Minneapolis, il video dalla prospettiva dell’agente che ha ucciso Renee Good

Sono state diffuse le immagini riprese col cellulare da Jonathan Ross, l’agente dell’Ice che a Minneapolis ha sparato a Renee Good, uccidendo la donna durante un raid anti-immigrati. Nel video si vede Good dire a Ross (che aveva il passamontagna): «È tutto ok, non ce l’ho con te, puoi mostrare il volto». In sottofondo si sente la voce della compagna, che viene poi ripresa nel tentativo di aprire la portiera, come per andare via. A questo punto arrivano gli altri agenti dell’Ice, che urlano a Good di uscire. La donna al volante prova ad allontanarsi, facendo una piccola marcia indietro, per poi ripartire. Dopo un «oh!» di sorpresa da parte di un agente, ecco i tre spari.

Il video è stato su X dal vicepresidente americano JD Vance. «A molti di voi è stato detto che questo agente delle forze dell’ordine non è stato investito da un’auto e ha assassinato una donna innocente», ha scritto il numero due della Casa Bianca, proseguendo poi: «La realtà è che la sua vita era in pericolo e ha sparato per legittima difesa». il filmato però non mostra affatto che l’agente rischiava di essere investito.

Terremoto di magnitudo 5.1 al largo della Calabria

Un terremoto di magnitudo 5.1 si è verificato alle 5:53 lungo la costa calabrese sud-orientale. L’epicentro, secondo quanto riporta il sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stato individuato nel Mar Ionio a una profondità di 65 chilometri. La scossa è stata avvertita in tutta la Calabria e nelle province della Sicilia orientale, con segnalazioni da Catania, Ragusa e Messina. Ma è stata percepita anche in Puglia, tra Taranto e Bari, e persino a Malta. Nonostante la magnitudo elevata, non si segnalano danni a cose o persone. La circolazione ferroviaria è stata però sospesa in Calabria, possibili ritardi e cancellazioni.

L’annuncio di Trump sul sequestro della petroliera Olina

Gli Stati Uniti hanno agito in accordo con le autorità venezuelane per bloccare una nave cisterna salpata dal Paese sudamericano: lo ha annunciato Donald Trump riferendosi alla petroliera Olina, spiegando che l’imbarcazione «era partita dal Paese senza la nostra autorizzazione». Il presidente ha precisato che la petroliera è stata rimandata indietro e che «sta ora tornando in Venezuela e il petrolio verrà venduto attraverso l’accordo energetico che abbiamo creato appositamente per questo tipo di transazioni». Nel corso di un incontro alla Casa Bianca con i vertici delle principali compagnie petrolifere internazionali, Trump ha inoltre chiarito che saranno gli Stati Uniti a stabilire «quali compagnie potranno lavorare in Venezuela» e, rivolgendosi agli amministratori delegati presenti, tra cui quello di Eni, ha assicurato che «Ora in Venezuela avete la sicurezza totale».

La replica dell’Anm a Meloni: «Delegittimazione pericolosa»

La frattura tra Giorgia Meloni e magistratura si acuisce con la replica dell’Associazione Nazionale Magistrati alle parole della premier espresse in conferenza stampa. L’Anm contesta una «delegittimazione pericolosa per la stessa tenuta dello stato di diritto» e ribadisce che «i magistrati italiani svolgono il compito previsto dalla Costituzione, quello di applicare la legge e tutelare i diritti. Lo hanno fatto costantemente in maniera equilibrata nonostante i pesanti attacchi ricevuti da più parti. La costante delegittimazione dei magistrati, del loro lavoro e delle decisioni prese solo ed esclusivamente in base alla legge è pericolosa». L’associazione invita il governo a chiarire sui tagli in bilancio, i precari, l’informatica e l’edilizia giudiziaria: «Per far funzionare in maniera più efficace la macchina della giustizia sarebbe auspicabile che il governo desse risposte sui tagli in legge di Bilancio, sui precari e sui problemi dell’informatica e dell’edilizia giudiziaria. Chiediamo da tempo risposte su questi temi per garantire un miglior servizio agli italiani».

