È morto Tony Dallara: aveva 89 anni

Lutto nel mondo della musica italiana: Tony Dallara è morto all’età di 89 anni. Il cantante di Come Prima e Romantica ha vinto Sanremo nel 1960 in coppia con Renato Rascel. Tra gli altri successi entrati nella storia della canzone italiana ci sono brani come Ti dirò o Bambina, bambina, che lo hanno lanciato a fine anni ’50. È stato uno dei primi “urlatori”. Nato a Campobasso il 30 giugno 1936, Dallara, pseudonimo di Antonio Lardera, è cresciuto a Milano dove la famiglia si è trasferita quando era ancora bambino.

Groenlandia, Trump minaccia: «Potrei imporre dazi a chi non è d’accordo»

Il presidente statunitense Donald Trump continua a parlare della Groenlandia. Durante un evento alla Casa Bianca, infatti, il tycoon ha affermato: «Potrei imporre dazi ai Paesi che non si allineano sulla Groenlandia, perché ci serve per la sicurezza nazionale». Non ha specificato altri dettagli ma il messaggio sembra indirizzato a quei Paesi europei che nelle scorse ore hanno inviato piccoli contingenti militari sull’isola. Intanto, come rivelato da Bloomberg, il Parlamento europeo starebbe valutando di subordinare l’approvazione del nuovo accordo commerciale con gli USA proprio alla risoluzione della vicenda sulla Groenlandia. L’accordo, infatti, pur essendo parzialmente operativo da mesi, per entrare pienamente in vigore ha bisogno del voto dell’Europarlamento. Diversi gruppi politici hanno chiesto il rinvio del voto, previsto originariamente per fine gennaio.

Be Water ha comprato Cronache di spogliatoio

La media company Be Water, che controlla Chora Media e Will Media, ha completato l’acquisizione del 100 per cento di Cronache di Spogliatoio, testata giornalistica che sviluppa format editoriali originali dedicati al calcio su tutte le principali piattaforme social e che, sui vari canali, vanta una fanbase di oltre 3 milioni di follower. Nell’ambito dell’acquisizione, Be Water ha rilevato l’80,6 per cento di Cronache di Spogliatoio dal fondo di investimento Planven, che aveva scommesso sulla società a settembre del 2024, e il resto da altri soci, tra cui i fondatori Giulio Incagli e Stefano Bagnasco. Si tratta di un’operazione da 7,5 milioni di euro: come si legge in una nota, una parte del prezzo (4,5 milioni) verrà saldata «con una partecipazione pari al 3 per cento del capitale di Be Water, mediante aumento di capitale riservato ai soci venditori di CDS», per una valutazione implicita di Be Water pari a 150 milioni di euro. Cronache di Spogliatoio, molto popolare per i contenuti su Facebook e Instagram e negli ultimi anni anche per i suoi videopodcast, verrà ora integrata in Chora e Will, società del gruppo leader italiano nel giornalismo digitale, podcast e vodcast guidata da Riccardo Haupt (amministratore delegato) e Mario Calabresi (presidente e direttore editoriale).

Groenlandia, Crosetto: «Invio di piccoli contingenti? Una barzelletta»

L’interesse del governo per l’Artico «non è recente e coinvolge da tempo marina, aeronautica ed esercito». Lo ha ribadito il ministro Guido Crosetto alla conferenza di presentazione della Politica Artica Italiana a Villa Madama, prendendo tuttavia le distanze dall’ipotesi di inviare contingenti militari in Groenlandia. «Da tempo la Difesa si interessa dell’Artico, con la marina, l’aeronautica, l’esercito. Le esercitazioni non sono iniziate adesso. E che non sono sicuramente 15 soldati mandati in Groenlandia. Mi chiedo a fare cosa? Una gita? 15 italiani, 15 francesi, 15 tedeschi: mi sembra l’inizio di una barzelletta», ha detto il ministro, riferendosi alle decisioni di Svezia, Norvegia, Germania e Francia di rispondere all’appello della Danimarca per la difesa di Nuuk, anche alla luce delle mire di Donald Trump.

