Oscar 2026, quali sono film e attori favoriti

È iniziato il countdown verso gli Oscar 2026. L’Academy hollywoodiana ha annunciato le nomination per la 98esima edizione dei premi più ambiti nel cinema internazionale, che si presenta con un nuovo e storico record: Sinners – I Peccatori di Ryan Coogler, regista di Creed – Nato per combattere e del cinecomic Black Panther, ha ricevuto ben 16 candidature, frantumando il precedente primato di 14 diviso ex aequo da Eva contro Eva, Titanic e La La Land. Acclamato dalla critica a stelle e strisce e dal pubblico, tanto da registrare uno dei migliori incassi americani degli ultimi anni, è il grande favorito per la notte delle stelle, in programma a Los Angeles il 15 marzo: alla conduzione, Conan O’Brien.

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Oscar 2026, i favoriti per la statuetta come miglior film

Oscar 2026, quali sono film e attori favoriti
Lewis Pullman e Danielle Brooks annunciano le nomination agli Oscar 2026 (Ansa).

Pur avendo ottenuto una nomination in quasi tutte le categorie principali degli Oscar, Sinners non ha ricevuto quasi nulla ai Golden Globes 2026, annunciati a metà gennaio: solo due i riconoscimenti a fronte di sei candidature, con successi per la colonna sonora e per il risultato al botteghino. A vincere i premi più ambiti sono stati in questo caso Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson tra le commedie e Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao tra i drama. Il primo ha ottenuto ben 13 nomination agli Academy Awards, tra cui miglior film e regia, mentre il secondo potrebbe consentire alla cineasta cinese, naturalizzata statunitense, il secondo Oscar dopo quello del 2021 vinto per Nomadland. Occhio anche a Frankenstein, Sentimental Value e Marty Supreme, che hanno ricevuto nove candidature a testa.

Non sono mancate le sorprese, sia per alcune nomination inattese sia per l’assenza di alcuni titoli dati per favoriti alla vigilia. Incredibile, per esempio, l’assenza del sudcoreano No Other Choice fra le pellicole internazionali così come di Wicked – Parte 2, di cui sono state escluse fra le attrici anche le performance di Cynthia Erivo e Ariana Grande. Stupisce invece la candidatura di F1 – The Movie con Brad Pitt per la categoria del miglior film così come l’assenza, fra i registi, di Guillermo del Toro con il suo Frankenstein.

Da Timothée Chalamet a Jessie Buckley, chi sono gli attori favoriti

Oscar 2026, quali sono film e attori favoriti
Lewis Pullman e Danielle Brooks annunciano le nomination agli Oscar 2026 (Ansa).

Capitolo attori. Tra i protagonisti maschili, il grande favorito della vigilia sembra Timothée Chalamet per Marty Supreme, performance che gli ha permesso di vincere il Golden Globe e il Critics Choice Award. Più staccati Leonardo DiCaprio, che sembra destinato a ricevere l’ennesima delusione, candidato per Una battaglia dopo l’altra, Michael B. Jordan (Sinners) e Wagner Moura, presente per L’agente segreto. Sembra più difficile la vittoria di Ethan Hawke per Blue Moon. Fra le donne, occhi puntati su Jessie Buckley, rivelazione dei Golden Globes 2026 e favorita anche agli Oscar. Sono forti tuttavia anche le possibilità di Rose Byrne per Se avessi le gambe ti darei un calcio, mentre appare più difficile la vittoria di Emma Stone, ormai habitué della cerimonia.

Fra gli attori non protagonisti ci sono invece Benicio Del Toro e Sean Penn, entrambi nominati per Una battaglia dopo l’altra di Anderson. Il favorito, anche secondo la stampa americana, sembra però Stellan Skarsgard, premiato ai Golden Globes, candidato per Sentimental Value. Più distanti Jacob Elordi grazie alla performance nel Mostro di Frankenstein e Delroy Lindo, sorpresa delle nomination, per Sinners. Dal film di Ryan Coogler potrebbe arrivare tuttavia la miglior attrice di supporto con le ottime chance di Wunmi Musaku, che tuttavia dovrà vedersela con Teyana Taylor di Una battaglia dopo l’altra, leggermente avanti per i bookies. Sorpresa per Elle Fanning, presente nella cinquina per Sentimental Value.

Razzie Awards 2026, le nomination dei peggiori film e attori: ci sono anche premi Oscar

Anche quest’anno, come sempre con 24 ore di anticipo rispetto agli Oscar, tornano i Razzie Awards, “riconoscimenti” destinati ai peggiori film e attori dell’anno. Giunta alla sua 46esima edizione, la manifestazione è organizzata dalla Golden Raspberry Award Foundation, che l’ha ideata nel 1981 come contraltare degli Academy Awards per celebrare, tra ironia e satira, il peggio del cinema. Primi a pari merito con sei nomination ci sono Biancaneve, remake live action del classico Disney con Gal Gadot e Rachel Zegler, e l’altrettanto criticato La guerra dei mondi con protagonista Ice Cube. Tante le star in lizza per un “premio”, tra cui The Weeknd, Michelle Yeoh e Robert De Niro. La cerimonia di gala si terrà sabato 14 marzo, il giorno prima degli Oscar.

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Razzie Awards 2026, tutte le nomination ai peggiori film e attori

Razzie Awards 2026, le nomination dei peggiori film e attori: ci sono anche premi Oscar
Il rapper e attore Ice Cube (Ansa).

Da notare come tra i candidati per i Razzie Awards 2026 ci siano numerose star, tra cui anche tre attrici premio Oscar. Si tratta di Natalie Portman, che ricevette la statuetta dell’Academy per Il cigno nero, e Michelle Yeoh, vincitrice nel 2023 per Everything Everywhere All At Once. Con loro c’è anche Ariana DeBose, premiata per West Side Story di Steven Spielberg. Ecco tutte le categorie.

Peggior film

  • The Electric State
  • Hurry Up Tomorrow
  • Biancaneve
  • Star Trek: Section 31
  • La guerra dei mondi

Peggior attore protagonista

  • Dave Bautista, In The Lost Lands
  • Ice Cube, La guerra dei mondi
  • Scott Eastwood, Alarum
  • Jared Leto, Tron: Ares
  • Abel “The Weeknd” Tesfaye, Hurry Up Tomorrow

Peggior attrice protagonista

  • Ariana DeBose, Colpi d’amore
  • Milla Jovovich, In The Lost Lands
  • Natalie Portman, Fountain Of Youth – L’eterna giovinezza
  • Rebel Wilson, Bride Hard
  • Michelle Yeoh, Star Trek: Section 31

Peggior attore non protagonista

  • I sette nani artificiali, Biancaneve
  • Nicolas Cage, Gunslingers
  • Stephen Dorff, Bride Hard
  • Greg Kinnear, Off the Grid
  • Sylvester Stallone, Alarum

Peggior attrice non protagonista

  • Anna Chlumsky, Bride Hard
  • Gal Gadot, Biancaneve
  • Eiza Gonzalez, Fountain of Youth – L’eterna giovinezza
  • Amara Okereke, In the Lost Lands
  • Isis Valverde, Alarum

Peggior regia

  • Paul W.S. Anderson, In the Lost Lands
  • Rich Lee, La guerra dei mondi
  • Fratelli Russo, The Electric State
  • Trey Edward Shults, Hurry Up Tomorrow
  • Marc Webb, Biancaneve

Peggior sceneggiatura

  • The Electric State
  • Hurry Up Tomorrow
  • In the Lost Lands
  • Biancaneve
  • La guerra dei mondi

Peggior combo sullo schermo (peggior cast)

  • I sette nani artificiali, Biancaneve
  • Ariana DeBose & Ke Huy Quan, Love Hurts
  • Robert De Niro & Robert De Niro, The Alto Knights – I due volti del crimine
  • Ice Cube & la sua telecamera Zoom, La guerra dei mondi
  • The Weeknd & il suo ego colossale, Hurry Up Tomorrow

Peggior sequel/rip-off/remake

  • I Know What You Did Last Summer
  • Five Nights at Freddy’s 2
  • I Puffi
  • La guerra dei mondi
  • Biancaneve

La Grazia di Paolo Sorrentino è basato su una storia vera?

Paolo Sorrentino torna al cinema con La Grazia, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 e primo lavoro dopo l’acclamato Parthenope. La trama ruota attorno alla figura di un presidente della Repubblica, Mariano De Santis, giunto alla fine del suo mandato: entra nel semestre bianco tuttavia confrontandosi con due richieste di grazia e una controversa legge sull’eutanasia che attendono sulla sua scrivania. In tanti hanno rivisto, sia per l’aspetto sia per alcuni tratti caratteriali, potenziali riferimenti all’attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella, ma il regista ha più volte ribadito come il film non sia tratto da una storia vera.

