Euphoria 3, online il primo trailer: ecco la data di uscita della serie

Dopo quattro anni di assenza, torna Euphoria. HBO ha infatti rilasciato l’attesissimo primo trailer della terza stagione della serie cult creata da Sam Levinson e confermato la data di uscita online. Gli otto episodi, che in Italia usciranno in contemporanea assoluta con gli Stati Uniti, saranno disponibili a partire dal 13 aprile su Sky e in streaming su Now Tv e sulla nuova piattaforma HBO Max, che ha debuttato nel nostro Paese il 13 gennaio. Girata in 65 millimetri, prima produzione per il piccolo schermo a usare tale formato, riporterà sulla scena l’intero cast stellare: torneranno infatti Zendaya, Jacob Elordi, Hunter Schafer e Sydney Sweeney. Grande attesa per Sharon Stone e per il debutto di Rosalía, la star catalana del pop.

Euphoria 3, le anticipazioni della trama e il cast della terza stagione

Per quanto riguarda la trama, si svolgerà cinque anni dopo la fine degli eventi della seconda stagione, mostrando i protagonisti ormai cresciuti e divenuti giovani adulti. Rue (Zendaya) è una tossicodipendente al confine con il Messico e si trova a fare i conti con i debiti che ha contratto con la spacciatrice Laurie (Martha Kelly), mentre Cassie (Sweeney), pur avendo sposato Nate (Elordi) con cui vive in una località di periferia, continua a realizzare contenuti erotici online. Jules (Schafer) ha iniziato a frequentare invece una scuola d’arte, mentre Maddie (Alexa Demi) lavora presso un’agenzia di talenti di Hollywood. Infine Lexi (Maude Apatow) è divenuta assistente di una showrunner dello spettacolo, interpretata dalla new entry Sharon Stone. «Non so se la vita fosse esattamente come desideravo», afferma Rue nel trailer. «In qualche modo, per la prima volta, stavo iniziando ad avere fede».

Esenzione canone tv 2026: chi può presentare domanda entro il 31 gennaio

Anche per l’anno 2026, l’esenzione dal pagamento del canone tv rappresenta un’agevolazione fondamentale per diverse categorie di contribuenti, tra le quali le persone anziane, che possono alleggerire il carico fiscale attraverso la presentazione di una specifica domanda. È opportuno ricordare che l’imposta viene addebitata in maniera automatica nelle bollette dell’energia elettrica. Tuttavia, la normativa vigente permette di ottenere un esonero totale o parziale qualora sussistano determinati requisiti anagrafici o tecnici. In particolare, l’esonero spetta a chi non detenga apparecchi televisivi o a chi abbia superato i 75 anni con redditi contenuti. La scadenza per presentare la domanda di esenzione è fissata al 31 gennaio 2026.

A chi spetta l’esenzione dal pagare il canone tv 2026

Esenzione canone tv 2026: chi può presentare domanda entro il 31 gennaio
Caro bollette utenza elettrica con canone tv (Imagoeconomica).

Il diritto a beneficiare dell’esonero dal pagamento del canone tv 2026 spetta principalmente a due categorie di soggetti intestatari di un’utenza elettrica. In primo luogo, possono presentare domanda i cittadini che compiano l’età di 75 anni entro il 31 gennaio 2026, a condizione che la somma dei redditi del richiedente e del coniuge non superi la soglia di 8 mila euro annui. Inoltre, nel nucleo familiare non devono essere presenti conviventi con reddito proprio, fatta eccezione per collaboratori domestici, colf e badanti. In secondo luogo, l’esenzione è prevista per i titolari di un’utenza elettrica residenziale che non detengano alcun apparecchio televisivo in nessuna delle abitazioni dove è attivata l’utenza. Altre categorie incluse nel beneficio sono:

  • i diplomatici stranieri;
  • i militari stranieri;
  • i funzionari di organizzazioni internazionali.

Assieme a questi requisiti, occorre ricordare che per i non possessori di apparecchi riceventi l’istanza va rinnovata annualmente, poiché la validità è limitata alla singola annualità di riferimento.

Chi non paga il canone Rai 2026?

Per identificare correttamente i profili esenti, occorre valutare la situazione economica e la composizione del nucleo familiare in relazione alle scadenze temporali. Se il compimento del 75° anno di età avviene entro il 31 gennaio 2026, l’esonero copre l’intera annualità. Diversamente, per compleanni festeggiati tra il 1° febbraio e il 31 luglio 2026, si ha diritto all’esenzione dal pagamento del canone tv solo per il secondo semestre, ovvero per il periodo che va da luglio a dicembre. L’esonero deve essere comunicato tramite una dichiarazione sostitutiva. Per esempio, se un utente invia la richiesta entro il 15 del mese, l’addebito in bolletta viene interrotto dalla rata relativa al mese successivo a quello di invio.

Come presentare domanda di esonero?

Esenzione canone tv 2026: chi può presentare domanda entro il 31 gennaio
Studio televisivo (Imagoeconomica).

In merito alle modalità di invio della domanda di esonero dal canone tv, l’Agenzia delle Entrate conferma i canali ufficiali già utilizzabili nello scorso anno. Il contribuente può procedere in modo autonomo o avvalersi dell’assistenza di intermediari abilitati. Le opzioni disponibili per i cittadini includono:

  • l’applicazione web ufficiale dell’Agenzia delle Entrate;
  • l’assistenza presso le sedi territoriali del CAF;
  • l’invio di una raccomandata senza busta all’indirizzo di Torino.

Nel caso di spedizione postale, il plico va indirizzato alla Direzione Provinciale I di Torino, Ufficio Canone TV, Casella postale 22, 10121 Torino (To). Sia che si scelga la via telematica, sia quella cartacea, è fondamentale rispettare il termine del 31 gennaio 2026 per ottenere la copertura totale. Tuttavia, chi perde i requisiti segnalati durante l’anno, magari superando la soglia di reddito di 8.000 euro, ha l’obbligo di presentare una dichiarazione di variazione dei presupposti. La procedura rimane dunque incentrata sulla responsabilità del cittadino nel dichiarare periodicamente la propria situazione.

