Meta sigla un accordo con Amd sui chip per l’AI: cosa prevede

Meta Platforms ha stretto un accordo con Amd, multinazionale statunitense produttrice di semiconduttori, per l’acquisto di 6 gigawatt di infrastrutture data center basate sui nuovi processori dell’azienda. L’intesa, che si estenderà per cinque anni a partire dalla seconda metà del 2026, vale decine di miliardi di dollari per gigawatt (oltre 100 miliardi complessivi secondo alcune fonti), come ha dichiarato la ceo di Amd Lisa Su. L’accordo prevede anche l’assegnazione a Meta di warrant per acquistare fino a 160 milioni di azioni Amd, che matureranno al raggiungimento di specifici obiettivi tecnici e di prezzo del titolo. Se esercitati, trasformerebbero Meta in uno dei principali azionisti del chipmaker.

L’intesa segue quella con Nvidia

La mossa si inserisce nella strategia di Mark Zuckerberg di accelerare gli investimenti in intelligenza artificiale, con l’obiettivo dichiarato di costruire decine di gigawatt di capacità computazionale entro il decennio e centinaia di gigawatt nel lungo periodo. L’accordo con Amd segue infatti un’altra partnership annunciata da Nvidia. Meta riceverà versioni personalizzate dei futuri acceleratori Amd, tra cui il MI450 e i suoi successori, ottimizzati per i carichi di lavoro di inferenza. L’azienda continuerà comunque a sviluppare chip proprietari e a utilizzare hardware Nvidia, in un approccio multimarca reso necessario dalla scala dei progetti in corso.

SpaceX e xAI, perché Musk ha fuso le due società

Elon Musk ha annunciato che la sua società spaziale, SpaceX, ha comprato xAI, società di sviluppo di intelligenza artificiale di proprietà dello stesso magnate. Le cifre esatte dell’operazione non sono state comunicate, ma secondo diverse fonti il valore dell’acquisizione dovrebbe essere di circa 250 miliardi di dollari. La fusione dà dunque vita alla società non quotata in borsa con il più alto valore di mercato al mondo, stimato in 1.250 miliardi di dollari. A cosa porterà? L’ambizione sarebbe quella di costruire grandi data center nello spazio. «I progressi attuali nell’AI dipendono da grandi data center terrestri, che richiedono immense quantità di energia e raffreddamento», ha detto Musk annunciando l’operazione, intendendo che la domanda di elettricità per AI non può essere soddisfatta sulla Terra senza gravare sull’ambiente e che i data center dovranno quindi trovare collocazione nello spazio dove far ricorso all’energia solare.

Per xAI più fondi per sviluppare i propri prodotti di intelligenza artificiale

Da un punto di vista delle attività, SpaceX conta su un parco di razzi riutilizzabili, su navicelle in grado di trasportare astronauti e su Starlink, una diffusa rete di satelliti di telecomunicazione che fornisce collegamenti internet ad alta velocità su scala internazionale. xAI è nata da un’unione tra la piattaforma social X (ex Twitter) e la società di intelligenza artificiale di Musk, autrice del chabot Grok. Grazie a SpaceX, potrà fare leva su un inedito sostegno finanziario per lo sviluppo dei propri prodotti di AI, in un mercato costantemente in crescita e sempre più competitivo.

AlphaGenome, l’IA di Google che legge il Dna per le terapie del futuro

Google presenta un decoder del Dna. Dai laboratori di DeepMind, azienda di intelligenza artificiale sotto il controllo di Alphabet, arriva infatti AlphaGenome, modello IA progettato appositamente per analizzare il codice genetico umano e capirne meglio il funzionamento: l’obiettivo è utilizzarlo nel prossimo futuro per comprendere le malattie, migliorare i test di prevenzione e sviluppare persino nuove terapie da adottare. L’annuncio è arrivato sulla rivista scientifica Nature, che gli ha dedicato la copertina, con uno studio firmato da Žiga Avsec, Natasha Latysheva, Pushmeet Kohli.

AlphaGenome, l’IA di Google che legge il Dna per le terapie del futuro
Il fondatore di Google DeepMind Demis Hassabis (Imagoeconomica).

AlphaGenome, come funziona l’IA di Google che analizza il Dna

Addestrato sul codice genetico di esseri umani e topi, il modello IA di Google DeepMind è capace di analizzare fino a un megabase, ossia 1 milione di lettere di Dna, generando previsioni ad altissima risoluzione. Queste ultime coprono diverse modalità biologiche tra cui l’espressione dei geni e l’avvio della trascrizione, ma anche l’accessibilità della cromatina, le modifiche istoniche, il legame dei fattori di trascrizione e i contatti tra regioni del Dna. Sul fronte delle prestazioni, gli autori riportano invece che AlphaGenome eguaglia o addirittura supera i migliori modelli disponibili in 25 test su 26 nella predizione dell’effetto delle varianti, in particolare non codificanti, che rappresentano la quota dominante del genoma. Solo il 2 per cento del Dna infatti codifica correttamente proteine, mentre il restante 98 include regioni regolatorie che controllano quando, dove e come i geni vengono attivati.

Proprio in tale prospettiva si inserisce AlphaGenome di Google DeepMind. Il modello IA si presenta come uno strumento fondamentale per interpretare le variazioni genetiche con possibili ricadute su ricerca e comprensione biologica. Numerose le applicazioni all’orizzonte. Come si evince su Nature, l’intelligenza artificiale potrà contribuire agli studi di base in biologia e alla scoperta di nuovi bersagli terapeutici contro molte malattie. AlphaGenome potrà risultare cruciale per individuare le mutazioni che possono generare un tumore e facilitare la diagnosi di malattie rare, accelerandone la cura. Tra i suoi obiettivi anche un impiego nella biologia sintetica, nella terapia genica e nella ricerca di farmaci a Rna.

Il commento degli esperti: «Una pietra miliare per il settore»

«È una pietra miliare per il settore», ha spiegato sul blog dell’azienda Caleb Lareau del Centro oncologico Memorial Sloan Kettering di New York. «Per la prima volta, disponiamo di un unico modello che unifica contesto a lungo raggio, precisione di base e prestazioni all’avanguardia in un ampio spettro di compiti genomici». Entusiasta anche il dottor Marc Mansour dell’University College di Londra, che ha parlato di uno «strumento potente» che cambierà il settore. «Fornirà un tassello cruciale del puzzle, consentendoci di stabilire connessioni migliori per comprendere malattie come il cancro».

AlphaGenome, l’IA di Google che legge il Dna per le terapie del futuro
Una raffigurazione del codice genetico (Imagoeconomica).

