Manovra, saltano all’ultimo cinque norme

La manovra di bilancio è arrivata al traguardo dell’esame preliminare del Senato dopo una giornata di stop and go e con cinque norme cancellate dal maxiemendamento del governo. Il via libera definitivo di Palazzo Madama è atteso oggi, martedì 23 dicembre, prima del passaggio alla Camera per l’approvazione entro il 31 dicembre. In Aula, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non ha fatto mistero delle difficoltà incontrate, sopratutto all’interno della maggioranza, ma ha difeso l’impianto della manovra parlando di «prudenza, non austerità». Critiche le opposizioni, secondo cui la legge di bilancio 2026 non dà una spinta all’economia e non protegge le fasce economiche più fragili del Paese.

Le norme cancellate dalla manovra

Il dietrofront più rilevante riguarda lo “scudo” per gli imprenditori condannati per aver sottopagato i lavoratori. La norma, presentata da Fratelli d’Italia, avrebbe modificato l’attuale disciplina sul riconoscimento degli arretrati retributivi, prevedendo che non fosse più sufficiente un ricorso vinto davanti a un giudice per ottenere il pagamento delle differenze maturate prima dell’azione legale. Dopo le proteste delle opposizioni e dei sindacati, che hanno parlato di violazione dell’articolo 36 della Costituzione, la norma è stata fermata da Mattarella. Sono saltate anche le modifiche sulle cosiddette porte girevoli nella pubblica amministrazione: niente riduzione da tre a un anno dei tempi per passare dal pubblico al privato e stop alle deroghe al divieto di ricoprire ruoli nella pubblica amministrazione dopo incarichi in enti di diritto privato o finanziati dalla stessa amministrazione, nel caso di nomine commissariali, straordinarie o temporanee. Fuori dal maxiemendamento sono state inoltre stralciate le norme che intervenivano sull’anzianità dei magistrati collocati fuori ruolo e quelle che modificavano la disciplina del personale della Covip, l’Autorità di vigilanza sui fondi pensione. Resta invece irrisolto il nodo dello spoil system per le Authority, inviso al Quirinale che solleva dubbi sulla loro indipendenza.

Il Napoli vince la Supercoppa italiana

Il Napoli vince la Supercoppa italiana 2025. Un gol per tempo di David Neres porta ad Antonio Conte il primo trofeo della stagione. I partenopei dopo la vittoria contro il Milan in semifinale superano con merito anche la squadra di Vincenzo Italiano, che venerdì 19 dicembre aveva eliminato ai rigori l’Inter.

Simonelli: «Possibile ritorno al vecchio format dall’anno prossimo»

Intanto prima del match il presidente della Serie A Ezio Maria Simonelli ha aperto alla possibilità di un ritorno al vecchio format, lontano dall’Arabia Saudita, per il torneo già dal 2026. Ai microfoni di Sport Mediaset ha dichiarato: «La sinergia con il mondo arabo è andata bene fino a qui, sono quattro anni che facciamo la Supercoppa in questo luogo ma l’anno prossimo non verrà giocata qui. Forse torneranno a sfidarsi solo la vincitrice del campionato contro la vincitrice della coppa Italia».

Paesi Bassi, auto sulla folla durante una parata natalizia

Nei Paesi Bassi a Nunspeet, cittadina della provincia della Gheldria a circa 70 chilometri da Amsterdam, durante la tradizionale parata natalizia delle luci un’auto ha investito un gruppo di persone, causando il ferimento di almeno nove partecipanti, tre dei quali in condizioni gravi. Le cause dell’accaduto restano in fase di accertamento, ma la polizia locale ha fatto sapere che «a prima vista, non sembra un atto deliberato, ma stiamo ancora indagando», come riportato anche dal quotidiano Telegraaf. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti numerosi mezzi di soccorso, tra ambulanze, autopompe e pattuglie delle forze dell’ordine, mentre il comune ha annunciato l’annullamento di un’altra parata prevista in serata nella vicina Elburg. vicenda segue gli sviluppi anche l’Italia: «La Farnesina e l’ambasciata d’Italia all’Aja», si legge in una nota del ministero degli Esteri diffusa su X, «seguono la situazione a Nunspeet, dove un’auto ha investito la folla riunita per una parata natalizia. In corso verifiche per accertare eventuale coinvolgimento di connazionali».

