Netflix, i maxi investimenti in Italia e il bacio della pantofola da parte dei produttori

Non siamo ancora ai livelli della Rai. Ma Netflix sta diventando un motore fondamentale per lo sviluppo dell’industria audiovisiva in Italia. E non è un caso che tutti i maggiori produttori si siano presentati, il 21 gennaio, allo Spazio Colonna di Roma, per il bacio della pantofola ai vertici di Netflix in Italia, in primis alla vicepresidente contenuti Tinny Andreatta (figlia del politico Nino Andreatta, più volte ministro e tra gli ideatori dell’Ulivo), ringraziando per gli investimenti nella serialità originale.

Netflix, i maxi investimenti in Italia e il bacio della pantofola da parte dei produttori
Eleonora “Tinny” Andreatta (foto Imagoeconomica).

Solo per le 11 serie originali Netflix Italia (una distribuita sulla piattaforma nel 2025, le altre nel 2026) la filiale tricolore del colosso americano ha infatti speso circa 147,7 milioni di euro, cui sommare oltre 30 milioni di euro per altri cinque film originali Netflix. Anni luce di distanza rispetto alle cifre, molto più piccole, messe sul piatto italiano da altre piattaforme streaming, tipo Paramount+ o Disney+, insomma.

La differenza la fa anche la sensibilità del management

E la differenza la fa, probabilmente, anche la sensibilità del management: Netflix Italia è guidata da Andreatta, manager con un lungo trascorso nella fiction Rai, mentre le altre piattaforme hanno management di vertice lontano dall’Italia, con base a Londra o direttamente negli Usa.

Netflix, i maxi investimenti in Italia e il bacio della pantofola da parte dei produttori
Netflix, i maxi investimenti in Italia e il bacio della pantofola da parte dei produttori
Netflix, i maxi investimenti in Italia e il bacio della pantofola da parte dei produttori
Netflix, i maxi investimenti in Italia e il bacio della pantofola da parte dei produttori
Netflix, i maxi investimenti in Italia e il bacio della pantofola da parte dei produttori
Netflix, i maxi investimenti in Italia e il bacio della pantofola da parte dei produttori

Giusto per mettere in riga un po’ di numeri, nel dicembre 2025 Netflix ha distribuito la miniserie Sicilia Express (di Ficarra e Picone), costata 12,1 milioni di euro. Poi a gennaio è stata la volta della docu-serie Io sono notizia, dedicata a Fabrizio Corona: 2,5 milioni di euro (e 800 mila euro di tax credit).

Dal 23 gennaio è su piattaforma il film originale Il falsario, con Pietro Castellitto e Giulia Michelini: 11 milioni di budget con un tax credit pari a 3,3 milioni. Quindi, dal 10 febbraio, è la volta della mega-produzione seriale Motorvalley, realizzata dalla società di produzione Groenlandia di Matteo Rovere, con budget da 26,5 milioni (7,6 milioni di tax credit) e cast formato da Luca Argentero e, ancora, Giulia Michelini.

La nuova serie di Zerocalcare, Due spicci, sarà disponibile da maggio: 8,1 milioni di costi produttivi e 3 milioni di tax credit.

Ci sono poi la terza stagione di Lidia Poet (con Matilda De Angelis) a 14 milioni di budget; la seconda stagione di Maschi veri (10,4 milioni di euro) e di Storia della mia famiglia (10,3 milioni di euro).

Netflix, i maxi investimenti in Italia e il bacio della pantofola da parte dei produttori
Matilda De Angelis (foto Ansa).

E altre novità: una serie young-adult ambientata in una scuola militare, tipo Nunziatella, ossia Minerva-La scuola (16,6 milioni di euro); Chiaroscuro, un light crime seriale con Pierpaolo Spollon e Andrea Lattanzi (16,1 milioni di euro); Nemesi, serie thriller con Pierfrancesco Favino, Elodie e Barbara Ronchi (16 milioni di euro di costi produttivi, con un tax credit di 4,8 milioni); Il capo perfetto, prodotto seriale su un imprenditore romagnolo, con Luca Zingaretti (15,1 milioni di budget e 4,4 milioni di tax credit).

Netflix, i maxi investimenti in Italia e il bacio della pantofola da parte dei produttori
Elodie (foto Imagoeconomica).

Fuori dal conto c’è pure Suburramaxima, nuova produzione della saga di Suburra arrivata alla quinta stagione dopo un film e tre serie: è in lavorazione e non ci sono ancora i dati di budget. L’ultima serie prodotta, Suburra Aeterna, era costata oltre 18 milioni di euro. Quindi i 147,7 milioni di cui sopra potrebbero lievitare a quasi 170 milioni di euro per la serialità Netflix. Tra gli altri nuovi film originali Netflix in arrivo, infine, ecco Noi un po’ meglio, con Elio Germano e la regia di Daniele Luchetti: 6,3 milioni di euro di costi produttivi.

Dove vedere al cinema o in streaming i candidati agli Oscar come miglior film

L’Academy ha diramato le nomination agli Oscar 2026, la cui cerimonia di premiazione si terrà nella notte italiana fra il 15 e il 16 marzo. Come da pronostico, il favorito è Sinners di Ryan Coogler, che ha conquistato un nuovo record con ben 16 candidature, il numero più alto nella storia. Segue con 13 Una battaglia dopo l’altra, opera d’autore di Paul Thomas Anderson sempre di Warner Bros., con Leonardo DiCaprio. Bene anche Sentimental Value, Marty Supreme e Frankenstein con nove. In attesa dell’evento di gala, ecco dove recuperarlo in streaming oppure al cinema.

Dove vedere al cinema o in streaming tutti i film nominati agli Oscar

Dove vedere al cinema o in streaming i candidati agli Oscar come miglior film
Una riproduzione degli Oscar (Ansa).

Sinners, il film che ha segnato un nuovo record agli Oscar

Storico record per Sinners, film di Ryan Coogler (Black Panther e Creed) tra i più acclamati dalla critica americana, agli Oscar 2026: con 16 nomination, ha strappato il primato di candidature agli Academy Awards detenuto da Eva contro Eva, Titanic e La La Land. La trama ruota attorno alle vicende dei gemelli Elijah ed Elias Smoke, entrambi interpretati da Michael B. Jordan, che decidono di tornare nella loro cittadina natale per ricominciare dopo un passato oscuro. All’arrivo, scoprono che un male ancor più terrificante di ciò che ricordavano è lì ad attenderli. È possibile noleggiarlo su Apple Tv, Amazon Prime Video, Rakuten Tv, Chili e Tim Vision.

Una battaglia dopo l’altra in streaming su HBO Max

Diretto da Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l’altra ha ricevuto 13 nomination agli Oscar 2026, tra cui miglior film. Protagonista è Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio, candidato fra gli attori), rivoluzionario fallito che vive in un cronico stato di paranoia assieme alla figlia Willa, nata dalla sua relazione con Perfidia Beverly Hills (Teyana Taylor). Quando quest’ultima viene rapita dal colonnello Lockjaw (Sean Penn), dovrà affannarsi per ritrovarla. Miglior comedy ai Golden Globes, è disponibile in streaming sulla piattaforma HBO Max.

Hamnet, al cinema dal 5 febbraio

Uscirà invece al cinema il 5 febbraio Hamnet – Nel nome del figlio, nuovo film di Chloé Zhao tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell e candidato a otto premi Oscar. Al centro della narrazione un grave lutto che, nel Cinquecento, colpì William Shakespeare e la moglie Agnes, privati del figlio Hamnet ucciso dalla peste. Nei panni dei due protagonisti recitano Paul Mescal e Jessie Buckley, rivelazione dei Golden Globes e candidata dall’Academy come miglior attrice protagonista.

Marty Supreme, il film Timothée Chalamet al cinema dal 22 gennaio

Timothée Chalamet è l’asso del ping pong Marty Reisman in Marty Supreme, film di Josh Safdie per cui il giovane talento di Hollywood ha vinto il Golden Globe come miglior attore protagonista in una commedia e ora corre per l’Oscar. Ispirato alla storia vera dell’atleta, medaglia di bronzo ai mondiali di tennistavolo, ne racconta la vita privata e la carriera che oscillarono tra scommesse, truffe, passioni proibite e sogni di gloria. Nel cast anche Gwyneth Paltrow e Fran Drescher, a lungo presidente del sindacato degli attori SAG-Aftra. Il film sarà in sala il 22 gennaio.

L’agente segreto, a gennaio in sala uno dei migliori film internazionali

Il 29 gennaio sbarcherà al cinema invece L’agente segreto, produzione brasiliana diretta da Kleber Mendonça Filho con protagonista Wagner Moura, in lizza anche per il riconoscimento come miglior film internazionale dei 98esimi Academy Awards. La storia si svolge nel 1977 in Brasile, durante gli ultimi anni della dittatura militare. Al centro della storia c’è Marcelo, professore universitario di mezz’età che spera di lasciarsi alle spalle una vita di violenze e segreti. Scoprirà tuttavia che il passato trova sempre un modo per riaffiorare. È stato premiato come miglior film straniero ai Golden Globes.

Sentimental Value, il film di Trier premiato per Stellan Skarsgard

Nove nomination agli Oscar invece per Sentimental Value, premiato ai Golden Globes per la performance di Stellan Skarsgard (candidato anche dall’Academy) come attore non protagonista, uscito al cinema il 22 gennaio. Complessa storia dalle dinamiche familiari, si concentra su Nora, affermata attrice teatrale che dopo la morte della madre è in cerca di un nuovo equilibrio. Assieme alla sorella Agnes dovrà fare i conti con il ritorno del padre Gustav (Skarsgard), ex regista di fama internazionale a lungo distante dalle loro vite.

Bugonia, doppio record per Emma Stone

Doppia nomination per Emma Stone, candidata agli Oscar grazie al film Bugonia di Yorgos Lanthimos sia come attrice protagonista sia in qualità di produttrice. Traguardi che le hanno permesso, a 37 anni, la donna più giovane in assoluto a raggiungere quota sette candidature in carriera (è seconda solo a Walt Disney). Il lungometraggio, noleggiabile o acquistabile su Rakuten Tv, Apple Tv, Amazon Prime Video e Chili, racconta la storia di due cugini, Teddy (Jesse Plemons) e Jon (Aidan Delbis) che, vittime delle loro teorie cospirazioniste, rapiscono la Ceo di un’azienda farmaceutica, Michelle (Stone) convinti che sia un’extraterrestre che vuole distruggere la Terra.

