nel 2011, dopo la condanna per aver indotto una minorenne alla prostituzione. Gates ha affermato di essere stato a conoscenza di alcuni dei problemi del finanziere, ma di non aver approfondito la questione. I due, stando a quanto raccontato, si vedevano anche per discutere l’espansione delle attività filantropiche del fondatore di Microsoft: Gates ha detto che è stato un enorme errore passare del tempo con Epstein e coinvolgere dirigenti della fondazione in riunioni con lui.

Le scuse di Bill Gates allo staff della sua fondazione per i legami con Epstein
Bill Gates (Ansa).

Ha ancora smentito di essere stato sull’isola di Epstein

Gates ha inoltre affermato di aver volato con Epstein sul jet privato “Lolita Express” e di aver trascorso del tempo con lui in Germania e Francia, ma anche tra New York e Washington, senza però mai visitare la sua isola. In due bozze di e-mail indirizzate a se stesso risalenti al 2013, Epstein affermava di aver organizzato incontri per il miliardario e di averlo aiutato a ottenere farmaci per nascondere alla moglie un’infezione sessualmente trasmissibile. Gates, dal canto suo, ha respinto con forza queste accuse definendole «false». Durante l’incontro con i dipendenti della fondazione, il fondatore di Microsoft ha dichiarato di aver incontrato Epstein l’ultima volta nel 2014. E, in seguito, di non aver più risposto alle sue e-mail.

Ascolti, i dati su share e spettatori della prima serata di Sanremo 2026

La prima serata del Festival di Sanremo 2026 ha totalizzato il 58 per cento di share, con 9 milioni e 600 mila spettatori in termini di total audience. Numeri in calo per Carlo Conti, che l’anno scorso all’esordio aveva raccolto in media 12 milioni e 630 mila teste pari al 65,3 per cento. La prima parte, dalle 21.42 alle 23.34, ha registrati 13 milioni e 158 mila spettatori per uno share del 57,7 per cento, mentre la seconda parte, dalle 23.38 all’01.32, ha segnato 6 milioni e 45 mila spettatori per uno share del 58,7 per cento.

Il confronto con le edizioni passate

In termini di share, la serata fa comunque segnare il nono miglior risultato di sempre dopo quelli delle prime tre edizioni in cui fu attivo l’Auditel (66,3 nel 1987, 69,5 nel 1988 e 65,7 nel 1989), quella del 1997 condotta da Mike Bongiorno (che totalizzò il 58,7) e quelli delle ultime tre edizioni, quando la media ha superato il 60 per cento – 65,3 nel 2025, 65,1 nel 2024 e 62,5 nel 2023. Va sottolineato che non è propriamente corretto fare il confronto diretto con le edizioni passate, dato che dal 2025 è stata introdotta la rivoluzione della total audience che misura, oltre agli spettatori televisivi, anche quelli che seguono i programmi su dispositivi mobili, smart tv e piattaforme di streaming come RaiPlay. L’unico confronto “opportuno” è dunque quello con l’edizione 2025, quando questo sistema era già attivo.

Dazi, guerre, Iran: il discorso di Trump sullo Stato dell’Unione

Dazi, economia e guerre al centro del discorso che Donald Trump ha pronunciato al Congresso sullo Stato dell’Unione. È stato l’intervento di questo tipo più lungo della storia – è durato quasi due ore -, battendo il record di Bill Clinton che parlò per circa 90 minuti. Alcuni deputati democratici hanno anche lasciato l’Aula.

Le critiche alla Corte suprema: «Sui dazi decisione infelice»

L’America a 250 anni: forte, prospera, rispettata era il tema ufficiale del discorso, una celebrazione dei 250 anni dall’indipendenza che si festeggiano a luglio. «Il nostro paese è tornato più grande, più forte e più ricco che mai» sono state le prime parole del presidente. «Non torneremo indietro, questa è l’età dell’oro dell’America», ha aggiunto sostenendo che gli Stati Uniti non siano mai stati così rispettati. Al suo ingresso nell’aula della Camera, Trump ha stretto la mano a tutti e quattro i membri della Corte suprema che erano presenti, nonostante le dure critiche rivolte agli stessi giuristi pochi giorni prima dopo la decisione sui dazi adottata contro di lui. L’istituzione non è stata comunque risparmiata durante il suo intervento: «La Corte ha emesso una decisione infelice. La buona notizia è che quasi tutti i Paesi e le aziende vogliono mantenere l’accordo, sapendo che il potere legale che possiedo potrebbe rendere l’accordo molto peggiore per loro. Continuiamo a procedere lungo la strada giusta. Nonostante questa deludente sentenza, questi dazi a tutela della pace rimarranno in vigore. Sono stati testati a lungo, non sarà necessaria alcuna azione del Congresso. I dazi solleveranno il grande onere finanziario dal popolo che amo».

Sulla politica internazionale: «Ho fatto finire otto guerre»

Nei miei primi 10 mesi «ho messo fine a otto guerre», ha continuato Trump, citando Cambogia-Thailandia, Pakistan-India, Kosovo-Serbia, Israele-Iran, Egitto-Etiopia, Armenia-Azerbaigian, Congo-Ruanda e il conflitto a Gaza. Per questo ha ringraziato gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner e il segretario di Stato Marco Rubio: «Credo che sarà il migliore segretario di Stato di sempre». Quanto all’Ucraina, gli Stati Uniti «stanno lavorando molto duramente per porre fine alla nona guerra, quella fatta di uccisione e stragi in corso tra Russia e Ucraina, dove ogni mese muoiono 25 mila soldati». «La guerra non sarebbe mai iniziata sotto la mia presidenza», ha detto.

Iran e nucleare, con la risposta di Teheran

Il presidente Usa si è infine soffermato sull’Iran, sostenendo che «sta sviluppando missili in grado di colpire l’Europa e gli Stati Uniti». «Non permetterò mai che abbia il nucleare», ha aggiunto. A stretto giro è arrivata la reazione del governo di Teheran, con il ministro degli Esteri che ha respinto le affermazioni di Trump definendole «grandi bugie». «Qualunque cosa stiano affermando riguardo al programma nucleare iraniano, ai missili balistici iraniani e al numero di vittime durante i disordini di gennaio, è semplicemente la ripetizione di grandi bugie», ha dichiarato il portavoce del ministero Esmaeil Baqaei su X.

Festival di Sanremo, la classifica provvisoria dopo la prima serata

Nel corso della prima serata del Festival di Sanremo i big hanno cantato tutti e 30 i brani in gara, che sono stati poi votati dalla giuria della sala stampa, tv e web. La prima classifica provvisoria, senza ordine di piazzamento, vede in testa Magica favola di Arisa, Stupida fortuna di Fulminacci, Qui con me di Serena Brancale, Che fastidio! di Ditonellapiaga, Male necessario di Fedez e Marco Masini.

Festival di Sanremo, la classifica provvisoria dopo la prima serata
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