Venus Williams da record: a 45 anni parteciperà agli Australian Open

Venus Williams ha conquistato un nuovo record. La tennista americana, infatti, parteciperà agli Australian Open all’età di 45 anni grazie a una wild card. Il primo slam della stagione di tennis 2026 inizierà il prossimo 18 gennaio e l’attesa per vederla di nuovo in campo cresce. Lei per due volte è arrivata in finale: la prima nel 2003 e la seconda nel 2017. Tornerà sulla terra rossa australiana a distanza di cinque anni dall’ultima volta, avvenuta nel 2021. Williams ha commentato: «Sono entusiasta di essere tornata in Australia e non vedo l’ora di giocare durante l’estate australiana. Ho tantissimi ricordi incredibili lì e sono grata per l’opportunità di tornare in un posto che ha significato così tanto per me». Il record precedente apparteneva alla giapponese Kimiko Date. Quest’ultima ha disputato gli Open d’Australia nel 2015 all’età di 44 anni.

L’ex allenatore di Alcaraz strizza l’occhio a Sinner

A distanza di pochi giorni dalla rottura tra Carlos Alcaraz e il suo allenatore Juan Carlos Ferrero, dalla Spagna arrivano clamorose indiscrezioni. Durante una lunga intervista al quotidiano Marca, l’ex tennista ha raccontato i motivi della frattura maturata con il numero 2 del mondo. E ha anche strizzato l’occhio a Jannik Sinner. Ma tutto è partito dai motivi dell’addio: «Quando finisce un anno bisogna rivedere alcuni aspetti contrattuali. C’erano alcune cose su cui non eravamo d’accordo. Questioni su cui eravamo entrambi in disaccordo. Forse si sarebbero potute risolvere se ci fossimo seduti a parlare, ma alla fine non l’abbiamo fatto».

Il rapporto tra Alcaraz e Ferrero

Ferrero ha poi parlato del legame con Alcaraz: «Abbiamo avuto un rapporto allenatore-giocatore molto stretto. Abbiamo entrambi bisogno di un po’ di tempo per elaborare completamente questa rottura. Non è facile. In questo momento sto soffrendo. Queste relazioni sono difficili da chiudere da un giorno all’altro. Ci deve essere un periodo di lutto. E, soprattutto, immagino che mi farà male vederlo giocare nei tornei. Credo che ci vorrà del tempo». E ancora: «Non ho mai preso in considerazione l’aspetto finanziario. Ho dimostrato fin da giovanissimo che non era la cosa più importante per me. Avevamo tutti l’idea di continuare. Poi è successo quello che è successo».

L’ex tennista è amareggiato: «Per me non è un periodo piacevole. Quando si passa così tanto tempo insieme, c’è sempre un po’ di tensione. Penso che viaggiare così tanto, stare lontano da casa per così tanto tempo, questo genere di cose, abbia il suo prezzo. Ho adattato il mio stile il più possibile a Carlos. Non sto prendendo in considerazione altre opzioni perché ho bisogno di due o tre mesi di riposo e di far passare il dolore. Dopodiché, se si presenteranno altre possibilità, le valuteremo».

Ferrero su Sinner: «Se ci fosse un’offerta ci penserei»

Poi il passaggio su Jannik Sinner. Ai giornalisti che chiedono cosa risponderebbe in caso arrivasse una sua offerta, Ferrero ha risposto: «È una cosa su cui dovrei riflettere. Sono giocatori straordinari, ma come ho detto prima, non è il momento di pensare a una cosa del genere e dire sì o no. Ora è il momento di superare questo periodo difficile perché penso ancora a Carlos ogni giorno, e non è il momento di pensare agli altri. Ho ricevuto proposte. È impossibile per me stare con qualcun altro in questo momento perché i miei pensieri sono ancora rivolti a lui. Con il rapporto che abbiamo avuto, chiudere definitivamente la porta non sarebbe logico, né per lui né per la squadra».

Morto per un malore il biatleta norvegese Sivert Guttorm Bakken

Tragedia nel mondo degli sport invernali. È morto per un malore a soli 27 anni Sivert Guttorm Bakken, biatleta della nazionale norvegese. L’atleta è stato trovato senza vita nella camera dell’albergo di Passo Lavazè, in Trentino, dove stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza assieme a dei compagni di squadra. Bakken, quattro vittorie in Coppa del Mondo tra 2021 e 2022, due anni fa era stato costretto a fermarsi dall’attività agonistica a causa di una pericardite. Ma dopo lo stop forzato durato un biennio, era tornato protagonista in Coppa del mondo con la Norvegia.