Crosetto: «In quella terra di nessuno qualcuno deve costruire le regole»

Sul possibile coinvolgimento italiano, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non si è espressa e, secondo quanto emerge, Roma non sarebbe orientata a partecipare a questa fase di impegno militare Ue in Groenlandia, mentre a Bruxelles si discute l’eventuale attivazione dell’articolo 42 del Trattato sull’assistenza reciproca. Crosetto ha ribadito una linea favorevole al coordinamento internazionale: «Io sono per allargare», spiega Crosetto, «non frazionare in nazioni un mondo già troppo frazionato. Penso sia nostro interesse tenere insieme il mondo occidentale, pensando sempre in ottica Nato, in ottica Onu». E ha aggiunto: «La nostra forza è nella sinergia tra le amministrazioni. Siamo disponibili a impegnarci come Difesa. In quella zona che è la terra di nessuno occorre che ci sia qualcuno che in qualche modo costruisce delle regole».

Crans-Montana, fissata la cauzione per i proprietari del Constellation

I procuratori del Canton Vallese incaricati del caso della strage di Crans-Montana hanno chiesto una cauzione di 200 mila franchi (quasi 215 mila euro) a testa per Jacques Moretti e Jessica Maric, i coniugi proprietari del locale Le Constellation nel cui rogo hanno perso la vita 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite. I due sono accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi. Moretti si trova in carcerazione preventiva dal 9 gennaio, mentre per Maric sono state disposte misure alternative ai domiciliari: divieto di lasciare il territorio svizzero, sequestro dei documenti d’identità, obbligo quotidiano di presentarsi a un posto di polizia. Sulla richiesta dei procuratori di Sion dovrà adesso pronunciarsi il Tribunale delle misure coercitive. «Considerato che l’imputato non ha attualmente alcun reddito e che lui e la moglie possiedono beni ipotecati e veicoli in leasing, la somma di 200 mila franchi sembra adeguata», ha scritto il pubblico ministero nella sua richiesta.

La Spezia, 19enne accoltellato a scuola: è grave

Nella tarda mattinata del 16 gennaio all’interno dell’istituto professionale “Domenico Chiodo” di La Spezia, uno studente di 19 anni è stato accoltellato durante l’orario delle lezioni. L’aggressione, avvenuta poco dopo le 11 in aula, sarebbe stata compiuta da un altro studente che lo ha ferito all’addome. Il giovane ha riportato una forte emorragia ed è stato immediatamente portato in sala operatoria, con prognosi riservata. Soccorso dai volontari della Croce Rossa e dal personale del 118, è stato trasferito in codice di massima urgenza nella shock room del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea, mentre sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, impegnati a ricostruire la dinamica dei fatti.

Playoff Conference League, il sorteggio: l’avversaria della Fiorentina

Sorteggiati a Nyon, in Svizzera, gli accoppiamenti per i playoff di Conference League. In campo anche la Fiorentina di Paolo Vanoli, che ha pagato una fase campionato molto negativa soprattutto nella seconda parte con tre sconfitte nelle ultime quattro partite. Giunta al 15esimo posto in classifica, la Viola affronterà i polacchi dello Jagiellonia, che hanno chiuso a pari punti (nove) ma con una differenza reti peggiore. L’andata si giocherà il 19 febbraio allo stadio municipale di Bialystok, mentre il ritorno sarà al Franchi di Firenze dopo una settimana esatta, giovedì 26 febbraio. In caso di passaggio del turno, per Moise Kean e compagni ci sarà il difficile confronto con una fra Strasburgo e Rakow, qualificatesi rispettivamente al primo e al secondo posto della fase campionato.

Playoff Conference League, il sorteggio: l’avversaria della Fiorentina
L’allenatore della Fiorentina Paolo Vanoli (Ansa).

Conference League, i playoff: tutti gli accoppiamenti

Sigma Olomuc – Losanna

Zrinjski – Crystal Palace

Kups – Lech Poznan

Shkhendija – Samsunspor

Noah – AZ Alkmaar

Drita – Celje

Jagiellonia – Fiorentina

Omonia – Rijeka

Il blackout di Internet in Iran potrebbe durare fino a marzo

L’interruzione della connessione web imposta dal regime di Teheran nel tentativo di reprimere le proteste antigovernative ha già superato come lunghezza quello del 2019. Ma è solo l’inizio: Issa Zarepour, ministro delle Comunicazioni, ha infatti annunciato alla tv di Stato che «per ragioni di sicurezza» il blocco all’accesso a Internet continuerà a tempo indeterminato, aggiungendo che in ogni caso non è previsto un ripristino completo prima di Nowruz, il capodanno persiano che nel 2026 cadrà il 20 marzo.