WhatsApp, chatbot IA a pagamento in Italia: da quando e quanto costerà

Importanti novità in arrivo su WhatsApp per gli sviluppatori in Italia. Meta ha infatti annunciato che i chatbot IA saranno a pagamento nel nostro Paese a partire dal prossimo 16 febbraio. Una mossa che arriva dopo l’entrata in vigore, il 15 gennaio scorso, della politica che blocca gli assistenti digitali di terze parti sulla piattaforma. Nel nostro Paese, tuttavia, l’Antitrust aveva chiesto all’azienda di Menlo Park di fare marcia indietro e sospendere la stretta: Meta ha obbedito, introducendo dunque un’eccezione tuttavia accompagnata da un listino apposito. «Laddove siamo legalmente obbligati a fornire chatbot AI tramite le WhatsApp Business API, stiamo introducendo una tariffazione per le aziende che scelgono di utilizzare la nostra piattaforma per offrire questi servizi», ha dichiarato a TechCrunch un portavoce della società. Ecco quanto bisognerà spendere.

LEGGI ANCHE: WhatsApp diventa a pagamento? Meta si prepara a introdurre le pubblicità sull’app

Chatbot IA di terzi a pagamento su WhatsApp: cosa cambia e il prezzo

La novità entrerà in vigore il 16 febbraio 2026: a partire da quel giorno, ogni messaggio di risposta generato dall’intelligenza artificiale costerà agli sviluppatori poco più di cinque centesimi (per la precisione 0,0572 euro). Sebbene la cifra possa sembrare apparentemente irrisoria, se moltiplicata per migliaia di conversazioni al giorno rischia di far pagare un conto salato all’utente. Se un chatbot dovesse rispondere infatti a 10 mila domande quotidiane, l’ammontare complessivo sarebbe di 572 euro, salendo vertiginosamente a 17 mila euro mensili per un singolo bot. L’annuncio arriva anche a sorpresa se si considera che, a inizio anno, l’azienda di Mark Zuckerberg aveva comunicato agli sviluppatori un avviso con un’esenzione temporanea per i numeri italiani senza accennare ad alcun tipo di costo.

WhatsApp, chatbot IA a pagamento in Italia: da quando e quanto costerà
L’app di WhatsApp su uno smartphone (Ansa).

WhatsApp tuttavia non è nuovo a costi simili. Già oggi infatti le aziende che utilizzano le Business API con messaggi predefiniti (template) nel marketing, nelle notifiche di servizi e nell’autenticazione sono costrette a sborsare una tariffa. Le nuove sottoscrizioni si applicano però alle risposte dinamiche dei chatbot IA, quindi all’interazione diretta generata dall’intelligenza artificiale. Il caso italiano potrebbe inoltre generare un precedente per altre aree geografiche, qualora le autorità garanti di altri Stati dovessero imporre a Meta aperture simili. Se il modello dovesse infatti funzionare da noi, è facile intuire che Zuckerberg e soci decidano di applicarlo anche ovunque le circostanze lo rendano necessario.

LEGGI ANCHE: Meta testerà gli abbonamenti premium su Facebook, Instagram e WhatsApp

Moltbot, cos’è e come funziona il nuovo agente AI virale

Da promessa per il futuro degli assistenti digitali a caso di studio per innovazione ma anche sicurezza e privacy dell’utente. Il tutto in appena 72 ore, sufficienti per conquistare GitHub e diventare virale sui social, in particolar modo X. Stiamo parlando di Moltbot (originariamente chiamato Clawdbot), un agente di intelligenza artificiale gratuito e open source acclamato dagli utenti per caratteristiche uniche nel settore. Suo tallone d’Achille tuttavia sono le implicazioni per la sicurezza, in quanto una sua installazione rischia di esporre gli utenti a potenziali frodi e pubblicazioni involontarie dei dati. Ecco tutto quello che bisogna sapere su Moltbot, contraddistinto dall’immagine di un’aragosta, e perché fare attenzione.

Moltbot, perché tutti parlano del nuovo agente IA open source

Moltbot, cos’è e come funziona il nuovo agente AI virale
Lo sviluppatore di Moltbot Peter Steinberger (da X).

Il nuovo agente IA – nato con il nome di Clawdbot poi modificato in Moltbot dopo una causa legale da parte di Anthropic, creatrice di Claude – si presenta come «l’intelligenza artificiale che fa davvero le cose». A renderlo speciale sono le sue capacità. Può infatti essere eseguito comodamente in locale su un computer con sistema operativo Windows, iOS o Linux oppure su una macchina virtuale sotto il controllo di un utente. È in grado di interfacciarsi con qualsiasi servizio esterno, come WhatsApp, Telegram, Slack, Discord, Signal, iMessage, Teams e altri, tanto da poter essere chiamato in causa comodamente in chat. Soprattutto, non impone l’uso di server cloud terzi, ma basta installarlo sulla propria unità per utilizzarlo nel pieno delle sue potenzialità. A idearlo è stato lo sviluppatore austriaco Peter Steinberger, che ha deciso di renderlo open source e gratis sul sito ufficiale e su GitHub.

Cosa può fare? Praticamente tutto, tanto che i suoi primi utenti lo hanno paragonato all’assistente domestico tuttofare di Iron Man/Tony Stark nei fumetti Marvel, Jarvis. Può ricordare tutto quello che l’utente gli comunica, monitorare la posta elettronica e notificare un messaggio rilevante o persino intervenire proattivamente su attività ricorrenti. Moltbot può interagire con il calendario, pianificare un viaggio, compilare moduli online e creare addirittura file di sistema senza l’ausilio dell’uomo. Fra le sue caratteristiche più apprezzate c’è infatti la capacità di ottenere accessi a livello amministrativo al sistema operativo, sbloccando scrittura e lettura di file arbitrari, esecuzioni di comandi etc. Come usarlo? Dopo averlo installato sul pc, basta inviare un messaggio in chat su WhatsApp o Telegram e attendere che l’agente esegua dialogando con le app giuste. Ad alimentarlo, per ragionamento e per generazione di codice, Claude di Anthropic.

Le competenze necessarie per l’installazione e i rischi per la privacy

Prima di avvicinarsi a Moltbot, tuttavia, è opportuno tenere in considerazione diversi fattori. In primo luogo, la sola installazione – oltre che il successivo utilizzo – richiedono ampie competenze tecniche. Ancor più importante, bisogna tenere a mente una chiara consapevolezza dei rischi cui ci si espone. L’agente IA Moltbot ha infatti accesso completo al sistema del proprio device, tanto da poter eseguire comandi in autonomia e controllare il browser: lo stesso fondatore Steinberger afferma sul suo blog personale che «non esiste una configurazione perfettamente sicura». Almeno per il momento. In più ci sono le implicazioni per la sicurezza. La stampa Usa mette in guardia dalla prompt injection, con cui un malintenzionato può manipolare il software inserendo comandi malevoli in messaggi diretti, file, email e pagine web. Considerando che Moltbot interagisce con servizi di messaggistica e posta elettronica, potrebbe essere facile per un criminale manometterlo a distanza.

