Il rendimento dei bond giapponesi a 40 anni supera il 4 per cento per la prima volta

Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 40 anni ha superato il 4 per cento, un livello mai raggiunto dalla loro introduzione nel 2007 e il più alto per qualsiasi scadenza del debito sovrano negli ultimi trent’anni. L’aumento riflette un sell-off dei bond innescato dalle elezioni anticipate annunciate dalla premier Sanae Takaichi, fissate per l’8 febbraio, e dai suoi piani di stimolo fiscale. Takaichi ha chiesto un mandato per un «cambiamento di politica di ampia portata», che include una spesa pubblica da 135 miliardi di dollari e la sospensione per due anni dell’Iva dell’8 per cento sui prodotti alimentari.

Il debito pubblico giapponese è già pari al 200 per cento del Pil

Il mercato non ha reagito bene ai piani della premier. Il debito pubblico giapponese è già pari al 200 per cento del Pil, e nuovi stimoli fiscali e tagli alle tasse stanno spingendo gli investitori a chiedere rendimenti più alti per detenere bond a lunga scadenza. Di conseguenza, il prezzo dei titoli è sceso e il rendimento è salito, mentre l’asta di titoli a 20 anni ha registrato una domanda relativamente debole, con un rapporto di copertura pari a 3,29 inferiore alla media dell’ultimo anno. Il sell-off segna un cambiamento significativo nel mercato obbligazionario giapponese, tradizionalmente caratterizzato da tassi ultra-bassi. I rendimenti dei bond a lungo termine hanno superato quelli di alcuni pari scadenza europei, come i Bund tedeschi a 30 anni. Gli investitori restano cauti, aspettando segnali chiari sull’evoluzione dei piani fiscali e sul comportamento della banca centrale, mentre il governo cerca di rassicurare il mercato sul fatto che le nuove misure non comprometteranno la sostenibilità delle finanze pubbliche.

Gigante di Kronplatz, prima manche: il ritorno di Federica Brignone

Coraggio, grinta e grande cuore. A circa 10 mesi dal terribile infortunio agli Assoluti in Val di Fassa, Federica Brignone è tornata a gareggiare in Coppa del Mondo. Nella prima manche del Gigante di Kronplatz, la 35enne azzurra è partita con il pettorale numero 13 chiudendo con il sesto tempo momentaneo (poi settimo poiché superato da Maryna Gasielica-Daniel) ad appena 1.17 secondi dalla leader svedese Sara Hector. La Tigre di La Salle ha spinto il possibile anche sulla gamba reduce dall’infortunio, dimostrando di essere come prevedibile distante dal suo solito ritmo, ma testimoniando di non aver perso la classe mettendosi alle spalle talentuose sciatrici come Lena Duerr, Paula Moltzan, Valerie Grenier e Lara Colturi, tuttavia debilitata dalla febbre. Niente da fare invece per l’altra azzurra Sofia Goggia: la gara della bergamasca è durata appena 15 secondi per una caduta dopo aver esagerato ad alcune porte. Alle spalle di Brignone anche Lara Della Mea, che ha chiuso a 1.89 dalla leader.

Federica Brignone a Kronplatz: «Rotto il ghiaccio, non ho sentito dolore»

Terminata la prima manche del Gigante sul Plan De Corones, Federica Brignone ha raccontato le sue sensazioni ai microfoni di Rai Sport. «È stato difficile, sono sempre stata tranquilla questi giorni ma quando ho messo i bastoni fuori ho pensato: “Non so se sono pronta”. Avevo paura di non andare abbastanza profonda», ha spiegato la Tigre di La Salle. «Sono partita un po’ rigida, poi mi sono ricordata di respirare e da lì è andata meglio. Mi sono sentita bene, più mi scaldo e meglio sto, con l’adrenalina non ho sentito troppo dolore. Buon test, sono molto felice ma voglio ritrovare le mie sensazioni, come so sciare. Ora ho rotto il ghiaccio, spero di farlo nella seconda manche». Si torna in pista alle 13.30: la gara è in diretta sui canali Rai ed Eurosport.

