Sarà Robert Peugeot a rappresentare il gruppo famigliare francese nel consiglio di sorveglianza di Stellantis fino al 2028. La nomina, che scatterà formalmente con l’assemblea generale prevista in primavera, affida al 75enne Robert Peugeot un nuovo mandato di due anni, dopo quello straordinario di durata quinquennale ricevuto nel 2021. La nomina rappresenta una scelta di continuità nella governance del colosso automobilistico nato dalla fusione tra FCA e PSA: in corsa per la rappresentanza famigliare c’era anche il cugino Xavier Peugeot, 61 anni, oggi a capo del marchio DS Automobiles dopo aver diretto la divisione dei veicoli commerciali, considerata tra le più redditizie del gruppo. Robert Peuget continuerà a ricoprire anche la carica di vicepresidente di Stellantis.
Vigili del fuoco ed Enel hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per rinnovare la collaborazione e per rafforzare le attività di coordinamento e di soccorso e sviluppare progetti innovativi. Il documento, firmato dal capo dipartimento dei Vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile, Attilio Visconti, e dal direttore Italia del Gruppo Enel, Nicola Lanzetta, individua le aree di comune interesse per sviluppare piani d’azione congiunti idonei a prevenire e a gestire situazioni critiche, emergenze e calamità naturali. Presente alla firma il capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Eros Mannino.
Formazione, prevenzione e tecnologia al centro dell’accordo
L’obiettivo del protocollo è migliorare la gestione delle attività di interesse comune per l’ottimizzazione delle procedure e dei flussi di comunicazione, l’elaborazione di attività di formazione e di esercitazione per incrementare la consapevolezza dei rischi associati alle diverse attività e azioni congiunte per facilitare ulteriormente la cooperazione e la conoscenza del territorio, la prevenzione degli incendi e di altre situazioni di emergenza. Il documento prevede lo sviluppo condiviso di progetti ad alto contenuto tecnologico finalizzato a implementare l’adozione di piattaforme per supportare l’attività di soccorso anche mediante l’utilizzo di droni e robot a comando remoto e l’utilizzo di sistemi di sensoristica e intelligenza artificiale per l’acquisizione e la gestione dei dati.
Visconti: «Metteremo a punto percorsi di studio e ricerca»
«La prevenzione incendi è una delle funzioni istituzionali del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco», ha commentato Visconti, «e ha come obiettivi diretti la sicurezza e l’incolumità degli operatori e delle persone e la tutela dei beni e dell’ambiente. Per questo il Dipartimento assicura il coordinamento degli interventi tecnici caratterizzati dal requisito dell’immediatezza della prestazione per i quali siano richieste professionalità specialistiche e idonee risorse strumentali. Il protocollo firmato ci permette di adempiere a questi compiti anche con la promozione di adeguate attività di formazione e di collaborazione per adeguati e mirati percorsi di studio e ricerca».
Levi Strauss & Co. ha annunciato la nomina all’interno del proprio Consiglio d’amministrazione di Jeffrey J. Jones II. Il nuovo consigliere entrerà ufficialmente nel Cda dal 21 gennaio 2026. Farà anche parte di due comitati ritenuti fondamentali all’interno del consiglio: il Comitato per le Nomine, la Governance e la Cittadinanza d’Impresa e quello per la Remunerazione e il Capitale Umano. Jeffrey J. Jones II è attualmente presidente e Ceo di H&R Block, ma lascerà l’incarico il 31 dicembre 2025. In oltre 30 anni di esperienza ha ricoperto ruoli di vertice in diverse aziende, tra cui anche Uber Technologies e Target Corporation.
Netflix ha espresso soddisfazione per la posizione assunta dal consiglio di amministrazione di Warner Bros, che ha invitato gli azionisti a respingere l’offerta avanzata da Paramount. A ribadirlo è stato il co-amministratore delegato Ted Sarandos, secondo cui «il consiglio di Warner ha ribadito che l’accordo con Netflix è superiore e che la nostra acquisizione è nel miglior interesse degli azionisti». Sarandos ha evidenziato come «Netflix e Warner Bros si completano a vicenda», spiegando che l’intesa punta a valorizzare le rispettive competenze. «Siamo entusiasti di unire i nostri punti di forza con la loro divisione cinematografica e HBO, che continuerà a concentrarsi su produzioni televisive di prestigio. Ci siamo inoltre impegnati a distribuire i film di Warner nelle sale con una finestra di distribuzione tradizionale», ha aggiunto.