Meta testerà gli abbonamenti premium su Facebook, Instagram e WhatsApp

Meta potrebbe presto rivoluzionare l’esperienza sulle sue piattaforme social. Come ha anticipato la testata TechCrunch, l’azienda di Mark Zuckerberg intende testare piani di abbonamento premium su Facebook, Instagram e WhatsApp con l’obiettivo di offrire funzionalità aggiuntive conservando però un’esperienza di base gratuita. Le sottoscrizioni punteranno a stimolare produttività e creatività oltre a potenziare le capacità dell’intelligenza artificiale. L’approccio non sarà uniforme, ma presenterà una serie di combinazioni e bundle per ciascuna applicazione, che avrà un set con caratteristiche esclusive. In poche parole, non un unico abbonamento valido per l’intero pacchetto ma un’offerta differenziata in base al social.

Meta testerà gli abbonamenti premium su Facebook, Instagram e WhatsApp
Il logo dei social di Meta (Ansa).

Meta punta all’integrazione dell’agente IA Manus

All’interno dei piani di abbonamento di Meta ci sarà sicuramente Manus, agente IA che l’azienda ha recentemente acquisito per una cifra stimata attorno ai 2 miliardi di dollari. Anche in questo caso vi sarà un approccio duplice: da un lato, Meta integrerà Manus all’interno dei suoi prodotti, dall’altro continuerà a proporre abbonamenti standalone destinati alle aziende. Indizi concreti erano emersi già nelle ultime settimane, tanto che Alessandro Paluzzi – noto per individuare funzioni in sviluppo – ha notato un collegamento rapido alle funzioni dell’agente IA in fase si test su Instagram. Secondo TechCrunch, Meta prevede anche di testare abbonamenti per le funzionalità di intelligenza artificiale legate a Vibes, esperienza di generazione video integrata in Meta AI: gratuita al lancio, l’app dovrebbe passare a un modello freemium con accesso senza costi e abbonamenti per sbloccare funzioni extra.

I nuovi abbonamenti saranno separati da Verified

TechCrunch ha fatto notare come i nuovi abbonamenti in progetto per le app Facebook, Instagram e WhatsApp saranno slegati da Meta Verified, che fornisce a pagamento un badge di spunta blu volto alla protezione dal furto d’identità e che consente un accesso al supporto tecnico prioritario. Mentre quest’ultimo sarà orientato soprattutto a creator, influencer e aziende, le nuove sottoscrizioni invece si rivolgeranno anche agli utenti comuni. Sul fronte economico, l’arrivo di ulteriori abbonamenti rappresenta per Meta una nuova fonte di guadagno. Resta però il tema della cosiddetta subscription fatigue per cui molti utenti, già alle prese con numerosi servizi a pagamento, potrebbero decidere di non sottoscriverne un altro.

WhatsApp diventa a pagamento? Cosa c’è di vero e cosa sapere sull’abbonamento

WhatsApp si prepara per una piccola, ma importante rivoluzione. Meta, azienda di Mark Zuckerberg che gestisce la piattaforma assieme a Facebook, Instagram e Threads, sta pensando di introdurre la pubblicità all’interno della sua applicazione di messaggistica. Parallelamente, potrebbe anche essere introdotto un abbonamento mensile per chi desidera mantenere la propria interfaccia pulita e priva di annunci. Ad anticipare la possibile novità è il sito specializzato WABetaInfo, che ne ha individuato alcune tracce nella versione beta del software per Android 2.26.3.9. Ecco quanto potrebbe costare il servizio, quando arriverebbe online e quali utenti ne sarebbero subito interessati.

WhatsApp a pagamento? Ecco tutto quello che bisogna sapere

WhatsApp diventa a pagamento? Cosa c’è di vero e cosa sapere sull’abbonamento
Il logo dei social di Meta (Ansa).

Da anni ormai WhatsApp, che conta circa 2 miliardi di utenti, sta mutando pelle. Da pura piattaforma di messaggistica si sta evolvendo sempre più in uno spazio social con nuove funzionalità pensate per aziende e creator, tra cui i Canali e gli Stati. Non sorprende dunque che Meta, come già fatto sulle app di Facebook e Instagram, stia progettando di inserire alcuni annunci pubblicitari. Secondo ciò che ha riportato WABetaInfo, la novità riguarderà in un primo momento anche l’Italia, in quanto diretta agli utenti dell’Unione europea e del Regno Unito, territori dove le normative sulla privacy più stringenti spingono le aziende tech a offrire alternative tra pubblicità e opzioni a pagamento. Il prezzo stimato del nuovo abbonamento si aggira attorno ai 4 euro mensili, in linea con quanto visto appunto già su Facebook e Instagram.

Innanzitutto, una precisazione. Come anticipa WABetaInfo, Meta non avrebbe intenzione di piazzare gli annunci pubblicitari all’interno delle chat. Messaggi, chiamate, gruppi e videocall resteranno per il momento completamente gratuiti e senza alcun tipo di banner. Questi ultimi inizieranno invece ad apparire nella sezione Aggiornamenti, per intenderci quella dedicata agli Stati e ai Canali. In pratica, dovrà sottoscrivere un abbonamento soltanto chi vorrà mantenere pulita quella specifica funzione, mentre chi non la utilizza spesso potrà continuare a usare WhatsApp come ha sempre fatto, gratis. Primi dettagli anche su come abbonarsi: gli utenti potranno farlo infatti direttamente dal Play Store di Google (oppure Apple Store su iPhone) con un sistema di attivazione e disattivazione rapido e intuitivo.

Agli albori l’app di messaggistica era a pagamento

WhatsApp diventa a pagamento? Cosa c’è di vero e cosa sapere sull’abbonamento
Il logo di WhatsApp su uno smartphone (Ansa).

Qualora dovesse realmente concretizzarsi il nuovo progetto di Meta, non sarà la prima volta in cui gli utenti di WhatsApp si ritroverebbero a dover sborsare una piccola cifra per usare l’app. I veterani del web ricorderanno infatti che nei primi anni dal rilascio il servizio di messaggistica non era gratis, ma prevedeva un costo di 0,89 euro annui su Android o un pagamento una tantum sui dispositivi iOS dopo un periodo di prova gratuito iniziale. Un obbligo rimosso nel 2016, con una mossa che Meta prese nell’ottica di aumentare e favorire la diffusione mondiale.

