Bassetti contro Belen: «Uscita infelice se parla del vaccino anti-Covid»

Mentre l’influenza continua a colpire gli italiani in ogni parte del Paese, c’è tempo anche per le polemiche. Tutto è partito da Belen Rodriguez, a cui ha risposto Matteo Bassetti. E l’argomento è ancora una volta il vaccino anti-Covid. La showgirl argentina, infatti, sui social ha raccontato di essere stata «malissimo» negli ultimi giorni. Ha spiegato: «Mi sono ripresa ora, ma sono stata con 39 di febbre, tosse, completamente ko. Molti miei amici stanno passando la stessa cosa. Sono una di quelle persone che pensa che dopo il vaccino ci sentiamo tutti un po’ così…».

Bassetti: «Uscita infelice»

Un riferimento, quest’ultimo, che ha trovato la replica dell’infettivologo. Intervenuto su AdnKronos, ha risposto: «Chi fa spettacolo si occupi di quello e lasci a medici e sanitari le questione sanitarie. Se Belen avesse fatto il vaccino dell’influenza, probabilmente avrebbe avuto meno problemi. Se si riferisce all’anti-Covid, quando parla di vaccini, è un’uscita infelice». E ancora: «È dimostrato che il vaccino anti-Covid ha cambiato in meglio la vita di tutti noi senza nessun aumento di patologie». Bassetti ha poi concluso: «Sono da sempre estimatore di Belen, donna molto capace e anche intelligente. Spero che le sia scappata» la frase. L’infettivologo ha poi lanciato un messaggio: «In un momento come questo non si devono confondere le idee alle persone, altrimenti abbiamo risultati al contrario».

Il direttore della Cia ha incontrato la presidente ad interim del Venezuela

John Ratcliffe, direttore della Cia, il 15 gennaio ha incontrato a Caracas la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez «per trasmettere il messaggio che gli Stati Uniti auspicano un miglioramento delle relazioni di lavoro» tra i due Paesi. Lo ha riferito a Reuters un funzionario Usa. L’incontro, ovviamente «avvenuto su indicazione del presidente Donald Trump», ha previsto la prima visita di un alto funzionario statunitense dall’operazione Absolute Resolve, che ha portato all’arresto di Nicolas Maduro. La fonte di Reuters ha spiegato che Ratcliffe e Rodriguez hanno discusso di cooperazione di intelligence, stabilità economica e della necessità di garantire che il Venezuela «non sia più un rifugio sicuro per gli avversari dell’America, in particolare i narcotrafficanti». La visita ha avuto luogo lo stesso giorno in cui la leader dell’opposizione venezuelana, Maria Corina Machado, ha consegnato la sua medaglia del Premio Nobel per la Pace a Trump alla Casa Bianca.

LEGGI ANCHE: Venezuela, perché bisogna guardare oltre la luna e il dito

False email sul rinnovo della tessera sanitaria: come difendersi dalla truffa

Negli ultimi giorni alcuni cittadini hanno ricevuto email che invitano a rinnovare o sostituire la tessera sanitaria. I messaggi sembrano provenire da enti ufficiali, utilizzano loghi istituzionali e toni urgenti, ma si tratta di truffe online. Il Ministero della Salute e l’Agenzia delle Entrate hanno confermato che non esistono comunicazioni autentiche di questo tipo e che l’obiettivo dei criminali è sottrarre dati personali e sensibili.

Come funziona la truffa della tessera sanitaria

False email sul rinnovo della tessera sanitaria: come difendersi dalla truffa
Hacker (Ansa).

Le email invitano a cliccare su link per completare un presunto rinnovo. Il collegamento conduce a siti contraffatti, costruiti per sembrare portali istituzionali, dove viene richiesto di inserire informazioni personali e, in alcuni casi, estremi bancari. Le informazioni raccolte possono poi essere usate per furti di identità, clonazioni di documenti o frodi economiche. Questa tecnica rientra nella categoria del phishing, che può avvenire anche tramite sms o notifiche ingannevoli, sempre con lo stesso obiettivo.

Come difendersi

Il Ministero della Salute e l’Agenzia delle Entrate ribadiscono che la tessera sanitaria si rinnova automaticamente ogni sei anni e che le richieste di duplicato sono necessarie solo in caso di smarrimento, furto o deterioramento. Per proteggersi, è fondamentale non cliccare su link sospetti, non scaricare allegati e cancellare le email ingannevoli. In caso di dubbi, occorre verificare direttamente sui portali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate o del Sistema Tessera Sanitaria, usando Spid, Cie o Cns.

Milano-Cortina, il caso delle tute da tedofori in vendita su Ebay e Vinted a prezzi altissimi

Le tute di alcuni tedofori del Viaggio della Fiamma continuano il loro personale “viaggio” sulle piattaforme di second hand. Sta diventando un caso la vendita online delle divise ufficiali di Milano-Cortina 2026, consegnate esclusivamente ai portatori della torcia, che stanno comparendo sul mercato dell’usato online, su applicazioni come Vinted ed Ebay, a prezzi che arrivano fino a 2.000 euro per il kit completo. La rarità e l’esclusività hanno attirato i collezionisti, ma hanno anche sollevato dubbi sull’opportunità di vendere questo tipo di indumenti. Tanto che il caso è diventato anche politico.

I prezzi delle tute dei tedofori

Milano-Cortina, il caso delle tute da tedofori in vendita su Ebay e Vinted a prezzi altissimi
Alcune tute e accessori dei tedofori su Vinted.

Gli annunci offrono giacche, pantaloni, guanti e cappellini, talvolta ancora con il cartellino attaccato, trasformando i kit personali in oggetti da collezione. Salomon ha prodotto 10.001 divise, una per ciascun tedoforo, e non sono mai state messe in commercio. Alcuni tedofori hanno già venduto il proprio kit, con richieste tra 500 e 2.000 euro, mentre singoli accessori possono essere acquistati a cifre più contenute, intorno ai 50 euro.

Salvini e Abodi convocano un vertice per fare luce sul caso

La rivendita delle tute è vietata dal Comitato Organizzatore Milano-Cortina 2026, che ha ribadito come i kit siano strettamente personali e non cedibili. La polemica è esplosa sui social, con gli utenti divisi tra chi difende la libertà dei tedofori di gestire come meglio credono le loro tute, e chi sottolinea la violazione dello spirito olimpico. La vicenda ha attirato anche l’attenzione politica: il 14 gennaio il vicepremier Matteo Salvini e il ministro dello Sport, Andrea Abodi, hanno convocato un vertice d’urgenza per fare chiarezza sul caso.

È italiana la città con il più alto tasso di milionari al mondo: ecco qual è

Milano è la città con il più alto tasso di milionari al mondo. Il dato emerge dal World’s Wealthiest Cities Report 2025 di Henley & Partners, pubblicato da Il Sole 24 Ore, che colloca il capoluogo lombardo al vertice globale per concentrazione di grandi patrimoni in rapporto alla popolazione residente. Nel confronto internazionale, nessun’altra metropoli registra una presenza così elevata di persone con almeno un milione di patrimonio liquido, esclusi gli immobili.

