Minneapolis, il video dalla prospettiva dell’agente che ha ucciso Renee Good

Sono state diffuse le immagini riprese col cellulare da Jonathan Ross, l’agente dell’Ice che a Minneapolis ha sparato a Renee Good, uccidendo la donna durante un raid anti-immigrati. Nel video si vede Good dire a Ross (che aveva il passamontagna): «È tutto ok, non ce l’ho con te, puoi mostrare il volto». In sottofondo si sente la voce della compagna, che viene poi ripresa nel tentativo di aprire la portiera, come per andare via. A questo punto arrivano gli altri agenti dell’Ice, che urlano a Good di uscire. La donna al volante prova ad allontanarsi, facendo una piccola marcia indietro, per poi ripartire. Dopo un «oh!» di sorpresa da parte di un agente, ecco i tre spari.

Il video è stato su X dal vicepresidente americano JD Vance. «A molti di voi è stato detto che questo agente delle forze dell’ordine non è stato investito da un’auto e ha assassinato una donna innocente», ha scritto il numero due della Casa Bianca, proseguendo poi: «La realtà è che la sua vita era in pericolo e ha sparato per legittima difesa». il filmato però non mostra affatto che l’agente rischiava di essere investito.

Rama Duwaji tra lusso e militanza: perché la first lady di New York è odiata dai Maga

«Classici comunisti: regole per te, ma non per loro». La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, è solo una delle tante partite all’attacco a testa bassa contro la nuova first lady di New York, Rama Duwaji. Colpevole di quale “reato”? Aver indossato stivali da 630 dollari alla cerimonia di insediamento del marito Zohran Mamdani il giorno di Capodanno.

Rama Duwaji tra lusso e militanza: perché la first lady di New York è odiata dai Maga
L’addetta stampa della Casa Bianca Karoline Leavitt (foto Ansa).

Negli Stati Uniti i quotidiani e l’opinione pubblica, anche a distanza di giorni, continuano a essere divisi sul guardaroba sfoggiato dall’artista 28enne. Per alcuni è stata una lezione di stile, altri si sono accodati all’opinione di Leavitt che nella sua invettiva tramite story di Instagram ha aggiunto: «Vogliono che i newyorkesi versino in tasse più della metà del loro reddito, mentre lei indossa stivali firmati che valgono il tuo stipendio settimanale. Ci sono ragioni per cui il comunismo ha fallito ovunque sia stato sperimentato. Buona fortuna, New York».

Nelle ore precedenti era sembrato che gli stivali di pelle artigianale Shelley del brand Miista avessero addirittura distratto quegli invasati dei Maga (Make America great again) dalle critiche a Mamdani. Né la first lady newyorkese né il gruppo di moda con sede in Spagna e Portogallo hanno voluto rilasciare commenti. L’ha fatto però la stylist di Duwaji, Gabriella Karefa-Johnson, che il New York Post ha definito «controversa anti-Israele».

Rama Duwaji tra lusso e militanza: perché la first lady di New York è odiata dai Maga
Rama Duwaji tra lusso e militanza: perché la first lady di New York è odiata dai Maga
Rama Duwaji tra lusso e militanza: perché la first lady di New York è odiata dai Maga
Rama Duwaji tra lusso e militanza: perché la first lady di New York è odiata dai Maga
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Rama Duwaji tra lusso e militanza: perché la first lady di New York è odiata dai Maga
Rama Duwaji tra lusso e militanza: perché la first lady di New York è odiata dai Maga
Rama Duwaji tra lusso e militanza: perché la first lady di New York è odiata dai Maga

Alcuni capi indossati sono stati concessi in prestito

L’ex redattrice di Vogue ha chiarito che le calzature e gli altri capi indossati sono stati concessi in prestito dai marchi, cosa che regolarmente succede con popstar e attori quando partecipano a eventi mediatici importanti. Una dichiarazione che non ha sedato le polemiche, alimentate dall’analisi dei look che l’illustratrice ha sfoggiato nelle precedenti apparizioni pubbliche. Sempre il New York Post ha segnalato per esempio gli orecchini portati durante il discorso tenuto da Mamdani dopo l’elezione di novembre: «I pendenti sono del raffinato designer di gioielli newyorkese Eddie Borgo. Le sue creazioni superano anche i 46 mila dollari».

Non è comunque la prima volta che Duwaji finisce nel mirino dell’opinione pubblica. A fine anno è uscita la sua intervista su The Cut, la prima dopo la vittoria del marito alle urne. Nella chiacchierata accompagnata da un servizio molto glamour, con abiti in prestito, la giovane ha parlato degli svantaggi di «avere improvvisamente un milione di occhi puntati sul proprio lavoro». Per fortuna, dice lei, «vivo nella negazione. Cerco di non pensare a Instagram come al mio pubblico, ma piuttosto a me e ai miei colleghi artisti». Non l’avesse mai detto.

«Forse potrebbe fare un podcast con Michele Obama»

«Per me è una stronzata. Adora l’attenzione. Sarà la nuova beniamina di Vogue», ha commentato per esempio un livoroso utente su X. «L’improvvisa allergia alla fama di Rama Duwaji? Per favore. Ha passato anni a costruire il marchio attivista-chic di Mamdani… e a posare per Vogue mentre lui sventrava i fondi della polizia di New York. Ora è scioccata che la gente la noti? L’intero regime di Mamdani è narcisismo performativo», gli ha fatto eco un altro. Si sono lette anche cose del tipo: «Non sembra che abbia problemi ad aprirsi» o «forse potrebbe fare un podcast con Michele Obama e insieme potrebbero condividere quanto siano dure le loro vite e quanto sia orribile questo Paese».