Pandorogate, le tappe dell’inchiesta dalle accuse all’assoluzione

Il giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini, ha prosciolto Chiara Ferragni dall’accusa di truffa aggravata per i casi legati al Pandoro Pink Christmas e alle uova di Pasqua. Ma com’è nata l’inchiesta passata alla cronaca con il nome di Pandorogate? E quali sono state le tappe principali della vicenda?

Il Pandorogate scoppia nel dicembre 2023

Tutto è partito nel dicembre 2023, quando un articolo di Selvaggia Lucarelli e una querela del Codacons hanno fatto emergere i primi dubbi su due operazioni commerciali diverse, legate al nome di Chiara Ferragni. Da una parte la vendita del Pandoro Pink Christmas “Limited Edition”, del Natale 2022. Dall’altra le Uova di Pasqua con il marchio dell’influencer, risalenti alle festività del 2021 e dello stesso 2022. In entrambi i casi la vendita dei prodotti è stata associata a raccolte fondi a favore dell’Ospedale Regina Margherita di Torino e all’associazione Bambini delle Fate.

Pandorogate, le tappe dell’inchiesta dalle accuse all’assoluzione
Una foto di Chiara Ferragni con il pandoro Pink Christmas del Natale 2022 (Ansa).

L’inchiesta della Guardia di Finanza

Chiara Ferragni, l’allora amministratore delegato della società Fenice Fabio Damato e Francesco Cannillo, presidente del Consiglio di Amministrazione di Cerealitalia, sono quindi finiti al centro di un’inchiesta della Guardia di Finanza. L’accusa è di aver ingannato i consumatori sul legame tra le vendite e le raccolte di fondi. Nelle carte dell’indagine, invece, si leggeva che le operazioni commerciali avrebbero «indotto in errore un errore un numero imprecisato di acquirenti». I consumatori sarebbero stati «indotti all’acquisto» dalla convinzione di sostenere le cause benefiche. E questo attraverso una «pubblicità ingannevole condivisa via social media e web».

Profitti «ingiusti» per 2,2 milioni di euro

Nell’ottobre 2024 gli inquirenti hanno quindi chiuso l’indagine. Il documento finale dell’inchiesta ha portato all’avvio del processo, iniziato ufficialmente il 23 settembre 2025. Nell’atto Ferragni e gli altri due indagati sono accusati di aver approfittato dei loro stessi consumatori. Mancavano, per gli inquirenti, le giuste «spiegazioni» anche a «chi avanzava richieste volte a conoscere l’effettiva quota destinata all’iniziativa benefica». L’operazione avrebbe permesso loro di ricavare un «ingiusto profitto» per 2,2 milioni di euro dalla vendita di pandori e uova. E senza alcun legame reale tra questi stessi profitti e la beneficenza.

I pm chiedono un anno e otto mesi per Ferragni

Due mesi dopo l’avvio del processo, il 25 novembre 2025, il pm Cristian Barilli e l’aggiunto Eugenio Fusco hanno chiesto per Chiara Ferragni una condanna a un anno e otto mesi di reclusione senza attenuanti. Stessa richiesta anche per Damato, mentre per Cannillo è stato chiesto un anno. Per i pm l’influencer non meritava «né le attenuanti generiche né la sospensione della pena», visto il suo «ruolo preminente» in quella che è stata definita una truffa «con grande diffusività». Per la difesa, guidata dagli avvocati Giuseppe Iannacone e Marcella Bana, non c’era né reato né dolo.

Ferragni prosciolta dalle accuse

Il 14 gennaio 2026 Chiara Ferragni è stata invece prosciolta. Appena fuori dall’aula l’influencer e imprenditrice ha affermato: «Siamo tutti commossi, ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei follower». Nel motivare il provvedimento, il giudice non ha riconosciuto l’aggravante della minorata difesa dei consumatori online contestata dai pubblici ministeri, elemento che avrebbe reso il reato perseguibile d’ufficio. Venuta meno questa qualificazione, l’ipotesi di reato è stata ricondotta alla truffa semplice. Ma questa era ormai estinta dopo il ritiro della querela presentata dal Codacons, avvenuto circa un anno fa a seguito di un accordo risarcitorio con Ferragni. Lo stesso esito ha riguardato anche gli altri imputati nel procedimento, l’ex collaboratore dell’imprenditrice digitale Fabio Damato e il presidente di Cerealitalia Francesco Cannillo.

Pandorogate, le tappe dell’inchiesta dalle accuse all’assoluzione
Chiara Ferragni all’uscita dal tribunale (Ansa).

Carlo Conti: «Madonna a Sanremo 2026? Impossibile»

Madonna non comparirà sul palco del Teatro Ariston. A smentire l’indiscrezione circolata nei giorni scorsi è lo stesso Carlo Conti, direttore artistico nonché conduttore del Festival di Sanremo 2026, in programma dal 24 al 28 febbraio prossimi. «Credo sia abbastanza impossibile», ha spiegato parlando con gli allievi della Scuola di Giornalismo di Perugia. «Si è creato un cortocircuito perché ha cantato una cover de La Bambola di Patty Pravo (incisa da Madonna per lo spot di Dolce&Gabbana, ndr.), che è una delle artiste in gara. Credo tuttavia che sia una strada non percorribile».

Carlo Conti: «Madonna a Sanremo 2026? Impossibile»
Carlo Conti (Imagoeconomica).

