Hannah Karp lascia la direzione editoriale di Billboard dopo quasi 10 anni all’interno della rivista di musica fra le più riconosciute al mondo. La manager ha accettato infatti l’incarico di vicepresidente e responsabile delle comunicazioni per Warner Music Group, prendendo il posto di James Steven, passato in Universal. Nel nuovo ruolo, la cui nomina avrà effetto a partire dal 26 gennaio, Karp avrà le redini non solo delle comunicazioni, ma supervisionerà anche le iniziative filantropiche e gli eventi speciali di WMG. Riporterà al Chief Executive Officer Robert Kyncl, che l’ha accolta come una donna di «acuto istinto e approccio innovativo alla narrazione» che la rendono «una leader ideale». Al suo posto, Billboard ha promosso i redattori Leila Cobo e Jason Lipshutz condirettori dei contenuti.
Chi è Hannah Karp, nuova Chief Communication Officer di Warner Music
Formatasi alla Duke University, dove ha conseguito una laurea triennale in Economia, con un anno di studio al St. Stephen’s College di Delhi, Hannah Karp vanta anche un master alla Medill School of Journalism della Northwestern University. Prima di approdare in Billboard nel 2017, per 13 anni era stata reporter al Wall Street Journal, occupandosi dell’industria musicale e di numerosi altri temi, tra cui sport, viaggi ed economia trascorrendo periodi a Londra, Bruxelles e San Paolo. News Director di Billboard da maggio 2017 a dicembre 2018, per sette anni è stata direttrice dei contenuti con sede a New York.
A partire da luglio Roberto Bruzzone assumerà l’incarico di presidente di Msc Crociere. La nomina avviene in concomitanza con l’ambizioso piano industriale del gruppo controllato dalla famiglia Aponte, che prevede l’ampliamento della flotta da 23 a 35 navi entro il 2036. Avrà base professionale a Ginevra e riporterà all’amministratore delegato Gianni Onorato.
Chi è Roberto Bruzzone
Architetto e ingegnere navale con laurea a Genova e MBA presso la London Business School, Bruzzone vanta oltre due decenni di esperienza nel settore delle crociere, con incarichi di rilievo presso altri big delle vacanze a bordo: Carnival Corporation, Royal Caribbean, Silversea, Norwegian Cruise Line. Inoltre ha supervisionato le operazioni marine di Silversea, TUI Cruises e Hapag-Lloyd Cruises. A marzo del 2025 era stato nominato da Royal Caribbean al vertice del nuovo Marine Center of Excellence aperto nel Regno Unito, incarico poi lasciato l’estate successiva. Attualmente sta completando un master in International Hotel Management presso l’istituto Les Roches, in Svizzera.
Importanti novità in Pinterest. La piattaforma social ha annunciato infatti l’ingresso di due dirigenti per ricoprire altrettante posizioni chiave in azienda. Lee Brown, veterano di DoorDash e Spotify, sarà il primo Chief Business Officer, ruolo di nuova creazione, mentre Claudine Cheever, ex di Amazon, subentrerà ad Andréa Mallard come Chief Marketing Officer. La conferma è arrivata tramite il Ceo Bill Ready con un post sul suo profilo LinkedIn. «È un momento importante per noi mentre facciamo crescere la nostra attività a livello globale», ha spiegato l’ad. «Lee è un leader aziendale affermato e dalla profonda esperienza nella leadership, mentre Claudine ha guidato il marketing del più grande rivenditore al mondo. Sono fiducioso che grazie a loro raggiungeremo importanti traguardi». Nel post, Ready ha anche ringraziato Bill Watkins, Chief Revenue Officer, che lascerà Pinterest dopo più di 10 anni.
Chi sono Brown e Cheever, nuovi dirigenti nominati da Pinterest
Formatosi in ingegneria alla Vanderbilt University di Nashville, nel Tennessee, Lee Brown arriva in Pinterest da DoorDash, azienda di consegna del cibo online, per cui era Chief Revenue Officer dall’agosto 2025. In precedenza, aveva trascorso sei anni in Spotify ricoprendo le cariche di Vicepresidente e di Head of Advertising. In carriera anche un passato in BuzzFeed, Tumblr e ben 11 anni in Yahoo!, dove ha lavorato dal 1999 al 2010. Per quanto riguarda invece Claudine Cheever, che in Pinterest sarà Cmo, ha studiato all’Università della Carolina del Nord e negli ultimi nove anni è stata in Amazon: entrata nel 2016 come Global GM Amazon Integrated Advertising, da febbraio 2021 era VP Global Brand and Marketing. Da giugno 2019 è anche membro del Board di Effie Worldwide, piattaforma americana che fornisce strumenti e formazione nel marketing.