La sua arte impegnata e le posizioni anti-Israele

Nonostante il basso profilo mantenuto durante la campagna elettorale del marito, Duwaji già all’epoca aveva subito critiche dopo che i media erano andati a scandagliare la sua arte e i suoi canali social. Illustrazioni e post che rivelerebbero posizioni ferme sulla politica estera americana e di condanna delle azioni di Israele a Gaza. A metà ottobre ha pubblicato in una story su Instagram quattro emoji a forma di cuore spezzato con una foto di Saleh Al-Jafarawi. Ucciso da una milizia israeliana alcune ore prima, l’uomo era descritto dal governo Netanyahu come un attivista pro-Hamas.

Rama Duwaji tra lusso e militanza: perché la first lady di New York è odiata dai Maga
Mamdani e Duwaji nel giorno delle nozze (da X).

Un’illustrazione del 2024 mostra imponenti pile di denaro contante con la scritta «crimini di guerra israeliani». Inserita in un reel, la creazione è stata postata da Mamdani con la didascalia: «Le organizzazioni benefiche di New York inviano oltre 60 milioni di dollari ogni anno per finanziare i crimini di guerra israeliani. È ora di mettere fine a tutto questo».

Nel 2020 ha disegnato due donne e una bambina sotto il fumo di un aereo in lontananza. Il tutto accompagnato dalla didascalia: «I presidenti vanno e vengono, ma l’imperialismo americano non cambia mai. Pensando ai palestinesi che soffrono. Non importa chi è in carica. Ho realizzato questa immagine per un articolo sulla guerra ambientale che Israele sta facendo sugli agricoltori palestinesi e sulle loro colture».

Sono tante le illustrazioni contestate dai repubblicani e dagli attivisti Maga che accusano Duwaji di fare propaganda. Il profilo Instagram dell’artista è un rifiorire di post che hanno lo scopo di sensibilizzare su ciò che è accaduto (e sta accadendo) nella Striscia. Le parole chiave? Genocidio, crisi umanitaria e l’immancabile Global Sumud Flotilla. Il cocktail perfetto per triggerare i trumpiani più svalvolati.

Terremoto di magnitudo 5.1 al largo della Calabria

Un terremoto di magnitudo 5.1 si è verificato alle 5:53 lungo la costa calabrese sud-orientale. L’epicentro, secondo quanto riporta il sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stato individuato nel Mar Ionio a una profondità di 65 chilometri. La scossa è stata avvertita in tutta la Calabria e nelle province della Sicilia orientale, con segnalazioni da Catania, Ragusa e Messina. Ma è stata percepita anche in Puglia, tra Taranto e Bari, e persino a Malta. Nonostante la magnitudo elevata, non si segnalano danni a cose o persone. La circolazione ferroviaria è stata però sospesa in Calabria, possibili ritardi e cancellazioni.

L’annuncio di Trump sul sequestro della petroliera Olina

Gli Stati Uniti hanno agito in accordo con le autorità venezuelane per bloccare una nave cisterna salpata dal Paese sudamericano: lo ha annunciato Donald Trump riferendosi alla petroliera Olina, spiegando che l’imbarcazione «era partita dal Paese senza la nostra autorizzazione». Il presidente ha precisato che la petroliera è stata rimandata indietro e che «sta ora tornando in Venezuela e il petrolio verrà venduto attraverso l’accordo energetico che abbiamo creato appositamente per questo tipo di transazioni». Nel corso di un incontro alla Casa Bianca con i vertici delle principali compagnie petrolifere internazionali, Trump ha inoltre chiarito che saranno gli Stati Uniti a stabilire «quali compagnie potranno lavorare in Venezuela» e, rivolgendosi agli amministratori delegati presenti, tra cui quello di Eni, ha assicurato che «Ora in Venezuela avete la sicurezza totale».

La replica dell’Anm a Meloni: «Delegittimazione pericolosa»

La frattura tra Giorgia Meloni e magistratura si acuisce con la replica dell’Associazione Nazionale Magistrati alle parole della premier espresse in conferenza stampa. L’Anm contesta una «delegittimazione pericolosa per la stessa tenuta dello stato di diritto» e ribadisce che «i magistrati italiani svolgono il compito previsto dalla Costituzione, quello di applicare la legge e tutelare i diritti. Lo hanno fatto costantemente in maniera equilibrata nonostante i pesanti attacchi ricevuti da più parti. La costante delegittimazione dei magistrati, del loro lavoro e delle decisioni prese solo ed esclusivamente in base alla legge è pericolosa». L’associazione invita il governo a chiarire sui tagli in bilancio, i precari, l’informatica e l’edilizia giudiziaria: «Per far funzionare in maniera più efficace la macchina della giustizia sarebbe auspicabile che il governo desse risposte sui tagli in legge di Bilancio, sui precari e sui problemi dell’informatica e dell’edilizia giudiziaria. Chiediamo da tempo risposte su questi temi per garantire un miglior servizio agli italiani».