Manovra, l’intervento di Giorgetti in Senato

L’avvio dell’esame della manovra a Palazzo Madama è stato segnato da tensioni già nelle prime ore della mattinata. Intorno alle 9:30, all’apertura della seduta, le opposizioni hanno contestato l’assenza di due dei quattro relatori incaricati di illustrare il testo licenziato dalla commissione Bilancio: non erano presenti il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris né quello di Forza Italia Dario Damiani. Il clima è rimasto acceso per tutta la discussione generale, fino all’intervento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, arrivato in Aula poco prima delle 20. Nel suo intervento, il ministero ha difeso l’impianto della manovra rivendicando una linea di cautela. «Prudenza, non austerità», ha affermato il titolare del Mef, spiegando: «Con il livello di debito pubblico che ha questo Paese, non posso ragionare come avveniva fino a cinque anni fa con tassi vicini allo zero». Ha poi aggiunto che proprio per questa ragione l’esecutivo ha seguito una strategia volta a «contenere miracolosamente il livello dello spread». Secondo il ministro, si tratta di un approccio che rafforza la posizione dell’Italia anche fuori dai confini nazionali: «Grazie a questo tipo di politica l’Italia si presenta a testa alta in Europa e nel mondo».

Giorgetti: «Tassazione su pacchi extra Ue? Ci sono negozi costretti a chiudere»

Giorgetti ha poi richiamato diversi capitoli della manovra, dalla sanità alla riduzione dell’Irpef, fino all’introduzione della tassa sui pacchi provenienti da Paesi extra Ue. Su questo punto ha chiarito che «si è detto che è una maggior tassazione a carico dei consumatori: no», sottolineando che «ci sono anche i negozi fatti da persone, uomini e donne che di fronte a questa concorrenza sleale sono costretti a chiudere» e ricordando come anche a livello europeo si sia compreso che l’afflusso incontrollato di spedizioni potesse «avrebbe distrutto anche con riflessi economici e sociali la rete del commercio». Spazio anche al tema della previdenza complementare: «Coraggiosamente abbiamo affrontato un tema ineludibile senza il secondo pilastro le pensioni del futuro non saranno in grado di garantire pensioni dignitose. Quindi è una scelta che nel lungo termine farà un gran bene soprattutto ai giovani e questo lo rivendico». Infine, un riferimento ai rinnovi dei contratti pubblici, rivendicando il ruolo svolto dal Mef: «Di fianco a me c’è il ministro della Pa Paolo Zangrillo: è fortunato perché ha trovato un ministro dell’Economia come me…Il ministro ha firmato i contratti del pubblico impiego che erano vecchi e fermi da anni e anche questa è una cosa storica, un fatto nuovo».

Mattarella firma la grazia per cinque detenuti: ecco chi sono

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato cinque provvedimenti di grazia, dopo il via libera del ministro della Giustizia al termine della prevista istruttoria. A darne notizia è un comunicato del Quirinale, che chiarisce come i decreti riguardino situazioni personali e giudiziarie differenti, valutate singolarmente sulla base dei pareri espressi dalle autorità competenti e delle circostanze specifiche di ciascun caso.

Mattarella firma la grazia per cinque detenuti: ecco chi sono
Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

Il primo provvedimento riguarda Zeneli Bardhyl, nato nel 1962, condannato a un anno e sei mesi per evasione dagli arresti domiciliari: la grazia copre l’intera pena, tenendo conto delle valutazioni favorevoli del magistrato di sorveglianza e del procuratore generale, secondo cui l’allontanamento dall’abitazione sottoposta all’obbligo di dimora non configurava il reato contestato. È stata invece estinta la pena residua per Franco Cioni, nato nel 1948, condannato per l’omicidio volontario della moglie, malata terminale, avvenuto nell’aprile 2021. Atto di clemenza anche per Alessandro Ciappei, nato nel 1974, condannato per una truffa commessa nel 2014: la grazia riguarda la pena ancora da scontare ed è stata motivata dalla limitata gravità del reato, dal tempo trascorso e dal percorso di vita ricostruito all’estero.