Groenlandia, Trump pubblica sui social la bandiera Usa sull’isola

Ci fossero ancora dubbi sulle sue intenzioni, Donald Trump ha rilanciato sui social la sua visione sulla Groenlandia condividendo su Truth un’immagine generata con l’intelligenza artificiale che lo mostra sull’isola con la bandiera statunitense e un cartello con la scritta «territorio americano dal 2026». Nell’immagine compaiono anche il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Il presidente Usa ha ribadito la propria convinzione che l’opposizione europea al suo progetto sarà limitata, sostenendo che i leader del Vecchio Continente «non opporranno troppa resistenza». In Florida, parlando con i giornalisti, Trump ha insistito sull’importanza strategica dell’isola: «La Groenlandia è fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale. Non si può tornare indietro. Su questo, tutti sono d’accordo».

Scott Bessent: «Sulla Groenlandia Europa faccia un bel respiro»

Sulla questione è intervenuto anche il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, che ha invitato gli alleati europei a evitare reazioni immediate. «Fate un respiro profondo e lasciate che le cose facciano il loro corso», ha detto, chiedendo di non adottare contromisure come nuovi dazi in risposta alla volontà di Trump di annettere la Groenlandia. A margine delle riunioni di Davos, Bessent ha paragonato le reazioni attuali a una fase di «isteria mediatica» simile a quella seguita al liberation day, quando furono annunciati i primi dazi, definendo «una falsa narrativa» l’ipotesi che l’Europa possa colpire i titoli di Stato americani, perché «sfida ogni logica». Di fronte ai timori su possibili ripercussioni per la Nato, il segretario ha inoltre assicurato che «certo che l’Europa è un alleato» degli Stati Uniti nell’Alleanza atlantica.

Treni deragliati in Spagna: salgono a 41 i morti, decine i dispersi

È salito a 41 il numero delle vittime accertate dell’incidente ferroviario avvenuto ad Adamuz, in Andalusia, dove due treni ad alta velocità si sono scontrati e tre vagoni sono deragliati finendo in un terrapieno. Le persone ricoverate sono 41, tra cui quattro bambini, e 12 pazienti si trovano in terapia intensiva. Il bilancio resta provvisorio e potrebbe aggravarsi anche a causa dell’alto numero di dispersi, che sono almeno 43, secondo le denunce di scomparsa presentate dai familiari. Per questo le operazioni di identificazione e di recupero stanno continuando senza sosta. Intanto il governo spagnolo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, mentre martedì re Felipe VI e la regina Letizia visiteranno il luogo dell’incidente insieme alla vicepremier María Jesús Montero.

Le ipotesi sulle cause dell’incidente

Nel frattempo le autorità spagnole hanno avviato un’indagine giudiziaria e una tecnica sulle possibili cause del deragliamento del treno Iryo. Gli investigatori stanno verificando eventuali guasti al mezzo e allo scambio dei binari di Adamuz. Il tratto di linea interessato, ha riferito il ministro dei Trasporti Oscar Puente, era stato rinnovato a maggio. Nonostante ciò, secondo quanto emerso finora, l’ipotesi principale riguarda la possibile rottura di un binario, forse di un giunto tra rotaie. Al momento gli inquirenti tendono quindi a escludere sia l’errore umano sia un atto di sabotaggio.

Treni deragliati in Spagna: salgono a 41 i morti, decine i dispersi
Una foto diffusa dalla Guardia Civil spagnola mostra gli ufficiali che raccolgono prove sul luogo (Ansa).

Australian Open, Sinner avanza al secondo turno

Tutto facile al primo turno degli Australian Open 2026 per Jannik Sinner. L’azzurro, campione in carica e numero due del ranking mondiale, ha superato il francese Hugo Gaston, costretto al ritiro per un problema fisico al termine del secondo set quando era sotto nel punteggio per 6-2, 6-1. Debilitato, il transalpino è uscito in lacrime dalla Rod Laver Arena dopo poco più di un’ora di gioco. L’altoatesino attende ora uno fra l’australiano James Duckworth, numero 88 del mondo e presente in tabellone grazie a una wild card, e il croato Dino Prizmic, 127esimo nel ranking e ripescato come Lucky Loser.