La Grazia di Paolo Sorrentino: trama e cast del film

Protagonista del film è dunque un immaginario presidente della Repubblica, Mariano De Santis, nei cui panni recita Toni Servillo, storico collaboratore di Sorrentino apparso in diverse sue opere. Giunto alla fine del suo mandato, si trova di fronte agli ultimi compiti: in primo luogo, decidere in merito a due delicate richieste di grazia. Da un lato un ex insegnante di storia molto stimato nell’ambiente didattico, colpevole di aver ucciso la moglie afflitta da Alzheimer: si tratta di uno spunto che lo stesso Sorrentino ha preso da un episodio simile in cui Sergio Mattarella, nel 2016, aveva concesso la grazia ad un uomo reo confesso per un caso simile. Dall’altro lato c’è invece una giovane donna in carcere per aver accoltellato nel sonno il marito violento. In aggiunta, sulla sua scrivania c’è la bozza di una legge sull’eutanasia. Ad aiutarlo nelle difficili decisioni sono la sua coscienza e la figlia Dorotea (Anna Ferzetti), giurista come lui.

«I punti in comune tra il protagonista del film, il presidente De Santis, e il presidente Mattarella? Il personaggio del film non è ispirato a Mattarella anche perché a voler essere precisi anche Scalfaro aveva una figlia». Con queste parole il premio Oscar Paolo Sorrentino ha risposto, in conferenza stampa, nel presentare La Grazia circa la possibilità di un collegamento fra il suo presidente e uno dei capi di Stato realmente esistiti. «La formazione cattolica è una costante di molti presidenti della Repubblica. Non ci siamo ispirati a Mattarella ma evidentemente qua e là per le coordinate essenziali abbiamo fatto riferimento a numerosi capi di Stato. Il personaggio ha poi preso una sua vita autonoma indipendente da qualsiasi riferimento reale». De Santis e la sua storia non sono dunque ispirati a una storia vera, ma rappresentano la proiezione delle sue domande e delle sue sensazioni che Sorrentino ha portato sullo schermo.

Buen Camino è il film con il maggiore incasso di sempre in Italia

Buen Camino ha raggiunto un incasso complessivo di 68.823.069 euro in 24 giorni di programmazione, con 8.562.320 spettatori, superando così il primato che apparteneva ad Avatar fermo a 68,6 milioni. Il film di Checco Zalone diventa quindi il titolo con il maggiore incasso di sempre nelle sale italiane. Il 25 dicembre, giorno dell’uscita, la pellicola ha incassato 5.671.922 euro, stabilendo il miglior risultato di sempre in Italia nel giorno di Natale e superando il record di Natale a New York del 2006.

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Con una quota del 78,8 per cento, ha spinto l’intero mercato cinematografico sopra i 7 milioni di euro giornalieri, un livello che non si vedeva dal 2011. Anche Santo Stefano ha segnato un nuovo traguardo, con quasi 8 milioni raccolti il 26 dicembre e un totale di circa 14 milioni nei primi due giorni. Il primo weekend si è chiuso a quota 27 milioni in quattro giorni, mentre il 1° gennaio sono arrivati oltre 5 milioni, superando i 41 milioni complessivi e i 5 milioni di spettatori. Nella seconda settimana il film ha oltrepassato i 53 milioni, scalando la classifica storica, fino a superare prima Quo Vado? e poi Avatar.

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Oscar, Bafta, David: calendario e date dei principali premi cinematografici 2026

Assegnati a Los Angeles i Golden Globes, cerimonia che tradizionalmente apre la stagione dei grandi premi cinematografici internazionali in tutto il mondo. A trionfare sono stati soprattutto Hamnet e Una battaglia dopo l’altra, candidati a fare incetta di riconoscimenti nei prossimi mesi. Poco prima, sempre negli States, si era tenuta anche la cerimonia dei Critics Choice, 31esima edizione dell’evento dedicato all’industria americana del grande e del piccolo schermo. Occhi puntati ora sugli Oscar, le cui nomination saranno ufficializzate il 22 gennaio in diretta streaming, prima di passare ai Bafta nel Regno Unito e, prima dell’estate, ai David di Donatello italiani. Ecco il calendario completo con tutte le date da cerchiare in rosso per non perdersi nemmeno un appuntamento.

Oscar, Actors Awards e DGA: i premi negli Stati Uniti

Oscar, Bafta, David: calendario e date dei principali premi cinematografici 2026
Le statuette degli Oscar (Ansa).

L’appuntamento più atteso della stagione cinematografica è indubbiamente quello dei premi Oscar, la cui cerimonia è in programma al Dolby Theatre di Los Angeles domenica 15 marzo (nella notte italiana fra il 15 e il 16). L’annuncio delle nomination arriverà in diretta streaming sul sito ufficiale dell’Academy e sul canale YouTube il 22 gennaio alle 14.30 italiane. Il primo marzo sarà invece il turno della cerimonia di premiazione degli Actor Awards, fino allo scorso anno noti come Sag Awards, che saranno assegnati dal sindacato americano degli attori Sag-Aftra presieduto da Sean Astin. Con sette nomination, il favorito della vigilia sembra essere Una battaglia dopo l’altra, seguito da Sinners che ne ha ottenute cinque.

Sabato 7 febbraio, presso il Beverly Hilton di Los Angeles, si terrà invece la cerimonia di premiazione dei DGA Awards, riconoscimenti assegnati dalla Directors Guild of America, il sindacato dei registi di cinema e tv. In corsa per la vittoria Paul Thomas Anderson con Una battaglia dopo l’altra, Chloé Zhao per Hamnet, Ryan Coogler con il suo Sinners – I peccatori e Guillermo del Toro per Frankenstein. Il 28 febbraio si terrà invece l’assegnazione dei PGA Awards 2026, premi conferiti dalla Producers Guild of America, associazione dei produttori statunitensi, in programma al Fairmont Century Plaza di Los Angeles. Tra i candidati, oltre ai film citati in precedenza, anche F1, Weapons e Marty Supreme. Il 15 febbraio invece si conosceranno i vincitori degli Annie Awards, 54esimi premi per l’animazione, con Elio e KPop Demon Hunters favoriti su Zootropolis 2 e La piccola Amelie.

Bafta, César e Goya: i riconoscimenti in Europa

Oscar, Bafta, David: calendario e date dei principali premi cinematografici 2026
Le maschere assegnate ai Bafta (Ansa).

Non solo America, ma anche tanta Europa. Nel vecchio continente sono in programma, come ogni anno, le assegnazioni di diversi premi cinematografici. Tra i più importanti indubbiamente figurano i Bafta Awards, gli “Oscar britannici”, assegnati dalla British Academy of Film and Television Arts. Il 27 gennaio è atteso l’annuncio delle nomination, con l’Italia che spera ne La grazia di Paolo Sorrentino entrato nella longlist dei film stranieri. La cerimonia di gala è in programma invece il 22 febbraio a Londra. Il 28 gennaio toccherà invece all’Accademia del cinema francese annunciare le candidature dei César, 51esima edizione dei massimi riconoscimenti di Parigi: per la cerimonia di premiazione bisognerà attendere venerdì 27 febbraio. Il giorno successivo si terrà invece quella dei Goya, premi conferiti dall’Accademia spagnola, che ha diramato le nomination martedì 13 gennaio.

David di Donatello e Nastri d’argento, i principali premi italiani

Oscar, Bafta, David: calendario e date dei principali premi cinematografici 2026
Maura Delpero ai David di Donatello 2025 (Ansa).

Per quanto riguarda l’Italia, riflettori puntati sui David di Donatello, istituiti nel 1956 e attribuiti ogni anno da una giuria composta sia dai responsabili dell’Ente David di Donatello sia dall’Accademia del cinema italiano. Ancora ignota la data della cerimonia di gala che, come ogni anno, andrà in onda in diretta sui canali Rai poco prima dell’estate, verosimilmente fra maggio e giugno. Nel 2026 cadranno inoltre gli 80 anni dei Nastri d’Argento, assegnati dal 1946 dal Sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici italiani. Anche in questo caso, non si conosce ancora la data ufficiale della cerimonia o per l’annuncio delle candidature.

Nuovo record per Buen Camino: è il film italiano con il maggior incasso di sempre

Checco Zalone stabilisce un nuovo record nella storia del cinema italiano con Buen Camino, la commedia diretta da Gennaro Nunziante che diventa il titolo italiano con l’incasso più alto di sempre. A tre settimane dall’uscita nelle sale, il film ha totalizzato 65.689.125 euro, portando al cinema 8.157.202 spettatori. Il risultato consente di superare il precedente primato, che apparteneva allo stesso Zalone con Quo vado?, fermo dal 2016 a 65.365.736 euro. Nella classifica generale dei maggiori incassi in Italia, Buen Camino si colloca ora al secondo posto assoluto, preceduto unicamente da Avatar, che mantiene la vetta con 68,6 milioni di euro.

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Dal debutto record fino al sorpasso a Quo Vado?

Il percorso del film è stato caratterizzato da una sequenza di record fin dai primi giorni di programmazione. Il debutto del 25 dicembre ha fatto registrare il miglior incasso di sempre per un film nel giorno di Natale, con 5.671.922 euro, superando il precedente primato di Natale a New York del 2006.  Il successo è proseguito anche nei giorni successivi: il 1° gennaio il film ha superato i 5 milioni di euro di incasso, arrivando oltre i 41 milioni complessivi e superando i 5 milioni di spettatori, con il terzo miglior risultato di sempre per un film nel giorno di Capodanno. Nella seconda settimana di programmazione ha oltrepassato quota 53 milioni, superando altri successi di Zalone come Sole a Catinelle e Tolo Tolo, fino a raggiungere e superare in meno di venti giorni i 65 milioni complessivi che gli hanno consentito di diventare il film italiano più visto e redditizio di sempre.

