Ddl stupri, Bongiorno modifica il testo: cosa cambia

Giulia Bongiorno, senatrice relatrice del ddl sulla violenza sessuale, ha presento una proposta di riformulazione del testo, che è ora all’esame della commissione Giustizia e che verrà votato martedì 27 gennaio. Nel nuovo testo è sparita la parola “consenso”: quello approvato alla Camera parlava di “consenso libero e attuale”, concetto al centro dell’accordo bipartisan tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein. Il primo ddl avrebbe dovuto ricevere il via libera da Palazzo Madama il 25 novembre, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ma era stato stoppato dal centrodestra, che aveva chiesto approfondimenti.

Il nuovo testo del ddl

Nel nuovo testo dell’articolo 609 bis relativo al reato di violenza sessuale si legge che «la volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso». E che «l’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostante del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso».

Ddl stupri, Bongiorno modifica il testo: cosa cambia
Giulia Bongiorno (Imagoeconomica).

Le altre modifiche al ddl

Le pene vengono inoltre distinte: per la violenza sessuale senza altre specificazioni, la reclusione viene ridotta a 4-10 anni, rispetto ai 6-12 anni del testo votato all’unanimità in prima lettura. Resta invece, il range di 6-12 anni se «il fatto è commesso mediante violenza o minaccia, abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa». Sulle sanzioni dei casi di minore gravità, che possono essere ridotte fino a due terzi, si fa riferimento alle «modalità della condotta» e alle «circostanze del caso concreto, nonché in considerazione del danno fisico o psichico arrecato alla persone offesa».

Avs: «Proposta inaccettabile»

«La violenza sessuale è un crimine contro le donne, senza un sì non c’è rapporto sessuale, ma un reato. Bongiorno ci fa fare un enorme passo indietro. Dal consenso si passa al dissenso», ha dichiarato Peppe De Cristofaro, capogruppo di Avs e presidente del gruppo misto al Senato. Così Ilaria Cucchi, sempre di Avs: «La proposta della presidente Bongiorno non è accettabile. Per la destra chi subisce violenza ha l’onere di dimostrare perché non ha reagito o perché non ha detto un no abbastanza forte. Come se non bastasse la violenza subita. Meloni ci aveva messo la faccia, oggi la perde».

Gaza, Israele smentisce l’apertura del valico di Rafah

Il valico di Rafah resterà chiuso finché Hamas non restituirà il corpo dell’ultimo ostaggio ancora a Gaza. Lo ha riferito una fonte della sicurezza israeliana ai media del Paese, aggiungendo: «Non abbiamo ancora ricevuto istruzioni per l’apertura del valico». La presa di posizione arriva dopo le dichiarazioni, non confermate ufficialmente, del capo del comitato tecnico per Gaza, Ali Saath, secondo cui il passaggio dovrebbe riaprire la prossima settimana. Secondo quanto riportato dai notiziari israeliani, il premier ha convocato per domenica 25 gennaio una riunione di governo dedicata alla restituzione del corpo del sergente Ran Gvili, ultimo ostaggio rimasto a Gaza, e al possibile futuro del valico di Rafah.

Groenlandia, chi ci vive: dagli Inuit alla minoranza danese

In Groenlandia risiedono circa 57 mila persone, concentrate principalmente sulla costa sud-occidentale, mentre gran parte dell’isola rimane quasi disabitata a causa della spessa calotta glaciale che copre l’80 per cento del territorio. La maggioranza assoluta della popolazione è costituita dagli Inuit, un popolo indigeno presente da secoli prima dell’arrivo degli europei, che parla la lingua groenlandese e discende dal popolo Thule, insediatosi sull’isola tra il 1200 e il 1400 d.C. Il groenlandese medio ha circa il 75 per cento di ascendenza Inuit e il 25 per cento europea.

La composizione della popolazione in Groenlandia

Groenlandia, chi ci vive: dagli Inuit alla minoranza danese
Persone tra i ghiacci in Groenlandia (foto Ansa).

I danesi rappresentano la principale minoranza etnica, circa l’8 per cento degli abitanti, e vivono soprattutto nei centri urbani, dove lavorano nell’amministrazione pubblica, nella sanità, nell’istruzione e nel commercio. Negli ultimi anni la Groenlandia ha visto crescere l’immigrazione dall’Asia, con arrivi da Filippine, Thailandia e Cina, oltre a piccole comunità provenienti da altri paesi europei e dal Nord America. La maggior parte dei groenlandesi è bilingue, parlando sia il danese sia il groenlandese. Oltre a vivere sull’isola, una parte della popolazione groenlandese risiede in Danimarca e in altri Paesi del Nord America e della Scandinavia. Nonostante l’autonomia conquistata con il referendum del 2009, la Groenlandia rimane legata alla Danimarca per questioni di sicurezza, finanza e affari esteri.