Carlo Conti: «Ecco come ho convinto Laura Pausini»

Incalzato dalle domande degli aspiranti giornalisti della Scuola di Perugia, Carlo Conti ha raccontato il suo stato d’animo alla vigilia del suo quinto Festival di Sanremo come conduttore nonché direttore artistico. «È una macchina a ciclo continuo, in cui la preparazione comincia il giorno dopo la chiusura dell’edizione precedente», ha sottolineato il presentatore. «Durante le cinque serate sono rilassato. Per me è un momento di divertimento: mentre tutti sono tesi, io scambio messaggi in una chat con Panariello e Pieraccioni». Spazio anche per una battuta su Laura Pausini e su come l’ha convinta ad affiancarlo alla conduzione per l’intera kermesse. «Ho capito che aveva gran voglia di farlo, mettersi in gioco e divertirsi con me. Laura è molto spontanea: se riusciamo a tirar fuori questa caratteristica, lavorando sull’improvvisazione, sarà una chiave vincente».

Costruttori Anfia, Ranieri Niccoli è il nuovo presidente

Ranieri Niccoli, chief manufacturing officer di Automobili Lamborghini, è stato designato alla guida del Gruppo Costruttori dell’associazione, subentrando a Umberto Tossini. Nel suo intervento dopo la nomina, Niccoli ha sottolineato il contesto che attraversa il comparto automotive, affermando: «Viviamo una fase di forte complessità per il settore, che rende ancora più necessario un impegno concreto dei costruttori verso l’innovazione e verso scelte industriali in grado di accompagnare l’evoluzione tecnologica in atto. L’automotive ha un ruolo strategico per l’Italia e per l’Europa e oggi più che mai è fondamentale ripartire dalla solida cultura industriale del saper fare, profondamente radicata nel nostro Paese e che deve essere sostenuta e valorizzata per dare alle nostre imprese l’opportunità di affrontare al meglio le sfide future».

Carta d’identità cartacea, fino a quando è valida e come fare quella elettronica

Nuove regole per la carta d’identità e i rapporti con la pubblica amministrazione in Italia. A partire dal 3 agosto 2026, quella cartacea non avrà più valore, pertanto tutti i cittadini avranno l’obbligo di possedere la versione elettronica o Cie. Non importa se il documento in possesso prevede una data di scadenza successiva alla deadline fissata in estate, dato che il regolamento Ue 2019/1157 prevede l’eliminazione di tutti i documenti privi della Mrz (Machine Readable Zone), la zona di lettura ottica tipica di quelli elettronici. Restano dunque sette mesi di tempo per mettersi in pari: ecco cosa bisogna fare per richiedere la carta d’identità elettronica.

Carta d’identità, come richiedere quella elettronica e cosa serve

Per poter ricevere la carta d’identità elettronica, chi ancora possiede la versione cartacea dovrà fare richiesta presso il proprio comune di residenza oppure di domicilio a partire da 180 giorni prima della scadenza. Tuttavia, considerando i tempi sempre più ristretti per l’entrata in vigore del nuovo obbligo, è meglio muoversi con discreto anticipo. Cosa occorre per rinnovare o richiedere la Cie? In primo luogo è necessario fissare un appuntamento sul sito ufficiale del Ministero dell’Interno oppure recandosi all’ufficio anagrafe, in caso di centri abitati più piccoli e meno popolosi. È necessario quindi compilare un apposito modulo con i dati anagrafici al fine di prenotare la prima data utile presso il comune. Cruciale non dimenticarsi di munirsi di fototessera e di effettuare il pagamento dei 22 euro richiesti per la pratica, anche se il costo può variare in base alla propria città. La consegna avverrà entro sei giorni lavorativi.

Carta d’identità cartacea, fino a quando è valida e come fare quella elettronica
Una carta d’identità elettronica (Imagoeconomica).

Bisogna ricordare inoltre come non sempre sia possibile prenotare l’appuntamento presso il proprio comune. Per i centri abitati poco popolosi, è possibile che il sistema suggerisca di recarsi in un altro più grande. Per questo motivo, si consiglia sempre di verificare online sul sito del proprio comune di residenza e domicilio, così da conoscere in anticipo l’eventuale disponibilità oltre ovviamente a costi e operazioni da eseguire per terminare l’iter. Infine, non bisogna escludere che gli uffici possano non essere ancora pronti per la prenotazione dell’appuntamento: per ovviare disguidi e intoppi, meglio telefonare alla segreteria oppure recarsi fisicamente allo sportello per effettuare tutto in loco.

Quante Cie sono già state emesse?

Secondo alcune stime riportate dal Corriere, che ha citato fonti informate sul tema, al 31 dicembre 2025 sono state emesse più di 57 milioni di carte d’identità elettroniche. Un numero comprensivo di rinnovi, nuove richieste e italiani all’estero, che dunque non consente di capire quanti documenti debbano ancora essere emessi per raggiungere una copertura del 100 per cento. Secondo i dati Istat, al 31 dicembre 2024 la popolazione del nostro Paese contava 58.943.464 individui. Numeri dunque incoraggianti, che lasciano presumere che non dovrebbero esserci grandi complicazioni per poter completare il tutto entro il 3 agosto.

Pandoro gate, Chiara Ferragni è stata assolta

Si è concluso con un proscioglimento il procedimento giudiziario a carico di Chiara Ferragni legato ai casi del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua. La decisione è stata presa dal giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini, al termine del processo celebrato con rito abbreviato. L’influencer era finita a giudizio con l’accusa di truffa aggravata per presunti messaggi ritenuti ingannevoli diffusi sui social network, attraverso i quali, secondo l’impostazione accusatoria, la promozione dei prodotti dolciari avrebbe fatto intendere che una parte degli incassi fosse destinata a iniziative di beneficenza. «Siamo tutti commossi, ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei follower», ha detto l’imprenditrice appena fuori dall’aula.

Pandoro gate, Chiara Ferragni è stata assolta
Chiara Ferragni arriva in tribunale (Imagoeconomica).