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Le accuse di Meloni: dall’imam di Torino al caso Almasri

Nel contesto della campagna referendaria per la riforma della giustizia del 22-23 marzo, Meloni ha criticato i magistrati per alcuni casi recenti, come quello dell’imam di Torino, dove «la polizia dimostra la sua pericolosità, il ministro ne dispone l’espulsione e l’espulsione viene bloccata», auspicando unità con forze dell’ordine e Parlamento: «occorre lavorare tutti nella stessa direzione, governo, forze di polizia e magistratura». Ricorda precedenti come il «danno alla nazione» dell’inchiesta su Almasri da parte di «un pezzetto di magistratura» che voleva «governare», e i blocchi ai trasferimenti in Albania. Sul referendum e la separazione delle carriere, accusa l’Anm di auto-delegittimarsi con la campagna nelle stazioni: «Se chi ha nel suo dna la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna, questo delegittima»; un no non implicherà sue dimissioni. Il Comitato Giusto Dire no risponde: «Rifiutiamo la campagna di delegittimazione che è in corso nei nostri confronti: ciò che è stato scritto sui nostri manifesti è frutto di ciò che stato affermato dal ministro della Giustizia».

La conferma di Rodriguez: «Delegazione Usa arrivata a Caracas»

Il governo venezuelano guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez ha annunciato l’arrivo a Caracas di un team del Dipartimento di Stato statunitense incaricato di «realizzare valutazioni tecniche e logistiche inerenti le funzioni diplomatiche». Lo si apprende da un comunicato ufficiale che preannuncia la partenza di diplomatici venezuelani verso gli Stati Uniti per condurre analoghe verifiche. Caracas, che si definisce «vittima di un’aggressione», ha sottolineato di voler gestire la questione percorrendo «la via diplomatica» e ha rivelato l’avvio di colloqui «esplorativi» volti a ricucire i legami interrotti nel 2019 durante la presidenza di Nicolás Maduro, inclusa la possibile riattivazione dell’ambasciata americana.

Iran, secondo le Ong sono «oltre 50 i morti nelle manifestazioni»

Un’organizzazione per i diritti umani ha reso noto che più di 50 dimostranti sono morti nelle quasi due settimane di agitazioni in Iran, innescate dall’indignazione per il rincaro dei prezzi. «Almeno 51 manifestanti, tra cui nove minori di 18 anni, sono stati uccisi e centinaia di altri sono rimasti feriti nei primi 13 giorni del nuovo ciclo di proteste nazionali in Iran», ha affermato l’Ong norvegese Iran Human Rights, aggiornando il precedente conteggio di 45 vittime reso pubblico l’8 gennaio.

L’appello Onu: «Indagare sulle morti durante le manifestazioni»

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, ha sollecitato un’inchiesta «rapida» e «indipendente» sulle uccisioni verificatesi durante le manifestazioni che hanno attraversato l’Iran per giorni. «I responsabili delle violazioni si adeguino in conformità con le norme e gli standard internazionali», ha dichiarato Türk, segnalando inoltre allarme per l’interruzione della rete internet nel territorio. «Tali azioni compromettono la libertà di espressione e l’accesso alle informazioni, e incidono sul lavoro di coloro che documentano le violazioni dei diritti umani, nonché sull’accesso ai servizi essenziali e di emergenza», ha sottolineato.

La denuncia di Kyiv: «La Russia ha attaccato due navi cargo nel Mar Nero»

Le autorità ucraine hanno reso noto che unità russe hanno attaccato due mercantili al largo della costa meridionale nel Mar Nero, causando la morte di un marittimo siriano imbarcato su una delle unità colpite. Una delle navi era diretta a caricare cereali nel terminal di Chornomorsk, mentre l’altra ha subito l’aggressione in prossimità di Odessa durante il trasferimento di soia, come dettagliato dal ministro della Restaurazione Oleksiy Kuleba via Telegram. «Purtroppo, l’attacco ha provocato la morte di un membro dell’equipaggio, un cittadino siriano», ha precisato.

Reazioni occidentali e Mosca sulle parole di Meloni

Il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno denunciato gli assalti russi, inclusi i lanci con il missile balistico Oreshnik a medio raggio in Ucraina occidentale, definendoli «un’escalation inaccettabile», hanno dichiarato al termine del loro colloquio telefonico successivo alla conferenza della coalizione dei volenterosi del 6 gennaio a Parigi. Intanto l’inviato di Putin, Kirill Dmitriev, ha approvato le dichiarazioni della premier italiana Giorgia Meloni, che nella conferenza stampa del 9 gennaio ha auspicato: «È ora che la Ue parli con la Russia» e si è detta «favorevole» a nominare un inviato speciale Ue sull’Ucraina. Su X, Dmitriev ha commentato: «Un dialogo rispettoso è sempre una buona cosa».

