Manca ormai meno di un mese alla 76esima edizione del Festival di Sanremo, la cui prima serata si svolgerà martedì 24 febbraio, due giorni dopo la conclusione dei Giochi invernali di Milano-Cortina. In attesa del debutto, proprio nel giorno in cui i giornalisti ascolteranno in anteprima di 30 brani dei Big in gara, spuntano interessanti indiscrezioni sui super ospiti che accenderanno il palco del Teatro Ariston. Come anticipato da Vanity Fair, attraverso la newsletter Celebrity Watch firmata da Santo Pirrotta, al Festival potrebbero approdare Sabrina Ferilli, Luca Argentero e Achille Lauro. Ecco quello che sappiamo.
Sanremo 2026, le indiscrezioni sui super ospiti del Festival
Già certa la presenza, confermata dal conduttore e direttore artistico Carlo Conti, di Laura Pausini in qualità di co-conduttrice delle cinque serate e di Max Pezzali. L’ex volto degli 883 sarà a Sanremo nei panni di super ospite sul palco della nave Costa durante il Party boat per interpretare i suoi grandi successi per tutta la durata della manifestazione. Tra gli ultimi nomi, spunta anche quello di Sabrina Ferilli, reduce dal grande successo della fiction A testa alta – Il coraggio di una donnatrasmessa sulle reti Mediaset. L’attrice, che nel 2022 fu co-conduttrice con Amadeus, potrebbe apparire nella serata delle cover verosimilmente al fianco di Tommaso Paradiso, in gara con la canzone I Romantici: non è chiaro tuttavia quale sarà il suo ruolo e se duetterà con l’ex frontman dei Thegiornalisti.
Achille Lauro in concerto (Ansa).
Tra le indiscrezioni del Festival di Sanremo 2026 anche un duetto che potrebbe coinvolgere Laura Pausini e Achille Lauro sulle note di 16 marzo, brano del rapper che la cantante di Faenza ha inciso e inserito nel suo disco di cover Io canto2. Secondo il giornalista di Vanity Fair all’Ariston potrebbe tornare dopo diversi anni anche Luca Argentero, volto simbolo della fiction italiana, per promuovere il racconto televisivo del nostro Paese nel mondo. Nei giorni precedenti, invece, Adnkronos aveva ipotizzato la presenza di Tiziano Ferro, la cui ultima apparizione al Festival risale al 2020 nell’edizione condotta da Amadeus
Carlo Conti è pronto a lasciare Sanremo. A quasi un mese esatto dall’inizio dell’edizione 2026, ospite del podcast Pezzi – Dentro la musica di Luca Dondoni, Andrea Laffranchi e Paolo Giordano (su tutte le piattaforme dalle ore 18 del 23 gennaio), il direttore artistico e conduttore ha escluso di tornare anche nel 2027. «Questo è il mio ultimo anno al Festival come direttore artistico e presentatore», ha chiarito. «Non penso nemmeno all’opportunità, che qualcuno ha già immaginato, di ricoprire lo stesso ruolo nel 2027 e padrino di un eventuale conduttore-conduttrice. Reputo assolutamente remota la possibilità che io possa esserci nel 2027». Quella dal 24 al 28 febbraio sarà dunque, verosimilmente, l’ultima volta sul palco del Teatro Ariston nelle vesti di padrone di casa. Chi al suo posto?
Sanremo, Stefano De Martino al posto di Carlo Conti nel 2027?
Il conduttore Carlo Conti (Imagoeconomica).
Sempre durante il suo intervento al podcast, Conti ha spoilerato il possibile profilo del successore al Festival di Sanremo. «Spero che il prossimo anno ci sia qualcun altro, anche più giovane, aitante e belloccio», ha spiegato a Pezzi – Dentro la musica. Un ritratto che, come hanno interpretato molti utenti sui social, sembra calzare a pennello con Stefano De Martino, ormai da diverso tempo uno dei volti di punta della Rai anche grazie al successo di Affari Tuoi. Intanto il Conti V prende forma. «Ci sarà più varietà musicale rispetto all’anno scorso: un tocco di rock, country, ma anche rap puro, suoni e ritmi latini, pop, un brano classico ma senza ritornello», ha anticipato il conduttore. «La direzione artistica è la parte più entusiasmante del lavoro. Per me il Festival è finito all’annuncio dei nomi al Tg1: il resto è un prodotto televisivo che rientra nel mio lavoro normale».
Il conduttore: «Festival senza Big? Leggendo i nomi, non direi»
Marco Masini e Fedez a Sarà Sanremo (Ansa).
Parlando nel podcast, Conti ha avuto modo anche di replicare a chi afferma che l’edizione 2026 del Festival sarà priva di Big. «Non credo che Francesco Renga, Raf, Patty Pravo, Luchè, Marco Masini e Fedez, Malika Ayane, Arisa e potrei andare avanti, non siano Big», ha spiegato il direttore artistico. «Molti sono venuti l’anno scorso, qualcuno non aveva il disco pronto, qualcuno ha partorito: ho lavorato per chi ci sarà nel 2027». Un impegno descritto mediante l’uso di una metafora: «Magari vuoi un mazzo solo di rose dai colori diversi, poi dal fioraio scopri che ha solo quelle rosse e che quelle gialle sono appassite e vedi altri fiori dei quali non sai il nome ma che stanno bene». Quanto all’edizione in arrivo, Conti ha anticipato che ci saranno degli omaggi a Pippo Baudo, così come per Ornella Vanoni,Tony Dallara, Sandro Giacobbe ePeppe Vessicchio.
Nei primi nove mesi del 2025 il Tg1 si conferma il telegiornale più seguito in Italia sia a pranzo sia in prima serata, mentre l’Agcom registra un calo complessivo degli ascolti televisivi e una crescita selettiva delle piattaforme di streaming a pagamento. È quanto emerge dall’Osservatorio sulle Comunicazioni dell’Autorità, aggiornato al terzo trimestre 2025.
Telegiornali: Tg1 primo a pranzo e alle 20
Sala di regia del Tg3 (Imagoeconomica).
Nella fascia delle 13.30 il Tg1 supera i 3 milioni di spettatori, con una crescita dell’1 per cento su base annua. Seguono il Tg5 delle 13.00 con oltre 2,6 milioni di telespettatori (-2,9 per cento), il TgR delle 14.00 su Rai 3 con poco più di 2 milioni (-3 per cento) e il Tg2 con meno di 1,4 milioni (-10,1 per cento). Crescono invece Studio Aperto delle 12.25 (oltre 1 milione, +1,9 per cento), il Tg4 delle 12.00 (+17,2 per cento) e il Tg La7 delle 13.30 (+14,1 per cento). Alle 20 il Tg1 registra poco più di 4,1 milioni di ascolti giornalieri, in aumento dell’1,3 per cento nel terzo trimestre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. Seguono il Tg5 con oltre 3,2 milioni (-4,4 per cento), il TgR serale con 2,1 milioni (-2,8 per cento) e il Tg3 con 1,6 milioni (-2,7 per cento). Il Tg La7 cresce da 1,17 a 1,23 milioni di telespettatori (+5 per cento), mentre il Tg2 perde il 15,3 per cento. Tra i Tg serali Mediaset, Studio Aperto delle 18.30 sale da 464 mila a 507 mila spettatori (+9,3 per cento) e il Tg4 delle 19.00 da 496 mila a 594 mila (+19,8 per cento).
Ascolti tv: flessione generale, Rai leader in prime time
Nel giorno medio fino al terzo trimestre 2025 gli ascolti tv calano del 2,9 per cento in prime time e del 3 per cento sull’intera giornata rispetto al 2024. In prima serata la Rai resta prima con 6,8 milioni di spettatori medi (37 per cento di share), ma scende del 6,8 per cento. Mediaset segue con 6,7 milioni (36,5 per cento di share) e cresce di 1,1 punti percentuali. Nell’intera giornata Mediaset guida con 2,9 milioni di spettatori medi (37,2 per cento), mentre la Rai registra 2,8 milioni (35,7 per cento), in calo del 6,4 per cento.
Streaming: Netflix resta prima
A settembre 2025 le piattaforme di streaming a pagamento contano 15,7 milioni di utenti unici, in calo di 210 mila rispetto al 2024 (-1,3 per cento). Nel terzo trimestre Netflix guida con 8,3 milioni di utenti unici (+1,6 per cento), seguita da Amazon Prime Video con 7,2 milioni (+5,5 per cento), Disney+ con 3,7 milioni (+0,8 per cento), Dazn con 2,3 milioni (+7,3 per cento) e Now con 1,3 milioni (-7,7 per cento). Il tempo complessivo di navigazione supera i 43 milioni di ore a settembre, in aumento dell’11,1 per cento su base annua.