Secondo il giudice è venuta meno la «minorata difesa dei consumatori»

Nel motivare il provvedimento, il giudice non ha riconosciuto l’aggravante della minorata difesa dei consumatori online contestata dai pubblici ministeri, elemento che avrebbe reso il reato perseguibile d’ufficio. Venuta meno questa qualificazione, l’ipotesi di reato è stata ricondotta alla truffa semplice, ormai estinta dopo il ritiro della querela presentata dal Codacons, avvenuto circa un anno fa a seguito di un accordo risarcitorio con Ferragni. Lo stesso esito ha riguardato anche gli altri imputati nel procedimento, l’ex collaboratore dell’imprenditrice digitale Fabio Damato e il presidente di Cerealitalia Francesco Cannillo.

Fabio Paratici nuovo DS della Fiorentina

Fabio Paratici è ufficialmente il nuovo DS della Fiorentina. Lo ha comunicato il club in una nota, annunciandone la nomina. Nel comunicato si legge: «ACF Fiorentina è lieta di comunicare che Fabio Paratici, a partire dal 4 febbraio 2026, assumerà l’incarico di Direttore Sportivo della Fiorentina». L’ex direttore sportivo della Juventus, quindi, concluderà la finestra di mercato invernale al Tottenham prima di tornare in Italia. La società ha anche riportato una dichiarazioni del Ceo Vinai Venkatesham: «Abbiamo concordato che Fabio farà ritorno in Italia al termine della finestra di mercato di gennaio, in linea con il suo desiderio di tornare a casa. Ringraziamo Fabio per il contributo dato al Club e gli auguriamo il meglio per il futuro».

Paratici tornato al Tottenham dopo la squalifica

Il dirigente era tornato al Tottenham, squadra per cui aveva già lavorato in passato, nel luglio scorso. Paratici è stato fermo dal gennaio 2023 quando la Figc lo ha squalificato per 30 mesi per la vicenda delle plusvalenze relativa al club bianconero. Per due anni e mezzo, quindi, non ha potuto ricoprire alcun ruolo ufficiale nel mondo del calcio poiché la squalifica è stata estesa a livello mondiale dalla FIFA.

Dennis Kinzelmann nuovo ceo di Mercedes-Benz Special Trucks

Mercedes-Benz Special Trucks, divisione dedicata ai veicoli speciali del marchio tedesco, ha affidato a Dennis Kinzelmann la carica di amministratore delegato. Il manager prende il posto di Franziska Cusumano, che dal primo aprile sarà la ceo Mitsubishi Fuso Truck and Bus Corporation in Giappone. Kinzelmann vanta quasi 20 anni di esperienza in posizioni di leadership all’interno del gruppo Mercedes-Benz. Nel suo nuovo incarico sarà responsabile dello sviluppo e delle vendite delle gamme Mercedes-Benz Unimog, Econic e Zetros, nonché del defence business globale di Daimler Truck, che comprende veicoli militari ad alte prestazioni. Riporterà direttamente ad Achim Puchert, amministratore delegato di Mercedes-Benz Trucks.

Jordan Smith, chi è il dilettante che ha battuto Sinner e vinto il Million Dollar One Point Slam

Sinner, Alcaraz, Zverev, Medvedev, ma anche Gauff, Swiatek, Paolini e Anisimova. Sono solo alcuni dei professionisti che hanno partecipato, oggi 14 gennaio 2026, al Million Dollar One Point Slam, un evento di esibizione che alla vigilia degli Australian Open – che scatteranno domenica 18 – ha messo in palio 1 milione di dollari australiani per il vincitore. Semplice il format: tabellone a eliminazione diretta e partite con un solo punto. Presenti sia tennisti professionisti sia alcuni dilettanti locali ed è proprio uno di questi ultimi ad aver staccato il ricchissimo assegno. Si tratta di Jordan Smith, 29enne amatore che sul proprio cammino ha eliminato, tra gli altri, l’altoatesino numero due del ranking Atp e l’americana Anisimova, quarta nella classifica Wta. «Ero felice anche di aver fatto un solo punto», ha ammesso dopo il trionfo, spiegando che intende investire il montepremi per acquistare una casa.

Chi è Jordan Smith, l’amatore che ha battuto Sinner e vinto il One Point Slam

Jordan Smith, chi è il dilettante che ha battuto Sinner e vinto il Million Dollar One Point Slam
Il dilettante Jordan Smith al One Point Slam 2026 (Ansa).

Jordan Smith ricorderà per sempre la notte che gli ha cambiato la vita. Classe 1996, è il più giovane di tre fratelli – Cameron e Blake – e ha impugnato la sua prima racchetta a tre anni. D’altronde, per lui il tennis è il pane quotidiano sin dalla nascita, considerando che i genitori gestiscono la Castle Hill Academy, circolo nei pressi di Sydney in cui il 29enne oggi insegna ai giovani talenti. Ex giocatore a livello universitario con il sogno di diventare pro, il padre negli ultimi anni ha scelto di allenare invece che giocare. La madre, ex insegnante, nell’accademia si occupa di amministrazione. Jordan ha partecipato alla prima edizione del Million Dollar One Point Slam in quanto campione statale del Nuovo Galles del Sud. «Sarebbe incredibile giocare sulla Rod Laver Arena», aveva spiegato a novembre scorso. «Sono cresciuto guardando le partite in tv».