Olimpiadi Milano-Cortina 2026, le location delle gare

Tutto pronto per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. L’Italia si appresta a ospitare la nuova edizione dei Giochi invernali, che scatteranno il 6 febbraio con la cerimonia di apertura allo Stadio San Siro e che saranno i più diffusi di sempre. Coinvolte infatti diverse località di Lombardia, Veneto e Trentino Aldo-Adige che copriranno un’area di circa 22 mila chilometri quadrati. Ecco nel dettaglio le sedi per ciascuna disciplina, dallo sci alpino fino all’hockey su ghiaccio e al pattinaggio di velocità. L’evento sarà trasmesso in diretta televisiva per l’Italia dalla Rai e, in streaming, da RaiPlay e Discovery+.

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Olimpiadi Milano-Cortina 2026, le sedi delle varie gare

Olimpiadi Milano-Cortina 2026, le location delle gare
Marco Odermatt in azione a Bormio nel 2024 (Ansa).

Milano, Cortina e Bormio: sedi e discipline

Come detto, le XXV Olimpiadi invernali della storia non si terranno in un unico posto, ma saranno diffuse in varie zone geografiche. Milano, oltre alla cerimonia di apertura, ospiterà anche le gare di hockey su ghiaccio (alcune partite si disputeranno nel quartiere Santa Giulia), pattinaggio di velocità e di figura e short track. Nello specifico, l’Unipol Forum di Assago, per l’occasione ribattezzato Milano Ice Skating Arena, ospiterà il pattinaggio di figura e lo short track, mentre gli spazi di Fiera Milano Rho saranno teatro dell’hockey su ghiaccio. Nella stessa area sorgerà anche Milano Speed Skating Stadium per le gare di pattinaggio di velocità.

A Cortina sorgerà invece il Curling Olympic Stadium, che ospiterà anche la cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi, per le gare di curling. Bob, skeleton e slittino saranno protagonisti invece nel nuovo Sliding Centre, che sorge sul tracciato della mitica pista intitolata a Eugenio Monti. Sulla pista delle Tofane, tra le più iconiche della Coppa del Mondo, si terranno invece le gare di sci alpino femminile: sarà qui che si potranno vedere le prodezze di Sofia Goggia, Lindsey Vonn, Mikaela Shiffrin e Federica Brignone, pronta al rientro dopo l’infortunio. Lo sci alpino maschile, assieme allo sci alpinismo, sarà invece di scena sulla pista dello Stelvio, a Bormio.

Livigno, Predazzo e Anterselva: le altre sedi dei Giochi

Milano, Cortina e Bormio saranno soltanto tre delle tante sedi dei Giochi olimpici 2026. Bisognerà infatti spostarsi a Livigno per ammirare le gare di freestyle e snowboard, previste rispettivamente al Livigno Aerials & Moguls Park, comprensorio situato sul versante Sud-ovest della vallata, e al Livigno Snow Park. A Predazzo, presso lo Ski Jumping Stadium, sarà la volta del salto con gli sci e della combinata nordica (prevista anche a Tesero), mentre Anterselva sarà il cuore del biathlon con un’arena capace di ospitare fino a 19 mila spettatori per sessione. Per ammirare dal vivo i campioni dello sci di fondo bisognerà spostarsi al Tesero Cross-Country Skiing Stadium, immerso nella culla della Val di Fiemme. All’Arena di Verona la cerimonia di chiusura del 22 febbraio e quella di apertura dei Giochi paralimpici.

Sofia Goggia vince il SuperG della Val d’Isere

Sofia Goggia ha vinto il SuperG della Val d’Isere dominando la prova dall’inizio alla fine. Seconda la neozelandese Alice Robinson, terza l’americana Lindsey Vonn, quarta l’altra azzurra Elena Curtoni. Per Goggia si tratta della 27esima vittoria in Coppa del Mondo, l’ottava in SuperG .«Ho sciato con tanto margine e la mia gara è stata condizionata dal vento», ha spiegato una volta tagliato il traguardo. «Se fossi arrivata quarta o quinta non sarei rimasta stupita. Ieri per me è stata una giornata emotivamente molto dura, ho pianto un’ora al pomeriggio per l’occasione buttata, però il dolore dell’oggi è la benzina del domani, inteso come giornata ma anche momento storico. Sono ripartita da quel dolore lì, la mia carriera è sempre stata costellata da questa voglia di riscatto e vincere oggi è bello e ci sta». Il riferimento è alla gara di sabato 20 dicembre, dove è arrivata ottava.