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Garlasco, la decisione della Cassazione sui sequestri a Venditti

La Corte di Cassazione ha messo il punto sulla vicenda del sequestro dei dispositivi informatici di Mario Venditti, respingendo il ricorso presentato dalla procura di Brescia contro la decisione del Tribunale del Riesame. La sesta sezione ha pronunciato un «rigetto totale», confermando quindi l’impossibilità di acquisire e utilizzare il materiale contenuto nei telefoni e nei computer dell’ex procuratore di Pavia.

Le contestazioni del legale di Venditti confermate dalla Cassazione

Venditti è coinvolto in due filoni investigativi distinti: da un lato l’inchiesta Clean della procura pavese, che ipotizza un sistema di corruzione tra imprenditori del territorio e magistrati, dall’altro un procedimento della procura di Brescia collegato alla riapertura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. In questo contesto è indagato Andrea Sempio, figlio dell’uomo che, secondo l’accusa, avrebbe corrotto Venditti. Le perquisizioni e i sequestri disposti nei confronti di Venditti, all’epoca dei fatti procuratore a Pavia, erano stati contestati dal suo legale, Mario Aiello, che aveva evidenziato l’assenza dell’indicazione delle parole chiave necessarie per la ricerca dei dati sui dispositivi, elemento ritenuto indispensabile per legittimare il sequestro. Una linea difensiva accolta dal Riesame e ora definitivamente confermata dalla Cassazione.

Telefonata Putin-Netanyahu sulla situazione in Iran

Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu hanno avuto una conversazione telefonica sulla situazione in Iran e, più in generale, in Medio Oriente: durante la chiamata, ha spiegato l’ufficio stampa della presidenza russa, lo zar «ha confermato la disponibilità a continuare a intraprendere sforzi di mediazione appropriati, contribuendo a promuovere un dialogo costruttivo con la partecipazione di tutti gli Stati interessati». Al termine del colloquio Putin e il primo ministro israeliano «hanno concordato di proseguire i contatti a vari livelli». Il presidente russo, come ha spiegato poi il portavoce del Cremlino Dmtry Peskov, ha parlato al telefono anche con l’omologo iraniano Massoud Pezeshkian.

I dati Istat: l’inflazione accelera, prezzi aumentano dell’1,5 per cento

Nel mese di dicembre 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un incremento dello 0,2 per cento rispetto a novembre e dell’1,2 per cento su base annua, in lieve accelerazione rispetto al +1,1 per cento rilevato a novembre. I dati, diffusi dall’Istat, confermano le stime preliminari sull’andamento dell’inflazione. Considerando l’intero 2025, l’aumento medio dei prezzi al consumo si attesta all’1,5 per cento, in crescita rispetto all’1 per cento del 2024. Più marcato il rialzo del carrello della spesa: a dicembre i beni alimentari e quelli per la cura della casa e della persona passano da +1,5 per cento a +1,9 per cento, mentre nella media annua l’incremento sale dal +2 per cento del 2024 al +2,4 per cento del 2025.

L’inflazione pesa soprattutto sulle famiglie meno abbienti

L’aumento dei prezzi nel 2025 coinvolge tutte le tipologie di famiglie, ma colpisce in misura più accentuata il 20 per cento dei nuclei con i livelli di spesa più bassi, per i quali l’inflazione Ipca passa dallo 0,1 per cento del 2024 all’1,7 per cento del 2025. Per il gruppo con la spesa più elevata l’indice cresce dall’1,6 per cento all’1,7 per cento. Secondo l’Istat, la differenza è legata al maggiore peso dei beni, in particolare energetici, nei bilanci delle famiglie meno abbienti, mentre i servizi incidono di più su quelle con livelli di spesa più alti. Il divario tra famiglie più ricche e più povere si è così quasi azzerato, dopo il forte scarto registrato nel 2022.

