Groenlandia, von der Leyen: «Massiccio aumento degli investimenti Ue»

Dopo il suo intervento a Davos, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, parlando all’Eurocamera, ha nuovamente illustrato la linea europea sulla sicurezza nell’Artico: «L’Europa preferisce il dialogo e le soluzioni, ma siamo pienamente preparati ad agire, se necessario, con unità, urgenza e determinazione». In questo quadro si inserisce il lavoro su un pacchetto dedicato alla sicurezza artica, che prevede come primo elemento «un massiccio aumento degli investimenti europei in Groenlandia, in particolare per sostenere l’economia e le infrastrutture locali».

Von der Leyen: «Spesa per la difesa utile ad acquistare attrezzature adatte all’Artico»

Von der Leyen ha ricordato il rafforzamento della presenza europea nell’isola e l’impegno finanziario già messo in campo. «Due anni fa, prima che tutto questo accadesse, mi trovavo a Nuuk per inaugurare il nostro primo ufficio in quella città. E nel prossimo bilancio europeo abbiamo già proposto di raddoppiare il nostro sostegno finanziario. Ma dobbiamo fare di più e più rapidamente», ha detto, sottolineando anche l’importanza di orientare l’aumento delle spese militari verso mezzi adeguati alle condizioni estreme del Nord. «Dovremmo utilizzare l’aumento della spesa per la difesa per acquistare attrezzature adatte all’Artico», ha aggiunto, indicando inoltre la necessità di rafforzare gli accordi di sicurezza con partner come Regno Unito, Canada, Norvegia, Islanda.

La Francia chiede un’esercitazione Nato in Groenlandia

La Francia, che assieme ad altri Paesi europei ha inviato personale militare in Groenlandia nel quadro dell’esercitazione congiunta Arctic Endurance, guidata dalla Danimarca, ha richiesto che nel territorio autonomo danese – nelle mire di Donald Trump – si svolgano esercitazioni Nato, dicendosi «pronta a contribuire». Lo ha annunciato l’Eliseo. Parigi, hanno spiegato fonti vicine a Emmanuel Macron citate da Le Parisien, auspica ora un’esercitazione sotto ombrello Nato «per lo stesso motivo della partecipazione» a quella a guida danese: inviare un segnale a Trump, perché la sicurezza nella regione artica «viene presa sul serio». La proposta è stata già avanzata da Danimarca e Groenlandia.

La Francia chiede un’esercitazione Nato in Groenlandia
Donald Trump (Ansa).

La Francia è stato il Paese a inviare più militari per l’esercitazione Arctic Endurance

La Francia è stato il Paese a inviare il maggior numero di militari in Groenlandia: 15 specialisti. Poco dopo l’avvio delle esercitazioni, Trump ha minacciato dazi commerciali del 10 per cento per la Francia e altri Paesi coinvolti: Regno Unito, Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, Finlandia e Svezia. Le tariffe, ha fatto sapere Washington, sono destinate a rimanere in vigore fino al raggiungimento di un accordo sulla cessione dell’isola agli Usa.

L’Italia non parteciperà al Consiglio di pace di Trump su Gaza

Con ogni probabilità l’Italia non parteciperà al Board of Peace voluto da Donald Trump per la supervisione post-bellica della Striscia di Gaza. Secondo quanto rivela il Corriere della Sera, la premier Giorgia Meloni potrebbe partecipare all’appuntamento a Davos che suggellerà la nascita del board, ma non firmerà l’ingresso formale del Paese. I motivi sono principalmente due. Il primo è inderogabile: l’articolo 11 della Costituzione consente la partecipazione italiana solo a organismi internazionali fondati sulla «parità tra Stati», mentre il board nasce come struttura privata, con gli Stati Uniti in posizione di primato e un accesso subordinato al pagamento di una quota stimata in un miliardo di dollari. C’è poi un nodo politico. L’idea stessa di un organismo privato svuota il diritto internazionale e il ruolo delle Nazioni Unite, attirando soprattutto la contrarietà di Forza Italia, apprende il Corriere, secondo cui anche la Lega si rimette alla linea del governo.