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Jannik Sinner dopo il successo: «Non volevo vincere così, lui ha grande talento»

«Non volevo vincere così, Hugo ha un grande talento e un grande tocco», ha spiegato Sinner, che ha subito consolato il suo avversario nel momento del ritiro, dopo la vittoria. «Ho visto che non stava servendo forte nel secondo set». Poi spazio anche a un’analisi sul proprio gioco e sulle sue condizioni fisiche e tattiche. «Sono contento della partita e per come ho giocato», ha concluso l’altoatesino. «Mi sento pronto, ho lavorato molto. L’esibizione con Felix (Auger-Aliassime, ndr.) è servita, anche se le partite ufficiali sono diverse. Ero un po’ teso all’inizio, ma devo anche pensare a divertirmi. Ci si allena per questo».

Caso Signorini, cosa ha detto Antonio Medugno ai pubblici ministeri

Antonio Medugno è stato ascoltato a Milano dai pubblici ministeri nell’ambito dell’indagine che ruota attorno alle accuse di violenza sessuale ed estorsione legate ad Alfonso Signorini. Il 27enne, convocato come persona offesa, ha trascorso oltre tre ore in procura confermando integralmente quanto già raccontato nel format Falsissimo di Fabrizio Corona. L’audizione si inserisce nel filone aperto dopo la querela presentata dal direttore di Chi contro Corona per revenge porn: secondo quanto emerso, Medugno non è indagato e si è presentato con il suo avvocato.

Medugno: «Altre denunce? Credo che non rimarrò il solo»

Al termine della testimonianza, il modello ha ribadito la propria versione dei fatti, parlando di un presunto meccanismo di favori sessuali per accedere al Grande Fratello. «Non sono io a dover dire se esiste un sistema, penso a quello che ho subìto e che ho raccontato, ho detto tutta la verità e ho fiducia nella magistratura», ha dichiarato. Alla domanda sulla possibilità che altri decidano di denunciare, ha aggiunto: «Credo che non rimarrò solo». Medugno ha anche denunciato le conseguenze mediatiche della vicenda, sostenendo di essere bersaglio di attacchi online. Sul punto la sua legale ha parlato di «linciaggio mediatico» e di «vittimizzazione secondaria» nei confronti di un uomo che denuncia una violenza.

Le accuse nei confronti di Signorini: «So che è successo ad altre persone»

Secondo quanto messo a verbale, nella primavera del 2021 Signorini gli avrebbe lasciato intendere che «se mi fossi concesso, sarei entrato nella Casa» dell’edizione 2021-2022 del Grande Fratello. Medugno ha riferito di aver respinto le avances e di essere riuscito a entrare successivamente nel Gf Vip 6 soltanto come «ripescato», dopo un incontro con Clarissa Selassie. Durante l’audizione ha ribadito anche il presunto ricatto «se non vieni con me non entri al Grande Fratello» e ha affermato: «So che è successo anche ad altre persone». La procura di Milano, guidata da Marcello Viola, sta ora raccogliendo le diverse versioni in due fascicoli distinti: uno su Fabrizio Corona per revenge porn e l’altro che vede Medugno indicato come presunta parte offesa nella denuncia contro il conduttore.

Von der Leyen lavora a un incontro con Trump per evitare un’escalation

Donald Trump porta le mire sulla Groenlandia e la minaccia dei dazi dentro il forum di Davos, che da oggi al 23 gennaio riunirà leader politici ed economici sotto il titolo ufficiale “Lo spirito del dialogo”. L’Unione europea vuole provare la strada della de-escalation. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen sta lavorando a un faccia a faccia in territorio neutrale con il presidente americano. L’incontro non è ancora ufficiale: Repubblica scrive che la Casa Bianca non ha risposto all’invito, ma i contatti con Washington, anche tramite il commissario al Commercio Maros Sefcovic, sono stati intensi. Bruxelles vuole tentare il dialogo prima di qualsiasi contromisura. Giovedì il Consiglio europeo straordinario dovrà infatti decidere se e come reagire alle tariffe minacciate del 10 per cento ai Paesi che ostacoleranno le mosse americane in Groenlandia. L’ipotesi principale è di lasciare scattare automaticamente i controdazi per 93 miliardi sospesi l’anno scorso.