F1, tra i candidati agli Oscar anche il film con Brad Pitt

In lizza, un po’ a sorpresa, per la statuetta più ambita degli Oscar 2026 anche F1, il film con Brad Pitt nei panni del veterano pilota Sonnie Hayes, grande promessa mancata dell’automobilismo. A 30 anni di distanza dalla sua ultima gara in Formula 1, viene richiamato dall’ex compagno Ruben Cervantes (Javier Bardem), oggi proprietario della scuderia Apex, per risollevare le sorti della squadra, ultima nel Mondiale. Sonny correrà al fianco del giovane talento Joshua Pearce (Damson Idris), esordiente dal carattere impulsivo. È possibile recuperare il film in streaming su Apple Tv.

Frankenstein, nove nomination per il film di Guillermo del Toro

È disponibile invece su Netflix Frankenstein, adattamento del romanzo di Mary Shelley diretto dal premio Oscar Guillermo del Toro candidato a nove statuette, tra cui quella per il miglior film. Volto del dottor Victor è quello di Oscar Isaac, che restituisce un personaggio sempre più preda delle sue angosce dopo aver dato vita a un Mostro (Jacob Elordi) per dimostrare di essere in grado di superare i limiti imposti da scienza e morale umana. Nel cast anche Christoph Waltz nel ruolo di Harlander, benefattore del protagonista, e Mia Goth nel doppio ruolo di Elizabeth, fidanzata con il fratello di Victor, e Claire, madre del dottore morta molto giovane.

Train Dreams, su Netflix anche il film con Joel Edgerton

Clint Bentley dirige Joel Edgerton e Felicity Jones in Train Dreams, ultimo dei 10 candidati agli Oscar come miglior film, disponibile in streaming su Netflix. Malinconico western presentato al Sundance Film Festival e ispirato all’omonimo libro di Denis Johnson, racconta la storia di Robert Grainier, un orfano cresciuto tra le foreste dell’Idaho americano. Semplice e solitario boscaiolo, si innamora della balla Gladys, che sposa e con la quale va a vivere in una piccola casa nel bosco assieme alla loro figlia. La coppia scoprirà ben presto che la tranquillità in cui crede di vivere è solo apparente.

Sinners: trama, cast e dove vedere il film nominato agli Oscar

Era il favorito della vigilia e ha addirittura superato i pronostici. Sinners, horror soprannaturale di quel Ryan Coogler già acclamato per aver diretto Creed e Black Panther, ha conquistato un primato assoluto nella storia degli Oscar: con 16 nomination, tra cui ovviamente miglior film, ha infranto il precedente record di 14 detenuto ex aequo da Eva contro Eva, Titanic e La La Land. Emerso come fenomeno cinematografico dell’anno, ha registrato il maggior incasso americano degli ultimi 15 anni (279,9 milioni di dollari), generando un plauso generale fra critica e pubblico curiosamente non replicato in Italia. Sbarcato nei cinema di tutto il mondo lo scorso aprile, è possibile noleggiarlo o acquistarlo su Rakuten Tv, Apple Tv, Tim Vision, Amazon Prime Video e Chili.

Sinners, trama e cast del film di Ryan Coogler

Tra vampiri, oppressione razziale, fratellanza e orrore, Sinners inizia con un giovane ragazzo afroamericano che, sporco di sangue e fuori di sé, entra nella chiesa in cui il padre sta celebrando la messa. È il gancio per narrare quanto accaduto il giorno precedente fra eventi soprannaturali e molta violenza. Il film racconta principalmente la storia dei due gemelli Elijah ed Elias Smoke, entrambi interpretati da Michael B. Jordan (tra l’altro nominato come miglior attore protagonista), nel Delta del Mississippi durante gli Anni 30. Dopo aver vissuto vite travagliate, scelgono di fare ritorno nella loro città natale per ricominciare e sperare di lasciarsi il passato alle spalle. Qui acquistano un vecchio capanno e un po’ di terreno da un uomo bianco, verosimilmente del Ku Klux Klan, sperando quindi di trasformarlo in un locale di musica e ballo grazie al chitarrista Sammie Moore (Miles Caton) e al socio Delta Slim (Delroy Lindo).

Durante l’inaugurazione, tuttavia, gli Smoke scopriranno che un male ancor più terrificante di quello che ricordavano ha preso il controllo della cittadina. Un incubo va ben oltre i demoni che erano certi di aver lasciato alle spalle: la comunità è infestata dai vampiri oltre che da altre creature dell’orrore. Quando due uomini e una donna bianchi bussano alla porta, proprio mentre si celebra la festa, ma non vengono fatti entrare, si scatenerà una vera e propria guerra senza quartiere. Oltre a Michael B. Jordan, volto di entrambi i gemelli, nel cast vi sono anche Wunmi Mosaku (candidata agli Oscar fra le attrici non protagoniste) nei panni dell’ex moglie di Elijah, Annie, e Hailee Stanfield in quelli di Mary, ex partner di Elias.

Tutte le nomination agli Oscar del film

Con 16 nomination, Sinners ha tutte le carte in regola per poter puntare anche al record di statuette vinte durante la notte degli Oscar. Ad oggi, il primato appartiene ex aequo a Ben Hur, a Titanic e a Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re con 11 successi, quest’ultimo vincitore in tutte le categorie per cui concorreva. Ecco tutte le candidature del film di Ryan Coogler:

  • Miglior film
  • Miglior regia (Ryan Coogler)
  • Attore protagonista (Michael B. Jordan)
  • Attore non protagonista (Delroy Lindo)
  • Attrice non protagonista (Wunmi Mosaku)
  • Casting
  • Sceneggiatura originale
  • Trucco e acconciature
  • Colonna sonora
  • Canzone originale (I Lied to You di Miles Caton)
  • Costumi
  • Scenografia
  • Montaggio
  • Sonoro
  • Fotografia
  • Effetti speciali

Oscar 2026, tutte le nomination: record storico per Sinners

Inizia ufficialmente il conto alla rovescia per la notte degli Oscar 2026, in programma il 15 marzo con la conduzione di Conan O’Brien. Nella mattinata odierna di Los Angeles, infatti, Lewis Pullman (Thunderbolts) e Danielle Brooks (Il colore viola) hanno annunciato le nomination per la 98esima edizione degli Academy Awards, premi che celebrano ogni anno il meglio del cinema internazionale. Favorito della vigilia è indubbiamente Sinners che con 16 nomination ha fatto registrare un primato assoluto nella storia degli Oscar, battendo il record di 14 stabilito da Titanic, Eva contro Eva e La La Land. Seguono poi Una battaglia dopo l’altra, già vincitore ai Golden Globes, che ha ricevuto 13 candidature, Marty Supreme e Hamnet (nove e otto nomination), con l’attrice rivelazione dell’anno Jessie Buckley. Assente dalla categoria per il miglior film internazionale l’Italia, dato che Familia non era già riuscito a superare lo scoglio delle shortlist. Tutte le nomination.

Oscar 2026, tutte le nomination dei 98esimi Academy Awards

Miglior film

  • Bugonia
  • F1
  • Frankenstein
  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • L’agente segreto
  • Sentimental Value
  • Sinners
  • Train Dreams

Miglior regista

  • Chloé Zhao per Hamnet
  • Josh Safdie per Marty Supreme
  • Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra
  • Joachim Trier per Sentimental Value
  • Ryan Coogler per Sinners

Attore protagonista

  • Timothée Chalamet in Marty Supreme
  • Leonardo DiCaprio in Una battaglia dopo l’altra
  • Ethan Hawke in Blue Moon
  • Michael B. Jordan in Sinners
  • Wagner Moura in L’agente segreto

Attrice protagonista

  • Jessie Buckley in Hamnet
  • Rose Byrne in If I Had Legs I’d Kick You
  • Kate Hudson in Song Sung Blue
  • Renate Reinsve in Sentimental Value
  • Emma Stone in Bugonia

Miglior attore non protagonista

  • Benicio Del Toro in Una battaglia dopo l’altra
  • Jacob Elordi in Frankenstein
  • Delroy Lindo in Sinners
  • Sean Penn in Una battaglia dopo l’altra
  • Stellan Skarsgard in Sentimental Value

Miglior attrice non protagonista

  • Elle Fanning in Sentimental Value
  • Inga Ibsdotter Lilleaas in Sentimental Value
  • Amy Madigan in Weapons
  • Wunmi Mosaku in Sinners
  • Teyana Taylor in Una battaglia dopo l’altra

Miglior casting

  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • L’agente segreto
  • Sinners

Sceneggiatura non originale

  • Bugonia
  • Frankenstein
  • Hamnet
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Train Dreams

Sceneggiatura originale

  • Blue Moon
  • Un semplice incidente
  • Marty Supreme
  • Sentimental Value
  • Sinners

Miglior film internazionale

  • L’agente segreto
  • Un semplice incidente
  • Sentimental Value
  • Sirat
  • The Voice of Hind Rajab

Trucco e acconciatura

  • Frankenstein
  • Kokuho
  • Sinners
  • The Smashing Machine
  • The Ugly Stepsister

Miglior colonna sonora

  • Bugonia
  • Frankenstein
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners
  • Hamnet

Miglior canzone originale

  • Dear Me da Diane Warren: Relentless
  • Golden da KPop Demon Hunters
  • I Lied to You da Sinners
  • Sweet Dream of Joy da Viva Verdi!
  • Train Dreams da Train Dreams

Miglior film di animazione

  • Argo
  • Elio
  • KPop Demon Hunters
  • Little Amelie or the Character of Rain
  • Zootropolis 2

Costumi

  • Avatar: Fuoco e cenere
  • Frankenstein
  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • Sinners

Miglior cortometraggio

  • Butcher’s Stain
  • A Friend of Dorothy
  • Jane Austen’s Period Drama
  • The Singers
  • Two People Exchanging Saliva

Scenografia

  • Frankenstein
  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners

Miglior Montaggio

  • F1
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sentimental Value
  • Sinners

Miglior sonoro

  • F1
  • Frankenstein
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners
  • Sirat

Fotografia

  • Frankenstein
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners
  • Train Dreams

Migliori effetti speciali

  • Avatar Fuoco e cenere
  • F1
  • Jurassic World: La rinascita
  • The Lost Bus
  • Sinners

Cortometraggio animato

  • Butterfly
  • Forevergreen
  • The Girl Who Cried Pearls
  • Retirement Plan
  • The Three Sisters

Miglior documentario

  • The Alabama Solutions
  • Come See Me in the Good Light
  • Cutting Through Rocks
  • Mr. Nobody Against Putin
  • The Perfect Neighbor

Miglior corto documentario

  • All the Empty Rooms
  • Armed Only With a Camera: The Life and Death of Brent Renaud
  • Children No More: “Were and are gone”
  • The Devil is Busy
  • Perfectly a Strangeness

Hollywood prepara una massiccia campagna contro l’IA

Scarlett Johansson, Cate Blanchett, Sean Astin. E ancora, Cyndi Lauper, One Republic e REM. Sono solo alcune delle celebrità che hanno deciso di sottoscrivere l’iniziativa «Rubare non è innovazione» di Human Artistry Campaign, una massiccia azione di Hollywood contro l’intelligenza artificiale nel settore. Attesa per la giornata del 22 gennaio, protesta contro il presunto furto di massa di opere create dell’uomo e protette dal diritto d’autore da parte delle aziende hi-tech, allo scopo di addestrare gli algoritmi e mettere a punto strumenti che possano, in teoria, competere con i creator. Sottoscritta da 700 star, sarà supportata anche da uno spot pubblicitario realizzato dal New York Times.