A livello juniores, Jordan Smith ha vinto due titoli nazionali in singolare fra il 2008 e il 2012, sfidando anche i giovanissimi Cameron Norrie e Alexander Zverev. A livello universitario, mentre frequentava l’Oakhill College, alle porte di Sydney, ha guidato la sua squadra alla vittoria del campionato statale nel 2014. Negli anni successivi si è trasferito negli Stati Uniti, giocando alla Gonzaga University, a Washington, grazie a una borsa di studio. Il lockdown per il Covid lo ha spinto a sedersi in panchina, tanto che oggi è un coach professionista certificato da Tennis Australia, che gli permette di supportare lo sviluppo dei giovani atleti. Durante il 2022 ha viaggiato in Asia e in Africa, prendendo parte a diversi tornei, tanto da raggiungere il suo best ranking: numero 1.141 in singolare e 748 in doppio. Oggi ha battuto il dominatore sul cemento Sinner e la finalista degli Us Open 2025 Anisimova.

Il cammino al Million Dollar One Point Slam

Jordan Smith, chi è il dilettante che ha battuto Sinner e vinto il Million Dollar One Point Slam
Il dilettante Jordan Smith al One Point Slam 2026 (Ansa).

Partito dal primo turno, Jordan Smith ha eliminato dapprima il giocatore di football americano Bailey Smith e subito dopo la brasiliana Laura Pigossi, numero 86 del ranking Wta, dopo un lungo scambio. Poi è stata la volta di Jannik Sinner che ha mandato in rete l’unico servizio a disposizione. La favola di Smith è proseguita ai quarti contro Amanda Anisimova, poi in semifinale contro Pedro Martinez, tra l’altro fresco vincitore del Challenger di Bengalore, e in finale contro Joanna Garland, numero 117 al mondo, che ha sbagliato un rovescio in uscita dal servizio. Smith ha persino sfiorato la vittoria di una macchina, una Kia Ev9, perdendo il match ad hoc contro Alec Reverente. Può consolarsi però con il milione di dollari australiani, al cambio circa 570 mila euro.

Isee 2026 famiglia con tre figli: cosa cambia

Come cambia l’Isee 2026 per una famiglia con tre figli rispetto all’indicatore del 2025? Il nuovo metodo di calcolo del valore della situazione economica equivalente è stato spiegato dall’Inps con un nuovo messaggio utile a fornire le indicazioni operative per l’adeguamento alle novità della legge di Bilancio di quest’anno. Presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) nei tempi giusti è indispensabile per trasmettere la domanda di una prestazione erogata dall’Inps o per continuare a fruire di specifiche agevolazioni familiari. Rispetto al sistema precedente, la normativa stabilisce parametri sensibilmente favorevoli per i nuclei con più figli, facilitando il mantenimento dei sussidi. Pertanto, le nuove maggiorazioni e le soglie di franchigia ridisegnano l’accesso al welfare, premiando la natalità e riducendo il peso del patrimonio immobiliare nel calcolo finale.

Come cambia l’Isee 2026 per una famiglia con tre figli?

Isee 2026 famiglia con tre figli: cosa cambia
Preoccupazione delle famiglie per il caro-vita e richiesta di prestazioni dell’Inps (Imagoeconomica).

La presentazione della Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) dal 1° gennaio 2026 è necessaria per tutti i nuclei che intendano accedere o confermare i sostegni economici. Nel messaggio numero 102 del 12 gennaio, l’Inps chiarisce che le modifiche di calcolo dell’Isee riguardano le maggiorazioni sui coefficienti della scala di equivalenza e la franchigia sulla propria abitazione. Rispetto al 2025, la maggiorazione del 2026 per i nuclei con tre figli passa da 0,20 a 0,25; per le famiglie con quattro figli, la maggiorazione sale da 0,35 a 0,40; infine, per le famiglie con cinque o più figli, la maggiorazione passa da 0,50 a 0,55. Inoltre, la corretta applicazione della scala di equivalenza permette di ottenere importi più elevati della prestazione richiesta. Il ricalcolo automatico operato dall’ente assicura che, laddove il nuovo indicatore risulti più favorevole, l’importo della prestazione venga adeguato senza necessità di una nuova istanza da parte del genitore o del richiedente.

Nuovo Isee 2026, maggiorazioni e franchigie di calcolo con tre figli

A prescindere dal numero dei figli, nel calcolo dell’Isee 2026 la soglia base di deduzione per l’immobile di residenza subisce un aumento significativo rispetto al 2025, passando dai 52 mila 500 euro dello scorso anno ai 91 mila 500 euro del 2026. Tuttavia, il valore della franchigia sulla casa situata in una Città Metropolitana viene elevato a 120 mila euro. Il numero dei figli conta per l’ulteriore incremento di franchigia sulla prima casa. Infatti, l’incremento del valore è di 2 mila 500 euro per ogni figlio successivo al primo. Pertanto, per famiglie di tre figli occorre considerare una franchigia aggiuntiva di 5 mila euro rispetto al valore da portare in detrazione sulla prima casa, di 91 mila 500 euro o 120 mila euro.

Chi deve fare domanda di Dsu per non perdere i bonus Inps?

Isee 2026 famiglia con tre figli: cosa cambia
Casa di proprietà (Imagoeconomica).

Le prestazioni erogate dall’Inps che beneficiano del calcolo più vantaggioso sono limitate a cinque categorie specifiche. Per tutte le altre misure, restano validi gli indicatori ordinari. L’elenco comprende:

  • l’Assegno di inclusione (Adi);
  • il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl);
  • l’Assegno unico e universale per i figli a carico;
  • il bonus asilo nido e forme di supporto domiciliare;
  • il bonus nuovi nati.

Si ricorda che per la Dsu precompilata si conferma l’esclusione automatica dal patrimonio mobiliare dei titoli di Stato e buoni fruttiferi postali fino a 50 mila euro per nucleo, come stabilito dal messaggio dell’Inps 1895 del 16 giugno 2025. Diversamente, per la modalità autodichiarata, l’esclusione deve essere effettuata dal richiedente secondo le indicazioni dell’istituto, reperibili nella circolare numero 7 del 3 aprile 2025.