Multa a Massimiliano Allegri per le offese a Lele Oriali

L’allenatore del Milan Massimiliano Allegri dovrà pagare una multa di 10 mila euro per aver offeso Lele Oriali, collaboratore di Antonio Conte, allenatore del Napoli, durante la semifinale di Supercoppa. L’ha deciso il giudice sportivo della Serie A sostenendo che Allegri «ha assunto un atteggiamento provocatorio nei confronti di un dirigente della squadra avversaria, al quale ha rivolto ripetutamente anche espressioni offensive». Il giorno dopo la partita, vinta 2-0 dal Napoli, la squadra partenopea aveva anche pubblicato una nota ufficiale sull’accaduto auspicando che non passasse inosservato: «La SSC Napoli condanna con fermezza l’atteggiamento dell’allenatore del Milan Massimiliano Allegri che, durante la semifinale di Supercoppa italiana, alla presenza di decine di persone a bordo campo e in diretta televisiva, ha pesantemente insultato Gabriele Oriali con termini offensivi e reiterati. Auspichiamo che tale aggressione, totalmente fuori controllo, non passi inosservata, a maggior ragione perché, con 33 telecamere impegnate nella produzione dell’evento, è impossibile non riscontrare quanto avvenuto».

Cos’è successo tra Allegri e Oriali

Tutto è nato dal fallo di Rabiot su Politano, a seguito del quale Conte e Allegri si sono scontrati per tutto il match. Alla fine, il tecnico livornese si è rivolto a Oriali con fare deciso riservandogli anche un insulto: «Sei un coglione».

Carlos Alcaraz cambia allenatore dopo sette anni

Annuncio a sorpresa per Carlos Alcaraz: il numero uno del mondo, a un mese esatto dall’inizio della stagione 2026, ha deciso di separarsi dal suo storico allenatore. Come annunciato in un emozionante post su Instagram, Juan Carlos Ferrero non sarà più il suo coach. In sette anni assieme, i due hanno condiviso l’intera prima tranche di carriera del fuoriclasse di Murcia, conquistando 24 trofei tra cui sei titoli dello Slam e la prima posizione del ranking mondiale. Lo spagnolo si presenterà dunque con una nuova guida tecnica, di cui ancora non ha fornito indicazioni, ai nastri di partenza del nuovo anno il 18 gennaio con l’Australian Open, unico Slam ancora assente nella sua già ricca bacheca.

Carlos Alcaraz cambia allenatore dopo sette anni
Carlos Alcaraz e Juan Carlos Ferrero al Roland Garros (Ansa).

Carlos Alcaraz: «Grazie per aver trasformato i sogni in realtà»

«È molto difficile per me scrivere questo post», ha esordito Alcaraz su Instagram. «Dopo più di sette anni insieme, io e Juanki (Ferrero, ndr.) abbiamo deciso di porre fine al nostro periodo come allenatore e giocatore». Spazio poi per un lungo ringraziamento che ha ripercorso tutte le principali tappe della carriera. «Grazie per aver trasformato i miei sogni d’infanzia in realtà», ha proseguito il murciano. «Abbiamo iniziato questo viaggio quando ero solo un bambino e mi hai accompagnato in un’avventura incredibile, dentro e fuori dal campo. Ho apprezzato moltissimo ogni singolo passo di questa esperienza con te. Abbiamo raggiunto la vetta e credo che, se i nostri percorsi sportivi dovessero divergere, dovrebbe essere proprio da lassù. Dal traguardo per cui abbiamo sempre lottato e cui abbiamo sempre aspirato».

«Sono così tanti i ricordi che mi invadono la mente che sceglierne solo uno sarebbe ingiusto», ha continuato Alcaraz sui social. «Mi hai aiutato a crescere come atleta, ma soprattutto come persona. E c’è una cosa a cui tengo immensamente: mi sono goduto il percorso. È questo che custodirò gelosamente, il viaggio che abbiamo condiviso. Ora è arrivato per entrambi un periodo di cambiamenti, che porterà nuove avventure e nuovi progetti. Sono certo che li affronteremo nel modo giusto, dando il massimo, come abbiamo sempre fatto. Lavorando sempre insieme. Ti auguro sinceramente il meglio per tutto ciò che accadrà. Mi conforta sapere che abbiamo dato tutto, che ci siamo messi a disposizione a vicenda. Grazie di tutto, Juanki!».