La posizione degli altri Paesi sul Consiglio di Pace

Tra i Paesi che si sono sfilati dal progetto di Trump c’è la Francia, che ha sollevato dubbi sul rispetto dei principi e della struttura delle Nazioni Unite. Il Canada ha escluso il pagamento di qualsiasi quota per ottenere un seggio permanente, pur confermando la partecipazione all’incontro a Davos. Secondo il Financial Times il premier britannico Keir Starmer è orientato a rifiutare l’invito, e anche la Germania considera l’adesione «improbabile» nella forma attuale. Hanno invece aderito Israele, con l’annuncio del primo ministro Benjamin Netanyahu, l’Autorità nazionale palestinese e diversi Paesi tra cui Argentina, Azerbaigian, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Vietnam.

Board of Peace, Netanyahu accetta l’invito di Trump

La firma per la nascita del Board of Peace, l’organismo promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump con l’obiettivo di vigilare sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e di intervenire più in generale nella risoluzione dei conflitti internazionali, è prevista per giovedì 21 gennaio, a margine del World Economic Forum di Davos, in Svizzera. All’iniziativa ha aderito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, come comunicato dal suo ufficio. La notizia è stata riportata dal Times of Israel. Tel Aviv entra così a far parte del gruppo di Paesi che hanno accettato l’invito di Trump, insieme ad Argentina, Azerbaigian, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Vietnam.

La composizione del Board: le posizioni di Italia, Francia e Ucraina

In vista della cerimonia, sta prendendo forma la composizione del nuovo organismo, anche se l’iniziativa ha suscitato perplessità tra diversi leader europei e ha già registrato defezioni importanti, come quella del presidente francese Emmanuel Macron. La decisione dell’Eliseo ha provocato una reazione da parte di Trump, che ha minacciato misure commerciali contro la Francia. «Applicherò dazi del 200 per cento sui suoi vini e champagne. E lui accetterà. Ma non è obbligato a farlo». Resta in bilico la decisione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dopo l’invito rivolto anche al presidente russo Vladimir Putin e a quello bielorusso Aleksandr Lukashenko, appare invece poco probabile la partecipazione del leader ucraino Volodymyr Zelensky, che ha fatto sapere che per ora non si recherà a Davos.

Corea del Sud, condannato a 23 anni di carcere l’ex premier Han

L’ex primo ministro sudcoreano Han Duck-soo è stato condannato a 23 anni di carcere per il ruolo avuto nel maldestro tentativo dell’ex presidente Yoon Suk-yeol di imporre la legge marziale il 3 dicembre 2024. Come ha spiegato Lee Jin-gwan, giudice della Corte distrettuale centrale di Seul, Han «ha ignorato il suo dovere e la sua responsabilità di premier fino alla fine», in quanto pur esprimendo preoccupazioni a Yoon «non si è opposto esplicitamente» al «piano di sovversione dell’ordine democratico», svolgendo dunque «un ruolo significativo negli atti insurrezionali di Yoon e di altri, garantendo, almeno formalmente, il rispetto dei requisiti procedurali». Il team del procuratore speciale Cho Eun-suk aveva chiesto la pena detentiva di 15 anni per Han con l’accusa di favoreggiamento dell’insurrezione.

Corea del Sud, condannato a 23 anni di carcere l’ex premier Han
Han Duck-soo (Ansa).

Yoon rischia addirittura la pena di morte

Durante il processo, Han ha negato ogni illecito, affermando di non aver mai sostenuto o favorito la dichiarazione di legge marziale da parte di Yoon, che aveva poi sostituito ad interim come presidente dopo la rimozione dall’incarico a seguito dell’impeachment validato dalla Corte costituzionale, carica poi lasciata a maggio per una nuova candidatura presidenziale (a cui ha successivamente rinunciato). Yoon è già stato condannato a 5 anni di carcere per reati che vanno dall’ostruzione alla giustizia ad altre legate alla dichiarazione della legge marziale, ma rischia ben di più: in un altro processo è stata infatti chiesta la pena di morte per l’ex presidente, sul banco degli imputati perché accusato di insurrezione.