Franco Mari (Avs): «L’inflazione sale e il governo se ne frega»

Sul tema è intervenuto anche Franco Mari, capogruppo di AVS in commissione Lavoro alla Camera, affermando: «Nel 2025 i prezzi al consumo registrano una crescita dell’1,5 per cento, in accelerazione dall’1 per cento nel 2024. Lo conferma l’Istat, dati che il paese conosce sulla propria pelle, come sa che una persona laureata il Germania guadagna l’80 per cento in più di quanto può avere qui da noi, allarme lanciato ieri dal governatore della Banca d’Italia Panetta. Il paradosso è che il governo non ha alcun interesse ad affrontare queste piaghe, se ne frega, preferisce promuovere referendum per sfasciare la magistratura e cercare nemici ovunque».

Le spese, la card Ita, la mancata sanzione a Meta: cosa c’è nelle carte dei pm sul Garante della privacy

Giovedì la Guardia di finanza ha perquisito la sede del Garante per la privacy, nell’ambito di un’indagine della procura di Roma che coinvolge il presidente Pasquale Stanzione e i componenti Ginevra Feroni Cerrina, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. I pm, che indagano in seguito alle inchieste di Report, ipotizzano peculato e corruzione, concentrandosi su un uso del denaro dell’Autorità definito «disinvolto» e «offensivo del decoro dell’ente».

Le spese dei membri del Garante della privacy

Dalle carte emerge che tra il 2021 e il 2024 «le spese per il Collegio sono aumentate del 46 per cento, con un incremento di circa 776 mila euro annui, in larga parte riconducibile a rimborsi per viaggi, soggiorni in alberghi di categoria “cinque stelle”, cene di rappresentanza, servizi di lavanderia, fino a ricomprendere altresì fitness e cura della persona». Viene poi evidenziato come meritevole di attenzione investigativa l’affitto della casa di Stanzione, coperto con i fondi del Garante, e la «contiguità spaziale […] con altro immobile nel quale risulta insistere una struttura ricettiva nella forma di B&B, riconducibile a società facente capo alle figlie del presidente».

Le spese, la card Ita, la mancata sanzione a Meta: cosa c’è nelle carte dei pm sul Garante della privacy
Il presidente del Garante per la protezione dei dati personali Pasquale Stanzione (foto Ansa).

Il caso della card Ita Airways e la mancata sanzione a Meta

L’indagine si estende anche alle sanzioni comminate a società come Ita Airways e Meta. Su Ita, nel documento si afferma che «appare anomala la circostanza per cui componenti del Collegio del Garante sarebbero stati destinatari nel marzo 2023, di tessere Volare consegnate dalla compagnia aerea, per il valore di 6 mila euro ciascuna». Secondo Ita, scrivono i pm, «le tessere sarebbero state emesse direttamente con status Executive, chiarendo che esse riportavano inizialmente lo status Smart e che l’eventuale passaggio al livello Executive è avvenuto nel rispetto di una specifica procedura interna della Compagnia, la quale tuttavia non appare chiara». Sull’annullamente della sanzione a Meta «inizialmente ipotizzata in misura pari a 44 milioni di euro, sarebbe stata successivamente ridotta prima a 12,5 milioni e, infine, ad appena 1 milione di euro, e adottata con tale ritardo procedurale da renderne necessario il successivo annullamento in autotutela». I magistrati intendono capire in che termini abbia avuto impatto «la sponsorizzazione fatta da Guido Scorza degli occhiali, dei quali ha infatti parlato positivamente in un video divulgato sui social network e, altresì, se e in che modo questi, avendo ormai preso espressa posizione in ordine all’argomento, si sia effettivamente astenuto dalle adunanze riguardanti il procedimento a carico della società».

L’annuncio di Trump: «Formato il Consiglio per la Pace a Gaza»

«È per me un grande onore annunciare la costituzione del Consiglio per la Pace. I membri saranno annunciati a breve, ma posso affermare con certezza che si tratta del consiglio più grande e prestigioso mai riunito, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Grazie per l’attenzione!». È quanto ha scritto Donald Trump su Truth, confermando l’inizio della fase due del piano della Casa Bianca per la Striscia di Gaza.