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Trump ventila dazi del 200 per cento sui vini francesi

Il presidente degli Stati Uniti, parlando con i giornalisti in Florida, ha attaccato Emmanuel Macron dopo la sua decisione di non aderire al cosiddetto «Board of Peace» per la ricostruzione di Gaza, e per l’ennesima volta ha annunciato ritorsioni commerciali. «Beh, nessuno lo vuole perché lascerà l’incarico molto presto, quindi va bene così», ha detto Trump. Poi ha aggiunto: «Applicherò dazi del 200 per cento sui suoi vini e champagne e lui si unirà», «ma non è obbligato a farlo». Poco prima, su Truth, aveva pubblicato lo screenshot di un messaggio privato ricevuto da Macron, la cui autenticità è stata confermata dall’Eliseo. «Amico mio, siamo totalmente d’accordo sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull’Iran. Non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia», scrive il presidente francese, proponendo un G7 a Parigi dopo Davos e una cena insieme giovedì. In questo clima di minacce, Trump è convinto che i leader europei non «opporranno troppa resistenza» alle mire americane sulla Groenlandia.

Morte di Valentino, il cordoglio dal mondo della politica e dello spettacolo

Dalla politica al mondo dello spettacolo, in tanti piangono la morte di Valentino. A partire dalla premier Giorgia Meloni, che sui social ha scritto: «Valentino, maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto». Anche Elly Schlein affida ai social il suo cordoglio: «Valentino Garavani ha contribuito a rendere grande la creatività italiana nel mondo, interpretando, con il suo lavoro, l’eleganza e la cultura del nostro Paese in modo unico e irripetibile. L’Italia perde un grande protagonista della moda, un simbolo internazionale di stile che ha ispirato e continuerà a ispirare altri stilisti e creativi». Non mancano le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Con la scomparsa di Valentino l’Italia perde uno stilista di successo, capace di guardare oltre le tendenze e le convenzioni. Il mondo della moda gli deve grandi intuizioni e splendide creazioni. Esprimo ai suoi familiari e ai collaboratori cordoglio e vicinanza».

Numerosi colleghi e amici hanno reso omaggio al designer. La maison Armani ha affermato: «Maestro indiscusso di grazia ed eleganza, per il quale Giorgio Armani ha sempre nutrito grande stima, Valentino ha incarnato l’eccellenza della couture, il rigore del mestiere e una visione unica della moda fatta di linee pure, colori iconici e bellezza assoluta. La sua scomparsa lascia un vuoto immenso». Donatella Versace ha scritto su Instagram: «Abbiamo perso un vero Maestro, sarà sempre ricordato per la sua arte. I miei pensieri vanno a Giancarlo, che in tutti questi anni non è mai andato via. Valentino non sarà mai dimenticato». Giancarlo Giammetti, storico compagno di vita e lavoro dello stilista, ha postato una foto con la scritta «…forever…».

Tra le numerose testimonianze anche quelle di personalità del mondo dello spettacolo e della moda. L’attrice Gwyneth Paltrow ha scritto: «Sono stata così fortunata ad aver conosciuto e amato Valentino, ad aver conosciuto l’uomo vero, nella sua vita privata. Mancherà profondamente a me e a tutti coloro che lo hanno amato. Riposa in pace, Vava». Sophia Loren ha ricordato: «Mio caro Valentino, la notizia della tua scomparsa mi addolora profondamente. Con te ho condiviso momenti di grande affetto e di sincera stima reciproca. Avevi un animo gentile, ricco di umanità. Sei stato un amico e la tua arte e la tua passione resteranno per sempre fonte di ispirazione». Un pensiero anche da parte di Chiara Ferragni: «È stato uno dei più grandi maestri della moda italiana e mondiale. Con la sua visione ha definito un’idea di eleganza senza tempo, rendendo l’Italia un punto di riferimento assoluto nel lusso. La sua eredità creativa continuerà a ispirare i giovani designer del futuro».

Groenlandia e Danimarca: «Proposta una missione Nato sull’isola»

Danimarca e Groenlandia hanno avanzato all’interno della Nato la proposta di istituire una missione di monitoraggio sull’isola artica. L’annuncio è arrivato dal ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen al termine di un incontro con il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte. «L’abbiamo proposta noi, il segretario generale ne ha preso atto e credo che ora potremo, auspicabilmente, ottenere un quadro che ne definisca l’attuazione», ha dichiarato Poulsen alla televisione danese, intervenendo insieme alla ministra degli Esteri della Groenlandia Vivian Motzfeldt.