Spagna, deragliano altri due treni dopo l’incidente ad Adamuz

Due nuovi incidenti hanno colpito la rete ferroviaria spagnola a due giorni dalla strage ferroviaria di Adamuz, in Andalusia. Martedì sera un treno di pendolari è deragliato a Gèlida, una trentina di chilometri a nord-est di Barcellona, dopo che un muro di contenimento della vicina autostrada AP-7 è crollato direttamente sui binari. Uno dei macchinisti ha perso la vita nello scontro, e almeno 37 persone sono rimaste ferite, quattro delle quali in condizioni critiche. L’operatore ferroviario Adif ha indicato che le forti piogge che hanno colpito la Catalogna negli ultimi giorni è la causa più probabile del crollo del muro di contenimento. Sempre in Catalogna, nelle stesse ore, c’è stato un altro deragliamento per dei massi caduti sui binari tra Maçanet Massanes e Tordera, in provincia di Gerona, ma per fortuna senza vittime.

Il bilancio di Adamuz è salito a 42 morti

Il bilancio ufficiale dell’incidente ad Adamuz è salito a 42 morti, mentre nove persone restano ricoverate in terapia intensiva. La Guardia Civil ha ricevuto 45 denunce di scomparsa: secondo le autorità, alcune potrebbero riferirsi alla stessa persona, in quanto molti dei corpi recuperati non sono ancora stati identificati. L’Istituto di Medicina Legale è riuscito finora a identificare 25 vittime tramite le impronte digitali, mentre per le altre è in corso la comparazione del Dna con quello dei familiari dei dispersi.

Newsom e l’appello all’Europa: «Sveglia, Trump è un T-Rex»

Insistere nel cercare un dialogo, nonostante l’aggressività delle parole e delle intenzioni, oppure con Donald Trump è più utile mostrarsi intransigenti? Gavin Newsom, governatore della California e tra i papabili candidati Dem alle presidenziali Usa 2028, non ha alcun dubbio. «Lui è un tirannosauro. O ti allei e fai coppia con lui oppure ti divora», ha dichiarato ad alcuni giornalisti al World Economic Forum di Davos. «Con lui la diplomazia non serve, non ci sono vie di mezzo. Un messaggio per i leader europei? Sì, dovete reagire. È ora di fare sul serio e smetterla di essere complici. È il momento di essere saldi e forti, mostrare un po’ di spina dorsale».

Gavin Newsom: «Trump è una palla da demolizione, vuole un mondo a sua immagine»

Per Gavin Newsom, ciò che i leader europei non devono fare è «continuare a fare quello che hanno fatto finora», piegandosi alla volontà di Trump. «Lui capisce solo e unicamente la forza, non esiste mai una situazione in cui si vince entrambi: se avverte le tue debolezze, le sfrutta a suo vantaggio», ha spiegato il governatore californiano. «Questo tizio è una palla da demolizione, spero che la gente apra gli occhi: siamo di fronte a un codice rosso, con lui vige la legge della giungla. Basta lusinghe: distribuire corone e riconoscimenti, premi Nobel che vengono regalati, è tutto così patetico. Questo tizio sta manipolando la gente, prende tutti per scemi. È imbarazzante».

Newsom e l’appello all’Europa: «Sveglia, Trump è un T-Rex»
Il presidente Usa Donald Trump (Imagoeconomica).

L’obiettivo di Trump, che Newsom ha definito «un narcisista», è quello di creare «un mondo a sua immagine». Nell’intervista rilasciata ai giornalisti, tra cui Corriere e La Repubblica, ha lanciato anche un monito per quanto riguarda la questione della Groenlandia. «Se userà la forza militare? Chi può dirlo con lui», ha chiosato il governatore della California. «Avete visto cosa è successo a Maduro. Avete visto cosa sta succedendo nelle strade americane, cosa è successo in California, dove ha schierato 700 marines in servizio attivo. Ora ci sono 1.500 membri delle forze armate in servizio vicino a Minneapolis. Questo tizio ha instaurato uno Stato di polizia. Avete visto cosa sta succedendo con l’Ice, la polizia segreta, le persone che scompaiono? Svegliatevi, basta con questa diplomazia del c***o fatta di convenevoli».