Madonna non comparirà sul palco del Teatro Ariston. A smentire l’indiscrezione circolata nei giorni scorsi è lo stesso Carlo Conti, direttore artistico nonché conduttore del Festival di Sanremo 2026, in programma dal 24 al 28 febbraio prossimi. «Credo sia abbastanza impossibile», ha spiegato parlando con gli allievi della Scuola di Giornalismo di Perugia. «Si è creato un cortocircuito perché ha cantato una cover de La Bambola di Patty Pravo (incisa da Madonna per lo spot di Dolce&Gabbana, ndr.), che è una delle artiste in gara. Credo tuttavia che sia una strada non percorribile».
Carlo Conti (Imagoeconomica).
Carlo Conti: «Ecco come ho convinto Laura Pausini»
Incalzato dalle domande degli aspiranti giornalisti della Scuola di Perugia, Carlo Conti ha raccontato il suo stato d’animo alla vigilia del suo quinto Festival di Sanremo come conduttore nonché direttore artistico. «È una macchina a ciclo continuo, in cui la preparazione comincia il giorno dopo la chiusura dell’edizione precedente», ha sottolineato il presentatore. «Durante le cinque serate sono rilassato. Per me è un momento di divertimento: mentre tutti sono tesi, io scambio messaggi in una chat con Panariello e Pieraccioni». Spazio anche per una battuta su Laura Pausini e su come l’ha convinta ad affiancarlo alla conduzione per l’intera kermesse. «Ho capito che aveva gran voglia di farlo, mettersi in gioco e divertirsi con me. Laura è molto spontanea: se riusciamo a tirar fuori questa caratteristica, lavorando sull’improvvisazione, sarà una chiave vincente».
Laura Pausini affiancherà Carlo Conti alla conduzione delle cinque serate del Festival di Sanremo, in programma dal 24 al 28 febbraio. Per la cantante si tratta della prima esperienza all’Ariston nel ruolo di co-conduttrice, anche se la sua presenza al Festival conta numerosi precedenti: quella in arrivo sarà infatti la nona partecipazione complessiva, dopo le gare del 1993, quando vinse tra le Nuove Proposte con La Solitudine, e del 1994, chiusa con il terzo posto grazie a Strani Amori, oltre a sei apparizioni da superospite tra il 2001 e il 2022.
Sanremo è il mio destino. Il mio sorriso. La mia tentazione. La mia paura. A Sanremo sono nata artisticamente nel 1993 e quest’anno torno orgogliosa e commossa perché lo condurrò! Le prime volte non si scordano mai e come quando si dà il primo bacio mi sento emozionata.
Accanto a lei e a Conti si alterneranno altri co-conduttori, mentre per l’intera durata della manifestazione Max Pezzalisarà presente come “capitano” sulla nave posizionata al largo della Città dei Fiori. Commentando l’annuncio, Carlo Conti ha dichiarato: «Ringrazio Laura per aver accettato subito con entusiasmo il mio invito, è un grande onore e una gioia condividere la conduzione del Festival con un’artista e una donna così forte, così carismatica e divertente come Laura. Con noi poi si alterneranno ogni sera vari co-conduttori e co-conduttrici con i quali animeremo il palco dell’Ariston». L’annuncio è stato accolto con grande entusiasmo dalla stessa Pausini, che sui social ha scritto: «Sanremo è il mio destino. Il mio sorriso. La mia tentazione. La mia paura. A Sanremo sono nata artisticamente nel 1993 e quest’anno torno orgogliosa e commossa perché con tutto l’onore e la gioia del mondo condurrò con Carlo Conti la 76ma edizione del Festival»
Sanremo è pronta a illuminarsi per l’edizione 2026 del Festival, la 76esima nella storia della kermesse della canzone italiana. Riflettori puntati, come sempre, sul Teatro Ariston. Quest’anno, la “Settimana Santa” della nostra musica si terrà alla fine di febbraio, dal 24 al 28, per lasciar posto alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina che termineranno domenica 22. Direttore artistico e conduttore sarà per il secondo anno consecutivo – e il quinto in carriera dopo il trittico 2015-2017 – Carlo Conti. In gara 30 Big oltre a quattro Nuove proposte. Ecco tutto quello che bisogna sapere sul Festival.
Sanremo 2026, il format e le serate della 76esima edizione del Festival
Carlo Conti, direttore artistico di Sanremo 2026 (Imagoeconomica).
Anche per l’edizione 2026, il format di Sanremoresterà invariato. Il Festival si articolerà in cinque serate. Si inizierà martedì 24 febbraio con l’esibizione di tutti i 30 Big: al voto la Sala Stampa, Tv e Web. Il giorno seguente, spazio a metà dei concorrenti (15), votati in questo frangente dal pubblico tramite il televoto e dalla giuria delle radio. Nello stesso appuntamento, spazio alle Nuove Proposte, suddivise in due semifinali per decretare chi si contenderà il titolo. In questo caso, a differenza dei Big, si esprimeranno tutte e tre le giurie. Identica modalità per quanto riguarda i Big nella serata successiva, giovedì 26, con la performance degli altri 15 artisti in gara. Momento clou sarà la finale per le Nuove Proposte con l’annuncio del vincitore di categoria.
Confermata per il venerdì la serata delle cover, con vincitore apposito come nel 2025. Ciascun Big potrà esibirsi in un brano edito italiano o internazionale insieme a un ospite. La classifica finale non inciderà su quella generale. Nella finale di sabato 28 febbraio saranno eseguite tutte le canzoni dei 30 artisti in gara e potranno votare tutte le giurie, compreso ovviamente il pubblico con il televoto. Il risultato, sommato a quello delle precedenti serate, determinerà la classifica. Seguirà una nuova esibizione con annessa votazione delle prime cinque, annunciate in ordine. Ogni preferenza si sommerà a quelle precedenti per determinare il vincitore.
I 30 Big, le rispettive canzoni e le Nuove Proposte
Elettra Lamborghini al Festival di Sanremo nel 2020 (Ansa).
Invariato anche rispetto allo scorso anno il numero dei cantanti selezionati per il Festival di Sanremo. Come nel 2025, prima del ritiro alla vigilia di Emis Killa, sul palco dell’Ariston saliranno 30 artisti, cui si aggiungeranno i quattro emergenti che gareggeranno fra le Nuove Proposte. Ecco l’elenco ufficiale con le relative canzoni, i cui titolo e tema sono stati annunciati nella finale del contest di Sanremo Giovani.
I 30 Big e le rispettive canzoni
Arisa – Magica favola
Bambole Di Pezza – Resta Con Me
Chiello – Ti penso sempre
Dargen D’Amico – AI AI
Ditonellapiaga – Che fastidio
Eddie Brock – Avvoltoi
Elettra Lamborghini – Voilà
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Ermal Meta – Stella stellina
Fedez & Masini – Male necessario
Francesco Renga – Il meglio di me
Fulminacci – Stupida sfortuna
J-AX – Italia Starter Pack
LDA & AKA 7even – Poesie clandestine
Leo Gassmann – Naturale
Levante – Sei tu
Luchè – Labirinto
Malika Ayane – Animali notturni
Mara Sattei – Le cose che non sai di me
Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta
Michele Bravi – Prima o poi
Nayt – Prima che
Patty Pravo – Opera
Raf – Ora e per sempre
Sal Da Vinci – Per sempre sì
Samurai Jay – Ossessione
Sayf – Tu mi piaci tanto
Serena Brancale – Qui con me
Tommaso Paradiso – I romantici
Tredici Pietro – Uomo che cade
Le quattro Nuove Proposte
Angelica Bove – Mattone
Nicolò Filippucci – Laguna
Mazzariello – Manifestazione d’amore
Blind, El Ma & Soniko – Nei miei DM
Sanremo 2026, i conduttori di Festival, PrimaFestival e DopoFestival
Carolina Rey, Manola Moslehi ed Ema Stokholma (Imagoeconomica).
Alla conduzione del 76esimo Festival di Sanremo ci sarà, per il secondo anno di fila, Carlo Conti, che ricoprirà anche l’incarico di direttore artistico. Al suo fianco, ci sarà per tutte e cinque le serate della kermesseLaura Pausini, vincitrice dell’edizione 1993 con il brano La Solitudine e per sei volte super ospite fra il 2001 e il 2022. «Ringrazio Laura per aver accettato subito con entusiasmo il mio invito, è un grande onore e una gioia condividere la conduzione del Festival con un’artista e una donna così forte, carismatica e divertente», ha spiegato Conti al Tg1. «Con noi poi si alterneranno ogni sera vari co-conduttori e co-conduttrici con cui animeremo il palco dell’Ariston». Entusiasta anche l’artista. «Sanremo è il mio destino», ha postato sui social. «Il mio sorriso, la mia tentazione, la mia paura. A Sanremo sono nata artisticamente nel 1993 e quest’anno torno orgogliosa e commossa».