Khaby Lame vende la sua società e crea il suo “gemello digitale” con l’AI

Khaby Lame, il tiktoker italiano più seguito al mondo, ha venduto la sua società per 975 milioni di euro. A soli 25 anni, il creator ha ceduto la maggior parte delle quote aprendo le porte a un nuovo progetto, ovvero la creazione di un avatar digitale con intelligenza artificiale basato su di lui. L’accordo concede infatti ai compratori l’autorizzazione a utilizzare i dati biometrici di Khaby – volto, voce e movimenti – per creare un clone digitale che potrà condurre dirette streaming, vendere prodotti, parlare più lingue contemporaneamente e operare 24 ore su 24 al posto suo, senza limiti fisici.

La società è stata aquistata dal Rich Sparkle Holdings Limited

Ad acquistare la Step Distinctive Limited, che controllava l’attività commerciale e di live commerce legata al brand di Lame, è stato Rich Sparkle Holdings Limited, un gruppo quotato al Nasdaq. L’accordo non prevede un pagamento in contanti, ma l’emissione di 75 milioni di azioni ordinarie della società acquirente, che ora detiene il controllo operativo del business. Secondo i documenti depositati presso la Sec, l’autorità di controllo dei mercati americani, Khaby deteneva indirettamente il 49 per cento della società, il che lo ha reso il principale venditore nell’operazione. Lui, in ogni caso, non uscirà di scena. Il contratto specifica che continuerà a essere coinvolto nella gestione operativa del business di live streaming e nella strategia commerciale del brand.

Instagram, scompare la lista dei following: cosa c’è al suo posto

Su Instagram potrebbe presto arrivare una nuova grande novità. Meta, che gestisce la piattaforma social assieme a Facebook, Threads e WhatsApp, ha infatti avviato un test globale su piccola scala con l’intento di eliminare una delle componenti essenziali e più note del social network: il conteggio dei follower. Come ha spiegato in anteprima Business Insider, la sperimentazione prevede una novità riscontrabile nei profili, dove al posto del numero dei following sarà sostituito da “Amici”. L’obiettivo, dunque, appare chiaro: favorire i rapporti bidirezionali, ossia il legame fra utenti che si seguono a vicenda, piuttosto che le semplici connessioni unidirezionali. «Gli amici sono fondamentali per l’esperienza su Instagram, quindi stiamo esplorando modi per rendere queste connessioni più visibili e significative», ha affermato un portavoce di Meta a Business Insider.

Instagram, cosa cambierà per gli utenti con l’arrivo degli amici?

Tradizionalmente, sulla home di qualunque profilo Instagram campeggiano tre numeri principali: i post pubblicati, quanti follower possiede (ossia quanti utenti seguono quell’account) e quanti sono i “seguiti”, ossia le persone che quel profilo segue online. Con il nuovo esperimento, quest’ultimo dato sparirà per lasciar posto agli amici, ossia al numero di account con cui c’è il follow reciproco. La novità potrebbe cambiare l’esperienza di creator e influencer, che hanno interpretato il rapporto tra follower e following (quanto più ampio possibile in favore dei primi) come sinonimo di popolarità e autorevolezza. La nuova definizione di “Amici” potrebbe cambiare tale aspetto, spostando l’enfasi sulla qualità delle relazioni piuttosto che sui numeri.

Instagram, scompare la lista dei following: cosa c’è al suo posto
Il logo di Instagram su smartphone e pc (Ansa).

La vera domanda tuttavia è un’altra: Instagram è davvero ancora un posto per gli amici? Negli anni, con l’invasione di influencer, brand e in tempi più recenti anche di software di intelligenza artificiale, il feed di Instagram è diventato sempre meno uno spazio in cui condividere contenuti con gli amici e più un feed in cui scovare dettagli sulla vita mondana delle star dei social o conoscere alcune notizie in tempo reale. Non a caso, Instagram si è concentrata anche sullo sviluppo di funzionalità per gli “Amici più stretti” concentrandosi sulla messaggistica diretta (DM) dove si condividono i contenuti. Il capo di Instagram, Adam Mosseri, ha più volte sottolineato l’importanza di connessioni autentiche e non solo dell’esposizione di contenuti. Ad agosto 2025, ha spiegato in un post di voler rendere la piattaforma un luogo di «interazione e connessione» fra utenti.

Apple trasformerà Siri in un chatbot di intelligenza artificiale

Apple si prepara a rivoluzionare Siri, il suo storico assistente virtuale integrato sui Mac e sui device mobile come iPhone e iPad. Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Mark Gurman di Bloomberg, il colosso di Cupertino ha intenzione di trasformarlo in un chatbot di intelligenza artificiale più simile a ChatGPT. Potrebbe essere integrato già in iOS 27, prossimo aggiornamento del sistema operativo, e venire mostrato all’interno della Apple WWDC di giugno 2026, con rilascio ufficiale nell’arco dei tre mesi successivi o comunque entro settembre.

Apple, cosa potrà fare il nuovo Siri e cosa cambierà

Secondo Bloomberg, all’interno dell’azienda il nuovo Siri è conosciuto come progetto Campos: alla base ci sarà una versione ottimizzata del modello IA Google Gemini, sfruttando l’accordo stipulato a gennaio 2026 dalle due aziende per potenziare Apple Intelligence. L’obiettivo sarà permettere la creazione di contenuti ed effettuare ricerche online, oltre a consentire analisi delle finestre aperte e suggerimento di azioni da eseguire sul device. Rumors sempre più insistenti affermano che Campos potrebbe essere in grado di comprendere ciò che accade sullo schermo, analizzando i contenuti per suggerire le mosse future. In particolare, Cupertino potrebbe usare un modello personalizzato simile a Gemini 3, internamente noto come Apple Foundation Models versione 1. Le prime anticipazioni confermano che dovrebbe essere integrato in iPhone, iPad e Mac.

Apple trasformerà Siri in un chatbot di intelligenza artificiale
Il logo di Apple su un device (Imagoeconomica).

Non è un segreto che Apple sia indietro nella corsa all’intelligenza artificiale rispetto alla concorrenza diretta e che da Cupertino stiano cercando sempre nuove strade per recuperare terreno. Il progetto Campos per rivoluzionare Siri rappresenterebbe però, se confermato, anche un’evoluzione strategica considerando che per anni la Mela ha preferito funzioni IA integrate nelle app piuttosto che una vera e propria esperienza conversazionale autonoma con un chatbot. Ora tuttavia la forte concorrenza di Samsung, OpenAI e produttori cinesi avrebbe spinto verso un cambio di programma. Con l’accordo stretto con Google, Apple si appresta a pagare circa 1 miliardo di dollari per avere accesso ai modelli del team Gemini, alcuni già a partire dall’aggiornamento intermedio iOS 26.4.