Quali star sostengono la campagna contro l’IA a Hollywood

«Le grandi aziende tecnologiche stanno tentando di cambiare la legge per poter continuare a rubare l’arte americana per costruire la loro attività di intelligenza artificiale, senza autorizzazione e senza pagare chi ha svolto il lavoro», si legge nella dichiarazione di Human Artistry Campaign, composta da un mix di sindacati tra cui la Writers Guild of America, il SAG-Aftra, The NewsGuild e la Recording Industry Association of America. «Questo è sbagliato: è antiamericano ed è un furto su larga scala». Tra i sostenitori vi sono anche Joseph Gordon-Levitt, Fran Drescher, Jennifer Hudson, Vince Gilligan (noto per essere il creatore di Breaking Bad), Kristen Bell e Michele Mulroney, presidente di Writers Guild of America West. Senza dimenticare cantanti e musicisti come LeAnn Rimes, Martina McBride e OK Go oltre ad autori come George Saunders e Jonathan Franzen.

Hollywood prepara una massiccia campagna contro l’IA
L’attrice Scarlett Johansson (Ansa).

Tramite la campagna, l’organizzazione chiede alle aziende tecnologiche di concedere in licenza tutte le opere e consentire ai creatori di scegliere di non sottoporre i propri progetti all’addestramento dell’IA generativa. «La vera innovazione nasce dalla motivazione umana a cambiare le nostre vite: fa avanzare le opportunità, stimolando al contempo la crescita economica e creando posti di lavoro», ha spiegato Moiya McTier, consulente senior di Human Artistry Campaign. «Le aziende di intelligenza artificiale stanno mettendo a repentaglio la carriera degli artisti, sfruttando la loro arte, utilizzando l’arte umana e altre opere creative senza autorizzazione per accumulare miliardi». Finora solamente due aziende hanno concesso licenze per strumenti di IA generativa: a dicembre, Disney ha firmato un accordo da 1 miliardo di dollari con OpenAI per integrare alcuni personaggi nel software di generazione video Sora.

Berlinale 2026, tre coproduzioni italiane nel programma ufficiale

Svelato il cartellone ufficiale della Berlinale 2026, 76esima edizione del Festival cinematografico della capitale tedesca. Anche quest’anno, nessun film italiano è in corsa per l’Orso d’oro né figurano altri lungometraggi nelle sezioni principali. Il nostro Paese è tuttavia presente grazie a tre coproduzioni internazionali, di cui due in concorso e una nella sezione Perspectives. La kermesse, che sarà aperta da No Good Men, terzo film della regista afgana Shahrbanoo Sadat, si svolgerà dal 12 al 22 febbraio. Il cartellone ufficiale è stato presentato in conferenza stampa dalla direttrice Tricia Tuttle, affiancata dai co-direttori Jacqueline Lyanga e Michael Stütz, che hanno annunciato un’edizione che punterà a valorizzare l’esperienza in sala, la scoperta dei nuovi talenti e la difesa della cultura cinematografica con lungometraggi provenienti da oltre 80 Paesi.

Berlinale 2026, tre coproduzioni italiane nel programma ufficiale
I trofei della Berlinale (Ansa).

Berlinale 2026, quali sono le due coproduzioni italiane in concorso

Tra i film più attesi della 76esima Berlinale, come conferma anche Variety, c’è Rosebush Pruning di Karim Aïnouz, coproduzione tra Italia, Germania, Spagna e Regno Unito che vanta un cast stellare con Riley Keough, Callum Turner, Elle Fanning, Jamie Bell e Pamela Anderson. Satira contemporanea, si svolge in una villa spagnola dove i fratelli americani Jack, Ed, Anna e Robert vivono nell’isolamento e nella fortuna che hanno ereditato dalla loro famiglia. Quando il primo desidera cambiare casa per andare a vivere con la sua compagna e il secondo scopre la verità sul decesso della madre, il tessuto familiare inizia irrimediabilmente a disfarsi.

Seconda e ultima coproduzione italiana in concorso per l’Orso d’oro è Nina Roza Genevieve Dulude-de Celle, frutto della collaborazione fra il nostro Paese, il Canada, il Belgio e la Bulgaria. La trama si concentra su un mercante d’arte in viaggio dal Quebec verso la patria che ha abbandonato sperando di mettere gli occhi sui dipinti di una sfuggente ma talentuosa giovane donna, vero prodigio che vive nella campagna bulgara. Soltanto osservando le opere da vicino potrà infatti stabilire se si tratta di un vero genio oppure di un’ennesima frode. Nel cast, assieme a Galin Stoev, Ekaterina Stanina e Sofia Stanina, recita anche l’italiana Chiara Caselli.

Italia presente anche nella sezione Perpectives

Terza e ultima coproduzione italiana presentata nel programma ufficiale della Berlinale 2026 è The Red Hangar (Hangar rojo) di Juan Pablo Sallato. Realizzata dal nostro Paese assieme ad Argentina e Cile, si svolge nel 1973 durante il golpe cileno che portò alla presa del potere da parte di Pinochet. Questi film si aggiungono ai già annunciati Mambo Kids di Emanuele Tresca in Generation e Wax & Gold di Adama Bineta Sow nella sezione Berlinale Special Presentation. Presenti anche i corti Cosmonauts di Leo Černic e L’uomo più bello del mondo di Paolo Baiguera selezionati nei Berlinale Shorts.

Berlinale 2026, tre coproduzioni italiane nel programma ufficiale
La direttrice della Berlinale Tricia Tuttle (Ansa).

Gomorra-Le Origini, perché costi e audience della serie preoccupano Sky

La quinta e ultima stagione della serie Gomorra era andata in onda su Sky alla fine del 2021. Sono quindi passati oltre quattro anni dall’epilogo della saga di Genny Savastano e Ciro l’immortale. E Sky, per non fare sfiorire un brand dal valore internazionale come Gomorra, ha pensato bene di proporre un prequel, ambientato nella Napoli del 1977, e che racconta le origini di Pietro Savastano, il boss di Secondigliano papà di Genny.

Regia di Marco D’Amore, l’attore che interpretava Ciro l’immortale

Gomorra-Le Origini ha preso il via il 9 gennaio, con due episodi andati in onda in prima serata su Sky Atlantic per la regia di Marco D’Amore (l’attore che interpretava Ciro l’immortale). E dopo i primi risultati di audience, qualche dirigente nella sede Sky di Milano Rogoredo ha iniziato ad avere i sudori freddi: 57 mila persone hanno visto il primo episodio, il 9 gennaio, su Sky Atlantic dalle ore 21.15 alle ore 22.07, e 50 mila persone hanno invece assistito alla seconda puntata, dalle 22.11 alle 22.59.

Gomorra-Le Origini, perché costi e audience della serie preoccupano Sky
Gomorra-Le Origini, perché costi e audience della serie preoccupano Sky
Gomorra-Le Origini, perché costi e audience della serie preoccupano Sky
Gomorra-Le Origini, perché costi e audience della serie preoccupano Sky
Gomorra-Le Origini, perché costi e audience della serie preoccupano Sky
Gomorra-Le Origini, perché costi e audience della serie preoccupano Sky
Gomorra-Le Origini, perché costi e audience della serie preoccupano Sky
Gomorra-Le Origini, perché costi e audience della serie preoccupano Sky

I prodotti Sky sono molto replicati e disponibili on demand

Premessa: stiamo parlando di una pay tivù che ha un parco abbonati di poco superiore a quota 4 milioni, e quindi l’universo è molto più piccolo rispetto alla platea televisiva della televisione in chiaro. In secondo luogo i prodotti Sky vanno giudicati nel medio periodo, perché molto replicati e disponibili on demand, visione alla quale l’abbonato Sky è molto abituato.

M-Il figlio del secolo era andata meglio (costando però molto)

Però sarà piuttosto difficile che, con 50 mila telespettatori nella prima messa in onda, quegli episodi possano superare la soglia del milione di persone nei sette giorni (che è il parametro che evidenzia una serie di successo su Sky). E va ricordato che pure M-Il figlio del secolo, ossia la serie Sky dedicata a Benito Mussolini con Luca Marinelli protagonista, pur arrivando a quota un milione di pubblico nei sette giorni a inizio 2025 non ha poi avuto una seconda stagione, essendo costata circa 60 milioni di euro.

Bisogna considerare anche il prestigio e la cosiddetta talkability

Ma tornando a Gomorra-Le Origini, l’enorme battage pubblicitario e di comunicazione messo in piedi da oltre un mese da Sky non pare, almeno per ora, aver sortito grossi effetti. Certo, per una pay tivù un prodotto audiovisivo non va valutato solo da un punto di vista quantitativo e di audience, ma anche dal prestigio con cui illumina il broadcaster e dalla cosiddetta talkability (quanto se ne discute sui social). Ma per Gomorra-Le Origini, prodotto per Sky da Cattleya srl (produttore di tutte le stagioni di Gomorra), contano pure i 19,8 milioni di euro di costi produttivi per sei episodi, per un totale di 270 minuti. Cioè 73.670 euro al minuto.