Sanremo è il mio destino. Il mio sorriso. La mia tentazione. La mia paura. A Sanremo sono nata artisticamente nel 1993 e quest’anno torno orgogliosa e commossa perché lo condurrò! Le prime volte non si scordano mai e come quando si dà il primo bacio mi sento emozionata.
Come ogni anno, la kermesse sarà preceduta da una breve striscia nell’access prime time, il PrimaFestival, con interviste inedite nel backstage ai protagonisti e curiosità che accompagneranno i telespettatori alle cinque serate dell’Ariston. Alla guida un trio tutto al femminile: Ema Stokholma, Carolina Rey e Manola Moslehi. Confermato anche il DopoFestival, che andrà in onda alla conclusione della diretta dall’Ariston. A prendere il testimone di Alessandro Cattelan sarà quest’anno Nicola Savino: al suo fianco Aurora Leone dei The Jackal, Enrico Cremonesi e Federico Basso.
Tutti gli ospiti della 76esima edizione del Festival
Max Pezzali in concerto (Ansa).
Oltre alle performance degli artisti in gara, ciascuna delle cinque serate del Festival di Sanremo si arricchirà con la presenza di alcune star dello spettacolo e della musica italiane e internazionali. Il primo super ospite della 76esima edizione della kermesse è Max Pezzali, che si esibirà sul palco della nave da crociera ancorata di fronte alla città dei fiori per l’intera manifestazione. L’ex frontman degli 883 porterà il suo progetto Max Forever – The Party Boat con cui è pronto a far ballare tutta l’Italia al ritmo dei suoi più grandi successi in carriera.
Carlo Conti ha annunciato il primo super ospite del Festival di Sanremo 2026. Max Pezzali animerà le cinque sere dal palco della nave da crociera ancorata di fronte alla città dei fiori per tutta la durata della manifestazione con il suo progetto Max Forever – The Party Boat. «Di solito su quel palco di alternavano diversi artisti, ma quest’anno ci sarà un unico grande nome che ogni sera farà festa con la sua musica, energia, allegria», ha spiegato il direttore artistico e conduttore della 76esima edizione al Tg1. «È amatissimo da tutte le generazioni, porterà sicuramente una ciliegina sulla torta che si sta preparando». Conti ha poi dato appuntamento a lunedì prossimo, 12 gennaio, sempre al Tg1 delle 20, per un altro annuncio importante sull’evento in programma al Teatro Ariston dal 24 al 28 febbraio 2026.
Festival 2026, sono aperte le iscrizioni al Fantasanremo
Con l’annuncio di Max Pezzali come primo ospite fisso si sono aperte anche ufficialmente le iscrizioni al Fantasanremo 2026, il gioco che da diversi anni ormai appassiona migliaia di telespettatori. Nulla di nuovo per quanto riguarda il meccanismo: ogni giocatore ha a disposizione 100 Baudi, la valuta del gioco, per acquistare sette artisti tra i Big in gara. In ognuna delle cinque sere bisogna schierare la propria formazione, come nel Fantacalcio, con cinque titolari e due riserve: cruciale un capitano, che può garantire punti extra. Bonus, malus e imprevisti faranno il resto, scandendo la classifica di puntata in puntata. Già online le quotazioni degli artisti attesi all’Ariston: i più costosi sono Tommaso Paradiso e il duo Fedez e Masini da 17 crediti, seguiti da Dargen D’Amico, Arisa ed Ermal Meta con 16.
Pier Silvio Berlusconi governa Mediaset dal 2000, cioè da quando è stato nominato vicepresidente del gruppo. E in questi 25 anni ha certamente voluto lasciare il suo segno, rivendicando i successi personali e marcando, quando ha potuto, una discontinuità con il geniale e ingombrante padre Silvio. Voi per questioni di linea editoriale, vuoi anche per raggiunti limiti di età dei suoi protagonisti, Pier Silvio si è trovato a smontare, pezzo per pezzo, la tivù pensata dal Cavaliere.
Se è stato accompagnato alla porta persino Mike Bongiorno…
Tanto per fare alcuni esempi: Mike Bongiorno finì di essere un personaggio significativo per Mediaset nel 2003, quando Pier Silvio decise di chiudere l’avventura de La ruota della fortuna, condotta da Mike per decenni. Ricordando, tuttavia, che in realtà Bongiorno aveva terminato Telemike nel giugno del 1992 (a 68 anni) e da allora non era più riuscito a incidere davvero con programmi di successo in prime time.
Il vero Maurizio Costanzo show si fermò a inizio 2005 (quando Costanzo doveva compiere 67 anni) sempre per volere di Pier Silvio, e il conduttore rimase per anni un po’ sullo sfondo nei palinsesti di Mediaset, recuperato solo verso la fine, prima della sua morte nel 2023, dietro le insistenze della moglie Maria De Filippi, troppo strategica per l’economia di gruppo televisivo.
Casa Vianello concluse la sua esperienza nel 2007, ma qui parliamo di sopravvenuti limiti di età per Raimondo Vianello (85 anni all’epoca) e Sandra Mondaini (76).
Nel 2015 Pier Silvio diventò pure amministratore delegato di Mediaset. E Fedele Confalonieri, grande sodale di papà Silvio, iniziò a scivolare nell’ombra pur restando presidente del gruppo.
Marina Berlusconi e Fedele Confalonieri (foto Imagoeconomica).
Lo stop a Ricci era in cantiere da tempo
Nel 2021, a 49 anni, è stata congedata Alessia Marcuzzi. Nel 2023, a 66 anni, è toccato a Barbara D’Urso. Nel 2025, a luglio, Pier Silvio ha “staccato la spina” ad Antonio Ricci (75 anni) mettendo fine a un regno quasi trentennale sull’access prime time di Canale 5, tra Striscia la notizia e Paperissima. Uno stop al quale pensava già da almeno un decennio, insieme con Publitalia, ma che a causa di mille ragioni non era riuscito a imporre, soprattutto per mancanza di alternative credibili.
Signorini può contare sul legame con Marina Berlusconi
E adesso pare proprio essere arrivato il turno di Alfonso Signorini, 61 anni, che difficilmente (eufemismo) potrà tornare a condurre qualcosa su Mediaset. Già nel 2012, a dirla tutta, Pier Silvio lo aveva liquidato dai palinsesti, dopo i disastri di Kalispera, di Chef per un giorno e l’addio a Verissimo. Passati anni da opinionista e conduttore di cose minori, tuttavia, per intercessione sia del Cavaliere sia di Marina Berlusconi (con la quale Signorini ha sempre avuto stretti rapporti, dalle vacanze insieme fino a essere stato tra i pochissimi invitati alle nozze di Marina nella cappella privata di Villa San Martino), a Signorini dal 2020 è stato affidato il Grande Fratello Vip.
Le ripercussioni del caso Corona sono arrivate a Cologno Monzese
E anche qualora Signorini si fosse ritrovato a segnalare dei concorrenti per il reality che conduceva, la decisione finale circa il cast del programma sarebbe sempre e comunque spettata al comitato editoriale di Mediaset, tramite contratti firmati dalla direzione risorse artistiche del gruppo. E quindi qualche ripercussione della vicenda Signorini, sollevata da Fabrizio Corona, sta probabilmente arrivando pure a Cologno Monzese. Con profondissima irritazione da parte dei vertici, proprio quando erano state celebrate la conquista della Germania, il potenziamento di Mfe come grande gruppo multimediale e di respiro europeo (tutti obiettivi che papà Silvio non era riuscito a raggiungere) e il primato negli ascolti in Italia nel 2025.
Fabrizio Corona in tribunale a Milano (foto Ansa).
Pier Silvio vuole una tivù per famiglie e aperta al pluralismo
Insomma, l’occasione, a questo punto, è diventata ghiotta per togliere definitivamente anche Signorini dalla scena televisiva del Biscione. Tanto il giornalista di gossip era funzionale alla narrazione di Silvio Berlusconi, con il sistema di Chi, quanto risulta ora disfunzionale alla narrazione di Pier Silvio Berlusconi, impegnato a mostrarsi degno, se non migliore, del papà, con un’immagine pulita di editore di una tivù per famiglie, portatore di valori, aperto al pluralismo (vedi i programmi di Bianca Berlinguer e Tommaso Labate su Rete 4) e con l’intento di rinnovare pure Forza Italia con risorse più giovani.
