Gualtieri e i botti vietati a Roma, il futuro di Emiliano e altre pillole
L’ordinanza ha un che di assurdo: a Roma il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato il divieto dei botti di fine anno dalle 00.01 del 31 dicembre alle ore 24 del 6 gennaio. Anche Beppe Sala a Milano ha previsto una serie di limitazioni, ma solo nelle aree più affollate della città, in particolare in piazza Duomo. Nella Capitale, invece, ci sarà (in teoria…) un’intera settimana di astinenza dai fuochi. Gli obiettivi del primo cittadino? Salvaguardare «il patrimonio storico e archeologico di Roma», combattere «gli agenti inquinanti nell’aria, come biossido di azoto e il Pm10, per i quali si assiste ancora a situazioni di criticità» nella città, vietando «fuochi artificiali, petardi, botti, razzi e simili artifici pirotecnici», e poi «tubi di lancio e candele romane». Ammessi solo petardini da ballo, fontane pirotecniche, bengala, bottigliette a strappo lancia coriandoli, fontane per torte, bacchette scintillanti, ossia quelle conosciute dai più piccoli come “stelline”, trottole, girandole e palline luminose. Sanzioni amministrative previste: da 25 a 500 euro, senza contare il sequestro del materiale esplodente. E qui viene il bello: come si fanno i controlli? Quanti vigili andranno in giro per le strade della Capitale a controllare la situazione dei “botti”, cercando di identificare gli autori dei lanci di petardi? Con quale equipaggiamento dovranno vagare per la città? Non sarà un compito troppo pericoloso per l’incolumità dei lavoratori? Anche perché nel corpo della polizia municipale di Roma Capitale non esiste un reparto artificieri…

Per Emiliano un posto da assessore in Puglia
Quale sarà il futuro di Michele Emiliano? A Bari tutti sono sicuri che l’ex governatore della Regione Puglia alla fine farà l’assessore nella giunta di Antonio Decaro, nonostante le promesse e i giuramenti di quest’ultimo che non avrebbe mai dato un posto a Emiliano e a Nichi Vendola. «Il ritorno in magistratura di Emiliano sta creando problemi al Consiglio superiore della magistratura», afferma un vecchio giurista, dato che sono vent’anni che non esercita funzioni, e l’ex presidente aveva lasciato la toga «con la quarta valutazione di professionalità (un controllo periodico quadriennale, gestito dal Csm, ndr), mentre punta a tornare con la settima» che gli garantirebbe un raddoppio dello stipendio. Ma come si fa a saltare le valutazioni senza incorrere nelle ire dei colleghi, che a questo punto potrebbero protestare con la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, proprio adesso che c’è in ballo il referendum sulla giustizia? Nell’attesa, che rischia di essere lunghissima, meglio trovargli un posto nella giunta pugliese fino al raggiungimento della pensione. Emiliano ora ha 66 anni (nel 2025 è pure diventato padre per la quarta volta) e lui stesso ha detto che il traguardo dovrebbe scattare a 67 anni, anche se in qualità di magistrato il limite di età per il collocamento a riposo d’ufficio è fissato a 70 anni. Insomma, dato che la giunta regionale dura cinque anni, il timing per risolvere il “problema Emiliano” appare perfetto…

Pure Lvmh acquista giornali, non solo Lmdv
Lotta tra sigle quasi simili per conquistare il mondo dell’editoria. La francese Lvmh (Louis Vuitton Moët Hennessy), il più grande conglomerato del lusso al mondo, ha acquistato il 100 per cento delle azioni della casa editrice francese Les Editions Croque Futur, che vanta tre testate come Challenges, Sciences & Avenir e La Recherche, con l’impegno di fornire «un’informazione di alta qualità» per rendere la cultura scientifica «accessibile a un pubblico più ampio». E pensare che il quasi omonimo Lmdv, ossia Leonardo Maria Del Vecchio, dopo lo shopping (si è comprato una parte de il Giornale e ha fondato Lmdv Media proprio per investire nel settore) ha puntato in Ciociaria su una società attiva nel settore delle costruzioni, Impredo, che era stata fondata dall’imprenditore Daniele D’Orazio, di Monte San Giovanni Campano. Impredo ha firmato la realizzazione del Twiga e delle milanesi Terme De Montel. Cioè quelle che fanno riferimento a Massimo Caputi, uno dei fedelissimi, da sempre, di Francesco Gaetano Caltagirone…

Brunetta fa scuola, i mega stipendi piacciono a tutti…
«Fece il passo più lungo della gamba, Renato Brunetta, da presidente del Cnel, aumentandosi lo stipendio da 250 mila a 310 mila euro annui», dicono a una cena alcuni suoi ex colleghi di Forza Italia. Dopo una forte polemica politica e l’irritazione del governo, e in particolare di Giorgia Meloni, Brunetta revocò l’infausta decisione, annullando l’aumento. «Ora che è passata la buriana sul maxi stipendio, molti potrebbero seguire il suo esempio, anche perché l’Italia è un Paese che dimentica velocemente, come dimostra il caso del Garante della Privacy: sono rimasti inchiodati alla poltrona, a piazza Venezia, nonostante le richieste di dimissioni per Pasquale Stanzione e tutti gli altri», commentano i forzisti. Quindi che succederà adesso? I rumors indicano una schiera di altissimi dirigenti di società, enti e casse previdenziali in fila per cercare di approdare all’Inps, l’istituto che – dopo la sentenza della Corte costituzionale che a luglio del 2025 ha cancellato il tetto di 240 mila euro per gli stipendi pubblici (Brunetta ne prendeva 250 mila dopo l’adeguamento Istat del tetto) – garantirebbe ai super dirigenti compensi a quota 310 mila euro. Certo, un’eventuale manovra del genere, quando lo saprà Meloni, rischia di finire affossata nel peggiore dei modi…

E pure il Corriere si dedica all’oroscopo
«Leone, Sagittario e Ariete i favoriti del 2026», si legge a tutta pagina sul Corriere della Sera. Sono i pronostici sull’oroscopo del prossimo anno firmati da Paolo Fox, che grazie a Candida Morvillo allieta l’ultimo giorno dell’anno con i segni zodiacali. E pensare che una volta dalle parti di via Solferino parlare di astrologia era vietatissimo. Ma chi è del Leone? Giuseppe Conte, il leader M5s, è nato l’8 agosto, e dello stesso segno sono Barack Obama e Federica Pellegrini. Del Sagittario è Pier Ferdinando Casini, in compagnia di Antonella Clerici e Maria De Filippi. E dell’Ariete è Massimo D’Alema, senza dimenticare Flavio Briatore e Lilli Gruber. Sarà il loro anno…









Oggi la Commissione europea ha erogato l’ottava rata del
Un risultato che conferma il solido ritmo di attuazione del Piano e la qualità delle riforme e degli investimenti realizzati.
Questa nuova tranche sostiene… 


