Pure il piatto dei contributi pubblici piange

Si è trattato di ricostruire il 1977 e questo sicuramente ha aumentato i costi della scenografia. Però ci collochiamo al doppio rispetto, per esempio, alla quinta stagione di Gomorra andata in onda a fine 2021: era costata 18,5 milioni di euro per 10 episodi, per un totale di 500 minuti, in pratica 37 mila euro al minuto. Peraltro il tax credit concesso per Gomorra-Le Origini è stato di 4,5 milioni di euro, rispetto ai 6 milioni per la quinta stagione di Gomorra. Anche sul fronte contributi pubblici, insomma, i tempi stanno cambiando.

Lucasfilm, Dave Filoni nuovo presidente: guiderà il franchise Star Wars

Cambio ai vertici di Lucasfilm, la casa di produzione statunitense fondata da George Lucas e famosa per aver prodotto le saghe di Star Wars e Indiana Jones. Dopo quasi 15 anni al comando, Kathleen Kennedy ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di presidente: un addio, seppur vociferato da tempo, che segna comunque un cambiamento epocale per uno dei più grandi marchi di Hollywood. Al suo posto è stato promosso Dave Filoni, collaboratore di lunga data di Lucas e già regista di alcuni episodi di The Mandalorian e Ashoka. In qualità di presidente e direttore creativo, guiderà il franchise con la collaborazione di Lynwen Brennan, con esperienza in budget e bilanci, nominata co-presidente.

Lucasfilm, i nuovi presidenti dovranno rilanciare il franchise Star Wars

Lucasfilm, Dave Filoni nuovo presidente: guiderà il franchise Star Wars
La produttrice Kathleen Kennedy (Ansa).

Compito cruciale di Dave Filoni e Lynwen Brennan sarà escogitare una strategia per rilanciare Star Wars rendendolo fresco e al passo con i tempi e gestendo una fan base molto spesso critica e dura nei confronti delle nuove uscite, siano esse cinematografiche o seriali. Entrambi riferiranno ad Alan Bergman, co-presidente di Disney Entertainment di cui Lucasfilm è sussidiaria dal 2012. Kennedy, dal canto suo, non uscirà definitivamente: resterà in contatto con la società e, fra il 2026 e il 2027, sarà produttrice esecutiva dei prossimi due capitoli della saga, The Mandalorian & Grogu tratto dalla serie su Disney+ e l’atteso Star Wars: Starfighter con Ryan Gosling. «Quando abbiamo acquisito Lucasfilm più di 10 anni fa, sapevamo che avremmo portato nella famiglia Disney un team di straordinari talenti guidato da una regista visionaria», ha dichiarato il Ceo Bob Iger. «Siamo grati a Kathleen per la sua visione e gestione».

Produttrice stimata nel settore, Kennedy ha lavorato a stretto contatto con Steven Spielberg per anni, anche se, come sottolinea Variety, il suo mandato ha attraversato alti e bassi. Accanto ai successi di Star Wars Episodio VII – Il risveglio della forza e dello spin-off Rogue One, non sono mancati i flop al box office come Solo del 2018 oppure i tanti progetti accantonati per divergenze creative, tra cui quelli che avrebbero visto entrare nel franchise David Benioff e DB Weiss, creatori de Il Trono di Spade, o Taika Waititi. Non è andato bene nemmeno il rilancio di Indiana Jones, il cui quinto capitolo del 2023 con Harrison Ford nei panni del veterano archeologo ha deluso al botteghino. Discorso simile anche per il piccolo schermo, dove accanto ai successi The Mandalorian e Andor sono arrivate le delusioni come nel caso di The Acolyte.

Chi sono Dave Filoni e Lynwen Brennan

Lucasfilm, Dave Filoni nuovo presidente: guiderà il franchise Star Wars
La nuova co-presidente di Lucasfilm Lynwen Brennan (Ansa).

Veterano di lunga data in Lucasfilm, Dave Filoni è stato scelto direttamente dal regista e fondatore George Lucas nel 2005 per mettere in piedi lo studio cinematografico. Sue le serie di animazione The Clone Wars e Rebels, ma anche la sceneggiatura del prossimo The Mandalorian & Grogu con Pedro Pascal, atteso in sala a maggio. Brennan è invece entrata in Industrial Light & Magic, tra le più note aziende nel campo degli effetti speciali digitali oggi parte di Lucasfilm, nel 1999, diventandone dopo 10 anni la presidente. In seguito, nel 2024 ha ottenuto l’incarico di direttrice generale di Lucasfilm, guidando la strategia aziendale e le attività di produzione.

Kabir Bedi compie 80 anni: non solo Sandokan, 5 film e serie dell’attore indiano

Buon compleanno a una delle icone della televisione Anni 70. Oggi 16 gennaio compie 80 anni Kabir Bedi, attore indiano che appena trentenne conquistò anche il pubblico italiano nei panni di Sandokan nell’omonimo sceneggiato del 1976 diretto da Sergio Sollima, padre di Stefano. Avrebbe interpretato la Tigre della Malesia anche l’anno successivo nel film La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! e nel 1996 nella serie Il ritorno di Sandokan. In carriera, Bedi ha preso parte a oltre 60 lungometraggi di Bollywood ed è apparso in diverse produzioni italiane, tra cui Noi siamo angeli con Bud Spencer. Ed è stato anche uno degli antagonisti di James Bond.

Kabir Bedi, 5 film e serie tv oltre al personaggio di Sandokan

Kabir Bedi compie 80 anni: non solo Sandokan, 5 film e serie dell’attore indiano
L’icona di Bollywood Kabir Bedi (Ansa).

Il Corsaro Nero tratto dai libri d’avventura di Emilio Salgari

Oltre a vestire i panni di Sandokan, nel 1976 Kabir Bedi fu alla corte di Sollima per Il Corsaro Nero, altro film ispirato alle opere letterarie di Emilio Salgari. L’icona del cinema indiano ha interpretato il protagonista della storia, il conte Emilio di Roccabruna, gentiluomo di Ventimiglia e di Valpenta che lotta contro i filibustieri di Tortuga con l’identità di Corsaro Nero. Vendendo l’anima al diavolo, ha giurato vendetta al perfido Van Guld (Mel Ferrer), che ha ucciso i suoi fratelli Enrico (Jackie Basehart) e Amedeo (Niccolò Piccolomini), un tempo al suo fianco come Corsaro Rosso e Corsaro Verde. Il film è disponibile in streaming su Mediaset Infinity.

Octopussy – Operazione piovra, il villain di 007 con Roger Moore

Kabir Bedi ha legato la sua fama internazionale al personaggio di Gobinda, temibile maggiordomo del principe afgano Kamal Khan (Louis Jourdan) in Octopussy – Operazione piovra, 13esimo film della saga di James Bond e sesto con Roger Moore nei panni della spia protagonista. Nel cast anche Maud Adams nel ruolo dell’affascinante avventuriera e contrabbandiera di gioielli Octavia, alias Octopussy. Robert Brown interpreta invece M, il capo di 007, mentre Desmond Llewelyn è l’informatico Q. Il film è disponibile al noleggio o all’acquisto su Amazon Prime Video, Apple Tv, Chili e Rakuten Tv.

Beyond Justice al fianco di Carol Alt e Rutger Hauer

Nel 1991 Kabir Bedi tornò alla corte di un regista italiano con Beyond Justice, film di Duccio Tessari tratto dalla miniserie Il principe del deserto. Il divo indiano è qui Moulet Beni-Zair, ricco proprietario di origini arabe e residente negli Usa, che ha divorziato dall’affascinante imprenditrice Christine Sanders (Carol Alt). Quando lui decide di portare in Marocco il figlio Robert, l’ex moglie assume due agenti, interpretati da Rutger Hauer e Peter Sands, specializzati in operazioni di salvataggio di ostaggi per riportare il bambino a casa. Al momento il film non è disponibile in streaming.

Noi siamo angeli, la miniserie con Bud Spencer

Nel 1997 uscì Noi siamo angeli, miniserie televisiva andata in onda su Rai 1 con protagonisti Bud Spencer e Philip Michael Thomas nei panni di Bob e Joe, due detenuti dal cuore tenero imprigionati in un carcere di massima sicurezza. Riescono a scappare durante un attacco architettato da Napoleon Duarte (Kabir Bedi), capo di un gruppo di rivoluzionari, e per evitare di essere nuovamente condotti dietro le sbarre picchiano due frati e ne assumono l’identità. Nel cast anche Renato Scarpa e David Hess. È possibile recuperarla in streaming su Amazon Prime Video oppure su YouTube.

Purché finisca bene (2024), l’ultima apparizione in Italia

Tra le ultime performance di Kabir Bedi c’è quella in Questione di stoffa, capitolo del 2024 della collana Purché finisca bene prodotta da Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction. Il divo del cinema indiano interpreta Ramesh che, assieme alle nipoti Dev e Rani, gestisce la Deepti’s Taylor, sartoria che entra in competizione con la Mampresol di Orlando (Nicola Pannelli) e Mina (Licia Navarrini), orgogliosi artigiani veneti con cui lavora anche il giovane disegnatore Matteo (Pierpaolo Spollon). Quando la stravagante stilista Ravagnin (Clotilde Sabatino) affida i bozzetti agli indiani per una sua sfilata di moda, inizia la competizione. È in streaming su RaiPlay.

Tomb Raider, Sophie Turner è Lara Croft nella prima foto della serie

Amazon Prime Video ha svelato la prima immagine ufficiale di Sophie Turner nei panni di Lara Croft, archeologa e avventuriera nonché icona dei videogame. La 29enne attrice britannica, celebre per aver interpretato Lady Sansa Stark nelle otto stagioni de Il Trono di Spade, sarà protagonista della nuova serie Tomb Raider sceneggiata da Phoebe Waller-Bridge (attrice vista in Indiana Jones e il quadrante del destino). Ancora ignota l’ambientazione e la trama degli episodi, che saranno tuttavia legati alla saga videoludica avviata nel 1996 con il primo storico capitolo che ha reso il personaggio un simbolo non solo del genere action ma dell’intero gaming. Turner sarà la terza a impersonarla dopo Angelina Jolie e Alicia Vikander. Nel cast di Tomb Raider anche Sigourney Weaver, Jason Isaacs, Martin Bobb-Semple, Jack Bannon, John Heffernan e Bill Paterson. Iniziate le riprese.