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Hamnet, quando esce in Italia e di cosa parla

Hamnet – Nel nome del figlio è una delle rivelazioni dell’anno. Il nuovo film di Chloé Zhao, già premio Oscar per Nomadland nel 2021 e oggi tra i favoriti per la 98esima edizione degli Academy Awards di marzo 2026, ha trionfato ai Golden Globes, ricevendo l’ambita statuetta per il miglior drama davanti a Sinners – I peccatori, Frankenstein e Un semplice incidente. Premiata anche Jessie Buckley, miglior attrice protagonista in un lungometraggio drammatico nonostante la concorrenza di Julia Roberts per After the Hunt e soprattutto Jennifer Lawrence con Die My Love. Tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell e incentrato sulla vita privata di William Shakespeare e della moglie Agnes, uscirà al cinema in Italia il prossimo 5 febbraio.

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Hamnet – Nel nome del figlio, trama e cast del film di Chloé Zhao

Hamnet, quando esce in Italia e di cosa parla
Jessie Buckley con il Golden Globe 2026 (Ansa).

La narrazione del film di Zhao ha inizio nell’Inghilterra del Cinquecento. Al centro della storia William Shakespeare in una versione ben distante da quella del Bardo e monumento del teatro mondiale: il talento della letteratura britannica non è ritratto come un genio isolato, ma come un uomo, marito e padre ferito da un grave lutto. Giovane insegnante di latino, interpretato da Paul Mescal, vive ai margini della società con la moglie Agnes (Jessie Buckley) e ai figli Susanna (Bodhi Rae Breathnach) e i gemelli Hamnet (Jacobi Jupe) e Judith (Olivia Lynes). Quando Shakespeare si trasferisce a Londra per inseguire il teatro, la moglie resta da sola a Stratford, custodendo la casa e crescendo i bambini. Tutto cambia con l’arrivo della peste, che causa la morte improvvisa di Hamnet e lacera per sempre la vita della coppia.

Dal lutto in poi, Hamlet – Nel nome del figlio racconta dall’interno il dolore di William e Agnes: l’uno decide di rifugiarsi nella scrittura, mentre la seconda si ritira nel cuore della natura. Una frattura da cui nascerà il grande capolavoro di Amleto. Paul Mescal restituisce sullo schermo uno Shakespeare più umano, che scrive perché non riesce a fare altro per restare attaccato alla vita. Jessie Buckley, che nel 2026 tornerà in sala anche con La sposa! di Maggie Gyllenhaal nei panni della compagna del mostro di Frankenstein e che è la vera rivelazione dei Golden Globes 2026, incarna un personaggio magnetico che si prende la scena centrale della storia. Nel cast anche Emily Watson nel ruolo di Mary Shakespeare, madre severa e ferita, e Joe Alwyn in quelli di Bartholomew, fratello di Agnes.

Da Stratford-upon-Avon alle case di Shakespeare, le location del film

Hamnet, quando esce in Italia e di cosa parla
Paul Mescal e Jessie Buckley alla première di Hamnet (Ansa).

Disponibile nelle sale britanniche da venerdì 9 gennaio, Hamnet – Nel nome del figlio è stato girato interamente nel Regno Unito. Sebbene il Bardo fosse originario di Stratford-upon-Avon, cittadina del Warwickshire dove visse con la moglie Agnes e la famiglia, le riprese hanno avuto luogo soprattutto a Weobley, nell’Herefordshire, a poco meno di 100 chilometri di distanza. Località che ora, secondo la Bbc, si attendono un aumento del turismo pari al 20 per cento. Gli amanti della storia potrebbero recarsi per visitare una delle cinque case di famiglia legate al drammaturgo e oggi in possesso dello Shakespeare Birthplace Trust: si tratta del cottage di Anne Hathaway, il luogo di nascita del Bardo, la fattoria di sua madre, la casa in cui morì e Halls Croft, dove gli eredi vissero dopo la morte.

«Stratford è rimasta immutata», ha spiegato Richard Paterson, direttore del Trust, alla Bbc. «È come camminare per le stesse strade percorse da Shakespeare». A Weobley, molti edifici nella classica bicromia bianco e nero risalgono alla fine del XV secolo o agli inizi del XVI così come Penbridge, altro villaggio noto per gli edifici in legno a due ore di cammino. Nella biblioteca e nelle sale del museo cittadino è stata allestita una mostra dedicata alle riprese del film di Zhao.

Zalone, Buen Camino a un passo dal record di incassi di Quo Vado? e Avatar

Checco Zalone si prepara a riscrivere il libro dei record del cinema italiano. Il suo Buen Camino, sesto lungometraggio della sua carriera, si appresta a diventare il film più redditizio di sempre nel nostro Paese. Con altri 2,1 milioni di euro guadagnati domenica 11 gennaio, è infatti salito all’incredibile cifra di 65.292.956 complessivi: secondo i dati Cinetel è ora a poco più di 70 mila euro di distanza da Quo Vado?, sempre con protagonista il comico pugliese, ad oggi il film italiano con i maggiori incassi della storia. Un gap che verrà, con ogni probabilità, colmato già lunedì 12 e che lo avvicinerà ancor di più al primato di 68.675.722 detenuto da Avatar, kolossal di James Cameron, che resiste dal 2009. Diretto da Gennaro Nunziante, ad oggi ha portato in sala più di 8,1 milioni di spettatori, circa 1,2 milioni in meno rispetto al totale di Quo Vado? del 2016.

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Effetto Zalone anche nelle ricerche sul Cammino di Santiago

Il successo incredibile del nuovo film di Luca Medici, vero nome di Checco Zalone, si conferma anche sui motori di ricerca. Come conferma Google Trends, specializzato nell’analisi delle tendenze a livello nazionale e internazionale, da quando Buen Camino è sbarcato nei cinema italiani il 25 dicembre, il Cammino di Santiago de Compostela – cruciale nella trama del film – ha assistito a un incremento medio delle ricerche pari addirittura al 400 per cento rispetto al passato. Un dato in crescita già da Natale, giorno di uscita del lungometraggio, con un aumento del 200 per cento. Il picco tuttavia risale al 28 dicembre, quando il Cammino di Santiago ha avuto una crescita del 600 per cento. Numeri che non fanno altro che confermare come Zalone incarni un vero e proprio fenomeno di tendenza sociale che oltrepassa i confini delle sale.

Gli incassi degli altri film nei cinema italiani

Alle spalle di Buen Camino, che nell’ultimo weekend (8-11 gennaio) ha incassato 5,6 milioni di euro sfiorando le 700 mila presenze, si è piazzato Avatar: Fuoco e cenere, terzo capitolo della saga diretta da James Cameron. Il film con Sam Worthington e Zoe Saldana ha totalizzato 1,4 milioni di euro negli ultimi tre giorni, salendo a 23.667.007 euro complessivi dal giorno dell’uscita, lo scorso 17 dicembre. Terzo posto per Norimberga con Russell Crowe e Rami Malek che ha registrato altri 878 mila euro nel weekend e si è issato a € 7.055.950 complessivi. Chiudono la Top 5 Spongebob – Un’avventura da pirati e Una famiglia – The Housemaid, film con Sydney Sweeney che sta conquistando anche le sale americane tanto da aver convinto i produttori a mettere in cantiere un sequel.

Non illudiamoci, con Primavera di Michieletto la classica resta ai margini

Nonostante il titolo alluda al più celebre Concerto per violino e archi di Antonio Vivaldi, in Primavera, il primo film di fiction della stella internazionale della regia operistica Damiano Michieletto, la musica del “prete rosso” è secondaria. Anzi, minimale. D’altra parte, contrariamente a quanto si è spesso lasciato intendere in una vasta campagna promozionale sui giornali, il musicista veneziano (cui Michele Riondino dà volto e asciutta ma efficace caratterizzazione) non è il personaggio principale di una storia che pure ha un epicentro vivaldiano, il celebre Ospedale della Pietà, una delle quattro istituzioni assistenziali in cui per secoli la Serenissima Repubblica si assumeva la protezione, la cura e per vari aspetti l’educazione, specialmente musicale, delle fanciulle abbandonate, le cosiddette “putte”. 