LEGGI ANCHE: Meloni in conferenza, lo sgambetto di Sorrentino, l’armocromista: le pillole di L43

Le accuse di Meloni: dall’imam di Torino al caso Almasri

Nel contesto della campagna referendaria per la riforma della giustizia del 22-23 marzo, Meloni ha criticato i magistrati per alcuni casi recenti, come quello dell’imam di Torino, dove «la polizia dimostra la sua pericolosità, il ministro ne dispone l’espulsione e l’espulsione viene bloccata», auspicando unità con forze dell’ordine e Parlamento: «occorre lavorare tutti nella stessa direzione, governo, forze di polizia e magistratura». Ricorda precedenti come il «danno alla nazione» dell’inchiesta su Almasri da parte di «un pezzetto di magistratura» che voleva «governare», e i blocchi ai trasferimenti in Albania. Sul referendum e la separazione delle carriere, accusa l’Anm di auto-delegittimarsi con la campagna nelle stazioni: «Se chi ha nel suo dna la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna, questo delegittima»; un no non implicherà sue dimissioni. Il Comitato Giusto Dire no risponde: «Rifiutiamo la campagna di delegittimazione che è in corso nei nostri confronti: ciò che è stato scritto sui nostri manifesti è frutto di ciò che stato affermato dal ministro della Giustizia».

La conferma di Rodriguez: «Delegazione Usa arrivata a Caracas»

Il governo venezuelano guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez ha annunciato l’arrivo a Caracas di un team del Dipartimento di Stato statunitense incaricato di «realizzare valutazioni tecniche e logistiche inerenti le funzioni diplomatiche». Lo si apprende da un comunicato ufficiale che preannuncia la partenza di diplomatici venezuelani verso gli Stati Uniti per condurre analoghe verifiche. Caracas, che si definisce «vittima di un’aggressione», ha sottolineato di voler gestire la questione percorrendo «la via diplomatica» e ha rivelato l’avvio di colloqui «esplorativi» volti a ricucire i legami interrotti nel 2019 durante la presidenza di Nicolás Maduro, inclusa la possibile riattivazione dell’ambasciata americana.

Iran, secondo le Ong sono «oltre 50 i morti nelle manifestazioni»

Un’organizzazione per i diritti umani ha reso noto che più di 50 dimostranti sono morti nelle quasi due settimane di agitazioni in Iran, innescate dall’indignazione per il rincaro dei prezzi. «Almeno 51 manifestanti, tra cui nove minori di 18 anni, sono stati uccisi e centinaia di altri sono rimasti feriti nei primi 13 giorni del nuovo ciclo di proteste nazionali in Iran», ha affermato l’Ong norvegese Iran Human Rights, aggiornando il precedente conteggio di 45 vittime reso pubblico l’8 gennaio.

L’appello Onu: «Indagare sulle morti durante le manifestazioni»

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, ha sollecitato un’inchiesta «rapida» e «indipendente» sulle uccisioni verificatesi durante le manifestazioni che hanno attraversato l’Iran per giorni. «I responsabili delle violazioni si adeguino in conformità con le norme e gli standard internazionali», ha dichiarato Türk, segnalando inoltre allarme per l’interruzione della rete internet nel territorio. «Tali azioni compromettono la libertà di espressione e l’accesso alle informazioni, e incidono sul lavoro di coloro che documentano le violazioni dei diritti umani, nonché sull’accesso ai servizi essenziali e di emergenza», ha sottolineato.

La denuncia di Kyiv: «La Russia ha attaccato due navi cargo nel Mar Nero»

Le autorità ucraine hanno reso noto che unità russe hanno attaccato due mercantili al largo della costa meridionale nel Mar Nero, causando la morte di un marittimo siriano imbarcato su una delle unità colpite. Una delle navi era diretta a caricare cereali nel terminal di Chornomorsk, mentre l’altra ha subito l’aggressione in prossimità di Odessa durante il trasferimento di soia, come dettagliato dal ministro della Restaurazione Oleksiy Kuleba via Telegram. «Purtroppo, l’attacco ha provocato la morte di un membro dell’equipaggio, un cittadino siriano», ha precisato.

Reazioni occidentali e Mosca sulle parole di Meloni

Il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno denunciato gli assalti russi, inclusi i lanci con il missile balistico Oreshnik a medio raggio in Ucraina occidentale, definendoli «un’escalation inaccettabile», hanno dichiarato al termine del loro colloquio telefonico successivo alla conferenza della coalizione dei volenterosi del 6 gennaio a Parigi. Intanto l’inviato di Putin, Kirill Dmitriev, ha approvato le dichiarazioni della premier italiana Giorgia Meloni, che nella conferenza stampa del 9 gennaio ha auspicato: «È ora che la Ue parli con la Russia» e si è detta «favorevole» a nominare un inviato speciale Ue sull’Ucraina. Su X, Dmitriev ha commentato: «Un dialogo rispettoso è sempre una buona cosa».

La Grazia di Sorrentino entra nella longlist dei Bafta 2026

La Grazia di Paolo Sorrentino è ufficialmente nella longlist dei Bafta, gli Oscar del cinema britannico, per la categoria del miglior film straniero. L’annuncio del superamento del primo scoglio verso il riconoscimento è arrivato dopo che il lungometraggio è stato giudicato ammissibile, per requisiti di programmazione delle sale, per competere anche ai premi Oscar. Ai Bafta, La Grazia se la vedrà con Un semplice incidente di Jafar Panahi, Palma d’oro a Cannes, e La voce di Hind Rajab, acclamato alla Mostra del Cinema di Venezia. In lizza per il premio anche Sentimental Value di Joachim Trier, La mia famiglia a Taipei di Shih-Ching Tsou, No Other Choice – Non c’è altra scelta di Park Chan-wook, Nouvelle Vague di Richard Linklater, L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, Rental Family – Nelle vite degli altri di Mitsuyo Miyazaki e Sirāt di Oliver Laxe.