Germania, palazzina esplode per una fuga di gas: sterminata una famiglia italiana

Un intero nucleo familiare italiano è morto a Albstadt, in Germania, a seguito del crollo di una palazzina a causa di un’esplosione, che sarebbe stata provocata da una fuga di gas. Le vittime sono Francesco Liparoto, 33 anni, la moglie Nancy Giarraca, 30 anni, e il loro bambino di sei anni, Bryan. La coppia era originaria di Castellammare del Golfo (Trapani). Liparoto viveva in Germania da circa 10 anni e lavorava in una ditta del settore del vetro.

Confermato l’ergastolo per l’ex medico della Virtus Giampaolo Amato

La Corte d’assise di appello di Bologna ha ratificato la condanna all’ergastolo nei confronti di Giampaolo Amato, un tempo medico della Virtus, ritenuto responsabile degli omicidi della moglie Isabella Linsalata, ginecologa di 62 anni spirata tra il 30 e il 31 ottobre 2021, e della suocera Giulia Tateo, 87 anni, mancata 22 giorni prima. I magistrati hanno avallato il verdetto emesso in primo grado, sposando l’istanza avanzata dalla procura generale, secondo cui le due vittime sarebbero perite a causa di un cocktail di medicinali somministrati con intento letale.

Le parole di Amato prima della sentenza

Prima che i giudici si pronunciassero, Amato, recluso da aprile 2023, ha proclamato la propria innocenza: «Sono solo un uomo che ha visto la sua vita travolta dal sospetto di un duplice delitto. Le morti di Isabella e di sua mamma sono spiegabili, ed è stato fatto in maniera logica dai miei difensori. È stata solo una tragedia. Quello che voglio farvi comprendere è che io non ne porto la responsabilità. Sono innocente e non smetterò mai di gridarlo. Per me, per i miei figli e per la verità, senza la quale non c’è giustizia». «Non ho commesso quello che mi viene addebitato», ha ribadito Amato, «non ho ucciso mia moglie e mia suocera, non ho mai commesso un gesto di violenza verso altre persone. Sono un medico, ho dedicato tutta la mia vita alle cure».

Venezuela, le forze Usa sequestrano un’altra petroliera

Le forze armate americane hanno fermato una quinta imbarcazione dedita al trasporto di greggio venezuelano sotto regime sanzionatorio. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la Guardia costiera statunitense ha bloccato nella notte la petroliera Olina, un tempo chiamata Minerva e già colpita da misure punitive per aver gestito spedizioni di petrolio russo. La nave, che figura sotto bandiera di Timor Est, risultava con l’ultima posizione rilevata a metà novembre al largo del Venezuela, come indicato dai dati di monitoraggio navale citati dal quotidiano.

Venezuela, le forze Usa sequestrano un’altra petroliera
Donald Trump (Ansa).

L’abbordaggio è stato validato anche da Vanguard, ditta specializzata in sicurezza e rilevamento marittimo. L’operazione rientra in un piano esteso di controllo e blocco attuato dagli Stati Uniti su natanti accusati di aggirare le restrizioni sulle petroliere legate al Venezuela. Secondo le fonti, questo ennesimo sequestro potrebbe intensificare i contrasti tra Washington e Mosca, specie dopo il recente fermo di un’altra unità ritenuta di bandiera russa.

Crans-Montana, arrestato il titolare de Le Constellation Jacques Moretti

Jacques Moretti, il proprietario de Le Constellation, il locale in cui si è verificata la strage di Capodanno a Crans Montana, è stato arrestato. La decisione, ha riferito 24 heures, è stata motivata con un potenziale rischio di fuga (essendo cittadino francese, se andasse in Francia non sarebbe estradato né processato in Svizzera). Sarebbe invece stata posta agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, la moglie Jessica. I due, accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi, sono stati interrogati nella mattinata di venerdì 9 gennaio riguardo la loro situazione personale e il loro patrimonio immobiliare. A seguito dell’udienza, la procuratrice Catherine Seppey ha disposto il fermo di Moretti. La moglie, uscendo dall’interrogatorio, ha detto in lacrime: «Il mio pensiero costante è per le vittime. È una tragedia inimmaginabile, che non avrei mai potuto immaginare, ed è successa proprio nel nostro locale. Per questo voglio scusarmi».