Cecilia, “putta” ribelle che afferma la sua libertà

La protagonista è Cecilia (una magnifica Tecla Insolia): non solo una musicista brillante, una potenziale virtuosa del violino stimolata nelle sue capacità dal discusso maestro – Vivaldi, appunto – che viene assegnato a lei come a tutte le sue consorelle, ma soprattutto uno spirito libero e tormentato. Di notte scrive lunghe e amare lettere alla madre che non ha mai conosciuto e che l’ha abbandonata, di giorno afferma il suo talento musicale. In nome di questo, è disposta a rinunciare a una vita “normale”, come sposa del sordido nobile veneziano che l’ha prescelta. L’unico modo di affermare la sua libertà è rinunciare all’illibatezza, il solo “patrimonio” suo e delle sue compagne di orfanotrofio, condizione necessaria – dietro certificazione del “cerusico” – per poter uscire dall’Ospedale della Pietà ed entrare attraverso nozze combinate nella buona società veneziana. Una rinuncia lucida e freddamente perseguita, della quale il garzone del verduraio è protagonista inconsapevole e subito dopo “cancellato”. Reso impossibile il matrimonio, diventata impossibile la carriera come violinista per la spietata vendetta del possibile sposo respinto (uno Stefano Accorsi di convincente odiosità), che crudelmente le spezza il polso sinistro. Cecilia sceglie comunque di andarsene, padrona della sua vita e libera nelle sue scelte. La spinge una concezione della condizione femminile di condivisibile modernità, ma molto lontana da quella reale nella Venezia del 1716 (è l’anno in cui si svolge la vicenda, liberamente tratta da Stabat Mater, il romanzo di Tiziano Scarpa vincitore del Premio Strega 2009). Allora, una “putta” fuggita dalla Pietà non avrebbe avuto alcuna prospettiva. E una sua “primavera” esistenziale sarebbe rimasta una speranza. 

Non illudiamoci, con Primavera di Michieletto la classica resta ai margini
Non illudiamoci, con Primavera di Michieletto la classica resta ai margini
Non illudiamoci, con Primavera di Michieletto la classica resta ai margini
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Non illudiamoci, con Primavera di Michieletto la classica resta ai margini

Si riconosce la cifra registica di Michieletto

Emerge in questo taglio interpretativo una delle cifre fondamentali delle regie di Michieletto, noto per le sue controverse attualizzazioni di qualsiasi titolo operistico spesso in effetti di notevole efficacia (c’è già curiosità fra i melomani per il verdiano Otello, che firmerà alla Scala il prossimo 7 dicembre). In questo caso, l’idea che ci parla anche oggi passa – come negli allestimenti operistici di questo regista non accade praticamente mai – attraverso una ricostruzione d’epoca piuttosto accurata negli scenari, nei costumi, in una Venezia monumentale e popolare insieme, brulicante di gente quando serve, spesso miracolosamente e fascinosamente deserta nelle sue vie d’acqua.

Non illudiamoci, con Primavera di Michieletto la classica resta ai margini
Damiano Michieletto (Ansa).

Disinvolture storiche e imprecisioni di lessico musicale

Il tutto si dipana con una certa disinvoltura rispetto al rigore storico per quanto riguarda la cronologia vivaldiana. Non mancano imprecisioni di lessico musicale (Vivaldi parla di una sua nuova Sonata – pochi strumenti – ma l’esecuzione fa capire che ha scritto un Concerto – orchestra d’archi e violino solista), così come emerge qualche soluzione narrativa che certamente giova al cine-racconto ma appartiene interamente alla fiction. Ad esempio, pare che non risulti dai documenti che le “putte” – sia pure mascherate – siano mai andate a suonare fuori dalla chiesa della Pietà, la loro sala da concerto famosa in tutta Europa, un luogo che permetteva loro di esibirsi senza possibilità alcuna di riconoscimento. Nel film ciò avviene in un’occasione di rappresentanza, la visita, peraltro postdatata di circa un decennio rispetto al suo effettivo svolgimento, del re di Danimarca (che letteralmente smaschera Cecilia per scoprire chi suoni così bene il violino) e durante una sorta di gita fuori Venezia, forse in qualche isola della Laguna. Sempre sotto lo sguardo benevolo e non disinteressato dell’imparruccatissimo Governatore dell’Ospedale, uno stereotipato e caricaturale Andrea Pennacchi, altrove – in scena e sul piccolo schermo – ben altrimenti persuasivo. Infine, singolare la totale rinuncia ad almeno qualche parola in veneziano, dentro a un film che a rigore avrebbe potuto essere recitato quasi interamente nella lingua ufficiale della Serenissima, che di lì a poco Carlo Goldoni avrebbe portato ad altezza letteraria. Forse la prestigiosa e potente produzione/distribuzione internazionale (Warner Bros.) ha sconsigliato la soluzione filologica anche se localistica, che peraltro avrebbe richiesto ampio uso di sottotitolazione.

Non illudiamoci, con Primavera di Michieletto la classica resta ai margini
Andrea Pennacchi in Primavera.

La musica di Vivaldi è appena accennata

Quanto alla musica, la frammentaria e assai ridotta presenza di composizioni vivaldiane certifica la sostanziale subalternità del compositore nel film. Solo il luminoso e timbricamente ricchissimo attacco del Sacrum Militare Oratorium Juditha Triumphans (la cui prima esecuzione alla Pietà viene brevemente ma fastosamente ricostruita) ha una funzione nella narrazione, sottolineando la svolta esistenziale di Cecilia; il frammento del primo movimento della Primavera, con il suo tema celeberrimo, sembra quasi un contentino, sia pure simbolico, un attimo prima dei titoli di coda.

Altre briciole stuzzicano l’appetito musicale ma sono ben lontane dal soddisfarlo. Per il resto, predomina la colonna sonora firmata dal 41enne compositore umbro Fabio Massimo Capogrosso, già collaboratore di Marco Bellocchio nella serie Esterno notte sul caso Moro. Le sue composizioni delineano un’allusività di impronta minimalista, nella quale il linguaggio del “prete rosso” è evocato più che citato, sottoposto a metamorfosi motiviche e timbriche in un gioco piuttosto distaccato, spesso algido rispetto all’energia coinvolgente e alla poesia di Vivaldi.

Insomma, inutile illudersi. Difficilmente Primavera, pur accolto favorevolmente durante le feste (fra il quinto e l’ottavo posto in un botteghino dominato da Zalone, un milione e mezzo di euro l’incasso, oltre 200 mila gli spettatori), avrà qualche ruolo nella soluzione del problema che attanaglia la musica classica, la sua progressiva riduzione alla marginalità in quel che resta del discorso culturale.

La Grazia di Sorrentino entra nella longlist dei Bafta 2026

La Grazia di Paolo Sorrentino è ufficialmente nella longlist dei Bafta, gli Oscar del cinema britannico, per la categoria del miglior film straniero. L’annuncio del superamento del primo scoglio verso il riconoscimento è arrivato dopo che il lungometraggio è stato giudicato ammissibile, per requisiti di programmazione delle sale, per competere anche ai premi Oscar. Ai Bafta, La Grazia se la vedrà con Un semplice incidente di Jafar Panahi, Palma d’oro a Cannes, e La voce di Hind Rajab, acclamato alla Mostra del Cinema di Venezia. In lizza per il premio anche Sentimental Value di Joachim Trier, La mia famiglia a Taipei di Shih-Ching Tsou, No Other Choice – Non c’è altra scelta di Park Chan-wook, Nouvelle Vague di Richard Linklater, L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, Rental Family – Nelle vite degli altri di Mitsuyo Miyazaki e Sirāt di Oliver Laxe.

Bafta, le longlist certificano il successo di Una battaglia dopo l’altra

Le longlist dei Bafta 2026 hanno certificato ancora una volta l’enorme successo di Una battaglia dopo l’altra del regista Paul Thomas Anderson, in testa dopo il primo turno di votazioni con 16 candidature su 25 categorie, un record da quando il sistema delle longlist è stato introdotto nel 2021. Come da pronostico, oltre che per miglior film, regia e sceneggiatura non originale, il lungometraggio domina anche tra gli interpreti con le performance di Leonardo DiCaprio, Chase Infiniti, Teyana Taylor, Benicio Del Toro e Sean Penn. Seguono a due lunghezze Sinners – I peccatori di Ryan Coogler e Hamnet di Chloe Zhao che hanno ottenuto 14 candidature nelle longlist. Subito dietro Marty Supreme di Josh Safdie con Timothée Chalamet (13), poi Bugonia di Yorgos Lanthimos e Frankenstein di Guillermo del Toro (12). Le nomination verranno annunciate il 27 gennaio, la cerimonia si terrà il 22 febbraio alla Royal Festival Hall di Londra.

Zalone, altro record: Buen Camino sul podio dei maggiori incassi della storia

Altro giorno, altro record. Checco Zalone si conferma sempre più re del box office italiano. Con il suo Buen Camino, il comico pugliese ha infatti tagliato un nuovo incredibile traguardo: grazie ad altri 4,3 milioni di euro incassati domenica 4 gennaio, ha superato i 53 milioni complessivi, salendo sul podio dei film più redditizi della storia del cinema italiano superando Sole a catinelle che nel 2013 si fermò a 51 milioni. È ora terzo in assoluto alle spalle di Avatar, primo con 68,6 milioni, e Quo Vado?, che nel 2016 terminò la sua corsa a 65,3 milioni. Un record pochi giorni fa impensabile che tuttavia oggi è a forte rischio: cruciale sarà la risposta del pubblico a partire da mercoledì 7, una volta passate le festività. Diverso il caso per numero di presenze: con 6,5 milioni di biglietti, Buen Camino è ben distante dai 9,3 milioni del campione di incassi di 10 anni fa.

