Altcoin: cosa sono, esempi e come funzionano le criptovalute alternative ai Bitcoin
Sin dal suo debutto nel 2008, il Bitcoin ha ispirato la nascita numerose altre criptovalute. Si tratta delle Altcoin, espressione che combina i due termini britannici Alternative e Coin e che viene usata per indicare tutte le monete virtuali e i token sviluppati come successori oppure, come dice lo stesso termine, in alternativa, alla crypto di Satoshi Nakamoto, la prima e più antica. Pur imitandone per la maggior parte dei casi la struttura e il funzionamento, le Altcoin sono nate soprattutto per superare alcuni limiti dei Bitcoin individuati negli anni, tra cui la scalabilità, la sicurezza oppure il consumo di energia molto elevato. Ecco una guida con tutto quello che bisogna sapere.
Altcoin, come funzionano e a cosa servono le alternative al Bitcoin

Come nel caso dei Bitcoin, anche le Altcoin si basano sulla tecnologia blockchain, ma presentano una serie di differenze: è il caso, per esempio, della dimensione dei blocchi, della velocità delle operazioni e delle commissioni sulle transazioni che permettono di eseguire. Cruciali anche alcune divergenze per quanto riguarda le funzionalità tecniche. Mentre da un lato la valuta di Nakamoto nacque come denaro virtuale e strumento di pagamento, le versioni alternative mirano a soddisfare specifiche esigenze di mercato e a introdurre alcune soluzioni tecnologiche più avanzate. Alcune costituiscono una riserva di valore, mentre altre offrono dei vantaggi tra cui maggiori livelli di sicurezza, algoritmi di consenso rinnovati oppure applicazioni decentralizzate basate su smart contract, ossia protocolli informatici basati sulla blockchain che facilitano, verificano o fanno rispettare una negoziazione. È il caso, per esempio, degli ecosistemi Ethereum oppure Cardano.
La storia delle Altcoin inizia nel 2011 quando, a tre anni dalla pubblicazione del White Paper di Bitcoin, venne lanciato Litecoin. Appena 12 mesi dopo debuttò Ripple, pensata per ridurre i lunghi tempi di blocco della rete di Satoshi Nakamoto. Nel 2013, Billy Markus e Jackson Palmer idearono Dogecoin, concepita in un primo momento come un progetto ironico tanto da ispirarsi al meme online del cane Doge. Contro ogni pronostico, tuttavia, la loro Altcoin ottenne un’incredibile popolarità tanto da raggiungere in sei anni una capitalizzazione di oltre 350 milioni di dollari. Nel 2026 esistono diversi tipi di Alternative Coins: ci sono, per esempio, le monete DeFi (Decentralized Finance) destinate a erogare prestiti senza intermediari oppure quelle Nft da investire come valuta per i Non-Fungible Token. Diffuse anche le Stablecoin come Tether o USD Coin, il cui valore è stabile in quanto ancorato a un altro asset come il dollaro.
I rischi di un investimento e come effettuare un acquisto

Prima di fare qualsiasi investimento, come in ogni ambito delle criptovalute, è opportuno ricordarsi che si tratta di un mercato soggetto a forte volatilità. Anche dopo un’analisi approfondita non si può escludere la possibilità che un Altcoin subisca un improvviso calo di valore e porti a ingenti perdite economiche. Per questo motivo, gli esperti sconsigliano fortemente di allocare l’intero capitale in un’unica classe di asset ed è preferibile adottare un approccio diversificato. Chiunque intenda però rischiare e acquistare Altcoin, può procedere in modo analogo a quanto avviene per i Bitcoin: prima di tutto bisogna scegliere fra le piattaforme di trading o exchange, come Coinbase, Kraken e Bitpanda, che si differenziano per numero di monete negoziabili, metodi di pagamento e commissioni.












, ma mi sono sentito sempre tutelato e protetto.