L’addio amaro di Ferrero: «Avrei voluto poter continuare»

«Oggi è una giornata difficile», ha esordito invece Ferrero con un lungo post su Instagram. «Una di quelle in cui è difficile trovare le parole giuste. Dire addio non è mai facile, soprattutto quando dietro ci sono così tante esperienze condivise. Abbiamo lavorato sodo, siamo cresciuti insieme e abbiamo condiviso momenti indimenticabili. Voglio ringraziare per il tempo, la fiducia, l’apprendimento e, soprattutto, per le persone che mi hanno circondato durante questo percorso. Porto con me risate, sfide superate, conversazioni, supporto nei momenti difficili e la soddisfazione di aver fatto parte di qualcosa di veramente unico. Oggi si conclude un capitolo molto importante della mia vita. Chiudo con nostalgia, ma anche con orgoglio ed eccitazione per quello che verrà dopo. So che tutto quello che ho vissuto mi ha preparato per essere migliore».

Poi un messaggio diretto ad Alcaraz. «Grazie, Carlos: per la fiducia, l’impegno e per avermi fatto sentire così speciale con il tuo modo di competere», ha precisato Ferrero. «Ti auguro il meglio, sia professionalmente che personalmente. Ringrazio anche tutto il team per aver reso il mio lavoro più facile in tutti questi anni. Con te ho imparato che il lavoro non è solo fatto di compiti o risultati, ma anche di persone che ti camminano accanto. Ognuno di voi mi ha lasciato un segno che non dimenticherò mai. Siamo stati una squadra incredibile nonostante le difficoltà e sono sicuro che continuerete a raggiungere grandi successi. Vorrei aver potuto continuare. Sono convinto che i bei ricordi e le brave persone trovano sempre il modo di incontrarsi di nuovo. Grazie di cuore».

Cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026, quanto costano i biglietti e dove comprarli

È iniziato il conto alla rovescia per l’evento sportivo più atteso del 2026. Il 6 febbraio, allo stadio San Siro, avrà luogo infatti la cerimonia di apertura di Milano-Cortina, nuova edizione dei Giochi olimpici invernali che tornano in Italia 20 anni dopo quelli di Torino. Grande attesa per l’evento inaugurale, che coinvolgerà diverse star nazionali e internazionali tra cui Mariah Carey, prima super ospite della serata che scatterà alle ore 20 e durerà per circa tre ore. Come fare per assistere allo show dal vivo? I biglietti sono ancora disponibili per tutte le quattro categorie e fasce di prezzo, ma i costi non sono economici: per un posto nel Meazza bisogna essere pronti a sborsare almeno 286 euro. Il programma di Ticketing di Milano-Cortina 2026, insieme al Programma Hospitality di On Location, sono le uniche fonti ufficiali e sicure per l’acquisto.

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Milano-Cortina 2026, il costo dei biglietti per la cerimonia di apertura

Cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026, quanto costano i biglietti e dove comprarli
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accende la fiamma olimpica (Ansa).

Ciascun account può acquistare un massimo di quattro biglietti, interamente digitali e strettamente nominativi. Ancora disponibili, ma solo grazie all’opzione di rivendita, i ticket per la categoria D, ossia la più economica delle quattro a disposizione: il prezzo delle offerte pubblicate dagli utenti è di 286 euro, leggermente maggiorato dei 260 iniziali. È ancora possibile comprare direttamente invece un posto in tutti gli altri settori, anche se non vi sono indicazioni su quanti ne siano rimasti ancora: chi ha intenzione di godersi ogni emozione della cerimonia dovrebbe affrettarsi per evitare di rimanere senza. La Categoria C costa 700 euro, mentre per la B bisogna salire fino a 1.400. Ben più costosa la Categoria A, tramite cui ottenere la visuale migliore e l’esperienza perfetta per godersi lo spettacolo e le performance musicali degli artisti: il prezzo parte infatti da 2.026 euro.

Annunciati i primi super protagonisti dell’evento inaugurale

Cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026, quanto costano i biglietti e dove comprarli
Matilda De Angelis a Roma: sarà tra i protagonisti della cerimonia di apertura (Imagoeconomica).

A poco meno di due mesi di distanza, la Fondazione Milano-Cortina 2026 ha annunciato la prima grande super ospite della cerimonia di apertura. Sul palco del Meazza di San Siro si esibirà infatti la star internazionale Mariah Carey, icona delle canzoni natalizie con il suo tormentone delle feste All I Want For Christmas Is You. L’evento, firmato da Marco Balich, sarà una celebrazione dello spirito italiano e dello sport in uno spettacolo di suoni, luci e colori. Tema centrale sarà l’Armonia, mentre uno spazio sarà dedicato al ricordo di Giorgio Armani. Tra le protagoniste anche Matilda de Angelis: ancora ignoto il suo ruolo preciso, anche se le anticipazioni la indicano come una delle voci narranti per incarnare il talento creativo italiano che dialoga con il mondo.