Il board di Warner Bros: «L’offerta di Paramount comporta significativi rischi e costi per noi»
Sulla stessa linea il co-amministratore delegato Greg Peters, che ha sottolineato i benefici dell’operazione: «Acquisendo Warner saremo in grado di offrire al pubblico e ai creatori più scelta, valore e opportunità. Questa transazione è fondamentalmente a favore dei consumatori, dell’innovazione e dei creatori. Insieme offriremo una selezione ancora più ampia di grandi serie e film che il pubblico potrà guardare a casa e al cinema». Il board di Warner Bros ha motivato la raccomandazione agli azionisti a respingere la proposta di Paramount definendola meno vantaggiosa: «I termini dell’offerta di Netflix sono superiori. L’offerta di Paramount offre un valore inadeguato e comporta significativi rischi e costi per Warner».
BAT Italia, parte del gruppo British American Tobacco, ha annunciato la nomina di Simone Masè a presidente e amministratore delegato a partire dal primo gennaio 2026. Prende il posto di Fabio de Petris, che assumerà un nuovo ruolo a livello europeo. Confermato come vicepresidente Andrea Di Paolo. Masè dal 2019 era general manager del Gruppo Lunelli e ceo di Tassoni. In precedenza era stato amministratore delegato di Saatchi & Saatchi e chief marketing officer di Pinko. Ancora prima aveva trascorso oltre 15 anni in Heineken, ricoprendo diversi incarichi.
Anthony Enzor-DeMeo è il nuovo Chief Executive Officer di Mozilla. Già direttore generale di Firefox, subentra a Laura Chambers, che ha ricoperto la carica di amministratrice delegata ad interim negli ultimi due anni. La nomina arriva in una fase piuttosto delicata per l’azienda informatica, impegnata in sfide complesse fra ristrutturazione, tagli al personale e un’importante dipendenza economica dagli accordi con Google: il tutto, in un mercato tecnologico fortemente dominato dall’intelligenza artificiale. «Firefox rimarrà il nostro punto di riferimento», ha affermato Enzor-DeMeo in una nota. «Si evolverà in un moderno browser basato sull’IA e supporterà un portfolio di nuovi e affidabili software aggiuntivi». Nel 2026 è previsto l’arrivo di una nuova AI Mode che consentirà agli utenti di scegliere fra più modelli di intelligenza artificiale tra privati e open source.
Chi è Anthony Enzor-De Meo, nuovo Ceo di Mozilla
Formatosi alla Business School del MIT, Anthony Enzor-DeMeo è entrato in Mozilla a dicembre 2024 come Senior Vice President del browser Firefox, di cui a luglio 2025 è diventato General Manager. In precedenza, aveva lavorato per circa due anni in Roofstock, piattaforma di investimento e analisi dei dati, dapprima come Chief Product Officer e in un secondo momento anche come responsabile della divisione tecnologica. «Sono onorato di diventare il Ceo di Mozilla Corporation», ha spiegato in una nota su LinkedIn. «Un anno fa credevo che IA e browser fossero in rotta di collisione: ora mi è chiaro che un incrocio è possibile. La gente si fida di Mozilla. Abbiamo guadagnato quella fiducia facendo la cosa giusta anche per il web. Credo profondamente in ciò che possiamo costruire e in un Internet che le persone meritano».
Stellantis ha annunciato la nomina di Eric Laforge come nuovo responsabile della business unit globale Pro One. Assumerà l’incarico dal primo gennaio, subentrando ad Anne Abboud. Stellantis Pro One è una divisione della holding creata nel 2023, che incorpora sei marchi di veicoli commerciali europei e statunitensi: Citroen, Fiat Professional, Peugeot, Vauxhall/Opel e Ram Trucks.