Bafta, le longlist certificano il successo di Una battaglia dopo l’altra

Le longlist dei Bafta 2026 hanno certificato ancora una volta l’enorme successo di Una battaglia dopo l’altra del regista Paul Thomas Anderson, in testa dopo il primo turno di votazioni con 16 candidature su 25 categorie, un record da quando il sistema delle longlist è stato introdotto nel 2021. Come da pronostico, oltre che per miglior film, regia e sceneggiatura non originale, il lungometraggio domina anche tra gli interpreti con le performance di Leonardo DiCaprio, Chase Infiniti, Teyana Taylor, Benicio Del Toro e Sean Penn. Seguono a due lunghezze Sinners – I peccatori di Ryan Coogler e Hamnet di Chloe Zhao che hanno ottenuto 14 candidature nelle longlist. Subito dietro Marty Supreme di Josh Safdie con Timothée Chalamet (13), poi Bugonia di Yorgos Lanthimos e Frankenstein di Guillermo del Toro (12). Le nomination verranno annunciate il 27 gennaio, la cerimonia si terrà il 22 febbraio alla Royal Festival Hall di Londra.

Doppia nomina in Haiki+

Doppia nomina in Haiki+, holding attiva nel business dell’economia circolare quotata sul mercato Euronext Growth Milan: Carlo Emanuele Pepe ha assunto il ruolo di direttore delle Relazioni Istituzionali del gruppo, mentre Fabio Patti l’incarico di direttore generale di Haiki Metals, nuova business unit dedicata alla produzione di piombo e leghe di piombo da batterie esauste.

Doppia nomina in Haiki+
Fabio Patti (LinkedIn).

Chi è Fabio Patti

Patti, 49 anni, è entrato in Haiki+ ad agosto 2025 come industrial development manager. Nel corso della carriera ha maturato varie esperienze nei settori dell’energia solare, delle batterie e dei sistemi di accumulo. È stato ceo di Yingli Green Energy Italia e di Power4Future, società del Gruppo Fincantieri, così come global sales director in Tawaki e Faist Electronics.

Doppia nomina in Haiki+
Carlo Emanuele Pepe (LinkedIn).

Chi è Carlo Emanuele Pepe

Pepe, 61 anni, ha alle spalle un’esperienza pluridecennale ai vertici di istituzioni pubbliche e realtà industriali operanti nei settori ambientale ed energetico. Per quasi 14 anni ha guidato Arpav Veneto e Arpav Liguria. Ha inoltre ricoperto il ruolo di vicepresidente del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) e di Direttore Strategie e Sviluppo di Dto.

I Mondiali di calcio su TikTok: c’è l’accordo con la Fifa

Svolta nella copertura digitale dei Mondiali di calcio. Per l’edizione 2026, che scatterà l’11 giugno in Messico, Canada e Usa, la Fifa ha stretto un accordo strategico con TikTok, che diventa la Preferred Platform dell’evento con l’intento di aumentarne l’accessibilità. Riconoscendo al social di ByteDance un ruolo centrale e di primo piano nella produzione e nella distribuzione di contenuti legati al torneo più importante per nazioni. Una mossa già vista con il Campionato mondiale femminile che nel 2023 ha generato decine di miliardi di interazioni. «Con la crescita e l’evoluzione del calcio, che unisce un numero sempre maggiore di persone, dovrebbe evolversi anche il modo in cui viene condiviso e promosso», ha spiegato Mattias Grafström, segretario generale della FIFA, che ha presentato una «collaborazione innovativa e creativa che collegherà un numero sempre maggiore di tifosi in tutto il mondo in modi senza precedenti».

I Mondiali di calcio su TikTok: c’è l’accordo con la Fifa
La Coppa del mondo di calcio Fifa (Ansa).

Accordo Fifa-TikTok per i Mondiali di calcio: i dettagli della partnership

L’accordo tra la Fifa e TikTok, come si legge in un comunicato ufficiale della federazione calcistica, mira a migliorare «l’accesso, le opportunità e la promozione di contenuti originali per i fan» al fine di aumentare l’interazione e l’engagement della community internazionale. La partnership durerà anche dopo la conclusione dei Mondiali, estendendosi fino al termine del 2026. L’aspetto forse più degno di nota è il fatto che i media partner della Coppa del mondo di calcio maschile potranno non solo pubblicare contenuti personalizzati sulla piattaforma di TikTok, ma in alcuni casi trasmettere «in diretta streaming parti di partite». La Fifa non ha rilasciato ulteriori dettagli, pertanto non è chiaro a quanto ammonterà effettivamente la sezione di un match, se ristretta a pochi minuti oppure magari a un tempo oppure ancora se riguarderà il fischio d’inizio o i minuti di recupero.

Le emittenti potranno inoltre monetizzare la propria copertura dei Mondiali 2026 con le soluzioni pubblicitarie premium di TikTok. Altro aspetto fondamentale della partnership del social con la Fifa è l’adozione di «politiche antipirateria in supporto e a tutela della proprietà intellettuale della Fifa» stessa. Il social si impegnerà infatti a proteggere i contenuti della Coppa del mondo affinché nessuno possa caricare nemmeno un minuto di partita in maniera illegale. L’accordo include inoltre un solido programma per i creator: un gruppo selezionato, di cui non ci sono tuttavia dettagli, potrà accedere a contenuti dietro le quinte e persino conferenze stampa dei ct e allenamenti delle squadre, mentre un gruppo più ampio potrà «utilizzare e co-creare filmati d’archivio della Fifa».