Paolo Tavian non è più presidente della Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici

Paolo Tavian non è più presidente della Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici (Fisip). Lo ha deliberato all’unanimità la Giunta del Comitato Italiano Paralimpico (Cip). La decisione di commissariare la Fisip arriva a meno di tre mesi dall’avvio dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026: come emerso da indagini condotte dal procuratore federale Stefano Comellini, Tavian (che era stato deferito) si sarebbe reso responsabile di abusi psicologici, molestie e minacce contro alcune donne che lavoravano con lui, e in particolare nei confronti dell’ex segretaria generale Sonia Nolli. Marco Giunio De Sanctis, presidente del Cip, ha dichiarato che la misura mira esclusivamente a «tutelare il percorso sportivo e istituzionale in vista dell’appuntamento olimpico».

Atp, dal cooling break allo stop: nuove regole contro il caldo estremo

Nuove regole contro il caldo estremo nel tennis maschile. L’Atp, associazione che gestisce il circuito professionistico, ha infatti approvato un pacchetto normativo per quanto riguarda la heat policy, già presente per quanto riguarda i quattro tornei dello Slam – dotati di un regolamento specifico – e la Wta femminile. Decisivi sono stati i troppi episodi verificatisi a Cincinnati e Shanghai: in entrambi gli eventi Jannik Sinner era stato costretto al ritiro dopo che numerosi altri giocatori, tra cui Holger Rune, Daniil Medvedev e Novak Djokovic, avevano lamentato condizioni infernali sui campi di gioco. La stagione scatterà il 2 gennaio in Australia con la United Cup, torneo a squadre nazionali, mentre i primi tornei in singolare sono previsti per il 5 a Brisbane, in Australia, e a Hong Kong. Cosa cambierà e quali dati verranno tenuti in considerazione.

Atp, nuove regole contro il caldo estremo: cosa cambierà

Le nuove norme introdotte dall’Atp terranno conto dell’indice WBGT. Acronimo di Wet Bulb Globe Temperature, è un parametro utilizzato per misurare lo stress termico sull’uomo combinando una serie di fattori tra cui la temperatura dell’aria, il tasso di umidità, il vento e le radiazioni del Sole. In base al pacchetto di regole, qualora tale indice dovesse superare i 30,1 gradi centigradi durante i primi due set di un match, i giocatori potranno chiedere un cooling break da 10 minuti. Potranno non solo idratarsi e cambiarsi, ma anche entrare negli spogliatoi per una rapida doccia e parlare con il proprio allenatore. In questo lasso di tempo, lo staff medico dell’Atp potrà verificare le condizioni di idratazione e la temperatura corporea dei protagonisti. Per quanto riguarda il doppio non ci sarà un’interruzione formale, ma saranno permessi «90 secondi di idratazione in più» se la scala WBGT toccherà i 31 gradi.

Atp, dal cooling break allo stop: nuove regole contro il caldo estremo
Novak Djokovic sofferente per i caldo a Cincinnati (Ansa).

«Volete che un giocatore muoia in campo?», aveva chiesto il danese Holger Rune a ottobre, in difficoltà al torneo di Shanghai, dove le temperature hanno superato i 30 gradi con livelli di umidità superiori all’80 per cento. Con la nuova heat policy dell’Atp, dalla stagione 2026 al raggiungimento di 32,2 gradi centigradi nella scala WBGT scatterà la sospensione automatica dell’incontro. Stesso discorso qualora la temperatura del suolo dovesse superare i 45 gradi. La partita, interrotta solo al completamento di un game o eventuale tiebreak in corso, riprenderà quando si scenderà per almeno 20 minuti sotto i 30,5 gradi. Prevista anche la possibilità di chiudere il tetto, qualora possibile, e di passare dunque dall’outdoor all’indoor fino al termine dell’incontro. Una soluzione utile soprattutto nelle fasi finali dei tornei, dove si gioca solo sui campi principali e solitamente provvisti di copertura.

La Lazio sogna lo Stadio Flaminio, Lotito: «Servono 50 mila posti»

Milan, Inter, Roma e adesso anche la Lazio. Il presidente dei biancocelesti Claudio Lotito ha parlato della possibile futura casa del club, pronto a giocare lontano dall’Olimpico. Il patron laziale ha parlato del progetto per ripristinare lo Stadio Flaminio, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Un sogno per i tifosi della Lazio, che attenderebbero la nuova struttura al pari degli avversari romani, e dei supporter di Milan e Inter, alle prese con la costruzione dei rispettivi stadi privati. Ma non mancano i problemi, secondo Lotito, che si è concentrato soprattutto sul tema della capienza.