Chi è Eric Laforge
Laforge vanta una carriera di oltre tre decenni nel settore automotive, iniziata nel 1990 in Fiat. Da allora ha trascorso diversi anni nell’area commerciale in Francia e Italia, ricoperto poi diverse posizioni chiave, come quella di ceo di Fiat Chrysler Automobiles (FCA) in Svizzera e in Germania. Dal 2015 al 2018 è stato Responsabile di diversi mercati nell’ambito di MOPAR Parts & Services. Nel 2019 è stato nominato direttore dei reparti Autovetture e Veicoli commerciali leggeri per la regione Central Europe di FCA, assumendo poi il ruolo di Responsabile di Fiat Professional. Nel 2021 è stato nominato responsabile della business unit dedicata ai veicoli commerciali di Stellantis in Europa. Dal 2023 all’inizio del 2025 è stato Responsabile dei marchi Jeep, Ram e Dodge nel perimetro dell’Europa allargata. Da primo aprile è stato vicepresidente per i servizi commerciali del Gruppo Renault.
Ariston Group acquisisce il 100 per cento di Riello, azienda leader nel settore dei sistemi per il riscaldamento e il condizionamento, che nel 2015 era entrata a far parte di United Technologies Corporation e che dal 2020 era di proprietà della statunitense Carrier Corporation, L’accordo prevede un valore d’impresa di 289 milioni di euro e l’acquisizione sarà finanziata con fondi propri di Ariston. Il closing è previsto entro la fine del primo semestre 2026.
Riello ha 1.150 dipendenti, la metà in Italia
Tutte le principali strutture industriali di Riello (fondata nel 1922 a Legnago, provincia di Verona) verranno trasferite ad Ariston, inclusi gli stabilimenti produttivi di Legnago e Volpago (Veneto), Torun (Polonia), Shanghai (Cina), il sito di assemblaggio e testing di Mississauga (Ontario, Canada) e i centri R&D di Lecco (Lombardia) e Angiari (Veneto). Circa 1.150 dipendenti Riello entreranno a far parte di Ariston, circa la metà basata in Italia. Nel 2025 Riello prevede di raggiungere circa 400 milioni di euro di ricavi netti e circa 35 milioni di euro di Ebitda rettificato.
Urso: «Passaggio industriale di rilievo strategico»
«Il Gruppo Riello, indiscusso protagonista dell’industria italiana, torna dopo anni in mani italiane. L’acquisizione da parte di Ariston Group chiude un percorso complesso, seguito in ogni sua fase dal Mimit, e segna un passaggio industriale di rilievo strategico». Lo ha detto Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy: «L’operazione rafforza la filiera del Paese, tutela l’occupazione e garantisce continuità e sviluppo alle attività produttive, nell’ambito di una strategia di crescita solida e di lungo periodo».
Chanel ha annunciato la nomina di Elisabetta Caldera come nuova Global Chief People and Organization Officer. A partire da gennaio subentrerà a Claire Isnard, che andrà in pensione dopo oltre 17 anni all’interno dell’azienda francese.
Chi è Elisabetta Caldera
Caldera vanta un’esperienza pluriennale nel settore HR. Negli ultimi quattro anni è stata Head of Human Resources di Aegon, multinazionale assicurativa olandese. In precedenza, ha trascorso 17 anni in Vodafone Group, ricoprendo numerosi incarichi di rilievo nella gestione del personale. Prima ancora ha lavorato per sei anni in Alstom.
Emirates, la più grande compagnia aerea internazionale al mondo, ha annunciato che a partire dal primo gennaio Marco D’Ilario ricoprirà il ruolo di Country Manager per l’Italia. Riporterà direttamente a Flavio Ghiringhelli, Vice President Commercial Operations South and Central Europe di Emirates.
Chi è Marco D’Ilario
D’Ilario vanta oltre 25 anni di incarichi dirigenziali in mercati e settori internazionali chiave quali aviazione, logistica, tecnologia e hospitality. Per quanto riguarda il trasporto aereo, ha ricoperto ruoli esecutivi di primo piano in Alitalia (oggi ITA Airways), tra cui quello di VP Sales per l’Italia. Successivamente è stato Chief Commercial Officer di Livingston Airlines. Negli ultimi 11 anni ha fatto parte del team di HRS Group come Global Senior Vice President of Sales & Operations.