Non solo Tomb Raider: Prime Video svela anche il nuovo volto di Kratos

L’annuncio di Amazon Prime Video arriva a meno di 24 ore di distanza da quello relativo a un altro adattamento in arrivo. La piattaforma streaming è al lavoro sulla serie tv live action tratta dalla saga God of War, capolavoro dei Santa Monica Studios ambientato nelle mitologie greca e norrena. Nei panni del protagonista, il cruento guerriero spartano Kratos, ci sarà Ryan Hurst, già noto per la serie Sons of Anarchy e per aver interpretato Beta in The Walking Dead. Nel 2026 sarà anche in Odissea di Christopher Nolan. La trama seguirà il reboot norreno della saga, con Kratos ormai adulto e padre del giovane Atreus, con cui si imbarca in una lunga missione per spargere le ceneri della defunta moglie Faye dalla vetta di una montagna.

Euphoria 3, online il primo trailer: ecco la data di uscita della serie

Dopo quattro anni di assenza, torna Euphoria. HBO ha infatti rilasciato l’attesissimo primo trailer della terza stagione della serie cult creata da Sam Levinson e confermato la data di uscita online. Gli otto episodi, che in Italia usciranno in contemporanea assoluta con gli Stati Uniti, saranno disponibili a partire dal 13 aprile su Sky e in streaming su Now Tv e sulla nuova piattaforma HBO Max, che ha debuttato nel nostro Paese il 13 gennaio. Girata in 65 millimetri, prima produzione per il piccolo schermo a usare tale formato, riporterà sulla scena l’intero cast stellare: torneranno infatti Zendaya, Jacob Elordi, Hunter Schafer e Sydney Sweeney. Grande attesa per Sharon Stone e per il debutto di Rosalía, la star catalana del pop.

Euphoria 3, le anticipazioni della trama e il cast della terza stagione

Per quanto riguarda la trama, si svolgerà cinque anni dopo la fine degli eventi della seconda stagione, mostrando i protagonisti ormai cresciuti e divenuti giovani adulti. Rue (Zendaya) è una tossicodipendente al confine con il Messico e si trova a fare i conti con i debiti che ha contratto con la spacciatrice Laurie (Martha Kelly), mentre Cassie (Sweeney), pur avendo sposato Nate (Elordi) con cui vive in una località di periferia, continua a realizzare contenuti erotici online. Jules (Schafer) ha iniziato a frequentare invece una scuola d’arte, mentre Maddie (Alexa Demi) lavora presso un’agenzia di talenti di Hollywood. Infine Lexi (Maude Apatow) è divenuta assistente di una showrunner dello spettacolo, interpretata dalla new entry Sharon Stone. «Non so se la vita fosse esattamente come desideravo», afferma Rue nel trailer. «In qualche modo, per la prima volta, stavo iniziando ad avere fede».

È morto il comico Luciano Manzalini, metà dei Gemelli Ruggeri

Luciano Manzalini, membro dei Gemelli Ruggeri, è morto all’età di 74 anni. Il «secco», come era soprannominato durante gli show, si trovava nella Villa Paola di Bologna. A darne notizia è stato l’altra metà del duo, Eraldo Turra, con un omaggio sui social: «Luciano se n’è andato, povero amico amico mio». Formatisi nel 1979, i Gemelli Ruggeri hanno attraversato con il loro umorismo degli Anni 80, arrivando fino al nuovo millennio e facendo ridere con i loro sketch generazioni di appassionati sia a teatro sia in televisione. «Ci conoscevamo dal 1978», ha raccontato Turra al Resto del Carlino. «Ci siamo incontrati a uno spettacolo del Centro civico Mazzini e poi, dopo qualche stage, abbiamo iniziato con il teatro di strada e ricerca, sempre virato alla comicità».

È morto il comico Luciano Manzalini, metà dei Gemelli Ruggeri
I Gemelli Ruggeri (da Facebook).

Chi era Luciano Manzalini, comico dei Gemelli Ruggeri

Nato a Milano il primo gennaio 1952, Luciano Manzalini è stato un attore, comico, autore e scrittore. Laureato in Chimica, da dilettante aveva iniziato negli Anni 70 al Centro Teatrale Roselle, dove nacque il gruppo Gran Pavese Varietà di Bologna con alcuni dei volti comici più incisivi del periodo tra cui Syusy Blady, Patrizio Roverso e Freak Antoni. Consacratosi con i Gemelli Ruggeri, vestiva i panni di uno stralunato e demenziale Stanlio, mentre Eraldo Turra si calava nei panni di un novello Ollio. Il loro successo si è consolidato negli Anni 80 grazie alla televisione, tra cui la partecipazione al programma i Mixerabili su Rai 2 condotto da Gianni Minà. Poi il passaggio sotto l’ala di Antonio Ricci con Drive In nel 1983 e Lupo Solitario quattro anni dopo, dove hanno impersonato gli improbabili corrispondenti della tv di Stato di Croda, immaginario Paese dell’Europa dell’Est.

Seguirono poi anche diversi lavori per il cinema. Nel 1987 i Gemelli Ruggeri debuttarono sul grande schermo con Notte italiana di Carlo Mazzacurati, seguito da Mortacci di Sergio Citti e Affari speciali di Felice Farina. Attirarono persino l’attenzione di Federico Fellini, che come ricorda il Corriere li scritturò per il suo film del 1989 La voce della luna. In carriera, Luciano Manzalini aveva pubblicato con Pendragon alcuni libri come L’amore svenuto, raccolta di brevi poesie, e La felicità è un caso da risolvere intriso di aforismi. Alcuni anni fa era stato colpito da un ictus. «Era una persona schiva», ha raccontato Turra. «Non si può dire che non amasse stare sotto i riflettori: aveva uno sguardo ironico sulla vita, capace di guardare le cose in modo diverso».

L’omaggio del sindaco di Bologna Lepore: «Lascia un grande vuoto in città»

«Luciano Manzalini è stato un artista eclettico e una presenza importante a Bologna che lascia un grande vuoto in città», ha dichiarato il sindaco Matteo Lepore. «Dotato di un umorismo surreale, sottile e raffinato, da vero uomo di spettacolo ha saputo spaziare dal cinema al teatro, alla televisione, segnando gli anni d’oro del cabaret bolognese e nazionale con gli straordinari Gemelli Ruggeri, in coppia con Eraldo Turra. Ai suoi cari va il nostro più sincero affetto. Ricordarlo per noi sarà tornare inevitabilmente a sorridere, pensando agli infiniti sketch e alle risate che ha saputo donarci, vera e preziosa eredità che lascia un grande comico».

Trevor Noah condurrà i Grammy Awards per l’ultima volta

Cbs ha confermato Trevor Noah alla conduzione dei Grammy Awards 2026: sarà la sesta apparizione consecutiva del comico sudafricano, ex presentatore del Daily Show, sul palco della Crypto.com di Los Angeles che ospiterà l’evento il prossimo primo febbraio. «Sono felicissimo di dare il benvenuto ancora una volta a Trevor per la sua sesta e purtroppo ultima volta», ha dichiarato Ben Winston, produttore esecutivo della manifestazione che premia il meglio della musica internazionale. «È stato un presentatore fenomenale, il migliore dello show. Il suo impatto è stato spettacolare, non vediamo l’ora di farlo assieme un’ultima volta». A partire dall’edizione 2027, i Grammy cambieranno anche casa, spostandosi su Abc e Disney+.

Trevor Noah presenta i Grammy Awards ininterrottamente dal 2021

Collaboratore ricorrente del The Daily Show su Comedy Central dal 2014, Trevor Noah ne è stato il conduttore per sette anni dal 2015 al 2022 quando lasciò per dedicarsi alla stand-up comedy. Al suo posto c’è ora Jon Stewart, il cui contratto è tuttavia in scadenza. Il comico sudafricano ha preso in mano le redini dei Grammy Awards nel 2021, quando subentrò ad Alicia Keys che aveva presentato le due edizioni precedenti. Districatosi bene nelle difficili condizioni della pandemia da Covid-19 in un evento segnato dal distanziamento sociale e dall’uso di più palchi proprio nel 2021, lo scorso anno guidò la cerimonia di premiazione che seguì di poche settimane i devastanti incendi di Palisades e di Eaton.

Trevor Noah condurrà i Grammy Awards per l’ultima volta
Il comico e conduttore Trevor Noah (Ansa).

I favoriti per vincere un premio nel 2026

La cerimonia di premiazione dei Grammy Awards 2026 scatterà domenica primo febbraio alle ore 17 di Los Angeles, quando in Italia saranno ormai le 2 del mattino successivo. Per quanto riguarda le nomination, in vetta c’è il rapper Kendrick Lamar con nove, seguito da Lady Gaga con sette. Appaiati Sabrina Carpenter, Leon Thomas e Bad Bunny a quota sei. Da segnalare l’esordio tra i candidati dell’attore Timothée Chalamet, nominato nella sezione dedicata ai progetti per il visual media. Tra le canzoni dell’anno, favoriti Lady Gaga per Abracadabra, Doechii per Anxiety e il duo Rosé e Bruno Mars con APT, mentre fra gli album occhio a Bad Bunny, Kendrick Lamar e Lady Gaga. Per il premio Best New Artist, riflettori puntati sulle Katseye, su Lola Young e Alex Warren.

Morta l’attrice Lina Bernardi

È morta a 87 anni l’attrice di teatro, cinema e televisione Lina Bernardi. Nata a Latina nel 1938, aveva iniziato la sua carriera a teatro. E aveva continuato a calcare il palcoscenico anche quando il grande e il piccolo schermo le hanno regalato una popolarità più ampia: tratto distintivo della sua carriera era diventato il monologo “Mamma eroina” di Maricla Boggio, interpretato per 31 anni. Ricordata dal grande pubblico in particolare per il ruolo di Sophie Rousseau, interpretato tra il 2001 e il 2005 nella soap CentoVetrine, Bernardi aveva preso parte a numerose altre serie televisive trasmesse su Rai e Mediaset, tra cui Distretto di Polizia e Vivere. E al cinema aveva recitato in film come Pane e tulipani, Non ti muovere e L’ultimo bacio. «Il teatro è stato il fulcro della sua carriera, insieme all’impegno costante nella formazione dei giovani e nella promozione di cause sociali. Latina oggi perde una donna di grande valore umano e artistico», ha scritto sui social la sindaca Matilde Celentano.