Guasto all’Air Force One, Trump costretto a ritardare la partenza per Davos

Il viaggio di Donald Trump verso il Forum Economico Mondiale di Davos, in programma dal 19 al 23 gennaio, è iniziato con un imprevisto tecnico. L’aereo presidenziale decollato dalla base di Andrews, un VC-25 derivato dal Boeing 747, è stato costretto a rientrare poco dopo il decollo per un problema elettrico minore. Per precauzione, l’equipaggio ha invertito la rotta e il presidente degli Stati Uniti ha proseguito il viaggio a bordo di un altro velivolo, un Boeing C-32A, versione militare del 757. Anche su questo aereo Trump continua ufficialmente a volare come “Air Force One“, il nominativo che indica la presenza del presidente a bordo e non il modello del velivolo.

Trump rifiuta l’incontro con Macron dopo il suo discorso a Davos

Il ritardo ha avuto ripercussioni sull’agenda del presidente, atteso nelle prossime ore in Svizzera, dove sono previsti oltre 2.500 esponenti del mondo economico, politico, scientifico e culturale. Prima della partenza, Trump ha affidato a Truth un messaggio diretto ai suoi sostenitori: «L’America sarà ben rappresentata a Davos da me. Dio vi benedica tutti». Parlando con l’emittente NewsNation, ha affrontato anche il tema della Groenlandia, abbassando leggermente i toni dopo le dichiarazioni più dure dei giorni scorsi, alle quali Emmanuel Macron ha replicato direttamente dal palco di Davos dandogli indirettamente del bullo: «Probabilmente riusciremo a trovare una soluzione con l’Europa», ha detto Trump, aggiungendo che un accordo potrebbe arrivare «possibilmente anche a Davos nei prossimi giorni». Come prevedibile, tuttavia, il presidente ha respinto l’invito del presidente francese a un incontro del G7 a Parigi. Alla domanda dei cronisti ha risposto: «No, non lo farei. Perché, sapete, Emmanuel non resterà lì a lungo. È un mio amico. È una brava persona. Mi piace Macron, ma non resterà lì a lungo, come sapete». La scadenza del suo mandato è a maggio del 2027.

Jacobs torna ad allenarsi con Camossi

Marcell Jacobs tornerà ad allenarsi con Paolo Camossi, il tecnico con cui aveva conquistato i due ori alle Olimpiadi di Tokyo 2021 nei 100 metri e nella 4×100, prima della separazione avvenuta a settembre del 2023. Lo ha annunciato Stefano Mei, presidente della Fidal: «Jacobs è un patrimonio dello sport azzurro, ha ritrovato le motivazioni e può dare ancora tantissimo in pista, da qui alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, passando per gli Europei di Birmingham in agosto. Camossi è un tecnico professionale e preparato, la sua storia parla per sé: con Marcell ha scritto pagine memorabili e sono convinto che questo riavvicinamento possa regalarci nuove soddisfazioni».

Jacobs: «Possiamo scrivere altre grandi pagine dello sport italiano»

Termina così la collaborazione tra Jacobs e il tecnico americano Rana Reider, allenatore per il quale il velocista azzurro aveva deciso di trasferirsi in Florida. Assieme a Camossi, oltre ai due ori olimpici Jacobs ha vinto anche l’oro nei 100 m agli Europei di Monaco nel 2022, il titolo mondiale sui 60 indoor a Belgrado nel 2022 e quello europeo a Torun 2021, oltre all’argento mondiale nella 4×100 a Budapest nel 2023. Sono poi arrivate pure le dichiarazioni di Jacobs: «Insieme abbiamo scritto una grande pagina dello sport italiano, insieme crediamo di poterne scrivere altre. Il percorso di ognuno è fatto di cadute e risalite: esperienze che non devono abbattere, ma aiutare a rinascere».

Jacobs torna ad allenarsi con Camossi
Marcell Jacobs (Ansa).