Importanti cambiamenti ai vertici del gruppo Moncler. Dal primo aprile l’amministratore delegato sarà Bartolomeo ‘Leo’ Rongone, che lascia il ruolo di ceo di Bottega Veneta, ricoperto negli ultimi sei anni. L’attuale amministratore delegato e presidente Remo Ruffini (che ha rilevato l’azienda nel 2003) sarà presidente esecutivo, mantenendo la direzione creativa. Moncler ha inoltre comunicato che Roberto Eggs, a partire da marzo lascerà l’incarico di Chief Business & Global Market Officer per intraprendere una nuova fase professionale.
Remo Ruffini (Imagoeconomica).
Chi è Leo Rongone
Rongone ha iniziato la carriera nel 2001 in Fendi, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità nelle aree della Business Intelligence, Supply Chain e Client Relationship Management. Dopo più di 10 anni nel gruppo LVMH, nel 2012 è approdato in Kering come Chief Operating Officer di Yves Saint Laurent con responsabilità per le aree Prodotto e Retail. Nel 2019 il passaggio a Bottega Veneta, di cui finora è stato amministratore delegato.
Gedi ha informato il direttore e il comitato di redazione del quotidiano La Stampa di aver avviato una trattativa in esclusiva con il gruppo Sae, riguardante la cessione della testata, gli asset collegati e le rotative. Del network di Sae, di cui è presidente e amministratore delegato l’editore Alberto Leonardis, fanno parte le testate La Provincia Pavese, Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara. A pesare a favore di Sae, rispetto al concorrente Nem di Enrico Marchi (editore tra l’altro di Messaggero Veneto e Piccolo), ci sono state anche le garanzie offerte: il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi complessivi in crescita a 175,5 milioni di euro, di cui 45,5 registrati nel settore editoria e 130 in quello della comunicazione integrata. Inoltre Sae avrebbe anche aperto ai soggetti istituzionali piemontesi.
Hyundai ha nominato Oscar Barlera nuovo Head of Aftermarket Department di Hyundai Motor Europe. Il manager da oltre 17 anni lavorava in Hyundai Italia. Dal 2021 ha ricoperto il ruolo di Responsabile del settore Post-Vendita. Adesso si trasferirà in Germania, alla sede centrale di Offenbach am Main. Da lì guiderà la divisione europea dedicata al post-vendita del marchio. Sul suo profilo LinkedIn ha scritto: «Sono profondamente grato a tutti i fantastici colleghi e amici che ho incontrato lungo il cammino e a Hyundai Italia per avermi dato l’opportunità di imparare, crescere e condividere questo percorso insieme. Non vedo l’ora di affrontare le nuove sfide e le nuove opportunità».
Hearst Italia annuncia un riassetto ai vertici di due dei suoi marchi editoriali di punta, Cosmopolitan e Marie Claire. Dal 2 febbraio 2026 Martina Mozzati assumerà la direzione di Cosmopolitan Italia, mentre Lavinia Farnese, che guida il magazine dal 2021, passerà al ruolo di direttrice editoriale e diventerà anche codirettrice di Marie Claire. Le nuove nomine accompagnano due numeri chiave — l’edizione di Cosmopolitan dedicata al Festival di Sanremo e la Fashion Issue di Marie Claire — segnando l’avvio di una fase di rinnovamento per entrambe le testate.
Chi sono Martina Mozzati e Lavinia Farnese
Classe 1995, laureata in Lettere Moderne con un master in Gestione del Patrimonio Culturale, Martina Mozzati è entrata in Cosmopolitan Italia nel 2021 come Responsabile Eventi e Progetti Speciali, contribuendo allo sviluppo di iniziative come Cosmopolitan a Sanremo, la presenza ai Pride di Roma e Milano, la partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia e numerose cover digitali. Nominata Brand Manager nel 2024 e Vice-direttrice l’anno successivo, diventa ora direttrice a 30 anni. Lavinia Farnese, con un percorso iniziato a La Repubblica e proseguito in Vanity Fair, ha guidato Cosmopolitan dal 2021 rafforzandone l’identità come brand integrato tra carta, digitale ed eventi, con una strategia orientata alla Gen Z. Nel 2024 è entrata nella squadra di Marie Claire come Vice-direttrice e Direttrice Digital ed Eventi.