TikTok rafforzerà i controlli sull’età in Europa

TikTok si prepara a intensificare i controlli di verifica sull’età in tutta Europa nel corso delle prossime settimane. Lo ha annunciato la stessa Bytedance, proprietaria della piattaforma social, parlando in esclusiva con Reuters. Presentato come una nuova tecnologia sviluppata appositamente per venire incontro alle richieste normative dell’Ue, il sistema è frutto di una collaborazione dell’azienda cinese con la Commissione irlandese per la protezione dei dati, principale autorità di regolamentazione della privacy nell’Unione europea. TikTok ha anticipato che tutti gli utenti europei saranno informati del lancio della tecnologia.

TikTok rafforzerà i controlli sull’età in Europa
Un utente su TikTok (Imagoeconomica).

TikTok, come funziona la «nuova tecnologia» di controllo dell’età

Il nuovo sistema, frutto di un progetto pilota durato un anno in Europa ma rimasto segreto, sfrutterà verosimilmente sia l’intelligenza artificiale sia il controllo umano. La tecnologia di TikTok analizzerà le informazioni di un profilo, i video postati in Rete e il comportamento dell’utente per prevedere se possa appartenere a un minore di 13 anni, età minima per creare un account. A questo punto, ogni profilo sospetto non sarà automaticamente bannato, ma segnalato per essere esaminato da alcuni moderatori specializzati. La mossa di Bytedance arriva mentre l’Ue sta esaminando il modo in cui le piattaforme verificano l’età degli utenti, tra preoccupazioni che gli attuali metodi risultino inefficaci o, al contrario, eccessivamente invasivi. Per i ricorsi contro i blocchi, l’azienda utilizzerà la stima dell’età facciale fornita dal verificatore Yoti, controlli della carta di credito e documenti d’identità rilasciati dal governo.

Apple sceglie Google Gemini per potenziare l’IA e Siri

Apple ha scelto Google per potenziare le sue funzionalità di intelligenza artificiale. Come annunciato in una nota congiunta, Cupertino sfrutterà la tecnologia Gemini per alimentare il suo assistente Siri oltre che la prossima generazione di Apple Intelligence, sperando di recuperare il terreno perduto negli ultimi frenetici anni di corsa all’IA. La partnership sarà pluriennale e coinvolgerà la tecnologia cloud di Mountain View. «Dopo un’attenta valutazione, abbiamo stabilito che la tecnologia di Google fornisce la base più valida per i modelli Apple Foundation e siamo entusiasti delle nuove esperienze innovative che offrirà ai nostri utenti», scrivono da Cupertino. Ignote le cifre ufficiali, anche se fonti di TechCrunch ipotizzano un’operazione da circa 1 miliardo di dollari. La nuova versione di Siri è attesa nei prossimi mesi, con l’arrivo dell’aggiornamento iOS 26.4.

Apple punta a recuperare terreno nella corsa all’IA

L’accordo tra Apple e Google era in cantiere già dal 2025, quando Bloomberg anticipò che Cupertino aveva avviato colloqui preliminari con Big G per poter accedere a un modello personalizzato dell’IA di Gemini con l’obiettivo di potenziare Siri, sperando così di poter recuperare il terreno perso. Apple ha infatti più volte rimandato l’aggiornamento del suo assistente vocale, soprattutto dopo le forti critiche per malfunzionamenti nei servizi di Apple Intelligence. Resta ora da capire se la partnership con Google vada a rimpiazzare oppure, più verosimilmente, ad affiancare quella con OpenAI per ChatGPT che è già disponibile nella suite di intelligenza artificiale per iPhone, iPad e Mac. Intanto Google continua a crescere: il valore di mercato del gigante hi-tech ha superato i 4 mila miliardi di dollari. È la quarta di sempre a riuscirci dopo Nvidia, che ha toccato anche i 5 mila, Microsoft e la stessa Apple.

Apple sceglie Google Gemini per potenziare l’IA e Siri
Un panel di Google sull’IA (Ansa).

WhatsApp abilita le chat di terzi: come messaggiare con utenti di altre piattaforme

Novità in arrivo per gli utenti europei di WhatsApp. Il servizio di messaggistica di Meta sta adottando una nuova funzione che permetterà ai possessori dell’app di avviare una conversazione anche con contatti che utilizzano altre piattaforme senza essere costretti a scaricarle a propria volta e viceversa, come per esempio Telegram o iMessage. L’interoperabilità non rappresenta un’iniziativa di Menlo Park e di Mark Zuckerberg, ma nasce piuttosto dalla necessità di adeguarsi alle richieste dell’Unione europea e al suo Digital Markets Act pensata per impedire che grandi piattaforme, dette gatekeeper, rendano complicata la concorrenza. Tutte le aziende devono infatti permettere invio e ricezione dei messaggi anche verso e da app esterne: starà all’utente decidere se attivare o meno la funzione.

WhatsApp, come attivare la nuova funziona di interoperabilità

WhatsApp abilita le chat di terzi: come messaggiare con utenti di altre piattaforme
L’app di WhatsApp su uno smartphone (Ansa).

Una volta integrata completamente sul mercato europeo, con la nuova funziona di interoperabilità gli utenti di WhatsApp potranno avviare una conversazione con tutti coloro che usano, per esempio, Telegram o iMessage. Per il momento, tuttavia, il servizio è consentito soltanto con BirdyChat, app semisconosciuta sviluppata da un’azienda lettone con poco più di 5 mila download su Google Play. Intanto, per tutti coloro che hanno aggiornato il servizio di Meta, la novità è esplorabile con pochi tap sullo schermo nella sezione Impostazioni. Basterà infatti seguire il percorso Account, Chat di terzi e Attiva. A questo punto sarà sufficiente fare tap su Continua e selezionare da e verso quali altre app esterne si desidera inviare e ricevere messaggi (per ora, appunto, solo BirdyChat).

WhatsApp abilita le chat di terzi: come messaggiare con utenti di altre piattaforme
L’icona di WhatsApp (Ansa).

