Credit Agricole in Italia, i risultati del 2025: utile netto a 1,4 miliardi di euro

Nel 2025 il gruppo Credit Agricole in Italia ha registrato un utile netto di 1,4 miliardi, di cui 1,1 miliardi di pertinenza del gruppo. I ricavi hanno superato i 5,1 miliardi (+1 per cento), mentre sul fronte degli aggregati patrimoniali il totale dei finanziamenti è salito dell’1,9 per cento a 103 miliardi e la raccolta totale dell’1,6 per cento a 346 miliardi. Il Gruppo serve oltre 6 milioni di clienti. Quanto alla sola controllata Credit Agricole Italia, l’utile netto è stato pari a 797 milioni, sostanzialmente in linea rispetto all’anno precedente. I proventi operativi netti sono stati pari a 3,1 miliardi (-0,6 per cento), con interessi netti a 1,7 miliardi (-5,2 per cento) e commissioni a 1,3 miliardi (+5,3 per cento), trainate dal risultato dell’attività di collocamento di prodotti Wealth Management (+12 per cento). Gli oneri operativi sono saliti del 3,7 per cento a 1,66 miliardi, con un rapporto cost/income al 51,1 per cento. Il costo del credito è sceso a 34 punti base. Il Gruppo Crédit Agricole nel suo complesso ha ottenuto nel 2025 un utile netto di 8,754 miliardi di euro, con ricavi pari a 39,5 miliardi di euro.

Brasseur: «Risultati positivi in linea con le sfide del Pmt di Gruppo Act 2028»

«Concludiamo un 2025 dai risultati positivi, raggiunti grazie al contributo fondamentale di tutte le nostre colleghe e i nostri colleghi. L’Italia si conferma un mercato chiave del Gruppo Credit Agricole, con oltre 6 milioni di clienti e contribuendo con 1,1 miliardi all’utile netto del Gruppo. Questi risultati si confermano in linea con le sfide del Pmt di Gruppo Act 2028, un progetto di crescita che valorizza le eccellenze di tutte le linee di business, in un disegno strategico coerente e coeso», ha dichiarato Hugues Brasseur, amministratore delegato di Credit Agricole Italia e senior country officer. La banca ha consolidato il primo posto tra le banche universali in Italia per Indice di raccomandazione cliente – Irc, ed è significativo il dinamismo commerciale con l’acquisizione di circa 212 mila nuovi clienti (+13 per cento a/a), grazie anche al supporto rilevante del canale digitale (40 per cento).

Autostrade per l’Italia in mostra alla Triennale di Milano

Italia in Movimento. Autostrade e futuro è la mostra che, dal 7 febbraio, apre al pubblico all’interno di Triennale Milano, proponendo una riflessione sul ruolo strategico delle infrastrutture autostradali come vie di accesso, connessione e accoglienza. Una rete capace di avvicinare e unire i viaggiatori ai grandi eventi come le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Promossa da Autostrade per l’Italia e realizzata con il Maxxi – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, la mostra – curata da Pippo Ciorra con Angela Parente – accompagna i visitatori in un percorso che intreccia storia, architettura, paesaggio e visione futura, rileggendo l’autostrada non solo come opera ingegneristica, ma come infrastruttura culturale e fattore abilitante della mobilità contemporanea.

La mostra si articola in quattro sezioni tematiche

Il progetto espositivo nasce in occasione del centenario della costruzione della prima autostrada italiana e sviluppa una narrazione che mette in relazione lo sviluppo delle infrastrutture con i grandi momenti di mobilità collettiva. Attraverso materiali d’archivio, fotografie d’autore, mappe e contributi visivi, viene restituito il ruolo delle autostrade come reti di accesso che rendono possibile l’incontro tra territori, persone ed eventi, e come sistemi chiamati a confrontarsi con i temi della sostenibilità, dell’innovazione tecnologica e della trasformazione del paesaggio. Il percorso della mostra si articola in quattro sezioni tematiche. La prima è dedicata alla costruzione della rete autostradale, intesa come infrastruttura capillare di connessione tra territori. La seconda esplora l’esperienza del viaggio come pratica sociale e culturale, legata all’evoluzione dei servizi e dei luoghi della mobilità, e arricchita dal contributo progettuale di alcuni tra i massimi esponenti dell’architettura italiana. La terza sezione presenta il paesaggio autostradale attraverso le fotografie di Iwan Baan, che raccontano il rapporto tra infrastruttura e territorio. L’ultima sezione guarda alla tecnologia e al futuro della mobilità, con le immagini di Emiliano Ponzi, che offrono una visione prospettica delle infrastrutture come elementi chiave per l’accessibilità e la mobilità dei grandi eventi contemporanei. La mostra è visitabile fino al 22 febbraio.

L’ad Giana: «Autostrade elemento di progresso e identità»

Queste le dichiarazioni di Arrigo Giana, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia: «Le infrastrutture autostradali rappresentano molto più di una rete di collegamento. Sono vettori di crescita e coesione sociale per l’intero Paese. La presenza di Aspi a Milano Cortina 2026 ribadisce la centralità della nostra rete come asset strategico capace di connettere territori e grandi eventi internazionali. Con questa mostra intendiamo riaffermare il valore dell’autostrada come elemento di progresso culturale e di identità. Un patrimonio condiviso che accompagna la trasformazione dell’Italia, sostenendone lo sviluppo economico e sociale attraverso l’innovazione».

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Unicredit Start Lab, presentata la call 2026

Unicredit Start Lab torna nel 2026 con una nuova edizione del suo programma di successo dedicato alle migliori start-up e pmi innovative italiane tech che ha visto la banca, in 12 anni di attività, valutare circa 9 mila progetti imprenditoriali e accompagnare 700 start-up del Paese verso percorsi di crescita. Il roadshow nazionale, partito giovedì 29 gennaio da Catania, proseguirà con le tappe di Torino, Roma, Bari, Bologna, Pordenone e Milano.

Nel 2025 640 candidature e 200 partner tra incubatori e acceleratori

Nell’edizione 2025 di Unicredit Start Lab, cha ha visto il coinvolgimento di circa 200 partner a livello nazionale tra incubatori ed acceleratori, sono state avanzate circa 640 candidature da parte di start-up e pmi innovative. Di queste, 50 (nell’edizione 2024 erano 37) sono giunte dalla Sicilia, di cui il 66 per cento presentato da under 35, un dato superiore alla media Italia (47 per cento) che testimonia nel concreto il fermento imprenditoriale nell’Isola proprio da parte dei giovani. Un progetto su due si è candidato nel settore Digital, segnale di una Sicilia che vuole contribuire fortemente alla transizione tecnologica del sistema regionale.

I settori di riferimento del programma

Confermati anche per quest’anno i cinque settori di riferimento per Unicredit Start Lab:

  • Clean tech (Energie rinnovabili, Efficienza energetica, Mobilità sostenibile, Trattamento dei rifiuti)
  • Innovative Made in Italy (Agrifood, Fashion & Design, Nanotecnologie, Robotica, Meccanica, Turismo e Industria 5.0)
  • Digital (AI, SaaS, B2B Services& Platform, Hardware, Fintech, IoT)
  • Life Science (Biotecnologie, Farmaceutica, Dispositivi medici, Digital health, Tecnologie di assistenza)
  • Impact innovation (Prodotti e servizi innovativi capaci di generare un impatto sociale o ambientale)

Cosa offre la piattaforma

Le 10 startup selezionate per ognuna delle cinque categorie potranno accedere alla piattaforma di Start Lab che prevede:

  • Partecipazione ad attività di business e investment matching con controparti industriali e finanziarie del network di Unicredit (oltre 100 le iniziative organizzate negli anni scorsi);
  • Accesso alla piattaforma internazionale di UniCredit, banca paneuropea leader in 13 Paesi, attraverso la partecipazione a Tech day internazionali, l’accesso prioritario al Global startup program promosso da Ice e a una rete di investitori esteri;
  • Piattaforma a impatto composta da iniziative ad hoc per female founders, un verticale di dedicato all’impact innovation e la partecipazione alle diverse tappe degli Esg tech day organizzati da Unicredit;
  • Training manageriale avanzato, tramite la Startup academy e workshop tematici;
  • Programma di mentorship personalizzata con professionisti ed esperti dell’ecosistema dell’innovazione;
  • L’assegnazione di un gestore Unicredit dedicato al supporto alla crescita;
  • Premio di 10 mila euro per la prima classificata di ogni categoria.