Tra i membri forse anche Meloni

Gli inviti a partecipare al Consiglio per la Pace sono stati inviati da due giorni e il tycoon ha selezionato personalmente chi ne farà parte. L’annuncio dei suoi membri (che saranno 12, tra cui forse anche Giorgia Meloni) potrebbe arrivare al World Economic Forum di Davos. Secondo il Wall Street Journal, a tenere i rapporti tra il consiglio e il comitato tecnico di 15 palestinesi incaricato di gestire gli affari correnti a Gaza sarà l’ex ministro degli Esteri bulgaro Nickolay Mladenov, che in passato è stato inviato Onu per la pace in Medio Oriente. Il Financial Times parla inoltre di un comitato esecutivo del Consiglio, di cui faranno parte Steve Witkoff e Jared Kushner.

Trump: «Hamas consegni le armi»

«Hamas deve onorare immediatamente i propri impegni, compreso il ritorno dell’ultimo corpo a Israele, e procedere senza indugio alla completa smilitarizzazione. Possono farlo con le buone o con le cattive. Il popolo di Gaza ha sofferto abbastanza a lungo. Il momento è adesso», ha poi scritto Trump.

TikTok rafforzerà i controlli sull’età in Europa

TikTok si prepara a intensificare i controlli di verifica sull’età in tutta Europa nel corso delle prossime settimane. Lo ha annunciato la stessa Bytedance, proprietaria della piattaforma social, parlando in esclusiva con Reuters. Presentato come una nuova tecnologia sviluppata appositamente per venire incontro alle richieste normative dell’Ue, il sistema è frutto di una collaborazione dell’azienda cinese con la Commissione irlandese per la protezione dei dati, principale autorità di regolamentazione della privacy nell’Unione europea. TikTok ha anticipato che tutti gli utenti europei saranno informati del lancio della tecnologia.

TikTok rafforzerà i controlli sull’età in Europa
Un utente su TikTok (Imagoeconomica).

TikTok, come funziona la «nuova tecnologia» di controllo dell’età

Il nuovo sistema, frutto di un progetto pilota durato un anno in Europa ma rimasto segreto, sfrutterà verosimilmente sia l’intelligenza artificiale sia il controllo umano. La tecnologia di TikTok analizzerà le informazioni di un profilo, i video postati in Rete e il comportamento dell’utente per prevedere se possa appartenere a un minore di 13 anni, età minima per creare un account. A questo punto, ogni profilo sospetto non sarà automaticamente bannato, ma segnalato per essere esaminato da alcuni moderatori specializzati. La mossa di Bytedance arriva mentre l’Ue sta esaminando il modo in cui le piattaforme verificano l’età degli utenti, tra preoccupazioni che gli attuali metodi risultino inefficaci o, al contrario, eccessivamente invasivi. Per i ricorsi contro i blocchi, l’azienda utilizzerà la stima dell’età facciale fornita dal verificatore Yoti, controlli della carta di credito e documenti d’identità rilasciati dal governo.

Semiconduttori, accordo tra Stati Uniti e Taiwan

Gli Stati Uniti hanno annunciato la conclusione di un’intesa con Taiwan che prevede un alleggerimento delle tariffe sui prodotti importati dall’isola e, parallelamente, un rafforzamento degli investimenti taiwanesi nel mercato americano, in particolare nei comparti dei semiconduttori e della tecnologia. Un’intesa che non è piaciuta a Pechino: il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che «la Cina si oppone fermamente» a qualsiasi rapporto diplomatico tra altri Paesi e Taiwan e a «ogni accordo che implichi il riconoscimento di legami di sovranità». Sul piano operativo, l’intesa stabilisce che i dazi sui beni taiwanesi scenderanno al 15 per cento, rispetto all’aliquota reciproca del 20 per cento. La stessa soglia varrà anche per le tariffe settoriali su componenti automobilistici, legname e prodotti in legno provenienti dall’isola.