L’autosospensione, gli aspetti reputazionali e quel prezzo…
Dopo l’autosospensione di Signorini da Mediaset, si tratta di vedere cosa accadrà in Mondadori, dove a dominare è pur sempre la sua amica Marina (per ora resta al timone di Chi come direttore editoriale). Certo, il primo romanzo di Signorini, Amami quanto io t’amo, pubblicato da Mondadori e uscito il 25 novembre 2025, non verrà ricordato come uno dei più brillanti successi della casa editrice. Purtroppo o per fortuna, Signorini sembra destinato a fare la stessa fine di Chiara Ferragni, almeno a livello di conseguenze reputazionali. Con una piccola grande differenza: che Signorini conosce tutti i segreti della famiglia Berlusconi. Ma come disse a Francesca Fagnani durante una puntata di Belve, a proposito dello scenario in cui gli eredi del Cav si sarebbero sbarazzati di lui: «Tutto ha un prezzo» (ironia della sorte, il filone delle sparate di Corona su Falsissimo si intitolava “Il prezzo del successo”…).
Anche nell’era dello streaming, dove tutto è fruibile in qualsiasi momento, la tv generalista conserva la sua tradizionale programmazione di Natale. Sempre uguale, salvo qualche leggera variazione, promette già a partire dalle ore 19 della vigilia la messa in onda di classici senza tempo, le cui battute sono in grado di strappare un sorriso anche se impresse nella memoria di tutti. E poco importa se gran parte dei titoli sono disponibili su varie piattaforme tutto l’anno: la liturgia profana delle feste va oltre la nostalgia e resta immutata, così come i capolavori da guardare seduti con la famiglia sul divano o con una ciotola di popcorn sotto le coperte. Ecco cinque proposte per la vigilia e il 25 dicembre.
Natale 2025, cosa vedere in tv il 24 e il 25 dicembre su Rai e Mediaset
Daniel Radcliffe in Harry Potter e la pietra filosofale (da X).
Doppio appuntamento su Italia 1 alla vigilia: tornano il Grinch e Una poltrona per due
Come di consueto, per la sera del 24 dicembre torna il doppio appuntamento della vigilia di Natale su Italia 1 con due film immancabili nella programmazione di Mediaset. Si parte alle 19 con Il Grinch, cult del 2000 con Jim Carrey nei panni della scorbutica e irascibile creatura che odia le festività e che fa di tutto per rovinarle agli altri. Diretto da Ron Howard, vede una giovanissima Taylor Momsen nei panni della piccola Cindy Chi Lou, che stringe una profonda amicizia con il burbero protagonista: oggi è frontwoman dei Pretty Reckless, band hard rock statunitense che in Italia ha aperto i concerti degli AC/DC. A seguire, alle 21.30, spazio all’immancabile Una poltrona per due con Eddie Murphy e Dan Aykroyd: il film va in onda su Italia 1 dal 1997 con la sola eccezione del 2005 e, puntuale come un orologio svizzero, tornerà anche stavolta.
A Natale su Rai 2 arriva la magia di Mary Poppins con il sequel del 2018
Il 25 dicembre la magia sarà protagonista su Rai 2. Alle 21.20 inizierà infatti Il ritorno di Mary Poppins, film del 2018 e sequel del cult Anni 60 con Emily Blunt nel ruolo che fu dell’iconica Julie Andrews. La trama si svolge circa 30 anni dopo il primo capitolo e vede Michael Banks ormai divenuto adulto con una famiglia tutta sua e impiegato nella fabbrica in cui avevano lavorato il padre e il nonno. Quando tutto sembra andare a rotoli e il denaro inizia a scarseggiare, nella sua vita – aggrappata sempre al suo aquilone – torna la tata Mary Poppins che non è invecchiata di un giorno. Nel cast figura anche il centenario Dick Van Dyke, nei panni del signor Dawes Jr., figlio del personaggio che interpretò nel cult di Stevenson.
Su Rai 3 appuntamento con l’animazione Pixar: in onda arriva Soul
Come ogni anno, anche nel 2025 la Rai ha deciso di puntare sui grandi film Disney. E così, mentre su Rai 2 va in onda Il ritorno di Mary Poppins, la sera di Natale Rai 3 proporrà Soul, film di animazione Pixar del 2020 e vincitore del premio Oscar di categoria. Protagonista della trama è Joe Gardner, un insegnante di musica che spera di diventare un grande artista jazz senza mai sfondare. Proprio nel momento in cui ottiene un posto nella band di un noto cantante, cade in un tombino finendo in coma. All’ingresso dell’Oltremondo, farà squadra con un’anima precoce di nome 22 che non ha mai capito il fascino dell’esperienza umana per tornare in vita e realizzare il suo sogno. Doppiatori italiani dei due sono rispettivamente Neri Marcorè e Paola Cortellesi.
Doppio appuntamento su Italia 1 anche a Natale con Polar Express e Harry Potter
Come per la vigilia, doppio appuntamento su Italia 1 anche per il 25 dicembre. La sera di Natale, alle 19.30 inizierà infatti Polar Express, film animato del 2004 diretto dal grande regista Robert Zemeckis (Ritorno al futuro, Forrest Gump e Chi ha incastrato Roger Rabbit?). Tratto da un omonimo libro per bambini illustrato, è il primo film realizzato con performance capture, ossia usando attori in carne e ossa per replicarli in digitale. La notte di Natale, un ragazzino va a dormire fortemente convinto che Babbo Natale non esista e che a mettere i regali sotto l’albero siano i suoi genitori: dovrà ricredersi quando salirà a bordo di un treno diretto alla casa di Santa Claus. A seguire, alle 21.30, su Italia 1 ci sarà invece Harry Potter e la pietra filosofale, primo capitolo della saga fantasy tratta dai romanzi di JK Rowling: a Santo Stefano, in onda il secondo.
Su Rete 4 spazio alla commedia italiana con Natale a tutti i costi
Christian De Sica e Angela Finocchiaro sono protagonisti di Natale a tutti i costi, commedia diretta da Giovanni Bognetti, in onda il 25 dicembre in prima serata su Rete 4. La trama racconta la storia di Emilio e Alessandra, figli di Carlo e Anna, che decidono di lasciare la loro casa per andare a vivere da soli finendo per trascurare i genitori. Quando avvisano di non poterci essere per la sera di Natale, questi ultimi decidono di attirare la loro attenzione fingendo di aver ereditato sei milioni di euro dalla zia recentemente defunta. Abbagliati dalla ricca somma, Alessandra ed Emilio si ripresentano: per tenere in piedi la loro menzogna, papà e mamma dovranno però fingersi davvero milionari.
Rai 3 compie 46 anni: il terzo canale della televisione di Stato, con una programmazione improntata da sempre all’approfondimento giornalistico, alle inchieste, alla cultura e al sociale, iniziò infatti le trasmissioni alle ore 18.30 del 15 dicembre 1979 dopo un anno di sperimentazioni. Fu tuttavia anni dopo, nel 1987, che avvenne una vera rivoluzione grazie alla direzione di Angelo Guglielmini le cui idee portarono alla nascita di una “tv del reale” con lunghe dirette e un linguaggio pensato proprio per il piccolo schermo. Tanti i programmi che hanno scritto la storia del canale, alcuni dei quali sono ancora in onda.
Rai 3 compie 46 anni: i programmi di maggior successo
L’informazione, l’approfondimento e i talk show
Un giovane Fabio Fazio conduttore di Quelli che…il calcio (Ansa).
Oltre al Tg3 e ai vari TgR, il cui nome varia in base alla regione e in onda stabilmente sin dall’esordio nel 1979, sul terzo canale della televisione di Stato hanno preso vita diversi programmi improntati all’informazione e all’approfondimento. Basti pensare, per esempio, a Chi l’ha visto?, in onda ancora oggi con la conduzione di Federica Sciarelli e dedicato ai casi di cronaca nera più importanti in Italia. Dal 1994 è possibile trovare stabilmente Report, inizialmente guidato da Milena Gabanelli e dal 2017 con la conduzione di Sigfrido Ranucci, mentre dal 2009 Riccardo Iacona è al timone del suo Presa diretta. Si concentra sull’approfondimento politico e sul territorio invece Agorà, programma ideato nel 2010 da Antonio Di Bella e attualmente condotto da Roberto Inciocchi.