Accordo con la Fifa per la Coppa del Mondo: il commento di TikTok

«Il calcio ha registrato una crescita esponenziale a livello globale su TikTok negli ultimi anni e, in qualità di piattaforma preferita della Fifa, non vediamo l’ora che i fan possano vivere i Mondiali oltre i 90 minuti, con contenuti esclusivi e un accesso senza precedenti», ha spiegato in una nota stampa James Stafford, Global Head of Content di TikTok. «Il GamePlan trasforma il tifo in risultati aziendali misurabili per i nostri partner sportivi. I tifosi hanno il 42 per cento di probabilità in più di sintonizzarsi sulle partite in diretta dopo aver guardato contenuti sportivi su TikTok». L’intento della Fifa è chiaro: raggiungere la Gen Z, da sempre più incline a contenuti brevi e immediati.

James Dempsey nuovo ceo di Frontier Group

Frontier Group Holdings, Inc. ha nominato James Dempsey come nuovo ceo. La società controlla la compagnia aerea low cost Frontier Airlines, che opera negli Stati Uniti e in parte dell’America Centrale. Il cda ha scelto Dempsey per sostituire Barry Biffle, l’ex ceo che ha annunciato il proprio addio nel dicembre scorso. Il nuovo amministratore delegato già dal 2023 era ceo ad interim e presidente della holding. Il suo ingresso all’interno della società risale al 2014, quando è stato nominato Chief Financial Officer. In precedenza aveva ricoperto ruoli dirigenziali in Ryanair Holgings e in PricewaterhouseCoopers. Frontier Airlines oggi vanta 136 velivoli e collega oltre 90 aeroporti in tutto in Nord America.

Germania, palazzina esplode per una fuga di gas: sterminata una famiglia italiana

Un intero nucleo familiare italiano è morto a Albstadt, in Germania, a seguito del crollo di una palazzina a causa di un’esplosione, che sarebbe stata provocata da una fuga di gas. Le vittime sono Francesco Liparoto, 33 anni, la moglie Nancy Giarraca, 30 anni, e il loro bambino di sei anni, Bryan. La coppia era originaria di Castellammare del Golfo (Trapani). Liparoto viveva in Germania da circa 10 anni e lavorava in una ditta del settore del vetro.

WhatsApp abilita le chat di terzi: come messaggiare con utenti di altre piattaforme

Novità in arrivo per gli utenti europei di WhatsApp. Il servizio di messaggistica di Meta sta adottando una nuova funzione che permetterà ai possessori dell’app di avviare una conversazione anche con contatti che utilizzano altre piattaforme senza essere costretti a scaricarle a propria volta e viceversa, come per esempio Telegram o iMessage. L’interoperabilità non rappresenta un’iniziativa di Menlo Park e di Mark Zuckerberg, ma nasce piuttosto dalla necessità di adeguarsi alle richieste dell’Unione europea e al suo Digital Markets Act pensata per impedire che grandi piattaforme, dette gatekeeper, rendano complicata la concorrenza. Tutte le aziende devono infatti permettere invio e ricezione dei messaggi anche verso e da app esterne: starà all’utente decidere se attivare o meno la funzione.

WhatsApp, come attivare la nuova funziona di interoperabilità

WhatsApp abilita le chat di terzi: come messaggiare con utenti di altre piattaforme
L’app di WhatsApp su uno smartphone (Ansa).

Una volta integrata completamente sul mercato europeo, con la nuova funziona di interoperabilità gli utenti di WhatsApp potranno avviare una conversazione con tutti coloro che usano, per esempio, Telegram o iMessage. Per il momento, tuttavia, il servizio è consentito soltanto con BirdyChat, app semisconosciuta sviluppata da un’azienda lettone con poco più di 5 mila download su Google Play. Intanto, per tutti coloro che hanno aggiornato il servizio di Meta, la novità è esplorabile con pochi tap sullo schermo nella sezione Impostazioni. Basterà infatti seguire il percorso Account, Chat di terzi e Attiva. A questo punto sarà sufficiente fare tap su Continua e selezionare da e verso quali altre app esterne si desidera inviare e ricevere messaggi (per ora, appunto, solo BirdyChat).

WhatsApp abilita le chat di terzi: come messaggiare con utenti di altre piattaforme
L’icona di WhatsApp (Ansa).

A questo punto, gli utenti di WhatsApp potranno scegliere tra una visualizzazione combinata oppure separata delle chat. Nel primo caso, come spiegato sul blog di Meta, «WhatsApp e le chat di terzi saranno combinate nella stessa casella di posta», mentre nel secondo «le chat di terzi saranno in una cartella separata all’interno della posta principale». Infine, basterà un ultimo tocco su Attiva per rendere definitivamente operativo il collegamento. L’utente conserverà tuttavia il controllo totale, tanto che potrà decidere in qualsiasi momento di tornare sui propri passi e disattivare la funzione. Bisogna infine ricordare come l’interoperabilità sarà attiva solo per le opzioni condivise con le altre applicazioni, in quanto le funzioni tipiche di WhatsApp come gli stati resteranno in esclusiva.

Funzione di interoperabilità dell’app: occhio al nodo della privacy

Pur venendo incontro alle richieste dell’Unione europea, la funzione di interoperabilità di WhatsApp solleva alcuni dubbi per quanto riguarda la privacy dell’utente. Se dal proprio lato il servizio di Meta rassicura gli utenti sulla gestione dei dati personali, dall’altro avvisa che le app terze «hanno le loro normativa e potrebbero gestire i dati in modo differente». Per quanto riguarda BirdyChat, finora la sola applicazione supportata, non ci sono problemi in quanto protegge le chat con la crittografia end-to-end come WhatsApp. Non a caso, Meta invita anche a tenere presente che «le truffe e lo spam potrebbero essere più comuni quando si inviano messaggi con app di terzi».