A Martigny la commemorazione delle vittime della strage

I coniugi Moretti sono stati interrogati per sei ore e mezza negli uffici della procura di Sion. In contemporanea, a Martigny, si è tenuta la cerimonia di commemorazione delle vittime a cui ha partecipato anche il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. Dopo i rintocchi delle campane in tutta la Svizzera, è stato osservato un minuto di silenzio e in seguito è stata deposta una rosa in onore delle vittime e dei feriti. Al suo arrivo in Svizzera, il Capo dello Stato si è recato all’ospedale di Zurigo per incontrare le famiglie di Leonardo Bove ed Elsa Rubino, due dei ragazzi italiani rimasti feriti nella strage. Mattarella si è poi intrattenuto con i medici dell’ospedale, che ha ringraziato insieme al personale della Protezione civile. «Sono venuto qui per ringraziarvi e per tramettere ai genitori dei ragazzi la partecipazione e il sentimento dell’Italia intera coinvolta nell’angoscia per quello che è accaduto e nella speranza che i giovani possono riprendere la loro vita nel migliore dei modi», ha detto.

Proteste degli agricoltori a Milano per l’accordo Ue-Mercosur

Partiti da Melegnano, i trattori hanno raggiunto Milano poco dopo mezzogiorno, entrando in piazza Duca d’Aosta da via Pirelli sotto la scorta della polizia locale. Circa un centinaio di mezzi agricoli, con bandiere tricolori, clacson e sirene, si sono schierati davanti al Pirellone, per manifestare contro l’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur. Tra gli slogan esposti e scanditi durante il presidio, anche «Difendiamo il made in Italy e la qualità dei nostri prodotti anche per voi consumatori, il governo non deve firmare l’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur». Sui trattori campeggiavano cartelli con scritte come «a mali estremi, estremi rimedi», «la terra chiama il governo risponda: stato di crisi» e «padroni di noi stessi, schiavi di nessuno». Alla protesta hanno preso parte anche pescatori, artigiani e cittadini, mentre i mezzi sono stati parcheggiati lungo la rotonda davanti alla stazione Centrale.

Proteste degli agricoltori a Milano per l’accordo Ue-Mercosur
I trattori bloccano il traffico a Milano (Ansa).

La mobilitazione è stata promossa da Coapi e Riscatto agricolo Lombardia contro la firma del trattato, ritenuto un accordo che «favorisce la speculazione e punisce agricoltori e cittadini europei e sudamericani». Nel frattempo, a Bruxelles, la maggioranza dei Paesi dell’Unione europea ha dato il primo via libera alla firma dell’intesa di libero scambio con il Mercosur, che riunisce Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Una volta completata la procedura formale, la Commissione europea potrà procedere alla firma dell’accordo con i Paesi sudamericani nei prossimi giorni. L’accordo è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza qualificata, mentre Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda si sono espresse contro e il Belgio si è astenuto.

Grok limita la generazione di immagini con l’IA dopo le critiche sui contenuti sessuali

X ha deciso di limitare drasticamente l’uso della funzione di creazione e modifica delle immagini di Grok, il chatbot di intelligenza artificiale sviluppato da xAl, dopo che il Regno Unito ha minacciato di bloccare e sanzionare la piattaforma. Da ora, come annunciato direttamente dall’account ufficiale di Grok, «la generazione e la modifica delle immagini sono limitate agli abbonati»: la stragrande maggioranza degli utenti quindi non può più usare lo strumento, che resta accessibile solo a chi ha un abbonamento e ha fornito dati personali.

Migliaia di immagini ritraevano donne e minori in modo sessualmente esplicito

Nelle ultime settimane Grok è stata apertamente criticata per la nuova funzione di modifica delle immagini con l’IA, introdotta il 24 dicembre. Molti utenti infatti hanno utilizzato lo strumento per creare immagini sessualmente esplicite e violente, spesso senza il consenso delle persone ritratte. Migliaia di foto di donne – e in alcuni casi di minorenni – sono state manipolate per farle apparire denudate o in pose sessualizzate e poi diffuse pubblicamente su X. Secondo ricerche citate dal Guardian e da Al Forensics, il sistema è stato usato anche per generare video pornografici e immagini di estrema violenza.