Dal 26 ottobre alle 20.30, ogni domenica su #Rai3 tornano le inchieste di #Report. Parleremo di come girano i finanziamenti nel mondo della cultura, ci occuperemo di scuola, ricerca, università. Torneremo a parlare delle banche, dello stato della sanità in Italia e tanto altro pic.twitter.com/3F19B5wqn1
Impossibile non citare poi Cartabiancacon Bianca Berlinguer, oggi passata in Mediaset, e soprattutto Che tempo che fa, il talk show di Fabio Fazio passato su Nove con l’addio del conduttore alla Rai. Tra i programmi più noti dell’approfondimento di Rai 3 ancheBallarò, nato nel novembre 2002 con la conduzione di un allora semi-sconosciuto Giovanni Floris e terminato nel 2016 con l’ultima puntata trasmessa nel luglio 2026 con Massimo Giannini. È ancora in onda, tanto da essere uno degli show più longevi della televisione italiana, Blob, noto programma di genere satirico. Sullo stesso filone La Tv delle Ragazze, ideato nell’autunno 1988 e condotto da Serena Dandini che 30 anni dopo, nel 2018, ha guidato anche il remake La Tv delle Ragazze – Gli Stati Generali 1988-2018. Su Rai 3 ha debuttato anche Quelli che il calcio nel 1993 prima del passaggio, nel 1998, su Rai 2.
Divulgazione scientifica e culturale
Licio Colò alla conduzione di Alle falde del Kilimangiaro nel 2013 (Ansa).
Tra i programmi di divulgazione impossibile non partire da Geo, in onda dal 1984 e precedentemente noto come Geo & Geo: gli argomenti trattati spaziano su più settori, dalla fotografia alla cultura, passando per il clima, la tecnologia, la natura, la gastronomia e l’attualità. Ben noto anche Kilimangiaro, fino al 2013 chiamato con il nome di Alle falde del Kilimangiaro. Condotto dal 1999 al 2014 da Licia Colò, è oggi guidato da Camila Raznovich talvolta in solitaria e talvolta con la collaborazione di altri presentatori. Dal marzo 2019 invece il geologo Mario Tozzi – che già nei primi anni Duemila aveva condotto Gaia – Il pianeta che vive – guida su Rai 3 il suo Sapiens – Un solo pianeta. Intrattenimento ed educazione si fondevano ne La Melevisione, ambientato nel Fantabosco con Danilo Bertazzi nei panni di Tonio Cartonio e, in seguito, Lorenzo Branchetti in quelli di Milo Cotogno.
Un posto al sole, la soap opera che appassiona più generazioni
Rai 3 è anche culla della soap opera più longeva e forse di maggior successo della televisione italiana. Dal 1996 va in onda, infatti, ininterrottamente, Un posto al sole, ambientata nel cuore di Napoli. La sua narrazione è sempre sincronizzata con il calendario del mondo reale, tanto che lo spettatore vi può trovare lo scorrere delle stagioni, le festività, gli eventi significativi e le mode principali. Il tutto incrociato con storie d’amore, relazioni familiari e problemi di coppia dei suoi protagonisti. Con la prossima stagione arriverà anche la star internazionale Whoopi Goldberg.
La finale delle Atp Finals tra Jannik Sinner e Novak Djokovic verrà trasmessa in diretta su Rai 1 e non su Rai 2 come originariamente previsto. Così ha deciso Viale Mazzini vista l’importanza del match e l’impresa del tennista italiano, primo nella storia del torneo ad arrivare così in alto. Il palinsesto dell’ammiraglia verrà quindi modificato, con Domenica Inche andrà in onda regolarmente fino alle 17.15 e Da noi… a ruota liberache terminerà alle 17.55 (invece che alle 18.45).
Saltano Reazione a Catena e Affari tuoi per lasciar spazio alla finale delle Atp Finals
Dopodiché il testimone passerà alla diretta dal PalaAlpitour di Torino, con la telecronaca di Marco Fiocchetti supportato in postazione di commento tecnico da Adriano Panatta. Saltano dunque Reazione a Catena e, con ogni probabilità, Affari Tuoi. Anche se tutto dipenderà dalla durata della gara. Il Tg1 dovrebbe andare in onda al termine della partita mentre resta confermata la trasmissione della fiction Lea – I nostri figli.
La decisione dopo i buoni ascolti delle partite precedenti
Il cambio di programmazione è stato deciso anche sulla base dei buoni dati di ascolto registrati dai match giocati da Sinner. Su Rai 2 la semifinale contro il tennista russo Medvedev ha tenuto davanti ai televisori 2 milioni e 370 mila spettatori (18.3 per cento di share). Su Sky Sport la stessa gara ha registrato 819 mila teste con un 5.4 per cento di share. Complessivamente, considerando quindi sia gli ascolti Rai che quelli Sky, si parla di oltre 3 milioni di persone sintonizzate. La partita contro il danese Rune fu seguita da 2 milioni e 581.000 spettatori su Rai 2 e 653 mila su Sky.
«Sono a Ballando con le stelle per vincere». Così parlava al settimanale OggiWanda Nara a poche ore dal suo debutto in pista. E quelli che la aspettavano con i fucili puntati si sono dovuti subito rassegnare: la tanto chiacchierata showgirl argentina ha chiuso la prima puntata del programma del sabato sera di Rai1 al terzo posto. Una settimana dopo tutti i giudici le hanno dato 10 per un totale di 50 punti che le sono valsi la medaglia d’argento solo perché Teo Mammuccari ha ricevuto il ‘tesoretto’. Secondo posto confermato anche nella terza e nella quarta puntata. Risultati che l’hanno catapultata nel ristretto gruppetto dei super favoriti alla vittoria finale. Anzi, nella super favorita secondo gli scommettitori: come riportato da La Gazzetta dello sport, su Gazzabet e Planetwin365 è quotata a 1.85, su Goldbet a 2.00 e su Sisal a 1.50.
Non solo Wanda Nara, Ballando con le stelle è all’insegna delle donne
Segue poi l’altra rivelazione del talent: Simona Ventura che vale 3.00 per Gazzabet, 2.50 per Goldbet, 3.25 per Sisal e 2.65 per PlanetWin365. Medaglia di bronzo invece per Carlotta Mantovan che viaggia a 7.00 su Gazzabet, Goldbet e PlanetWin365 e a 7.50 su Sisal. Insomma, un’edizione all’insegna delle donne per Ballando 2023 che, nonostante lo scontro con il Golia di Canale 5, Tú sí que vales, regge. Certo una piccola flessione rispetto al 2022 c’è stata. Perché, se la stagione iniziata il 21 ottobre 2023 viaggia su una media del 22,2 per cento con 3 milioni e 200 mila persone davanti alla tivù, quella precedente, alla quarta puntata, aveva una media superiore di due punti e circa 300 mila ascoltatori di più.
Gli ascolti premiano comunque Tú sí que vales su Canale 5
Numeri comunque importanti, ma non paragonabili a quelli della corazzata di Maria De Filippi che, nelle quattro settimane di scontro con il programma di Milly Carlucci, ha portato a casa un risultato superiore al 27 per cento con circa quattro milioni di fan alla visione. Certo il percorso di Ballando è ancora lungo: dopo la finale di Tú sí que vales (in palinsesto il 18 novembre), la pista da ballo di Rai1 rimane aperta per altre cinque settimane durante le quali potrebbe alzare la media stagionale.
Gli haters hanno da sempre accusato Wanda di non saper fare nulla
Non è ancora detta l’ultima parola quindi per Wanda Nara e la sua, a oggi, probabile vittoria. Nel frattempo è innegabile come lei sia riuscita a prendersi una serie di rivincite. La prima quella nei confronti degli haters che, negli anni, l’hanno attaccata in qualsiasi modo. In particolare di coloro che l’hanno accusata di non saper far davvero nulla se non gossip. La showgirl argentina sa ballare. Si impegna e si è presa un posto di primo piano in un programma in cui, al netto degli stracci che volano tra alcuni giudici e concorrenti (vedi Selvaggia Lucarelli e Mammucari) o tra gli stessi concorrenti (Mammucari e Antonio Caprarica), quello che dovrebbe contare sono le esibizioni e il talento.
Wanda Nara (Imagoeconomica).
La paura per la leucemia: «Mando un messaggio di normalità ai miei figli»
La marea di punti che ogni settimana riceve e il titolo di super favorita sono anche una sorta di rivalsa anche nei confronti della leucemia che, come ha raccontato a Oggi, sta ancora affrontando: «Da quando l’ho saputo, da quando le infermiere mi sono corse incontro in lacrime, con i risultati in mano, non sono ancora riuscita a “elaborare” questo nome». Il suo impegno a Ballando è supervisionato da Buenos Aires dal suo medico che le dice quello che può e quello non può fare: «Gli sforzi, la tensione, la gara, gli allenamenti: posso sopportare tutto. Sono qui anche per mandare un messaggio di normalità ai miei figli. Vedono che ho grinta, che non sto chiusa in casa, che posso saltare, fare le piroette. Spero capiscano che la mamma è invincibile».