Kraft Heinz ha annunciato la nomina di Steve Cahillane come amministratore delegato a partire dal primo gennaio 2026. Contestualmente, il manager entrerà a far parte del cda e guiderà Global Taste Elevation, una delle entità che nasceranno dalla separazione dell’azienda in due società indipendenti (l’altra si chiamerà North American Grocery). Cahillane, che subentrerà a Carlos Abrams-Rivera, vanta oltre tre decenni di esperienza nel settore dei beni di largo consumo. Recentemente è stato presidente e ceo di Kellanova (ex Kellogg Company). In passato ha ricoperto incarichi di vertice in Nature’s Bounty, Coca-Cola Company, AB InBev e Coors.
Boris Weletzky diventerà dal primo gennaio Head of Customer, Brand and Sales di BMW Motorrad, prendendo il posto di Stephan Reiff e assumendo la responsabilità delle attività globali di vendita e marketing del marchio motociclistico tedesco.
Chi è Boris Weletzky
Weletzky vanta oltre 20 anni di esperienza all’interno del gruppo BMW. Dal 2021 era Regional Head per Rolls-Royce in Regno Unito, Europa, Russia e Asia Centrale, dopo essere stato per tre anni General Manager di Mini per l’Europa centrale e sud-orientale. Ancora prima ha ricoperto incarichi nel settore vendite e prodotto in Cina, mercato di estrema importanza per BMW.
Giro di nomine in Intel, che ha annunciato un’importante riorganizzazione interna del management. L’azienda leader nel settore della tecnologia informatica e nella produzione dei microprocessori ha infatti accolto tre figure chiave per altrettante aree strategiche, ossia Affari governativi, Marketing e Comunicazione e Strategia tecnologica avanzata. Per quanto riguarda quest’ultima, Pushkar Ranade – attualmente a capo dello staff del Ceo – assumerà ad interim la carica di Chief Technology Officer, subentrando temporaneamente a Sachin Katti, passato a novembre in OpenAI. Il suo impegno sarà cruciale per definire la linea aziendale soprattutto sul quantum computing e i materiali innovativi.
Uno stand di Intel (Imagoeconomica).
Le altre nomine in Intel: c’è anche un’ex assistente di Trump
Intel ha nominato parallelamente Robin Colwell per la carica di vicepresidente senior degli Affari governativi. Suo il compito di guidare le relazioni dell’azienda con i leader del settore e le autorità regolatorie su scala globale. Di recente vice assistente di Donald Trump oltre che vice direttrice del Consiglio economico nazionale, ha anche operato in BGR Group con competenze nelle telecomunicazioni e nella sicurezza informatica. La nomina arriva a pochi mesi dall’acquisizione da parte del governo Usa del 10 per cento delle quote del produttore di chip. Al suo fianco lavorerà James Chew, che diventerà il vicepresidente di Intel Government Technologies. Intel ha anche nominato Annie Shea Weckesser nuova vicepresidente e Chief Marketing & Communications Officer, posizione dalla quale gestirà la reputazione corporate e il market engagement internazionale. Ex Cmo di SambaNova, azienda informatica incentrata sull’IA con sede a San José, ha ricoperto ruoli dirigenziali anche in Cisco.
Dal primo gennaio Daniela D’Antonio assumerà l’incarico di Head of PR, Communication & Marketing di FremantleMedia Italia, società produttrice di programmi televisivi di successo come X Factor, Italia’s Got talent e Un posto al sole. Il dipartimento seguirà tali attività per l’intera azienda e per tutte le label del gruppo, come Wildside, The Apartment e Pico Media. D’Antonio riporterà direttamente ad Alessandro Saba, co-ceo di FremantleMedia Italia. A sua volta guiderà un team composto da Federica Ceraolo (Head of Publicity), Chiara Friggi (Communication Manager), Martina Prosperi (Senior Marketing & PR Manager), Flavia Berruti (Marketing & PR Manager), Serena Catalano (Marketing & PR Specialist).