L’Ue giudica insufficiente la modifica

La Commissione europea, però, giudica insufficiente la decisione di X. «Abbiamo preso nota delle recenti modifiche annunciate. Tuttavia, limitare la generazione e la modifica delle immagini agli utenti abbonati non cambia la nostra posizione di fondo. Che si tratti di abbonamenti a pagamento o gratuiti, non vogliamo vedere immagini di questo tipo», ha dichiarato il portavoce Thomas Regnier, chiarendo che Bruxelles continuerà a valutare il rispetto delle norme europee su sicurezza e tutela delle persone sulle piattaforme digitali.

Teatro San Carlo, la decisione del Tar della Campania sulla nomina di Macciardi

Fulvio Adamo Macciardi resta sovrintendente del Teatro di San Carlo di Napoli. Il Tar della Campania ha infatti respinto il ricorso presentato dal Comune di Napoli contro la nomina fatta ad agosto 2025 dal ministero della Cultura a seguito alle indicazioni del Consiglio d’Indirizzo, che non erano state ritenute valide dal sindaco Gaetano Manfredi. Il primo cittadino di Napoli, presidente della Fondazione, aveva appunto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale assieme a Maria Grazia Falciatore, consigliera della Città Metropolitana. I giudici si erano riuniti in camera di consiglio il 17 dicembre, oggi la pubblicazione della decisione: ricorso introduttivo improcedibile e quindi respinto, con Macciardi che resta al suo posto.

Tumore a un testicolo, operato il centrale dell’Italvolley Galassi

Il pallavolista Gianluca Galassi, 28enne centrale di Piacenza e della Nazionale, due volte campione del mondo, è stato operato per un tumore a un testicolo presso l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Lo hanno comunicato sui social lo stesso giocatore e il suo club. «Per fortuna tutto è stato preso in tempo, grazie alla prevenzione e ai controlli», ha scritto Galassi, spiegando che l’intervento chirurgico è andato bene: «Ora dovrò affrontare analisi e controlli per capire quali saranno i tempi di recupero. Ovviamente spero siano i più brevi possibili, per poter tornare presto a fare ciò che amo: giocare a pallavolo». Galassi ha poi sottolineato l’importanza della prevenzione: «Se anche solo uno di voi, dopo questo messaggio, deciderà di fare un controllo in più, per me varrà più di una vittoria sul campo».

La conferenza stampa di inizio anno di Giorgia Meloni

Venerdì mattina è in corso alla Camera la conferenza stampa della premier Giorgia Meloni, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della stampa parlamentare. Al centro dell’incontro i principali dossier di politica estera e interna, dal Venezuela all’Ucraina, fino ai rapporti con gli Stati Uniti.

Meloni sulla Groenlandia: «Non credo che Trump userà la forza militare»

Tra i temi affrontati, la premier è tornata sulle dichiarazioni e sulle ultime mosse dell’amministrazione Trump, soffermandosi in particolare sulla Groenlandia. «lo non credo nell’ipotesi che gli Usa avviino un’azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei» e «che non converrebbe a nessuno», ha detto. Meloni ha quindi chiarito che «l’ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stato escluso da Rubio e dallo stesso Donald Trump», spiegando che «l’amministrazione Trump con i suoi metodi molto assertivi stia ponendo l’attenzione sulla importanza strategica della Groenlandia per suoi interessi e per la sua sicurezza». Secondo la presidente del Consiglio, si tratta di «un’area in cui agiscono molti attori stranieri» e il messaggio degli Stati Uniti è che «non accetteranno ingerenze eccessive di attori straniere».

La conferenza stampa di inizio anno di Giorgia Meloni
Donald Trump e Giorgia Meloni (foto Ansa).

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La sorte di Alberto Trentini e la liberazione degli italiani in Venezuela

Un passaggio rilevante è stato dedicato anche alla sorte di Alberto Trentini, dopo che il governo venezuelano ha annunciato il rilascio di diversi prigionieri politici. «Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l’unico», ha affermato Meloni. «Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio». La premier ha aggiunto: «È molto doloroso non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei». Parlando del Venezuela, Meloni ha infine commentato la recente liberazione di altri cittadini italiani, Biagio Pilieri e Luigi Gasperin: «Saluto con gioia la liberazione degli altri italiani, io sono fiduciosa». Un segnale che, secondo la presidente del Consiglio, «è nel senso della pacificazione» e che «penso anche che possa rappresentare un elemento molto importante nella relazione tra l’Italia e il Venezuela».

