Delitto di Federica Torzullo, i pm: «L’indagato progettava la fuga»
Claudio Carlomagno, marito di Federica Torzullo, accusato di omicidio e occultamento di cadavere, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio. Gli inquirenti cercavano di ottenere dall’indagato chiarimenti sulla sua presunta responsabilità, sulla dinamica dei fatti tra l’8 e il 9 gennaio e sul movente, oltre all’individuazione dell’arma utilizzata, ancora sconosciuta. Secondo gli inquirenti, Carlomagno era pronto a fuggire non appena aveva compreso che tutti i sospetti convergevano su di lui, ma ha preferito non rispondere alle domande. L’uomo ha trascorso la prima notte in carcere, dopo il fermo avvenuto domenica, e dovrà rispondere delle accuse di «omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva» e di occultamento di cadavere.
Secondo il decreto di fermo, Carlomagno avrebbe tentato di bruciare il cadavere
Le indagini proseguono per ricostruire le ultime ore di vita della 41enne di Anguillara Sabazia e chiarire la dinamica dell’omicidio e lo strumento impiegato per ucciderla. Dai primi riscontri emerge un quadro di delitto di «particolare ferocia»: il procuratore capo ha spiegato che il corpo della donna era «irriconoscibile» quando è stato rinvenuto tra i detriti vicino all’azienda di Carlomagno. Secondo il decreto di fermo, l’indagato avrebbe tentato di bruciare il cadavere. Per questo motivo, i pm hanno disposto l’autopsia e ulteriori accertamenti. Nella giornata del 19 gennaio i carabinieri sono tornati nella villetta della coppia per effettuare verifiche irripetibili sulla scatola nera dell’auto del marito e sui cellulari, accertamenti che però verranno completati nei prossimi giorni.


