Dani Dudeck è la nuova Chief Communications Officer di Netflix. Entrerà ufficialmente in carica dal 12 gennaio 2026 e prenderà il posto lasciato vacante lo scorso marzo da Rachel Whetstone, alla guida delle comunicazioni della piattaforma streaming dal 2018. Riferirà al co-Ceo Ted Sarandos e arriverà in un contesto molto delicato per l’azienda, che ha da poco annunciato la conclusione dell’accordo da quasi 83 miliardi di dollari per l’acquisizione di Warner Bros. «Dani Dudeck ha lavorato con alcune delle aziende in più rapida crescita al mondo negli ultimi 20 anni», ha spiegato Sarandos in una nota. «È nota per aver guidato team globali altamente performanti e per aver plasmato narrazioni in grado di influenzare in modo significativo la cultura, il business e la fiducia degli stakeholder».
Il logo di Netflix su un edificio (Imagoeconomica).
Chi è Dani Dudeck, nuova Cco di Netflix
Laureata all’Università della California del Sud, Dani Dudeck vanta una lunga esperienza nel settore delle comunicazioni. Dal 2006 al 2010 ha lavorato come Vice President of Global Communications per MySpace in News Corp, prima di passare in Zynga, società con sede a San Francisco specializzata nello sviluppo dei videogiochi per browser Internet e piattaforme social come Facebook e MySpace. Rimasta Chief Communications Officer fino al 2018, ha lasciato per diventare Chief Corporate Affairs Officer in Instacart, impegnata nella consegna e nel ritiro di generi alimentari fra Usa e Canada. «I team di Netflix sono tra i più laboriosi e creativi nel campo dell’intrattenimento e della tecnologia e, dopo 28 anni, continuano a espandere i confini del possibile», ha spiegato in una nota. «Sono carica per il futuro e non vedo l’ora di unirmi al team il mese prossimo».
Iveco Group ha annunciato la nomina di Ruggero Mughini come nuovo presidente di Iveco Spagna: subentrerà ad Ángel Rodríguez Lagunilla, assumendo ufficialmente l’incarico il primo gennaio 2026. Mughini vanta 24 anni di esperienza in Iveco, spesi interamente nella penisola iberica: dal 2018 è direttore generale per Spagna e Portogallo, ruolo che continuerà a ricoprire.
Francesco Gaetano Caltagirone rinuncia in qualità di presidente a esercitare «i poteri delegati per l’esecuzione del voto nelle assemblee di Banca Mps e Assicurazioni Generali». La scelta, precisa la nota, è stata adottata «allo scopo di evitare ogni possibile strumentalizzazione dannosa per la Società rispetto alla gestione delle partecipazioni direttamente e indirettamente detenute in Mps e Assicurazioni Generali».
Caltagirone: «Con Delfin acquisti differenziati e non coordinati nel tempo»
Nel corso della riunione, il presidente Francesco Gaetano Caltagirone ha inoltre illustrato un’analisi sui rapporti con Delfin, chiarendo che gli acquisti di azioni Mediobanca da parte delle due realtà «non sono stati coordinati differenziandosi invece negli anni per entità e tempistiche» e che, nella maggior parte delle occasioni, «hanno espresso, nella gran parte dei casi, voto divergente». È stato anche ricordato che, durante il consiglio di amministrazione di Mps che ha deliberato sull’Ops su Mediobanca, i due consiglieri indicati dal gruppo Caltagirone «hanno volontariamente abbandonato l’adunanza che ha deliberato l’Offerta senza dunque prendere parte alla votazione». Sempre al termine del Cda, Generali Spa ha diffuso una nota nella quale, «ribadendo la piena fiducia nella magistratura procedente», ha confermato «la piena convinzione nella correttezza dei comportamenti del Presidente della Società auspicando che, in tempi celeri, la stessa possa essere riconosciuta anche a tutela di una buona gestione del gruppo».
