Si passerebbe da oltre 10 mila occupati a poco più di 6 mila entro il 2023.
Rispetto alle richieste iniziali, il passo indietro è quasi impercettibile. Il nuovo piano industriale di ArcelorMittal per l’Ilva prevede infatti 4.700 esuberi, da portare a termine entro il 2023.
La forza lavoro passerebbe dunque, nel giro di quattro anni, dagli attuali 10.789 occupati a 6.098. La notizia arriva dai partecipanti al tavolo sulla crisi del polo siderurgico, in corso in queste ore al ministero dello Sviluppo economico
La multinazionale franco-indiana, il 6 novembre, aveva detto al premier Giuseppe Conte di volere 5 mila esuberi per tenersi gli stabilimenti italiani, provocando la levata di scudi di tutto il governo e dei sindacati. Adesso ne chiede 300 in meno.
Il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, non si fa troppe illusioni: «La strada è stretta e in salita. L’obiettivo è garantire la continuità produttiva. È necessario un confronto costruttivo e onesto, che si sviluppi nel tempo parallelamente alle previsioni sul piano industriale e a tutto quello che stiamo cercando di fare. Non sarà semplice, ma c’è bisogno di tutti».
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Bilaterale con Trump, che annuncia il passo indietro dell'Italia sulla rete di quinta generazione. Il premier smentisce: «Non ne abbiamo parlato». Sul tavolo anche il ruolo di Washington a Tripoli.
Difesa del ruolo della Nato, Mes, dossier libico, ma soprattutto il 5G. Sono questi i temi al centro del vertice dell’Alleanza Atlantica nelle parole del premier Giuseppe Conte. Il capo del governo, arrivato nella mattina del 4 dicembre al summit Nato di Watford, nel Nord di Londra, e subito incalzato dai giornalisti sul dibattito relativo all’importanza dell’Alleanza nel contesto globale di oggi e di domani, ha risposto: «La Nato è e rimane un punto di riferimento sia per la dimensione militare che per quella politica. Certo che ha un futuro». Il premier ha avuto un bilaterale con il primo ministro britannico Boris Johnson e uno con il presidente Usa Donald Trump, all’indomani della minaccia del tycoon di imporre nuovi dazi contro la digital tax.
IL BOTTA E RISPOSTA SUL 5G CON TRUMP
E proprio con Trump è andato un scena un botta e risposta a distanza sulla scottante questione del 5G. Il presidente l’ha definito un «pericolo per la sicurezza», affermando che vari Paesi, tra cui l’Italia, non andranno avanti nel progetto di implementazione della tecnologia d’intesa col colosso cinese Huawei. «Ho parlato all’Italia e sembra che non procederanno», ha detto Trump. «Ho parlato con altri Paesi, non procederanno. Tutti quelli con cui ho parlato non andranno avanti». Immediata è arrivata la smentita del premier Conte: «Non abbiamo trattato questo tema», ha tagliato corto. Tema che è «rimesso alle prescrizioni del nostro ordinamento giuridico. Sul 5G l’Italia si è dotata di struttura normativa particolarmente avanzata» con la golden power, unica in Europa, «ed è quella che governa le nostre azioni», ha spiegato Conte.
LA POLITICA USA IN LIBIA
Sul Mes che tanti problemi sta creando in seno alla sua maggioranza, Conte ha poi detto: «C’è una logica di pacchetto, rimaniamo vincolati a questa prospettiva. Con gli altri leader europei abbiamo parlato di molte cose, e senza entrare nei dettagli, posso dire che quando c’è da difendere gli interessi dell’Italia non mi distraggo mai. Se vedo il rischio di dover mettere un veto in Ue o di una spaccatura nella maggioranza? Non vedo né il primo né il secondo rischio. Quando il Mes sarà firmato decideranno i responsabili politici dei singoli Paesi, ci sono tempi e modi che decideremo in seguito». Conte ha poi parlato del minisummit a quattro che si è tenuto il 3 dicembre: «Era un vertice sulla Siria che nasceva con un altro formato, nessuno parlerebbe di Libia senza coinvolgere l’Italia». Sul dossier libico a preoccupare Conte è l’imprevedibilità di Trump, ondivago nel suo sostegno al governo riconosciuto di Fayez al-Serraj e al generale Khalifa Haftar.
Gli Usa in Libia possono e devono avere un ruolo fondamentale
Giuseppe Conte
«Sicuramente gli Usa hanno un ruolo fondamentale nel Mediterraneo allargato e, anche per la Libia, possono e debbono avere un ruolo fondamentale, noi li abbiamo sempre coinvolti in questi dossier», ha detto Conte. «Prescindere da loro per cercare di indirizzare alla soluzione politica il conflitto libico sarebbe impensabile».
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L'ente creato dal marchese Boso Roi ha ottenuto il via libera dalla Regione per chiedere i danni all'ex presidente dopo il crack dell'istituto vicentino.
La Regione Veneto ha dato il via libera alla Fondazione Roi per agire in sede civile contro Gianni Zonin. L’ente di mecenatismo culturale eredità dal marchese Boso Roi per finanziare le attività museali ha deciso di citare in giudizio l’ex presidente che l’aveva presieduta dal 2009 all’estate del 2015, ma anche i vari cda che si sono succeduti.