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La Lazio sogna lo Stadio Flaminio, Lotito «Servono 50 mila posti»
Claudio Lotito (Getty Images).

Lotito: «Ci servono 50 mila posti»

Il presidente della Lazio ha spiegato: «Fa comodo a tante persone parlare del Flaminio, soprattutto ad alcuni rappresentanti delle istituzioni, perché avete visto tutti in che condizioni versa l’impianto. Risolvere il problema sarebbe cosa buona e giusta. Oggi viene a vederci tanta gente. Avere 26 mila spettatori, che è la capienza attuale del Flaminio, mi sembra riduttivo. A noi ne servono 50 mila. Poi c’è il problema dei parcheggi, altra questione sulla quale ci sono ancora lavori in corso. Ho delegato un rappresentante istituzionale affinché si occupasse del tutto e ha cominciato una serie di consultazioni. Stiamo valutando per capire quello che effettivamente si può fare. Prendere il Flaminio è semplice. Il problema è poi capire cosa farci e come trasformarlo secondo le norme e renderlo funzionale».

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L’ex maestro Piatti su Jannik Sinner: «Bravo a non aver ascoltato le critiche»

«La finale di Torino è sicuramente solo la prima di una lunga serie che vincerà e auguro a Jannik Sinner un grande in bocca al lupo per questo presente e per il futuro. Bravo per non aver ascoltato le inutili critiche ricevute durante la sua ultima mancata partecipazione alla Coppa Davis, circa il suo non attaccamento ‘alla maglia’ e sul suo sentirsi o meno italiano. E come ho sempre detto e sempre dirò: forza e divertiti». Così il maestro di tennis Riccardo Piatti, titolare dell’omonima accademia di Bordighera che ha introdotto Sinner nel circuito dei professionisti, commenta la finale del leader del tennis azzurro, sconfitto da Djokovic alle Atp Finals 2023.

Piatti: «Le vittorie di Sinner prova del suo attaccamento all’Italia»

«Critiche sterili che sono arrivate da persone non competenti e che non sanno cosa significa fare la prestazione di alto livello», ha aggiunto Piatti. E rivolgendosi direttamente a Sinner: «Jannik, una settimana così alle Finals, i futuri Slams che vincerai e il ranking mondiale sono il miglior modo per dimostrare il tuo attaccamento all’Italia e di fare sentire tutti gli italiani orgogliosi di avere uno come te tra i migliori atleti al mondo». Sinner è rimasto a Bordighera fino al febbraio del 2022, dove ha vissuto con il maestro Luka Cvetkovic che, con la supervisione di Piatti, ha fatto di un giovane sportivo uno dei più grandi campioni. A lanciare il nome di Sinner contribuì anche il “duetto” in campo con Fiorello, nel febbraio del 2020, a margine del Festival di Sanremo, quando lo showman e il tennista hanno scambiato qualche “rovescio” sui campi del Piatti Center.

L'ex maestro Piatti su Jannik Sinner: «Bravo a non aver ascoltato le critiche»
Riccardo Piatti, Fiorello e Jannik Sinner (da Facebook).

Finale Atp Finals 2023, Djokovic vince contro Sinner: è il suo settimo trionfo al torneo di Torino

Novak Djokovic ha vinto la finale delle Atp Finals 2023 sconfiggendo Jannik Sinner. Il serbo ha trionfato in due set con un doppio 6-3 in un’ora e 44 minuti di gioco. Un risultato che non cancella la straordinaria settimana del tennista azzurro, primo italiano in 54 anni di storia del torneo ad arrivare al match finale. Per Nole è il settimo trionfo alle Finals. Superato Roger Federer che era a quota sei.

Sinner-Djokovic, oggi la finale delle Atp Finals di Torino: orario e dove vederla in tv e in streaming

Si terrà domenica 19 novembre alle 18 l’attesissima finale delle Atp Finals che vedrà scontrarsi Jannik Sinner e Novak Djokovic. Il tennista altoatesino ha battuto il russo Daniil Medvedev diventando il primo italiano nella storia del torneo a disputare il match finale. La gara avrà luogo al Pala Alpitour di Torino e, come le precedenti, potrà essere seguita in tv e in streaming.

Sinner e Djokovic si sono già affrontati quattro volte

L’azzurro e il campione serbo numero 1 al mondo, arrivato in finale dopo aver sconfitto in due set lo spagnolo Carlos Alcaraz, si sono già affrontati quattro volte: tre volte ha vinto Nole e una Jannik (7-5, 6-7, 7-6 durante la prima fase delle Atp Finals). «Io dedico la mia vita al tennis. Il livello di gioco che ho raggiunto è il risultato della mia mentalità. Fa tutto parte di un percorso», ha dichiarato Sinner dopo aver vinto semifinale. Ora cresce l’attesa per la finalissima, che sarà trasmessa su Rai 2Sky Sport, Sky Sport Uno, Sky Sport Tennis e in streaming su Rai Play, Sky Go e Now.