Alle spalle di Zalone resiste Avatar: Fuoco e cenere: il box office

Al secondo posto, dietro Checco Zalone si è piazzato James Cameron con Avatar: Fuoco e cenere, il terzo capitolo della saga di fantascienza campione di incassi. Con 933 mila euro guadagnati domenica 4 gennaio ha ufficialmente superato il tetto dei 20 milioni complessivi per 2,2 milioni di presenze. È ormai praticamente impossibile puntare al traguardo del secondo capitolo, La via dell’acqua, che nel 2022 terminò la sua corsa in sala con 45 milioni di euro tanto da issarsi all’ottavo posto dei maggiori incassi della storia in Italia. Terza posizione per Spongebob – Un’avventura da pirati con 1,8 milioni complessivi e 473 mila euro nelle ultime 24 ore. Il film animato si è inserito nonostante la presenza, per la settima settimana, di Zootropolis 2, quinto con altri 295 mila euro guadagnati il 4 gennaio e un totale di 17 milioni. Quarto è Norimberga, salito a 5,5 milioni complessivi.

Il botteghino italiano nel weekend 1-4 gennaio 2026

Per quanto riguarda l’intero botteghino italiano, il weekend fra il primo e il 4 gennaio 2026 è stato piuttosto redditizio. Tutti i film in sala hanno registrato un incasso di 27,7 milioni di euro (17 milioni soltanto Buen Camino) con 3,4 milioni di presenze complessive. Si tratta di una crescita del 64,3 per cento rispetto allo stesso weekend dello scorso anno, che tuttavia si estendeva fra il 2 e il 5 gennaio: in calo invece di 27 punti il dato rispetto alla settimana precedente, trainata dalle festività di Natale e Santo Stefano.

Da Cime tempestose a Odissea, i film tratti dai libri in arrivo nel 2026

Indimenticabili storie d’amore, ma anche tanto fantasy e fantascienza, passando per thriller, epica e commedie. Da sempre, la letteratura di ogni genere ha ispirato il cinema spingendo sceneggiatori e registi a scrivere la propria versione di un grande capolavoro del passato o un fenomeno della nostra generazione. Il 2026 non sarà da meno e porterà nelle sale italiane gli adattamenti di cult come Cime tempestose, capolavoro di Emily Brontë, e Odissea tratto dall’omonimo poema omerico della Grecia classica e diretto da Christopher Nolan. Senza dimenticare il terzo e ultimo capitolo della trilogia di Dune, alla cui regia ci sarà ancora una volta Denis Villeneuve. Ecco i film più attesi.

I film tratti dai libri in arrivo nel corso del 2026

Una di famiglia di Freida McFadden con Sydney Sweeney

È già in sala dal primo gennaio Una di famigliaThe Housemaid, trasposizione dell’acclamato libro di Freida McFadden (Newton Compton) diretta da Paul Feig. La storia si concentra su Millie, giovane donna in libertà vigilata che deve dimostrare di meritare un posto nel mondo per evitare di tornare in cella, dove ha trascorso un terzo della sua vita. Nel cast Sydney Sweeney e Amanda Seyfried.

Hamnet di Maggie O’Farrell con Paul Mescal nei panni di Shakespeare

Candidato come miglior film drammatico ai Golden Globes, Hamnet – Nel nome del figlio (Guanda) è tratto dal romanzo di ambientazione storica di Maggie O’Farrell che racconta il dramma vissuto dalla famiglia Shakespeare durante la peste bubbonica. Ambientato nell’Inghilterra rurale, il lungometraggio porta lo spettatore nella quotidianità della coppia, tra la crescita dei figli e le difficoltà del mondo esterno. Diretto da Chloe Zhao, vede Paul Mescal nei panni del Bardo e Jessie Buckley in quelli della moglie Agnes. Uscirà al cinema il 5 febbraio.

Cime tempestose, Jacob Elordi e Margot Robbie nel cult di Emily Brontë

Il 12 febbraio sarà il turno di Cime tempestose, tratto dal capolavoro omonimo di Emily Brontë, edito in Italia da Garzanti. Nei panni dei protagonisti Catherine e Heathcliff, giovani e poi adulti segnati da impedimenti e sofferenze che alimentano un atteggiamento passionale e distruttivo verso la vita e le relazioni, recitano Margot Robbie e Jacob Elordi. Alla regia Emerald Fennel, salita alla ribalta per aver diretto Saltburn. La colonna sonora sarà curata dalla star Charli XCX, che ha già rilasciato online il singolo Chains of Love.

Cold Storage di David Koepp con Joe Keery di Stranger Things

A poche settimane dal finale di Stranger Things, Joe Keery – che nella serie Netflix ha interpretato l’amato personaggio di Steve Harrington – sarà al cinema con Cold Storage, tratto dal romanzo Sotto zero (HarperCollins) di David Koepp, tra l’altro autore della sceneggiatura. Al centro della trama, che si dividerà fra la commedia e l’horror, due giovani impiegati in un magazzino costruito su una vecchia base militare che si trovano ad assistere alla diffusione di un misterioso fungo parassita. Nel cast vi sono anche Georgina Campbell e Liam Neeson. Sarà in sala il 18 febbraio.

The Bride, Maggie Gyllenhaal dirige una storia ispirata a Frankenstein

Dopo l’adattamento di Guillermo del Toro, Frankenstein torna nuovamente al cinema con The Bride – La sposa, film scritto, diretto e prodotto da Maggie Gyllenhaal. Ispirato al romanzo horror di Mary Shelley e al film del 1935 La moglie di Frankenstein, si svolge nella Chicago degli Anni 30, dove vive la solitaria creatura, interpretata da Christian Bale. Con l’aiuto della dottoressa Euphronious (Annette Bening) riesce a riportare in vita una giovane donna assassinata, interpretata da Jessie Buckley. Ciò che segue andrà ben oltre ogni previsione. Il film uscirà al cinema il 5 marzo.

L’ultima missione (Project Hail Mary) con Ryan Gosling

Il 20 marzo sbarcherà in sala L’ultima missione, in originale Project Hail Mary, tratto dall’omonimo libro di Andy Weir (Mondadori), autore del romanzo che ha ispirato The Martian con Matt Damon. Il film racconta la storia dell’insegnante di scienze Ryland Grace, interpretato da Ryan Gosling, che un giorno si sveglia improvvisamente su un’astronave distante anni luce dalla Terra e senza ricordare nulla del suo passato né del perché si trovi lì. Scoprirà presto di essere stato inviato in missione nello spazio in quanto è l’unico uomo in grado di salvare il mondo dal collasso del Sole. Nel cast anche Sandra Hüller.

Il diavolo veste Prada 2, tornano Meryl Streep e Anne Hathaway

Aprile in compagnia di Miranda Priestly e Andrea Sachs. In primavera uscirà infatti al cinema l’atteso Il diavolo veste Prada 2, sequel di uno degli adattamenti più iconici degli Anni 2000. Tratto dal libro di Lauren Weisberger La vendetta veste Prada (Pickwick), vedrà nuovamente Meryl Streep e Anne Hathaway nei panni delle due protagoniste. Nel cast torneranno Stanley Tucci, Emily Blunt e Tracie Thoms: alla regia David Frankel. Ora socia di una rivista fondata con l’ex rivale Emily, Andrea si scontra ancora con Miranda per via delle crisi cui è soggetta la carta stampata.

Odissea, Christopher Nolan adatta il poema epico di Omero

Grande attesa per il ritorno in sala di Christopher Nolan. L’acclamato regista di Oppenheimer e della trilogia del Cavaliere oscuro presenterà il 16 luglio Odissea, suo personale adattamento del poema epico di Omero. Nei panni del protagonista Ulisse ci sarà Matt Damon, affiancato da un cast stellare che comprende Tom Holland nei panni di Telemaco, figlio di Ulisse e Penelope, Zendaya in quelli della dea Atena e Charlize Theron, interprete della maga Circe. Robert Pattinson sarà infine Antinoo, uno dei Proci che insediano il trono di Ulisse sull’isola di Itaca e aspirano alla mano di Penelope, che avrà il volto di Anne Hathaway.

Ebenezer – A Christmas Carol, Johnny Depp nei panni di Scrooge

Nel 2026 tornerà in sala anche A Christmas Carol, classico natalizio di Charles Dickens. Il 13 novembre è atteso in sala Ebenezer – A Christmas Carol, diretto da Ti West su una sceneggiatura adattata da Nathaniel Halpern. Il film segnerà anche il ritorno a Hollywood di Johnny Depp, che presterà la sua arte al personaggio protagonista, il misantropo e avaro uomo d’affari che, nella Londra del XIX secolo, riceve la visita dei fantasmi del Natale passato, presente e futuro nel tentativo di salvarsi da un aldilà di tormenti. Nel cast anche Andrea Riseborough.