I tre gruppi degli Inuit

Gli Inuit, a loro volta, si distinguono in tre gruppi principali: i Kalaallit della Groenlandia occidentale. Parlano Kalaallisut, la lingua ufficiale della Groenlandia, e gran parte di loro è bilingue con il danese. Sono la componente centrale della società groenlandese moderna. Nell’Est ci sono i Tunumiit, che parlano il Tunumiisut (o Tunumiit oraasiat), spesso chiamato “groenlandese orientale”. Questo gruppo ha tradizioni e costumi leggermente differenti dai Kalaallit, mantenendo un forte legame con la pesca e la caccia tradizionali. Nella zona più a Nord, infine, ci sono gli Inughuit. Parlano Inuktun, noto anche come “Inuit polare”, una lingua più vicina agli Inuit canadesi settentrionali. Tradizionalmente, vivono in comunità molto isolate e basano la loro economia su caccia, pesca e allevamento di cani da slitta.

La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole

Giuseppe Conte e Giorgio La Malfa, insieme, per parlare di politica: la coppia è senz’altro inedita, ma il pentastellato e il repubblicano storico si riuniranno davvero, nella mattinata di sabato 24 gennaio, a Roma. Lo scenario sarà quello di piazza Campo de’ Fiori, all’ombra di Giordano Bruno, l’eretico: nella sala del cinema Farnese andrà in scena la presentazione di Officina Repubblicana, che viene definito come «un movimento di opinione erede delle posizioni politico-culturali della sinistra democratica». Protagonista, appunto, Conte, ex presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 stelle. A seguire Vincenzo Amendola, già ministro per gli Affari europei del governo Conte II e sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei nell’esecutivo guidato da Mario Draghi. E poi l’emergente Alessandro Onorato, assessore ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma e coordinatore di “Progetto Civico Italia”. La Malfa, alla fine dell’incontro, riassumerà i contenuti della giornata e lancerà la sfida politica, alla tenera età di 86 anni. Qualcuno dica a Conte che dai “sacri palazzi”, quelli vaticani, viene guardata con preoccupazione la sua partecipazione a questo incontro, «dal carattere sicuramente laico», si sente affermare, «e poi, con quella statua di Giordano Bruno lì davanti, che affronto per la Chiesa che lui ha tanto frequentato».

La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
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I funerali di Valentino o un convegno con Amato e Ruffini?

Venerdì mattina di fuoco a Roma, il 23 gennaio. Da una parte i funerali di Valentino, nella basilica di Santa Maria degli Angeli, con autorità e vip provenienti da ogni parte del Pianeta. Dall’altra, all’Istituto Sturzo, ecco una mattinata in stile Prima Repubblica, sul tema “Parliamo seriamente di politica”, ossia “Ricostruire la partecipazione della politica muovendo dall’esempio di cattolici e socialisti”, con l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, il fondatore del Censis Giuseppe De Rita, il democristiano di lungo corso Marco Follini, l’eterno riformista Enrico Morando, monsignor Vincenzo Paglia e l’attesissimo Ernesto Maria Ruffini, che poi è il più giovane della compagnia, già direttore dell’Agenzia delle Entrate e fondatore di un nuovo movimento politico di ispirazione cattolica Più Uno. La sede, l’istituto dedicato a don Luigi Sturzo, è quella giusta, «anche per le origini siciliane del sacerdote e di Ruffini, nipote del cardinale Ernesto Ruffini», spiffera uno degli organizzatori.

La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
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Un prete c’è sempre

Ormai, quando si deve organizzare un convegno, il mix perfetto sembra essere questo: «Metti un po’ di politici, un rappresentante delle forze dell’ordine, un prete». Detto fatto: il 27 gennaio, nella sede della Camera di Commercio di Roma, va in scena l’incontro intitolato “Emergenza abitativa. Una casa che manca, un bisogno che cresce”. E chi ci sarà? Oltre al padrone di casa, appena confermato, il presidente Lorenzo Tagliavanti, il direttore generale di Federlazio Luciano Mocci che deve presentare il rapporto dell’Osservatorio Edilizia, e anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il prefetto di Roma Lamberto Giannini (già capo della Polizia di Stato) e don Antonio Coluccia. Il convegno può cominciare.