Il premier di Taipei Cho Jung-tai: «Ottimi risultati ottenuti con fatica»

Accanto alle misure tariffarie, l’accordo prevede un impegno finanziario da parte delle imprese taiwanesi: i produttori di chip e tecnologia sono pronti a realizzare «nuovi investimenti diretti per un totale di almeno 250 miliardi di dollari» negli Stati Uniti, destinati allo sviluppo e all’ampliamento della capacità produttiva in ambiti quali i semiconduttori avanzati e l’intelligenza artificiale. Taipei garantirà inoltre «garanzie di credito per almeno 250 miliardi di dollari per facilitare ulteriori investimenti da parte delle imprese taiwanesi», con l’obiettivo di sostenere la crescita della filiera statunitense dei semiconduttori. Commentando l’accordo, il premier Cho Jung-tai ha espresso soddisfazione, sottolineando che «questi ottimi risultati sono stati ottenuti con fatica».

Corea del Sud, prima condanna per l’ex presidente Yoon

Il Tribunale distrettuale centrale di Seul ha emesso la prima sentenza di una lunga lista di procedimenti a carico dell’ex presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol, estromesso ad aprile del 2025 dopo l’impeachment approvato dalla Corte costituzionale su iniziativa del Parlamento. Per reati che vanno dall’ostruzione alla giustizia ad altre legate alla dichiarazione della legge marziale del 3 dicembre 2024, Yoon è stato condannato a 5 anni di carcere. Ma rischia ben di più: in un altro processo è stata infatti chiesta la pena di morte per l’ex presidente, sul banco degli imputati perché accusato di insurrezione.

Solo uno statunitense su sei sostiene gli sforzi per acquisire la Groenlandia

Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos, solo un americano su sei approva gli sforzi della Casa Bianca per acquisire la Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca su cui Donald Trump ha messo gli occhi per «motivi di sicurezza nazionale». In generale, il 47 per cento degli intervistati ha detto di non approvare gli sforzi per l’annessione dell’isola, mentre il 17 per cento si è detto a favore dell’operato della Casa Bianca. Piuttosto alto il numero degli indecisi, che ammontano al 36 per cento. Il fronte del “no”, ovviamente, è più consistente tra gli intervistati democratici: 79 per cento, con solo il 2 per cento a favore. La statistica si ribalta prendendo in considerazione le risposte degli elettori repubblicani. Ma nemmeno in questo caso Trump, per così dire, ottiene la maggioranza: si è detto a favore solo il 40 per cento del campione e contro il 14 per cento. Una seconda parte del sondaggio ha riguardato l’eventuale uso della forza per l’acquisizione della Groenlandia. In questo caso si è detto a favore appena il 4 per cento e contro il 71 per cento (il resto si è trincerato dietro al “non so”). Tra i democratici contro l’89 per cento del campione e a favore appena l’1 per cento. Tra i repubblicani, infine, contro il 60 per cento e favore l’8 per cento.

Machado ha dato la sua medaglia del Nobel per la Pace a Trump

Giovedì Donald Trump ha ricevuto alla Casa Bianca María Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana e Nobel per la Pace 2025, a quasi due settimane dalla cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze speciali statunitensi. Il presidente americano ha incontrato Machado per discutere della realtà sul terreno in Venezuela e sul suo futuro politico dopo che, nei giorni successivi alla cattura di Maduro, aver respinto pubblicamente l’ipotesi che la leader dell’opposizione potesse guidare il Paese, sostenendo che non abbia il «supporto né il rispetto» necessari. Così, forse nel tentativo di riconquistare il suo favore, durante il colloquio Machado ha consegnato a Trump la medaglia del Nobel per la Pace, che il presidente da tempo rivendica di meritare. «L’ho regalata in riconoscimento del suo impegno unico per la nostra libertà», ha detto Machado ai giornalisti.

La mossa arriva dopo che il Washington Post ha rivelato che Trump sarebbe rimasto infastidito dalla decisione di Machado di accettare il Nobel. Secondo fonti dell’amministrazione, però, la decisione di non sostenerla è legata sia al deterioramento dei rapporti con membri del suo team, sia alle preoccupazioni sulla capacità del movimento dell’opposizione di garantire il controllo della sicurezza nel Paese. Così, pur essendo stato definitivo positivo da entrambe le parti, l’incontro non ha portato a un cambio di linea di Washington sulla guida politica del Venezuela, che è stata affidata alla vice di Maduro, Delcy Rodriguez, con un ruolo centrale degli Stati Uniti nella gestione del Paese. Per quanto riguarda il premio, inoltre, il Comitato Nobel norvegese è intervenuto per chiarire che «una medaglia può cambiare proprietario, ma il titolo di Nobel per la Pace non può essere condiviso né trasferito».