La Fenice, Venezi rompe il silenzio: «Teatro in mano ai sindacati»

Prima risposta di Beatrice Venezi alla mobilitazione dell’Orchestra e del Coro del teatro La Fenice di Venezia contro la sua nomina a direttrice musicale, che sarà effettiva da ottobre. Parlando in conferenza stampa a Pisa in occasione della “Carmen” di Georges Bizet che dirigerà il 23 e il 25 gennaio al Teatro Verdi, dopo una lunga serie di concerti al Teatro Colòn di Buenos Aires, Venezi ha dichiarato di non aver seguito molto le polemiche, in quanto «impegnata per lavoro dall’altra parte del mondo». Poi la stoccata: «Dico soltanto che sono così raccomandata che, praticamente, lavoro esclusivamente all’estero e che di questa vicenda parlerò a tempo debito. Chiuderei al momento con una battuta calcistica che faceva spesso l’allenatore di calcio Vujadin Boskov: ‘la partita è chiusa solo quando l’arbitro fischia».

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La Fenice, Venezi rompe il silenzio: «Teatro in mano ai sindacati»
Protesta dei lavoratori del Teatro La Fenice contro la nomina di Venezi (Ansa).

Venezi: «La Fenice in mano ai sindacati»

Venezi ha poi rincarato la dose: «Avrei potuto intervenire commentando l’immagine che il teatro La Fenice ha dato di sé a livello internazionale con questa vicenda, perché nella narrazione manca ciò che se ne dice all’estero. Ci si chiede come sia possibile che un teatro o una fondazione finanziata con fondi pubblici dello Stato sia di fatto gestita dai sindacati, in un contesto che appare totalmente anarchico. In alternativa, avrei potuto limitarmi a commentare le spillette della protesta: personalmente le avrei fatte un po’ più stilizzate, magari anche con uno Swarovski». Infine, ai giornalisti che le chiedevano un commento sui presunti fraintendimenti con gli orchestrali della Fenice, Venezi ha risposto: «Quali fraintendimenti? Io non ho ancora messo piede a Venezia».

Federica Torzullo uccisa con 23 coltellate, contestato il nuovo reato di femminicidio

Ben 23 coltellate, di cui 19 al collo e al volto. Una gamba, la sinistra, completamente amputata. E poi segni di ustioni sul corpo. È il drammatico quadro che emerge dall’autopsia sul corpo di Federica Torzullo, uccisa ad Anguillara Sabazia (Roma) dal marito Claudio Carlomagno, che poi l’ha seppellita in un canneto alle spalle della sua azienda. Secondo gli inquirenti, l’assassino ha provato a fare a pezzi il corpo e bruciarlo per «ostacolarne il riconoscimento», prima di nasconderlo in una buca che aveva scavato nel terreno. Sono state rilevate almeno quattro ferite da arma da taglio alle mani di Torzullo, segno che la vittima ha provato a difendersi. Alla luce delle risultanze investigative, la Procura di Civitavecchia ora contesta a Carlomagno il nuovo reato di femminicidio (e non “semplice” omicidio) oltre che l’occultamento di cadavere. L’articolo 577 bis del codice penale prevede la condanna all’ergastolo per l’omicidio di una donna che viene commesso «per motivi di odio, discriminazione di genere, o per reprimere la sua libertà, i suoi diritti o la sua personalità, come il rifiuto di una relazione».

Gedi, trattativa esclusiva con Sae per cedere La Stampa

Gedi ha informato il direttore e il comitato di redazione del quotidiano La Stampa di aver avviato una trattativa in esclusiva con il gruppo Sae, riguardante la cessione della testata, gli asset collegati e le rotative. Del network di Sae, di cui è presidente e amministratore delegato l’editore Alberto Leonardis, fanno parte le testate La Provincia Pavese, Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara. A pesare a favore di Sae, rispetto al concorrente Nem di Enrico Marchi (editore tra l’altro di Messaggero Veneto e Piccolo), ci sono state anche le garanzie offerte: il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi complessivi in crescita a 175,5 milioni di euro, di cui 45,5 registrati nel settore editoria e 130 in quello della comunicazione integrata. Inoltre Sae avrebbe anche aperto ai soggetti istituzionali piemontesi.

La replica di David Beckham al figlio Brooklyn: cosa ha detto

David Beckham ha risposto al figlio Brooklyn, che ha attaccato l’ex calciatore e la moglie Victoria con una serie di durissime stories su Instagram, affermando di aver chiuso definitivamente i contatti con i genitori che lo hanno «oppresso e controllato per tutta la vita».