La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
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Comunicare stanca, a una certa età

Dicono che un comunicatore, ormai anziano, faccia «sempre più fatica». Un commento che viene fatto anche nel suo “quartier generale”, non solo all’esterno. Dopo una lunga carriera passata nei panni del giornalista, al comando del settore dell’economia di un importante organo di informazione, ha cambiato casacca per servire il mondo della finanza e, infine, quello dei grandi appalti. Ma la lucidità è solo un ricordo, gli acciacchi sono continui, comunicare stanca, a una certa età. E lui sta trascinando il suo datore di lavoro nella fossa delle Marianne, non rendendosi conto che è ora di andare in pensione. E che pensione…

Giustizia, tutti all’Ergife sabato con Tajani

A Roma l’Hotel Ergife, storico feudo andreottiano, sabato torna protagonista con la politica. “Valori: Più Libertà Più Giustizia”, organizzato da Forza Italia, è l’appuntamento programmato in vista del referendum. Dopo i saluti istituzionali, tra gli altri, di Maurizio Gasparri, presidente del gruppo Forza Italia al Senato, e di Paolo Barelli, presidente del gruppo Fi alla Camera, ecco Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, Enrico Costa, vicepresidente della commissione Giustizia, Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale Fi, Francesca Scopelliti, presidente del comitato “Cittadini per il sì, Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale, Gian Domenico Caiazza, presidente del comitato “Sì separa”, e poi Stefania Craxi, presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato. Conclusioni affidate ad Antonio Tajani, nei ruoli di segretario nazionale di Forza Italia, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Olè.

La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
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La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole
La strana coppia Conte-La Malfa, il comunicatore nel mirino e altre pillole

Bonus mobili 2026 con cambio della caldaia, si può richiedere?

Il bonus mobili non può essere più richiesto se l’intervento edilizio riguarda esclusivamente la sostituzione della caldaia e, più in generale, gli impianti di climatizzazione invernale con modelli alimentati da combustibili fossili. Nelle ultime ore, infatti, l’Agenzia delle entrate ha rivisto le proprie indicazioni ufficiali, recependo le novità introdotte dalla direttiva europea sulle Case green. In precedenza, la sostituzione della caldaia era classificata come manutenzione straordinaria e permetteva di trainare l’incentivo per mobili e grandi elettrodomestici. Tuttavia, la pubblicazione della nuova guida esclude esplicitamente questi interventi dal novero di quelli agevolabili. La decisione riflette lo stop ai sussidi per le tecnologie meno sostenibili, limitando l’accesso al bonus mobili solo a chi realizzi ristrutturazioni edilizie o installi generatori di calore alimentati da fonti rinnovabili.

Come funziona il bonus mobili caldaia dopo le nuove Faq dell’Agenzia delle entrate?

Bonus mobili 2026 con cambio della caldaia, si può richiedere?
Esposizione di mobili (Imagoeconomica).

Il cambiamento interpretativo fornito dall’amministrazione finanziaria segna un punto di svolta per i contribuenti. Nonostante la sostituzione della caldaia a condensazione fosse un tempo l’intervento più semplice per sbloccare la detrazione del 50 per cento assicurata dal bonus mobili e grandi elettrodomestici, dal 1° gennaio 2025 questa opzione è stata eliminata. Restano validi, come lavori trainanti, gli interventi di manutenzione straordinaria che prevedono:

  • l’installazione di stufe a pellet e di impianti dotati di generatori di calore a biomasse;
  • gli interventi finalizzati all’utilizzo di fonti rinnovabili di energia;
  • le ristrutturazioni edilizie sulle singole unità immobiliari;
  • il restauro e il risanamento conservativo.

L’Agenzia delle entrate ha precisato che la detrazione spetta solo se l’intervento edilizio è iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni, rendendo necessaria la prova della data di avvio dei lavori.

Cosa cambia nel 2026 per chi vuole cambiare l’arredo e i grandi elettrodomestici

Il limite massimo di spesa del 2026 per il bonus mobili è confermato a 5 mila euro per singola unità abitativa. La detrazione Irpef del 50 per cento deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Per beneficiare dello sgravio è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico o carta di debito o credito. Tuttavia, è bene ricordare che le spese per il trasporto e il montaggio sono incluse nel calcolo totale, purché siano state pagate con le medesime modalità tracciabili richieste dalla norma.

Quali interventi non danno diritto al bonus mobili 2026?

Bonus mobili 2026 con cambio della caldaia, si può richiedere?
Esposizione di mobili (Imagoeconomica).