L’Italia ha bisogno di un ricambio generazionale che porti i 30-40enni al potere? In tanti hanno accolto con favore le parole di Pier Silvio Berlusconi sulla classe dirigente di Forza Italia, il partito fondato nel 1994 da suo papà Silvio: «Apprezzo il lavoro fatto da Antonio Tajani, che ha tenuto insieme il partito dopo la scomparsa di mio papà. Ritengo che in Forza Italia siano necessarie facce nuove, idee nuove, un programma rinnovato». Il ragionamento di Pier Silvio, vicepresidente e amministratore delegato di Mfe–Mediaset, non si ferma alla politica, perché «il discorso sulle facce nuove vale per tutti i partiti, e per il mondo dell’economia in generale». E allora andiamo un po’ a vedere con quali criteri è organizzata Mfe-Mediaset, la nuova multinazionale italiana attiva nei media alla conquista dell’Europa. A sentire le formule somministrate da “Dudi“, darà sicuramente spazio ai giovani, all’aria fresca e al rinnovamento. E invece…
Il più anziano è l’88enne Confalonieri, in azienda da 50 anni
Il presidente di Mfe-Mediaset è Fedele Confalonieri, 88 anni, in Fininvest-Mediaset dal 1975. Esattamente 50 anni. Il numero uno operativo, Pier Silvio Berlusconi, ha 56 anni, è in Fininvest-Mediaset dal 1992, ed è vicepresidente di Mfe-Mediaset dal 2000: un quarto di secolo.
Fedele Confalonieri (foto Imagoeconomica).
Proviamo a scendere nell’organigramma per cercare una ventata di novità. Ma invece… Ecco Marco Giordani, 64 anni, direttore finanziario di Mediaset dal 2000 al 2025, e appena nominato amministratore delegato di ProSieben, la tivù tedesca (con canali anche in Austria e Svizzera) di cui Mfe-Mediaset è da poco diventata azionista di controllo. Quindi si è liberata la poltrona di direttore finanziario: a chi è andata? A Simone Sole, 57 anni, in Mediaset dal 2001.
L’unica donna: Gina Nieri, direttrice affari istituzionali e legali
L’uomo che porta a casa i soldi veri nelle casse di Mediaset, quelli della raccolta pubblicitaria, è Stefano Sala, 63 anni, amministratore delegato della concessionaria Publitalia dal 2013. È il manager di vertice con l’anzianità di servizio più breve al Biscione. Nelle stanze che contano a Cologno Monzese ecco che finalmente ci si imbatte in una donna: Gina Nieri, 72 anni, in Fininvest-Mediaset dal 1990 (35 anni), attualmente direttrice affari istituzionali e legali.
E che dire di Niccolò Querci, 64 anni, uno dei consiglieri più ascoltati da Pier Silvio. Un manager che dal 1992 (33 anni) lavora in Fininvest-Mediaset, e che da molte stagioni ricopre l’incarico di direttore centrale risorse umane, operazioni, tecnologie del gruppo.
Niccolò Querci.
Giorgio Restelli, 67 anni, ci aveva anche provato ad andare in pensione nel 2022. Ma è stato richiamato in servizio dopo pochi mesi. È in Fininvest-Mediaset dal 1982 (43 anni), e dal 2000 ha ricoperto l’incarico di direttore delle risorse artistiche.
Giorgio Restelli con Pier Silvio Berlusconi (foto Imagoeconomica).
Il re dell’informazione in Mediaset è invece Mauro Crippa, 66 anni, dal 1994 in Fininvest-Mediaset, direttore centrale, appunto, dell’informazione.
Mauro Crippa (foto Imagoeconomica).
Infine, per chiudere il cerchio sul management più rilevante per le sorti del Biscione, ecco Alessandro Salem, 63 anni, in Fininvest-Mediaset dal 1988 (37 anni), e adesso ceo di Mediaset España.
Alessandro Salem (foto Imagoeconomica).
La teoria del rinnovamento quindi non vale per Cologno Monzese
Insomma, l’età media dei 10 manager più importanti di Mfe-Mediaset è di 66 anni; e ciascuno di loro, mediamente, lavora in Fininvest-Mediaset da oltre 32 anni. C’è una sola donna in mezzo a nove uomini. Allora, in conclusione, la teoria del rinnovamento e delle facce nuove, come dire, vale per Forza Italia ma non trova molto spazio dalle parti di corso Europa, a Cologno Monzese. E di freschi dirigenti in ascesa non se ne vedono all’orizzonte.