Hasbro ha nominato Doug Bowser e Carla Vernón come nuovi membri del proprio Consiglio di amministrazione. Una scelta non da poco per l’azienda leader nel settore del gioco e dell’intrattenimento. Basti pensare che il primo è ex presidente e Coo di Nintendo of America. Bowser è uno dei fautori del successo globale di Nintendo Switch e dell’espansione della società nel Sud America. Inoltre è stato in Electronic Arts e Procter & Gamble. Vernón, invece, attualmente è la Ceo di The Honest Company ed è stata vice president di Amazon oltre che president di General Mills. In quest’ultimo ruolo è tra le principali fautrici della crescita di brand come Cheerios e Nature Valley.
La morte di Valentino Garavani, scomparso nella sua abitazione all’età di 93 anni, lascia un vuoto enorme nella moda italiana e internazionale. Il suo marchio, fondato a Roma nel 1960, rappresenta oggi un asset da miliardi di euro nonché un protagonista nel grande mercato del lusso globale. Dietro l’inconfondibile rosso e l’iconica V che campeggia sulle passerelle e sui capi di abbigliamento delle celebrità, tuttavia, non c’è più il suo ideatore ormai da anni. La maison è infatti passata più volte di mano negli ultimi decenni, andando dal controllo diretto del fondatore fino a quello degli investitori internazionali. Oggi è controllata dal qatariota Mayhoola for Investments, mentre il colosso francese Kering (che gestisce anche Gucci e Bottega Veneta, tra le altre) dal 2023 detiene una partecipazione di minoranza del 30 per cento. Quota che potrebbe salire al 100 per cento entro pochi anni.
La storia di Valentino e i diversi passaggi di mano fino a oggi
Lo stilista Valentino negli Anni 90 (Imagoeconomica).
La storia della maison Valentino ha inizio nel 1960, quando l’omonimo stilista fondò un marchio che fosse a sua immagine, con un’idea di eleganza e di stile che coincidessero con l’alta moda italiana. Il primo passaggio di mano è arrivato tuttavia già alla fine degli Anni 90, quando nel 1998 entrò il gruppo Hdp, la finanziaria della famiglia Romiti partecipata anche da Gianni Agnelli, per una cifra che si aggirò attorno ai 500 miliardi di lire. Appena quattro anni dopo, nel 2002, un altro passaggio di testimone, stavolta al gruppo Marzotto, storico nome del settore tessile nel nostro Paese, per circa 240 milioni di euro: un’operazione mirata al raggiungimento e alla formazione di un polo nazionale del lusso. Il progetto durò tuttavia poco, dato che nel 2007 il fondo Permira acquisì la maggioranza, portando Valentino fuori da Piazza Affari.
Lo stilista Valentino (Imagoeconomica).
La svolta arrivò invece nel 2012, quando il qatariota Mayhoola for Investments rilevò l’intero gruppo per un valore di circa 700-720 milioni di euro, includendo anche la licenza di M Missoni. Oggi ha in mano ancora il 70 per cento del capitale, dato che dall’estate 2023 il restante 30 per cento è gestito dal colosso francese del lusso Kering, che lo acquisì per 1,7 miliardi di euro in un’operazione che valutò l’intera maison 5,6 miliardi. Una quota che tuttavia potrebbe salire fino all’intero pacchetto entro il 2028 oppure il 2029.
Chi è il direttore creativo della maison
Alessandro Michele, direttore creativo di Valentino (Ansa)
Valentino aveva lasciato anche la direzione creativa da diverso tempo. Lo stilista infatti aveva deciso di fare un passo indietro nel 2007, dopo aver già progressivamente ceduto il controllo dell’azienda. Negli anni si sono succeduti alla guida del brand alcuni grandi protagonisti della moda e del fashion italiani, da Maria Grazia Chiuri a Pierpaolo Piccioli fino ad Alessandro Michele, direttore creativo unico dal 2024. Quanto alla questione operativa, dall’agosto 2025 Riccardo Bellini è amministratore delegato. Con più di 1.600 impiegati, Valentino ha registrato nel 2024 un fatturato superiore agli 1,3 miliardi di euro.