Sinner vola in finale alle Atp Finals di Torino: il tennista altoatesino ha battuto il russo Medvedev

Jannik Sinner ha vinto la semifinale delle Atp Finals a Torino contro Daniil Medvedev. Il tennista altoatesino vola così alla finale del torneo, prima volta per un italiano, sconfiggendo per la terza volta consecutiva il russo numero 3 al mondo. In sole due ore e mezza, con 6-3, (4)6-7, 6-1, Sinner entra così nella storia e si prepara ad affrontare, domenica 19 novembre, Djokovic o Alcaraz.

Lazio, Lotito sul logo Expo 2030: «Non ce l’hanno inviato»

Roma scoprirà il 23 novembre prossimo se si sarà aggiudicata l’Expo 2030. Un evento unico al mondo, che la Capitale sta contendendo a Riyad, altra città in corsa per ospitare la manifestazione. La questione ha sfiorato anche il calcio, perché l’As Roma ha scelto di mettere sulla propria maglia lo sponsor Ryad Season già dalla fine di settembre. Il 6 ottobre, è stata poi la Lazio a tentare di sfruttare la situazione per contrapporsi alla società antagonista. In un comunicato si leggeva: «La Lazio metterà in atto ogni iniziativa possibile per sostenere la candidatura di Roma per Expo 2030». Ma l’appello è stato snobbato e sulla maglia biancoceleste non è mai arrivato il logo del Comitato promotore.

Lotito: «Li ho chiamati quattro volte, nessuna risposta»

Il quotidiano Repubblica è tornato sull’argomento evidenziando come il logo di Roma Expo 2030 non sia arrivato sulle maglie della Lazio neanche in occasione del derby di domenica scorsa. A commentare la vicenda è stato il presidente dei biancocelesti, Claudio Lotito: «Nessuno mi ha inviato il logo di Roma Expo 2030. Li ho chiamati quattro volte, nessuno mi ha risposto. Mica posso mettere un marchio senza l’autorizzazione». E ancora: «Qualcuno non ha voluto, forse per non alimentare la polemica con la Roma».

La replica: «Abbiamo mirato più in alto»

Il Comitato promotore di Roma Expo 2030 ha risposto a Lotito dichiarando che «le nostre trattative hanno mirato ai livelli più alti del calcio italiano». Uno smacco alla Lazio? No, perché gli organizzatori del comitato hanno deciso di puntare direttamente alla Nazionale italiana, che stasera, venerdì 17 novembre, giocherà allo Stadio Olimpico contro la Macedonia del Nord, nel match valido per la qualificazione a Euro 2024. A promuovere la candidatura sui social sono stati Gianluigi Buffon e la calciatrice della Roma femminile Elena Linari. Il primo ha dichiarato: «È il momento di segnare un gol tutti insieme, perché non si vince mai da soli, si vince tutti insieme». La seconda, invece: «Sosteniamo Roma Expo 2030 perché crediamo nei suoi valori di connessione, umanità e inclusione».

F1, le prove libere del GP di Las Vegas annullate per colpa di un tombino

Incredibile episodio in F1 nelle prime prove libere del Gran Premio di Las Vegas, durate appena 9 minuti a causa di un tombino sollevato sul circuito cittadino che ha danneggiato diverse monoposto e in particolare la Ferrari di Carlos Sainz, che ha riportato grossi danni. Lo spagnolo si è fermato per il guasto, subito sono state esposte le bandiere rosse e poco dopo i commissari hanno decretato l’annullamento della sessione.

Al momento dell’impatto la Ferrari di Sainz viaggiava a oltre 300 km/h

A sollevarsi, nel terzo settore del neonato circuito di Las Vegas, sul lungo rettilineo della Strip, è stata la cornice di asfalto del tombino, rendendo inevitabile l’impatto con il fondo della Ferrari di Sainz, che viaggiava in quel punto a 306 km/h. Poco prima anche l’Alpine di Esteban Ocon aveva sbattuto contro il coperchio del tombino, riportando danni minori al telaio.

Vasseur: «Tutto compromesso per Sainz, questo è inaccettabile per la F1»

«Abbiamo smontato auto, scocca, motore, batteria, completamente inaccettabile. Abbiamo vissuto libere 1 difficili, per Carlos è tutto compromesso, questo è inaccettabile per la F1», ha dichiarato ai microfoni di Sky Frederick Vasseur, team principal del Cavallino. Quanto accaduto nella prima sessione di prove libere del GP di Las Vegas potrebbe costringere Carlos Sainz a non prendere parte alle Fp2, posticipate proprio a causa dell’incidente.