I casi di Gabriele Spezzuti e Abdelkarim Alla F. Hamad

Gli altri due decreti interessano Gabriele Spezzuti, nato nel 1968, e Abdelkarim Alla F. Hamad, nato nel 1995. Nel primo caso la grazia è stata concessa sulla parte residua della sanzione pecuniaria, pari a 80 mila euro, dopo che la pena detentiva per reati legati agli stupefacenti, commessi nel 2005, era già stata interamente espiata, tenendo conto anche delle difficili condizioni economiche e dell’assenza di ulteriori condotte illecite negli anni successivi. Per Abdelkarim Alla F. Hamad, condannato a 30 anni di reclusione per concorso in omicidio plurimo e violazioni della normativa sull’immigrazione risalenti al 2015, il presidente ha disposto una grazia parziale. La decisione si fonda, tra l’altro, sulla giovane età al momento dei fatti, sul percorso di recupero riconosciuto durante oltre dieci anni di detenzione e sulla complessità del contesto in cui maturarono i reati.

Morto il giornalista Giovanni Masotti

È morto a 74 anni Giovanni Masotti, giornalista e inviato Rai, figura di primo piano dell’informazione televisiva italiana. Era ricoverato in una clinica privata di Roma a causa di una broncopolmonite, le cui complicazioni si sono rivelate fatali. Nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi ruoli all’interno del servizio pubblico, distinguendosi come inviato, conduttore e condirettore, oltre a essere stato vicedirettore del Tg2. Importante anche la sua attività come corrispondente dall’estero, con incarichi a Londra e a Mosca, che ne hanno consolidato il profilo internazionale.

La carriera di Giovanni Masotti

Masotti aveva mosso i primi passi nel giornalismo nel 1974, iniziando come cronista al quotidiano Momento-sera. Da lì un percorso articolato che lo ha portato a collaborare con Radio Monte Carlo e successivamente con La Nazione di Firenze. Negli Ottanta entra in Rai nella redazione di Firenze, dove conduce il Tgr Toscana. Nel 1990 approda al Tg2 come giornalista parlamentare e tra il 1994 e il 1997 è volto dell’edizione notturna. In seguito viene nominato caporedattore dell’area politica e nel 2002 assume l’incarico di vicedirettore del Tg2 dal Parlamento. Tra le esperienze più significative anche la conduzione di programmi come Italia sì, Italia no e Punto e a capo. Dopo le corrispondenze estere, nel 2019 si era trasferito a Viterbo, dove aveva fondato la testata giornalistica Lamiacittànews.

Il referendum sulla riforma della giustizia si terrà in due giorni

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge con «disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2026»: le votazioni sul referendum riguardante la riforma della giustizia – che prevede la separazione delle carriere dei magistrati – si svolgeranno in due giornate, domenica e lunedì. Le date del referendum, al momento, non sono ancora state decise: il voto si terrà comunque in primavera. Il dl si è reso necessario in quanto la legge attualmente in vigore stabilisce che le operazioni di voto per le consultazioni referendarie avvengano nella sola giornata di domenica.

Gaza, Pizzaballa: «Hamas deve accettare il piano di Trump»

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi al Patriarcato di Gerusalemme, al termine della visita natalizia a Gaza, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha offerto la sua visione sulla situazione nella Striscia. Dopo aver trascorso il fine settimana nella parrocchia cattolica della Sacra Famiglia, Pizzabala ha sottolineato che, allo stato attuale, non si registra una condizione di carestia. «Almeno il cibo c’è», ha dichiarato, spiegando che «dobbiamo dire che non c’è più carestia o fame. Le cose stanno arrivando. Non tutto, ma è una situazione completamente diversa rispetto a sei mesi fa». Nel corso degli incontri avuti con la popolazione locale, ha riferito, è emersa la volontà di guardare avanti: «Vogliamo parlare del futuro. La nostra comunità voleva festeggiare il Natale con gioia».