A questo punto, gli utenti di WhatsApp potranno scegliere tra una visualizzazione combinata oppure separata delle chat. Nel primo caso, come spiegato sul blog di Meta, «WhatsApp e le chat di terzi saranno combinate nella stessa casella di posta», mentre nel secondo «le chat di terzi saranno in una cartella separata all’interno della posta principale». Infine, basterà un ultimo tocco su Attiva per rendere definitivamente operativo il collegamento. L’utente conserverà tuttavia il controllo totale, tanto che potrà decidere in qualsiasi momento di tornare sui propri passi e disattivare la funzione. Bisogna infine ricordare come l’interoperabilità sarà attiva solo per le opzioni condivise con le altre applicazioni, in quanto le funzioni tipiche di WhatsApp come gli stati resteranno in esclusiva.

Funzione di interoperabilità dell’app: occhio al nodo della privacy

Pur venendo incontro alle richieste dell’Unione europea, la funzione di interoperabilità di WhatsApp solleva alcuni dubbi per quanto riguarda la privacy dell’utente. Se dal proprio lato il servizio di Meta rassicura gli utenti sulla gestione dei dati personali, dall’altro avvisa che le app terze «hanno le loro normativa e potrebbero gestire i dati in modo differente». Per quanto riguarda BirdyChat, finora la sola applicazione supportata, non ci sono problemi in quanto protegge le chat con la crittografia end-to-end come WhatsApp. Non a caso, Meta invita anche a tenere presente che «le truffe e lo spam potrebbero essere più comuni quando si inviano messaggi con app di terzi».

OpenAI lancia ChatGPT Health, l’assistente IA per salute e benessere

«Un ulteriore passo verso l’obiettivo di ottenere un super-assistente personale, capace di fornire supporto con informazioni e strumenti per ogni ambito della vita». Con queste parole Fidji Simo, Ceo of Applications di OpenAI, ha presentato al mondo ChatGPT Health, una nuova sezione del chatbot pensata appositamente per la salute e il benessere degli utenti. Confermando la strada intrapresa dall’ad Sam Altman, che già in agosto aveva individuato nell’ambito sanitario quello in cui «si registra il miglioramento più marcato» nella risposta dell’intelligenza artificiale. Disponibile per il momento solo per utenti beta negli Usa, arriverà nel resto del mondo e per tutti gli utenti (indipendentemente dal piano di abbonamento) nel prossimo futuro. Ecco cosa potrà fare la nuova sezione di ChatGPT.

OpenAI lancia ChatGPT Health, l’assistente IA per salute e benessere
Una schermata di ChatGPT Health (da OpenAI).

ChatGPT Health, niente diagnosi: l’IA aiuta ad arrivare preparati dal medico

Secondo i dati dell’azienda, ogni settimana più di 230 milioni di persone nel mondo interpellano l’IA per consigli sul proprio benessere e sulla salute. ChatGPT Health, tuttavia, non fornirà in alcun modo diagnosi né potrà prescrivere farmaci per il trattamento di patologie o disturbi. Come spiega OpenAI, «è pensato per supportare l’assistenza medica, non per sostituirla», aiutando «a orientarsi tra le domande quotidiane e a comprendere gli andamenti nel tempo, non solo i singoli momenti di malattia, per affrontare con maggiore consapevolezza le conversazioni mediche importanti». Creata con il contributo di 260 esperti di 60 Paesi, dunque, la nuova divisione del chatbot intende ridurre il caos informativo, collegando tutte le informazioni frammentate in vari spazi: un PDF dimenticato in cartelle cliniche, i grafici del sonno nelle app di fitness, i referti finiti nel cassetto. Servirà per mettere ordine, non per prendere il posto del medico.

Come spiegato sul blog ufficiale di OpenAI, ChatGPT Health aiuterà l’utente fornendogli un quadro generale di dati ed esami: potrà, per esempio, sintetizzare un referto prima di un appuntamento con il medico, ragionare su un piano di alimentazione o di allenamento da seguire, interpretare alcuni test o perfino valutare i compromessi tra polizze assicurative basandosi sulle proprie abitudini o sulle necessità più urgenti. Differente il caso per la salute mentale. Fidji Simo ha chiarito che l’assistente potrà affrontare discussioni relative al benessere psicologico, ma che in situazioni di crisi o disagio il sistema indirizzerà l’utente verso professionisti o risorse adeguate.

Sicurezza e privacy: così OpenAI protegge i dati degli utenti

Per quanto riguarda la protezione dei dati «estremamente personali» degli utenti, OpenAI aggiunge come la divisione Health, pur essendo all’interno di ChatGPT, adotterà misure di isolamento al fine di separare i contenuti sanitari dalle chat standard. Previste infatti memorie ad hoc, anche se nessun contenuto verrà mai utilizzato per addestrare l’algoritmo del modello di base. Il controllo resterà sempre in mano all’utente: chiunque potrà richiedere l’eliminazione delle conversazioni dai sistemi entro 30 giorni. Previsto anche il rafforzamento ulteriore dei controlli abilitando l’autenticazione a più fattori per aggiungere un ulteriore livello di protezione e prevenire accessi non autorizzati. Sarà necessario un consenso esplicito anche per collegare fonti esterne come cartelle cliniche digitali o app di allenamento: ogni utente potrà tornare sui propri passi e negare l’accesso qualsiasi volta lo ritenga necessario.

Accenture acquisisce Faculty: Marc Warner è il nuovo Cto

Accenture ha annunciato di aver trovato l’accordo per acquisire Faculty, azienda britannica di servizi e prodotti di intelligenza artificiale nativa. La società è stata fondata nel 2014 da Marc Warner, che ora sarà il nuovo Chief Technology Officer ed entrerà nel Global Management Committee. Oltre al manager, anche più di 400 professionisti di Faculty tra data scientist e ingegneri passeranno nei team globali della società di consulenza globale. In passato Warner è stato Research Fellow in Fisica Quantistica ad Harvard e membro del UK AI Council.

Tolion Health AI, nel cda l’ex Microsoft Gregory Moore

Tolion Health AI, società che punta a ritagliarsi sempre più spazio nel campo della salute digitale e dell’AI applicata al benessere cerebrale, ha annunciato un nuovo ingresso nel proprio cda. Si tratta di Gregory J. Moore, scienziato e medico che vanta una vasta esperienza nel settore grazie ai ruoli di vertice ricoperti in Microsoft e in Google Health. È stato, infatti, Corporate VP di Microsoft Health & Life Sciences, incarico che lo ha portato a guidare team in tutto il mondo. Inoltre è il fondatore di Google Cloud Healthcare & Life Sciences. Attualmente è membro dei cda di DaVita Inc. e Fortive Corporation, oltre a essere Senior Advisor per Gates Ventures. Qui sviluppa progetti legati all’Alzheimer e all’uso dell’AI nella prevenzione. Dopo la nomina, Moore ha affermato: «La prevenzione inizia molto prima dei sintomi. Con Tolion, è possibile oggi. Mi unisco con entusiasmo a un team che trasforma la scienza in azioni concrete e personalizzate per migliorare la salute cerebrale globale». Nei giorni scorsi è stata lanciata su Apple App Store l’app gratuita del brand.