Iran, l’allarme dei media: «Incursioni dei pasdaran a casa dei manifestanti uccisi»

Secondo quanto riferito da Iran International, emittente televisiva dei dissidenti iraniani con base a Londra, le forze di sicurezza in abiti civili e membri delle Guardie rivoluzionarie avrebbero compiuto operazioni mirate contro le abitazioni dei familiari delle persone uccise durante le proteste nell’area orientale di Teheran. L’emittente parla di irruzioni condotte con modalità intimidatorie, durante le quali sarebbero stati esplosi colpi d’arma da fuoco, rivolti insulti e saccheggiate le case. Sempre stando alla stessa fonte, ai parenti delle vittime sarebbe stato imposto di recuperare i corpi prima dell’alba e di procedere a sepolture rapide e riservate, con l’avvertimento che i costi delle munizioni utilizzate sarebbero stati addebitati alle famiglie.

La magistratura iraniana: «Ricostruzioni fornite dai media legati ai servizi israeliani»

Le notizie diffuse da Iran International sono state però respinte dalla magistratura iraniana, che ha smentito in particolare il bilancio di circa 12 mila morti attribuiti alla recente ondata di disordini. Le autorità giudiziarie, citate dal Teheran Times, definiscono tali informazioni «false e manipolate». In una nota diffusa dal centro media del potere giudiziario, organo ufficiale della magistratura, le ricostruzioni dell’emittente vengono attribuite a quelli che vengono indicati come «media legati ai servizi israeliani» e bollate come «una menzogna assoluta».

Michelin ha confermato Florent Menegaux Managing General Partner

Michelin ha deciso di confermare Florent Menegaux come Managing General Partner per altri quattro anni. La decisione è stata presa dalla SAGES, la Société Auxiliaire de Gestion, in qualità di Non-Managing General Partner della Compagnie Générale des Établissements Michelin (CGEM). Contemporaneamente è stato deciso di non rinnovare il mandato di Yves Chapot e di nominare nel ruolo di Direttore generale Philippe Jacquin. Si attende soltanto l’Assemblea degli azionisti per ratificare la conferma di Menegaux e la nuova nomina.

Chiara Ferragni, oggi la sentenza sul Pandoro gate: a che ora arriva e cosa rischia

È attesa per il primo pomeriggio di mercoledì 14 gennaio la sentenza del processo con rito abbreviato che vede imputati Chiara Ferragni, il suo ex braccio destro Fabio Maria Damato e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia, gruppo cui fa capo il brand Dolci Preziosi. I tre devono rispondere per le accuse di truffa aggravata in merito ai casi del Pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. Secondo l’accusa, infatti, la comunicazione delle due campagne pubblicitarie avrebbe lasciato intendere che ogni acquisto fosse finalizzato direttamente alla beneficenza, creando in tal modo un vantaggio ingiustificato a beneficio delle società coinvolte. Con un ritorno economico per l’intera operazione stimato a più di 2,2 milioni di euro oltre a profitti non quantificabili in termini di immagine.

Chiara Ferragni, attesa per la sentenza: cosa rischia l’imprenditrice

Chiara Ferragni, oggi la sentenza sul Pandoro gate: a che ora arriva e cosa rischia
Chiara Ferragni in tribunale in attesa della sentenza (Ansa).

Nell’udienza del 25 novembre 2025, il pm Cristian Barilli e l’aggiunto Eugenio Fusco hanno chiesto per Chiara Ferragni una condanna a un anno e otto mesi di reclusione senza attenuanti, specificando che l’utilizzo dei social avrebbe aggravato l’ipotesi di reato amplificando la presunta ingannevolezza delle informazioni. Secondo quanto emerso dalle indagini del Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, fra il 2021 e il 2022 l’influencer avrebbe raggirato follower e consumatori ottenendo presunti ingiusti profitti in relazione alle vendite dei due prodotti. Assieme a lei, anche il suo ex braccio destro Damato – per cui è stata chiesta la condanna a un anno e otto mesi – avrebbe avuto un ruolo preminente nelle campagne commerciali con cui sarebbe stata realizzata la presunta truffa. Per il terzo imputato, il presidente di Cerealitalia Francesco Cannillo, l’accusa ha chiesto invece un anno di reclusione.

La posizione della difesa e le parole dell’influencer

Chiara Ferragni, oggi la sentenza sul Pandoro gate: a che ora arriva e cosa rischia
Chiara Ferragni arriva in tribunale (Imagoeconomica).

Chiara Ferragni ha sempre ribadito la propria innocenza. Nell’udienza del 19 dicembre, la sua difesa ha sostenuto di aver agito in buona fede, parlando al massimo di un caso di pubblicità ingannevole, dovuta a dei potenziali errori di comunicazione e per cui la stessa imprenditrice ha chiuso il fronte versando dei risarcimenti e donazioni per un totale di 3,4 milioni di euro. Soprattutto, da parte della star dei social, i legali hanno evidenziato l’assenza di dolo e che, dal punto di vista oggettivo di tutti gli elementi probatori, non si è verificata alcuna truffa. «Sono tranquilla e fiduciosa», si è limitata ad affermare Ferragni ai cronisti poco prima del suo ingresso in aula il 14 gennaio. «Tutto quanto fatto, lo abbiamo fatto in buona fede, nessuno ha lucrato», aveva invece spiegato il 25 novembre mediante dichiarazioni spontanee. Anche le difese di Damato e Cannillo hanno chiesto l’assoluzione.

Groenlandia, botta e risposta von der Leyen-Trump

Nel giorno dell’incontro a Washington tra JD Vance e Lars Løkke Rasmussen, rispettivamente vice presidente USA e ministro degli Esteri danese, il dibattito sulla Groenlandia, che sarà rappresentata dalla ministra groenlandese Vivian Motzfeldt, si è acceso. I protagonisti del nuovo botta e risposta sono stati Donald Trump e Ursula von der Leyen. Il tycoon su Truth ha scritto che gli Stati Uniti avrebbero bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale. Ha spiegato che è «vitale per il Golden Dome», il sistema per la difesa missilistica che difende il territorio americano. E ha aggiunto: «La Nato dovrebbe farci da apripista per ottenerla. Se non lo facciamo noi, lo faranno la Russia o la Cina, e questo non accadrà».