Narnia, Greta Gerwig dirige il film tratto dalla saga di CS Lewis

Pochi giorni dopo, il 26 novembre, è atteso nei cinema di tutto il mondo Narnia, nuovo film ispirato alla celebre saga fantasy di CS Lewis Le cronache di Narnia, già vista al cinema nella trilogia iniziata nel 2005. Il lungometraggio tuttavia non racconterà la storia dei fratelli Pevensie, bensì quella narrata ne Il nipote del mago (Mondadori), sesto volume della saga letteraria in ordine di pubblicazione, ma suo prequel. Protagonista sarà Digory che, per salvare l’amica Polly, intraprende un’avventura in un magico regno incantato. Alla regia Greta Gerwig, (Barbie), mentre nel cast ci saranno Daniel Craig, Meryl Streep, Emma Mackey e Carey Mullighan.

Hunger Games – L’alba sulla mietitura, il prequel della saga di Suzanne Collins

A novembre torneranno in sala gli Hunger Games. Francis Lawrence dirigerà infatti il nuovo capitolo della saga distopica di Suzanne Collins, L’alba sulla mietitura (Mondadori), ambientato diversi anni prima dei libri con protagonista Katniss Everdeen. Protagonista della narrazione è qui infatti Haymitch Abernaty (Joseph Zada), scelto per partecipare alla 50esima edizione dei giochi di Capitol City. Nel cast recitano Ralph Fiennes, volto del presidente Snow, ed Elle Fanning nei panni di Effie. Jesse Plemons sarà invece Plutarch, Kevin Harrison Jr sarà Beetee e Kieran Culkin il presentatore Flickermann. Accanto a loro anche Maya Hawke, Glenn Close e McKenna Grace.

Dune: Parte 3, l’ultimo capitolo diretto da Denis Villeneuve

Il 18 dicembre 2026 uscirà invece Dune: Parte 3, epica conclusione della trilogia di fantascienza di Frank Herbert (Fanucci) diretta da Denis Villeneuve. Il lungometraggio adatterà Messia di Dune, che riporterà al centro il Duca Paul Atreides interpretato da Timothée Chalamet. Nel cast torneranno anche Zendaya, Florence Pugh, Jason Momoa, Josh Brolin, Rebecca Ferguson e Anya Taylor-Joy. Per la chiusura della trilogia si aggiungerà al cast anche il nome di Robert Pattinson.

Non è un paese per single, il primo film tratto dai libri di Felicia Kingsley

Il talento di Felicia Kingsley si appresta a sbarcare anche sullo schermo. Prime Video ha annunciato per l’inizio del 2026 l’uscita di Non è un paese per single, adattamento dell’omonimo romanzo della scrittrice più letta in Italia. Ambientato a Belvedere in Chianti, idilliaca cittadina della Toscana, segue la storia di Elisa, mamma single che si deve dividere fra la gestione della famiglia e quella della sua tenuta, Le Giuggiole. Un compito arduo che finisce irrimediabilmente per complicarsi ancor di più quando in paese torna un vecchio amico d’infanzia, Michele, che dovrà subentrare alla gestione della tenuta. A interpretare i due saranno Cristiano Caccamo e Matilde Gioli. Alla regia Laura Chiossone.

Zalone domina anche Capodanno: è nella Top 10 dei maggiori incassi di sempre

Buen Camino continua la sua corsa. Il nuovo film di Checco Zalone, diretto da Gennaro Nunziante, continua a macinare incassi e a infrangere record, confermandosi ancora una volta come un vero e proprio fenomeno popolare del nostro cinema. Con 5,1 milioni di euro guadagnati il primo gennaio, ha sfiorato il record assoluto per un Capodanno nelle sale italiane, fermandosi al terzo posto dietro solo a Tolo Tolo e Quo Vado?, entrambi però al debutto. Superati i 41 milioni di euro complessivi dal giorno dell’uscita: in appena una settimana, grazie a più di 5 milioni di spettatori, ha totalizzato ben 41.197.191 euro. Alle spalle del comico pugliese resiste ancora Avatar: Fuoco e cenere che, con altri 771 mila euro, è salito a 18 milioni complessivi.

Zalone punta al record: Buen Camino può superare Quo Vado?

Grazie all’incredibile prima settimana, Buen Camino è già entrato nella Top 10 dei maggiori incassi della storia del cinema italiano. Il nuovo film di Zalone è attualmente nono, essendosi lasciato alle spalle titoli del calibro di La vita è bella (31,2 milioni) e C’è ancora domani (36,9 milioni). Sembra ormai alla portata anche il podio, occupato sempre da un suo lungometraggio, Sole a catinelle, che nel 2013 riuscì a issarsi fino a 51,9 milioni e superare per poche migliaia di euro Titanic. Non è inoltre escluso che possa anche puntare al piatto grosso e prendersi lo scettro di film più redditizio della storia in Italia: al momento, in vetta c’è Avatar del 2009 con 68,6 milioni, seguito da Quo Vado? con 65,3 milioni. Considerando che restano ancora diversi giorni fino al termine delle festività natalizie, è verosimile attendersi un nuovo re del box office.

Box Office Italia: quarto miglior Capodanno di sempre

Nel complesso, la giornata del primo gennaio 2026 al cinema si è chiusa con un incasso complessivo di 7.768.047 euro e più di 940 mila presenze: si tratta del 3,8 per cento in più rispetto alla settimana di Natale e del 41,8 per cento rispetto allo stesso giorno dello scorso anno. È inoltre il quarto miglior Capodanno di sempre per il botteghino nazionale, alle spalle solamente del 2020 (11,7 milioni, cui contribuirono gli 8,8 di Tolo Tolo), 2016 (11,2) e 2011 (7,8). In totale, secondo i dati Cinetel, sono stati 3.112 gli schermi monitorati, a conferma di una risposta diffusa su tutto il territorio nazionale.

Checco Zalone, gli incassi di tutti i suoi film fino al 2025

Il successo di Checco Zalone non conosce pause. Con altri 3,5 milioni di euro nel weekend fra il 15 e il 18 gennaio e 1,6 milioni solamente nelle ultime 24 ore, il suo Buen Camino è diventato il più grande incasso della storia al botteghino nazionale. L’ultimo lungometraggio del comico pugliese, stavolta nei panni di un ricco erede vanitoso e superficiale impegnato nel difficile rapporto con la figlia, ha superato il primato di Avatar che resisteva addirittura dal 2009 (68,6 milioni di euro) ed è divenuto anche il primo a sfondare il tetto dei 70 milioni al box office: al 19 gennaio 2026, infatti, gli incassi sono pari a 70.445.612 euro. Numeri in continua crescita che fanno impallidire quelli raggiunti dai cinque film della carriera del comico: eccoli nel dettaglio.

Checco Zalone, gli incassi di tutti i suoi film fino al 2025

Cado dalle nubi (2009): 14.073.000 euro

Esordio cinematografico di Checco Zalone, Cado dalle nubi è il film che ha incassato di meno in tutta la carriera del comico barese: “appena”, si fa per dire, 14 milioni di euro. Eppure, nonostante il dato più basso, con il suo successo commerciale ha rappresentato l’inizio della carriera al cinema dell’attore, che negli anni successivi avrebbe consolidato la propria popolarità con i record di Che bella giornata (2011), Sole a catinelle (2013) e soprattutto Quo vado?. Zalone interpreta un giovane cantante neomelodico con grossi problemi nello sbarcare il lunario: sognando il successo, nonostante la rottura con la sua storica fidanzata Angela, si trasferisce a Milano dal cugino Alfredo. E conosce la bella Marika.

Che bella giornata (2011): 43.474.047 euro

Sempre diretto da Gennaro Nunziante, Checco Zalone è tornato al cinema due anni dopo il debutto con Che bella giornata. Qui il comico veste ancora una volta i panni di un ragazzo pugliese, che però da anni vive al Nord con i genitori Anna e Nicola e che si guadagna da vivere come buttafuori in una discoteca. Grazie allo zio carabiniere, ottiene dall’arcivescovo di Milano un posto come addetto alla sicurezza del Duomo di Milano, ma con la sua incompetenza finisce per creare più guai che ordine. Sul posto di lavoro conosce a bella Farah, ragazza araba che si finge studentessa di storia dell’arte per compiere un attentato terroristico. Il film ha chiuso la corsa con un incasso di oltre 43 milioni.

Sole a catinelle (2013): 51.936.318 euro

Checco Zalone è ancora una volta un emigrato meridionale in Sole a catinelle, terzo film in carriera capace di incassare quasi 52 milioni di euro (51.936.318 per l’esattezza). Stanco della vita monotona come cameriere, lascia il lavoro ma sfortunatamente, nello stesso giorno, la moglie Daniele viene licenziata dalla fabbrica in cui era impiegata. Divenuto venditore di aspirapolveri, ottiene un enorme successo convincendo i suoi numerosi parenti ad acquistarne uno, ma terminati i familiari finisce sul lastrico. Deciso nell’osservare la promessa fatta al figlio di portarlo in vacanza, parte con lui verso la Basilicata, dove conosce la francese Zoe e il figlio Lorenzo.