Generali presenta la nuova edizione del Bollettino, storico magazine del Gruppo dal 1893 e più antica rivista aziendale d’Italia, dal titolo Nuovi orizzonti. Attraverso le voci autorevoli di giornalisti, esperti e top manager della compagnia, insieme al contributo della redazione interna, il nuovo numero del magazine offre una riflessione corale sulle trasformazioni geopolitiche, tecnologiche, demografiche e ambientali che stanno ridefinendo il nostro tempo. Il tema dell’orizzonte diventa così metafora di futuro, meta e visione, in un mondo attraversato da cambiamenti profondi e rapidi. Il nuovo numero e le edizioni passate del Bollettino Generali sono disponibili su www.generali.com/it/info/bollettino.
I temi affrontati, dalla transizione demografica alle trasformazioni geopolitiche
Il Bollettino affronta la tematica dell’orizzonte da molteplici prospettive. Dalle trasformazioni geopolitiche e tecnologiche che ridefiniscono il ruolo dell’Europa e delle grandi potenze alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla data science nei modelli di business assicurativi e finanziari. Dalla transizione demografica e dall’invecchiamento della popolazione alle nuove forme di partnership pubblico-private per la resilienza delle comunità e delle imprese. I contributi esplorano le opportunità e i rischi di un mondo multipolare, approfondiscono l’impatto della sostenibilità e dell’innovazione, danno voce alle nuove generazioni e propongono soluzioni concrete per affrontare l’incertezza e costruire un futuro più inclusivo e sostenibile.
Donnet: «Opportunità per plasmare un futuro più sicuro e sostenibile»
«In un mondo in continua evoluzione, negli ultimi cinque anni abbiamo più di una volta avuto la sensazione di trovarci dinnanzi ad avvenimenti particolarmente inattesi e dirompenti», ha commentato il ceo di Generali Philippe Donnet. «Ma affrontiamo questi nuovi orizzonti da una posizione di grande forza, come dimostrato dal successo dei nostri ultimi tre piani strategici consecutivi. Guardiamo a questa fase storica nella convinzione che, per quanto non manchino le incertezze e i rischi, vi siano opportunità significative per plasmare un futuro collettivo più sicuro e sostenibile. E, come facciamo da quasi 200 anni, siamo pronti a fare la nostra parte in prima persona per riuscirci».
Editoriali e contributi presenti nella nuova edizione del magazine
La copertina del nuovo numero del Bollettino è firmata da Giordano Poloni. All’interno del magazine, l’editoriale del presidente Andrea Sironi, un approfondimento del ceo Philippe Donnet e contributi di autori esterni tra cui Charles Myers (Signum global advisors), David Keating (France 24), Catherine E. de Vries (Ie University), Dante Roscini (Harvard business school), Francesco Billari (Università Bocconi), David Quammen (scrittore e divulgatore scientifico). Dal contributo della redazione interna, infine, uno sguardo sui “nuovi orizzonti” che Generali esplora attraverso iniziative internazionali – dalle attività della Fondazione The human safety net alle partnership con Undp, Ocse e Insurance development forum, fino al ruolo centrale affidato ad Agorai innovation hub (il nuovo polo di ricerca su intelligenza artificiale e data science inaugurato a Trieste, simbolo della volontà del Gruppo di investire in conoscenza e innovazione per affrontare le grandi trasformazioni globali).
Sironi: «Assicurazione leva di progresso»
«Il mondo che ci circonda è attraversato da trasformazioni profonde e sempre più rapide», ha affermato Andrea Sironi, presidente di Generali. «Ma il cambiamento che stiamo vivendo non è solo geopolitico. È il prodotto dell’innovazione e, al contempo, ne è il motore, in un ciclo che definisce il progresso del genere umano sul pianeta. In questo contesto, anche il nostro settore è chiamato a evolvere. L’assicurazione non è solo uno strumento di protezione ma è una leva di progresso, un ponte tra rischio e opportunità, tra presente e futuro».
Gruppo Piquadro ha nominato Laura Grinzato come Chief Commercial Officer. La manager inizierà il nuovo incarico da gennaio 2026 e riporterà direttamente a Marco Palmieri, presidente e Ceo della società. Gruppo Piquadro riunisce tre marchi: Piquadro, The Bridge e Lancel. Grinzato, già Chief Omnichannel Officer dell’azienda, avrà la responsabilità di definire ed eseguire la strategia commerciale globale per tutti e tre i marchi e su tutti i canali. Guiderà le aree commerciale e retail, Crm e online.