«Se non ti vedono in ospedale moribonda pensano che tu stia bene»
Una malattia, la sua, che è stata su tutti i giornali. E sulla quale, a detta degli haters, la showgirl avrebbe speculato: «Esiste la gente cattiva, non puoi farci nulla. Ai miei cinque bambini sto insegnando a essere forti, voglio che crescano con la corazza che mi sono fatta io. Non ho mai “giocato” con la malattia. Non ho mai parlato di salute, non ho mai detto cos’ho. Il problema è che se non ti vedono “inchiodata” a un letto, in ospedale, moribonda, senza capelli, pensano che tu stia bene. Ma che ne sanno di come sto, delle medicine che prendo, della paura che mi viene quando mi fermo?».
Wanda Nara ai tempi di Icardi all’Inter (Getty).
Mauro Icardi e Wanda Nara pronti a tornare (di nuovo) all’altare
A non mancarle, nonostante le cicliche voci di crisi e tradimenti, è il supporto del marito Mauro Icardi: «È stato in grado di realizzare tutto prima di me e si è preso cura di me, mi ha protetto e, allo stesso tempo, si è occupato di portare avanti la routine quotidiana dei bambini mentre mi accompagnava dal medico. Era – ed è – la persona che mi sostiene di più. Una notte, in clinica, mi sono svegliata e l’ho trovato, nelle prime ore del mattino, a cercare la cura per la leucemia e il posto migliore al mondo per curarla, e questo è l’esempio più chiaro di chi è lui», ha spiegato a Gente.
«Nel bel mezzo di un allenamento metteva la sveglia per mandarmi un messaggio: “Non dimenticarti di prendere le medicine”». E quando le hanno chiesto se la malattia li abbia avvicinati di più, lei non ha lasciato spazio ai dubbi: «Ci amavamo già ed eravamo vicini, non c’era bisogno di questo per confermarlo. Ma è vero che si vede quanto sia reale l’impegno che si prende quando ci si sposa di “sostenersi l’un l’altro sia in salute che in malattia”…». Un legame che, secondo quanto svelato da Wanda Nara, potrebbe riportarli all’altare: «Mauro mi ha chiesto di sposarlo di nuovo. Dopo 10 anni insieme! Non abbiamo ancora definito nulla, ma è stato bello ricevere la tua proposta».
Tiki Taka, il Grande Fratello Vip, MasterChef Argentina
Certo, il loro legame, sentimentale e lavorativo, ha spesso esposto la showgirl agli attacchi della stampa e dei social. Vuoi per come è nato: lei era sposata con Maxi Lopez, compagno di squadra di Icardi alla Sampdoria, con quale poi scattò una battaglia fatta di vicendevoli accuse di infedeltà. Vuoi per come si è evoluto: Wanda Nara è diventata anche procuratrice sportiva del secondo marito finendo nel mirino dei tifosi per qualsiasi passo falso della carriera di Maurito. In parallelo lei ha portato avanti la sua carriera televisiva che, iniziata in Argentina con la partecipazione ad alcuni talent, in Italia è passata dal ruolo di co-conduttrice, a fianco di Pierluigi Pardo, di Tiki Taka, quello di opinionista della quarta edizione del Grande Fratello Vip, condotto da Alfonso Signorini. In patria nell’autunno del 2022 è, invece, entrata nella giuria del programma ¿Quién es la máscara?, versione locale de Il cantante mascherato. Un impegno che le è valso il Premio Martín Fierro come rivelazione dell’anno della televisione argentina che l’ha accompagnata direttamente alla conduzione della terza edizione di MasterChef Argentina nell’estate 2023.
Corrado Augias è sì approdato a La7, dove sarà al timone di un programma settimanale in prima serata intitolato La torre di Babele. Ma non dirà del tutto addio alla Rai. Raccogliendo l’invito dell’amministratore delegato Roberto Sergio, il giornalista ha infatti accettato di preparare e condurre 20 puntate del programma La Gioia della Musica, considerando anche il lavoro già svolto dagli autori e gli impegni presi con l’Orchestra Nazionale Sinfonica della Rai. Lo si apprende da una nota di Viale Mazzini.
Giampaolo Rossi e Roberto Sergio (Imagoeconomica).
Si tratta di una decisione a sorpresa, visto il botta e risposta con il direttore generale Rossi
Si tratta di un clamoroso dietrofront dopo l’addio al veleno che si è (o meglio era) consumato. Augias, prendendosela con il governo Meloni, «approssimativo e incompetente», nonché in grado di produrre «il massimo di efficienza nella progressiva distruzione della Radiotelevisione italiana», aveva detto addio alla Rai rendendosi protagonista di un un caldissimo botta e risposta con il direttore generale Giampaolo Rossi. «Se la Rai è sopravvissuta all’addio di Pippo Baudo, sopravviverà anche a quello di Augias», aveva detto quest’ultimo nel corso di un’audizione in commissione Cultura alla Camera, aggiungendo: «Il nostro obiettivo non è salvaguardare lo stipendio di Augias, ma occuparci di 12 mila dipendenti». Dalle pagine di Repubblica, il giornalista aveva risposto: «Le parole con le quali il direttore generale della Rai Giampaolo Rossi ha commentato la mia uscita dall’azienda sono così improprie da suonare come smarrite, gravate per di più da un’ombra di volgarità», sottolineando di non aver mai parlato di soldi. E poi aveva rincarato la dose: «Un alto dirigente dovrebbe trovare il modo di polemizzare senza però lasciarsi andare all’ingiuria. Rispondere nel merito non è impossibile se si ha netta coscienza del proprio operato e delle proprie scelte culturali». Ora la marcia indietro.
Si chiude un’era. In occasione della puntata trasmessa su Rai Uno la scorsa domenica, 18 giugno, Flavio Insinna ha detto ufficialmente addio ai milioni di telespettatori che fin dal 2018 seguivano fedeli L’Eredità, l’amato quiz che ha condotto negli ultimi 5 anni.
Il saluto commosso di Flavio Insinna a L’Eredità
Appena entrato in studio, il pubblico ha accolto Flavio Insinna con un fragoroso applauso. Terminati i convenevoli, il presentatore ha dichiarato: «Famiglia, è l’ultima puntata della stagione. Grazie, grazie, grazie a tutti. In tutte le lingue del mondo. Grazie alla famiglia de l’Eredità». A questo punto il pubblico presente in studio gli ha regalato una standing ovation, alla quale Insinna ha risposto, commosso: «Basta non si può fare. Grazie famiglia, questa dal vivo e quelle nelle case. In Italia e nel mondo. Grazie con tutto il cuore, mi imbarazzo».
A fine puntata, inoltre, Flavio Insinna ha ripreso con i ringraziamenti, rivolgendosi alla società di produzione Banijay ma ricordando anche tutto quello che lui e gli spettatori hanno vissuto negli ultimi anni, dalle «puntate più corte» ai Mondiali di calcio passando per la guerra in Ucraina tuttora in corso. Qui il video con i saluti finali di Insinna.
Il futuro dell’Eredità: spunta l’ipotesi Pino Insegno
Da ormai diverso tempo si vocifera che molto presto Rai Uno avrà un nuovo volto di punta, quello di Pino Insegno, vicino agli ambienti meloniani. Stando alle ultime indiscrezioni apparse su Dagospia riportate da Giuseppe Candela, sembra che il testimone dell’Eredità sarà preso proprio da Insegno, a partire dal prossimo 1° gennaio 2024.
In base alle ultime indiscrezioni, tra l’altro, Pino Insegno potrebbe ricevere ben presto in Rai uno spazio ancor maggiore. Parlando del futuro di Insegno il giornale di Roberto D’Agostino ha riportato: «C’è chi ipotizza un ritorno alla fiction ma anche uno show in prime time su Rai 1, uno spettacolo in qualche modo legato al mondo della tv. Lavori in corso».
Si chiude un’era. In occasione della puntata trasmessa su Rai Uno la scorsa domenica, 18 giugno, Flavio Insinna ha detto ufficialmente addio ai milioni di telespettatori che fin dal 2018 seguivano fedeli L’Eredità, l’amato quiz che ha condotto negli ultimi 5 anni.
Il saluto commosso di Flavio Insinna a L’Eredità
Appena entrato in studio, il pubblico ha accolto Flavio Insinna con un fragoroso applauso. Terminati i convenevoli, il presentatore ha dichiarato: «Famiglia, è l’ultima puntata della stagione. Grazie, grazie, grazie a tutti. In tutte le lingue del mondo. Grazie alla famiglia de l’Eredità». A questo punto il pubblico presente in studio gli ha regalato una standing ovation, alla quale Insinna ha risposto, commosso: «Basta non si può fare. Grazie famiglia, questa dal vivo e quelle nelle case. In Italia e nel mondo. Grazie con tutto il cuore, mi imbarazzo».