Le candidature per l’edizione 2026 sono aperte fino al 25 marzo. Per partecipare o ottenere maggiori informazioni, è possibile inviare una richiesta a unicreditstartlab@unicredit.eu.

L’Istituto europeo delle dipendenze lancia la sua Academy ed è boom di partecipanti ai corsi Ecm

Nel corso del 2025, l’Area Academy dell’Istituto europeo delle dipendenze di Milano ha registrato risultati di grande rilievo nel panorama della formazione continua in ambito sanitario. I corsi Ecm pubblicati tramite il provider Spazio Iris hanno infatti coinvolto oltre 3 mila partecipanti, con un totale di più di 9 mila crediti formativi complessivamente erogati, confermando l’elevato interesse e la rilevanza dei contenuti proposti. La partecipazione ha interessato un ampio spettro di professionisti sanitari, evidenziando il carattere fortemente multidisciplinare dei percorsi formativi. In particolare, hanno preso parte ai corsi psicologi psicoterapeuti (30 per cento), infermieri (26 per cento), educatori (22 per cento), medici di medicina generale (6 per cento), tecnici della riabilitazione psichiatrica (3 per cento), psichiatri (1 per cento), altre professioni sanitarie (12 per cento). Dati che confermano il crescente interesse verso il tema delle dipendenze e, più in generale, verso la salute mentale e il benessere psicologico, ambiti sempre più centrali nella pratica clinica e nei servizi sanitari.

Quattro nuovi corsi Ecm disponibili dal 2026

Le dipendenze da sostanze legali, come alcol e tabacco, e illegali, come cannabis e cocaina, così come le dipendenze comportamentali, rappresentano una delle principali sfide di salute pubblica nel nostro Paese. In Italia si stima che circa 5 milioni di persone siano a rischio di sviluppare una dipendenza, mentre oltre 4 milioni di cittadini presentano consumi di alcol a rischio per la salute. A questi dati si affianca una significativa sotto diagnosi e un accesso ancora insufficiente ai trattamenti, che rendono indispensabile un continuo aggiornamento delle competenze professionali. Il successo registrato nel 2025 dall’Area Academy dell’Istituto europeo dimostra quindi una crescente consapevolezza, da parte dei professionisti sanitari, dell’importanza di acquisire strumenti aggiornati e basati su evidenze scientifiche per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle dipendenze e dei disturbi correlati. In questa prospettiva, nel 2026 l’Istituto rafforzerà ulteriormente il proprio impegno formativo, ampliando l’offerta con quattro nuovi corsi Ecm dedicati a temi emergenti e di grande impatto clinico – nuove sostanze psicoattive, neuroscienze affettive, yoga e dipendenze, dipendenza da benzodiazepine. Un percorso che conferma la volontà dell’Istituto di contribuire attivamente allo sviluppo di una cultura della salute mentale sempre più integrata, competente e orientata al benessere della persona.

Intesa Sanpaolo presenta il settimo Med & italian energy report

È stato presentato mercoledì 28 gennaio 2026, al Parlamento europeo, il settimo Med & italian energy report, lavoro di ricerca intitolato quest’anno Energy security in the Mediterranean transition: electrification, critical raw materials and technologies, frutto della sinergia scientifica tra Srm – Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo – e l’Energy center lab del Politecnico di Torino, e realizzato con la collaborazione della Fondazione Matching energies. L’evento è stato patrocinato dai deputati europei Elena Donazzan e Giorgio Gori ed è stato organizzato in collaborazione con la struttura European regulatory and public affairs di Intesa Sanpaolo che ha sede a Bruxelles.

Dall’approvvigionamento energetico al nucleare

In questa edizione il report si focalizza sul concetto di sicurezza dell’approvvigionamento energetico nel quadro della transizione energetica euro-mediterranea. Vengono analizzati il ruolo crescente dell’elettrificazione e l’importanza di tutte le materie prime necessarie per la produzione delle nuove tecnologie energetiche. Un ulteriore focus è dedicato al ruolo che l’energia nucleare potrebbe fornire al futuro mix energetico mediterraneo. Come di consueto, il volume include anche un’analisi approfondita delle questioni che collegano l’energia al settore marittimo. Quest’anno con una panoramica delle tendenze significative del commercio marittimo e delle rotte strategiche delle materie prime critiche per le tecnologie di transizione energetica.

Il ruolo del Mediterraneo tra energia e materie prime critiche

Secondo l’analisi, l’Unione Europea resta fortemente dipendente dalle importazioni di energia. L’Italia presenta una dipendenza superiore alla media europea, sebbene in lieve miglioramento. In questo contesto, la sicurezza degli approvvigionamenti diventa una variabile strategica, al pari della sostenibilità ambientale. Il Rapporto ha poi sottolineato il ruolo del Mediterraneo come snodo chiave tra aree produttrici e consumatrici di energia. La sponda Sud dispone di un elevato potenziale solare ed eolico, ancora poco sfruttato, che potrebbe contribuire in modo decisivo alla riduzione della dipendenza energetica europea. Accanto all’energia, anche le materie prime critiche viaggiano prevalentemente via mare. Il Mediterraneo, attraversato da rotte strategiche come Suez e Gibilterra, assume un ruolo cruciale per la sicurezza delle forniture. In questo scenario, lo shipping italiano rappresenta un asset strategico, rafforzando il posizionamento del Paese nelle catene energetiche e industriali globali.

San Raffaele Roma, il rettore Stocchi: «Così rispondiamo alle nuove esigenze del mondo del lavoro»

In un contesto in cui il mercato lavorativo evolve rapidamente e richiede competenze sempre più specializzate, le università sono chiamate a ripensare modelli formativi, strumenti didattici e relazione con gli studenti. Ne parliamo con Vilberto Stocchi, rettore dell’Università San Raffaele Roma, che ci ha illustrato le scelte strategiche dell’ateneo, l’attenzione alla qualità della ricerca e il ruolo dell’innovazione tecnologica nella formazione.

D: Quali sono i punti di forza del vostro ateneo e come è calibrata l’offerta formativa alla luce delle nuove competenze richieste dal mercato del lavoro?

R: L’Università San Raffaele Roma sta investendo con convinzione in un’offerta formativa capace di anticipare le esigenze di un mercato del lavoro in costante mutamento. Il nostro ateneo si distingue nel panorama nazionale per quelli che definirei “pilastri di eccellenza“, certificati ufficialmente dagli organismi di valutazione. Il primo è senza dubbio la ricerca scientifica. Per noi non è un esercizio teorico, ma il vero motore della didattica. Già nel quinquennio 2015-2019, la Vqr (Valutazione della qualità della ricerca) ci ha posizionati al quinto posto su 98 atenei italiani — primi tra le università digitali. È un primato che oggi trova conferma su scala globale: molti dei nostri docenti figurano infatti nella prestigiosa classifica World’s Top 2% Scientists di Stanford, che seleziona i ricercatori più influenti al mondo.
C’è poi un traguardo più recente. Nel 2024 l’ateneo ha superato con successo il processo di accreditamento periodico dell’Anvur, ottenendo il giudizio di “soddisfacente”. Si tratta di un passaggio tecnico cruciale perché valida la solidità dell’intera istituzione e certifica l’efficacia dell’insegnamento, l’efficienza dei servizi agli studenti e la trasparenza dei nostri processi interni. In sintesi, questi risultati — dal quello della Vqr al prestigio internazionale dei nostri scienziati, fino al recente accreditamento — rappresentano la garanzia che offriamo agli studenti. Proprio grazie a questa solidità strutturale e a un rapporto docenti-studenti perfettamente in linea con gli standard richiesti, quest’anno abbiamo attivato sette nuovi corsi di studio, ampliando la nostra offerta verso nuove frontiere professionali con la certezza di offrire, come sempre, una formazione di alto profilo.

Quali?