Netflix ha rivisto i termini dell’operazione su Warner Bros trasformando l’offerta in un pagamento interamente in contanti, una modifica approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione del gruppo media. La proposta valuta ogni azione Warner 27,75 dollari e mantiene invariato il valore complessivo rispetto alla precedente struttura mista di cash e titoli. L’operazione attribuisce a Warner Bros un enterprise value di circa 82,7 miliardi di dollari, debito compreso, mentre il valore dell’offerta è stimato in 72 miliardi. Secondo Netflix, la scelta del cash-only consente di garantire maggiore certezza agli azionisti, eliminando l’esposizione alla volatilità dei mercati finanziari e favorendo un’accelerazione dell’iter autorizzativo, con l’obiettivo di arrivare al completamento entro il 2026.
Il ceo di Warner Bros: «Sempre più vicini alla chiusura dell’operazione»
Il via libera è arrivato da entrambi i consigli di amministrazione: «Questa transazione rivista ci spinge ancora più vicino all’unione delle due società», ha dichiarato l’amministratore delegato di Warner Bros, David Zaslav. Sulla stessa linea il co-CEO di Netflix, Ted Sarandos, secondo cui «il consiglio di amministrazione di Warner Bros. continua a sostenere e a raccomandare all’unanimità la nostra transazione». Netflix ha chiarito che la revisione dell’offerta è funzionale a portare rapidamente al voto degli azionisti di WBD, atteso già entro aprile, passaggio per il quale il gruppo ha depositato presso la SEC la dichiarazione preliminare di delega. Gli azionisti beneficeranno inoltre del valore aggiuntivo delle azioni di Discovery Global, che saranno distribuite dopo la separazione societaria, mentre il finanziamento dell’operazione avverrà attraverso una combinazione di liquidità disponibile, linee di credito esistenti e fondi già impegnati.
Francesca Agostino è la nuova Chief Financial Officer di Allianz Trade, leader globale nell’assicurazione crediti, per l’Italia e la Regione Mmea (Mediterraneo, Medio Oriente e Africa). La nomina avrà effetto a partire dal primo febbraio 2026. Nell’ambito del suo nuovo incarico, Agostino entrerà a far parte anche dell’Executive Board della regione Mmea: riporterà direttamente al responsabile dell’area Luca Burrafato e funzionalmente a Limon Loeiz Duparcmeur, Group Chief Financial Officer. Svolgerà le sue funzioni principalmente dalla sede di Roma.
Luca Burrafato di Allianz Trade (Imagoeconomica).
Chi è Francesca Agostino, nuova Chief Financial Officer di Allianz Trade
Laureata in Economia all’Università La Sapienza di Roma, Francesca Agostino ha mosso i primi passi della carriera in Allianz Trade nel 1992, allora SIAC. Da allora ha maturato una forte esperienza in HR, traeasury e accounting, guidando anche diversi progetti chiave tra cui l’implementazione di SOX e SAP. Fra il 2015 e il 2021 ha ricoperto il ruolo di Cfao per la Business Unit italiana, con responsabilità su Finance, Accounting, Reinsurance e Legal. A partire dal 2022, invece, ha guidato i team Finance, Risk e Actuarial per la Regione Mmea, con focus sull’accuratezza delle riserve tecniche e sul reporting normativo.
Chiara Baravalle è la nuova General Manager di Dsquared2, il brand di moda fondato nel 1995 dai gemelli Dan e Dean Caten. La nomina avrà effetto a partire dal primo febbraio e giunge in un delicato e decisivo momento per il marchio, che spera di confermare la propria posizione sul mercato e di ridefinire la propria strategia dopo una fase di transizione. L’annuncio della nuova leadership affidata a Baravalle è stato accompagnato dall’estensione della licenza con Staff International, società gestita dal gruppo OTB (che controlla anche Diesel e Marni), per la produzione e la distribuzione di collezioni prêt-à-porter: in vigore dal 2000, l’accordo è stato prolungato fino all’autunno 2031.
Un negozio Dsquared2 (Imagoeconomica).