A fine puntata, inoltre, Flavio Insinna ha ripreso con i ringraziamenti, rivolgendosi alla società di produzione Banijay ma ricordando anche tutto quello che lui e gli spettatori hanno vissuto negli ultimi anni, dalle «puntate più corte» ai Mondiali di calcio passando per la guerra in Ucraina tuttora in corso. Qui il video con i saluti finali di Insinna.
Il futuro dell’Eredità: spunta l’ipotesi Pino Insegno
Da ormai diverso tempo si vocifera che molto presto Rai Uno avrà un nuovo volto di punta, quello di Pino Insegno, vicino agli ambienti meloniani. Stando alle ultime indiscrezioni apparse su Dagospia riportate da Giuseppe Candela, sembra che il testimone dell’Eredità sarà preso proprio da Insegno, a partire dal prossimo 1° gennaio 2024.
In base alle ultime indiscrezioni, tra l’altro, Pino Insegno potrebbe ricevere ben presto in Rai uno spazio ancor maggiore. Parlando del futuro di Insegno il giornale di Roberto D’Agostino ha riportato: «C’è chi ipotizza un ritorno alla fiction ma anche uno show in prime time su Rai 1, uno spettacolo in qualche modo legato al mondo della tv. Lavori in corso».
Ancora pochissime ore e i telespettatori di Mediaset scopriranno chi sarà il vincitore dell‘Isola dei Famosi 2023. La finale in onda lunedì 19 giugno vedrà trionfare un naufrago fra i concorrenti rimasti in gara, ovvero Pamela Camassa, Andrea Lo Cicero, Marco Mazzoli, Cristina Scuccia, Luca Vetrone, Alessandra Drusian, ecco chi tra di loro potrebbe portarsi a casa la vittoria finale e tutte le anticipazioni.
Le anticipazioni sulla finale dell’Isola dei Famosi 2023
La puntata andrà come sempre in onda su Canale 5 a partire dalle 21:30 circa. Nel corso della serata gli spettatori scopriranno prima di tutto chi ha avrà avuto la peggio all’ultimo televoto di questa edizione tra i nominati Cristina Scuccia e Luca Vetrone. I naufraghi ancora in gara, inoltre, non si aspettano che all’ultimo rientrerà in gara anche un altro elemento, ovvero Alessandra Drusian, rimasta in questi giorni sull’Ultima Spiaggia.
Rispetto all’episodio in onda a breve, inoltre, già sappiamo che i concorrenti rimasti in gara potranno finalnente riabbracciare i loro affetti più cari, volati in Honduras proprio in occasione di questa tanto attesa finale. Vale, infine, ricordare che c’è il fantasma del meteo che aleggia sulla diretta: l’inviato Alvin ha tenuto a sottolineare che le previsioni per le prossime ore sull’Isola non sono delle migliori, raccontando: «Domani la finale, oggi le prove della finale. Però, le previsioni non sono per niente belle. Oggi sta iniziando già a essere nuvoloso, c’è mare grosso. Le previsioni per domani non sono buone. Quindi ci stiamo preparando per questo. Dopo due mesi e mezzo che siamo qui e ne abbiamo vissute di ogni, anche molto brutte, facciamo la finale col sole? No. Poi non è detta l’ultima parola, ma le previsioni sono catastrofiche. Quindi vedremo, sarà un’avventura anche domani, come ogni giorno. Non vediamo l’ora. La diretta della finale sarà una diretta importante, piena di emozioni, ancora più delle altre dirette. Anche perché è l’ultima, è finita questa avventura».
I pronostici: Marco Mazzoli vincitore annunciato?
A breve distanza temporale dalla finale dell’Isola i principali siti di scommesse, come per esempio SNAI, puntano tutti a un solo nome per quanto riguarda il possibile vincitore: è quello di Marco Mazzoli, entrato in gara al fianco del collega dello Zoo di 105 Paolo Noise, ritiratosi dal gioco per motivi di salute.
Ancora pochissime ore e i telespettatori di Mediaset scopriranno chi sarà il vincitore dell‘Isola dei Famosi 2023. La finale in onda lunedì 19 giugno vedrà trionfare un naufrago fra i concorrenti rimasti in gara, ovvero Pamela Camassa, Andrea Lo Cicero, Marco Mazzoli, Cristina Scuccia, Luca Vetrone, Alessandra Drusian, ecco chi tra di loro potrebbe portarsi a casa la vittoria finale e tutte le anticipazioni.
Le anticipazioni sulla finale dell’Isola dei Famosi 2023
La puntata andrà come sempre in onda su Canale 5 a partire dalle 21:30 circa. Nel corso della serata gli spettatori scopriranno prima di tutto chi ha avrà avuto la peggio all’ultimo televoto di questa edizione tra i nominati Cristina Scuccia e Luca Vetrone. I naufraghi ancora in gara, inoltre, non si aspettano che all’ultimo rientrerà in gara anche un altro elemento, ovvero Alessandra Drusian, rimasta in questi giorni sull’Ultima Spiaggia.
Rispetto all’episodio in onda a breve, inoltre, già sappiamo che i concorrenti rimasti in gara potranno finalnente riabbracciare i loro affetti più cari, volati in Honduras proprio in occasione di questa tanto attesa finale. Vale, infine, ricordare che c’è il fantasma del meteo che aleggia sulla diretta: l’inviato Alvin ha tenuto a sottolineare che le previsioni per le prossime ore sull’Isola non sono delle migliori, raccontando: «Domani la finale, oggi le prove della finale. Però, le previsioni non sono per niente belle. Oggi sta iniziando già a essere nuvoloso, c’è mare grosso. Le previsioni per domani non sono buone. Quindi ci stiamo preparando per questo. Dopo due mesi e mezzo che siamo qui e ne abbiamo vissute di ogni, anche molto brutte, facciamo la finale col sole? No. Poi non è detta l’ultima parola, ma le previsioni sono catastrofiche. Quindi vedremo, sarà un’avventura anche domani, come ogni giorno. Non vediamo l’ora. La diretta della finale sarà una diretta importante, piena di emozioni, ancora più delle altre dirette. Anche perché è l’ultima, è finita questa avventura».
I pronostici: Marco Mazzoli vincitore annunciato?
A breve distanza temporale dalla finale dell’Isola i principali siti di scommesse, come per esempio SNAI, puntano tutti a un solo nome per quanto riguarda il possibile vincitore: è quello di Marco Mazzoli, entrato in gara al fianco del collega dello Zoo di 105 Paolo Noise, ritiratosi dal gioco per motivi di salute.
Il panorama editoriale televisivo italiano sembra una maionese impazzita. A livello di retroscena, più o meno smentiti, si rincorrono voci d’ogni sorta: Cairo-Rcs che secondo Dagospia sarebbe interessato ad acquistare Mediaset con una cordata di imprenditori, approfittando dell’inevitabile tramonto di Silvio Berlusconi; il gruppo Discovery che potrebbe a sua volta fiondarsi sul Biscione o che (in alternativa?) starebbe lavorando alla fusione tra Nove e La7. In ogni caso, il broadcaster che vanta 17 canali, oltre a Discovery+, tra cui Real Time, Food Network e soprattutto Nove, è sugli scudi in queste ore dopo il trasloco di Fabio Fazio e della squadra di Che Tempo Che Fa, “epurati” dalla nuova Rai targata Meloni.
Fabio Fazio (Getty Images).
Il vero regista del trasloco di Fazio a Nove guidato da Araimo è Beppe Caschetto
Un passaggio che, secondo molti, accredita in prospettiva proprio Nove quale nuovo canale generalista in competizione con i principali che normalmente scorriamo sul nostro telecomando. Dopo la migrazione di Maurizio Crozza, l’accordo con Fazio è il secondo “colpo” che fa rumore per l’azienda della Warner Bros che in Italia è guidata da Alessandro Araimo, un passato in Fininvest nel suo ricco curriculum. Ma il vero demiurgo dietro le quinte dell’operazione, il nome che collega la satira non allineata all’intrattenimento dei “Belli ciao” sbeffeggiati da Matteo Salvini è quello di Beppe Caschetto, agente che non casualmente rappresenta gli interessi professionali sia di Crozza che di Fazio. E non solo. Basti pensare al gruppo di giornalisti che fa capo al Fatto Quotidiano: Marco Travaglio, Andrea Scanzi e Peter Gomez animano una piattaforma tv, Loft, i cui contenuti vanno proprio su Nove. E guarda caso si tratta di firme ospiti con regolarità nei vari talk de La7. Del gruppo faceva parte anche Francesca Fagnani con il suo Belve, prima di passare in Rai: la giornalista è anche compagna di Enrico Mentana, direttore del telegiornale della stessa emittente di Urbano Cairo.