Abbiamo accreditato i corsi magistrali in Management, diritto e governance della pubblica amministrazione, con particolare attenzione all’utilizzo di tecniche digitali e innovative orientate a migliorare l’efficienza della pa, in Lingue e cultura straniere nell’era digitale: scuola, società e professioni e in Ingegneria informatica e dell’intelligenza artificiale applicata. Per quanto riguarda i corsi triennali, tra le novità ci sono quelli in Ingegneria biomedica, per sviluppare soluzioni innovative in ambito sanitario, in Ingegneria informatica e intelligenza artificiale, alla luce della diffusione di questo strumento in ogni settore, in Patrimonio culturale nell’era digitale, per formare figure in grado di valorizzare le nostre tradizioni in maniera innovativa, e in Lingue e culture straniere per l’era digitale. Il nostro mondo sempre più globalizzato richiede infatti l’utilizzo di nuovi strumenti anche nella gestione delle lingue. L’ateneo ne ha già adottati alcuni, tra cui un software che consente di trasmettere in diversi idiomi una lezione originariamente registrata in italiano. Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante, perché rende l’educazione e la diffusione della conoscenza più accessibili.

San Raffaele Roma, il rettore Stocchi: «Così rispondiamo alle nuove esigenze del mondo del lavoro»
Il rettore Vilberto Stocchi (Imagoeconomica).

Dal punto di vista tecnologico, quali sono gli elementi che vi distinguono dalle altre università telematiche?

Un aspetto che l’Anvur ha particolarmente apprezzato nella valutazione del 2024 è stata l’attenzione che l’ateneo rivolge alla didattica innovativa e l’impegno nel garantire una efficace trasmissione digitale dei contenuti. Abbiamo infatti stilato un piano triennale per l’innovazione didattica dove i nostri docenti vengono costantemente formati e supportati nell’insegnamento in modalità e-learning. Una metodologia che si sta affermando per la sua straordinaria capacità di ottimizzare l’apprendimento. A confermarne il valore è la letteratura scientifica internazionale: uno studio pubblicato su Nature Biotechnology ha certificato come le tecnologie digitali risultino estremamente efficaci nella trasmissione dei contenuti, superando le aspettative anche in ambiti complessi come le attività di laboratorio. Questo approccio permette di rivolgere molta più attenzione al singolo studente e di creare percorsi ad hoc per gli iscritti in base alle loro skills e competenze. Si tratta di qualcosa di davvero importante perché, a mio avviso, questo è il modo davvero efficace di promuovere il diritto allo studio.

Può fornirci qualche esempio di come viene garantita, agli studenti, la personalizzazione del percorso formativo?

Il Gruppo Multiversity ha messo a disposizione una piattaforma tecnologicamente molto avanzata, che integra un chatbot sviluppato in collaborazione con OpenAI e Bain & Company. Per esempio, uno studente che segue una lezione in modalità asincrona e, ascoltando il professore, abbia necessità di chiarimenti su un passaggio specifico, può interrompere il video e chiedere al chatbot di spiegare meglio quanto affermato dal docente, oppure di riformulare il concetto in modo più chiaro. Questo strumento risponde in tempo reale, attingendo dai contenuti didattici che il professore ha messo a disposizione degli alunni. Va anche detto che le università digitali non si basano esclusivamente sulla modalità asincrona: il 20 per cento delle attività didattiche deve essere erogato in modalità sincrona. A questo si aggiungono i laboratori in presenza, che consentono un’interazione diretta tra il docente e lo studente, oltre a momenti di confronto, dialogo e discussione anche tra gli studenti stessi. Un ulteriore strumento che gli studenti hanno a disposizione è un tool che valuta la loro preparazione. Per ogni corso, possono infatti svolgere delle autovalutazioni che restituiscono il loro grado di conoscenza rispetto a una materia, così da individuare eventuali lacune e prepararsi al meglio per l’esame.

San Raffaele Roma, il rettore Stocchi: «Così rispondiamo alle nuove esigenze del mondo del lavoro»
Il rettore Vilberto Stocchi (Imagoeconomica).

Tornando al punto da cui siamo partiti, la San Raffaele Roma (e, in generale, gli atenei di Multiversity) sta direzionando l’offerta verso ambiti in cui sul mercato c’è grande richiesta di personale ma spesso carenza di figure adeguatamente competenti. Quali sono le sfide che dovrà affrontare in futuro il mondo accademico?

I nostri nuovi corsi sono stati introdotti proprio per colmare questo gap. Secondo un rapporto di Confindustria del 2024, più di due terzi delle imprese italiane segnalano difficoltà nel trovare competenze necessarie per le proprie attività, con delle criticità particolarmente evidenti nel reperimento di profili tecnici e in settori chiave come la transizione digitale. Noi stiamo anche riflettendo sulla possibilità di attivare nuove facoltà, ma l’attuale accelerazione dei processi di produzione della conoscenza rende sempre più complesso prevedere quali saranno le professioni più richieste anche solo nei prossimi due o tre anni. Per il sistema universitario, la sfida sarà dunque quella di progettare percorsi formativi capaci di rimanere allineati all’evoluzione del mercato del lavoro.

Mediobanca, Melzi D’Eril: «Crescita straordinaria delle medie imprese italiane negli ultimi 30 anni»

Alessandro Melzi d’Eril ha parlato delle medie imprese italiane al suo primo appuntamento ufficiale da amministratore delegato di Mediobanca. L’occasione gli è stata data dall’ottava edizione dell’Italian mid cap conference, l’appuntamento annuale che mette in contatto in Piazzetta Cuccia i vertici delle principali società quotate italiane a media capitalizzazione (29 quelle presenti quest’anno) con decine di investitori italiani e stranieri appartenenti alle principali case di investimento. Oltre 400 le sessioni di incontro tra le parti, precedute da una plenaria dedicata alle sfide delle imprese italiane tra stabilità del sistema Paese e nuove dinamiche geopolitiche. Nell’occasione è stato presentato il Global Outlook 2026 a cura di Mediobanca Research.

L’ad: «Medie imprese oggetto di attenzione costante da 30 anni»

In apertura dei lavori, Alessandro Melzi d’Eril ha dichiarato: «Partecipare per la prima volta alla Mediobanca mid cap conference, nel mio nuovo ruolo di ceo, è stata un’occasione unica per osservare da vicino l’energia e la qualità degli imprenditori e delle imprese che Mediobanca sostiene ogni giorno. Il nostro primo evento dell’anno è dedicato alle medie imprese italiane che sono l’ossatura del nostro paese», ha spiegato, «e che, in quanto tali, sono oggetto di un’attenzione costante dell’istituto da 30 anni. Noi di Mediobanca siamo gli unici in Italia a poter offrire un servizio a 360° che guarda all’impresa come alla famiglia dell’imprenditore, con un modello unico di Private & Investment banking. Il nostro obiettivo è continuare a supportare sia l’impresa sia la famiglia nella gestione del proprio patrimonio, offrendo consulenza così come opportunità esclusive di investimento che creino un circolo virtuoso nella gestione della ricchezza, che faccia da volano per tutto il paese. Ora in questa missione potremo contare altresì sulla complementarità con il Monte dei Paschi di Siena, grazie al suo forte radicamento sul territorio».

«Fatturato delle mid cap italiane cresciuto in maniera superiore agli altri Paesi europei»

Poi uno sguardo al contesto internazionale: «In 30 anni abbiamo assistito a una crescita straordinaria delle medie imprese italiane, che si è tradotta in un incremento del fatturato del 182 per cento e ha superato nettamente quella delle grandi aziende del Paese. Anche il confronto con i principali Paesi europei premia in modo particolare le nostre medie imprese. Il loro fatturato è infatti cresciuto in misura superiore rispetto alle società comparabili di altri Stati, come Francia e Germania, trainando il valore aggiunto a un +65 per cento, dato quasi doppio rispetto ai gruppi francesi e tedeschi, e creando un numero più elevato di posti di lavoro. Osserviamo che solo il 12 per cento delle medie imprese italiane ha uno stabilimento in Paesi esteri, ma il 42 per cento del fatturato deriva da export e questo dato è un’ulteriore conferma del valore che queste imprese generano per l’Italia».