La conferenza stampa di inizio anno di Giorgia Meloni
Alberto Trentini (Ansa).

Il ‘no’ all’invio di truppe in Ucraina con i Volenterosi

Sull’Ucraina, la premier ha respinto la ricostruzione secondo cui sarebbe stata la Lega a porre un veto sull’invio di militari, nell’ambito della creazione di una forza multinazionale come garanzia per il cessate il fuoco. «Il dibattito all’interno della maggioranza è come difendere al meglio l’interesse nazionale. C’è una fetta maggioritaria a livello nazionale che ritiene che si possano fare passi indietro» nell’impegno a Kyiv, «io penso che occorre essere al fianco dell’Ucraina, per me l’unico modo di garantire la pace è la deterrenza». «Non c’è l’ipotesi di un intervento con l’ombrello dell’Onu, si sta parlando dell’istituzione di una forza multinazionale per rafforzare la difesa ucraina come strumento di garanzia. Io non ritengo necessario l’invio di truppe perché il principale strumento è quello di ispirarsi al sistema dell’articolo 5 della Nato, è quella la principale garanzia per Kyiv».

Meloni attacca i giudici: «Spesse rendono vano il lavoro di forze dell’ordine e parlamento»

I risultati sulla sicurezza «per me non sono sufficienti», dunque «questo è l’anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più». «Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno» ha detto la premier, sottolineando che «spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell’ordine e del parlamento». In merito al referendum sulla giustizia, «il 22 e 23 marzo è la data più probabile e mi sentirei di confermarla».

Il rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti e la vendita di Gedi

Giorgia Meloni è intervenuta sul rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti dopo la contestazione della segretaria generale della Fnsi Alessandra Costante, che ha mostrato uno striscione contro lo stallo contrattuale. La presidente del Consiglio ha ricordato che «c’è un tavolo aperto» e che il governo «ha a cuore il tema del rinnovo dei contratti», ma «la responsabilità non è del governo». Secondo Meloni il ruolo dell’esecutivo può essere solo di «moral suasion». La premier è poi tornata sulla situazione della vendita del gruppo Gedi, spiegando che «il governo si è mosso tempestivamente» e ha avviato interlocuzioni con l’editore coinvolto nella trattativa. L’obiettivo, ha sottolineato, è «assicurare il trattamento occupazione», pur chiarendo che al momento «non c’è nulla di deciso».

Iran, il discorso di Khamenei dopo 12 giorni di proteste

Dopo 12 giorni di proteste l’ayatollah Ali Khamenei ha interrotto il silenzio, affermando in un discorso alla nazione trasmesso dall’emittente Irib che l’Iran «non cederà di fronte ai sabotatori». Ha poi aggiunto, riferendosi a Donald Trump, che i manifestanti «stanno rovinando le proprie strade per rendere felice il presidente di un altro Paese». Le mani del capo della Casa Bianca, ha detto Khamenei, «sono sporche di sangue» di «migliaia di iraniani che sono stati martirizzati in una guerra di 12 giorni». La guida suprema dell’Iran ha poi esortato la popolazione a mantenere «unità e prontezza» perché una nazione unita «può superare qualsiasi nemico». Parlando ancora di Trump, Khamenei ha chiosato: «Dovrebbe sapere che di solito i potenti arroganti e despoti del mondo vengono rovesciati esattamente quando sono al picco del loro orgoglio. Anche lui sarà rovesciato». Il discorso di Khamenei dimostra quanto seriamente le autorità di Teheran stanno prendendo le proteste, che hanno portato il governo a bloccare Internet e le linee telefoniche con il mondo esterno.

Venezuela, liberato l’italiano Biagio Pilieri

Non solo l’imprenditore Luigi Gasperin. Tra i detenuti politici rilasciati dalle autorità di Caracas c’è anche il giornalista e politico italo-venezuelano Biagio Pilieri, leader del partito Convergencia ed ex deputato dall’Assemblea Nazionale, che era stato arrestato nell’agosto del 2024, accusato di terrorismo e tradimento alla patria. Ma sostanzialmente, imprigionato in quanto oppositore del regime di Maduro.