Pizzaballa: «Gaza deve voltare pagina e avere un futuro diverso»

Pizzaballa ha quindi richiamato l’attenzione sul futuro, ribadendo l’importanza del piano in 20 punti elaborato da Donald Trump per il futuro di Gaza. Il patriarca ha espresso l’auspicio che il progetto «sia completato», riconoscendo tuttavia le difficoltà del percorso: «Sappiamo che non è così semplice come si pensa, ma è l’unica tabella di marcia che abbiamo, quindi dobbiamo continuare così». In questo contesto, ha invitato la comunità internazionale a un ruolo più attivo: «Penso che gli altri Paesi e coloro che hanno relazioni con Hamas debbano impegnarsi molto per convincerli di questo». Secondo il cardinale, l’obiettivo deve essere chiaro: «Siamo convinti che Gaza debba voltare pagina e avere un futuro completamente diverso».

Il vescovo William Shomali: «A Gaza in tanti in situazione di povertà estrema»

Alla conferenza stampa è intervenuto anche il vescovo William Shomali, vicario patriarcale per Gerusalemme, la Cisgiordania e Gaza, che ha confermato la valutazione generale sulla disponibilità di beni alimentari, evidenziandone però i limiti. «Al mercato c’è qualcosa da mangiare, anche frutta, anche verdura, ma si paga in contanti o tramite PayPal. Non tutti hanno contanti. Quindi il problema rimane. C’è frutta, ma molte persone, come in Cisgiordania, possono trovare di tutto, ma hanno bisogno di soldi per comprarla alla fine». Shomali ha poi richiamato l’attenzione sulle difficoltà economiche diffuse: «C’è povertà, povertà estrema, soprattutto perché molte persone, la maggior parte, non lavorano, quindi non hanno entrate». Una parte consistente della popolazione, ha aggiunto, sopravvive grazie agli aiuti: «Non ricevono nulla. E vivono grazie agli aiuti forniti dalle agenzie delle Nazioni Unite. Inoltre, sono orgoglioso di dire che le associazioni cattoliche sono molto attive». Tra le criticità segnalate figura anche la mancanza di farmaci: gli antibiotici, ha concluso, «sono diventati come una valuta pregiata».

La Cina alza i dazi su latte e formaggio Ue

Contromossa di Pechino dopo la decisione dell’Unione europea di indagare sui sussidi cinesi alle case produttrici di veicoli elettrici. Il ministero del Commercio di Pechino ha infatti annunciato dazi provvisori dal 21,9 fino al 42,7 per cento sui prodotti lattiero-caseari importati dall’Ue. Le nuove tariffe entreranno in vigore da domani, martedì 23 dicembre. I dazi si basano sui risultati preliminari di un’indagine avviata dal ministero nell’estate del 2024, quando si sono accese le tensioni tra Pechino e Bruxelles, secondo cui l’industria casearia nazionale cinese avrebbe subito danni sostanziali a causa dell’importazione di prodotti europei, che nel Vecchio Continente ricevono sussidi. «Prendiamo atto con preoccupazione dell’annuncio di nuove tariffe da parte della Cina. Tali misure sono ingiustificabili. Faremo il possibile per difendere i nostri agricoltori», ha dichiarato Olof Gill, portavoce della Commissione Ue.

Milan-Como non si giocherà in Australia

Milan-Como si giocherà in Australia, anzi no. Solo pochi giorni fa, alla vigilia della Supercoppa a Riyad, il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, ai microfoni di Mediaset, aveva annunciato l’accordo per la trasferta più lunga nella storia del nostro campionato. Il match fra i rossoneri e gli uomini di Cesc Fabregas si sarebbe disputato a Perth per l’impossibilità di giocare al Meazza impegnato per le Olimpiadi invernali. Ora il colpo di scena: tutto saltato. A far fallire l’accordo sarebbero state ulteriori condizioni economiche imposte, considerate inaccettabili, dalla Federcalcio asiatica, che già aveva pretesto la nomina di arbitri australiani per il match. Atteso a breve un comunicato della Lega.