Quo vado? (2016): 65.365.676 euro

Vero simbolo del successo di Checco Zalone al cinema è Quo Vado?, suo quarto film e prima dell’arrivo di Buen Camino maggior incasso nella storia per un film italiano. Uscito nel 2016, ha terminato la sua corsa con l’incredibile cifra di 65.365.676 euro, appena 3,3 milioni sotto Avatar, in vetta alla classifica assoluta. Nel film è un ragazzo pugliese che ha realizzato il suo sogno sin da bambino: avere un posto fisso. Quando un giorno però il governo approva una riforma per il taglio degli impiegati pubblici, viene spinto al licenziamento con cospicua buona uscita. Pur di mantenere il lavoro, tuttavia, accetta di trasferirsi all’estero e di ricoprire i ruoli più improbabili e pericolosi. Al Polo Nord conosce Valeria, ricercatrice di cui si innamora e con cui inizia una nuova avventura prima di sentire il richiamo dell’Italia.

Tolo Tolo (2020): 46.201.300 euro

Prima di tornare con Buen Camino, Checco Zalone è stato protagonista di Tolo Tolo, che ha segnato anche il suo debutto alla regia. Giovane imprenditore pugliese che sognava di fare successo con un ristorante di sushi in Puglia, oberato dai debiti fugge in un resort africano, dove si confida con l’amico e collega Oumar. Quando la guerra civile spazza via tutto, finisce dapprima in un villaggio e in seguito sulla rotta dei migranti verso l’Europa: deciso a non tornare in Italia, dove debiti e parenti attendono solo di condurlo alla giustizia, decide di sfruttare il viaggio per andare in Liechtenstein. Innamoratosi di Idjaba, anche lei in fuga con il figlio Doudou, finirà in un’avventura capace di insegnarli molto più di quanto potesse immaginare. Il film ha terminato la sua corsa con un incasso di 46.201.300 euro.

I 10 film più visti del 2025 in Italia

Checco Zalone è ancora il re del box office italiano. Tornato in sala sei anni dopo Tolo Tolo, il comico pugliese ha già conquistato la classifica dei nostri cinema: il suo Buen Camino, uscito il 25 dicembre, in appena quattro giorni è diventato il film più visto del 2025. Secondo i dati Cinetel, nel weekend del debutto ha incassato 26,9 milioni di euro, sfiorando i risultati di Quo Vado?, finora maggior successo in carriera dell’attore e regista barese nonché film italiano più redditizio nella storia, che arrivò poco oltre i 27 milioni. Si tratta però della miglior apertura di sempre per un film distribuito nel periodo di Natale: più di 3,3 milioni i biglietti venduti. Un successo travolgente che ha trainato l’intero mercato nazionale, che nel fine settimana ha registrato una crescita del 256,5 per cento rispetto a quello precedente e dell’87 per cento sullo stesso periodo nel 2024.

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Zalone e gli altri: i 10 film più visti del 2025 in Italia

In classifica quattro titoli prodotti in Italia

I 10 film più visti del 2025 in Italia
Il regista Paolo Genovese alla presentazione del film Follemente (Ansa).

In appena 96 ore, Checco Zalone ha infranto il record stabilito nel 2025 da Lilo & Stitch, il remake live action dell’omonimo film animato della Disney del 2002 uscito lo scorso maggio. Le avventure della piccola Lilo e della creatura da lei chiamata Stitch hanno incassato poco più di 22,3 milioni di euro. Al terzo posto, un altro film italiano: si tratta di Follemente, premiato con il Nastro d’argento per la miglior commedia dell’anno e vincitore con Edoardo Leo del Flaiano per la miglior interpretazione. Diretto da Paolo Genovese, vanta un cast corale con Pilar Fogliati, Emanuela Fanelli, Vittoria Puccini, Claudia Pandolfi, Rocco Papaleo, Claudio Santamaria, Marco Giallini e Maurizio Lastrico. Sbarcato al cinema il 20 febbraio 2025, ha incassato 17,9 milioni di euro.

In Top 10 anche altri due titoli prodotti nel nostro Paese: sono Diamanti di Ferzan Ozpetek, uscito però in sala nel dicembre 2024, e Io sono la fine del mondo con Angelo Duro, uscito il 9 gennaio, rispettivamente all’ottavo e al nono posto. Il primo, insignito del David dello Spettatore, ha guadagnato solamente nel 2025 9,8 milioni di euro per un totale, comprendendo anche gli incassi delle ultime settimane dell’anno precedente, di poco più di 16,3 milioni di euro. Il secondo, diretto da Gennaro Nunziante, regista di tanti successi di Checco Zalone tra cui Buen Camino, si è issato fino a 9,7 milioni di euro per oltre 1,2 milioni di biglietti venduti. Oltre a Zalone, in Top 5 anche un altro film uscito nella seconda metà di dicembre: si tratta di Avatar: Fuoco e cenere, terzo capitolo della saga fantasy di James Cameron, che ha già sfondato il tetto dei 15 milioni.

La Top 10 completa con i relativi incassi in euro

  • Buen Camino (26.921.300 euro)
  • Lilo & Stitch (22.318.920 euro)
  • Follemente (17.954.560 euro)
  • Zootropolis 2 (15.955.616 euro)
  • Avatar: Fuoco e cenere (15.089.521 euro)
  • Un film Minecraft (11.974.623 euro)
  • Jurassic World: La rinascita (10.982.619 euro)
  • Diamanti (9.830.399 euro, considerando solo gli incassi del 2025)
  • Io sono la fine del mondo (9.736.428 euro)
  • The Conjuring: Il rito finale (9.512.323 euro)

Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia

Attrice simbolo della Nouvelle Vague, icona sexy, cantante, attivista per i diritti degli animali. Brigitte Bardot, morta a 91 anni, è stata tutto questo. Ma anche altro: una paladina dell’estrema destra francese, molto vicina alla famiglia Le Pen e addirittura sposata (in quarte nozze) con un consigliere del patriarca Jean-Marie. Acclamata come la Marilyn Monroe francese, dopo il suo ritiro dalle scene BB fu la prima grande star del cinema a sfruttare fascino e fama per sostenere l’estrema destra transalpina, di cui ha poi appoggiato le istanze per oltre tre decenni.

Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Brigitte Bardot negli Anni 60 (Ansa).

Fu condannata cinque volte per incitamento all’odio razziale

Le idee politiche di Brigitte Bardot, come lei stessa non ha mai nascosto, erano fortemente orientate a destra. Pure troppo, considerate le cinque condanne per incitamento all’odio razziale, in particolare verso i musulmani e contro quella che lei definiva una «invasione di stranieri» in Francia. Nel 2001, per esempio, pagò una multa di 4 mila euro per i contenuti di una lettera alla Francia pubblicata nel libro Le carré de Pluton (uscito nel 1999), in cui aveva puntato il dito contro l’immigrazione islamica, il gran numero di moschee esistenti nel Paese e le pratiche halal di macellazione degli animali. Nel mirino di BB erano però finiti anche gli abitanti dell’isola di Réunion, dipartimento francese nell’Oceano Indiano, che arrivò a definire «selvaggi» per il trattamento riservato agli animali.

Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
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Il quarto marito conosciuto tramite i Le Pen e il sostegno a Marine

All’inizio degli Anni 90, nel contesto della crescente presenza dell’estrema destra in Costa Azzurra, dove viveva, a una cena organizzata a Saint-Tropez BB incontrò il futuro quarto marito Bernard d’Ormale, consigliere di Jean-Marie Le Pen, fondatore del partito di estrema destra francese Front National, poi diventato Rassemblement National. Nel 2004 smentì di essere elettrice del Front National. Ma nel 2017, in vista del ballottaggio delle elezioni presidenziali, invitò pubblicamente i francesi a votare per Marine Le Pen (che fu sconfitta da Emmanuel Macron), definendola «l’unica donna con le palle». Questo dopo averla già sostenuta in occasione delle candidature presidenziali del 2012.

Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
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Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia

Nell’ultimo libro ha esaltato il RN come «unico rimedio all’agonia della Francia»

La stima, d’altra parte, era reciproca. Nel 2016 Le Pen, che esaltò BB come simbolo per eccellenza della francesità, nel mezzo di una controversia politica sul divieto di indossare costumi da bagno integrali in spiaggia ricordò che la Costa Azzurra un tempo era stata la “patria” di Bardot in bikini. Questo il ricordo della leader dell’ultradestra transalpina su X: «La scomparsa di Brigitte è una profonda perdita. La Francia ha perso una donna eccezionale, straordinaria per il suo talento, il suo coraggio, la sua sincerità e la sua bellezza. Una donna che ha scelto di concludere una carriera incredibile per dedicarsi agli animali, che ha difeso fino all’ultimo respiro con energia e amore inesauribili. Era la quintessenza della Francia: uno spirito libero, indomito e intransigente».

Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Brigitte Bardot (foto Ansa).

A BB non piaceva solo Le Pen, ma anche il suo delfino Jordan Bardella: dopo le elezioni anticipate indette da Macron nel 2024, Bardot lo aveva definito «molto capace». Da parte sua, il presidente del RN l’ha omaggiata dopo la morte ricordandola come «un’ardente patriota». BB ha sostenuto la destra francese fino all’ultimo: nel libro Mon BBcédaire, pubblicato poche settimane fa, si legge che il Rassemblement National rappresenterebbe «l’unico rimedio urgente all’agonia della Francia», Paese diventato «noioso, triste, sottomesso, malato, rovinato, devastato, ordinario e volgare».