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Trump: «L’Europa pensi a Russia e Ucraina, non alla Groenlandia»

Sul dossier Groenlandia è tornato a esprimersi anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che a una domanda su un possibile ricorso alla forza ha risposto con un «no comment» durante una breve intervista telefonica con Nbc News. Nel colloquio, Trump ha ribadito che porterà avanti «al 100 per cneto» i suoi piani di imporre dazi doganali ai Paesi europei se non otterrà il territorio artico e ha invitato l’Europa a occuparsi di altre priorità, affermando che «dovrebbe concentrarsi sulla guerra con la Russia e l’Ucraina, perché, francamente, si vede dove li ha portati…» e «non sulla Groenlandia».

Bce, Boris Vujčić designato vicepresidente

L’Eurogruppo ha indicato il croato Boris Vujčić come candidato a ricoprire il ruolo di vicepresidente della Banca centrale europea, destinato a prendere il posto di Luis De Guindos, il cui mandato si concluderà a maggio. La decisione è maturata a Bruxelles e rappresenta un passaggio politico preliminare: ora spetterà al Consiglio adottare la raccomandazione formale da trasmettere al Consiglio europeo, che avrà l’ultima parola sulla nomina, dopo aver consultato la Bce e il Parlamento europeo.

Come si è arrivati alla designazione di Boris Vujčić

Vujčić, alla guida della banca centrale della Croazia dal 2012, è emerso al termine di una selezione che ha visto restringersi il numero dei candidati, inizialmente sei, nel contesto di un negoziato tra i Paesi dell’area euro finalizzato a raggiungere una maggioranza qualificata rafforzata. La sua designazione potrebbe inoltre favorire un maggiore equilibrio nella composizione geografica del consiglio direttivo della Bce, con l’ingresso di un rappresentante di uno Stato membro che ha aderito all’Eurozona in tempi più recenti.

Delitto di Federica Torzullo, i pm: «L’indagato progettava la fuga»

Claudio Carlomagno, marito di Federica Torzullo, accusato di omicidio e occultamento di cadavere, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio. Gli inquirenti cercavano di ottenere dall’indagato chiarimenti sulla sua presunta responsabilità, sulla dinamica dei fatti tra l’8 e il 9 gennaio e sul movente, oltre all’individuazione dell’arma utilizzata, ancora sconosciuta. Secondo gli inquirenti, Carlomagno era pronto a fuggire non appena aveva compreso che tutti i sospetti convergevano su di lui, ma ha preferito non rispondere alle domande. L’uomo ha trascorso la prima notte in carcere, dopo il fermo avvenuto domenica, e dovrà rispondere delle accuse di «omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva» e di occultamento di cadavere.

Secondo il decreto di fermo, Carlomagno avrebbe tentato di bruciare il cadavere

Le indagini proseguono per ricostruire le ultime ore di vita della 41enne di Anguillara Sabazia e chiarire la dinamica dell’omicidio e lo strumento impiegato per ucciderla. Dai primi riscontri emerge un quadro di delitto di «particolare ferocia»: il procuratore capo ha spiegato che il corpo della donna era «irriconoscibile» quando è stato rinvenuto tra i detriti vicino all’azienda di Carlomagno. Secondo il decreto di fermo, l’indagato avrebbe tentato di bruciare il cadavere. Per questo motivo, i pm hanno disposto l’autopsia e ulteriori accertamenti. Nella giornata del 19 gennaio i carabinieri sono tornati nella villetta della coppia per effettuare verifiche irripetibili sulla scatola nera dell’auto del marito e sui cellulari, accertamenti che però verranno completati nei prossimi giorni.