Alessandro Araimo.
La scuderia del “Richelieu della tv” e i link tra Nove e La7
Dunque, i link che tengono insieme La7 e la Nove sono molto stretti. E Caschetto ne è protagonista di default, data la grande e capillare rete di artisti, giornalisti e autori tv che a lui fanno capo. Tutto iniziò 30 anni fa con Alba Parietti, ma oggi i nomi illustri in bouquet spaziano da Virginia Raffaele a Sabrina Ferilli, da Stefano De Martino ad Andrea Delogu, da Geppi Cucciari a Luca e Paolo, senza dimenticare Enrico Brignano, Maurizio Lastrico, Pif, Neri Marcorè, Brenda Lodigiani, Geppi Cucciari, Fabio Volo e Alessia Marcuzzi, quest’ultima ormai da 30 anni. Ma l’elenco potrebbe continuare: in portfolio c’è anche l’altro nome celebre di Che Tempo Che Fa, Luciana Littizzetto, oltre a Federico Russo, Enrico Bertolino, Maddalena Corvaglia o Miriam Leone per la sola carriera televisiva. E poi i giornalisti: Roberto Saviano, Lucia Annunziata, Giovanni Floris, Lilli Gruber, Corrado Formigli, Massimo Gramellini, Cristina Parodi, Salvo Sottile, Ilaria D’Amico, Daria Bignardi, Luca Telese, Enrico Lucci, Mia Ceran, Roberta Rei, Alice Martinelli, Domenico Iannaccone. E in passato anche Nicola Porro, che ora potrebbe sbarcare trionfante in Rai, magari proprio al posto di Fazio (ma Mediaset vuole tenerselo stretto). Non manca poi qualche autore tv di prestigio, come il braccio destro dello stesso Crozza, Andrea Zalone, e una delle “menti” sia di Crozza che di Fazio, Piero Guerrera che ha lavorato con gli stessi Luca e Paolo e Cucciari, oltre ad aver scritto per la coppia comica Ale e Franz che lo stesso Caschetto ha prodotto in teatro. Come si vede dai nomi, il talent scout emiliano, classe 1957, ha in mano un bel pezzo dei palinsesti Rai, ma forse è persino più “invasivo” nell’informazione de La7. Adesso sta lavorando dietro le quinte alla costruzione della Nove e l’arrivo di Fazio-Littizzetto (con i loro ospiti fissi della scuderia, da Saviano a Brignano) è un pezzo di questa strategia. Un tempo i fuoriusciti Rai erano tutti destinati ad approdare dalle parti di Cairo. Ora il vento potrebbe cambiare? Singolare coincidenza: la presidente della tv pubblica, Marinella Soldi, è stata in passato Ceo di Discovery. Oggi il suo voto è stato decisivo per il via libera al nuovo assetto meloniano in Rai e una fonte di Viale Mazzini chiosa: «Non farà resistenza perché tra l’altro è di area renziana e a Renzi non dispiace il nuovo vento che spira».
Marinella Soldi, presidente Rai.
Il dominio di Caschetto, Presta, Ballandi e l’autoregolamentazione di Salini rimasta lettera morta
In tutti i casi c’è molto lavoro per la bolognese Itc 2000, azienda di famiglia Caschetto: una quindicina di dipendenti, appartiene a Beppe per il 70 per cento, mentre il restante 30 è diviso tra la moglie Rossana Mignani e la figlia Federica. Il fatturato 2021 è a quota 3,3 milioni di euro, in calo rispetto ai 4,6 milioni del 2019, ma i numeri non restituiscono il senso dell’influenza esercitata dal “Richelieu della tv”, come Caschetto viene definito. Un potere condiviso con l’altro grande curatore delle star, Lucio Presta, e con la società Ballandi che fu fondata dal celebre Bibi, scomparso cinque anni fa. Vedremo adesso a quali riassetti porterà il cambio di stagione in Rai. Certo, a Viale Mazzini ricordano come appaia lettera morta l’autoregolamentazione che risale ai tempi dell’ad Fabrizio Salini, secondo cui ciascun agente esterno non dovrebbe rappresentare più del 30 per cento degli artisti di una stessa produzione e non potrebbe curare gli interessi di personaggi tv impegnati in trasmissioni da lui prodotte. Insomma, Tele-Caschetto o Tele-Presta, c’è da giurarci, continueranno a farla da padroni.
Retromarcia di Viale Mazzini: la giornalista salirà sul palco dell'Ariston con un monologo dedicato alla violenza contro le donne. Si chiude il caso legato ai presunti veti alla sua partecipazione.
Ennesimo dietrofront a Viale Mazzini. Rula Jebreal sarà al Festival di Sanremo. La notizia, confermata da una nota pubblicata dalla Rai, si è diffusa al termine di un vertice che ha visto partecipare l’amministratore delegato Fabrizio Salini, la direttrice di RaiUno Teresa De Santis e il conduttore Amadeus. La giornalista salirà sul palco dell’Ariston con un suo monologo dedicato alla violenza contro le donne.
CONFERMATO L’INTERO CAST DI OSPITI
Si chiude così il caso dell’esclusione che la stessa Jebreal aveva attribuito a un veto di Matteo Salvini o ai vertici Rai di area sovranista. In difesa della giornalista si era schierata in particolare Italia viva, con interrogazioni parlamentari e denunce. Nel corso della riunione di aggiornamento sulla 70esima edizione del Festival è stato confermato l’intero cast di ospiti proposto dal direttore artistico Amadeus che sarà presentato nel corso della conferenza stampa del prossimo 14 gennaio.
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L'annuncio dato da Amadeus ha infiammato Twitter, ancora caldo dopo il no di Viale Mazzini alla partecipazione di Rula Jebreal.
Rita Pavone sul palco del Festival di Sanremo. E no, non è un frammento di Techetechete. Com’era prevedibile, l’annuncio dato in diretta dal direttore artistico della kermesse Amadeus durante I soliti ignoti – Speciale Lotteria Italia ha riscaldato i soliti social ancora bollenti dopo le porte chiuse da Viale Mazzini a Rula Jebreal.
LA TEMPESTA SUI SOCIAL
Già pronto il jingle per il ritorno all’Ariston dopo 48 anni della Gianburrasca della tivù italiana ormai giunta alle 74 primavere: «Viva la pa-pa-patria col po-po-po-po-po-pulismo», c’è chi scherza in Twitter.
In effetti alcune uscite social di Rita Pavone hanno fatto parecchio discutere. A partire dalla polemica innescata contro i Pearl Jam che nel loro ultimo live in Italia, il 26 giugno 2018, cantando Imagine di John Lennon avevano chiesto con tanto di hashtag di aprire i porti. Pavone non ci ha più visto e condividendo il servizio dedicato alla loro performance se ne era uscita con un: «Ma farsi gli affari loro no?».
«E il mio: “Ma farsi gli affari loro, no ?”, era inteso come: “Con tutte le rogne che hanno a casa loro negli USA, vengono a fare le pulci a noi?», aveva cinguettato. «Puoi essere il più grande artista del mondo, ma ciò non toglie che sei un ospite e come tale dovresti comportarti. Amen».
…E il mio: " Ma farsi gli affari loro, no ? " , era inteso come : Con tutte le rogne che hanno a casa loro negli USA, vengono a fare le pulci a noi ? Puoi essere il più grande artista del mondo, ma ciò non toglie che sei un ospite e come tale dovresti comportarti. Amen
— Rita Pavone Official (@Rita_Pavone_) June 28, 2018
Una presa di posizione che fece guadagnare alla signora del Geghegè il plauso dell’allora ministro degli Interni Matteo Salvini in persona. «Onore a Rita Pavone, che non si inchina al pensiero unico!».
Più recentemente Pavone, che retwitta Salvini e Lorenzo Fontana, se l’era presa pure con Greta Thunberg. «Quella ‘bimba’ con le treccine che lotta per il cambio climatico, non so perché ma mi mette a disagio. Sembra un personaggio da film horror…», aveva twittato la cantante. Salvo poi fare retromarcia. «Ho fatto una gaffe enorme perché non sapevo che avesse la sindrome di Asperger, nessuno l’ha mai detto in televisione». Detto questo aveva risposto agli attacchi con un: «Cosa vogliono? Che mi impicchi o che mi che mi tagli le vene? Non pensavo di creare questo scompiglio, se qualcuno ha detto una battuta in più non l’ho detta io. È diventato un mondo di lupi».
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