Esistono specifiche categorie di lavori che, pur rientrando nel recupero del patrimonio edilizio, non consentono di accedere alla detrazione del bonus mobili. In particolare, l’amministrazione finanziaria ha chiarito che non tutte le spese edilizie fungono da traino per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici. I principali interventi esclusi sono:

  • le misure dirette a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi, a meno che non siano inquadrabili in manutenzioni ordinarie o straordinarie;
  • la realizzazione di posti auto o box pertinenziali rispetto all’abitazione principale;
  • gli interventi di riqualificazione energetica per i quali si usufruisce dell’ecobonus.

Le limitazioni risultano fondamentali per evitare errori nella richiesta dell’incentivo. Per esempio, l’installazione di un sistema di allarme o di grate alle finestre, se non accompagnata da opere murarie strutturali riconducibili a manutenzione straordinaria, non permette di detrarre la spesa per i nuovi arredi. Allo stesso modo, chi ha installato pannelli solari o sostituito gli infissi avvalendosi unicamente dell’ecobonus non può agganciare il beneficio per i mobili.

Fassa Bortolo, Alessandro Trivillin nuovo ceo e presidente

Fassa Bortolo, azienda leader nel settore dei materiali per l’edilizia, ha annunciato la nomina di Alessandro Trivillin a presidente e amministratore delegato del gruppo. Il manager, già ceo di Snaidero, continuerà a guidare ad interim la società produttrice di mobili e cucine.

Chi è Alessandro Trivillin

Nel corso della sua trentennale carriera Trivillin è stato amministratore delegato di Acciaierie Bertoli Safau, divisione steelmaking del gruppo Danieli, di cui poi successivamente ha assunto la guida. In seguito è stato ceo di Calvi Holding, specializzata nella produzione di profili speciali in acciaio trafilati a freddo, e – come detto – di Snaidero. Per Trivillin si tratta di un ritorno in Fassa Bortolo: dal 1995 al 2008 era infatti stato responsabile amministrativo dell’azienda.

ActionAid vuole superare il sistema delle adozioni a distanza: «È paternalistico»

La sezione di ActionAid del Regno Unito vuole cambiare profondamente il modo in cui raccoglie fondi per i Paesi più poveri, mettendo in discussione uno dei pilastri storici dell’aiuto umanitario: le adozioni a distanza. Il programma, che consente ai donatori di scegliere un bambino da sostenere economicamente, secondo la nuova leadership dell’organizzazione riflette oggi dinamiche paternalistiche e che «riflettono un’epoca diversa». A spiegare la svolta sono le nuove co-amministratrici delegate, Taahra Ghazi e Hannah Bond, che hanno avviato il loro mandato annunciando un processo di «decolonizzazione» dell’ong. «La maggior parte dei nostri sostenitori sono persone relativamente benestanti e molte sono bianche», ha detto Ghazi. «Chiedere loro di scegliere la foto di un bambino nero e il Paese da cui proviene, crea una relazione molto transazionale e piuttosto paternalistica», ha spiegato citata dal Guardian.

Il nuovo modello di ActionAid

ActionAid ha introdotto le adozioni a distanza nel 1972, partendo da India e Kenya. Oggi il programma delle adozioni a distanza è attivo in 30 Paesi e garantisce circa il 34 per cento dei fondi globali dell’organizzazione. Ma per i nuovi vertici l’attuale modello contribuisce a spostare l’attenzione sulla compassione individuale più che sulle cause strutturali della povertà. La trasformazione, prevista fino al 2028, riguarda il modo in cui ActionAid raccoglie e distribuisce le risorse, coinvolgendo direttamente i team e le comunità in Africa, Asia e America Latina. «Stiamo ripensando i nostri sistemi, come spendiamo il denaro e come prendiamo decisioni: stiamo decolonizzando l’organizzazione», ha spiegato Ghazi. Bond ha sottolineato che l’obiettivo è «evolvere il modello affinché sia plasmato dalle voci delle comunità e risponda alle realtà che affrontano oggi». La nuova strategia dunque punta su finanziamenti di lungo periodo ai gruppi locali, in particolare alle organizzazioni per i diritti delle donne.

Gianluca Gazzoli entra in Lega Basket come Strategic Media Advisor

Lega Basket Serie A ha annunciato l’ingresso di Gianluca Gazzoli nel proprio team operativo con il ruolo di Strategic Media Advisor: il podcaster sarà impegnato nello sviluppo di progetti di comunicazione in grado di rendere la pallacanestro italiana più visibile e rilevante nel panorama sportivo e culturale.