A poche ore dallo sfogo del primogenito, durante un’intervista al programma Squawk Box della Cnbc riguardante l’uso dei social media, Beckham – senza citare il 26enne Brooklyn – ha di fatto minimizzato, affermando che «i figli commettono errori» e che «bisogna lasciare li commettano», perché «è così che imparano».

La replica di David Beckham al figlio Brooklyn: cosa ha detto
Brooklyn e David Beckham (Ansa).

L’intervista è stata diffusa poco dopo che l’ex calciatore, a Davos per il World Economic Forum, si era rifiutato di commentare – su richiesta di un giornalista di Sky News – le dichiarazioni del primogenito.

La replica di David Beckham al figlio Brooklyn: cosa ha detto
David e Victoria Beckham (Ansa).

Regione Campania, chiesto l’arresto del consigliere Zannini

La procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto del consigliere regionale campano Giovanni Zannini, eletto con Forza Italia, nell’ambito di un’indagine che ipotizza i reati di corruzione e concussione. Nello stesso procedimento è stata avanzata anche la richiesta di divieto di dimora per gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio di Castel Volturno e titolari della Spinosa Spa, azienda specializzata nella produzione di mozzarella di bufala campana e dei suoi derivati. Secondo gli inquirenti, l’ipotesi di corruzione riguarderebbe un intervento sollecitato a Zannini dai due imprenditori per superare ostacoli amministrativi legati alla realizzazione di un impianto produttivo, con l’impegno del consigliere, all’epoca presidente della Commissione Ambiente della Regione Campania, a interessarsi presso gli uffici regionali in cambio di una gita su uno yacht di lusso.

Rinviata la nomina del presidente della Consob

Il Consiglio dei ministri ha rinviato la decisione sull’avvio della procedura di nomina del nuovo presidente della Commissione nazionale per le società e la Borsa. L’incarico di Paolo Savona scade l’8 marzo: secondo le indiscrezioni della vigilia il principale candidato alla successione era il sottosegretario all’Economia Federico Freni, deputato della Lega. È stata Forza Italia a esprimere perplessità sulla sua nomina. «Secondo noi è bene che lì, siccome si tratta di questioni molto tecniche, ci sia un tecnico, un non politico di alto livello con grande esperienza. Non facciamo nomi, ci sono tante persone autorevoli che secondo noi potrebbero svolgere al meglio, senza nulla togliere a Freni», ha detto a Sky TG24 il portavoce nazionale forzista Raffaele Nevi. Nel corso della discussione in Cdm, FI avrebbe avallato la nomina di Freni ma in qualità di componente del vertice Consob (che prevede un presidente e quattro commissari) ma non come successore di Savona. Il nuovo presidente resterà in carica per i prossimi sette anni.

Rinviata la nomina del presidente della Consob
Federico Freni (Imagoeconomica).

Il Tar annulla il provvedimento di Bologna ‘Città 30’

Accogliendo il ricorso dei tassisti contro i nuovi limiti di velocità, il Tar dell’Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento con cui il Comune di Bologna dal primo luglio 2023 aveva istituito la ‘Città 30‘, portando tutte le strade urbane al limite massimo di 30 chilometri orari, fatta eccezione per quelle ad alto scorrimento (come i viali e le radiali). Dopo un periodo-test di sei mesi, le sanzioni erano scattate dal 16 gennaio 2024.

Il ricorso dei tassisti è stato sostenuto da Fratelli d’Italia

Il ricorso dei tassisti (solo due hanno poi proseguito la battaglia legale) è stato sostenuto da Fratelli d’Italia. «Il Tar ha rimarcato l’illegittimità dell’azione del Comune, che ha operato fuori dalle proprie competenze per meri scopi propagandistici», ha dichiarato Galeazzo Bignami, capogruppo dei meloniani alla Camera. Così l’europarlamentare di FdI Stefano Cavedagna: «La sentenza del Tar conferma che il sindaco Matteo Lepore ha forzato l’articolo 142 del codice della strada, solo per motivi ideologici».