Von der Leyen: «La Groenlandia è del suo popolo»

Von der Leyen, però, ha affermato con forza l’indipendenza dell’isola. La presidente della Commissione Ue ha spiegato: «La Groenlandia appartiene al suo popolo. Siamo in costante contatto con il governo danese. Come secondo punto, la Groenlandia è parte della Nato, e noi sappiamo che la Nato integra i differenti interessi dei suoi Alleati. Per me è importante che la Groenlandia sappia che noi rispettiamo la volontà dei suoi abitanti». Una risposta chiara che va di pari passo con quella di Troels Lund Poulsen, ministro della Difesa danese. La Danimarca «rafforzerà» la propria presenza militare in Groenlandia «ma ci concentreremo anche maggiormente all’interno della Nato su più esercitazioni e una maggiore presenza della Nato nell’Artico».

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UniCredit, Mps e il golden power a geometrie variabili

Che genere sia è difficile dirlo. Dramma istituzionale, commedia regolatoria o teatro dell’assurdo? Di certo la trattativa con cui Delfin valuta la cessione della sua quota nel Monte dei Paschi di Siena a UniCredit non è una normale operazione di mercato. Il 17 per cento non è un di cui, ma una leva che forza molte porte del sistema. 

UniCredit pronta a tornare al centro del risiko

Partiamo dalle conseguenze, che almeno sono più chiare delle sin qui confuse intenzioni. Se UniCredit entrasse in Mps, la banca guidata da Andrea Orcel tornerebbe al centro del risiko che nell’ultimo anno ha ridisegnato gli equilibri della finanza italiana. Non per amore improvviso di Rocca Salimbeni, ma per ciò che essa oggi incorpora: Mediobanca e, suo tramite, la posizione chiave in Assicurazioni Generali. Un perimetro che vale più della banca senese in quanto tale, che in questo schema è il mezzo, non il fine. Il che però rende inevitabile il confronto con quanto accaduto solo pochi mesi fa. Quando Orcel aveva provato a muoversi su Bpm, era stato fermato bruscamente. Il Mef aveva sfoderato il golden power, il governo con l’eccezione di Forza Italia aveva fatto quadrato, e nella foga qualcuno (indovinate chi?) si era spinto a definire UniCredit una banca straniera, come se la geografia potesse supplire alle argomentazioni. Risultato: operazione congelata, interesse nazionale messo in vetrina e salvaguardato nonostante le sopracciglia alzate di Bruxelles e Bce. 

UniCredit, Mps e il golden power a geometrie variabili
Andrea Orcel (Imagoeconomica).

Perché Siena è accettabile mentre Bpm non lo era?

Oggi lo scenario è diverso, ma non per questo più lineare. L’acquirente è lo stesso. Cambia l’asset. E cambia soprattutto ciò che quell’asset consente di controllare indirettamente. La domanda, a questo punto, sorge spontanea e invoca una risposta logica che noi non abbiamo trovato: perché Siena è accettabile dove Bpm non lo era? Il Mef, peraltro ancora titolare di una quota residua di Mps, osserva e tace. Non per distrazione, ma per calcolo. Qualunque parola rischierebbe di riattizzare il putiferio. Evocare di nuovo il golden power significherebbe riaprire il fronte già bollente con Francoforte e Bruxelles. Non farlo espone a un altro interrogativo imbarazzante: davvero si è forzato quello strumento per fermare Orcel a Milano, salvo poi consentirgli un ingresso a Siena che, per effetti e ricadute, pesa molto di più? 

UniCredit, Mps e il golden power a geometrie variabili
Luigi Lovaglio, ceo Mps (Imagoeconomica).

L’inchiesta milanese suggerisce a Delfin prudenza

Lo stesso senso di straniamento si avverte guardando alla controparte, ovvero gli eredi di Del Vecchio. Ufficialmente la possibile uscita da Mps risponde a una valutazione industriale. In concreto è il contesto che conta. Francesco Milleri guida un gruppo che produce e vende occhiali in tutto il mondo: un’industria globale, poco incline a restare agganciata a dossier giudiziari i cui riverberi non controlla. L’inchiesta della Procura di Milano sulla vendita da parte del Mef delle azioni Mps a Francesco Gaetano Caltagirone, Delfin e Anima Holding non è una sentenza, ma è sufficiente a suggerire prudenza. In questi casi ridurre l’esposizione è una forma elementare di gestione del rischio

UniCredit, Mps e il golden power a geometrie variabili
L’ad di Essilorluxottica Francesco Milleri (Imagoeconomica).

Due pesi e due misure?

Il risultato finale è che UniCredit rientra nel grande gioco bancario rilanciando alla grande dopo l’operazione che le era stata negata. Bpm resta fuori, alle prese con un azionista forte, Crédit Agricole, che punta a ispessire il suo ruolo di azionista di riferimento. Mentre Siena è sul tavolo, con tutto ciò che si porta dietro, compresa la nomina di un nuovo cda che non vede i soci andare d’amore e d’accordo. Ma cercare una contraddizione esplicita alla fine serve poco. Il sistema funziona così, per spostamenti laterali, per asset che contano più di quanto dichiarano, per decisioni politiche dettate dalla foga del momento e che come tali sono sempre pronte a passare in cavalleria. Forse il governo ha altre priorità, forse Salvini è concentrato sul Ponte e Giorgetti si guarda bene dall’alzare nuovi polveroni. Però resta lo sconcerto: l’ops di Unicredit su Bpm era una operazione di mercato lecita quanto potrebbe essere quella su Mps. Due pesi e due misure? Veti o via libera della politica che rispondono alla convenienza del momento?