«Mediobanca partner d’elezione per gli imprenditori»

«Ciò che rende Mediobanca il partner di elezione per le imprese e gli imprenditori», ha concluso Melzi D’Eril, «è il nostro business fatto essenzialmente di persone e di competenze. Mediobanca ha sempre investito in questo senso, distinguendosi come l’istituzione che ha creato il patrimonio di professionalità più profondo che l’Italia abbia nel settore finanziario. Un lavoro lungo 80 anni, che continuerò e continueremo a valorizzare proprio con ulteriori investimenti nelle nostre persone e nelle competenze».

Universitas Mercatorum primo ateneo telematico italiano accreditato da Eurostat come Research entity

Universitas Mercatorum è la prima università telematica italiana ad essere stata riconosciuta come Research entity da parte di Eurostat. L’Ufficio statistico dell’Unione europea ha inserito l’ateneo tra le istituzioni abilitate a operare nel sistema della ricerca europea fondata su dati ufficiali. Lo status di Research entity, attribuito dalla Commissione europea – Eurostat, è riservato a un numero selezionato di università e centri di ricerca che soddisfano stringenti requisiti di qualità scientifica, affidabilità istituzionale, sicurezza dei dati ed etica della ricerca, ed è finalizzato allo svolgimento di attività basate sull’accesso ai microdati statistici europei.

Il rettore Cannata: «Risultato di un percorso costruito su rigore scientifico, responsabilità istituzionale e visione internazionale»

Grazie a questo accreditamento, l’ateneo si integra nel sistema europeo della ricerca fondata su dati ufficiali, con la possibilità di presentare progetti di ricerca e accedere in modalità controllata ai microdati Eurostat per analizzare fenomeni economici, sociali e territoriali di rilevanza strategica per le politiche pubbliche e per i processi di sviluppo. «Questo riconoscimento conferma la nostra presenza nella ricerca europea basata su evidenze ufficiali», ha dichiarato il professor Giovanni Cannata, rettore di UniMercatorum. «È il risultato di un percorso costruito su rigore scientifico, responsabilità istituzionale e visione internazionale. Universitas Mercatorum dimostra di essere una università digitale capace di coniugare innovazione didattica e ricerca di alto livello, contribuendo in modo riconosciuto alla produzione di conoscenza a supporto delle decisioni pubbliche».

Poste italiane rivoluziona il recapito urbano con il postino-robot autonomo Boxi

Poste italiane è protagonista della transizione ecologica e dell’innovazione tecnologica in Italia, grazie al suo impegno concreto e strutturato verso la mobilità sostenibile. Impegno che passa anche attraverso l’innovazione tecnologica sperimentata all’interno del Centro nazionale per la mobilità sostenibile Most, di cui l’azienda è socio fondatore e membro del consiglio di amministrazione. Nell’ambito di questo programma è stato progettato e realizzato il veicolo Boxi, il postino-robot in grado di operare in ambienti urbani complessi con un elevato livello di automazione e autonomia. Un mezzo a quattro ruote motrici e sterzanti, alimentato elettricamente, con una velocità massima di 25 chilometri orari e un’autonomia che raggiunge i 60 chilometri per ciclo di carica. Il vano di carico ha una capacità di un metro cubo, con un payload massimo di 500 chilogrammi, e include una baia duale composta da accesso dedicato agli operatori e un sistema integrato di locker con 11 vani, per permettere consegne automatiche e flessibili.

Sensori, telecamere, radar e sistema di localizzazione di precisione

Il veicolo è equipaggiato con una ricca dotazione di sensori, progettati per abilitare la guida autonoma in ambienti urbani complessi, grazie al know-how del team universitario di Unimore (Università di Modena e Reggio Emilia). È equipaggiato con telecamere stereo per la ricostruzione tridimensionale, sensori Lidar (che utilizzano impulsi laser per generare mappe 3d dettagliate), radar a 360 gradi, e un sistema di localizzazione di precisione basato su navigazione satellitare globale con unità inerziale, in grado di garantire il funzionamento anche in ambienti privi di segnale gps. Accanto all’hardware, è stata sviluppata un’applicazione software dedicata per la gestione del modello di servizio e l’interazione con l’utente finale (app).

Un sistema di interazione avanzato semplifica il rapporto tra operatori e veicolo

Il Politecnico di Milano ha fornito un contributo scientifico di rilievo, partecipando con attività di ricerca, simulazione e sperimentazione su diversi ambiti strategici. Nel contesto della navigazione autonoma e mappatura sono state condotte campagne mirate di raccolta dati gps, finalizzate alla costruzione di mappe ad alta precisione e all’ottimizzazione degli algoritmi di navigazione autonoma in scenari logistici complessi. È stato inoltre sviluppato un sistema di interazione avanzato, volto a semplificare e rendere più intuitivo il rapporto tra operatori e veicolo, migliorando l’usabilità e l’efficienza operativa (interfaccia uomo-macchina). Infine, per gestire la pianificazione dinamica è stato implementato un modello di controllo basato su una macchina a stati finiti, in grado di reagire in modo dinamico ai comportamenti del veicolo in funzione delle condizioni operative e ambientali.

Il postino-robot è in fase di sperimentazione

Boxi è attualmente in fase di test. La prima fase è focalizzata su manovre a bassa velocità e calibrazione dei sensori in ambiente controllato presso il Modena Innovation Hub. Nella seconda il veicolo sarà testato in un percorso urbano misto di 600 metri per simulare situazioni complesse in scenari dinamici. Queste iniziative sono state sviluppate in collaborazione con partner privati e accademici di alto profilo tra cui Icona Design, Accenture, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e il Politecnico di Milano.

Davos 2026, Acea alla guida dell’alleanza per l’acqua

Anche nel 2026 il Gruppo Acea, primo operatore idrico italiano e secondo in Europa con 10 milioni di utenti serviti e 10 milioni all’estero, ha partecipato al World Economic Forum in scena a Davos, in Svizzera. Il Gruppo, che continua ad avere al centro dell’agenda la tutela e la valorizzazione dell’acqua, è stato presente per il terzo anno consecutivo con l’amministratore delegato Fabrizio Palermo, che è intervenuto in diversi panel e ha incontrato aziende e istituzioni, a partire dalla commissaria europea all’Ambiente, resilienza idrica ed economia circolare Jessika Roswall. In dettaglio, lunedì 19 gennaio Palermo è intervenuto nella tavola rotonda Ceo alliance on nature meeting in cui ha posto l’accento sulla necessità, per i Paesi, di prestare sempre più attenzione alle strategie di resilienza idrica. Martedì 20, invece, nel panel Resilient infrastructure for growth ha sottolineato come l’acqua sia un driver essenziale per lo sviluppo sociale e la crescita economica. Mercoledì 20, infine, ha incontrato Roswall e, dopo aver preso parte al meeting dell’Alliance of ceo climate leaders, ha presentato il report del World economic forum sullo stato delle risorse idriche realizzato in collaborazione con Acea e l’Università di Cambridge dal titolo Bridging the €6.5 trillion water infrastructure gap.

Necessario colmare entro il 2040 un divario di 6,5 mila miliardi

Il paper fa il punto sulla situazione del settore nel mondo e dimostra come le infrastrutture idriche siano al centro della crescita economica globale e della resilienza climatica. Dallo studio emerge quanto sia necessaria un’azione coordinata tra governi, industria e finanza per colmare entro il 2040 un divario a livello globale di 6,5 mila miliardi di euro nelle infrastrutture idriche che potrebbe generare 8,4 mila miliardi di euro di Pil aggiuntivo e sostenere oltre 206 milioni di posti di lavoro a tempo pieno, equivalenti a 14 milioni di posti di lavoro ogni anno. Per garantire a tutti sistemi di approvvigionamento idrico e servizi igienico-sanitari equi, resilienti, sostenibili e tecnologicamente avanzati, la spesa globale dovrà raddoppiare entro il 2040. Per quanto riguarda l’Europa è stato stimato vi sia un fabbisogno di investimenti superiore a 1,7 mila miliardi di euro, equivalente a un gap di circa 695 miliardi rispetto agli attuali livelli di spesa, determinato principalmente dalla necessità di modernizzare infrastrutture idriche obsolete, nonché di potenziare e adeguare gli impianti di trattamento delle acque reflue. Quattro, secondo il paper, le direttrici su cui direzionare gli investimenti: l’accesso equo all’acqua potabile, la resilienza delle infrastrutture, la circolarità – ovvero il riuso – e infine l’innovazione.