Milan-Como, le parole di Simonelli prima della Supercoppa

Il cambio di rotta arriva a pochi giorni di distanza da quella che appariva come la conferma definitiva della riuscita del progetto. Giovedì 18 dicembre, a pochi minuti dal fischio d’inizio della semifinale di Supercoppa italiana fra Milan e Napoli, il presidente Simonelli aveva annunciato in diretta su Italia 1 che la partita si sarebbe disputata in Australia. «Si giocherà a Perth, come da programma», aveva spiegato il numero uno della Lega Serie A tornando sulla questione dei direttori di gara. «Collina (presidente della commissione arbitri della Fifa, ndr.) mi ha dato grandi garanzie sugli arbitri asiatici. Questo ci ha rassicurati ed è una condizione che accetteremo». Ora, il dietrofront. Legato, come si evince, a nuove problematiche.

Milano, 15enne aggredito e rapinato in corso Buenos Aires

Un 15enne ha denunciato di essere stato trattenuto per circa un’ora da un gruppo di giovani che, dopo averlo circondato, lo hanno spogliato e minacciato per ottenere denaro. L’episodio è avvenuto nella serata di domenica 21 dicembre nella zona di corso Buenos Aires, a Milano, e si è poi spostato tra via San Gregorio e le strade limitrofe. Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera inizialmente i ragazzi gli hanno sottratto il giubbotto, costringendolo subito dopo a consegnare anche maglione e scarpe. La situazione è degenerata quando gli aggressori si sono fatti dare portafoglio e cellulare: il giovane non aveva contanti, ma solo una carta prepagata, circostanza che ha spinto il gruppo a pretendere un prelievo forzato a uno sportello automatico.

Fermate quattro persone: un 20enne e tre minorenni

Poiché la carta risultava priva di fondi, i ragazzi gli hanno imposto di contattare i genitori per chiedere una ricarica. Il padre, insospettito dalla telefonata, ha chiamato il 112 consentendo ai carabinieri di intervenire con più pattuglie. I militari sono riusciti a fermare quattro presunti responsabili e a recuperare l’intera refurtiva, poi restituita alla vittima. Si tratta di un 20enne tunisino, trasferito nel carcere di San Vittore, e di tre minorenni — una ragazza italiana di 15 anni, un 16enne marocchino e un 17enne siriano — portati al centro di prima accoglienza del carcere minorile Beccaria. Tutti residenti nella Bergamasca, risultano già coinvolti in episodi simili.

Cosa ha detto Piantedosi sul possibile sgombero di CasaPound

Durante L’aria che tira su La7, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato che stabile di CasaPound a Roma «è tra le priorità per quanto riguarda la lista degli immobili da sgomberare», aggiungendo che «si trova tra le prime sei-sette posizioni, secondo criteri che non sono comunque vincolanti del tutto». Il titolare del Viminale ha poi detto: «Abbiamo fatto sgomberi di qualsiasi colore politico, io stesso da prefetto di Roma ne ho fatti tanti, anche di Forza Nuova. Su CasaPound quando ero prefetto ho preso l’impegno l’immobile è stato iscritto tra quelli da sgomberare».

Le parole di Piantedosi sullo sgombero di Askatasuna

Piantedosi, sempre nel corso de L’aria che tira, ha anche parlato dello sgombero del centro sociale Askatasuna di Torino, spiegando che nel mirino delle forze dell’ordine è finito «un immobile occupato abusivamente da 30 anni dove trovavano dimora persone che anche si sono contraddistinte per assalti ripetuti ai cantieri di Chiomonte, quelli della Tav, e anche per azioni fatte al di fuori dei confini della città ogni volta che ci sono manifestazioni che in qualche modo impegnano il controllo dell’ordine pubblico».

L’allarme degli 007 Nato: «Mosca vuole colpire Starlink»

Due apparati di intelligence di Paesi appartenenti alla Nato ritengono che Mosca stia lavorando a un nuovo sistema anti-satellite pensato per prendere di mira Starlink, generando vaste nubi di detriti orbitali. L’ipotesi, emersa da informazioni raccolte dall’Associated Press, è che la Russia stia studiando una cosiddetta arma “a effetto zona”, progettata per saturare le orbite occupate dai satelliti con centinaia di migliaia di frammenti. Un simile meccanismo potrebbe mettere fuori uso più satelliti nello stesso momento, ma comporterebbe anche il rischio di conseguenze gravi per altri sistemi spaziali, con possibili impatti su infrastrutture civili e militari di numerosi Paesi. Il comandante della divisione spaziale dell’esercito canadese, il generale di brigata Christopher Horner, ha sottolineato che non è possibile escludere del tutto questa eventualità, richiamando precedenti accuse Usa su presunti programmi russi nel settore delle armi spaziali nucleari. «Non posso dire di essere stato informato su quel tipo di sistema. Ma non è improbabile», ha dichiarato.