È morto Valentino: lo stilista aveva 93 anni

Valentino Ludovico Clemente Garavani, noto semplicemente come Valentino, si è spento all’età di 93 anni nella sua residenza romana. La notizia della morte dello stilista, creatore dell’omonima maison, è stata diffusa dalla Fondazione Valentino Garavani e da Giancarlo Giammetti, suo storico collaboratore e compagno di lunga data. Nato a Voghera nel 1932, Valentino ha iniziato la sua carriera nel mondo della moda a Parigi, perfezionandosi negli atelier di Jean Dèsses e Guy Laroche, prima di rientrare in Italia e aprire a Roma, in Via Condotti, il suo laboratorio di sartoria. La sua consacrazione arrivò nel 1962, con la storica presentazione delle sue creazioni a Palazzo Pitti, evento che lo proiettò sulla scena internazionale.

Gaza, la Francia dice no alla partecipazione al Board of Peace

Chiusura della Francia all’ipotesi di aderire al Board of Peace per Gaza promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. A riferirlo all’agenzia France Presse sono fonti vicine al capo dell’Eliseo, secondo le quali l’iniziativa «suscita interrogativi importanti». In particolare, viene sottolineato come la Carta del progetto vada «oltre lo stretto quadro di Gaza», discostandosi dalle aspettative iniziali. Le stesse fonti mettono in guardia sui possibili effetti dell’organismo proposto, che «suscita importanti interrogativi, in particolare, circa il rispetto dei principi e della struttura delle Nazioni Unite, che non possono in nessun modo venire rimessi in discussione».

La posizione del Canada: «Non pagheremo per entrare nel Board»

Diversa la posizione del Canada, che ha fatto sapere di non essere disposto a versare alcuna somma per ottenere un posto nel Board of Peace voluto da Trump. Secondo quanto riferito dalla Afp citando fonti governative di Ottawa: «Il Canada non pagherà per un seggio nel Consiglio, e al momento non è stata avanzata alcuna richiesta in tal senso», in riferimento al miliardo di dollari ipotizzato per un posto permanente. Allo stesso tempo, il governo canadese ha confermato l’intenzione del primo ministro Mark Carney di «accettare l’invito» a partecipare all’organismo. L’organo, inizialmente pensato per seguire la ricostruzione di Gaza, secondo la bozza di statuto avrebbe però un mandato più ampio, senza un riferimento esplicito al territorio palestinese, puntando a contribuire alla soluzione dei conflitti armati a livello globale. Tra i leader invitati a farne parte figurano numerosi capi di Stato, incluso il presidente russo Vladimir Putin.

Studente ucciso in classe a La Spezia, Atif resta in carcere

Il gip del tribunale della Spezia ha confermato la custodia cautelare in carcere per Zouhair Atif, il 19enne che ha ucciso con una coltellata Abanoub Youssef, 18 anni, all’interno dell’istituto professionale “Domenico Chiodo”. Secondo quanto filtra dalla città ligure, il giudice ha indicato il reato di omicidio aggravato dai futili motivi e non avrebbe ancora preso in considerazione l’aggravante della premeditazione, che però potrebbe essere applicata in un secondo momento.

Il legale: «Tutto lascia pensare ci sia spazio per una perizia psichiatrica»

«Ha detto di essersi sentito minacciato da Youssef e nega assolutamente ci siano stati altri episodi di minacce da parte sua con un coltello in passato. Per assurdo trovo che la misura cautelare in carcere sia oggi la soluzione che meglio possa difendere Zouhair da sé stesso». Lo ha dichiarato Cesare Baldini, legale di Atif, che parlando con i cronisti ha descritto il suo cliente come «una persona con un passato di grandi sofferenze, lasciato da solo in Marocco fino ai 15 anni, poi tornato prima del Covid e ritornato dopo la pandemia». Un giovane, ha poi aggiunto, «con poche amicizie» e che in passato ha compiuto atti di autolesionismo: «Tutto lascia pensare ci sia lo spazio per una perizia psichiatrica, ne parleremo con il pubblico ministero».

Davos, la Danimarca non parteciperà al Forum

Il governo di Copenaghen ha scelto di non partecipare al World Economic Forum di Davos in una fase segnata dal crescente confronto sulla Groenlandia, che sta incidendo sui rapporti tra Europa e Stati Uniti. A riferirlo è stata l’organizzazione del Forum in una comunicazione diffusa a Bloomberg, nella quale si precisa: «I rappresentanti del governo danese sono stati invitati quest’anno e qualsiasi decisione sulla partecipazione è una questione che riguarda il governo interessato». Nella stessa nota viene inoltre confermato che «Possiamo confermare che il governo danese non sarà rappresentato a Davos questa settimana».