Palermo a capo della Water industry istituita al Wef

L’obiettivo del Gruppo è quello di porsi come leader della transizione idrica non solo al livello nazionale ma anche europeo. Negli ultimi anni Acea si sta impegnando nell’aumentare la consapevolezza sull’importanza e sulla scarsità della risorsa idrica per costruire una cultura della tutela dell’acqua. Nella precedente edizione dell’annual meeting del Wef, Fabrizio Palermo ha introdotto per la prima volta il tema di «regia unica per la gestione dell’acqua», mentre con le proposte di cambiamento nel paper di giugno Strategia europea per la resilienza idrica, Acea ha contribuito a definire la Water resilience strategy della Commissione Europea. E per attuare tale strategia la Bei ha lanciato il Programma per la resilienza idrica, con oltre 40 miliardi di euro di investimenti previsti tra il 2025 e il 2027. L’obiettivo è mobilitare capitali privati e rafforzare gli investimenti in desalinizzazione, riuso delle acque reflue, controllo dell’inquinamento e soluzioni basate sulla natura. Infine, presso il World economic forum, è stata istituita la Water industry, che l’ad Palermo presiede. Si tratta di una community settoriale dedicata all’acqua, che riunisce allo stesso tavolo imprese e stakeholder pronti a dialogare e a definire una strategia comune per la tutela e la valorizzazione di questa preziosa risorsa.

Autostrade, il casello di Venezia Nord diventa porta tricolore delle Olimpiadi

La rete di Autostrade per l’Italia diventa parte integrante dello scenario olimpico e paralimpico Invernale, tingendosi di tricolore. Da mercoledì 21 gennaio 2026, la stazione di pedaggio di Venezia Nord, porta d’accesso verso le sedi delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, sarà dotata di installazioni luminose permanenti ispirate al tricolore italiano. L’iniziativa, che nei giorni successivi interesserà anche le stazioni di Belluno sulla A27, Arcoveggio sulla A13 e i principali ingressi autostradali di Milano (Sud, Est e Nord), segna l’avvio delle attività del Gruppo per i Giochi. L’obiettivo è trasformare l’infrastruttura autostradale in uno spazio di partecipazione all’evento, accogliendo atleti e visitatori diretti verso i poli di gara. L’illuminazione resterà attiva per l’intera durata della manifestazione. L’impegno della società riguarda anche l’identità visiva aziendale. I loghi ufficiali di Milano Cortina 2026 sono esposti nelle sedi del Gruppo e integrati nei touchpoint digitali, inclusi il sito istituzionale e i canali social.

Autostrade, il casello di Venezia Nord diventa porta tricolore delle Olimpiadi
Autostrade, il casello di Venezia Nord diventa porta tricolore delle Olimpiadi

A2A Life Ventures, il primo modello societario integrato di open innovation

Con l’obiettivo di accelerare sulla frontiera dell’innovazione e rafforzare la propria posizione come attore di primo piano nel panorama nazionale ed europeo, A2A ha lanciato A2A Life Ventures, la prima società in Italia creata da una corporate per integrare in modo sinergico tutte le leve di open innovation. Una vera e propria fabbrica dell’innovazione nata per sviluppare e testare soluzioni concrete digitali, fisiche e basate sull’intelligenza artificiale con benefici concreti per il Gruppo, i territori e la società.

30 soluzioni entro il 2035 per accelerare la transizione ecologica

La società si basa su otto linee di valore che operano in sinergia, componendo un sistema multilever che copre l’intero spettro dell’innovazione – dalla collaborazione con startup, università e partner tecnologici allo sviluppo di soluzioni digitali e di AI, fino alla creazione e valorizzazione di asset proprietari e al sostegno diretto delle iniziative. Ciascuna linea contribuisce con competenze, programmi e strumenti specifici, ma tutte condividono lo stesso obiettivo di abilitare tecnologie innovative e accelerare la transizione ecologica. Con la prospettiva di costruire, entro il 2035, un portafoglio di circa 30 soluzioni innovative pronte a creare valore sia per A2A che per l’ecosistema industriale ed energetico europeo.

Gli impegni della società per la decarbonizzazione

Con A2A Life Ventures, il Gruppo consolida il percorso iniziato nel 2020 con il Corporate venture capital e conferma la volontà di guidare in Italia un modello di innovazione già diffuso tra i grandi gruppi internazionali, mettendo l’accento su una strategia Eu-first e sulla creazione di valore industriale e tecnologico a lungo termine. In particolare, la neo società ha il compito di sviluppare idee e tecnologie che supportino attività e business tanto in ambito economia circolare quanto in ambito transizione energetica, pilastri del Piano strategico al 2035 del Gruppo. Nel primo caso l’impegno riguarda temi come il recupero energetico, ad esempio da data center o industrie, il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti e la gestione sostenibile delle risorse idriche. Nel secondo la generazione di energia da fonti rinnovabili (impianti di produzione di energia green, sistemi di accumulo di nuova generazione, automazione delle operations) e l’elettrificazione dei consumi attraverso, ad esempio, una maggiore resilienza delle reti (soluzioni per la flessibilità, manutenzione predittiva). Una strategia che punta a rendere la produzione e la distribuzione sempre più efficienti, resilienti e sostenibili, accelerando il percorso verso la decarbonizzazione.

Un ecosistema di partner per avviare percorsi condivisi di crescita

Uno degli elementi distintivi di A2A Life Ventures è l’ecosistema di partner che comprende startup ad alto potenziale, pmi innovative, centri di ricerca d’eccellenza, corporate tecnologiche, abilitatori di innovazione, enti e istituzioni. Un network con cui vengono avviati percorsi condivisi di crescita, in cui la co-creazione si unisce alla capacità di amplificare e portare al mercato gli asset generati. A2A gioca già oggi un ruolo da protagonista nell’ecosistema dell’innovazione con oltre 300 progetti in corso, un portafoglio di Cvc con investimenti in più di 70 startup e un network di un milione di innovatori globali che collabora con il Gruppo.

Intesa Sanpaolo sostiene la crescita di Biofarma Group negli Stati Uniti

Intesa Sanpaolo sostiene lo sviluppo internazionale di Uspl Nutritionals Llc, azienda americana del Gruppo Biofarma specializzata nello sviluppo, produzione e confezionamento di integratori alimentari, dispositivi medici, cosmetici e prodotti a base di probiotici che opera esclusivamente conto terzi. L’operazione prevede un programma di factoring fino a 20 milioni di euro, finalizzato alla gestione del flusso di cassa ed all’ottimizzazione del capitale circolante sul mercato americano.

La banca conferma il supporto alle eccellenze dei nostri territori

L’operazione è stata perfezionata dalla direzione regionale Veneto Est Friuli Venezia-Giulia di Intesa Sanpaolo, nell’ambito della divisione Banca dei territori guidata da Stefano Barrese, e rientra nella strategia del Gruppo bancario volta a sostenere le eccellenze dei nostri territori. Consentirà a Biofarma Group di proseguire il percorso di crescita e consolidamento sui mercati internazionali, accelerando il programma di internazionalizzazione e crescendo ulteriormente nel mercato Usa.

Il Gruppo Biofarma si pone come punto di riferimento nel settore health-care a livello globale

Biofarma Group è un player globale con nove siti produttivi che attraversano geograficamente i continenti di Europa, America e Asia per garantire un’offerta realmente globale della capacità produttiva. Con 443.3 milioni di euro di fatturato, oltre 1.500 dipendenti e 190 brevetti, il Gruppo si pone come punto di riferimento nel settore health-care sul mercato globale. Ogni stabilimento vanta competenze tecnologiche e produttive all’avanguardia, operando in modo sinergico con i propri partner per soddisfare in maniera customizzata tutte le esigenze. Il Gruppo opera oggi esclusivamente per conto terzi, una scelta che esprime una chiara strategia di elevata specializzazione, e affianca i propri partner lungo l’intera catena del valore, governando ogni fase del processo – dalla ricerca e sviluppo alla progettazione e industrializzazione, dalla produzione alla gestione degli aspetti regolatori, degli standard qualitativi e di certificazione, fino al packaging e alla logistica.