Chi è Chiara Baravalle, nuova General Manager di Dsquared2
Formatasi alla Stanford University, Chiara Baravalle ha iniziato la sua carriera nella Silicon Valley prima di passare alla catena Bain & Company per la divisione moda e lusso. Dal 2021 al 2024 è stata Chief of Staff dell’allora Ceo Marco Bizzarri in Gucci, prima di ricoprire per poco meno di due anni il ruolo di General Manager & Board Member di Elisabetta Franchi, incarico terminato nell’ottobre 2025. Arriva ora in Dsquared dopo aver diretto la strategia, gli investimenti e lo sviluppo del portafoglio in Forel, società di investimento fondata dall’ex Ceo di Gucci Bizzarri.
Il cda di TIM ha deliberato alcune variazioni della governance. Il Consiglio d’amministrazione ha cambiato la composizione dei comitati dopo le dimissioni di Umberto Paolucci, effettive dal primo gennaio 2026. Il board ha nominato Lorenzo Cavalaglio e Stefano Siragusa, rispettivamente membri del Comitato Nomine e Remunerazioni e del Comitato per le Parti Correlate. Inoltre sono stati scelti tre key manager. Sono Maria Enrica Danese, Alessandra Michelini e Sabina Strazzullo. La prima è direttrice Corporate Communications & Sustainability. La seconda è l’ad di Tesly. La terza è direttrice Public Affairs. Danese detiene 227.231 azioni di TIM, mentre Strazzullo 96.390 e Michelini 88.111.
Nuova nomina ai vertici dei marchi del gruppo LVMH: Tiffany & Co. ha affidato a David Ponzo l’incarico di Deputy Chief Executive Officer. Nel suo incarico, Ponzo guiderà l’intera organizzazione commerciale e retail di Tiffany a livello globale: riporterà direttamente al presidente e ceo Anthony Ledru.
Chi è David Ponzo
Prima del suo ingresso in Tiffany & Co., Ponzo è stato per cinque anni Chief Commercial Officer di Louis Vuitton. In precedenza ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato e presidente della divisione giapponese del marchio. Nel suo curriculum anche ruoli senior in Swatch e Omega, in particolare nel mercato asiatico. In Tiffany subentra di fatto a Gavin Haig, ex ceo andato in pensione nel 2025.
Bauli ha annunciato la nomina di Federico Vescovi nel duplice ruolo di Chief Financial Officer e Chief Commercial Officer International. Il manager avrà la responsabilità delle funzioni finance del gruppo e, parallelamente, guiderà lo sviluppo commerciale sui mercati internazionali. Prima del suo ingresso nel gruppo dolciario con sede a Verona, Vescovi ha trascorso quasi 17 anni in Barilla, ricoperto importanti incarichi tra cui quello di presidente per l’Asia, l’Africa e l’Australia. In precedenza aveva lavorato per Procter & Gamble, occupandosi di finance e supply chain management.
Antoine Pinnon è più il Ceo di Tag Heuer. L’addio del Chief executive manager è stato ufficializzato dal gruppo LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton. Pin saluta anche la holding, dopo una carriera lunga 23 anni. La sua carriera, infatti, è iniziata nel 1994 come Junior Sales Manager per DFS e Medio Oriente, prima dell’acquisizione del marchio da parte di LVMH nel 1999. Nel 2022, invece, è diventato Direttore Marketing Internazionale di Zenith. Diversi i ruoli di vertice all’interno di marchi del gruppo. Tra questi anche quello di Managing Director per il comparto orologi di Bulgari. Nel 2024 era subentrato a Julien Tornare nel ruolo di amministratore delegato di Tag Heuer.
Con l’obiettivo di accelerare sulla frontiera dell’innovazione e rafforzare la propria posizione come attore di primo piano nel panorama nazionale ed europeo, A2A ha lanciato A2A Life Ventures, la prima società in Italia creata da una corporate per integrare in modo sinergico tutte le leve di open innovation. Una vera e propria fabbrica dell’innovazione nata per sviluppare e testare soluzioni concrete digitali, fisiche e basate sull’intelligenza artificiale con benefici concreti per il Gruppo, i territori e la società.
30 soluzioni entro il 2035 per accelerare la transizione ecologica
La società si basa su otto linee di valore che operano in sinergia, componendo un sistema multilever che copre l’intero spettro dell’innovazione – dalla collaborazione con startup, università e partner tecnologici allo sviluppo di soluzioni digitali e di AI, fino alla creazione e valorizzazione di asset proprietari e al sostegno diretto delle iniziative. Ciascuna linea contribuisce con competenze, programmi e strumenti specifici, ma tutte condividono lo stesso obiettivo di abilitare tecnologie innovative e accelerare la transizione ecologica. Con la prospettiva di costruire, entro il 2035, un portafoglio di circa 30 soluzioni innovative pronte a creare valore sia per A2A che per l’ecosistema industriale ed energetico europeo.