Confermato l’ergastolo per l’ex medico della Virtus Giampaolo Amato

La Corte d’assise di appello di Bologna ha ratificato la condanna all’ergastolo nei confronti di Giampaolo Amato, un tempo medico della Virtus, ritenuto responsabile degli omicidi della moglie Isabella Linsalata, ginecologa di 62 anni spirata tra il 30 e il 31 ottobre 2021, e della suocera Giulia Tateo, 87 anni, mancata 22 giorni prima. I magistrati hanno avallato il verdetto emesso in primo grado, sposando l’istanza avanzata dalla procura generale, secondo cui le due vittime sarebbero perite a causa di un cocktail di medicinali somministrati con intento letale.

Le parole di Amato prima della sentenza

Prima che i giudici si pronunciassero, Amato, recluso da aprile 2023, ha proclamato la propria innocenza: «Sono solo un uomo che ha visto la sua vita travolta dal sospetto di un duplice delitto. Le morti di Isabella e di sua mamma sono spiegabili, ed è stato fatto in maniera logica dai miei difensori. È stata solo una tragedia. Quello che voglio farvi comprendere è che io non ne porto la responsabilità. Sono innocente e non smetterò mai di gridarlo. Per me, per i miei figli e per la verità, senza la quale non c’è giustizia». «Non ho commesso quello che mi viene addebitato», ha ribadito Amato, «non ho ucciso mia moglie e mia suocera, non ho mai commesso un gesto di violenza verso altre persone. Sono un medico, ho dedicato tutta la mia vita alle cure».

Gianni Alemanno resta in carcere: ricorso «inammissibile»

Gianni Alemanno resterà in carcere. La Corte di Cassazione ha respinto, dichiarandolo inammissibile, il ricorso presentato dai legali dell’ex sindaco di Roma, condannato a 22 mesi nell’ambito dell’inchiesta Mondo di Mezzo. Alemanno è stato condannato per traffico di influenze e attualmente sta scontando la sua pena nel carcere di Rebibbia, dopo la revoca dei servizi sociali. La difesa, rappresentata dall’avvocato Cesare Placanica, ha espresso il proprio rammarico e la sua «delusione» per la decisione della Cassazione. Alemanno è in carcere dal 31 dicembre 2024, dopo la revoca dei servizi sociali. L’ex sindaco di Roma avrebbe presentato al tempo falsa documentazione per evitare le attività che avrebbe dovuto svolgere in una struttura che si occupa di vittime di violenza e famiglie in difficoltà.

Groenlandia, quanto potrebbe costare l’acquisizione da parte degli Usa

Donald Trump è tornato a minacciare la Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca di cui gli Stati Uniti «hanno assolutamente bisogno» per motivi di «sicurezza nazionale». In realtà, al netto della minaccia rappresentata dalla presenza russa e cinese nell’Artico, dietro c’è altro: l’isola più grande al mondo fa gola a Washington anche dal punto di vista commerciale (vista la posizione strategica) ed estrattivo (dato il ricco sottosuolo). Trump, ha spiegato la Casa Bianca senza escludere l’ipotesi dell’uso della forza, «sta attivamente discutendo l’acquisto della Groenlandia». Ecco quanto potrebbe costare l’acquisto da parte degli Usa.

Gli Stati Uniti hanno già tentato di acquistare la Groenlandia

Groenlandia, quanto potrebbe costare l’acquisizione da parte degli Usa
Donald Trump (Ansa).

Gli Stati Uniti hanno già valutato tre volte la possibilità di comprare la Groenlandia e in due casi hanno fatto anche un’offerta. Nel 1868, l’anno successivo all’acquisto dell’Alaska dall’Impero russo, il segretario di Stato William Seward valutò di rilevare l’isola e l’Islanda (all’epoca parte del Regno di Danimarca) per 5,5 milioni di dollari. Ma non avanzò mai una proposta formale. Lo fece invece nel 1946 il presidente Harry Truman, che oer la Groenlandia offrì 100 milioni di dollari in oro alla Danimarca, ricevendo un secco “no” da Copenaghen – che nel 2017 aveva ceduto agli Usa le Antille danesi (diventate Isole Vergini Americane) per 25 milioni: usando la sola inflazione, quella somma oggi equivarrebbe a 1,66 miliardi. Nel 1953 ci provò di nuovo il presidente Dwight Eisenhower a chiedere alla corona danese la cessione, che però rifiutò ancora.

Il possibile prezzo dell’isola, considerando inflazione e crescita del Pil Usa

Groenlandia, quanto potrebbe costare l’acquisizione da parte degli Usa
Navi nell’Artico groenlandese (Ansa).

Il think tank American Action Forum, attualizzando il valore in rapporto alla crescita del Pil Usa tra il 1946 e il 2025, ha stabilito però che il prezzo giusto sarebbe di circa 12,9 miliardi di dollari. Il Washington Post, parlando della questione nel 2019, scriveva invece di 42,6 miliardi di dollari. Il valore della Groenlandia, però, sarebbe determinato anche dalla presenza di risorse minerarie e dalle terre rare, di cui l’isola è ricca: secondo un’analisi del Financial Times, potrebbe arrivare fino a 1.100 miliardi di dollari. Per l’American Action Forum il valore complessivo della Groenlandia, considerando anche il controllo strategico dell’Artico, potrebbe addirittura raggiungere i 2.760 miliardi di dollari: una cifra esorbitante, pari al 9 per cento del Pil americano.