Autostrade, accordo con Fondazione Milano Cortina 2026 in vista delle Olimpiadi

Fondazione Milano Cortina 2026 e Autostrade per l’Italia hanno annunciato una partnership strategica, confermando il ruolo della rete autostradale come infrastruttura chiave a supporto di un evento di rilevanza globale. Durante i Giochi, la rete autostradale sarà parte integrante dell’esperienza olimpica e paralimpica. Le tratte adiacenti ai luoghi delle competizioni ospiteranno spazi pubblicitari a servizio degli utenti in movimento, offrendo supporto informativo e comunicazioni dedicate sul programma delle gare in corso. Un presidio diffuso pensato per accompagnare i flussi, migliorare l’esperienza di viaggio e rafforzare il ruolo dell’infrastruttura autostradale come elemento di accoglienza.

Stazioni e nodi personalizzati, loghi nelle sedi di Autostrade e presidio a Casa Italia

Per accompagnare i viaggiatori verso l’esperienza olimpica e paralimpica, sulle principali direttrici di accesso ai siti delle competizioni presenti nella rete di Autostrade per l’Italia è prevista la personalizzazione di alcune stazioni di pedaggio e nodi infrastrutturali strategici, con installazioni luminose e segni visivi ispirati al Tricolore. Inoltre, per rafforzare ancora di più il valore della partnership, i loghi olimpici e paralimpici saranno esposti in tutte le sedi aziendali e sui principali touchpoint digitali aziendali, come sito internet e canali social. Autostrade porterà il proprio contributo anche nei luoghi chiave dei Giochi, con un presidio qualificato a Casa Italia che sorgerà presso la Triennale di Milano, lungo l’asse urbano compreso tra l’Arco della Pace e il Duomo.

Giana: «Opportunità per promuovere i valori dello sport»

Queste le dichiarazioni di Arrigo Giana, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia: «L’accordo con la Fondazione Milano Cortina 2026 rappresenta una grande opportunità per promuovere, a livello nazionale e internazionale, i valori universali dello sport, da sempre condivisi e promossi dal nostro Gruppo. La rete autostradale è una componente essenziale della capacità del Paese di accogliere, connettere e muovere persone, idee ed energie. In questa prospettiva, la partecipazione di Aspi a questo evento globale riflette il ruolo strategico delle infrastrutture autostradali per lo sviluppo e la proiezione dell’Italia nel mondo».

Varnier: «Così lo spostamento diventa parte integrante dell’esperienza olimpica»

Gli ha fatto eco Andrea Varnier, ceo della Fondazione Milano Cortina 2026: «In un evento che abbraccia diversi territori, il movimento diventa il cuore pulsante dell’organizzazione. Collaborare con Autostrade per l’Italia significa contare su una rete eccellente e capillare, pronta ad accogliere il flusso di persone su oltre 22 mila chilometri quadrati. Il nostro obiettivo comune è trasformare lo spostamento in una parte integrante e piacevole dell’esperienza olimpica e paralimpica, assicurando standard qualitativi elevati e servizi su misura per tutti coloro che faranno parte di questo momento unico. Milano Cortina 2026 va oltre lo sport, offrendo un’esperienza che si sviluppa sia all’interno che all’esterno delle sedi di gara, in cui ogni elemento contribuisce a creare un ricordo duraturo».

Cdp e Intesa Sanpaolo, nuovo accordo da 1 miliardo per la crescita di pmi e mid-cap

Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Intesa Sanpaolo hanno firmato un nuovo accordo di finanziamento da 1 miliardo di euro per sostenere l’accesso al credito e l’espansione sui mercati di micro, piccole e medie imprese, favorendo l’economia reale e lo sviluppo dei territori in cui operano. L’operazione si inserisce nell’ambito della lunga collaborazione volta a promuovere iniziative a favore delle aziende italiane che, a partire dal 2021, hanno consentito di mettere a disposizione complessivamente risorse pari a circa 5 miliardi di euro per la crescita di oltre 6 mila imprese.

La banca potrà erogare prestiti fino a 25 milioni alle imprese per singolo progetto

Nel dettaglio, il miliardo di euro previsto dall’attuale accordo sarà integralmente impiegato dalla banca per erogare prestiti fino a 25 milioni e di durata fino a 18 anni a pmi e mid-cap italiane per singolo progetto. Le risorse potranno essere destinate a investimenti da realizzare o in corso di realizzazione per rafforzare le principali filiere produttive nazionali, a spese per immobilizzazioni materiali o immateriali e a esigenze di capitale circolante. L’iniziativa congiunta di Cdp e Intesa risponde alla volontà di sostenere il tessuto imprenditoriale italiano in una fase di mercato in costante evoluzione, ampliando le opzioni di finanziamento a disposizione delle aziende nella prospettiva di stimolare anche i loro investimenti più complessi.

Poste italiane, nuovi prototipi di cargo e-bike per consegnare pacchi nei centri storici delle città

Poste italiane sperimenta nuovi prototipi innovativi di veicoli leggeri e completamente green per efficientare ulteriormente il servizio di recapito di posta e pacchi. In collaborazione con il Centro nazionale per la mobilità sostenibile MoSt e in partnership tecnologica con aziende dell’automotive, il Gruppo sta lavorando in particolare sullo sviluppo di nuovi prototipi di cargo e-bike elettrici a tre ruote. Il team di progetto, oltre a Poste Italiane, è composto da Italian aluminium technology, Pirelli e da ricercatori dell’Università degli studi di Firenze, dell’Università degli studi di Bergamo e del Politecnico di Milano. Tra i principali obiettivi del progetto, in fase sperimentale in Puglia, c’è anche l’integrazione di una sofisticata componente tecnologica per rafforzare la sicurezza nelle fasi di recapito di posta e pacchi.

Stabilità, servizi di supporto al conducente e maggior capacità di carico rispetto alle biciclette

Le cargo e-bike di Poste Italiane rappresentano una soluzione innovativa e sostenibile per il recapito urbano, concepite per rispondere alle nuove esigenze di consegna nelle città i cui centri storici sono tutelati da norme per la limitazione del traffico su gomma e la riduzione delle emissioni di CO2. Il prototipo è caratterizzato da una capacità di carico superiore rispetto alle biciclette tradizionali, grazie a un vano modulare capiente fino a 700 litri, per un massimo di 100 chilogrammi. La configurazione a tre ruote, inoltre, offre maggiore stabilità durante la guida e consente di operare in modo sicuro anche in aree con traffico intenso o con pavimentazioni irregolari. La velocità massima è limitata a 25 chilometri orari come previsto dalla normativa per i veicoli leggeri a pedalata assistita. La rete di sensori, radar e calcolatori elettronici integrati sul veicolo offre innovativi servizi di supporto al conducente e permette di fornire dati utili alla ricerca di soluzioni sempre più efficaci per incrementare la sicurezza. Questi dispositivi consentono di rilevare ostacoli lungo il percorso, monitorare lo stato e l’usura degli pneumatici e fornire al conducente supporto per migliorare lo stile di guida, contribuendo alla prevenzione degli incidenti e all’efficienza delle operazioni.

I mezzi sono anche in grado di monitorare gli indicatori ambientali

Le cargo e-bike, inoltre, sono equipaggiate con un sistema di antibloccaggio delle ruote per maggiore sicurezza e un sistema di rigenerazione energetica che sfrutta sia la frenata sia l’energia solare, tramite pannelli fotovoltaici integrati. L’apertura e la chiusura del vano di carico avvengono attraverso la tecnologia di comunicazione Nfc, mentre un sistema di allerta informa il conducente in caso di ostacoli improvvisi. Le cargo e-bike, dotate di sensori in grado di rilevare dati come la qualità dell’aria, la temperatura e l’umidità, hanno anche la funzione di monitorare gli indicatori ambientali, fornendo così informazioni utili per la gestione intelligente dello spazio urbano e contribuendo a favorire migliori condizioni di vita nei centri cittadini in cui operano.