Chi è Gianluca Gazzoli

Gazzoli è un volto noto del mondo radiofonico e televisivo italiano. Ha iniziato a carriera a Radio Number One, storica emittente nel Nord Italia. Successivamente è passato alla radio nazionale diventando voce di Rai Radio 2. Dopo l’esordio televisivo, avvenuto a Quelli che il calcio, nel 2019 Gazzoli è approdato a Radio Deejay. Nel 2022 ha lanciato il podcast BSMT, diventato in breve uno dei più seguiti in Italia. Gazzoli è un grande appassionato di palla a spicchi: nel 2021 ha condotto su DMAX il programma Basket Zone, approfondimento sul campionato italiano di pallacanestro. A fine 2025 ha condotto su Rai 2 Sanremo Giovani, venendo affiancato da Carlo Conti durante la serata finale.

Maltempo Sardegna, Todde: «Danni da centinaia di milioni»

I danni provocati dal ciclone Harry in Sardegna ammontano a cifre ingenti, con conseguenze rilevanti sulle infrastrutture e sul patrimonio culturale e ambientale. Lo ha sottolineato la governatrice Alessandra Todde durante un sopralluogo alla spiaggia del Poetto di Cagliari, duramente colpita dall’evento atmosferico, insieme al capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano. «Qui stiamo parlando di danni di centinaia di milioni per danni infrastrutturali e anche legati ai beni culturali e ambientali», ha dichiarato Todde, spiegando che «prima di discutere di fondi regionali dobbiamo discutere con il governo e avere le giuste risorse», ha aggiunto, precisando che «non è una situazione in cui bisogna reagire di pancia, è una situazione in cui bisogna reagire seriamente».

Maltempo Sardegna, Todde: «Danni da centinaia di milioni»
Alessandra Todde (a sinistra) al Poetto di Cagliari (Ansa).

«La macchina della protezione civile ha dato una risposta solida e noi dobbiamo dare ugualmente una risposta solida, immediata certamente, ma non rispondendo semplicemente perché c’è l’urgenza di farlo», ha detto la governatrice. Todde ha evidenziato la necessità di mettere i sindaci «nelle condizioni di agire immediatamente. A loro è stato chiesto di lavorare e di stimare i danni e noi faremo la nostra parte per infrastrutture e tutto il resto, ma lo faremo. Correttamente con i fondi che devono essere stanziati e non semplicemente con una risposta demagogica per dire che stiamo facendo qualcosa. Questo i sardi non se lo meritano», ha concluso.

Trump ha firmato a Davos l’atto costitutivo del suo Board of Peace

A Davos si è svolta la cerimonia che ha sancito la nascita del Board of Peace, il Consiglio per la Pace per la Striscia di Gaza (e non solo) che Donald Trump ha promosso assegnandosi fin dall’inizio la presidenza a vita. «È una giornata emozionante», ha detto Trump aprendo la cerimonia, che si è conclusa con le firme dei vari leader e rappresentanti che ne fanno parte. Nel suo discorso, il presidente americano ha affermato che «tutti vogliono entrare nel Board of Peace», rivendicando ancora di aver fermato otto guerre e di essere pronto a porre fine a un nono conflitto, chiaro riferimento all’Ucraina. Per quanto riguarda Gaza, il presidente Usa ha assicurato che «la ricostruzione sarà qualcosa di grandioso».

Trump ha firmato a Davos l’atto costitutivo del suo Board of Peace
Donald Trump (Ansa).

Sul palco i leader dei Paesi che hanno detto sì a Trump

Nonostante le affermazioni di Trump, a fronte di un enorme numero di Paesi invitati a partecipare, in realtà sono pochi quelli che hanno detto sì alla proposta della Casa Bianca (e non tutti di primo piano, anzi): Argentina, Armenia, Ungheria, Kazakistan, Bielorussia, Uzbekistan, Arabia Saudita, Marocco, Bahrein, Turchia, Vietnam, Kosovo, Emirati Arabi Uniti, Azerbaigian, Paraguay, Giordania, Indonesia, Pakistan, Mongolia e Qatar. E c’è pure Israele, nonostante le polemiche scaturite da “sì” di Benjamin Netanyahu, che non si è presentato in Svizzera – a differenza degli altri rappresentanti – perché ricercato per crimini di guerra dal Tribunale penale internazionale dell’Aia.

Trump: «Il Board of Peace lavorerà anche con l’Onu»

Come si legge nello statuto, il Board of Peace è «un’organizzazione internazionale che mira a promuovere stabilità, ripristinare una governance affidabile e legittima e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti». Stabilendo in modo formale il Board of Peace come organizzazione internazionale, Trump ha spiegato che il Consiglio inizialmente opererà a Gaza, per poi estendere il suo raggio di azione. Nella Striscia supervisionerà l’operato del comitato nazionale per l’amministrazione del territorio, occupandosi della ricostruzione e attraendo finanziamenti. Il Consiglio, ha assicurato Trump, «lavorerà con molti, inclusa l’Onu».