Un milionario ogni 12 abitanti: il primato globale

È italiana la città con il più alto tasso di milionari al mondo: ecco qual è
Lo skyline di Milano (Ansa).

Secondo il rapporto, a Milano risulta iscritto all’anagrafe un milionario ogni 12 residenti, considerando l’intera popolazione, inclusi anziani e neonati. La definizione adottata è rigorosa e riguarda esclusivamente la ricchezza finanziaria disponibile. Il confronto con le principali capitali economiche è netto: a New York City il rapporto è di uno ogni 22 abitanti, a Londra di uno ogni 41, a Roma di uno ogni 54. Anche Parigi, limitata all’area intra muros, si ferma a un milionario ogni 14 residenti, confermando il primato assoluto di Milano per tasso di concentrazione.

Super-ricchi e grandi patrimoni: Milano davanti alle metropoli storiche

Il primato emerge anche tra i patrimoni più elevati. In città vivono 182 centimilionari, con almeno 100 milioni di dollari liquidi, un numero vicino a quello del Principato di Monaco e superiore a quello di realtà come il cantone di Zurigo, Miami o Mosca. Rapportando i super-ricchi alla popolazione, Milano registra un caso ogni 7.692 residenti, in linea con Los Angeles e Parigi e molto avanti rispetto a New York e Londra. In termini assoluti, il capoluogo lombardo conta circa 115 mila milionari e 17 miliardari, posizionandosi undicesimo al mondo e terzo in Europa per numero complessivo di grandi patrimoni.

Concorsi Regione Sicilia, tre bandi per 312 funzionari: come candidarsi

C’è tempo fino al 6 febbraio 2026 per presentare la domanda di candidatura ai tre concorsi pubblici della Regione Sicilia per un totale di 312 posti per funzionari ed esperti. Più nel dettaglio, 200 vincitori delle selezioni andranno a lavorare presso i Centri pubblici per l’impiego (Cpi) della Regione; 60 saranno impiegati come funzionari tecnici e, infine, altri 53 funzionari saranno inquadrati nei ruoli giuridici ed economici tra ispettori del lavoro ed esperti di salute e sicurezza in ambito di occupazione. Le assunzioni di tutti i vincitori di concorso saranno effettuate con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e pieno. Ecco, di seguito, le informazioni utili a candidarsi ai tre concorsi, qual è l’esatta suddivisione dei posti, chi può candidarsi e in cosa consistono le procedure selettive considerando che tutti e tre i bandi sono per soli esami.

Concorsi per funzionari Regione Sicilia 2026, come sono suddivisi i posti?

Concorsi Regione Sicilia, tre bandi per 312 funzionari: come candidarsi
Svolgimento della prova scritta di un concorso (Imagoeconomica).

Ancora circa tre settimane di tempo per candidarsi ai tre concorsi della Regione Sicilia per un totale di 312 funzionari da immettere con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Nel dettaglio, i bandi prevedono le immissioni di:

  • 200 funzionari da inserire nei Centri per l’impiego della Sicilia. In particolare, 80 unità riguarderanno specialisti amministrativi e contabili (Codice SAC); 95 unità gli specialisti del mercato e dei servizi di lavoro (Codice SMSL); 25 unità gli specialisti informatici e statistici (Codice SIST);
  • 60 unità di personale non dirigenziale, con profilo professionale di funzionario tecnico per la tutela e la valorizzazione delle risorse ambientali; sviluppo produttivo e promozione del territorio, nonché per la pianificazione e l’assetto territoriale – (Codice TECO);
  • 52 funzionari, dei quali 30 assunti per coprire il profilo professionale di ispettore del lavoro e 22 per quello di ispettorato di vigilanza tecnica della salute e della sicurezza sul lavoro.

Come inviare la domanda di candidatura?

Per candidarsi ai concorsi della Regione Sicilia per funzionari è necessario essere in possesso del titolo di studio della laurea (triennale, specialistica, magistrale o del vecchio ordinamento) nell’indirizzo indicato all’interno del bando, all’articolo 2 recante i «requisiti per l’ammissione». La domanda di candidatura deve essere inviata entro le ore 23.59 del 6 febbraio 2026 utilizzando il portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa). Entrando nel sito e immettendo le proprie credenziali Spid, Carta di identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns), è necessario ricercare la pagina del concorso di interesse e cliccare su uno dei tasti «Invia la tua candidatura» corrispondente al profilo per il quale ci si voglia candidare. Una volta compilato il form di domanda e allegato i documenti richiesti, è necessario cliccare sul tasto «Conferma e invia». Le procedure di selezione prevedono un test scritto di 60 quesiti differente per ciascun profilo professionale.

Bonus contributivi per giovani, donne e Zes: ecco le novità in arrivo nel 2026

L’approvazione della legge 199 del 30 dicembre 2025 ha delineato il quadro normativo per i bonus contributivi del 2026, misura strategica per stimolare il mercato del lavoro nazionale. Il legislatore ha previsto uno stanziamento complessivo di 154 milioni di euro, che saliranno a 400 milioni di euro nel 2027. L’agevolazione consiste nell’esonero parziale dai versamenti previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, con l’esclusione dei premi Inail, sulle assunzioni di personale non dirigenziale e sulle trasformazioni dei contratti da tempo determinato a indeterminato di giovani, donne svantaggiate e lavoratori impiegati nelle Zone economiche speciali (Zes). Tuttavia, per l’effettiva spettanza del beneficio è necessario attendere l’emanazione del decreto della ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, incaricati di definire i requisiti tecnici e le soglie economiche per l’operatività della misura dall’anno 2026.

Quando arrivano i bonus contributivi del 2026?

Bonus contributivi per giovani, donne e Zes: ecco le novità in arrivo nel 2026
Lavoratrice addetta al confezionamento della frutta di un’impresa di produzione dell’uva da tavola (Imagoeconomica).

La definizione dei criteri per i bonus contributivi del 2026 richiede un propedeutico passaggio tecnico presso il ministero del Lavoro. Insieme con la Ragioneria generale dello Stato e l’Inps, infatti, è prevista l’elaborazione di un progetto di valutazione per analizzare l’impatto delle precedenti agevolazioni. Il monitoraggio serve a calibrare le risorse in modo da favorire l’occupazione stabile, specialmente nelle aree geografiche maggiormente svantaggiate. Secondo quanto stabilito dal comma 154 della legge di Bilancio 2026, il nuovo decreto terrà conto, dunque, dei risultati ottenuti dal decreto Coesione. Le aziende dovranno prestare attenzione alla distinzione tra i vecchi incentivi e i nuovi, poiché la natura del beneficio passerà da totale a parziale.