Davos, le frecciate di Macron a Trump

Parlando al World Economic Forum di Davos, il presidente francese Emmanuel Macron ha puntato il dito contro Donald Trump, affermando che «i nuovi dazi sono inaccettabili, soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale». Il capo dell’Eliseo, nel suo intervento fitto di frecciate al presidente Usa – che oggi ha condiviso su Truth un messaggio privato dell’omologo transalpino – ha anche affermato che bisogna «smettere di perdere tempo con idee folli» di «imperialismo o di colonialismo», quando invece servirebbe collaborazione. Macron ha inoltre sottolineato che siamo passati a un «mondo senza regole, dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie», caratterizzato da «instabilità e squilibrio sia per la sicurezza per l’economia. «Il mondo pende verso l’autocrazia, nel 2024 ci sono state oltre 60 guerre anche se mi dicono che alcune sono state risolte», ha ironizzato Macron riferendosi al ruolo di pacificatore rivendicato da Trump (atteso in Svizzera il 21 e 22 gennaio). Proseguendo senza citare il tycoon, Macron ha poi dichiarato che «bisogna escludere di accettare passivamente la legge del più forte che porta alla vassallizzazione e alla politica del sangue». Nota di colore, il presidente francese ha iniziato il suo intervento scherzando così: «Viviamo tempi di pace, stabilità e prevedibilità».

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Netflix rivede i termini dell’offerta per Warner Bros: sarà interamente in contanti

Netflix ha rivisto i termini dell’operazione su Warner Bros trasformando l’offerta in un pagamento interamente in contanti, una modifica approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione del gruppo media. La proposta valuta ogni azione Warner 27,75 dollari e mantiene invariato il valore complessivo rispetto alla precedente struttura mista di cash e titoli. L’operazione attribuisce a Warner Bros un enterprise value di circa 82,7 miliardi di dollari, debito compreso, mentre il valore dell’offerta è stimato in 72 miliardi. Secondo Netflix, la scelta del cash-only consente di garantire maggiore certezza agli azionisti, eliminando l’esposizione alla volatilità dei mercati finanziari e favorendo un’accelerazione dell’iter autorizzativo, con l’obiettivo di arrivare al completamento entro il 2026.

Il ceo di Warner Bros: «Sempre più vicini alla chiusura dell’operazione»

Il via libera è arrivato da entrambi i consigli di amministrazione: «Questa transazione rivista ci spinge ancora più vicino all’unione delle due società», ha dichiarato l’amministratore delegato di Warner Bros, David Zaslav. Sulla stessa linea il co-CEO di Netflix, Ted Sarandos, secondo cui «il consiglio di amministrazione di Warner Bros. continua a sostenere e a raccomandare all’unanimità la nostra transazione». Netflix ha chiarito che la revisione dell’offerta è funzionale a portare rapidamente al voto degli azionisti di WBD, atteso già entro aprile, passaggio per il quale il gruppo ha depositato presso la SEC la dichiarazione preliminare di delega. Gli azionisti beneficeranno inoltre del valore aggiuntivo delle azioni di Discovery Global, che saranno distribuite dopo la separazione societaria, mentre il finanziamento dell’operazione avverrà attraverso una combinazione di liquidità disponibile, linee di credito esistenti e fondi già impegnati.

Allarme per la centrale nucleare di Chernobyl: cosa è successo

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ha reso noto che «diverse sottostazioni elettriche ucraine, vitali per la sicurezza nucleare, sono state colpite questa mattina da un’intensa attività militare» e che la centrale di Chernobyl «ha perso tutta l’energia elettrica esterna». Colpite anche le linee elettriche di altri impianti nucleari. «L’Aiea sta monitorando attivamente gli sviluppi per valutare l’impatto sulla sicurezza nucleare», ha aggiunto l’Aiea citando il direttore generale Rafael Grossi.

Kyiv: «La Russia è uno Stato terrorista»

«Gli attacchi sconsiderati della Russia minacciano la sicurezza nucleare. Mentre i funzionari russi parlano dell’importanza delle linee elettriche, le loro forze colpiscono deliberatamente le sottostazioni, mettendo direttamente a repentaglio la sicurezza nucleare e sfidando i ripetuti avvertimenti dell’Aiea». Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha: «La Russia è uno Stato terrorista che crea deliberatamente rischi per la sicurezza nucleare».