Inps: «Pensioni delle donne del 26 per cento inferiori a quelle degli uomini»

Secondo i dati Inps nel 2025 le nuove pensioni liquidate alle donne continuano a risultare sensibilmente più basse rispetto a quelle degli uomini. L’importo medio degli assegni riconosciuti alle pensionate si è attestato a 1.056 euro mensili, un valore inferiore del 26,51 per cento rispetto ai 1.437 euro percepiti in media dagli uomini. Limitando l’analisi alle sole gestioni previdenziali, e quindi escludendo gli assegni sociali, la distanza resta ampia: 1.139 euro al mese per le donne contro 1.545 euro per gli uomini, con una differenza pari al 26,28 per cento. Il divario è legato a più fattori, tra cui carriere lavorative mediamente più brevi, retribuzioni più basse e un tasso di occupazione femminile inferiore, elementi che incidono anche sul maggior ricorso alle pensioni ai superstiti.

I dati su Opzione donna

In flessione anche nel 2025 il numero di pensionamenti con Opzione donna, il meccanismo che consente l’uscita anticipata dal lavoro accettando il calcolo interamente contributivo dell’assegno. Secondo il Monitoraggio Inps sui flussi di pensionamento, nell’anno hanno aderito alla misura 2.147 lavoratrici, con una riduzione del 40,5 per cento rispetto alle 3.612 dell’anno precedente. Più di 1.800 pensioni Opzione donna sono state liquidate prima dei 63 anni di età. Il calo, evidenziano i dati, è influenzato dalle restrizioni introdotte negli ultimi anni sui requisiti di accesso alla misura.

Marco Giudici Ceo ad interim di Lidl US

Avvicendamento ai vertici di Lidl US. Joel Rampoldt, Chief Executive Officer dal 2023, ha lasciato il suo incarico per passare a un ruolo di consulenza sempre all’interno della società. Al suo posto, ad interim è stato nominato Marco Giudici, attuale Chief Customer Officer nonché già amministratore delegato di Lidl Romania. Il cambio di leadership arriva in un momento delicato per il discounter di origine tedesca, che si trova ad affrontare diversi ostacoli per affermarsi sul mercato americano dove dominano player come Aldi e Walmart. Sotto la gestione Rampoldt, Lidl US aveva infatti intrapreso diverse iniziative per rafforzare il posizionamento, tra cui un rebranding e l’introduzione di una label per la carne fresca. Nominato anche il primo Chief Commercial Officer per il ramo statunitense.

Marco Giudici Ceo ad interim di Lidl US
Joel Rampoldt (da LinkedIn).

Zelensky-Trump, oggi è il giorno dell’incontro a Davos

Volodymyr Zelensky è in viaggio per Davos, dove incontrerà Donald Trump: il vertice tra i due leader si terrà alle 13. In Svizzera era attesa la firma di un “piano di prosperità” da 800 da 800 miliardi di dollari tra Ucraina, Stati Uniti ed Europa, ma con in ballo le questioni della Groenlandia e del Board of Peace per Gaza è stata messa in standby. Alle 14:30 è poi previsto un intervento del presidente ucraino al World Economic Forum, ha spiegato il portavoce Sergiy Nykyforov.

Witkoff intanto è pronto a incontrare Putin a Mosca

Mentre si avvicina il faccia a faccia tra Zelensky e Trump a Davos, l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, accompagnato da Jared Kushner (genero di Trump), è arrivato a Mosca per incontrare Vladimir Putin. «Il regime di Kyiv continua con la sua politica, ma è giunto il momento che prenda le decisioni appropriate e si assuma le proprie responsabilità», ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in vista dei due colloqui.

Rutte: «Non credo in un accordo prima della primavera»

Durante una colazione di lavoro sull’Ucraina ai margini del Forum di Davos, Mark Rutte ha affermato di dubitare che i colloqui di pace possano concludersi prima della primavera. «La Russia è il nostro maggiore avversario. L’Ucraina deve avere il sostegno militare di cui ha bisogno, come intercettori per respingere gli attacchi dalla Russia. Dobbiamo continuare a far fluire gli aiuti militari e non perdere di vista questa questione», ha dichiarato il segretario generale della Nato.