Requisiti per i bonus contributivi del 2026 e Zes

L’accesso ai bonus contributivi del 2026 per le imprese operanti nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno è vincolato alla creazione di nuovi posti di lavoro regolati da rapporti subordinati. Il progetto di valutazione, realizzato con il contributo del Cnel e dell’Inapp, punta a ridurre i divari territoriali cronici del Paese. Innanzitutto, i datori di lavoro devono verificare la regolarità contributiva per non perdere il diritto allo sgravio. In secondo luogo, è necessario che l’assunzione rappresenti un incremento occupazionale netto. Infine, tra i criteri che dovranno essere assicurati da datori di lavoro e aziende, figurano:

  • il mantenimento del posto di lavoro per almeno 24 mesi;
  • l’esclusione dal bonus contributivo del personale con qualifica dirigenziale;
  • l’applicazione dei contratti collettivi nazionali;
  • il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole

Accuse di spese pazze alla Privacy, con rimborsi per viaggi, alberghi di lusso, cene e servizi personali: la magistratura va all’attacco di Pasquale Stanzione e dei membri del Garante, dopo l’inchiesta di Report. Quando venne realizzato il servizio, evocando potenziali conflitti d’interessi per le sue molteplici attività accademiche e le assunzioni nell’ufficio del Garante, Stanzione negò qualsiasi accusa. E non ha mai voluto fare un passo indietro, nonostante le pressioni politiche da parte delle opposizioni. «Sta di fatto che, negando ogni conflitto d’interessi, ora non potrà usarne nemmeno uno per difendersi», dice un suo vecchio amico. «La prima contestazione all’ex segretario generale Angelo Fanizza è stata firmata da Cosimo Comella, il dirigente che alla Privacy è responsabile della transizione digitale e del dipartimento tecnologie digitali e sicurezza informatica», ricordano in molti. Fanizza ha dovuto lasciare il suo posto dopo appena quattro mesi dalla nomina, capro espiatorio nello scandalo sulla richiesta di scandagliare le mail dei dipendenti per capire chi aveva fatto uscire le notizie interne del Garante, dandole a Report (alla faccia della privacy!). Ma quale sarebbe il conflitto d’interessi che Stanzione non può evocare (e fa meglio a non farlo)? «Che il suocero di Comella è il presidente del Consiglio superiore della magistratura, e si chiama Sergio Mattarella, che è anche il presidente della Repubblica», nota qualcuno. E in effetti sarebbe davvero singolare, come strategia difensiva: vorrebbe dire che in qualsiasi luogo lavorasse Comella, tutti i magistrati verrebbero ricusati perché il suocero è il numero uno del Csm che valuta e promuove la professionalità dei giudici… No, stavolta per Stanzione sembra davvero inevitabile il game over.

I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole

Chi saranno i nove che non hanno votato Napoletano?

Ha stravinto, Roberto Napoletano: la votazione tra i giornalisti del quotidiano Il Messaggero ha registrato, tra i 91 partecipanti sui 113 aventi diritto, la bellezza di 82 voti a favore e, un po’ a sorpresa, nove contrari. Nessun astenuto. Visto che non c’erano stati particolari malumori alla notizia del ritorno di Napoletano al comando del giornale di via del Tritone, gli identikit dei dissenzienti al momento non esistono. Girano voci su qualche “capo” che, nel segreto dell’urna, avrebbe manifestato la sua contrarietà, ma nessuno è uscito allo scoperto. E per Napoletano si tratta di un grattacapo difficile da risolvere, se non riuscirà a capire chi sono davvero quei nove che lo hanno bocciato. Magari è qualcuno che ufficialmente è dalla sua parte. Una minoranza silenziosa capace però di raggiungere quasi il 10 per cento dei giornalisti interni, ragionando sul numero degli aventi diritto. Che poi, ce l’avevano con lui o con l’editore Francesco Gaetano Caltagirone e sua figlia Azzurra?

I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole

Come rosica Vespa per i successi di Cazzullo…

«Chissà quanto starà rosicando Bruno Vespa per i successi di Aldo Cazzullo», scherza un amico del giornalista del Corriere della Sera. Tutta colpa degli ottimi risultati editoriali dei libri di Cazzullo, che in tutte le classifiche ha stracciato Vespa. Nel volume Minicifre della Cultura redatto dal ministero di Alessandro Giuli c’è una tabella con l’indicazione dei libri più venduti nel 2024, e al primo posto compare appunto Cazzullo con Il Dio dei nostri padri. Il grande romanzo della Bibbia, edito da HarperCollins. Di Vespa nessuna traccia, almeno nei primi 10. L’appuntamento natalizio con i suoi libri è ormai uno stanco rito che si trascina da anni. Evidentemente ci sono più presentazioni e battage pubblicitario che lettori reali. Nemmeno nel 2025 appena concluso è andata meglio a Vespa. I numeri narrano di una sconfitta senza precedenti per il conduttore di Porta a Porta. E poi Cazzullo ha superato Bruno pure per le presenze televisive dedicate a promuovere le sue fatiche editoriali. Senza contare che Aldo ha 22 anni in meno del collega: Cazzullo è nato nel 1966, mentre Vespa è del 1944. La battaglia ormai è persa?

I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole

Direttivo Anm, il governo suda freddo

Due giornate di comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati, sabato 17 e domenica 18 gennaio nella Corte di Cassazione, il “palazzaccio” di piazza Cavour. Ovviamente al centro dell’attenzione c’è il referendum, e a Palazzo Chigi sono molto preoccupati per la visibilità mediatica che saranno in grado di ottenere i giudici. «Qualcuno trema», sussurrano quelli che seguono per il governo la campagna per il sì, «perché la mancanza del quorum favorirà solo chi è spinto dall’ideologia ad andare a votare, e obiettivamente per quelli del “no” è molto forte».

È nato ItalyPost, il quotidiano per imprese e territorio

Il 14 gennaio ha avuto ufficialmente il via l’avventura del quotidiano economico-finanziario ItalyPost. Edito da Post Media e diretto da Filiberto Zovico, il giornale raccoglie l’eredità di VeneziePost, EmiliaPost e LombardiaPost. L’obiettivo è quello di rivolgersi alle imprese e al territorio, con uno sguardo particolare alle Regioni produttive d’Italia. Zovico è ex advertising del Sole 24 ore, ex Marsilio ed editore in proprio dal 2014. È lui ad aver fondato il gruppo Italy Post a cui fa capo l’editore. La società è anche attiva nel mondo degli eventi con Post Eventi, al 51 per cento dell’editore nordestino Nem.