Atp Finals, Sinner batte anche Rune: ora le semifinali

Terza vittoria in tre partite per Jannik Sinner alle Atp Finals di Torino: il campione azzurro – già qualificato per le semifinali grazie al risultato di giovedì pomeriggio Djokovic e Hurkacz – ha battuto il danese Holger Rune, numero otto al mondo, in tre set con il risultato di 6-2, 5-7, 6-4. Sinner ha così chiuso la prima fase del torneo in testa. Anche Novak Djokovic passa il turno e va in semifinale. Non era mai successo che un azzurro arrivasse a questo turno in 54 anni di storia del torneo.

Atp Finals, Sinner batte Rune e "salva" Djokovic
Jannik Sinner durante la partita contro Holger Rune (Getty Images)

Sinner: «Non è stato facile tornare a giocare dopo le emozioni del match con Djokovic»

«Oggi era una partita difficile», ha commentato Sinner dopo la vittoria. «Non avevo mai vinto contro di lui. Sono partito bene, poi nel secondo lui ha servito meglio. Ho giocato un brutto game sul 6-5, poi nel terzo sono ripartito da zero. Grazie del supporto, mi avete dato tantissimo oggi. Vediamo come va sabato». E ancora: «Non è stato facile tornare a giocare dopo le emozioni del match con Djokovic, sono entrato in campo più teso e agitato».

Atp Finals Torino, Jannik Sinner è il primo italiano a raggiungere le semifinali

Il 16 novembre la storia del tennis italiano è cambiata: Jannik Sinner è matematicamente qualificato alle semifinali delle Atp Finals di Torino, primo italiano in 54 anni di storia del torneo. Il passaggio del turno deriva dal fatto che Novak Djokovic ha perso il secondo set per 6-4 nella sfida pomeridiana di giovedì con Hubert Hurkacz (il primo lo ha vinto 7-6). In base alle possibili combinazioni, quindi, con qualsiasi risultato si concluda la sfida prevista per giovedì sera con il danese Holger Rune, il giovane talento azzurro è comunque promosso al secondo turno.

Sala a Inter e Milan: «Stadi fuori città? Sarebbe un errore clamoroso»

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha definito un «clamoroso errore» l’eventuale scelta di Inter e Milan di costruire i rispettivi stadi fuori dal Comune milanese. Le due società stanno proseguendo per le rispettive strade verso la creazione di impianti di proprietà. I nerazzurri puntano a Rozzano, mentre i rossoneri sembrano ormai vicini a San Donato. E così il primo cittadino ha lanciato il proprio messaggi, parlando della potenziale ingestibilità degli impianti fuori città. E intanto il 21 novembre il Tar della Lombardia si pronuncerà sul vincolo posto dalla Sovrintendenza sul secondo anello dello storico stadio di San Siro.

Sala a Inter e Milan «Stadi fuori città Sarebbe un errore clamoroso»
Lo stadio San Siro di Milano (Imagoeconomica).

Sala: «Si stanno raccontando un sacco di frottole»

Il primo cittadino di Milano ha dichiarato: «Le società possono legittimamente andare a fare lo stadio dove ritengono, io personalmente ritengo che sia un errore clamoroso per le società non fare lo stadio a Milano. Credo che uno stadio fuori Milano sia ingestibile perché io non so quanti vigili ha Rozzano, come fa a schierare 100 vigili quando c’è la partita? Secondo me si stanno raccontando anche un sacco di frottole». E ha fatto anche un esempio: «Una frottola che sento dire – ha aggiunto Sala – è che le società garantiscono la sicurezza, ma dove? Non lo possono fare».

Il sindaco: «La partita non è finita»

«Credo che sia un errore macroscopico delle società», ha proseguito poi Beppe Sala. E come raccontato da Calcio e Finanza, ha insistito sul tema: «Credo che dal loro punto di vista possono recriminare il fatto che da noi c’è il vincolo e le nostre lentezze, non siamo riusciti a dare risposte in tempi brevi. Non voglio considerare questa partita finita». Poi il sindaco ha concluso parlando del possibile stadio del Milan a San Donato: «Ci sarebbero difficoltà perché i parcheggi sono necessari essendo la metropolitana a un chilometro e mezzo. Non credo che si possa fare un parcheggio nel parco Sud né alla Maura. Io invito solamente le squadre a ripensarci».