Mentre Trump guarda agli esteri, sul fronte interno crescono le tensioni tra l’Ice e i cittadini

Mentre Trump continua a concentrarsi sugli esteri e “l’America First” sembra ormai solo un ricordo, il fronte interno degli Stati Uniti è incandescente dopo due settimane di proteste contro i raid dell’ICE, l’agenzia federale per il controllo dell’immigrazione. Dopo l’uccisione di Renee Good a Minneapolis il 7 gennaio, giovedì sono scoppiate nuove manifestazioni dopo che gli agenti, nella stessa città, hanno ferito con un colpo di pistola un uomo durante il suo arresto. L’episodio ha portato le proteste a concentrarsi attorno al Bishop Henry Whipple Federal Building, dove le forze federali hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti e proteggere i mezzi governativi, alcuni dei quali sono stati danneggiati. Negli scontri è rimasta coinvolta anche la stampa: una troupe della Cnn è stata colpita da proiettili di gomma. Trump ha definito quanto sta accadendo un «caos inaccettabile» e ha minacciato di invocare l’Insurrection Act, una legge che consentirebbe l’impiego dell’esercito regolare sul territorio del Minnesota, ipotesi contestata dalle autorità statali come un’interferenza federale. Il Dipartimento della sicurezza interna ha difeso l’operato degli agenti parlando di «colpi difensivi» contro i manifestanti, che sono armati di pale da neve e manici di scopa. Ma la narrazione della Casa Bianca non convince l’opinione pubblica: secondo un sondaggio della Quinnipiac University, il 53 per cento degli elettori considera l’uccisione di Renee Good ingiustificata, percentuale che cresce tra democratici e indipendenti. Un’ulteriore rilevazione della Cnn indica che il 51 per cento degli americani vede nella morte di Good un problema strutturale nel modo di operare dell’Ice.

Puglia, Emiliano non sarà nella giunta regionale

Non sarà nella giunta regionale pugliese Michele Emiliano, ma assumerà invece il ruolo di consigliere del presidente. La decisione è maturata nel pomeriggio del 15 gennaio, al termine di un confronto con Antonio Decaro, riporta il Corriere della Sera. A questo punto verrà avviata la procedura per la richiesta di aspettativa dalla magistratura: Decaro predisporrà il decreto di nomina, che Emiliano trasmetterà al Consiglio superiore della magistratura, dal quale è attesa una decisione.

Puglia, Emiliano non sarà nella giunta regionale
Michele Emiliano e Antonio Decaro (Imagoeconomica).

Emiliano avrà «piena autonomia e ampio margine di manovra»

Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, Emiliano potrà contare su «un piena autonomia e ampio margine di manovra». La recente riorganizzazione del modello Maia, varata con un decreto firmato da Decaro e che ha ridotto da 21 a 9 il numero dei consiglieri del presidente, ha inoltre creato le condizioni per un compenso annuo di circa 130 mila euro, a fronte dei 150 mila complessivi percepiti dai direttori di dipartimento. Resta però il forte risentimento dell’ex governatore, che dopo il passo indietro sulla candidatura al Consiglio regionale si è visto costretto a rinunciare anche all’ingresso in giunta.

Arezzo, esplosione in una palazzina: una donna ferita gravemente

Un’esplosione si è verificata nel tardo pomeriggio del 15 gennaio in una palazzina di due piani a Il Matto, frazione del comune di Arezzo, provocando il parziale crollo dell’edificio e un incendio successivamente domato dai vigili del fuoco. Il bilancio è di tre feriti: una donna di 80 anni, trasportata in elisoccorso a Foligno in codice rosso per gravi ustioni, un uomo tra i 60 e i 70 anni in codice giallo e una donna della stessa fascia d’età in codice verde. Per il coordinamento dei soccorsi è stato mobilitato il gruppo maxiemergenze del 118 di Arezzo. I vigili del fuoco stanno continuando le verifiche tra le macerie, anche con l’ausilio delle unità cinofile, per escludere la presenza di altre persone coinvolte, ma al momento non risultano dispersi.