Board of Peace, il Regno Unito non parteciperà alla firma

Il Regno Unito non parteciperà alla cerimonia di firma del Board of Peace in programma il 22 gennaio con Donald Trump, una scelta motivata dalle riserve sulla possibile inclusione del presidente russo Vladimir Putin in un’iniziativa legata alla pace: lo ha spiegato il ministro degli Esteri Yvette Cooper, citata da Sky News. «C’è un’enorme mole di lavoro da fare, oggi non saremo tra i firmatari», ha affermato la responsabile del Foreign Office, chiarendo poi le ragioni della posizione di Londra. «Si tratta di un trattato legale che solleva questioni molto più ampie, non abbiamo ancora visto alcun segnale da parte sua che ci sarà un impegno per la pace in Ucraina», ha aggiunto, riferendosi a Putin. Le perplessità britanniche riguardano anche la natura dell’organismo promosso dal presidente statunitense, inizialmente pensato per vigilare sulla ricostruzione di Gaza, ma dotato di uno statuto che non ne circoscrive l’azione alla sola Striscia e che potrebbe dar luogo a una sovrapposizione o a una competizione con il ruolo delle Nazioni Unite.

Caos nel curling, Romei esclusa dalle Olimpiadi: il dt Mariani convoca sua figlia

Inizia con un caso l’esperienza della Nazionale azzurra di curling femminile alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. A due settimane dal via dei Giochi invernali, il direttore tecnico della disciplina Marco Mariani, in carica da giugno 2024, ha escluso dalle convocazioni Angela Romei, 28enne con sei partecipazioni ai Mondiali e ben nove agli Europei, sostituendola con una debuttante di 19 anni, sua figlia Rebecca. Immediata la reazione della stessa veterana azzurra, che in un’intervista a La Stampa si è detta «distrutta» parlando di «un’ingiustizia per tutto il movimento». La Federazione invece ha fatto muro attorno al responsabile, parlando di una «scelta esclusivamente di natura tecnica».

LEGGI ANCHE: Tutti gli italiani convocati alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026

Olimpiadi 2026, il caso nel curling: l’accusa di Romei e la difesa della Federazione

Ad accendere la miccia è stata la stessa Angela Romei in un’intervista al quotidiano torinese. «Sono distrutta e il mio dispiacere è soprattutto per le modalità e le tempistiche con cui è avvenuto tutto», ha raccontato l’atleta. «Il direttore tecnico me lo ha comunicato pochi giorni fa, con una telefonata avvenuta subito dopo l’ultimo raduno, limitandosi a dirmi che era una sua decisione. Sua figlia ha zero manifestazioni internazionali con la nazionale senior, speravo fosse un errore o un brutto sogno ma è tutto vero. Avremmo potuto parlarne di persona, mi sarei aspettata almeno una discussione fondata su dati e risultati». Parlando di «un’ingiustizia nei confronti del lavoro fatto in questi anni e di tutto il movimento», Romei ha descritto l’accaduto come «l’antitesi di fair play e rapporti umani».

Caos nel curling, Romei esclusa dalle Olimpiadi: il dt Mariani convoca sua figlia
Angela Romei durante una gara (Ansa).

Immediata la smentita da parte della Federazione italiana sport del ghiaccio, che ha parlato in una nota stampa di una «scelta fatta di concerto con gli allenatori delle singole nazionali squisitamente di natura tecnica». Sempre secondo la Federghiaccio, «Rebecca Mariani nel ruolo di riserva possiede caratteristiche di gioco che le consentono di occupare tutti e quattro i ruoli in squadra a differenza di Romei che ne ha sempre occupato uno soltanto e un secondo in appena due occasioni». Parlando al portale IlNordEst.it, Mariani ha aggiunto di aver previsto che la sua decisione avrebbe generato polemiche: «Allo stesso tempo non vedo quale sia il motivo per cui Rebecca debba essere discriminata solo perché è mia figlia: non ho visto nessuno mettere in discussione i meriti tecnici».

Sergio Marullo di Condojanni nuovo ceo di Angelini Pharma

Angelini Pharma ha annunciato la nomina di Sergio Marullo di Condojanni come nuovo amministratore delegato. Il manager dal 2020 ricopre la carica di ceo di Angelini Industries dal 2020: continuerà a svolgere tale ruolo, assumendo contestualmente la guida della divisione farmaceutica della multinazionale italiana, attiva nei settori della salute, della tecnologia industriale e del largo consumo. Jacopo Andreose, che ha guidato Angelini Pharma fino alla fine del 2025, entrerà a far parte del cda di Angelini Holding e diventerà senior advisor del cda di Angelini Pharma.

Un operaio 25enne è morto incastrato in un macchinario nel Torinese

Andrea Cricca, operaio 25enne, è morto un un’azienda agricola di Brusasco (Torino) dopo essere caduto, per cause ancora da accertare, all’interno di un macchinario per lo sminuzzamento del fieno, un carro autocaricante. A trovarlo quando non c’era più nulla da fare sono stati i colleghi. La madre del giovane, giunta sul posto, è stata colta da malore e soccorsa dai sanitari del 118 di Azienda Zero.