Zovico: «ItalyPoast racconterà le imprese»

Il direttore Zovico, nel parlare del nuovo progetto, ha spiegato: «Tutti dicono “che senso ha fare un quotidiano quando ce ne sono tanti, ora che la carta non va nemmeno più di moda?”. Noi abbiamo capito da tempo che c’era un pubblico di imprenditori che non si sente rappresentato e non trova chi racconti la parte migliore dell’Italia, quella che produce, lavora e crea ricchezza per la comunità, facendo rinascere i territori». E ancora: «Le imprese che producono davvero non amano farsi raccontare, tendono a non comunicare, ma così non emerge la forza della manifattura italiana. Noi non faremo retorica sulle imprese, ma un racconto oggettivo, racconteremo di chi va bene e di chi va male, sapendo che sono la forza dell’Italia e che vivono nei territori». Zovico sarà affiancato da giovani Maria Gaia Fusilli e Damiano Manfrin, ma tra le firme di cui si è parlato ci sarebbero anche Stefano Feltri, Jacopo Giliberto, Alessandro Aresu, Marco Bentivogli, e Stefano Agnoli.

Tetto alla pubblicità e oltre 30 giornalisti

L’amministratore delegato di Post Media, Antonio Maconi, ha invece spiegato che ItalyPost «racconterà il futuro delle imprese e dei territori». Ha poi sottolineato che il progetto è ha affondato le proprie «radici in una community molto solida». La stessa community che permetterà all’editrice «di non avere azionisti e di mettere un tetto di 30 mila euro annui di pubblicità per ogni azienda inserzionista». Già partita una campagna per i soci-abbonati. Il quotidiano sarà disponibile su un nuovo sito, in pdf sfogliabile, ogni sera alle 21.15 e l’indomani mattina in edicola. In totale ci saranno 30 giornalisti per i fatti quotidiani, 20 collaboratori esperti e 20 editorialisti autorevoli.

Pasquale Stanzione, chi è il presidente del Garante della privacy

Giovedì mattina la Guardia di Finanza ha perquisito la sede del Garante per la privacy, a Roma, nell’ambito di un’inchiesta della Procura che nasce dai servizi di Report. Gli investigatori hanno sequestrato telefoni cellulari e computer per acquisire materiale utile alle verifiche. Il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, risulta indagato insieme ad altri componenti dell’Autorità per peculato e corruzione. Il fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, riguarda le spese di rappresentanza dell’Authority. Raggiunto dai cronisti, Stanzione si è limitato a dire: «Sono tranquillo».

Chi è Pasquale Stanzione

Pasquale Stanzione, chi è il presidente del Garante della privacy
Sede del Garante della Privacy (Imagoeconomica).

Pasquale Stanzione è presidente del Garante per la protezione dei dati personali dal 29 luglio 2020. Nato in provincia di Benevento, ha costruito la sua carriera nel mondo accademico e istituzionale. È stato professore ordinario di Istituzioni di diritto privato all’Università degli Studi di Salerno dal 1984 al 2005 e ha ricoperto incarichi come consigliere della Banca d’Italia a Salerno e giudice tributario presso la Commissione tributaria provinciale. Nel 2005 la Camera dei deputati lo ha eletto componente laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, organismo di cui ha fatto parte fino al 2009, svolgendo anche il ruolo di vicepresidente. In ambito universitario è stato preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Salerno tra il 2000 e il 2008 e ha insegnato diverse materie, dal diritto privato comparato al diritto di famiglia.

Report-Garante della privacy, tutte le tappe dello scontro

Giovedì mattina la Guardia di Finanza ha perquisito la sede del Garante per la protezione dei dati personali a Roma. L’operazione, legata a un’indagine che coinvolge il presidente Pasquale Stanzione e altri membri del collegio, rappresenta l’ultimo sviluppo di uno scontro aperto da mesi tra l’Autorità e la trasmissione Report di Sigfrido Ranucci, che negli ultimi mesi ha avuto effetti politici, istituzionali e ora anche giudiziari. Vengono ipotizzati i reati di peculato e corruzione.

Il servizio di Report su Sangiuliano e la sanzione alla Rai

La vicenda prende forma il 23 ottobre, quando il Garante notifica alla Rai una sanzione da 150 mila euro per la diffusione, da parte di Report, dell’audio privato tra l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini, legato al caso Boccia. Sigfrido Ranucci reagì accusando l’Autorità di colpire il giornalismo d’inchiesta.

Report e le inchieste sul Garante: il caso Ghiglia e FdI

Da quel momento Report avvia una serie di inchieste sull’Authority. La trasmissione mostra immagini del componente del collegio Agostino Ghiglia nella sede di Fratelli d’Italia alla vigilia della decisione sulla sanzione, circostanza da lui smentita come rilevante. Poi rivela che, nell’ottobre 2024, Sangiuliano avrebbe inviato a Ghiglia i ricorsi presentati da lui e dalla moglie, inseriti tra le pratiche urgenti. Ghiglia ha ammesso di aver ricevuto il messaggio ma ha negato le pressioni, diffidando il programma.

Le spese e i presunti conflitti di interesse

Le puntate successive allargano il focus su presunti conflitti di interesse dei componenti del collegio e sulla gestione delle spese dell’Autorità, all’interno delle quali secondo Report figurava anche l’acquisto di carne da parte di Stanzione. La trasmissione cita la sanzione definita meramente formale inflitta a Ita Airways, nonostante le irregolarità nel trattamento dei dati, in un contesto in cui il responsabile della protezione dei dati proveniva da uno studio legale legato a un componente del Collegio. Guido Scorza. C’è poi il caso degli smart glasses di Meta, con una sanzione progressivamente ridotta fino alla prescrizione, e l’incontro tra Ghiglia e il responsabile istituzionale di Meta in Italia. A questo punto le reazioni politiche si intensificano, tanto che Partito democratico e Movimento 5 stelle chiedono le dimissioni del collegio del Garante, sostenendo che abbia perso di credibilità.

Le dimissioni di Fanizza e la sentenza della Cassazione

Mentre Ghiglia e Stanzione respingono le ricostruzioni del programma di Ranucci, a novembre si dimette il segretario generale Angelo Fanizza, in cui si chiedeva al dipartimento informatico di procedere con urgenza all’estrazione della posta elettronica dei dipendenti. L’obiettivo, secondo quanto emerso, era individuare la fonte delle fughe di notizie e della corrispondenza interna finita al centro delle inchieste di Report. Il 9 gennaio 2026 arriva poi una decisione della Corte di Cassazione su un contenzioso promosso dalla Rai: i giudici stabiliscono che il Garante non può esercitare i propri poteri sanzionatori senza rispettare precisi limiti temporali, dando ragione alla trasmissione.

Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica

John Elkann c’è, al Mattatoio di Roma, ma per i 50 anni del quotidiano la Repubblica il comitato di redazione lo contesta con un cartello dove si legge “Elkann questa non è la tua festa”, con tanti giornalisti della testata lasciati fuori dallo spazio, che poi è del Comune di Roma. Ecco il sindaco Roberto Gualtieri, “proprietario” dell’area, che da padrone di casa accoglie gli invitati. Arriva il presidente Sergio Mattarella, c’è persino una lettera di papa Leone XIV, sfila pure il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica
Gli striscioni di protesta dei giornalisti all’esterno: “Elkann non è la tua festa” (foto L43).