Media: «La Danimarca rafforza la sua presenza di soldati in Groenlandia»

Intanto Copenaghen sta rafforzando la propria presenza militare in Groenlandia. L’emittente Tv2 ha riferito che, dopo l’arrivo iniziale di 100 soldati impegnati nell’operazione Nato Arctic Endurance, è previsto l’invio di «un sostanziale numero» di ulteriori militari, diretti all’aeroporto di Kangerlussuaq, situato a circa un’ora di volo a nord di Nuuk. Tra coloro che raggiungeranno l’isola artica figura anche il maggiore generale Peter Boysen, comandante in capo dell’esercito danese. La notizia è stata confermata da un portavoce militare alla Cnn, alla quale è stato spiegato che ci sarà un «aumento sostanziale» delle truppe danesi dispiegate in Groenlandia e che il generale Boysen sarà presente.

Delitto di Arce, le dichiarazioni spontanee di Marco Mottola

«Sono innocente, non ho mai fatto del male a Serena e neanche i miei familiari. Non so chi le abbia fatto del male. Lei quel giorno non è mai venuta da me». È quanto ha affermato Marco Mottola nel corso di dichiarazione spontanee rilasciate ai giudici della corte d’Assise d’Appello di Roma. L’uomo è imputato con il padre e la madre per l’omicidio della 18enne Serena Mollicone, trovata morta il primo giugno del 2001 in un boschetto ad Arce (Frosinone). Mottola ha inoltre smentito le parole di Santino Tuzi, il carabiniere che prima di togliersi la vita disse riferì della presenza di Serena in caserma il giorno dell’omicidio. Mottola ha negato qualsiasi rapporto sentimentale o sessuale con la ragazza, così come il fatto di essere stato coinvolto nello spaccio di droga (e dunque anche l’eventualità che Mollicone volesse denunciarlo). Nelle sue dichiarazioni ha poi fatto riferimento alla porta interna alla stessa caserma, contro la quale la ragazza sarebbe andata a sbattere dopo essere stata colpita: «L’ipotesi che io l’abbia spinta contro la porta è falsa e ci sta rovinando la vita. Di quella porta rotta all’interno della caserma dei carabinieri ho saputo solo nel marzo del 2008, mio padre mi raccontò di averla danneggiata nel corso di una lite con mia madre».

Fondi ad Hamas, la decisione del Riesame su Hannoun

Mohammad Hannoun resta in carcere dopo la decisione del tribunale del Riesame di Genova, chiamato a valutare le misure cautelari disposte nell’inchiesta che lo vede accusato di aver finanziato Hamas tramite associazioni benefiche e di essere a capo della presunta cellula italiana dell’organizzazione. I giudici hanno esaminato i provvedimenti emessi dalla gip e hanno annullato tre delle sette misure cautelari eseguite il 27 dicembre scorso, su un totale di nove disposte, mentre per altre posizioni è stata confermata la custodia. Le motivazioni del provvedimento saranno depositate entro trenta giorni. Il presidente dell’associazione dei Palestinesi in Italia rimarrà quindi presso il carcere di massima sicurezza di Terni.

Il legale di Hannoun: «La giustizia non può essere usata come strumento di guerra»

Dal dispositivo emerge che, per una parte degli indagati, è stata disposta la scarcerazione, mentre per altri le misure sono rimaste in vigore. In attesa delle motivazioni, il tribunale avrebbe escluso l’utilizzabilità della cosiddetta “battlefield evidence” di origine israeliana, ritenendo di dover valutare eventuali indizi sulla base di fonti diverse. Su questo punto è intervenuto l’avvocato Nicola Canestrini, secondo cui «È un risultato importante: viene affermato che la giustizia non può essere usata come strumento di guerra. La lotta al terrorismo va combattuta con le regole, non con scorciatoie». La difesa ha inoltre ribadito che continuerà «a vigilare con rigorosa attenzione critica su ogni tentativo di piegare il diritto a logiche militari, riservandosi ogni ulteriore valutazione dopo il deposito delle motivazioni». Più cauto Fabio Sommovigo, uno dei legali di Hannoun, che ha dichiarato: «Non siamo ovviamente soddisfatti del mancato annullamento della misura nei confronti di Hannoun ma notiamo che già in questa fase l’impianto accusatorio ha ceduto in modo importante a partire dal piano dell’utilizzabilità del materiale israeliano, visto che con questa decisione i giudici sembrano aver operato una separazione tra il finanziamento e la partecipazione all’associazione». I difensori hanno già annunciato il ricorso in Cassazione, dove, ha concluso Sommovigo, «si apriranno nuove prospettive difensive».