Oscar 2026, iniziate le votazioni per le nomination: come funzionano e quando verranno annunciati i candidati

Parte ufficialmente il conto alla rovescia degli Oscar 2026, 98esima edizione degli Academy Awards. Alle 9 del mattino (ora del Pacifico, le 18 italiane) di lunedì 12 gennaio si è infatti aperta una finestra di cinque giorni destinata a definire le candidature per i premi cinematografici più importanti della stagione. Chiamati al voto gli oltre 11 mila membri dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che potranno esprimere la loro preferenza fino alle 17 di venerdì 16 gennaio. L’annuncio ufficiale delle nomination è previsto per il 22 gennaio in diretta streaming alle ore 14.30 italiane. Per quanto riguarda la cerimonia di gala, invece, bisognerà aspettare fino al 15 marzo.

Come funzionano le votazioni per le nomination degli Oscar

Oscar 2026, iniziate le votazioni per le nomination: come funzionano e quando verranno annunciati i candidati
Una statuetta degli Oscar (Ansa).

Le nomination dei premi Oscar sono frutto della votazione dei membri dell’Academy, il cui numero di aggira attorno agli 11 mila: tra di loro, esclusivamente professionisti del settore fra attori, registi, sceneggiatori, produttori e così via, fino ad arrivare alle maestranze tecniche come animatori, tecnici del suono ed esperti di trucco e acconciature. L’ingresso è esclusivo, in quanto possibile solamente su invito e riservato a coloro che hanno alle spalle una proficua carriera nel cinema. Per entrare nel ristretto club bisogna aver ricevuto una nomination nelle edizioni precedenti oppure possedere una raccomandazione da parte di almeno due membri e aspettare l’approvazione finale del Consiglio dei governatori dell’Academy.

Ciascun professionista può votare solo per la categoria di appartenenza (dunque gli attori per le performance, i registi per la direzione e così via) con la sola eccezione del Miglior film dove tutti esprimono la loro preferenza. Vige il voto preferenziale, dove ogni membro stila una classifica in ordine di preferenza. Il progetto o l’attore che riceve la maggioranza assoluta entra in cinquina, mentre in caso contrario si procede all’eliminazione progressiva dei meno votati. Una volta annunciate le candidature, solitamente un mese prima della cerimonia di premiazione finale, ogni membro vota il suo favorito. Per tutte le categorie, chi ottiene più preferenze vince, a eccezione del Miglior Film, dove ancora si ricorre anche per l’assegnazione della statuetta al voto preferenziale.

In arrivo un nuovo record assoluto nella storia degli Academy Awards?

Alla 98esima edizione dei premi Oscar potremmo assistere a un nuovo record assoluto. Secondo la rivista Variety, infatti, Sinners – I peccatori di Ryan Coogler è destinato a ottenere ben 15 nomination, stabilendo così un primato all-time in fatto di candidature, al momento condiviso da Eva contro Eva, Titanic e La La Land che ne hanno ricevute 14 a testa. Per il thriller-horror sui vampiri con Michael B. Jordan, oltre a miglior film, regia e attore protagonista, dovrebbe arrivare anche la nomination per il miglior casting, nuova categoria che sarà introdotta proprio nel 2026. Per vincere la statuetta, tuttavia, non è il favorito: a contendersela sembrano essere soprattutto Hamnet – Nel nome del figlio e Una battaglia dopo l’altra, rispettivamente miglior drama e comedy ai Golden Globes e che, nelle proiezioni di Variety, potrebbero ricevere 14 e nove candidature.

Cosa rimane su Sky e Now dopo lo sbarco di HBO Max in Italia

Il 2026 porta con sé un cambiamento importante nel panorama televisivo e streaming italiano. Da martedì 13 gennaio è infatti disponibile, anche nel nostro Paese con tre piani di abbonamento, HBO Max, piattaforma del network americano di proprietà di Warner Bros. Discovery (almeno fino alla tanto chiacchierata e discussa acquisizione da parte di Netflix). A disposizione per gli utenti un ricco catalogo di film e serie HBO e Warner, negli ultimi 15 anni trasmessi su Sky e Now Tv in esclusiva per via dell’accordo con il network, scaduto tuttavia il 31 dicembre. Ecco cosa cambierà e cosa sparirà per gli abbonati Sky.

HBO Max arriva in Italia: cosa cambia per gli utenti di Sky

Con l’arrivo di HBO Max in Italia, il catalogo di Sky e Now Tv subirà importanti decurtazioni. Non vi saranno infatti più le nuove serie HBO al debutto, come Il cavaliere dei sette regni – spin-off prequel de Il Trono di Spade in streaming dal 19 gennaio – oppure l’atteso adattamento per il piccolo schermo di Harry Potter, in arrivo nel 2027: saranno visibili solamente su HBO Max. Cambia casa anche The Pitt, medical drama con Noah Wyle premiato ai Golden Globes, la cui seconda stagione non uscirà su Sky che invece aveva trasmesso la prima tornata di episodi. Per le altre serie già avviate invece ci saranno alcune co-esclusive: Euphoria 3, in arrivo in primavera, e le future stagioni di House of the Dragon arriveranno anche su Sky. I cataloghi completi tuttavia saranno ad appannaggio esclusivo di HBO Max.

Novità anche per quanto riguarda il fronte cinema. Sky infatti perde anche le prime visioni di tutti i film Warner Bros., che approderanno prima su HBO Max. È il caso, per esempio, di Una battaglia dopo l’altra con Leonardo DiCaprio, premiato ai Golden Globes e disponibile già dal 13 gennaio, o di Superman, nuovo adattamento con protagonista il supereroe di Kripton diretto da James Gunn. Sulla piattaforma finiranno tutti i nuovi titoli DC, così come i franchise Harry Potter e Il Signore degli Anelli. I lungometraggi approderanno su Sky solamente in un secondo momento, verosimilmente qualche mese dopo l’arrivo su HBO Max.

Sky perde due tornei Slam di tennis: le novità per lo sport

Con un surplus di tre euro sul prezzo di abbonamento, HBO Max offre anche la visione dei due canali Eurosport. Gli abbonati potranno assistere dunque in diretta agli Australian Open e al Roland Garros di tennis, due dei quattro tornei dello Slam, ma anche alle tappe più adrenaliniche del ciclismo con il Tour de France, la Vuelta e il Giro d’Italia, alle corse mozzafiato della Le Mans e agli sport invernali come le gare di sci alpino maschile e femminile. Senza dimenticare i Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026 con tutte le discipline in programma.

HBO Max è arrivato in Italia: 10 film e serie da vedere sulla piattaforma

Martedì 13 gennaio si apre in Italia una nuova era dello streaming. È disponibile nel nostro Paese la piattaforma HBO Max, servizio del network americano di proprietà di Warner Bros. Discovery, con un vasto elenco di film, serie televisive ed eventi sportivi. Come funziona, quali sono i vari piani di abbonamento e, soprattutto, cosa è possibile trovare già online? Ecco una guida con tutto quello che bisogna sapere.

LEGGI ANCHE: HBO, le serie più attese del 2026

HBO Max, i piani di abbonamento e dove trovare la piattaforma

HBO Max Italia è disponibile su smart Tv, dispositivi streaming come Fire Stick, ma anche console di gioco, browser con controlli parentali e, ovviamente, smartphone, Pc e tablet. Per l’utente, sono tre le opzioni di abbonamento. Si parte dal piano Base con pubblicità da 5,99 euro al mese, che consente la visione in Full HD su due dispositivi. Più costoso (11,99 euro) lo Standard che, sempre in Full HD e su due device, elimina le pubblicità e permette anche 30 download per usare l’app anche in assenza di connessione. C’è infine la versione Premium da 16,99 euro al mese per guardare film e serie tv in 4K Ultra HD con Dolby Atmos su quattro dispositivi in contemporanea e che permette 100 download. A questi si può aggiungere il pacchetto sport che, con un supplemento di 3 euro mensili, consente l’accesso ai canali Eurosport per guardare gli Australian Open e il Roland Garros di tennis oppure le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

Cinque film da guardare in streaming il giorno del lancio

Una battaglia dopo l’altra premiato ai Golden Globes

Tra i film disponibili al debutto di HBO Max in Italia c’è Una battaglia dopo l’altra, l’ultimo lavoro di Paul Thomas Anderson premiato ai Golden Globes come miglior comedy. Favorito per gli Oscar 2026 di marzo, racconta la storia di Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio), attivista e rivoluzionario del gruppo French 75 che, dopo anni di militanza, abbandona la lotta per crescere la figlia piccola. Quando lei viene rapita da un colonnello senza scrupoli (Sean Penn) dovrà far leva su ogni risorsa per trovarla. Nel cast anche Benicio Del Toro e Teyana Taylor, vincitrice del Golden Globe.

Weapons, tra i film più visti in Italia nell’estate 2025

Altra novità di HBO Max già disponibile il giorno del lancio in Italia è Weapons, horror d’autore diretto e scritto da Zach Cregger. La trama si svolge in una cittadina di provincia degli Stati Uniti, dove una notte spariscono improvvisamente 17 bambini di una scuola elementare dopo essere usciti da soli dalle loro abitazioni. Una loro maestra (Julia Garner) unirà le forze con il padre di un ragazzo (Josh Brolin) e il preside (Benedict Wong) per trovare delle risposte. Con oltre 260 milioni di dollari al box office internazionale e quasi 3,5 in Italia, è stato uno dei film più visti dell’estate nel nostro Paese.

Superman, il nuovo adattamento diretto da James Gunn

Gli abbonati al servizio streaming HBO Max potranno anche guardare in streaming Superman, nuovo adattamento dell’eroe DC Comics diretto da James Gunn e destinato a inaugurare una nuova saga al cinema. Nei panni di Kal-el, alias Clark Kent, recita David Corenswet già noto per la serie Netlfix The Politician ideata da Ryan Murphy. La trama vede il protagonista già divenuto un eroe affermato nel mondo, pur non essendo stato ancora del tutto compreso. Impegnato nel combattere Lex Luthor (Nicholas Hoult) e il suo piano di dominio, dovrà anche battersi per il suo ruolo al Daily Planet, dove collabora con la giornalista Lois Lane (Rachel Brosnahan). Nel cast anche Isabela Merced, Nathan Fillion e Wendell Pierce.