Il razzo di SpaceX esploso a gennaio 2025 ha messo a rischio 450 vite

Il razzo sperimentale di SpaceX esploso il 16 gennaio del 2025 ha messo a rischio tre aerei in volo. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, che ha ricostruito gli eventi grazie a documenti della Faa, l’agenzia federale per la sicurezza nei cieli. Secondo la ricostruzione, i voli a rischio sarebbero stati di JetBlue, di Iberia e di un jet privato. A bordo, in totale, più di 450 persone. Per il quotidiano americano «l’esplosione della nave stellare di SpaceX il 16 gennaio ha rappresentato un pericolo maggiore per gli aerei di quanto fosse pubblicamente noto». Ma l’azienda di Elon Musk ha smentito e risposto che si tratta di informazioni «incomplete e fuorvianti».

I tre voli a rischio per i detriti

Il Journal ha citato un passaggio dei documenti Faa secondo cui ai piloti del volo JetBlue, diretto a Porto Rico, fosse stato annunciato il «rischio». Secondo l’agenzia l’aereo in questione ha attraversato per 50 minuti un’area in cui potenzialmente avrebbero potuto schiantarsi i detriti. Tanto che un controllore di volo avrebbe detto all’equipaggio di dichiarare, in caso, il Mayday per atterrare a San Juan. Fortunatamente non è successo nulla. Ma peggio rischiava di andare agli altri due aerei in questione. Per correggere le rispettive rotte, infatti, hanno quasi terminato il carburante. Il livello di jet fuel si sarebbe fermato sotto al limite di sicurezza.

La risposta di SpaceX

Intanto su X l’agenzia spaziale di Musk ha replicato: «Per ogni test di volo di Starship, la priorità assoluta di SpaceX è sempre stata la sicurezza pubblica. Nessun aeromobile è stato messo a rischio e qualsiasi evento che abbia generato detriti del veicolo è stato contenuto all’interno di aree di risposta pre-coordinate. Queste aree di pericolo coprono una regione volutamente ampia in modo prudenziale, e qualsiasi aeromobile è stato instradato in tempo reale in modo appropriato, evitando la zona in cui i detriti erano confinati all’interno della più ampia area di pericolo pre-coordinata».

Antitrust, maxi multa a Apple per abuso di posizione dominante

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto a Apple, Apple Distribution International Ltd e Apple Italia «una sanzione di 98.635.416,67 euro per abuso di posizione dominante». Apple, spiega l’Antitrust, «ha violato l’articolo 102 del TFUE per quanto riguarda il mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione online di app per utenti del sistema operativo iOS». In tale mercato, il colosso di Cupertino risulta infatti «in posizione di assoluta dominanza» tramite il suo App Store. Nel mirino in particolare le regole imposte agli sviluppatori terzi di app, che devono duplicare le dichiarazioni sulla privacy. Per l’Agcm si tratta di regole imposte unilateralmente, lesive degli interessi dei partner commerciali e non proporzionate all’obiettivo di raggiungimento della privacy.

Minacce e lesioni, nuova condanna per Varriale

Enrico Varriale è stato condannato a 7 mesi di reclusione con pena sospesa e al pagamento di una provvisionale di 2 mila euro alla vittima per il reato di minacce e lesioni. Secondo quanto ricostruito, al termine di una discussione Varriale ha schiaffeggiato una donna con cui aveva iniziato una relazione: i fatti risalgono al 2021. Il processo ha riqualificato il reato di stalking, per il quale l’ex giornalista Rai era stato denunciato. Varriale era già stato denunciato per lesioni e stalking da un’altra donna, la ex compagna: a giugno il tribunale di Roma lo aveva condannato a 10 mesi di reclusione.