Boschi guarda le paginate, lei che è tra le poche a essere nata dopo la Repubblica

Pier Ferdinando Casini poteva mancare? Ovviamente no, e ci tiene a far scolpire sui taccuini queste parole: «A parte che quando hai una certa età tutti i ricordi di gioventù ti sembrano bellissimi, ma qui c’è un pezzo straordinario di memoria del Paese per come l’abbiamo vissuto noi, che ne siamo figli». Qualcuno sottovoce dice che «Arnaldo Forlani non sarebbe d’accordo», ma è meglio andare avanti. Maria Elena Boschi guarda le paginate di una volta, ed essendo nata nel 1981 è tra i pochi invitati (assieme a Elly Schlein, ancora più giovane) a non aver vissuto la creazione di Repubblica, che ha visto la luce nel 1976.

LEGGI ANCHE: La parabola di Repubblica e la fine dell’ultima grande narrazione del giornalismo italiano

Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica
Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica
Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica
Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica
Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica
Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica

Massimo Giannini sfoggia il vestito delle migliori occasioni

Se fuori la redazione protesta, dentro le “grandi firme” ci sono, eccome, e certo non stanno fuori a contestare la vendita del gruppo Gedi. L’elenco è lungo: si comincia da Francesco Merlo e si continua con Stefano Folli, che si siede comodo per inviare messaggi con il cellulare, poi c’è Massimo Giannini che sfoggia il vestito delle migliori occasioni. Opinionisti a raffica, come Michele Ainis che crea un capannello. Il critico musicale Gino Castaldo racconta aneddoti legati ai grandi delle sette note, e c’è chi piange per Ernesto Assante, con il quale, in coppia, ha ideato e realizzato tante iniziative.

Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica
In una foto d’archivio, i redattori che fondarono la Repubblica 50 anni fa, il 14 gennaio 1976. Al centro, col giornale in mano, Eugenio Scalfari (foto Ansa).

Stretta di mano tra Schlein e Conte davanti all’edicola allestita

Ma torniamo ai politici: il “più a destra” tra quelli di sinistra a detta di tutti è Paolo Gentiloni, che viene subito arpionato da Dario Franceschini, sempre pronto a lanciare un programma elettorale e a parlare delle sorti del Partito democratico. Proprio quando i due arrivano al punto “clou” appare Elly Schlein, alla quale tocca sorbirsi la visita a ogni pannello della mostra con il direttore Mario Orfeo. Che gode come un riccio quando, davanti all’edicola piazzata nel padiglione, il pentastellato Giuseppe Conte stringe la mano a Elly.

Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica
Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica
Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica
Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica
Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica

Divertentissimo l’approccio di Conte, che arriva quando Schlein sta uscendo: con grande charme, Peppiniello butta là un «vieni a fare un giro con me?», agganciando la segretaria del Pd, ma lei con una mossa rapida si divincola e spara un «ho già fatto, ci incrociamo domani in parlamento». Pericolo evitato, almeno stavolta.

Il “padrone di casa” Delogu ha parlato a lungo con Elly

Alla fine Marco Delogu, numero uno dell’Azienda speciale Palaexpo che gestisce il Mattatoio ed erede di una dinastia da sempre di casa nel Pci, si mette a parlare a lungo con Elly. Fuori una strana coppia è impegnata in un lungo dialogo: Domenico Arcuri, l’ex numero uno di Invitalia, e Antonello Giacomelli, giornalista ed ex sottosegretario nei governi Renzi e Gentiloni, che nella serata appare attivissimo nell’attività di public relations.

Chi c’era, chi non è stato invitato e chi contestava alla festa di Repubblica
Marco Delogu con Elly Schlein (foto L43).

Lucia Annunziata non manca, anche se ormai è nella “quota” dei politici dato che è europarlamentare. Quindi via con Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, i dioscuri di Alleanza Verdi e Sinistra, e quando passano vengono etichettati da una battuta formidabile: «Vanno sempre insieme perché ognuno controlla cosa sta facendo l’altro».

Presente la dinastia Cerasa, una delle figlie di Scalfari e…

La dinastia Cerasa c’è, con padre Peppe – direttore delle Guide di Repubblica – e figlio Claudio, numero uno del Foglio. Della famiglia del fondatore ecco Enrica Scalfari, una delle figlie di Eugenio. C’è un padiglione dove il buffet, sobrio, accompagna la fine della festa: molto apprezzata la “Ribolla gialla” di Forchir. Qualcuno poi torna a vedere la mostra, notando che tra i pannelli appesi, da terra a cielo, ne appare uno con una prima pagina dove il fondo è firmato da Giampaolo Pansa. È un po’ in alto, bisogna guardare con attenzione, anche perché la stampa è sgranata, però c’è. Di testi firmati da Paolo Guzzanti, invece, non appare traccia.

Chi non è stato invitato? Si fa il nome di Carlo Verdelli

Si parla di ex direttori non invitati, e qualcuno fa proprio nome e cognome: Carlo Verdelli. Gianni Riotta cammina a passo svelto nel padiglione, Annalisa Cuzzocrea dialoga con i politici, Roberto Saviano è attorniato dai suoi fedelissimi “angeli custodi” che da anni lo accompagnano. Alcuni evocano la parità di genere: «A fine serata possiamo dire che l’80 per cento dei partecipanti era composto da uomini, le donne solo il 20 per cento. Di femminile c’è il nome della testata». Amen.

Atterrati gli astronauti della ISS dopo il problema medico

Completata con successo la missione di recupero degli astronauti dalla ISS dopo che uno di loro era stato colpito da un improvviso problema medico. La capsula Dragon di SpaceX è infatti rientrata sulla Terra ammarando nel Pacifico, al largo di San Diego in California, alle ore 3.40 del mattino americane, quando in Italia erano le 9.40 di giovedì 15 gennaio. A bordo gli americani Zena Cardman e Mike Fincke della Nasa, la giapponese Kimiya Yui e il cosmonauta russo Oleg Platonov, che hanno trascorso 167 giorni nello spazio e sarebbero dovuti restare in orbita per circa un altro mese. Per questioni di privacy, l’agenzia americana non ha rivelato l’identità dell’astronauta ammalato né l’entità del suo problema di salute. Si è trattato del primo rientro anticipato per ragioni mediche in 25 anni di storia della stazione spaziale internazionale.

Gli astronauti tornati dalla ISS: «Siamo una famiglia»

«Non c’è nulla di sorprendente nella decisione di rientrare prima del previsto», aveva sottolineato Zena Cardman prima di lasciare la stazione. «Siamo divenuti una famiglia. Ci aiutiamo e ci assistiamo l’un l’altra in ogni circostanza». La Nasa, come detto, non ha fornito dettagli circa l’entità del problema di salute accorso a uno degli astronauti, ma si è limitata a rassicurare che non si tratta di un’emergenza. Come confermato dal responsabile medico JD Polk, l’interessato è in condizioni stabili e non esiste un’urgenza propriamente detta: il rientro si è reso necessario per via delle limitate possibilità di fare diagnosi complete a distanza dalla Terra in collegamento con la ISS e in quanto i rischi per la salute sono tali da giustificare un controllo appurato sul posto. A bordo della stazione spaziale sono rimasti gli altri tre astronauti della Crew-11, in attesa che il quartetto successivo si prepari a partire.