The Conjuring: Il rito finale, tra i 10 film più visti del 2025 in Italia

Su HBO Max anche The Conjuring: Il rito finale, decimo film tra i più visti in Italia nell’intero 2025 con poco più di 9,5 milioni di euro al box office. Sequel di The Conjuring – Per ordine del diavolo e decimo capitolo della saga horror, si concentra ancora una volta su Ed e Lorraine Warren (Patrick Wilson e Vera Farmiga), esperti dei fenomeni paranormali impegnati a fronteggiare una nuova minaccia. Nel cast anche Ben Hardy, Elliot Cowan e Mia Tomlinson.

Nonostante, il film di e con Valerio Mastandrea

Su HBO Max non mancheranno ovviamente i film italiani. Gli abbonati al servizio streaming potranno vedere, tra gli altri, Nonostante di e con Valerio Mastandrea, che oltre a dirigere la pellicola ne veste i panni del protagonista, ricoverato da tempo in ospedale dove ha ritrovato la tranquillità perduta da anni. A scuotere la sua condizione è l’arrivo di una nuova compagna di reparto (Dolores Fonzi), il cui carattere è il suo esatto opposto in quanto furioso e insofferente per tutto. Una convivenza che, dopo i primi attriti, troverà il suo equilibrio.

Cinque serie da vedere su HBO Max a gennaio

The Pitt 2, arriva la seconda stagione del medical drama con Noah Wyle

Fresca vincitrice del Golden Globe come miglior drama, The Pitt torna su HBO Max con la seconda stagione. Al centro della narrazione torneranno il dottor Michael Robby Robinatovich (Noah Wyle, anch’egli premiato con la statuetta a Los Angeles), impegnato quotidianamente al The Pitt, l’ospedale di Pittsburgh. Ogni episodio, autoconclusivo e in uscita a cadenza settimanale, racconta un’ora del turno in corsia fra la frenesia per curare i pazienti e i rapporti tra i vari membri del personale medico e infermieristico. Nel cast anche Katherine LaNasa.

Industry, sbarca finalmente in Italia l’acclamato thriller finanziario

Con HBO Max sbarca finalmente in Italia Industry, acclamato thriller finanziario di HBO ideato dagli ex banchieri Mickey Down e Konrad Kay, che si sono basati sulle loro esperienze quotidiane di lavoro. Al centro della narrazione figura un gruppo di neolaureati che iniziano il loro percorso professionale nella Pierpoint & Co., uno dei più prestigiosi istituti di credito londinesi. Nel corso delle varie puntate compaiono vari termini tecnici e dinamiche del mondo economico, che contribuiscono a dare vita a uno spaccato molto dettagliato e attendibile dell’industria. Nel cast, fra gli altri, Marisa Abela e Kit Harington. Disponibili tutte le stagioni: la quarta è uscita domenica 11 gennaio.

Il cavaliere dei sette regni, il nuovo prequel di Game of Thrones

Bisognerà aspettare lunedì 19 gennaio invece per poter mettere le mani su Il cavaliere dei sette regni, nuovo spin-off e prequel de Il Trono di Spade (tra l’altro disponibile con tutte le otto stagioni su HBO Max). Ambientato circa 100 anni prima degli eventi della serie madre, racconta le avventure del cavaliere Sir Duncan l’Alto, noto anche con il nome di Dunk e destinato a diventare Lord Comandante della Guardia Reale, e del suo giovanissimo scudiero Egg, rampollo della casata Targaryen. Nei panni dei due protagonisti recitano rispettivamente Peter Claffey e Dexter Sol Ansell. Già annunciata la produzione della seconda stagione, attesa su HBO Max per il 2027.

The Big Bang Theory e Friends, su HBO Max le storiche sitcom

Oltre alle grandi novità, il catalogo di HBO Max offrirà anche grandi classici del piccolo schermo che hanno fatto la storia della televisione. È il caso, per esempio, di Friends, fra le sitcom più famose al mondo. In streaming sarà possibile infatti riguardare ancora una volta le vicende dei sei amici di New York che, vivendo nello stesso palazzo, affrontano le giornate assieme fra storie d’amore, situazioni divertenti e casi problematici. Nel cast, tra gli altri, Matthew Perry e Jennifer Aniston. In streaming anche The Big Bang Theory, indimenticabile sitcom incentrata sui quattro ricercatori dell’università di Pasadena Sheldon, Howard, Leonard e Raj e sulle loro rispettive partner.

Euphoria, Il Trono di Spade e I Soprano: tutti i grandi cult di HBO

Su HBO Max sarà possibile inoltre trovare tutte le produzioni che hanno fatto la storia del network. Saranno presenti The White Lotus, Il Trono di Spade ed Euphoria, di cui ad aprile arriverà l’attesissima terza e ultima stagione. E ancora, spazio al cult I Soprano con James Gandolfini nei panni del gangster Tony e The Wire, tra le serie più rappresentative dell’età dell’oro della televisione, ambientata nella città di Baltimora e incentrata su una squadra di poliziotti impegnata a indagare sul narcotraffico. In streaming anche Succession, The Last of Us e l’horror IT: Welcome to Derry, prequel della saga di Stephen King con Bill Skarsgard nei panni del clown Pennywise.

Jessie Buckley: età, carriera e marito dell’attrice di Hamnet

A Hollywood è nata una nuova stella. Jessie Buckley ha vinto il Golden Globe come miglior attrice protagonista in un film drammatico con Hamnet di Chloé Zhao, in cui veste i panni della moglie di William Shakespeare, Agnes. Una performance acclamata dalla critica che le ha permesso di vincere anche il Critics Choice Award e di iscriversi nella lista dei favoriti per il premio Oscar. «Non è una situazione normale in cui trovarsi, ma grazie a tutti», ha esordito sul palco di Los Angeles nel ritirare la statuetta, prima di ringraziare molti collaboratori, tra cui il capo macchinista per la zuppa che ha preparato sul set. Un plauso anche alle 400 comparse del film: «Vi adoro, passerei il resto della mia vita con voi».

Chi è Jessie Buckley, attrice di Hamnet premiata ai Golden Globes

Jessie Buckley: età, carriera e marito dell’attrice di Hamnet
Jessie Buckley con il Golden Globe 2026 (Ansa).

Pur nominata agli Academy Awards nel 2022, Jessie Buckley è ancora poco nota al grande pubblico, carattere che tuttavia non le dispiace. «Forse è per i capelli, li cambio spesso per nascondermi», ha spiegato in una recente intervista, in cui ha ammesso di amare quella maschera di anonimato che le consente di vivere una «vita tranquilla» e lontana dai riflettori. Classe 1989, è cresciuta a Killarney, in Irlanda, e lavora nel cinema e nello spettacolo da circa due decenni. Figlia di un barista e poeta e di un’insegnante di canto, prima di cinque fratelli, ha studiato pianoforte, clarinetto, arpa e sassofono, oltre al canto, alla Royal Irish Academy of Music di Dublino. Da sempre appassionata di recitazione e arte, a 17 anni ha vinto un provino con I’d Do Anything, talent show televisivo della Bbc per trovare la protagonista di uno spettacolo teatrale nel West End.

Jessie Buckley: età, carriera e marito dell’attrice di Hamnet
Jessie Buckley al Met Gala 2022 (Ansa).

Pur arrivata seconda alle spalle di Jodie Prenger, apparsa nella pièce accanto a Rowan Atkinson, ottenne un ruolo in A Little Night Music al teatro Menier Chocolate Factory. Laureatasi in recitazione alla Royal Academy of Dramatic Art nel 2013, ha accresciuto la sua fama grazie alla tv. Nel 2017 ha partecipato alla serie Taboo con Tom Hardy, Stephen Graham e Oona Chaplin, mentre dopo due anni ha ottenuto la parte di Ljudmila Ignatenko, moglie di una vittima di Pripyat, in Chernobyl. Dopo essere apparsa in una produzione teatrale di Enrico V con Jude Law, nel 2022 ha ottenuto la prima notorietà con La figlia oscura, film di Maggie Gyllenhaal in cui ha recitato nei panni della versione giovane della protagonista, Olivia Colman, e per cui ha ricevuto la nomination agli Oscar. Nel 2026 sarà ancora alla corte della regista americana per La sposa!, ispirata a La moglie di Frankenstein.

Il matrimonio e la maternità proprio dopo le riprese di Hamnet

Jessie Buckley: età, carriera e marito dell’attrice di Hamnet
L’attrice Jessie Buckley nel 2019 (Ansa).

Pur già nota agli esperti del settore, Jessie Buckley vive Hollywood lontana dai riflettori e dalle serate glamour. Tanto da lasciare persino Londra per vivere nella campagna del Norfolk. Lì, nel 2023, ha sposato il suo Freddie, di cui tuttavia non si conoscono dettagli circa la professione. Poco dopo aver terminato le riprese di Hamnet, è diventata mamma, spinta proprio dalle emozioni provate sul set del film di Zhao. «Questo film mi ha fatto sentire il bisogno profondo di diventare madre», ha spiegato all’edizione inglese di Vogue, che le ha dedicato una copertina, aggiungendo di essere rimasta incinta subito dopo la fine delle riprese. Diventare genitore è un cambiamento «sistemico, che ti rende una nuova persona per come ti relazioni con il mondo, con il tuo compagno, con il tuo lavoro».

Tax credit, quasi 800 mila euro al documentario su Corona

Io sono notizia, il documentario su Fabrizio Corona, continua a fare discutere. Stavolta nel mirino non è finito l’ex re dei paparazzi, né tantomeno qualcuna delle sue rivelazioni, vere o presunte. A fare notizia è la somma ottenuta da Netflix con il tax credit. Si tratta di 793.629 euro che il ministero della Cultura ha assegnato su una spesa complessiva di 2 milioni e mezzo di euro. A rivelare le cifre è stato il quotidiano La verità, dando inizio al dibattito. Io sono notizia è un documentario in cinque episodi del regista Massimo Cappello ed è stato pubblicato su Netflix lo scorso 9 gennaio. A produrlo è stata la società Bloom Media House, una srl guidata da Marco Chiappa, Alessandro Casati e Francesca Cimolai. I quasi 800 mila euro di contributo coprono il 30 per cento della cifra totale. Tra le parti più discusse, quelle sull’ex di Corona, Nina Moric, «costretta» ad abortire.