Via libera dell’Ue al rinnovo delle sanzioni economiche alla Russia

Via libera del Consiglio dell’Unione europea al rinnovo semestrale delle sanzioni economiche nei confronti della Russia: la scadenza delle misure viene dunque prorogata al 31 luglio 2026. Il pacchetto comprende varie restrizioni economiche settoriali. Prevede inoltre il divieto di importazione o trasferimento di greggio trasportato via mare e di determinati prodotti petroliferi dalla Russia all’Ue, l’esclusione di diverse banche della Federazione Russa dal sistema Swift e la sospensione delle attività di trasmissione e delle licenze nell’Unione europea di diversi organi di disinformazione sostenuti da Mosca. «Finché le azioni illegali della Federazione Russa continueranno a violare le norme fondamentali del diritto internazionale, tra cui, in particolare, il divieto di uso della forza, è opportuno mantenere in vigore tutte le misure imposte dall’Ue e, se necessario, adottare misure supplementari», si legge sul sito del Consiglio dell’Unione europea.

Fabrizio Corona è indagato per revenge porn

La procura di Milano ha aperto un’indagine su Fabrizio Corona con l’accusa di aver diffuso materiale a contenuto sessualmente esplicito senza il consenso delle persone coinvolte. Il reato contestato è quello previsto dalla normativa sul cosiddetto revenge porn. L’inchiesta prende avvio dall’ultima puntata di Falsissimo, il programma di gossip che Corona conduce su YouTube, in cui ha reso pubbliche chat e immagini private per sostenere una lunga serie di accuse nei confronti di Alfonso Signorini, direttore editoriale di Chi e conduttore del Grande Fratello.

Fabrizio Corona è indagato per revenge porn
Alfonso Signorini (Ansa).

Secondo la ricostruzione proposta da Corona, Signorini avrebbe costruito nel tempo un sistema in cui rapporti sessuali o scambi di messaggi e foto intime con giovani uomini sarebbero stati funzionali all’ingresso nel reality. L’ex fotografo sostiene che questo meccanismo andrebbe avanti da circa dieci anni e coinvolgerebbe centinaia di persone. A sostegno della tesi, Corona ha citato episodi relativi ad Antonio Medugno e altri ex concorrenti del Grande Fratello: si tratta tuttavia di affermazioni non verificate in sede giudiziaria. A seguito della pubblicazione del video, Signorini ha presentato querela, scegliendo il silenzio pubblico e affidando la vicenda ai propri legali. La procura, oltre all’iscrizione nel registro degli indagati, ha disposto una perquisizione nell’abitazione di Corona e negli studi dove registra Falsissimo.

LEGGI ANCHE: Le accuse di Corona, la crepa nel sistema Signorini e il colpo al potere dei Berlusconi

Trump ha nominato un inviato speciale degli Stati Uniti in Groenlandia

Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth di aver nominato un inviato speciale degli Stati Uniti in Groenlandia: l’incarico è andato a Jeff Landry, dal 2024 governatore repubblicano della Louisiana. Il nuovo inviato ha risposto con su X ringraziando Trump: «Un onore servirti in questa posizione da volontario per rendere la Groenlandia parte degli Stati Uniti». Poi Landry precisato che la nuova funzione non interferirà con il suo ruolo di governatore, segnalando la natura non esecutiva e non esclusiva dell’incarico. La nomina non ha ancora ricevuto una reazione ufficiale da parte delle autorità danesi o groenlandesi.

Autobomba a Mosca, ucciso un generale russo

Fanil Sarvarov, capo del dipartimento di addestramento operativo dello stato maggiore delle Forze Armate della Federazione Russa, è rimasto ucciso nell’esplosione di un’auto nella zona sud di Mosca. Gli inquirenti russi, scrive la Tass, stanno valutando diverse teorie sull’omicidio, secondo una delle quali «l’attentato sarebbe stato organizzato dai servizi speciali ucraini». Sarvarov, che aveva 56 anni, a maggio del 2024 aveva ricevuto il grado di generale luogotenente da Vladimir Putin.