Trump sarebbe pronto a offrire fino a 100 mila dollari a ogni groenlandese

Secondo quanto riportato da Reuters, Trump avrebbe già fissato il prezzo per accaparrarsi quantomeno il favore dei groenlandesi. Il presidente Usa sarebbe pronto a sborsare fino a 100 mila dollari a ciascuno degli abitanti dell’isola, per convincerli a lasciare la Danimarca e sposare la causa statunitense. Visti i circa 56 mila abitanti, calcolatrice alla mano The Donald ha messo in conto di sborsare fino a 5,6 miliardi di dollari.

Nasa, problema medico sulla ISS: equipaggio rientra in anticipo

La Nasa programma il rientro anticipato per quattro astronauti attualmente a bordo della Stazione spaziale internazionale per via di un problema medico che ha colpito improvvisamente uno di loro. Lo ha comunicato il capo dell’agenzia Usa Jared Isaacman in una conferenza stampa del 9 gennaio, senza tuttavia fornire dettagli sulla natura dell’emergenza e limitandosi a precisare che il membro dell’equipaggio in questione è in «condizioni stabili». Per tranquillizzare gli animi, la Nasa ha aggiunto che la situazione attuale non costituisce un’emergenza, ma che «un rischio persistente» ha spinto a prendere una decisione storica. È la prima volta in 25 anni della ISS che una missione viene fermata in anticipo per un problema simile.

Nasa, rientro anticipato per la Crew-11: chi sono gli astronauti e cosa sappiamo

Gli astronauti interessati dal rientro anticipato dalla Stazione spaziale internazionale erano partiti il primo agosto 2025 a bordo di una capsula Crew Dragon di SpaceX e sarebbero dovuti rimanere in orbita fino al prossimo 20 febbraio. Si tratta, nello specifico, di Zena Cardman e Michael Finke della Nasa, di Kimiya Yui dell’agenzia giapponese Jaxa e di Oleg Platonov della russa Roscosmos. L’allarme è scattato mercoledì 7 gennaio, quando i due esperti dell’agenzia americana avrebbero dovuto fare un’attività extraveicolare per effettuare alcune manovre di manutenzione intorno alla ISS. Tuttavia, Yui si è messo in contatto con i responsabili della missione, chiedendo un consulto medico privato per un membro dell’equipaggio e portando all’annullamento della passeggiata spaziale. Immediato lo stop dei canali audio e video pubblici, così da tutelare la privacy degli astronauti.

Nasa, problema medico sulla ISS: equipaggio rientra in anticipo
La stazione spaziale internazionale (Ansa).

Dopo il consulto, il responsabile medico della Nasa JD Polk ha parlato di un «rischio persistente» per l’astronauta in questione, tale da spingere – pur in assenza di un’urgenza propriamente detta – verso un rientro anticipato. Le possibilità di diagnosi a distanza sono infatti troppo limitate e inoltre, se si dovesse verificare un ulteriore imprevisto, non ci sarebbero capsule a sufficienza per riportare a Terra tutti gli occupanti della ISS. Al momento non è ancora stata annunciata una data precisa per il rientro, ma sono già in corso i preparativi per il rientro, che avverrà tramite una Crew Dragon con il tradizionale ammaraggio nell’Oceano Pacifico al largo della California. A bordo della stazione invece resteranno Christopher Williams della Nasa e i cosmonauti Sergey Kud-Sverchkov e Sergey Mikaev, che dovrebbero rimanere fino all’estate.

Ex medico degli astronauti: «Nessun pericolo di vita per il membro dell’equipaggio ISS»

«Non sappiamo il nome dell’astronauta né il problema di salute, ma è certo che non si tratta di una situazione di pericolo di vita imminente. In quel caso, infatti, il rientro sarebbe stato immediato e non programmato», ha spiegato ad Adnkronos Filippo Ongaro, ex medico degli astronauti. «Nel caso attuale il medico in collegamento con il centro di controllo di Houston deve aver riscontrato alcune alterazioni dei parametri vitali, elementi che lo hanno portato a raccomandare il rientro anticipato. Non è detto che il problema sia una conseguenza diretta del volo spaziale. Potrebbe trattarsi, per esempio, di aritmia cardiaca, ma non necessariamente legata alla permanenza nello spazio». Nasa e SpaceX intanto proveranno ad anticipare il lancio della Crew-12, così da non dover rallentare troppo la ricerca. Si precisa tuttavia che non ci saranno ripercussioni su Artemis II, che dovrebbe partire il 6 febbraio.

Nasa, problema medico sulla ISS: equipaggio rientra in anticipo
Il lancio della missione Crew-11 (Ansa).

Assunzioni gennaio 2026: il mercato del lavoro apre l’anno con 527 mila contratti

Nel mese di gennaio 2026 le imprese italiane hanno programmato assunzioni per 527 mila lavoratori, un dato che conferma la tenuta della domanda occupazionale nel sistema produttivo nazionale. Le immissioni di inizio anno riflettono una strategia di investimento sul capitale umano concentrata soprattutto nei servizi e nell’industria, con una particolare attenzione alla ricerca di competenze specializzate e di profili tecnici. È questo il quadro che emerge dal Sistema Informativo Excelsior, il progetto promosso da Unioncamere in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con l’Unione Europea. Gli esperti del settore osservano come la pianificazione trimestrale – che prevede complessivamente 1 milione 300 mila inserimenti tra gennaio e marzo 2026 – sia influenzata dalla necessità di gestire la transizione digitale ed ecologica, nonostante persistano difficoltà nel reperimento di personale qualificato in segmenti cruciali per l’economia del Paese.