La Francia si divide su una commemorazione nazionale per l’attrice: c’è chi dice no

Eric Ciotti, leader del piccolo partito Udr e alleato del RN, ha invitato Macron a organizzare una commemorazione nazionale per l’attrice, come quella riservata nel 2017 al cantante Johnny Hallyday. L’ipotesi è stata però respinta dal segretario socialista Olivier Faure. «Brigitte Bardot è stata un’attrice emblematica della Nouvelle Vague. Solare, ha segnato il cinema francese. Ma ha anche voltato le spalle ai valori repubblicani ed è stata pluricondannata dalla giustizia per razzismo», ha scritto su X. A dimostrazione di quanto sia divisiva la figura di Bardot (che voleva essere ricordata solo come attivista per i diritti degli animali) c’è anche la chiusura del thread su Reddit in memoria di BB, dove quasi tutti i commenti erano pesanti insulti all’attrice, definita “nazi” da molti utenti.

I 20 film più visti del 2025 a livello globale

Il 2025 sta per finire ed è tempo di bilanci. Nei cinema italiani domina Buen Camino, il nuovo film del comico pugliese Checco Zalone che in appena quattro giorni dal debutto è già diventato il più visto dell’anno. Con quasi 27 milioni di euro in 96 ore, ha infatti superato Lilo & Stitch, l’adattamento live action dell’omonimo cartone animato Disney che si era fermato a 22,3 milioni. E a livello mondiale? Avatar: Fuoco e cenere di James Cameron tallona la Top 5 con 760 milioni di dollari in poco più di 10 giorni dall’uscita, ma ai primi due posti c’è l’animazione, che si conferma il genere più forte e capace di attirare maggior pubblico in sala anche nell’era dello streaming. In vetta, un lungometraggio che ha superato i 2 miliardi.

I 20 film più visti del 2025 a livello globale

Il podio è dominato dall’animazione

I 20 film più visti del 2025 a livello globale
La locandina ufficiale di Ne Zha 2 (da X).

Come detto, a dominare gli incassi del 2025 a livello globale è l’animazione. Al primo posto spicca il sorprendente Ne Zha 2, lungometraggio prodotto in Cina capace di totalizzare 2,1 miliardi di dollari in tutto il mondo. Ambientato nel Fenshen Cinematic Universe, inaugurato dal primo capitolo del 2019, L’ascesa del guerriero di fuoco è diretto da Jiaozi e racconta le avventure del giovane demone Ne Zha e del principe dei draghi Ao Bing. Dopo la morte dei loro corpi fisici, le loro anime si trovano costrette a collaborare per sventare una cospirazione che minaccia l’ordine globale, umano e divino. Forte di 1,8 miliardi di dollari incassati in Cina dall’uscita del 29 gennaio, con 2,1 in tutto il mondo ha superato Inside Out 2 diventando il film di animazione più redditizio della storia del cinema, il quinto in assoluto e appena il settimo a sfondare il tetto dei 2 miliardi.

Al secondo posto dei film più visti del 2025 c’è Zootropolis 2, uscito in Italia il 26 novembre e capace di incassare già 15,9 milioni di euro issandosi al quarto posto della classifica nazionale. Sommando i mercati di tutto il mondo, il sequel del film Disney del 2016 ha guadagnato 1,4 miliardi di dollari, di cui 321 milioni solamente negli States. Protagonisti sono ancora una volta la poliziotta Judy Hopps e il suo amico Nick Wilde, che nel primo capitolo era riuscito a entrare in polizia. I due devono indagare su un nuovo caso quando un misterioso rettile di nome Gary mette a soqquadro la città. Sul gradino più basso del podio c’è invece Lilo & Stitch, remake live action dell’omonimo film animato del 2002: nel cast anche Zack Galifianakis e Tia Carrere. In Italia ha totalizzato 22,3 milioni di euro, mantenendo il primo posto fino all’irruzione di Zalone.

La Top 20 completa degli incassi al cinema nel 2025

  • Ne Zha 2 (2,15 miliardi)
  • Zootropolis 2 (1,42 miliardi)
  • Lilo & Stitch (1,038 miliardi)
  • Un fiilm Minecraft (958 milioni)
  • Jurassic World: La Rinascita (869 milioni)
  • Avatar: Fuoco e cenere (760 milioni)
  • Demon Slayer: Kimetsu no yaiba – Il Castello dell’Infinito (714 milioni)
  • Dragon Trainer (636 milioni)
  • F1: The Movie (631 milioni)
  • Superman (616 milioni)
  • Mission: Impossible – The Final Reckoning (598 milioni)
  • I Fantastici Quattro – Gli inizi (521 milioni)
  • Wicked – Parte 2 (503 milioni)
  • The Conjuring: Il rito finale (494 milioni)
  • Captain America: Brave New World (415 milioni)
  • Thunderbolts* (382 milioni)
  • Sinners (367 milioni)
  • Final Destination Bloodlines (315 milioni)
  • Weapons (269 milioni)
  • Troppo cattivi 2 (239 milioni)

Buen Camino di Checco Zalone domina il box office: incassi record in quattro giorni

Checco Zalone è inarrestabile. Tornato in sala dopo quasi sei anni di assenza, con il suo Buen Camino sta dominando il box office italiano, facendo registrare numeri come sempre da capogiro. In quattro giorni, secondo i dati Cinetel, il film diretto da Gennaro Nunziante ha totalizzato 26.921.300 euro, richiamando nelle sale più di 3,3 milioni di spettatori. Dopo aver registrato il miglior esordio natalizio della storia e il miglior Santo Stefano di sempre per un lungometraggio al cinema, il 28 dicembre ha incassato altri 6,7 milioni di euro. Le cifre lo pongono così in linea, seppur leggermente al di sotto, di Quo Vado?, che nei primi quattro giorni guadagnò 27,09 milioni di euro prima di chiudere con 65 milioni al primo posto della classifica dei film italiani con i maggiori incassi di sempre.

Zalone da record, ma Avatar 3 si difende bene in Italia

Alle spalle di Checco Zalone si è piazzato come da pronostico Avatar: Fuoco e Cenere, terzo capitolo della saga di fantascienza diretta da James Cameron. Il kolossal internazionale ha incassato altri 1,4 milioni di euro il 28 dicembre, sfiorando gli 8 nella settimana di Natale e issandosi a 15 milioni totali. Difficile che raggiunga i risultati fatti registrare da La via dell’acqua, che tra la fine del 2022 e i primi giorni del 2023 incassò poco più di 45 milioni di euro: inarrivabile invece il primo storico capitolo del 2009, ad oggi in vetta alla classifica degli incassi in Italia con 68,6 milioni di euro. A livello mondiale, il terzo film di Avatar ha sfondato il tetto dei 760 milioni di dollari, di cui più di 200 nei soli States, tanto da mettere nel mirino il miliardo ad appena 10 giorni dall’uscita.

Gli altri incassi nei cinema italiani: sul podio Norimberga

Alle spalle dei due giganti si è piazzato Norimberga, film di James Vanderbilt con Russell Crowe nei panni di Hermann Göring e Rami Malek in quelli dello psichiatra dell’esercito Usa Douglas Kelley. In sala dal 18 dicembre, ha incassato 2,2 milioni di euro nel periodo compreso fra il 25 e il 28, salendo a 3,4 milioni complessivi. Ai piedi del podio, considerando lo stesso range temporale, Zootropolis 2 con 1,999 milioni di euro: in totale, il nuovo film Disney è salito a 15,9 milioni di euro, confermando gli ottimi risultati dell’animazione nel nostro Paese. Quinto posto per Un topolino sotto l’albero, film natalizio norvegese che ha guadagnato 570 mila euro salendo a 903 mila complessivi. Seguono Primavera di Damiano Michieletto, Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch, Leone d’oro a Venezia 2025, e Oi vita mia con il duo Pio e Amedeo.

È morta Brigitte Bardot

È morta Brigitte Bardot, icona del cinema francese e mondiale. Aveva 91 anni. Ad annunciare la scomparsa di “BB” è stata la sua Fondazione. Attrice e cantante, con apparizioni in 45 film e una settantina di brani incisi, aveva dedicato gran parte della sua vita alla difesa dei diritti degli animali dall’addio alle scene avvenuto nel 1973.

È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot

Cinema, i numeri del nuovo film di Checco Zalone al botteghino

Dopo il debutto record del 25 dicembre, quando Buen camino aveva raccolto 5,6 milioni di euro, l’ultimo film di Checco Zalone ha accelerato ulteriormente il giorno di Santo Stefano con un incasso di 7,9 milioni. In appena 48 ore la commedia ha così toccato quota 13.766.122 euro, registrando una media per sala di 10.715 euro e conquistando una quota di mercato del 70,8 per cento: più di sette spettatori su dieci hanno scelto la pellicola girata da Gennaro Nunziante, favorito anche da una distribuzione molto ampia, con oltre 1.200 copie in circolazione. Buen camino ha superato in soli due giorni l’incasso complessivo di Avatar: fuoco e cenere di James Cameron, fermo a 12.196.000 euro.

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