Guardian: l’AI Overview di Google ha dato informazioni mediche sbagliate

Un’indagine del Guardian mette in discussione l’affidabilità delle Al Overview di Google, i riassunti generati con l’intelligenza artificiale che compaiono in cima ai risultati di ricerca. Secondo il quotidiano britannico, alcune sintesi contengono informazioni sanitarie errate o fuorvianti, con potenziali rischi concreti per la salute. La ricostruzione, sottolinea la testata, è stata fatta dopo che un numero rilevante di associazioni e professionisti sanitari hanno sollevato preoccupazioni sull’affidabilità delle informazioni contenute in AI Overview.

Guardian: l’AI Overview di Google ha dato informazioni mediche sbagliate
La finestra AI Overview nel motore di ricerca di Google.

Le informazioni sbagliate su tumore al pancreas e test oncologici femminili

Tra i casi citati c’è quello sul tumore al pancreas: l’IA ha suggerito di evitare cibi ad alto contenuto di grassi, un’indicazione che gli esperti definiscono «completamente sbagliata» e potenzialmente pericolosa, perché in realtà andrebbe fatto l’esatto contrario: mantenere un buon apporto calorico per sostenere cure come la chemioterapia o un intervento chirurgico. Tra gli altri esempi citati dal Guardian ci sono i test oncologici femminili. In una ricerca su «sintomi e test del cancro vaginale», l’Al Overview indicava il Pap test come esame diagnostico per questo tipo di tumore, quando invece serve per lo screening del tumore cervicale. Secondo le associazioni, un errore del genere potrebbe spingere alcune donne a ignorare sintomi reali, rassicurate da un recente esito negativo dello screening. L’azienda di Mountain View sostiene che la maggior parte delle Al Overview è accurata e che eventuali errori vengono corretti, ma l’indagine del Guardian evidenzia il rischio di affidarsi alle sintesi automatiche o ai chatbot AI su temi sensibili come la salute.

Trump Mobile ritarda l’uscita dello smartphone dorato

Alla fine il T1, primo smartphone di Trump Mobile, non arriverà sul mercato nel 2025. La compagnia telefonica lanciata dall’azienda di famiglia del presidente americano ha infatti rinviato le consegne del dispositivo dorato da 499 dollari. Lo riporta il Financial Times citando il servizio clienti della stessa società, secondo cui l’imprevisto è dovuto all’ultimo shutdown, che avrebbe interrotto tutte le spedizioni. Presentato a giugno dai figli del tycoon Eric e Donald Jr., il device intende rappresentare una risposta Made in Usa agli iPhone di Apple e ai Galaxy di Samsung, realizzati all’estero. Ignoti una possibile nuova data di uscita e lo stesso produttore.

Trump Mobile, le caratteristiche dello smartphone T1

Caratterizzato da una scocca interamente color oro, il T1 di Trump Mobile presenta il logo sulla parte posteriore del device, dove campeggia anche una bandiera americana stilizzata. Passando invece alle specifiche tecniche, si sa che monterà un display AMOLED da 6,25 pollici con una frequenza di aggiornamento a 120 Hz. Dotato di una memoria Ram da 12 Gb e uno spazio di archiviazione pari a 256 Gb (espandibile tramite uno slot per schede esterne), avrà una tripla fotocamera posteriore con obiettivo principale da 50 Mp e una frontale da 16 Mp. La batteria sarà da 5 mila mAh con ricarica rapida da 20 W, mentre dal punto di vista della sicurezza presenterà sia il sensore per le impronte digitali sullo schermo sia il riconoscimento facciale. Per prenotarlo è necessario un acconto da 100 dollari.

Trump Mobile ritarda l’uscita dello smartphone dorato
Donald Trump (Imagoeconomica).

Trump Mobile, in qualità di operatore telefonico, offre assieme allo smartphone T1 un contratto dal costo simbolico di 47,45 dollari (i numeri dei due mandati del tycoon alla Casa Bianca) al mese con 20 Gb di dati per la navigazione e chiamate internazionali verso 100 Paesi. In attesa di poter mettere le mani sul nuovo device della compagnia del presidente Usa, sul sito ufficiale è possibile acquistare dispositivi ricondizionati a prezzi piuttosto elevati. Sul portale ci sono, per esempio, un iPhone 15 al costo di 629 dollari oppure un iPhone 14 a 489 dollari, fino ad arrivare al Samsung Galaxy S24, per cui bisogna spendere 459 dollari.

Smartphone, i modelli più attesi che usciranno nel 2026

Maggior impulso all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, chip sempre più avanzati e nuovi modelli fold. Il 2026 si preannuncia un anno ricco di novità per la telefonia, con il debutto sul mercato dei device di ultima generazione di Samsung, Apple e tutte le principali aziende del settore. Secondo le prime anticipazioni, il colosso sudcoreano dovrebbe puntare su un nuovo processore, mentre a Cupertino potrebbe vedere la luce il primo modello pieghevole. Ecco tutto quello che sappiamo.

Smartphone, da Samsung a Apple: i modelli più attesi del 2026

Samsung, in arrivo la nuova gamma Galaxy S26

Fra le prime a mostrare i nuovi modelli sarà come sempre Samsung, attesa a febbraio con l’evento Unpacked. Sul palco della conferenza 2026, l’azienda sudcoreana dovrebbe mostrare per la prima volta la gamma Galaxy S26, attesa sul mercato con il modello base, il Plus e il top di gamma Ultra. Tra le novità più attese, soprattutto per quanto riguarda i primi due, c’è il processore Exynos 2600 (l’Ultra dovrebbe debuttare con Snapdragon), il primo al mondo realizzato con processo produttivo a due nanometri, capace di integrare un’IA di nuova generazione con funzioni ancora più avanzate in termini di produttività, interazione vocale e fotografia. Quanto a quest’ultima, secondo vari leak, non dovrebbero esserci stravolgimenti, con la conferma degli obiettivi finora in uso. Il lancio è atteso verosimilmente per il mese di marzo.

Apple è pronta a lanciare il primo iPhone pieghevole?