Gli impegni della società per la decarbonizzazione
Con A2A Life Ventures, il Gruppo consolida il percorso iniziato nel 2020 con il Corporate venture capital e conferma la volontà di guidare in Italia un modello di innovazione già diffuso tra i grandi gruppi internazionali, mettendo l’accento su una strategia Eu-first e sulla creazione di valore industriale e tecnologico a lungo termine. In particolare, la neo società ha il compito di sviluppare idee e tecnologie che supportino attività e business tanto in ambito economia circolare quanto in ambito transizione energetica, pilastri del Piano strategico al 2035 del Gruppo. Nel primo caso l’impegno riguarda temi come il recupero energetico, ad esempio da data center o industrie, il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti e la gestione sostenibile delle risorse idriche. Nel secondo la generazione di energia da fonti rinnovabili (impianti di produzione di energia green, sistemi di accumulo di nuova generazione, automazione delle operations) e l’elettrificazione dei consumi attraverso, ad esempio, una maggiore resilienza delle reti (soluzioni per la flessibilità, manutenzione predittiva). Una strategia che punta a rendere la produzione e la distribuzione sempre più efficienti, resilienti e sostenibili, accelerando il percorso verso la decarbonizzazione.
Un ecosistema di partner per avviare percorsi condivisi di crescita
Uno degli elementi distintivi di A2A Life Ventures è l’ecosistema di partner che comprende startup ad alto potenziale, pmi innovative, centri di ricerca d’eccellenza, corporate tecnologiche, abilitatori di innovazione, enti e istituzioni. Un network con cui vengono avviati percorsi condivisi di crescita, in cui la co-creazione si unisce alla capacità di amplificare e portare al mercato gli asset generati. A2A gioca già oggi un ruolo da protagonista nell’ecosistema dell’innovazione con oltre 300 progetti in corso, un portafoglio di Cvc con investimenti in più di 70 startup e un network di un milione di innovatori globali che collabora con il Gruppo.
Alessandro Carluccio è il nuovo general nanager della divisione italiana di Popeyes, catena statunitense di fast food che dal 2017 fa parte – come Burger King – di Restaurant Brands International. Popeyes, arrivato in Italia a fine 2024, impiega oltre 350 persone in 17 ristoranti, distribuiti in otto città: il piano di crescita triennale dell’azienda prevede l’apertura di 50 locali complessivi e la creazione di oltre mille posti di lavoro. Carluccio vanta 25 anni nei settori ristorazione e retail: nel suo curriculum importanti incarichi in Bauli, Lagardère Travel Retail, Hanagroup Italy, Sebeto (Rossopomodoro) e McDonald’s.
Ikea Retail ha affidato a Vincenzo Riili il ruolo di Head of Global Marketing. Il manager vanta un’esperienza di oltre due decenni nel mondo del marketing, maturati nei settori dei beni di consumo e della tecnologia. Prima di entrare nel colosso svedese dell’arredamento, Riili è stato per un decennio Chief Marketing Officer di Google per Italia, Spagna e Portogallo, occupandosi di prodotti chiave come Google Ads, YouTube, Android e Gemini. In precedenza aveva lavorato in Unilever e in PepsiCo. La nomina di Riili arriva a stretto giro da quella di Marco Galimberti come Country Marketing Manager per l’Italia.
Ferrarelle Società Benefit, quarto gruppo italiano a valore e a volume nel settore delle acque minerali, ha annunciato la nomina di Francesco Rosati come nuovo Head of Sales Horeca: avrà la responsabilità di consolidare le partnership con i principali clienti, sviluppare i clienti organizzati e rafforzare il presidio dei gruppi consortili Ho.Re.Ca (Hotellerie-Restaurant-Café). Subentra ad Antonio Marzocchella e riporterà direttamente a Mario Iaccarino, a capo della Direzione Commerciale. Rosati è entrato in Ferrarelle nel 2024 come Area Manager Lazio, ricoprendo poi il ruolo di Region Manager Centro Italia. In precedenza aveva lavorato 18 anni in Birra Peroni, con incarichi di crescente responsabilità fino a diventare On Premise Franchisee & Consortia Channel Manager.