Non è la prima volta che un astronauta si ammala in orbita

Pur trattandosi del primo rientro anticipato nella storia della ISS, non è la prima volta che uno degli astronauti impegnati in orbita ha bisogno di trattamenti medici. Nel 2020, per esempio, uno degli esperti aveva sofferto di un trombo alla carotide, ma era stato curato a bordo tramite delle pasticche anticoagulanti, spedite nello spazio con una navicella cargo. Per trovare un’emergenza medica, tuttavia non verificatasi sulla stazione spaziale internazionale, bisogna risalire al 1985, quando il cosmonauta sovietico Vladimir Vasyutin era stato colpito da infezione ed era dovuto tornare sulla Terra con urgenza. Parte dell’addestramento per lo spazio è dedicato proprio al trattamento dei problemi di salute più comuni, come mal di stomaco, mal di denti oppure mal d’orecchi.

Atterrati gli astronauti della ISS dopo il problema medico
L’equipaggio della Crew-11 prima della partenza (Ansa).

Unica per le iscrizioni alle scuole medie e superiori 2026-2027: ecco come si usa

L’uso della piattaforma Unica per le iscrizioni alle scuole medie e superiori per l’anno 2026-2027 rappresenta il passaggio telematico fondamentale per circa mezzo milione di famiglie che, dalla mattina del 13 gennaio, hanno iniziato la procedura di scelta del futuro dei propri figli. L’area informatica del ministero dell’Istruzione e del Merito centralizza le operazioni e ne semplifica l’accesso attraverso le identità digitali come Spid, Cie, Cns o Eidas. Lo strumento fornisce anche un supporto per l’orientamento grazie alla possibilità di esplorare i dati sull’occupabilità, sui nuovi 532 percorsi formativi della filiera tecnologico-professionale e sulle opportunità offerte dagli oltre 700 istituti che hanno implementato il modello 4 + 2. La procedura telematica garantisce la dovuta trasparenza e permette di monitorare in tempo reale lo stato della domanda, assicurando che ogni nucleo familiare possa compiere una scelta informata tra licei, istituti tecnici e Its Academy.

Quando si aprono le iscrizioni su Unica per l’anno scolastico 2026-2027?

Unica per le iscrizioni alle scuole medie e superiori 2026-2027: ecco come si usa
Ministero della Pubblica Istruzione a Roma (Ansafoto).

Le finestra delle iscrizioni a scuola per l’anno 2026-2027 si è aperta alle ore 8.00 del 13 gennaio. Il termine ultimo per inoltrare la domanda sulla piattaforma è fissato, invece, alle ore 20.00 del 14 febbraio prossimo. Sono chiamati a presentare la domanda i genitori di alunni che:

  • accedono per la prima volta alla scuola dell’infanzia, la cui iscrizione deve essere fatta con modulo cartaceo da presentare direttamente alla scuola scelta;
  • si iscrivono alla classe prima della scuola primaria (pratica tramite Unica);
  • si iscrivono alla classe prima della scuola secondaria di primo grado (pratica tramite Unica);
  • si iscrivono alla classe prima della scuola secondaria di secondo grado (pratica tramite Unica).

Quante scuole si possono scegliere nella domanda di iscrizione?

Per completare le iscrizioni alle scuole, i genitori devono indicare sul portale Unica una scuola di prima scelta e fino a due opzioni alternative, utili qualora l’istituto principale registrasse un’eccedenza di domande rispetto ai posti disponibili. È importante ricordare che:

  • l’ordine temporale di invio non costituisce una priorità nell’accoglimento;
  • le scuole applicano criteri di precedenza deliberati dai consigli di istituto;
  • i dati inseriti hanno valore di dichiarazione sostitutiva di certificazione;
  • è necessario il consenso di entrambi i genitori per perfezionare l’istanza;
  • il sistema genera un codice fiscale provvisorio per gli studenti appena giunti in Italia;
  • l’assistenza tecnica è disponibile presso le segreterie scolastiche per chi non possieda gli strumenti digitali.

Finché i termini rimangono aperti, la domanda inviata può essere annullata, modificata o nuovamente inoltrata. Una volta chiusa la finestra, eventuali variazioni dovranno essere discusse direttamente con la scuola di riferimento che verificherà la possibilità di accoglierle. Si ricorda, infine, che è possibile seguire l’iter della domanda fino all’accettazione definitiva che avviene nei mesi successivi.

Carta d’identità cartacea, fino a quando è valida e come fare quella elettronica

Nuove regole per la carta d’identità e i rapporti con la pubblica amministrazione in Italia. A partire dal 3 agosto 2026, quella cartacea non avrà più valore, pertanto tutti i cittadini avranno l’obbligo di possedere la versione elettronica o Cie. Non importa se il documento in possesso prevede una data di scadenza successiva alla deadline fissata in estate, dato che il regolamento Ue 2019/1157 prevede l’eliminazione di tutti i documenti privi della Mrz (Machine Readable Zone), la zona di lettura ottica tipica di quelli elettronici. Restano dunque sette mesi di tempo per mettersi in pari: ecco cosa bisogna fare per richiedere la carta d’identità elettronica.

Carta d’identità, come richiedere quella elettronica e cosa serve

Per poter ricevere la carta d’identità elettronica, chi ancora possiede la versione cartacea dovrà fare richiesta presso il proprio comune di residenza oppure di domicilio a partire da 180 giorni prima della scadenza. Tuttavia, considerando i tempi sempre più ristretti per l’entrata in vigore del nuovo obbligo, è meglio muoversi con discreto anticipo. Cosa occorre per rinnovare o richiedere la Cie? In primo luogo è necessario fissare un appuntamento sul sito ufficiale del Ministero dell’Interno oppure recandosi all’ufficio anagrafe, in caso di centri abitati più piccoli e meno popolosi. È necessario quindi compilare un apposito modulo con i dati anagrafici al fine di prenotare la prima data utile presso il comune. Cruciale non dimenticarsi di munirsi di fototessera e di effettuare il pagamento dei 22 euro richiesti per la pratica, anche se il costo può variare in base alla propria città. La consegna avverrà entro sei giorni lavorativi.

Carta d’identità cartacea, fino a quando è valida e come fare quella elettronica
Una carta d’identità elettronica (Imagoeconomica).

Bisogna ricordare inoltre come non sempre sia possibile prenotare l’appuntamento presso il proprio comune. Per i centri abitati poco popolosi, è possibile che il sistema suggerisca di recarsi in un altro più grande. Per questo motivo, si consiglia sempre di verificare online sul sito del proprio comune di residenza e domicilio, così da conoscere in anticipo l’eventuale disponibilità oltre ovviamente a costi e operazioni da eseguire per terminare l’iter. Infine, non bisogna escludere che gli uffici possano non essere ancora pronti per la prenotazione dell’appuntamento: per ovviare disguidi e intoppi, meglio telefonare alla segreteria oppure recarsi fisicamente allo sportello per effettuare tutto in loco.