Poste si conferma all’avanguardia nella decarbonizzazione del trasporto

Poste Italiane prosegue, dunque, nel suo processo di evoluzione tecnologica a beneficio della transizione green. Al 30 settembre 2025 l’azienda dispone di una flotta composta da quasi 29 mila mezzi a basse emissioni, di cui circa 6.200 completamente green e 8.800 ibridi, confermandosi così all’avanguardia in Italia nel processo di decarbonizzazione del trasporto, in linea con quanto previsto dal Piano strategico quadriennale 2024–2028 The connecting platform. La flotta green del Gruppo, la più estesa d’Europa tra quelle aziendali, comprende veicoli di nuova generazione alimentati da motori elettrici, ibridi e a combustione interna a ridotto impatto ambientale, tutti progettati per coniugare sostenibilità, efficienza e sicurezza.

Intesa Sanpaolo e Gruppo Grimaldi, finanziamento green per tre navi di nuova generazione

Intesa Sanpaolo, tramite la divisione IMI Corporate & Investment banking guidata da Mauro Micillo, ha concluso un finanziamento da 162,3 milioni di euro destinato a Grimaldi Euromed, società del Gruppo Grimaldi. L’operazione è finalizzata all’acquisizione di tre navi Pure car & truck carrier (Pctc) di nuova generazione denominate Grande Egitto, Grande Pacifico e Grande Oceania, con consegna prevista nel corso del 2026.

Le navi si distinguono per design unico e tecnologie avanzate

Si tratta di imbarcazioni ad alta tecnologia ed efficienza energetica facenti parte delle 17 nuove navi Pctc ordinate dal Gruppo Grimaldi tra il 2022 e il 2023, per un investimento complessivo di oltre 1,6 miliardi di dollari. Queste unità si distinguono non solo per l’elevata capacità di trasporto – di ben 9.800 Ceu (Car equivalent units) ciascuna – ma anche per il loro ridotto impatto ambientale. A rendere ognuna di queste navi così green e all’avanguardia sono un design unico e tecnologie avanzate, tra cui:

  • notazione di classe Ammonia Ready, che certifica che potranno essere convertite all’utilizzo dell’ammoniaca come combustibile a zero emissioni di carbonio;
  • notazioni di classe Green Plus, Green Star 3, Comfort Vibration and Comfort Noise Port;
  • mega batterie agli ioni di litio dalla capacità totale di 5 MWh;
  • 2.500 metri quadri di pannelli solari;
  • Cold ironing, sistema di alimentazione elettrica da terra;
  • Air lubrication system, sistema di lubrificazione della carena con bollicine d’aria che riducono la resistenza all’avanzamento;
  • timone innovativo denominato gate rudder, installato per la prima volta su navi Pctc, composto da due pale foil posizionate ai lati dell’elica che migliorano l’efficienza propulsiva e la manovrabilità.

Impegno comune in ambito Esg

Il finanziamento, strutturato come Green Loan, si inserisce nel più ampio impegno Esg del Gruppo Intesa Sanpaolo, guidato dal ceo Carlo Messina, come dimostra il sostegno alla clientela nella transizione energetica. Tra il 2021 e i primi nove mesi 2025 sono stati erogati circa 84,7 miliardi di euro a supporto di green economy, economia circolare e transizione ecologica. In questo contesto, trova naturale continuità la collaborazione con il Gruppo Grimaldi, che condivide la stessa visione di sviluppo sostenibile e ne interpreta con concretezza gli obiettivi. L’adozione di un modello di business sostenibile e socialmente responsabile è infatti una priorità per il Gruppo Grimaldi sin dalla sua fondazione, priorità che negli anni ha assunto un ruolo sempre più centrale con l’obiettivo prospettico di navigare e trasportare merci e passeggeri a zero emissioni. Tra il 2018 e il 2025, la compagnia ha effettuato ordini per ben 48 nuove navi dal valore complessivo di circa 5 miliardi di dollari. Parallelamente, ha investito nell’ammodernamento in chiave green della flotta già in servizio, e in quello dei porti e terminal portuali di proprietà e in gestione in Europa ed Africa. L’accordo testimonia come la cooperazione tra banca e industria possa attivare investimenti ad alto valore aggiunto, accelerando i processi di innovazione e sostenibilità del settore marittimo europeo.

Diviccaro: «Intesa in prima linea per supportare l’innovazione delle aziende»

Queste le dichiarazioni di Francesca Diviccaro, responsabile Retail & Luxury della divisione IMI Corporate & Investment banking di Intesa Sanpaolo: «Grimaldi Euromed rappresenta un’eccellenza nella modernizzazione sostenibile del trasporto marittimo e come divisione IMI CIB ne supportiamo con continuità il percorso di crescita. Il Gruppo Intesa Sanpaolo è da sempre in prima linea nell’accompagnare le realtà aziendali nei loro investimenti strategici, favorendo processi di innovazione e di transizione energetica».

Pacella: «Prosegue il nostro percorso di crescita sostenibile»

A sua volta Diego Pacella, amministratore delegato del Gruppo Grimaldi, ha commentato: «Il finanziamento destinato all’acquisto delle navi Grande Egitto, Grande Pacifico e Grande Oceania supporta la nostra strategia di crescita sostenibile, in cui l’ammodernamento della flotta rappresenta uno dei tasselli fondamentali e di maggior impatto. Questa nuova operazione rinsalda, inoltre, la nostra storica partnership con il Gruppo Intesa Sanpaolo che si conferma tra i principali partner bancari del Gruppo Grimaldi».

Byd raggiunge risultati record a dicembre 2025 ed entra nella Top 10 in Italia

Nel mese di dicembre 2025, in Italia, Byd ha compiuto un significativo passo avanti superando alcuni dei più noti marchi storici nel mercato nazionale, contraddistinti da una lunga legacy e una forte presenza sul territorio. L’azienda cinese ha saputo affermarsi mettendo in evidenza come la sua visione, la sua strategia e i suoi prodotti sempre più europei portino benefici tangibili ai clienti, al mercato e all’ambiente. Tutto questo anche grazie alla rapidissima espansione della rete di vendita e assistenza che oggi conta ben 101 punti su tutto il territorio nazionale, guidati da 30 importanti concessionari italiani.

Oltre 25 mila auto immatricolate nel 2025

Byd ha concluso il mese di dicembre con una quota di mercato del 3,1 per cento (3.347 immatricolazioni), posizionandosi nella Top 10 tra i costruttori di veicoli in Italia, esclusivamente grazie alla vendita di veicoli elettrici e ibridi plug-in. Si tratta di un risultato che non solo evidenzia la forza e la solidità della crescita del brand, ma lo rende anche l’unico marchio cinese in Italia a raggiungere tale traguardo, senza fare affidamento su veicoli a motore termico. Questo elemento lo contraddistingue non solo da tutti i marchi europei, ma anche da tutti gli altri brand cinesi che operano sul mercato e che hanno nella loro gamma anche vetture termiche. Il dato porta Byd a un totale annuo di 25.226 immatricolazioni, circa 10 volte in più rispetto alle 2.881 del 2024, raggiungendo una quota di ben l’1,5 per cento e confermandosi dunque come il primo brand in Italia nel mercato dei veicoli a nuova energia (elettrico e plug-in hybrid) con una quota del 15,4 per cento a dicembre e una quota annuale del 12,3 per cento. Il brand ha consolidato la sua crescita anche in Regno Unito, Germania, Spagna e Francia.

Il marchio continua a espandersi oltre la Cina

Decisivo è stato il rafforzamento del mercato dell’export. Solo a dicembre 2025, il volume delle esportazioni di veicoli a nuova energia ha raggiunto le 133.172 unità, pari a oltre il 31 per cento della produzione globale mensile del brand, rispetto a una media degli 11 mesi del 22 per cento. Questo dato sottolinea quanto le operazioni internazionali al di fuori della Cina stiano sempre più rilevanti per il marchio, che continua a espandere la propria presenza nei principali mercati. Nel 2025 ha venduto 2,26 milioni di veicoli elettrici puri, confermandosi come leader mondiale nel settore.