Marco Pisoni nominato direttore generale di Ifis Npl Investing

Marco Pisoni è stato nominato direttore generale di Ifis Npl Investing, controllata di Banca Ifis dedicata alla selezione, valutazione e acquisto di portafogli di crediti deteriorati. Pisoni, che ha anche collaborato con Banca d’Italia nell’ambito dell’Asset Quality Review lanciata dalla Bce, nel suo percorso professionale ha ricoperto importanti incarichi presso realtà come PwC e EY (di cui è stato direttore) e all’interno dello stesso gruppo Banca Ifis. Dal 20202 era Head of Deals in Ifis Npl Investing.

Cdp e Intesa Sanpaolo, nuovo accordo da 1 miliardo per la crescita di pmi e mid-cap

Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Intesa Sanpaolo hanno firmato un nuovo accordo di finanziamento da 1 miliardo di euro per sostenere l’accesso al credito e l’espansione sui mercati di micro, piccole e medie imprese, favorendo l’economia reale e lo sviluppo dei territori in cui operano. L’operazione si inserisce nell’ambito della lunga collaborazione volta a promuovere iniziative a favore delle aziende italiane che, a partire dal 2021, hanno consentito di mettere a disposizione complessivamente risorse pari a circa 5 miliardi di euro per la crescita di oltre 6 mila imprese.

La banca potrà erogare prestiti fino a 25 milioni alle imprese per singolo progetto

Nel dettaglio, il miliardo di euro previsto dall’attuale accordo sarà integralmente impiegato dalla banca per erogare prestiti fino a 25 milioni e di durata fino a 18 anni a pmi e mid-cap italiane per singolo progetto. Le risorse potranno essere destinate a investimenti da realizzare o in corso di realizzazione per rafforzare le principali filiere produttive nazionali, a spese per immobilizzazioni materiali o immateriali e a esigenze di capitale circolante. L’iniziativa congiunta di Cdp e Intesa risponde alla volontà di sostenere il tessuto imprenditoriale italiano in una fase di mercato in costante evoluzione, ampliando le opzioni di finanziamento a disposizione delle aziende nella prospettiva di stimolare anche i loro investimenti più complessi.

Barman ucciso dal vigile urbano, arrestato il presunto complice

Un 38enne residente a Spinea (Venezia) è stato arrestato perché ritenuto responsabile, in concorso, dell’omicidio di Sergiu Tarna, il barman moldavo 25enne freddato con un colpo di pistola alla tempia in un campo agricolo di Malcontenta di Mira da Riccardo Salvagno, 40enne agente della polizia locale di Venezia, che è già in carcere da dieci giorni. Si tratta dell’uomo ripreso dalle telecamere la sera del 30 dicembre che, sotto minaccia di una pistola di Salvagno, costringeva Tarna a salire in auto con lui.

L’amico che vive a Tenerife conferma la versione del ricatto sessuale data da Salvagno

In un’intervista al Gazzettino, l’amico che ha ospitato Salvagno per una notte a Tenerife, dove l’omicida era fuggito dopo il delitto, ha confermato la versione data dal vigile, che ha raccontato di un ricatto sessuale da parte di Tarna. Il barman, ha spiegato Salvagno, sarebbe stato in possesso di un video lo si vedeva fare sesso con un uomo e lo aveva usato per ricattarlo. Ma il video, di cui anche altri amici comuni avevano sentito parlare, non è stato ancora individuato. E nemmeno l’arma del delitto. L’omicida, dopo una breve permanenza alle Canarie, è stato poi arrestato a Venezia, dove era rientrato passando da Madrid.

Ucraina, perquisita l’ex premier Yulia Tymoshenko

L’ex premier ucraina Yulia Tymoshenko ha denunciato una perquisizione notturna nella sede del suo partito, avvenuta dopo l’annuncio da parte delle autorità di un’ampia indagine sulla corruzione. Figura centrale della Rivoluzione Arancione del 2004 e a capo del governo in due diversi mandati tra il 2005 e il 2010, Tymoshenko è accusata di offerto ai parlamentari benefici in cambio del voto a determinati progetti di legge. La leader di Batkivshchyna, che nel 2019 si era candidata contro Zelensky alle presidenziali e più volte si è scontrata con lui durante il suo mandato, ha riferito che nelle ultime ore i locali del partito sono stati oggetto di controlli da parte degli organi anticorruzione.

Tymoshenko: «Qualcuno vuole fare piazza pulita tra gli avversari»

Secondo quanto riportato da Ukrainska Pravda, durante l’operazione sarebbe stato sequestrato «denaro contante in valuta americana». La stessa Tymoshenko ha raccontato su Facebook quanto accaduto: «Oltre trenta uomini armati fin ai denti, senza presentare alcun documento, hanno di fatto sequestrato l’edificio e preso in ostaggio i dipendenti. Non hanno trovato nulla e quindi mi hanno semplicemente portato via i telefoni di lavoro, i documenti parlamentari e i risparmi personali, le cui informazioni sono pienamente riportate nella dichiarazione ufficiale. Respingo categoricamente tutte le accuse. Sembra che le elezioni siano molto più vicine di quanto sembrassero. E qualcuno ha deciso di iniziare a fare piazza pulita tra gli avversari». Intervenendo in Parlamento, Tymoshenko ha aggiunto che le perquisizioni sono iniziate alle 21.30 del 13 gennaio, mentre si trovava da sola nell’edificio, che gli investigatori sono arrivati a bordo di cinque autobus senza un provvedimento del tribunale, le hanno impedito di contattare un avvocato e hanno esteso i controlli anche agli uffici del deputato Serhiy Vlasenko, suo storico legale.