Quante Cie sono già state emesse?

Secondo alcune stime riportate dal Corriere, che ha citato fonti informate sul tema, al 31 dicembre 2025 sono state emesse più di 57 milioni di carte d’identità elettroniche. Un numero comprensivo di rinnovi, nuove richieste e italiani all’estero, che dunque non consente di capire quanti documenti debbano ancora essere emessi per raggiungere una copertura del 100 per cento. Secondo i dati Istat, al 31 dicembre 2024 la popolazione del nostro Paese contava 58.943.464 individui. Numeri dunque incoraggianti, che lasciano presumere che non dovrebbero esserci grandi complicazioni per poter completare il tutto entro il 3 agosto.

Chiara Ferragni, oggi la sentenza sul Pandoro gate: a che ora arriva e cosa rischia

È attesa per il primo pomeriggio di mercoledì 14 gennaio la sentenza del processo con rito abbreviato che vede imputati Chiara Ferragni, il suo ex braccio destro Fabio Maria Damato e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia, gruppo cui fa capo il brand Dolci Preziosi. I tre devono rispondere per le accuse di truffa aggravata in merito ai casi del Pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. Secondo l’accusa, infatti, la comunicazione delle due campagne pubblicitarie avrebbe lasciato intendere che ogni acquisto fosse finalizzato direttamente alla beneficenza, creando in tal modo un vantaggio ingiustificato a beneficio delle società coinvolte. Con un ritorno economico per l’intera operazione stimato a più di 2,2 milioni di euro oltre a profitti non quantificabili in termini di immagine.

Chiara Ferragni, attesa per la sentenza: cosa rischia l’imprenditrice

Chiara Ferragni, oggi la sentenza sul Pandoro gate: a che ora arriva e cosa rischia
Chiara Ferragni in tribunale in attesa della sentenza (Ansa).

Nell’udienza del 25 novembre 2025, il pm Cristian Barilli e l’aggiunto Eugenio Fusco hanno chiesto per Chiara Ferragni una condanna a un anno e otto mesi di reclusione senza attenuanti, specificando che l’utilizzo dei social avrebbe aggravato l’ipotesi di reato amplificando la presunta ingannevolezza delle informazioni. Secondo quanto emerso dalle indagini del Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, fra il 2021 e il 2022 l’influencer avrebbe raggirato follower e consumatori ottenendo presunti ingiusti profitti in relazione alle vendite dei due prodotti. Assieme a lei, anche il suo ex braccio destro Damato – per cui è stata chiesta la condanna a un anno e otto mesi – avrebbe avuto un ruolo preminente nelle campagne commerciali con cui sarebbe stata realizzata la presunta truffa. Per il terzo imputato, il presidente di Cerealitalia Francesco Cannillo, l’accusa ha chiesto invece un anno di reclusione.

La posizione della difesa e le parole dell’influencer

Chiara Ferragni, oggi la sentenza sul Pandoro gate: a che ora arriva e cosa rischia
Chiara Ferragni arriva in tribunale (Imagoeconomica).

Chiara Ferragni ha sempre ribadito la propria innocenza. Nell’udienza del 19 dicembre, la sua difesa ha sostenuto di aver agito in buona fede, parlando al massimo di un caso di pubblicità ingannevole, dovuta a dei potenziali errori di comunicazione e per cui la stessa imprenditrice ha chiuso il fronte versando dei risarcimenti e donazioni per un totale di 3,4 milioni di euro. Soprattutto, da parte della star dei social, i legali hanno evidenziato l’assenza di dolo e che, dal punto di vista oggettivo di tutti gli elementi probatori, non si è verificata alcuna truffa. «Sono tranquilla e fiduciosa», si è limitata ad affermare Ferragni ai cronisti poco prima del suo ingresso in aula il 14 gennaio. «Tutto quanto fatto, lo abbiamo fatto in buona fede, nessuno ha lucrato», aveva invece spiegato il 25 novembre mediante dichiarazioni spontanee. Anche le difese di Damato e Cannillo hanno chiesto l’assoluzione.

L’audizione sulla vendita di Gedi e poi la festa per Repubblica: le pillole del giorno

Giornata in agrodolce dedicata alla famiglia Elkann e ai suoi interessi editoriali, a Roma. Ore che, agli occhi di chi segue la situazione delle testate Gedi, a livello di emozioni ricordano le montagne russe. Cominciamo dalla nota più piccante: alla Camera dei deputati, in commissione Cultura, davanti al presidente (meloniano) Federico Mollicone si è tenuta (dalle 12.30 alle 13.15) l’audizione del sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini sulle problematiche legate alla vendita del gruppo Gedi: 45 minuti per trattare un tema che ha provocato fin qui facce lunghe, continue richieste sulle garanzie per i posti di lavoro e per l’indipendenza editoriale, scioperi e dubbi sulle intenzioni della proprietà. Su Repubblica c’è sempre forte l’interesse dei greci di Antenna (per Gedi si era fatto avanti pure Leonardo Maria Del Vecchio, che dopo la porta in faccia ha però virato su il Giornale), mentre per La Stampa si vocifera di un possibile accordo col gruppo veneto Nord Est Multimedia di Enrico Marchi (che ha già, tra gli altri, Il Mattino di PadovaLa Nuova VeneziaIl Messaggero Veneto). Una guerra che passa anche dalla comunicazione.

Ma basta qualche ora e la situazione cambia, almeno di facciata, per coinvolgere una marea di vip nella gioia di un compleanno speciale: in serata nel quartiere Testaccio, al Mattatoio, dove una volta si uccidevano i vitelli (e non solo), grande party per il mezzo secolo di vita del quotidiano la Repubblica, fondato nel 1976. Un modello che fu la più importante impresa editoriale del 900 e su cui sembra stia calando il sipario. In tanti si chiedono chi verrà della proprietà, tanto alla fine tutti pronosticano che il vero protagonista sarà il direttore Mario Orfeo, che ha chiamato a raccolta, personalmente, ogni collega direttore in circolazione, con sollecito telefonico per assicurarsi della presenza. Anche perché, di questi tempi, gli editori è meglio se non si fanno vedere. Prevista comunque una folta rappresentanza della Rai, tra gli invitati. Qualcuno, amaramente, ha già fatto trapelare la battuta: «Fanno la festa prima che gli facciano la festa».

L’audizione sulla vendita di Gedi e poi la festa per Repubblica: le pillole del giorno
Mario Orfeo (Imagoeconomica).