Pilieri, 60 anni, era detenuto nell’Helicoide, una delle prigioni più dure del Venezuela. Le autorità non hanno fornito un elenco di nominativi: possibile liberazione di altri italiani, tra cui il cooperante Alberto Trentini, che lavorava per la ong Humanity and Inclusion, e il commercialista Mario Burlò, partito per il Venezuela nel 2024 per esplorare nuove opportunità imprenditoriali e detenuto da oltre un anno senza motivi chiari. Gasperin, imprenditore di 77 anni in possesso del doppio passaporto, era stato arrestato il 7 agosto 2025 per presunta detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo presso gli uffici di una società di cui era socio di maggioranza e presidente.

L’Iran blocca internet nel tentativo di sedare le proteste

L’Iran ha imposto un blackout di internet nel Paese nel tentativo di soffocare le vaste proteste contro il regime. La rete è stata deliberatamente oscurata giovedì sera, attorno alle 19 italiane secondo i dati di Cloudflare Radar, dopo una giornata di grosse manifestazioni in decine di città. Per le autorità iraniane, spegnere internet serve a impedire il coordinamento delle piazze e a isolare l’Iran dal resto del mondo. Spesso serve anche a coprire la repressione violenta. Nel novembre 2019, dopo un blackout simile, le forze di sicurezza uccisero oltre 200 persone in appena 48 ore. Secondo l’ong Iran Human Rights, finora le forze di sicurezza hanno ucciso almeno 45 manifestanti, tra cui otto bambini. Ma Amnesty International e altri gruppi indipendenti stimano un bilancio ancora più alto, con migliaia di arresti.

Le manifestazioni hanno raggiunto tutte le 31 province dell’Iran

La mobilitazione degli iraniani, diffusa e senza una leadership centrale, chiede la fine del regime islamico. Le proteste sono iniziate a fine dicembre. La scintilla, questa volta, è stata il crollo della valuta e l’aumento dei prezzi seguito alla fine del cambio agevolato per le importazioni. Il costo dei generi alimentari è aumentato di oltre il 70 per cento in un anno, quello dei medicinali di circa il 50. Le manifestazioni hanno raggiunto tutte le 31 province. A Teheran grandi folle si sono radunate in diversi quartieri, mentre proteste sono state segnalate a Mashhad, Isfahan, Shiraz, Abadan, Bushehr e Karaj. Nelle regioni curde, da Kermanshah a llam e Lorestan, i commercianti hanno aderito a uno sciopero generale. Nel sud, nella provincia di Fars, i manifestanti hanno abbattuto una statua di Qassem Suleimani. Video verificati mostrano incendi, spari e uso di gas lacrimogeni. Il presidente Masoud Pezeshkian ha chiesto «moderazione», ma magistratura e apparati di sicurezza promettono una repressione senza sconti.

Vasto raid della Russia su Kyiv: ci sono morti

Nella notte la Russia ha colpito Kyiv con un nuovo raid missilistico e con droni, causando almeno quattro morti e 22 feriti. Mosca sostiene di aver utilizzato anche il missile ipersonico Oreshnik e di aver preso di mira «obiettivi strategici», parlando di una risposta a un presunto «attacco terroristico del regime di Kyiv» contro la residenza di Vladimir Putin a fine dicembre, versione che l’intelligence ucraina respinge, sostenendo sia un pretesto per avviare una nuova escalation.

Il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko, ha riferito che tra le vittime c’è un paramedico, ucciso mentre prestava soccorso nel distretto di Darnytskyi. Altri quattro operatori di emergenza sono rimasti feriti. Tra i feriti, 14 sono stati ricoverati in ospedale. Gli attacchi, iniziati alle 23:45 ora locale, hanno colpito diversi quartieri residenziali: alcuni edifici hanno preso fuoco e in varie zone si sono registrate interruzioni di acqua ed elettricità. L’aeronautica ucraina segnala anche lanci contro Leopoli, dove sono stati intercettati missili balistici a velocità ipersonica.

L’Ucraina colpisce Belgorod: 556 mila senza elettricità

L’Ucraina ha colpito la rete elettrica nella regione russa di Belgorod. Secondo il governatore locale, Viatcheslav Gladkov, sarebbero oltre 556 mila le persone rimaste senza luce e riscaldamento in sei comuni. Circa 200 mila persone sarebbero senza acqua e servizi igienici. La regione di Belgorod confina con la città ucraina di Kharkiv.