L’attuale amministrazione della fondazione aveva chiesto al consiglio regionale di chiedere i danni derivanti da investimenti in azioni nella Banca Popolare di Vicenza quantificati in 23 milioni di euro. Come ha riportato il 3 dicembre il Corriere del Veneto, Venezia ha dato il suo via libera con una delibera regionale in base alle funzioni di controllo dell’ente guidato da Luca Zaia.
Il nodo del risarcimento però resta. Sempre secondo quello che scrive il Corriere gli investimenti in titoli della BpVi erano superiori ai 23 milioni. La fondazione era infatti uno dei primi soci dell’istituto con un portafoglio di 510 mila azioni. Non è però detto possano essere recuperati tutti gli investimenti. Nel 2017, infatti, Fondazione Roi aveva accettato la proposta di transazione della Banca recuperando circa 5,1 milioni di euro.
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L’Open Culture Festival - dedicato al tema della cultura aperta - inizierà sabato a Matera, alla Serra del Sole, con la manifestazione internazionale “Open Future - The Conference”, organizzata in collaborazione con Fiera Milano Media Divisione Business International e con il coordinamento di Carlo Antonelli, giornalista e Ceo di Fiera Milano Media. Lo annuncia la Fondazione Matera-Basilicata 2019 attraverso una nota in cui è spiegato che “la conferenza proverà a rispondere alle domande sul futuro della produzione culturale e sulla sua relazione con i principali temi del dibattito contemporaneo: rapporto uomo natura, arte e medicina, dall’homo sapiens all’uomo ridisegnato da strutture sintetiche e dati, all’inborg. Come possiamo esplorare le possibilità di convivenza tra tre diverse specie viventi in modo che possano creare una possibilità di futuro e di coabitazione, ad ogni costo? La specie umana, sottoposta ad una necessità di adattamento ai cambiamenti mai esperita prima; le specie vegetali e animali, in lotta per l’estinzione o comunque sotto impetuosa mutazione, entrambe darwiniane; la specie non umana, delle creature o intelligenze tecnologiche, digitali, artificiali, dotate di potenza esponenziale e anch’essa potenzialmente definitiva. Il tema è specificatamente italiano, essendo il nostro un Paese maestro nella capacità unica di unione tra uomo e paesaggio naturale. L’evento vuole quindi tracciare la strada per la designazione della prossima Capitale europea della cultura in Italia, nel 2033, ascoltando i più autorevoli esponenti internazionali e italiani sul tema, quali Andrea Lissoni, Carolyn Christov-Bakargiev, Francesco Urbano Ragazzi, Paola Antonelli, Stefano Gustincich, Federico Campagna, Ilaria Capua, Ida Dominijanni, Armin Linke, Victoria Delgado, Emanuele Coccia, Matteo Pasquinelli, Stefano Mirti, Bettina Korintenberg”. Gli esiti dei lavori svolti nel corso della giornata verranno presentati al pubblico alle ore 18.30 alla Serra del Sole. Ingresso con Passaporto per Matera 2019 e prenotazione su MateraEvents o presso l’Infopoint di Matera 2019. Per raggiungere la Cava del Sole sarà istituito un servizio navetta con partenza da Piazza Matteotti dalle 17.45 alle 18, con fermata intermedia a Villa Longo e rientro alla fine dell’evento.
Trump, Johnson e la dichiarazione finale congiunta definiscono il summit un «grande successo». Ma come non mai sono emerse le divisioni e i veleni tra i protagonisti.
Al secondo giorno del vertice Nato a Londra che celebra il 70esimo anniversario dell’Alleanza Atlantica, i leader hanno mostrato un’unità e una sintonia che stridono con le tensioni e i veleni emersi durante il summit. Il segretario generaleJens Stoltenberg ha annunciato la firma della dichiarazione finale del vertice di Watford, sottolineando l’impegno «senza precedenti» per l’incremento di risorse, sulla sfida delle nuove tecnologie, per un atteggiamento di forte «deterrenza», ma anche per il dialogo con la Russia, indicando «per la prima volta la Cina» come oggetto di attenzione.
LA DICHIARAZIONE FINALE DEL VERTICE
Nella dichiarazione finale approvata dai leader si fa riferimento per la prima volta anche alla cooperazione militare nello spazio tra i Paesi Nato, alla lotta alle cyber minacce e al terrorismo fra i fronti emergenti del futuro. «La Nato è l’alleanza di maggior successo nella storia perché cambia in quanto il mondo è cambiato», ha detto Stoltenberg. Il segretario generale ha poi rivendicato i 130 miliardi di dollari in più stanziati dai Paesi membri dal 2016 a oggi per la difesa e l’impegno ad arrivare a 400 miliardi nel 2024.
PER TRUMP E JOHNSON «UN SUCCESSO»
Gli stessi DonaldTrump e Boris Johnson hanno definito il meeting un «successo», aggiungendo che la «Nato è più forte che mai».
Great progress has been made by NATO over the last three years. Countries other than the U.S. have agreed to pay 130 Billion Dollars more per year, and by 2024, that number will be 400 Billion Dollars. NATO will be richer and stronger than ever before….
«Basta liti e divisioni», ha detto il premier britannico, che con la Brexit in vista ha bisogno più che mai dell’asse atlantico. Ma le divisioni, a partire dallo strappo del presidente Emmanuel Macrone dalla variabile impazzita della Turchia, ci sono state eccome. A farle emergere in tutta la loro evidenza è stato un video rubato durante la cena a Buckingham Palace in cui Macron, il premier canadese Justin Trudeau, Johnson e il primo ministro olandese Mark Rutte fanno capannello prendendosi gioco di Trump.
TRUMP ANNULLA LA CONFERENZA STAMPA FINALE
Un filmato che ha innervosito parecchio il presidente Usa, che ha attaccato Trudeau dicendo prima che ha una «doppia faccia» per poi annullare la conferenza stampa finale. «Ne ho già fatte troppe in questi giorni», si è giustificato, ma è più probabile che le tensioni accumulatesi lo abbiano spinto a voler calmare le acque.
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Il capo di Palazzo Koch in audizione alle commissioni Bilancio e Politiche Ue della Camera ha spiegato che il salva-stati non altera i meccanismi sul debito ed è utile se rilancia l'integrazione Ue.
«Il modo migliore per convincere tutti dell’utilità della riforma è usarla come punto di partenza per riprendere con convinzione il percorso di integrazione europea». È l’augurio del governatore di Bankitalia Ignazio Visco in audizione alle commissioni Bilancio e Politiche Ue della Camera sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Quello che continua a mancare, secondo Visco, è «un disegno organico di completamento dell’unione monetaria» nonché il completamento dell’unione stessa.
I VANTAGGI NELLA RIFORMA SECONDO VISCO
«La proposta di riforma del Mes», ha aggiunto il governatore, «segna un passo nella giusta direzione, soprattutto perché introduce il backstop al Fondo di risoluzione unico». La guida di palazzo Koch ha poi spiegato che «viene confermata l’esclusione di qualsiasi automatismo nelle decisioni circa la sostenibilità dei debiti pubblici e di un eventuale meccanismo per la loro ristrutturazione». Una «conferma importante», questa, perché in caso contrario si incorrerebbe in un «rischio enorme».
LIMITI ALLA POSSIBILE RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO
Le modifiche introdotte per la riforma del Meccanismo di Stabilita «sono di portata complessivamente limitata. La riforma non prevede né annuncia un meccanismo di ristrutturazione dei debiti sovrani. Come nel Trattato già in vigore, non c’è scambio tra assistenza finanziaria e ristrutturazione del debito. Anche la verifica della sostenibilità del debito prima della concessione degli aiuti è già prevista dal Trattato vigente. È una clausola a tutela delle risorse del Mes, di cui l’Italia è il terzo principale finanziatore», ha concluso Visco.
VISCO: «SERVONO TAGLI DEL DEBITO»
Sempre sulla questione del debito il governatore ha aggiunto che «le modifiche proposte in materia di assistenza finanziaria ai paesi membri ribadiscono principi di buon senso che sono già presenti nel Trattato». «In ogni caso», ha puntualizzato, «è indispensabile proseguire in maniera credibile nel processo di consolidamento delle finanze pubbliche nei paesi ad alto debito, cogliendo senza esitazione l’opportunità fornita dall’attuale contesto di bassi tassi di interesse». «Per il Mes, come per qualsiasi prestatore», ha aggiunto, «non avrebbe senso erogare credito a chi ha un debito che non è considerato sostenibile, visto che si tratterrebbe di un trasferimento a fondo perduto. I presidi in termini di condizionalità ex ante e di monitoraggio ex post che accompagnano i finanziamenti del meccanismo erano e restano doverosamente rigorosi. Sono presidi a tutela delle risorse che i paesi dell’area dell’euro hanno “investito” nell’istituzione l’Italia, come ho ricordato, è al terzo posto in termini di impegno finanziario».
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Gli aventi diritto che provengono da una lista di 19 Paesi dovranno produrre una documentazione aggiuntiva sul patrimonio immobiliare posseduto all'estero.
Il reddito di cittadinanza potrà essere erogato anche alle famiglie di immigrati extracomunitari che ne hanno diritto. L‘Inps ha fatto sapere che la procedura si è finalmente sbloccata, poiché il ministero del Lavoro e quello degli Esteri hanno definito la lista dei Paesi d’origine per i quali è necessario produrre una documentazione aggiuntiva. Per tutti gli altri, le domande sospese a luglio 2019 verranno esaminate così come sono e in presenza dei requisiti di legge il reddito verrà erogato sull’apposita card di Poste italiane. Con cadenza quindicinale arriveranno anche gli arretrati.
Gli Stati finiti nella lista, i cui cittadini sono tenuti a certificare il patrimonio immobiliare posseduto all’estero, sono 19: Bhutan, Repubblica di Corea, Isole Figi, Giappone, Hong Kong, Islanda, Kosovo, Kirghizistan, Kuwait, Malaysia, Nuova Zelanda, Qatar, Ruanda, San Marino, Singapore, Svizzera, Taiwan e Tonga.
Per gli altri (la grande maggioranza) la domanda viene quindi sbloccata. Per “le domande presentate da aprile 2019 dai cittadini extracomunitari degli Stati o territori non inclusi nell’allegato al decreto interministeriale per le quali è già stata effettuata l’istruttoria per la verifica dei requisiti previsti per l’accesso al beneficio” – si legge – saranno disposti il rilascio della carta Rdc e il contestuale invio della prima disposizione di pagamento a Poste Italiane S.p.A. Previa verifica della permanenza dei requisiti, si provvederà al successivo invio – con cadenza quindicinale – delle eventuali mensilità arretrate maturate”. Per le domande, invece, presentate a marzo 2019 dai cittadini extracomunitari degli Stati o territori non inclusi nell’allegato al decreto interministeriale, che hanno già rilasciato la dichiarazione integrativa di responsabilità i pagamenti continueranno con le consuete modalità, senza necessità di alcun adempimento documentale da parte del richiedente.
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Salta il bonus airbag per le moto perché mancano le coperture. E le norme sulla Rc auto familiare saranno riviste. Il testo torna in commissione
Cancellare il bonus per l’acquisto di airbag per la moto perché mancano le coperture. E’ una delle 16 condizioni contenute nel parere favorevole della commissione Bilancio della Camera sulle modifiche apportate dalla commissione Finanze al decreto fiscale. Tra gli emendamenti da rivedere per sistemare le coperture la tassa sui container, i ritocchi all’esterometro e agli sgravi per i lavoratori impatriati, il fondo per le vittime dell’amianto, il credito d’imposta per le commissioni anche sui pagamenti via smartphone.
In arrivo una revisione delle norme sulla nuova Rc auto familiare, prevista nel decreto fiscale. Secondo quanto si apprende da fonti di governo si sta aspettando una riformulazione dell’emendamento già approvato dalla commissione Finanze della Camera. Il decreto dovrebbe tornare in commissione, anche per lo stop per le coperture a diverse modifiche arrivato dalla commissione Bilancio, e in quella sede dovrebbe essere corretta anche la norma che estende la classe più favorevole a tutti i veicoli assicurati in famiglia, anche in occasione dei rinnovi.
Salta l’ampliamento della platea del 730: la commissione Bilancio della Camera ha inserito tra le modifiche che non rispettano l’articolo 81 della Costituzione l’emendamento al decreto fiscale approvato dalla commissione Finanze della Camera. La Bilancio chiede anche, ma tra le condizioni che non devono obbligatoriamente essere recepite, che si cancelli pure lo slittamento al 30 settembre per la presentazione della dichiarazione, che “comporta criticità” nel monitoraggio delle entrate “soprattutto in relazione all’aggiornamento” del Def.
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Il portoghese Mario Centeno gela l'Italia. La firma del nuovo Trattato avverrà «all'inizio del prossimo anno».
«Non vediamo ragione per cambiare testo» del Mes: lo ha detto il presidente dell‘Eurogruppo, il portoghese Mario Centeno. «Il dibattito è in corso, oggi faremo un altro passo importante e poi aggiusteremo le necessità di dibattito che sono presenti» nei nostri Paesi, ha aggiunto.
Centeno ha anche annunciato che la firma del nuovo Trattato avverrà «ad inizio del prossimo anno». Secondo quanto si apprende, infatti, dopo l’accordo in Eurogruppo e all’Eurosummit serve tempo ulteriore, circa un paio di mesi, per tradurre i testi nelle diverse lingue.
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La procura federale di Berlino ha prove sufficienti per affermare che è stato ucciso «o per conto delle autorità statali russe o per conto della Repubblica cecena autonoma, parte della Federazione russa», Il Cremlino lo consdera «un atto ostile».
La Germania ha annunciato l’espulsione di due diplomatici russi dopo che i pubblici ministeri che si occupano dell’inchiesta hanno dichiarato che dietro l’uccisione di un ex comandante ribelle ceceno in un parco di Berlino potrebbe esserci il governo di Mosca. Zelimkhan Khangoshvili era stato stato ucciso il 23 agosto scorso, presumibilmente da un russo, arrestato poco dopo. Il ministero degli Esteri di Berlino ha reso noto che i due diplomatici sono stati dichiarati «persone indesiderate con effetto immediato».
«UN ATTO OSTILE»
Dura la risposta del ministero degli Esteri russo, In una nota ripresa dalla Tas la diplomazia guidata da Sergej Lavrov sostiene: «Mosca considera le dichiarazioni della Germania e l’espulsione dei diplomatici russi come infondate e un atto ostile» e «risponderà in modo simmetrico».
«PROVE SUFFICIENTI: UCCISO PER CONTO DI RUSSIA O CECENIA»
Secondo la ricostruzione di Der Spiegel la decisione del ministero degli Esteri di espellere due funzionari russi dei servizi segreti è stata presa in seguito alle informazioni assunte dalla procura federale di Karlsruhe, e pubblicate sul suo sito internet. Questa mattina è stato convocato l’ambasciatore russo a BerlinoSergej J. Netschajew a cui è stata comunicata verbalmente la richiesta di espulsione. La ragione sarebbe la mancata collaborazione della Federazione russa nell’indagine sull’omicidio del cittadino georgiano, ex militare in Cecenia, a Berlino in pieno giorno il 23 agosto scorso. La procura federale ha confermato di avere prove sufficienti per ritenere che l’uccisione sia stata compiuta «o per conto delle autorità statali russe o per conto della Repubblica cecena autonoma, parte della Federazione russa», è scritto nel comunicato ufficiale della procura federale, che si occupa di sicurezza interna e internazionale.
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Ecco perché la Consulta ha dichiarato incostituzionale l'articolo 4 bis, primo comma dell'ordinamento penitenziario.
Il detenuto per un reato di mafia può essere premiato se collabora con la giustizia, ma non può essere punito ulteriormente – negandogli benefici riconosciuti a tutti, come i permessi premio – se non collabora. La Consulta ha infatti dichiarato incostituzionale l’articolo 4 bis, primo comma dell’ordinamento penitenziario. Le motivazioni della sentenza sono state pubblicate il 4 dicembre.
Per la Corte costituzionale se il mafioso detenuto non parla, si continua a presumere che sia socialmente pericoloso. Ma questa presunzione non va intesa in senso assoluto e può essere superata se il Tribunale di Sorveglianza raccoglie elementi tali da escludere che il detenuto stesso abbia ancora collegamenti con l’organizzazione criminale o che sussista il pericolo di ripristinarli.
Non bastano quindi la buona condotta o la mera partecipazione al percorso rieducativo, né tantomeno una semplice dichiarazione di dissociazione. La presunzione di pericolosità – non più assoluta ma relativa – può essere superata solo in presenza di elementi concreti che dimostrino il venir meno del vincolo mafioso.
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Il prossimo anno la città raccoglierà il testimone di Palermo, Capitale 2018. Un'occasione per riscoprire e fare scoprire i gioielli dell'intera regione: dall'enogastronomia ai motori e l'arte.
È l’unica regione italiana che prende il nome da una strada, la Via Emilia, antica strada romana fatta costruire nel 187 a.C. dal console Marco Emilio Lepido per collegare Piacenza a Rimini.
L’antica via è poi diventata arteria fondamentale di ogni attraversamento dell’Italia, e intorno a essa è nata l’Emilia-Romagna, una delle aree più fiorenti della Penisola.
Stefano Bonaccini, governatore uscente e si spera presto rientrante, alla presentazione di Parma Capitale italiana della Cultura 2020, ha voluto inquadrare così l’essenza di questa terra che non ha un unico centro a forte attrazione, come Roma o Napoli, Firenze, Venezia o Milano, ma genera il proprio valore dalla disseminazione di eccellenze su tutto il territorio in molti campi diversi, dai motori alla meccanica di precisione, dalla gastronomia al fashion, dall’arte alla musica.
PARMA 2020 ACCENDE I FARI SUI GIOIELLI EMILIANI
Così, l’incoronazione di Parma a Capitale della Cultura è soprattutto un faro che si accende su uno dei gioielli emiliani, per riverberarne lo splendore su tutti gli altri. Infatti, ha calamitato da subito Piacenza e Reggio Emilia, costituendo il distretto Emilia occidentale quale protagonista dell’operazione. Che poi Parma, tutti lo dicono en passant durante la presentazione ufficiale, Capitale lo è stata davvero (per ben 300 anni). Ma si sa, in un Paese frazionato per secoli in regni, principati, granducati e signorie, quasi ogni città italiana è stata a suo modo Capitale. Se si legge l’Europa come un continente-museo che preserva i fasti e la storia della civiltà occidentale, l’Italia è certamente il museo con più sale, più capolavori, più cimeli preziosi.
Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna (Ansa).
L’ARTE DI ERIK SPIEKERMANN
Parma ne custodisce molti, uniti da un filo rosso che è lo spirito stesso della città, il suo entusiasmo nel mettersi in mostra, confermato dalla folla presente a Palazzo della Borsa, a Milano (sede della conferenza stampa), in cui domina quella parlata dolce e un po’ strascicata che ricorda tanto Bernardo Bertolucci, celebrato ad hoc con un video-montaggio di clip sonore tratte dai suoi film, brani di monologhi e dialoghi che fanno emozionare tutti. Sarà che tra i deus ex machinadi Parma 2020 c’è il giovanissimo assessore alla CulturaMichele Guerra, docente proprio di Teoria del Cinema nell’università cittadina, colui che ha pensato e coordinato la “messa in scena” della città, brandizzata dal designer tedesco Erik Spiekermann con una grande P, che significa Parma, ma anche prosciutto, pasta, pomodori, Pilotta, Po, Parmigiano Reggiano, nonché Parmigianino, il pittore rinascimentale della Madonna dal collo lungo. «Ho 73 anni», ha detto Spiekermann, «sono in pensione. Ma quando mi hanno chiesto di lavorare a questo progetto, mi sono detto: le persone sono squisite, la città affascinante, il cibo ottimo. Perché no?».
TUTTI I PRIMATI DELLA REGIONE
Così, è partito dal giallo-Parma, colore identificativo della città, e ha disegnato una grafica che sarà declinata nelle mille iniziative previste dal fittissimo programma. I parmigiani sono pronti a ospitare con calore, gentilezza e prelibatezze alimentari, «milioni di visitatori da tutto il mondo», dicono gli organizzatori, forti del contributo delle fiorenti imprese locali, tutte coinvolte fin dal principio nella progettazione e nella realizzazione dell’evento.
nFederico Pizzarotti, sindaco di Parma. (Ansa).
Bonaccini non manca, in chiusura, di sciorinare i primati della regione che vanta: il maggior numero (44) di prodotti Igp e Dop d’Europa, per un valore di circa 3 miliardi di euro; 11 siti Unesco (Parma è Città Creativa della Gastronomia per l’Unesco). Non solo, è la prima regione italiana per export pro-capite (più di Lombardia e Veneto); vanta uno tra i migliori chef del mondo: Massimo Bottura, modenese; sono stati triplicati i fondi per la cultura in cinque anni e a breve sarà pubblicata una Lonely Planet dedicata, consacrazione internazionale che vale come ciliegina su una torta già ricca di tanti sapori. «E pensare», ha ricordato Bonaccini, «che nel Dopoguerra l’Emilia era una delle regioni più povere del Paese». Intanto, Parma si proietta già oltre, con il piano Parma 2030 per la sostenibilità. Il sindaco Federico Pizzarotti sorride e viene da pensare che proprio il sorriso sia l’arma segreta di questa città, piccola ma grande, che mentre affetta prosciutto crudo, a suo modo progetta il futuro.
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Il governo pensa all'aumento dell'Ires per chi gestisce servizi come autostrade, porti e aeroporti. L'obiettivo è di creare una "Robin tax" per progetti sociali.
Aumenterà del 2% l’Ires sugli utili di tutte le società concessionarie dello Stato: i ricavi saranno destinati a finalità sociali. La novità, a quanto si apprende, è spuntata in manovra con un emendamento del governo, anticipato dal Sole 24 Ore e in via di definizione, che dovrebbe tassare per tre anni gli utili dei concessionari che gestiscono servizi come autostrade, porti, aeroporti, servizi di telefonia. L’idea è una sorta di “Robin tax” per finanziare progetti per il sociale e dovrebbe sostituire la stretta degli ammortamenti sui soli concessionari autostradali.
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Lo rivela l'agenzia Usa Bloomberg: improbabile che le tensioni sulle questioni interne cinesi possano influenzare imminenti sviluppi.
Gli Stati Uniti e la Cina sarebbero vicini ad un accordo sui dazi, nonostante le tensioni in atto su Hong Kong e lo Xinjiang, ha scritto Bloomberg citando fonti vicine al dossier, e subito le borse mondiali hanno virato verso l’alto. Secondo le fonti, le dichiarazioni Usa del 4 dicembre che facevano sembrare lontana una intesa non corrisponderebbero ad un effettivo stallo dei colloqui, ed è improbabile che le tensioni sulle questioni interne cinesi possano influenzare imminenti sviluppi.
SUL TAVOLO IL NODO DEI PRODOTTI AGRICOLI USA
Secondo le fonti, che Bloomberg precisa «familiari al pensiero di Pechino», i negoziatori statunitensi prevedono che una prima fase di accordo con la Cina potrebbe essere completata prima che scattino i dazi americani annunciati a partire dal 15 dicembre. Tra le questioni sul tavolo dei colloqui, c’è la ricerca di un modo per garantire gli acquisti di prodotti agricoli statunitensi da parte della Cina e la definizione delle tariffe sulle quali si può fare marcia indietro. Interpellato da Bloomberg, l’ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti Robert Lighthizer non ha inteso commentare, come pure il ministero del Commercio cinese.
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La giovane indagata per il tentato acquisto di droga nel caso che ha portato all'uccisione del fidanzato si difende: «Io e Luca a quel pub come mille altre volte».
È stata ascoltata nell’ufficio del gip di Roma nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia Anastasia Kylemnyk, la fidanzata di Luca Sacchi accusata di tentativo di acquisto di droga nell’ambito della vicenda conclusasi con l’omicidio del giovane romano.
«NON SAPEVO DEI 70 MILA EURO NELLO ZAINO»
Berretto rosa calato sugli occhi e occhiali da sole, la giovane è stata accompagna dal suo difensore, l’avvocato Giuseppe Concioni. «Non sapevo di avere 70 mila euro nello zaino ed ero davanti a quel pub con Luca come mille altre volte era capitato», ha detto Anastasia agli inquirenti, spiegando come lei e Luca fossero «completamente estranei alla vicenda». Per l’avvocato Concioni, «Il comportamento di Anastasia durante l’interrogatorio ha dato atto della sua estraneità sull’ipotizzato traffico di stupefacenti»
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La giovane indagata per il tentato acquisto di droga nel caso che ha portato all'uccisione del fidanzato si difende: «Io e Luca a quel pub come mille altre volte».
È stata ascoltata nell’ufficio del gip di Roma nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia Anastasia Kylemnyk, la fidanzata di Luca Sacchi accusata di tentativo di acquisto di droga nell’ambito della vicenda conclusasi con l’omicidio del giovane romano.
«NON SAPEVO DEI 70 MILA EURO NELLO ZAINO»
Berretto rosa calato sugli occhi e occhiali da sole, la giovane è stata accompagna dal suo difensore, l’avvocato Giuseppe Concioni. «Non sapevo di avere 70 mila euro nello zaino ed ero davanti a quel pub con Luca come mille altre volte era capitato», ha detto Anastasia agli inquirenti, spiegando come lei e Luca fossero «completamente estranei alla vicenda». Per l’avvocato Concioni, «Il comportamento di Anastasia durante l’interrogatorio ha dato atto della sua estraneità sull’ipotizzato traffico di stupefacenti»
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L'Istat ha pubblicato le sue valutazioni in materia economica. Prodotto interno lordo in aumento dello 0,2% per quest'anno. Giù anche la disoccupazione. Bene il risparmio delle famiglie.
Il Prodotto interno lordo italiano crescerà nel 2019 dello 0,2%, «in deciso rallentamento» rispetto al +0,8% dello scorso anno. È quanto ha calcolato l’Istat che ha limato così le stime della scorsa primavera che indicavano un +0,3%. La crescita risulterebbe invece «in lieve accelerazione nel 2020», con un aumento dello 0,6%. Sono le valutazioni dell’Istat nel documeto sulle prospettive per l’economia italiana per il 2019 e 2020. Nel dossier si prendono in esame però anche altri indicatori. Leggero miglioramento per la disoccupazione, con un tasso del 10% per quest’anno e un previsto 9,9% per il 2020. In frenata i consumi delle famiglie, ma in deciso aumento la propensione al risparmio.
A PESARE LA VARIAZIONE DELLE SCORTE (-0,8%)
Nel 2019, ha spiegato l’Istat, «la domanda interna al netto delle scorte fornirebbe un contributo positivo alla crescita del Pil pari a 0,8 punti percentuali; l’apporto della domanda estera netta risulterebbe moderatamente positivo (+0,2 punti percentuali) mentre la variazione delle scorte fornirebbe un impulso ampiamente negativo (-0,8 punti)». Su quest’ultimo dato potrebbe pesare la bassa fiducia che sta caratterizzando il mondo delle imprese in questi ultimi mesi.
IL FRENO DEL COMMERCIO MONDIALE
In generale l’Istituto ha parlato di una crescita che in Italia si mantiene «moderata». Nel dettaglio, «nell’ultima parte dell’anno, l’evoluzione del Pil è attesa proseguire sui ritmi dei mesi precedenti». Nel 2020, viene evidenziato, «il tasso di crescita del Pil è previsto in leggera accelerazione (+0,6%) rispetto al 2019, sostenuto dai consumi e dagli investimenti, nonostante una decelerazione della crescita stimata per questi ultimi». Soffermandosi proprio sugli investimenti, l’Istat ha notato come nel 2020 «risentirebbero della lenta crescita del commercio mondiale» ma «beneficeranno della reintroduzione degli incentivi di iper e super ammortamento e del perdurare di una politica monetaria espansiva da parte della Bce».
NUMERI GIÙ ANCHE PER LA DISOCCUPAZIONE
Per quanto riguarda il mercato di lavoro l’istituto nazionale di statistica ha rilevato «un deciso miglioramento», con il tasso di senza lavoro che si attesterebbe al 10,0% (dal 10,6% del 2018). Un numero che dovrebbe scendere a 9,9% per l’anno successivo. In sostanza l’istituto per i prossimi mesi ha previsto «il proseguimento della fase di miglioramento del mercato del lavoro, ma con un’intensità più contenuta». Tale andamento, ha fatto notare, «rifletterebbe, con un lieve differimento temporale, il progressivo rallentamento del ciclo economico«. L’aumento dell’occupazione (+0,7% per quest’anno e il prossimo) «si accompagnerebbe a una crescita del monte salari e a un miglioramento delle retribuzioni lorde per dipendente (+0,7% e +0,6% rispettivamente nel 2019 e nel 2020)».
RALLENTA LA SPESA DELLE FAMIGLIE
Nel rapporto l’Itat scrive anche che per «il 2019 si prevede un incremento dei consumi delle famiglie in termini reali (+0,6%) in rallentamento rispetto all’anno precedente, che si accompagnerebbe a un deciso aumento della propensione al risparmio». Nel 2020 la crescita della spesa «è prevista della stessa intensità (+0,6%), sostenuta dai miglioramenti del mercato del lavoro».
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L'Istat ha pubblicato le sue valutazioni in materia economica. Prodotto interno lordo in aumento dello 0,2% per quest'anno. Giù anche la disoccupazione. Bene il risparmio delle famiglie.
Il Prodotto interno lordo italiano crescerà nel 2019 dello 0,2%, «in deciso rallentamento» rispetto al +0,8% dello scorso anno. È quanto ha calcolato l’Istat che ha limato così le stime della scorsa primavera che indicavano un +0,3%. La crescita risulterebbe invece «in lieve accelerazione nel 2020», con un aumento dello 0,6%. Sono le valutazioni dell’Istat nel documeto sulle prospettive per l’economia italiana per il 2019 e 2020. Nel dossier si prendono in esame però anche altri indicatori. Leggero miglioramento per la disoccupazione, con un tasso del 10% per quest’anno e un previsto 9,9% per il 2020. In frenata i consumi delle famiglie, ma in deciso aumento la propensione al risparmio.
A PESARE LA VARIAZIONE DELLE SCORTE (-0,8%)
Nel 2019, ha spiegato l’Istat, «la domanda interna al netto delle scorte fornirebbe un contributo positivo alla crescita del Pil pari a 0,8 punti percentuali; l’apporto della domanda estera netta risulterebbe moderatamente positivo (+0,2 punti percentuali) mentre la variazione delle scorte fornirebbe un impulso ampiamente negativo (-0,8 punti)». Su quest’ultimo dato potrebbe pesare la bassa fiducia che sta caratterizzando il mondo delle imprese in questi ultimi mesi.
IL FRENO DEL COMMERCIO MONDIALE
In generale l’Istituto ha parlato di una crescita che in Italia si mantiene «moderata». Nel dettaglio, «nell’ultima parte dell’anno, l’evoluzione del Pil è attesa proseguire sui ritmi dei mesi precedenti». Nel 2020, viene evidenziato, «il tasso di crescita del Pil è previsto in leggera accelerazione (+0,6%) rispetto al 2019, sostenuto dai consumi e dagli investimenti, nonostante una decelerazione della crescita stimata per questi ultimi». Soffermandosi proprio sugli investimenti, l’Istat ha notato come nel 2020 «risentirebbero della lenta crescita del commercio mondiale» ma «beneficeranno della reintroduzione degli incentivi di iper e super ammortamento e del perdurare di una politica monetaria espansiva da parte della Bce».
NUMERI GIÙ ANCHE PER LA DISOCCUPAZIONE
Per quanto riguarda il mercato di lavoro l’istituto nazionale di statistica ha rilevato «un deciso miglioramento», con il tasso di senza lavoro che si attesterebbe al 10,0% (dal 10,6% del 2018). Un numero che dovrebbe scendere a 9,9% per l’anno successivo. In sostanza l’istituto per i prossimi mesi ha previsto «il proseguimento della fase di miglioramento del mercato del lavoro, ma con un’intensità più contenuta». Tale andamento, ha fatto notare, «rifletterebbe, con un lieve differimento temporale, il progressivo rallentamento del ciclo economico«. L’aumento dell’occupazione (+0,7% per quest’anno e il prossimo) «si accompagnerebbe a una crescita del monte salari e a un miglioramento delle retribuzioni lorde per dipendente (+0,7% e +0,6% rispettivamente nel 2019 e nel 2020)».
RALLENTA LA SPESA DELLE FAMIGLIE
Nel rapporto l’Itat scrive anche che per «il 2019 si prevede un incremento dei consumi delle famiglie in termini reali (+0,6%) in rallentamento rispetto all’anno precedente, che si accompagnerebbe a un deciso aumento della propensione al risparmio». Nel 2020 la crescita della spesa «è prevista della stessa intensità (+0,6%), sostenuta dai miglioramenti del mercato del lavoro».
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Il leader di Italia viva torna all'attacco: «Bonafede può cambiare la sua legge, non le nostre idee». E ipotizza il voto al ddl Costa in caso di mancato accordo.
«Volere una giustizia senza fine significa proclamare la fine della giustizia. E non abbiamo cambiato idea». Lo dice Matteo Renzi, intervistato dal Messaggero, in merito alla prescrizione: «Ora ci sono due alternative: la prima è che la nuova maggioranza trovi una soluzione. E sarebbe meglio. Se non accadrà noi non ci inchineremo al populismo giudiziario imperante. E dunque, se non ci sarà accordo, voteremo il ddl di Enrico Costa, persona saggia e già viceministro alla Giustizia del mio governo. Bonafede può cambiare la sua legge, se vuole, ma non può pretendere di cambiare le nostre idee».
«IL PD NON TEME LE URNE, MA FOLLEMENTE CI SPERA»
Sui timori che voglia staccare la spina per votare a marzo, l’ex premier chiarisce: «Non è un timore del Pd, ma una loro (folle) speranza. Una parte del Pd sogna le urne, invocandola con lo stesso giubilo con cui hanno anticipato le elezioni in Umbria, condannandosi a una clamorosa sconfitta. Fosse per me si voterebbe nel 2023. Ma non l’ha ordinato il dottore di stare tutti insieme. Chi vuole rompere deve solo dirlo». Parlando dei rapporti tra Conte e DiMaio, rileva: «Che i due non si salutino non mi interessa: devono governare il Paese, non andare a cena fuori. La vera domanda non è se sono ancora amici, ma se sono in grado di rappresentare l’Italia. Quanto a Di Battista: capisco che voglia tornare in parlamento per sue ovvie esigenze personali e quindi cerchi ogni pretesto per rompere. Ma questo governo è nato in quanto europeista e dunque Di Battista semplicemente non rileva. Se vogliono andare contro l’Europa, hanno sbagliato alleato: potevano tenersi Salvini».
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Dall’8 dicembre 2019 all’8 marzo 2020 nel Museo nazionale d’arte medievale e moderna della Basilicata, all’interno del seicentesco Palazzo Lanfranchi di Matera, sarà aperta al pubblico la mostra Trama doppia. Maria Lai, Antonio Marras, coprodotta, organizzata e coordinata dal Polo Museale regionale della Basilicata e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, nell’ambito del programma culturale della Capitale Europea della Cultura. E' quanto si legge in un comunicato della Fondazione Matera-Basilicata 2019.
Con questa mostra Matera vuole celebrare Maria Lai, a cui era dedicata la candidatura di Cagliari (che fu una delle città finaliste alla selezione della Capitale Europea della Cultura) nell’anno in cui ricorre il centenario della sua nascita. Lo speciale progetto espositivo racconta il singolare incontro con Antonio Marras ripercorrendo le tappe di un dialogo intimo, determinante e operoso, basato sulla leggerezza e sulle sensibilità dell’inusuale connubio; una relazione sorta tra i due spiriti, accomunati dalla libertà di sottrarsi ai sistemi organizzati e dalla capacità di unire, assemblare, tenere insieme pensieri, esistenze, luoghi, persone, progetti.