Dove vedere film e serie tv premiati ai Golden Globes 2026

Assegnati a Los Angeles gli 83esimi Golden Globes, premi cinematografici e televisivi della Hollywood Press Association. La cerimonia del Beverly Hilton Hotel ha puntato i riflettori su Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, principale favorito anche per gli Oscar di marzo, e Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao, rispettivamente miglior comedy e drama. Tra gli attori, niente da fare per Leonardo DiCaprio, battuto come nei Critics Choice Awards da Timothée Chalamet, applaudito per la performance in Marty Supreme. Sugli scudi anche Jessie Buckley, vera rivelazione dei Golden Globes 2026, volto della moglie di Shakespeare, Agnes, in Hamnet. Ecco dove recuperare al cinema oppure in streaming i film e le serie tv premiati in California.

Golden Globes 2026, dove vedere tutti i film premiati

Dove vedere film e serie tv premiati ai Golden Globes 2026
Wagner Moura dopo la vittoria ai Golden Globes 2026 (Ansa).

Una battaglia dopo l’altra: dal 13 gennaio su HBO Max

Diretto da Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l’altra è il vero protagonista della stagione 2026 dei premi cinematografici. Protagonista è Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio), un rivoluzionario fallito che vive in un cronico stato di paranoia assieme alla figlia Willa, nata dalla sua relazione con Perfidia Beverly Hills (Teyana Taylor). Quando quest’ultima viene rapita dal colonnello Lockjaw (Sean Penn), dovrà affannarsi per ritrovarla. Miglior comedy ai Golden Globes, ha vinto anche le statuette per la regia e la sceneggiatura, oltre che per attrice non protagonista con Taylor. Dal 13 gennaio sarà in streaming su HBO Max.

Hamnet, al cinema dal 5 febbraio

Uscirà invece al cinema il 5 febbraio Hamnet – Nel nome del figlio, nuovo film di Chloé Zhao tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell e premiato come miglior drama ai Golden Globes. Al centro della narrazione un grave lutto che, nel Cinquecento, colpì William Shakespeare e la moglie Agnes, privati del figlio Hamnet ucciso dalla peste. Nei panni dei due protagonisti recitano Paul Mescal e Jessie Buckley, vincitrice della statuetta come miglior attrice protagonista in un film comedy o musical.

L’agente segreto, a gennaio in sala il miglior film straniero

Il 29 gennaio sbarcherà al cinema invece L’agente segreto, produzione brasiliana diretta da Kleber Mendonça Filho con protagonista Wagner Moura, premiato come miglior attore protagonista in un drama. La storia si svolge nel 1977 in Brasile, durante gli ultimi anni della dittatura militare. Al centro della storia c’è Marcelo, professore universitario di mezz’età che spera di lasciarsi alle spalle una vita di violenze e segreti. Scoprirà tuttavia che il passato trova sempre un modo per riaffiorare. Premiato come miglior film straniero ai Golden Globes, è anche tra i favoriti per gli Oscar.

Marty Supreme, il film con protagonista Timothée Chalamet

Timothée Chalamet è l’asso del ping pong Marty Reisman in Marty Supreme, film di Josh Safdie per cui il giovane talento di Hollywood ha vinto il Golden Globe come miglior attore protagonista in una commedia, battendo Leonardo DiCaprio. Ispirato alla storia vera dell’atleta, medaglia di bronzo ai mondiali di tennistavolo, ne racconta la vita privata e la carriera che oscillarono tra scommesse, truffe, passioni proibite e sogni di gloria. Nel cast anche Gwyneth Paltrow e Fran Drescher, a lungo presidente del sindacato degli attori SAG-Aftra. Il film sarà in sala il 22 gennaio.

Se solo potessi ti prenderei a calci: Rose Byrne miglior attrice comedy

Uscirà invece il 5 marzo Se solo potessi ti prenderei a calci, film di Mary Bronstein con protagonista Rose Byrne, premiata ai Golden Globes come miglior attrice in una comedy. Al centro della storia c’è Linda, giovane psicoterapeuta spinta al limite delle proprie forze da una serie di eventi concatenati che non le lasciano tregua. Sull’orlo del collasso tra ansia, stanchezza, un matrimonio infelice e alcuni pazienti difficili, dovrà far ricorso a ogni energia per poter riprendere in mano la sua vita.

Sentimental Value, il film di Trier premiato per Stellan Skarsgard

Il 22 gennaio uscirà al cinema Sentimental Value, premiato ai Golden Globes per la performance di Stellan Skarsgard come miglior attore non protagonista. Complessa storia dalle dinamiche familiari, il film si concentra su Nora, affermata attrice teatrale che dopo la morte della madre è in cerca di un nuovo equilibrio. Assieme alla sorella Agnes dovrà fare i conti con il ritorno del padre Gustav (Stellan Skarsgard), ex regista di fama internazionale a lungo distante dalle loro vite.

KPop Demon Hunters, il film d’animazione dell’anno

È già disponibile in streaming su Netflix, dove ha fatto incetta di visualizzazioni, KPop Demon Hunters, premiato come miglior film d’animazione della stagione ai Golden Globes. Diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans si concentra sulle componenti di un gruppo KPop al femminile ma segretamente anche cacciatrici di demoni che proteggono i loro fan dalle minacce soprannaturali. Dovranno unire le loro forze per combattere il più grande nemico mai affrontato: una boy band rivale composta solo da demoni. Il film ha trionfato anche con Golden, eletta miglior canzone originale.

Sinners – I peccatori, tra i più delusi dei Golden Globes

Appena due riconoscimenti (colonna sonora e miglior film per incassi) per Sinners – I peccatori, film di Ryan Coogler (Black Panther e Creed) tra i più acclamati dalla critica internazionale. Disponibile in streaming su Now Tv e sull’on demand di Sky, racconta le vicende dei gemelli Elijah ed Elias Smoke, entrambi interpretati da Michael B. Jordan, che decidono di tornare nella loro cittadina natale per ricominciare dopo un passato oscuro. All’arrivo, scoprono che un male ancor più terrificante di ciò che ricordavano è lì ad attenderli.

Dove vedere in streaming le serie tv premiate ai Golden Globes 2026

Dove vedere film e serie tv premiati ai Golden Globes 2026
Noah Wyle con la statuetta dei Golden Globes 2026 (Ansa).

The Pitt, il medical drama con Noah Wyle

Noah Wyle, già protagonista e icona di ER, torna in corsia con The Pitt, medical drama premiato ai Golden Globes. Il divo è il dottor Michael Robby Robinatovich, segnato dagli effetti della pandemia e dalla perdita del suo mentore. Lavora presso il sovraffollato e sempre sotto organico The Pitt, nome con cui viene chiamato affettuosamente l’ospedale di Pittsburgh, presso il quale un giorno arrivano alcuni tirocinanti pronti ad affrontare il loro turno con determinazione e umiltà. Ogni episodio segue un’ora in corsia vissuta al limite, offrendo uno sguardo sulla sanità americana. È disponibile su Sky e, dal 13 gennaio, anche su HBO Max.

Pluribus, la nuova serie nata dalla mente del creatore di Breaking Bad

È disponibile invece su Apple Tv+ Pluribus, serie televisiva di fantascienza nata dalle mente di Vince Gilligan, acclamato autore di Breaking Bad, con protagonista Rhea Seehorn (premiata come miglior attrice) già vista in Better Call Saul. Al centro della storia c’è una scrittrice di romanzi rosa di nome Carol Sturka che sta facendo un tour promozionale ad Albuquerque: proprio in quei giorni, un virus sembra aver contagiato gli abitanti rendendoli estremamente felici e ottimisti. Carol, apparentemente l’unica immune, si ritrova a vagare confusa e arrabbiata in un mondo sempre più distante da lei.

The Studio, la miglior serie comedy dell’anno

Sempre su Apple Tv+ è possibile trovare The Studio, miglior comedy ai Golden Globes dove ha battuto la concorrenza di serie acclamate come Only Murders in the Building e The Bear. Incentrata su Matt Remick, nuovo capo dei Continental Studios in piena crisi, offre uno spaccato del dietro le quinte di Hollywood, dove dominano i grandi conglomerati e primeggiano insicurezze degli artisti e discusse decisioni aziendali. Nei panni del protagonista recita Seth Rogen (premiato a Los Angeles): al suo fianco Catherine O’Hara, Kathryn Hahn e Ike Barinholtz.

Hacks, la serie con protagonista Jean Smart

Terzo Golden Globe e secondo consecutivo su quattro nomination per Jean Smart grazie ad Hacks, serie televisiva disponibile su Netflix in cui interpreta la leggendaria comica Deborah Vance. Quando i produttori decidono di ridurre il numero dei suoi spettacoli sperando di attirare un pubblico più giovane, si troverà costretta a unire le forze con Ava Daniels (Hannah Einbinder), una sceneggiatrice di 20 anni vittima della cancel culture per un tweet particolarmente problematico.

Adolescence, la miniserie Netflix diventata un fenomeno sociale

Vero fenomeno del 2025, Adolescence ha dominato la scena internazionale tanto da diventare la seconda serie in lingua inglese più vista di sempre su Netflix, alle spalle solo di Mercoledì in attesa dei dati definitivi di Stranger Things 5. Liberamente ispirata ad alcuni eventi reali, racconta la storia di un 13enne accusato per l’omicidio di una sua compagna di classe in Inghilterra. Durante le quattro puntate, gli spettatori conosceranno man mano la realtà dei suoi familiari, dei poliziotti coinvolti nelle indagini e della scuola frequentata dal ragazzino. Premiata come miglior miniserie, ai Golden Globes ha vinto anche per l’attore protagonista (Stephen Graham), non protagonista (Owen Cooper, il più giovane di sempre) e attrice non protagonista (Erin Doherty).

Dying for Sex: Golden Globe per Michelle Williams

Si ispira a una storia vera anche Dying for Sex, serie scritta e co-creata da Kim Rosenstock (Only Murders in the Building) ed Elizabeth Meriwether (New Girl). Protagonista è Molly (Michelle Williams, premiata ai Golden Globes) che, ricevuta una diagnosi di cancro al seno al quarto stadio, decide di lasciare il marito Steve per esplorare, per la prima volta, la varietà e la complessità dei suoi desideri sessuali. Decisa ad andare fino in fondo per sfruttare tutto il tempo che le resta, si imbarca in quest’avventura con l’amica Nikki. Gli otto episodi della miniserie sono disponibili in streaming su Disney+.