Fano, ritrovati i resti della Basilica di Vitruvio

Nel sottosuolo di piazza Andrea Costa, a Fano, gli scavi hanno restituito importanti strutture di età romana, tra cui colonne di notevoli dimensioni, riconducibili a un edificio pubblico di grande rilievo. L’annuncio ufficiale è arrivato dal sindaco Luca Serfilippi, collegato in videoconferenza anche con il ministro Alessandro Giuli. Il primo cittadino, riferendosi alla scoperta, ha affermato: «Da oltre 2 mila anni aspettavamo questa scoperta e abbiamo trovato la Basilica di Vitruvio. Sono orgoglioso del lavoro fatto: ci proiettiamo in una dinamica mondiale». Il complesso individuato sarebbe stato progettato nel I secolo d.C. da Marco Vitruvio Pollione, considerato una figura cardine nella storia dell’architettura occidentale.

Le evidenze emerse potrebbero corrispondere alla celebre Basilica menzionata da Vitruvio nel trattato De Architectura. Le indagini archeologiche hanno portato alla scoperta di murature alte fino a due metri, pavimentazioni realizzate con marmi pregiati di provenienza esterna e una serie di spazi interconnessi, risalenti a circa 2 mila anni fa. Gli studiosi non escludono che si tratti proprio delle vestigia del complesso pubblico romano descritto da Vitruvio. Saranno necessari ulteriori approfondimenti per una conferma definitiva.

Cristiano Ronaldo vince in tribunale contro la Juventus

Il giudice del lavoro di Torino Gian Luca Robaldo ha respinto il ricorso della Juventus contro il lodo arbitrale emesso nel 2024 che aveva obbligato il club bianconero a pagare 9,8 milioni di euro (più gli interessi per un totale di 11) di arretrati a Cristiano Ronaldo, stipendi risalenti al periodo del Covid.

I milioni contesi: cosa era successo

Durante l’emergenza-pandemia, la Juventus aveva raggiunto un accordo con i suoi tesserati per la rinuncia di alcune mensilità sullo stipendio: con CR7 era stato pattuito un pagamento posticipato di 19,5 milioni di euro sull’ingaggio lordo. La somma non era né stata iscritta a bilancio, né versata al calciatore dopo la cessione al Manchester United, avvenuta nell’estate del 2021. A settembre del 2023, Cristiano Ronaldo aveva perciò citato in giudizio il club: il Collegio arbitrale, stabilendo che non ci sarebbe stata la volontà di ingannare il giocatore, stabilì come cifra dovuta 9,8 milioni, ovvero la metà. A quel punto la Juventus aveva fatto ricorso, che è stato adesso respinto.

Gaza, Putin invitato da Trump a far parte del Consiglio per la pace

Vladimir Putin è stato invitato da Donald Trump a far parte del ‘Board of Peace‘ per Gaza, ovvero il comitato che supervisionerà la ricostruzione della Striscia. Lo ha dichiarato Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, aggiungendo che l’invito è «in fase di valutazione» da parte del presidente russo e che Mosca «spera di ottenere maggiori dettagli» da Washington. L’istituzione del consiglio, presieduto da Trump, è un passo fondamentale nel piano americano sostenuto dalle Nazioni Unite per smilitarizzare e ricostruire Gaza, devastata da due anni di attacchi da parte di Israele. Anche l’Italia, come annunciato da Giorgia Meloni, è stata invitata a far parte del Consiglio per la pace. «Penso che l’Italia possa giocare un ruolo di primo piano nel processo di pace», ha affermato la premier. Anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, quello argentino Javier Milei e quello egiziano Abdel Fattah al-Sisi hanno ricevuto inviti a partecipare.