Il dramma dei morti sul lavoro

Secondo gli ultimi dati Inail, da gennaio a ottobre 2025 sono stati denunciati 497.341 infortuni sul lavoro, in netta crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando c’erano stati 5.902 casi in meno. Quelli con esito mortale sono arrivati a 896, +7 per cento rispetto al 2024: quasi tre decessi sul lavoro al giorno.

Guerra in Ucraina, che cosa ha detto Steve Witkoff a Davos

Steve Witkoff è intervenuto a Davos parlando dei passi avanti compiuti sul dossier ucraino: «Abbiamo fatto tanti progressi», ha dichiarato, spiegando che il confronto tra le parti si è ormai concentrato su un solo nodo finale. «Quindi, se entrambe le parti vogliono risolvere questo problema, lo risolveremo», ha aggiunto. Nel suo intervento al World Economic Forum, Witkoff ha anche sottolineato il potenziale impatto economico di una zona esente da dazi in Ucraina, definendola un possibile «punto di svolta» per il rilancio del Paese colpito dal conflitto. Al termine dell’incontro, ha annunciato al pubblico: «Questa notte partirò per Mosca». Secondo quanto riferito dallo stesso, Donald Trump starebbe valutando l’ipotesi di una «tariff-free zone» per sostenere lo sviluppo industriale di Kyiv.

Un detenuto dell’ICE in Texas è morto per omicidio

L’autopsia del medico legale della contea di El Paso, in Texas, ha stabilito che Geraldo Lunas Campos, un detenuto cubano di 55 anni, è morto per omicidio mentre si trovava nel centro di detenzione per migranti Camp East Montana. La struttura ospita persone fermate dall’ICE, l’agenzia federale per l’immigrazione, in attesa di espulsione dagli Stati Uniti. Le autorità federali avevano inizialmente imputato la morte dell’uomo, avvenuta il 3 gennaio, a un malore e poi a un suicidio. È la terza persona che muore a Camp East Montana dalla sua apertura, avvenuta ad agosto.

I risultati dell’autopsia

L’autopsia pubblicata mercoledì indica che Lunas Campos è morto per asfissia dovuta a compressione del collo e del torace mentre era trattenuto fisicamente dalle guardie. Il referto segnala anche lesioni alla testa e al collo, con vasi sanguigni scoppiati sul collo e sulle palpebre. L’uomo è diventato incosciente durante l’intervento delle forze dell’ordine. I soccorritori hanno tentato di rianimarlo, ma lo hanno dichiarato morto sul posto.

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La famiglia prepara una causa civile mentre il governo difende gli agenti

La famiglia sta preparando una causa civile, sostenendo di avere raccolto la testimonianza di due detenuti che avrebbero visto le guardie soffocare l’uomo. Nel mentre il governo difende l’operato dell’ICE. Un funzionario del Dipartimento per la sicurezza interna ha dichiarato che l’uomo «ha violentemente opposto resistenza al personale di sicurezza che cercava di salvarlo» e che i soccorritori «hanno tentato di rianimarlo». L’ufficio non ha risposto alle domande del New York Times sui risultati dell’autopsia.

Le quotazioni di Borsa italiana e spread oggi 22 gennaio 2026

Avvio positivo per l’Europa. Piazza Affari guadagna l’1,07%. Lo spread Btp-Bund cala a 63,4 punti. Rendimento del decennale italiano al 3,51%.

Le quotazioni di Borsa italiana e spread

9.14 – Partenza in deciso rialzo per l’Europa

Parigi guadagna l’1,17%, Londra lo 0,68%. Francoforte cresce dell’1,6%

9.07 – Milano apre positiva: +1,07%

Milano apre in deciso rialzo: +1,07% a 44.963 punti. Svetta Cucinelli (+3,3%), in luce anche Stellantis (+3%) e in luce Stm (+2,2%). In fondo al listino i titoli della difesa Leonardo (-2,6%) e Fincantieri (-2,5%).

8.39 – Lo spread fra Btp e Bund scende a 63,4 punti

Lo spread fra Btp e Bund scende a 63,4 punti dai 64,7 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano cala al 3,51%.

8.21 – Asia positiva, Tokyo +1,73%

Asia positiva dopo il passo indietro di Trump sulla Groenlandia. Tokyo ha guadagnato l’1,73%, Seul lo 0,87%, Shenzhen lo 0,68%, Shanghai lo 0,15%. Hong Kong ha invece oscillato attorno alla parità.