Per Urso pure il guaio delle radio Fm

Non se l’aspettava nessuno, eppure la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto del codice europeo delle comunicazioni elettroniche e della direttiva quadro, ritenendo che il nostro Paese non abbia adottato misure amministrative sufficienti per eliminare le interferenze dannose causate dalle emittenti radiofoniche Fm italiane negli Stati europei nella banda di frequenza Fm. Le interferenze si estenderebbero in particolare al territorio croato, sloveno, francese (cioè alla Corsica) e maltese. L’ennesima grana da risolvere per il ministro Adolfo Urso.

L’audizione sulla vendita di Gedi e poi la festa per Repubblica: le pillole del giorno
Adolfo Urso (Imagoeconomica).

Il Corriere e Report agli antipodi

«I laboratori di cucina degli chef stellati per ripartire dopo anoressia e bulimia», si legge sulla prima pagina romana del Corriere della Sera, con spazio visibilissimo e tanto di foto, più una testimonianza e un’intervista a Ciro Scamardella, il cuoco del ristorante Pipero di Roma. Di che si tratta? «Nelle campagne dell’orvietano, il centro Verdeluce della Fondazione Cotarella è un punto di riferimento per la riabilitazione dei giovani che hanno sofferto di disturbi del comportamento alimentare». Una bella iniziativa, a leggere il giornale diretto da Luciano Fontana. Poi la mente ricorda qualcosa: ma quel centro non era stato preso di mira da Report, la trasmissione di RaiTre condotta da Sigfrido Ranucci, con il servizio “In vino non veritas” dove si parlava di 240 mila euro raccolti grazie alla beneficenza per mettere su questa dimora? Sì, è proprio quello.

L’audizione sulla vendita di Gedi e poi la festa per Repubblica: le pillole del giorno
Sigfrido Ranucci (Imagoeconomica).

Alla Francia piace Rosso (Renzo)

Légion d’honneur per Renzo Rosso all’ambasciata di Francia in Italia, nel romano Palazzo Farnese. Che poi è il riconoscimento, spiffera qualcuno nei dintorni di Palazzo Chigi, «a chi non ama il governo di Giorgia Meloni». Insomma, una specie di club transalpino che mette insieme i vip italiani che detestano la maggioranza di centrodestra. L’imprenditore della moda (pure dei vini, ma non ricordatelo al gruppo Masi Agricola, quelli dell’Amarone) si è presentato in giacca, ma sotto indossava una maglietta nera con stampata una cravatta. Martin Briens, il diplomatico che rappresenta il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, ha apparecchiato una tavolata per il festeggiato. Rosso poi ha pubblicato un testo sui social per esaltare l’onorificenza ricevuta dai “galli” in terra romana. In quale lingua? In italiano? No. In francese? Nemmeno. In inglese…

Morto il fumettista Scott Adams, creatore della striscia Dilbert

È morto il fumettista Scott Adams, creatore della popolare striscia Dilbert, ambientata in un ufficio e incentrata sui vari aspetti del lavoro impiegatizio, affrontati con ironia. Adams, che aveva 68 anni, combatteva da tempo contro un cancro alla prostata. «Purtroppo è venuto a mancare il grande influencer Scott Adams. Era una persona fantastica, che mi voleva bene e mi rispettava quando non era di moda farlo. Ha combattuto coraggiosamente una lunga battaglia contro una terribile malattia. Le mie condoglianze vanno alla sua famiglia e a tutti i suoi numerosi amici e ascoltatori. Ci mancherà davvero tanto. Dio ti benedica, Scott!», ha scritto su Truth Donald Trump, di cui Adams era un acceso sostenitore.

Le frasi razziste e la cancellazione della serie

Adams negli ultimi anni aveva fatto parlare di sé anche per le posizioni politiche estreme e per dichiarazioni offensive nei confronti delle minoranze. Nel 2023 le pubblicazioni di Dilbert erano state interrotte dopo alcune affermazioni razziste fatte da Adams sul suo canale YouTube. A seguito della cancellazione della serie dai quotidiani Usa, il cartoonist decise di proseguirla con il titolo Dilbert Reborn, attraverso sottoscrizioni sul sito di abbonamenti Locals.

L’annuncio della malattia a maggio del 2025

A maggio del 2025, nel suo podcast Real Coffee with Scott Adams, il fumettista aveva rivelato di essere affetti da un tumore alla prostata ormai diffusosi per metastasi alle ossa e alla colonna vertebrale, in uno stadio talmente avanzato da lasciargli solo una breve aspettativa di vita. Il mese successivo aveva comunicato la volontà di ricorrere al suicidio medicalmente assistito, proposito a cui poi aveva rinunciato dopo la parziale scomparsa di dolori. A novembre aveva però annunciato un nuovo rapido deterioramento del suo stato di salute.

Eugenia Carfora, chi è: la storia della preside di Caivano che ha ispirato la serie Rai

Lunedì sera su Rai 1 è iniziata La preside, la serie interpretata da Luisa Ranieri e liberamente ispirata alla figura di Eugenia Carfora, dirigente scolastica che da anni lavora nel Parco Verde di Caivano, uno dei contesti sociali più difficili della provincia di Napoli. La serie porta in prima serata l’esperienza di una preside diventata punto di riferimento per centinaia di studenti, capace di trasformare una scuola segnata dall’abbandono in un presidio educativo e sociale, riconosciuto a livello nazionale per la sua lotta contro la dispersione scolastica.

Eugenia Carfora, chi è: la storia della preside di Caivano che ha ispirato la serie Rai
Eugenia Carfora e Luisa Ranieri (Ansa).

Il percorso di Eugenia Carfora prima di Caivano

Carfora, classe 1960, originaria di San Felice a Cancello, si è laureata in Scienze dell’Educazione e ha costruito fin dall’inizio della sua carriera un percorso professionale segnato dall’impegno contro la dispersione scolastica. Prima come docente, poi come dirigente, ha lavorato a lungo in territori complessi, occupandosi anche dell’area Domitiana, dove il fenomeno dell’abbandono precoce è storicamente diffuso. Il passaggio decisivo arriva nel 2007, quando vince il concorso da dirigente scolastica e sceglie Caivano. Prima all’istituto comprensivo Viviani, poi dal 2013 all’istituto professionale Morano, Carfora si trova davanti una realtà segnata da assenze croniche, famiglie scoraggiate e ragazzi facilmente risucchiati dalla strada.

Recuperare i ragazzi uno a uno: il metodo Carfora contro l’abbandono scolastico

Il lavoro di Carfora non resta confinato negli uffici: la preside va nei quartieri, bussa alle porte, recupera uno a uno gli studenti che hanno smesso di frequentare. Con il tempo, la scuola cambia volto. Spazi recuperati, laboratori attivi, palestre e cortili rimessi in funzione grazie al coinvolgimento di insegnanti, famiglie e abitanti del quartiere. L’istituto diventa un presidio educativo e sociale in un’area dominata da fragilità e illegalità. Per questo lavoro, nel 2020 è stata premiata come miglior dirigente scolastica dall’organizzazione Your Edu Action. Prima della fiction Rai, il suo percorso aveva già ispirato il documentario di Domenico lannacone Come figli miei.