Attesa anche la risposta di Apple, che nel 2026 dovrebbe portare una massiccia dose di novità nella sua gamma di smartphone in attesa della vera e propria rivoluzione per il 2027, in cui festeggerà il ventennale degli iPhone con tanto di modello celebrativo speciale. Per quanto riguarda iPhone 18, analisi di JP Morgan anticipano un possibile sensore per la fotocamera da 24 Mp per tutta la famiglia così come il Center Stage per zoom automatico; in arrivo anche il nuovo chip A20 che, come nel caso di Samsung, dovrebbe vantare processo produttivo a due nanometri. Per iPhone 18 Pro e Pro Max si parla, a livello di design, di un nuovo posizionamento della fotocamera frontale, forse all’interno della Dynamic Island. Probabile anche un nuovo chassis in acciaio inossidabile.

Tutti i rumors tuttavia si concentrano sull’ipotetico iPhone Ultra, ossia il primo foldable di Apple, con hardware simili ai top di gamma Pro e Pro Max per chip e fotocamere. Novità assoluta potrebbe essere la selfie camera, verosimilmente da 24 Mp, posizionata sotto al display. Si vocifera anche di un aspetto in 4:3 stile iPad, con spessore da aperto di appena 4,5 millimetri, diagonale interna da 7 pollici senza piega visibile e ritorno dello scanner delle impronte digitali. Il prezzo, stando ad alcune indiscrezioni della stampa Usa, dovrebbe partire da circa 2.400 dollari.

Google pronta a mostrare i nuovi Pixel 10a e 11

Tra le protagoniste del mercato 2026 anche Google che, fra la primavera e l’estate prossime, lancerà il Pixel 10a e il Pixel 11. Il primo dovrebbe conservare le caratteristiche del predecessore con display da 6,3 pollici (che potrebbe raggiungere 2 mila nits di luminosità), fotocamera da 48 Megapixel e processore Tensor G4: quanto ai miglioramenti, si parla di una batteria potenziata da 5.100 mAh. Il Google Pixel 11, invece, dovrebbe contare ancora quattro modelli, tra cui uno di base e tre Pro, di cui uno foldable. Sul fronte prestazioni, Android Authority ha anticipato che lo smartphone dovrebbe contare sul chip Tensor G6 con ottimizzazione dell’efficienza energetica e della gestione termica. Il prezzo dovrebbe partire da 899 euro per il modello standard per arrivare ai 1.899 del pieghevole.

Xiaomi 17 Ultra, il nuovo top di gamma dell’azienda cinese

Sarà presentato per il mercato cinese il giorno di Natale 2025, ma non arriverà in Occidente prima del 2026. Stiamo parlando di Xiaomi 17 Ultra, il nuovo modello top di gamma dell’azienda con sede a Pechino. Stando alle prime anticipazioni, dovrebbe essere equipaggiato con il chip Snapdragon 8 Elite Gen 5 e vantare un comparto fotografico d’eccezione che sarà anche principale punto di forza. Presente infatti una fotocamera principale da un pollice con brand Leica, basata verosimilmente sul sensore OmniVision OV50X, un obiettivo ultra-grandangolare da 50 Mp e uno periscopico da 50 Mp. Sul social Weibo sono spuntate anche le prime immagini del design, che non sembra presentare una netta evoluzione rispetto al predecessore.

Nothing Phone 4a e 4a Pro con nuovi chip Snapdragon

Degni di menzione anche i nuovi Nothing Phone 4a e 4a Pro, attesi nel corso del 2026. Tra le novità più interessanti, come riportano alcuni insider, l’azienda britannica dovrebbe differenziare i modelli per quanto riguarda i processori. Mentre il primo resterebbe ancorato allo Snapdragon 7S del suo predecessore, passando forse alla quarta generazione, il Pro è atteso al salto di qualità verso un chip più performante della serie Snapdragon standard, di cui ancora non ci sono anticipazioni attendibili. Previsto, anche in questo caso come esclusiva del device di fascia alta, il supporto alle eSIM, già vista sui modelli precedenti. Quanto ai costi, le indiscrezioni suggeriscono cifre relativamente contenute per la configurazione con 12GB di Ram e 256GB di spazio di archiviazione. Il Phone 4a si attesterebbe intorno ai 499 euro, mentre il Phone 4a Pro salirebbe fino a circa 569 euro.

ChatGPT lancia il suo Wrapped: come funziona il recap annuale

Anche ChatGPT offre il suo personale riepilogo di fine anno. Come riporta TechCrunch, OpenAI ha iniziato a rilasciare, in alcuni mercati selezionati, «Il tuo anno con ChatGPT», una funzione inedita che richiama da vicino lo Spotify Wrapped. Per il momento è disponibile solamente negli Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda, ma è probabile che nell’arco di alcuni giorni arrivi anche nel resto del mondo. Al momento del lancio, possono accedervi tutti gli utenti dei piani free, Pro e Plus che hanno attivato le opzioni di cronologia delle chat e salvataggio dei ricordi, a patto che abbiano raggiunto una soglia minima di attività di conversazione. Al contrario, gli utenti Enterprise, Education e Team non potranno visualizzare il recap.

ChatGPT, come funziona il nuovo recap annuale del chatbot

Il funzionamento richiama da vicino quello già visto su altre piattaforme, tra cui Spotify e YouTube.  A differenza di vedere i brani più ascoltati oppure i video più cliccati durante gli ultimi 12 mesi, con «Il tuo anno con ChatGPT» gli utenti possono rivedere come hanno utilizzato il chatbot e l’IA tramite una grafica accattivante e un’esperienza che ruota attorno a tre elementi principali: riconoscimenti e badge personalizzati, una poesia scritta dall’IA e un’immagine generata su misura. Quanto ai premi, si tratta di etichette che vengono assegnate in base all’uso di ChatGPT: per esempio, se un utente ha sfruttato l’intelligenza artificiale per risolvere problemi, sviluppare soluzioni o ragionare su concetti e idee, riceverà il titolo di Creative Debugger. Oltre ai premi, la funzione permette all’IA di scrivere persino un componimento poetico basato sugli interessi dell’utente o generare un’immagine adatta a riassumerne gli interessi recenti.

ChatGPT lancia il suo Wrapped: come funziona il recap annuale
Il logo di OpenAI (Imagoeconomica).

Come visualizzare la funzione all’interno dell’app

Sebbene il riepilogo di fine anno verrà promosso all’interno della schermata iniziale di ChatGPT, non sarà aperto automaticamente né verrà imposto in alcun modo all’utente. Sarà tuttavia sufficiente cliccarvi sopra per visualizzarlo sia sul web sia tramite l’app mobile iOS e Android. È possibile inoltre attivare l’esperienza chiedendo esplicitamente «Il tuo anno con ChatGPT» in una chat. Non è ancora chiaro, allo stato attuale, quando sarà disponibile anche per l’Italia.