Il Senato approva una risoluzione per limitare i poteri di Trump in Venezuela
Il Senato degli Stati Uniti ha approvato giovedì l’avanzamento di una risoluzione bipartisan che punta a impedire a Donald Trump di intraprendere nuove azioni militari contro il Venezuela senza l’autorizzazione del Congresso. Il testo è passato con 52 voti favorevoli e 47 contrari. Oltre a tutti i democratici, hanno votato a favore anche cinque senatori repubblicani, un’ulteriore prova del malcontento all’interno della base del presidente al Congresso.
I repubblicani dissidenti riaffermano il ruolo costituzionale del Congresso
La risoluzione arriva dopo il blitz ordinato da Trump nel fine settimana, che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, trasferito poi a New York per essere processato con l’accusa di narcotraffico. Trump non aveva informato preventivamente il Congresso, sostenendo che «ha la tendenza a far trapelare informazioni». Il presidente ha reagito duramente al voto del Senato, accusando i repubblicani dissidenti di «indebolire la sicurezza nazionale» e definendo la risoluzione «incostituzionale». I promotori della misura, guidati dal democratico Tim Kaine, sostengono che l’operazione in Venezuela rischi di trascinare gli Stati Uniti in un conflitto prolungato. I repubblicani, invece, hanno votato per riaffermare il ruolo costituzionale del Congresso. Il peso della risoluzione, tuttavia, potrebbe rimanere solo politico. Per entrare in vigore, infatti, necessita sia del voto della Camera, dove i repubblicani hanno una maggioranza più forte, e infine ottenere la firma dello stesso Trump.
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