Assunzioni gennaio 2026: quali sono i profili ricercati?

Assunzioni gennaio 2026: il mercato del lavoro apre l’anno con 527 mila contratti
Colloquio di lavoro (Imagoeconomica).

L’analisi dei dati sulle assunzioni di gennaio 2026 evidenzia una concentrazione della domanda nel comparto dei servizi, che ha previsto 352 mila ingressi, mentre l’industria ha pianificato 175 mila contratti. Si rileva, inoltre, una priorità per le figure legate al turismo e alla ristorazione, seguite dal commercio. I settori che si confermano tra i più attivi sono i seguenti:

  • servizi alle persone, 70 mila contratti;
  • commercio, 68 mila ingressi;
  • costruzioni, 51 mila unità;
  • servizi operativi di supporto a imprese e persone, 46 mila assunzioni.

Le imprese hanno espresso una forte necessità di operai specializzati e conduttori di impianti, categorie che rappresentano una quota rilevante della domanda industriale, specialmente nel settore metallurgico e meccatronico.

Difficoltà di reperimento e competenze

Il mercato del lavoro mostra una criticità strutturale: il 49 per cento delle entrate programmate risulta difficile da reperire. Il fenomeno è da attribuire sia alla mancanza di candidati sia alla preparazione inadeguata degli stessi rispetto alle esigenze aziendali. Innanzitutto, le imprese cercano figure con elevate competenze digitali e attitudine al green. Per quanto riguarda i titoli di studio, la ripartizione ha previsto:

  • laureati, 78 mila ingressi;
  • diplomati, 153 mila unità;
  • qualificati professionali, 104 mila contratti.

Inoltre, la quota di contratti a tempo indeterminato degli annunci di lavoro di gennaio 2026 è del 19 per cento, mentre il tempo determinato rappresenta il 53 per cento delle attivazioni previste.

Mercato del lavoro, dove ci sono più offerte?

Assunzioni gennaio 2026: il mercato del lavoro apre l’anno con 527 mila contratti
Industria manifatturiera (Imaegonomica).

Le opportunità occupazionali sono distribuite in modo disomogeneo sul territorio nazionale, con una prevalenza del Nord Ovest e del Nord Est. Tuttavia, pure il Centro e il Sud mantengono volumi significativi, trainati dalla filiera turistica e dai servizi pubblici. In termini di dimensioni aziendali, le piccole e medie imprese continuano a sostenere la maggior parte del flusso occupazionale. La domanda di lavoratori immigrati è rilevante, a copertura del 20 per cento delle assunzioni totali di questo mese, con punte elevate nei settori della logistica e delle costruzioni. Le imprese indicano, infine, che l’esperienza pregressa nel settore è considerata un requisito fondamentale per circa 350 mila inserimenti, a conferma della preferenza per i profili già operativi.

Multe stradali, quali sono i vantaggi a pagarle con la Rottamazione 2026?

L’adesione alla Rottamazione quinquies del 2026 necessita di una distinzione precisa circa la natura dei debiti, specialmente per quanto concerne le multe stradali e le sanzioni amministrative derivanti dal mancato rispetto del Codice della strada. Per questi carichi, la legge di Bilancio 2026 prevede un regime speciale rispetto ai tributi erariali. Il beneficio, infatti, non riguarda la sanzione pecuniaria principale, che deve essere pagata per intero, ma si limita all’abbattimento degli interessi e delle somme maturate a titolo di aggio. Si tratta di una misura volta a decongestionare i carichi affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Inoltre, la presentazione della domanda, che deve avvenire entro il 30 aprile 2026, consente di bloccare l’aumento del debito legato ai ritardi nei pagamenti. Non pagare la sanzione entro la data di scadenza comporta, spesso, il raddoppio dell’importo originario a causa delle maggiorazioni semestrali del 10 per cento.

Multe stradali, requisiti e carichi ammessi alla Rottamazione 2026

Multe stradali, quali sono i vantaggi a pagarle con la Rottamazione 2026?
I nuovi locali dell’Agenzia delle Entrate di via Finocchiaro Aprile durante l’inaugurazione. Genova (Ansafoto).

Il perimetro di definizione della Rottamazione quinquies 2026 per quanto concerne le violazioni stradali è circoscritto alle sanzioni irrogate dalle amministrazioni dello Stato, come quelle di Polizia di Stato e carabinieri. Per le multe dei Comuni, invece, è necessaria una delibera specifica dell’ente locale. I requisiti principali includono:

  • l’affidamento del carico all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2023;
  • il pagamento integrale della quota capitale (ovvero della sanzione originaria);
  • il versamento delle spese per le procedure esecutive e di notifica;
  • l’esclusione dal beneficio per chi ha già pagato tutte le rate delle precedenti rottamazioni.

Procedure e sospensione dei fermi

Insieme all’invio della dichiarazione telematica, il debitore ottiene una protezione immediata contro le azioni di recupero. Analogamente alle precedenti versioni del saldo e stralcio, la presentazione dell’istanza, infatti, inibisce l’iscrizione di nuovi fermi amministrativi sulle autovetture. Tuttavia, i fermi già iscritti prima della domanda restano attivi fino al pagamento della prima o unica rata, fissata per il 31 luglio 2026. L’estinzione definitiva del debito e la revoca delle procedure avvengono solo con il perfezionamento del versamento. È opportuno ricordare che le somme eventualmente già pagate a titolo di sanzioni e interessi prima dell’adesione restano definitivamente acquisite dall’ente creditore e non sono rimborsabili.