Non si sono fatte attendere le prime reazioni della politica internazionale all’attacco condotto dagli Stati Uniti contro il Venezuela, che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro e al suo trasferimento fuori dal Paese sudamericano, almeno stando a quanto riferito da Donald Trump.
Petro, presidente della Colombia: «Aggressione alla sovranità del Venezuela»
«La Colombia ribadisce il suo incrollabile impegno nei confronti dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, in particolare il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati, il divieto dell’uso o della minaccia della forza e la risoluzione pacifica delle controversie internazionali. A tale riguardo, il governo colombiano respinge qualsiasi azione militare unilaterale che possa peggiorare la situazione o mettere in pericolo la popolazione civile». Così il presidente colombiano Gustavo Petro: «Respingiamo l’aggressione alla sovranità del Venezuela e dell’America Latina. I conflitti interni tra i popoli vengono risolti pacificamente dai popoli stessi. Questo è il principio di autodeterminazione, fondamento del sistema delle Nazioni Unite».
Milei: «La libertà avanza, viva la libertà»
Il presidente argentino Javier Milei ha commentato a modo suo l’aggressione Usa in Venezuela: «La libertà avanza, viva la libertà, cazzo».
Cuba sollecita un risposta internazionale all’azione Usa
Ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha condannato fermamente l’aggressione contro il Venezuela, definendola «un attacco criminale». L’Avana ha ribadito pieno sostegno a Maduro, sollecitando una risposta internazionale urgente per fermare l’azione di Washington.
Pechino: «Choc per l’atto egemonico da parte degli Stati Uniti»
La Cina «è profondamente scioccata e condanna con forza il palese uso della forza da parte degli Stati Uniti contro uno Stato sovrano e l’attacco al suo presidente». È quanto afferma un portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, puntando il dito contro «l’atto egemonico da parte degli Usa».
Lula: «Oltrepassato un limite inaccettabile»
«I bombardamenti sul territorio venezuelano e la cattura del suo presidente hanno oltrepassato un limite inaccettabile. Questi atti rappresentano un grave affronto alla sovranità del Venezuela e un ulteriore precedente estremamente pericoloso per l’intera comunità internazionale». Così Lula, presidente del Brasile.
Mosca: «L’ostilità ideologica ha prevalso sul pragmatismo pratico»
«Il Venezuela non ha rappresentato alcuna minaccia per gli Stati Uniti, né militare, né umanitaria, né criminale, né legata alla droga. Pertanto, l’attuale operazione militare, così come le azioni contro il Venezuela degli ultimi giorni e settimane, non hanno alcuna base sostanziale». Lo ha scritto su Telegram il vicepresidente del Consiglio federale russo (la Camera alta della Duma), Konstantin Kosachev: «Il diritto internazionale è stato chiaramente violato e l’ordine stabilito in questo modo non dovrebbe prevalere». Successivamente il ministero degli Esteri ha diffuso una nota: «Questa mattina gli Stati Uniti hanno commesso un atto di aggressione armata contro il Venezuela. Ciò è profondamente preoccupante e condannabile. I pretesti utilizzati per giustificare tali azioni sono infondati. L’ostilità ideologica ha prevalso sul pragmatismo pratico e sulla volontà di costruire relazioni basate sulla fiducia e sulla prevedibilità».
Ue: «Maduro illegittimo, ma serve una transizione pacifica»
Così Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione europea: «L’Ue sta monitorando attentamente la situazione in Venezuela. L’Ue ha ripetutamente affermato che Maduro non ha legittimità e ha difeso una transizione pacifica. In ogni circostanza, i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite devono essere rispettati».
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha scritto su X: «Siamo al fianco del popolo venezuelano e sosteniamo una transizione pacifica e democratica. Qualsiasi soluzione deve rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite».