Intervento inaspettato in Senato per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, presentatosi poco prima dell’avvio dell’ufficio di presidenza della commissione Bilancio. Il titolare del Tesoro ha annunciato l’arrivo di nuove risorse destinate al sistema produttivo, per un ammontare complessivo di 3,5 miliardi di euro. A fornire i dettagli è stato il relatore del provvedimento, il senatore di Fratelli d’Italia Guido Quintino Liris. Le risorse serviranno a compensare strumenti che non hanno soddisfatto tutte le richieste, come Transizione 5.0 e i crediti d’imposta per gli investimenti nella Zes, oltre a interventi su previdenza complementare e alla rimodulazione temporale dei fondi per il Ponte sullo Stretto.
Giorgetti sull’oro di Bankitalia: «Tutto chiarito con la Bce, questione chiusa»
Nel corso del confronto con i senatori, il ministro ha affrontato anche un altro dossier sensibile, quello relativo all’oro di Bankitalia, al centro di un emendamento di Fratelli d’Italia. Giorgetti ha riferito l’esito del dialogo con la Banca centrale europea, spiegando di aver voluto informare direttamente il Parlamento: «Ho voluto chiarire la questione perché ne hanno letto solo sui giornali e mi sembrava corretto». Quanto alla sostanza del confronto con Francoforte, il ministro ha aggiunto: «Siamo a posto, nella riformulazione che ho presentato a nome del governo riteniamo che la questione possa essere chiusa».
Il Mit: «Fondi per il Ponte ricollocati perchè i cantieri partiranno nei prossimi mesi»
Dal ministero dei Trasporti arrivano chiarimenti sul ricollocamento delle risorse destinate al Ponte sullo Stretto, escludendo qualsiasi passo indietro sull’opera e ribadendo che «Matteo Salvini è determinato a realizzare il Ponte sullo Stretto e farà di tutto per velocizzare il via ai lavori». In una nota, il dicastero spiega che il governo «ha garantito la copertura finanziaria per l’opera» e che, a seguito dell’intervento della Corte dei Conti, sono in corso ulteriori verifiche richieste, motivo per cui i fondi sono stati riallineati dal punto di vista temporale, considerando che l’apertura dei cantieri avverrà nei prossimi mesi e non entro la fine dell’anno come inizialmente previsto. Sulla stessa linea l’amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, che ha dichiarato all’Ansa: «Non c’è alcun definanziamento del ponte sullo Stretto di Messina, come ha confermato il ministero delle Infrastrutture», precisando che «si tratta di un dovuto adeguamento e allineamento temporale della copertura finanziaria al nuovo cronoprogramma realizzativo, conseguente alla mancata registrazione da parte della Corte dei conti della delibera Cipess di approvazione del progetto definitivo».