La nuova Atto 2 DM-i pronta a rivoluzionare il concetto di suv compatto

In termini di prodotto, la Seal U DM-i, il suv di taglia media del brand, si afferma come la prima vettura venduta in Italia con tecnologia super hybrid (plug-in hybrid) con 14.486 unità, quasi il doppio rispetto alla seconda in classifica. La Dolphin Surf, la city car elettrica del brand, in soli sei mesi dal lancio scala la quinta posizione con 4.563 unità, a poca distanza dalla top 3. Ed è da registrare il grande interesse per la nuova Atto 2 DM-i, con una raccolta ordini elevata. L’auto offre un’autonomia totale fino a 1.000 km, un abitacolo spazioso e soluzioni tecnologiche avanzate, e si prepara a ridefinire il concetto di suv compatto offrendo la flessibilità della mobilità elettrica senza sacrificare le necessità di autonomia e comfort per i viaggi più lunghi. Concludendo un 2025 segnato da una continua crescita e consolidamento, Byd guarda al 2026 con l’intento di proseguire il suo percorso di espansione, grazie a una notevole offensiva di prodotto che mira a rafforzare ulteriormente la sua presenza in Italia e nei principali mercati europei, puntando su innovazione, qualità e un’offerta sempre più diversificata.

Intesa Sanpaolo consolida il ruolo di partner strategico nella regione del Golfo

Intesa Sanpaolo, attraverso la divisione IMI Corporate & Investment banking guidata da Mauro Micillo, consolida il proprio ruolo di partner finanziario di riferimento nel Medio Oriente. Dal 2023 ha partecipato, assieme ad altre banche, a operazioni del valore complessivo pari a oltre 60 miliardi di euro, tra cui operazioni di finanziamento nel ruolo di mandated lead arranger per oltre 30 miliardi di euro ed emissioni obbligazionarie in qualità di bookrunner per un importo complessivo pari a 30 miliardi di euro. A queste si aggiungono operazioni di advisory e di copertura tasso. La recente partnership strategica con il ministero dell’Economia e del Turismo degli Emirati Arabi Uniti nello sviluppo del Green innovation district e la funzione di catalizzatore nei progetti energetici e infrastrutturali della regione rafforzano il ruolo di Intesa Sanpaolo come ponte tra Italia, Europa e Golfo.

Accordi strategici per la transizione sostenibile

Numerosi gli accordi conclusi da Intesa Sanpaolo nella regione, in linea con il piano Vision 2031 degli Emirati Arabi Uniti. Come anticipato, a ottobre 2025 è stato annunciato il coinvolgimento della banca, in qualità di partner strategico del ministero dell’Economia e del Turismo emiratino, nello sviluppo del distretto innovativo presso Expo City Dubai. Il progetto vuole essere un potente motore di crescita industriale sostenibile, capace di attrarre imprese globali nella regione e dare impulso concreto agli ambiziosi obiettivi di diversificazione economica e di impatto sul clima. Sempre quest’anno la divisione IMI CIB ha firmato un memorandum of understanding con Masdar, attore chiave nella strategia degli Emirati Arabi Uniti nell’ambito delle energie rinnovabili a livello globale, per rafforzare la collaborazione nell’attività di m&a. Dal 2020, inoltre, Intesa Sanpaolo è stata selezionata come partner dagli Emirati Arabi Uniti per supportare la transizione verso un’economia circolare, attraverso la firma di un accordo quadro strategico con il ministero dell’Economia degli emiratino, definendo politiche circolari, promuovendo modelli di business sostenibili e sviluppando un ecosistema collaborativo tra istituzioni, università, centri di ricerca, imprese e start-up.

Un network internazionale a supporto della crescita globale

Intesa Sanpaolo vanta una storia consolidata negli Emirati Arabi Uniti, dove opera dal 1977 e dove è l’unica banca italiana con una presenza diretta attraverso due branch, ad Abu Dhabi e Dubai. Questa doppia struttura onshore/offshore consente alla divisione IMI CIB di operare in modo integrato a livello locale e globale, rafforzando il proprio ruolo di ponte tra Italia, Europa e Golfo. Il Gruppo ha inoltre costruito relazioni di lungo periodo con i principali fondi sovrani degli Emirati, con le istituzioni governative e con le grandi corporate operanti nei settori energetico e infrastrutturale. All’interno dell’International network della divisione IMI CIB, la Uk & Mea region che include le sedi di Dubai, Abu Dhabi, Doha, Istanbul e Londra gestisce relazioni con oltre 600 gruppi corporate e istituzionali tra Regno Unito e Medio Oriente e conta su 310 professionisti, oltre a relazioni con circa 400 subsidiary locali di grandi gruppi italiani e globali.

Micillo: «Middle East pilastro chiave del nostro percorso di crescita»

Queste le dichiarazioni di Mauro Micillo, chief della divisione IMI Corporate & Investment banking di Intesa Sanpaolo: «Gli Emirati Arabi Uniti e più in generale l’area del Middle East rappresentano un pilastro strategico del nostro percorso di crescita internazionale. La divisione IMI CIB è impegnata a supportare la trasformazione energetica e industriale della regione, mobilitando capitali e competenze per accelerare lo sviluppo di progetti innovativi e sostenibili. Il nostro network internazionale, unito alla capacità di strutturare operazioni complesse, ci consente di essere partner di lungo periodo per istituzioni, fondi sovrani e grandi corporate del Golfo».

Enel, il parco solare di Pian Di Giorgio ha raggiunto la piena produzione

Il parco solare di Pian di Giorgio, impianto in provincia di Viterbo dalla potenza complessiva di 54,9 MWp, ha raggiunto la piena produzione con operativi 100.352 pannelli bifacciali (catturano energia da un lato e dall’altro) e dotati di tracker, dispositivi tecnologici grazie a cui i moduli cambiano angolatura a seconda del movimento del sole, massimizzando l’efficienza e l’assorbimento di energia pulita. I pannelli fotovoltaici produrranno ogni anno circa 102 Gwh di energia verde, che permetteranno di evitare l’emissione in atmosfera di circa 42.500 tonnellate di Co2 e un corrispettivo di circa 21 milioni di metri cubi di gas in meno. Soddisfaranno il fabbisogno energetico di circa 38 mila famiglie.

Un progetto che valorizza il territorio e reca benefici al tessuto locale

Coerentemente con la strategia di Gruppo, che dalla pianificazione alla realizzazione degli impianti mette sempre al centro la condivisione dei progetti con le comunità di riferimento, Enel ha scelto la strada del coinvolgimento e dello sviluppo del territorio. Un approccio seguito in ogni fase del progetto, in primo luogo con la valorizzazione occupazionale – è locale l’impresa che ha realizzato i lavori del parco, così come la maggior parte dei lavoratori coinvolti nelle attività di ingegneria civile ed elettrica in cantiere. Enel ha realizzato l’impianto in costante collaborazione con la soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo, dai primi accertamenti preventivi agli scavi effettuati durante la fase operativa. Il progetto garantirà anche benefici indiretti per il tessuto locale, dalla piantumazione di alberi e arbusti lungo il perimetro dell’impianto alle opere di miglioramento della viabilità, come il rifacimento delle asfaltature su diverse strade interessate dall’installazione dei cavidotti.

Enel, il parco solare di Pian Di Giorgio ha raggiunto la piena produzione
Parco solare di Pian Di Giorgio (Enel).

Energie rinnovabili sempre più centrali nella strategia di Enel

Con la full production di Pian di Giorgio, l’azienda guidata da Flavio Cattaneo conferma la centralità delle energie rinnovabili nella strategia di Gruppo. Un orientamento alla sostenibilità declinato con decisione anche e soprattutto a livello nazionale – secondo i dati del primo semestre 2025, per quello che riguarda l’Italia le fonti rinnovabili sono arrivate a coprire circa l’80 per cento del totale della produzione di Gruppo nel Paese, dato in ulteriore crescita rispetto al 75 per cento del primo semestre 2024.