Frana di Niscemi, «l’intera collina sta scendendo verso la piana di Gela»

Non si ferma la frana iniziata domenica 25 gennaio a Nisceni (Caltanissetta), dove la situazione è estremamente critica: 1.500 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni, non solo quelle impraticabili rimaste sull’orlo del precipizio. Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile nazionale, dopo un giro in elicottero ha fatto il punto della situazione con le autorità locali: «In realtà è l’intera collina che sta scendendo verso la piana di Gela». Intanto i residenti di Niscemi accusano i governi e le amministrazioni locali di non aver fatto nulla, per un problema noto fin dal 1997: il 12 ottobre di quell’anno, infatti, la gente scese in strada gridando al terremoto, quando invece la terra aveva tremato per una frana. Che aveva interessato esattamente gli stessi quartieri dell’attuale cedimento: Sante Croci, Pirillo e Canalicchio.

Per gli sfollati in arrivo i contributi del fondo Cas

Per gli sfollati della frana di Niscemi sono in arrivo aiuti dal fondo statale Cas (Contributo di autonoma sistemazione): 400 euro a famiglia, più 100 euro per ogni componente, fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno. L’Ansa scrive che la procedura, già attivata con l’ordinanza di sgombero, dovrebbe essere completata nel giro di qualche giorno.

Lorenzo Pellegrini ha chiesto 100 mila euro di risarcimento a Fabrizio Corona

Il centrocampista della Roma Lorenzo Pellegrini ha avanzato una richiesta di risarcimento danni pari ad almeno 100 mila euro nei confronti di Fabrizio Corona, indagato dalla procura di Roma per diffamazione in relazione a un’intervista pubblicata su dillingernews.it. L’istanza è stata formalizzata attraverso la costituzione di parte civile depositata all’udienza preliminare dal legale del calciatore, e coinvolge anche una donna di 25 anni, di origini romene, a sua volta indagata per calunnia e diffamazione ai danni del giocatore. Il procedimento, incardinato davanti al gup di Roma, è stato rinviato al prossimo 17 marzo.

Le accuse nei confronti di Pellegrini ritenute infondate dalla procura

La vicenda prende le mosse dalle accuse di stalking rivolte al calciatore da una escort residente a Parma, che aveva sostenuto di aver intrattenuto una relazione con Pellegrini, poi degenerata in comportamenti persecutori, arrivando a presentare cinque denunce. Le dichiarazioni erano state rilanciate da Corona tramite l’intervista e i suoi canali social, contribuendo alla diffusione della storia. Dagli accertamenti è emerso che non vi sarebbero mai state molestie né alcun rapporto tra i due, e le analisi tecniche sui telefoni hanno escluso contatti o incontri tra il calciatore e la donna.

Fallimento Ifil, la procura di Salerno chiede due anni di reclusione per Piero De Luca

La procura generale di Salerno ha avanzato una richiesta di condanna a due anni di reclusione nei confronti di Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Partito democratico in Campania, figlio dell’ex presidente della Regione Vincenzo De Luca. L’istanza è stata formulata nel corso dell’udienza del 26 gennaio davanti alla Corte d’Appello di Salerno, dove è in corso il processo di secondo grado legato al fallimento della società di consulenza immobiliare Ifil, guidata da Mario Del Mese. Il parlamentare, assistito dall’avvocato Andrea Castaldo, era stato assolto in primo grado dall’accusa di concorso in bancarotta, nonostante anche allora la procura avesse sollecitato una pena di due anni.

Le accuse nei confronti di Piero De Luca

Secondo l’accusa, a De Luca viene attribuito un presunto coinvolgimento nella bancarotta della società salernitana impegnata in operazioni come il progetto del Crescent in piazza della Libertà e la mancata riconversione dell’ex Pastificio Amato. Il nome del deputato era emerso in relazione ad alcuni voli verso il Lussemburgo, ritenuti dagli inquirenti possibili distrazioni di fondi per circa 14 mila euro, somme che tra il 2009 e il 2011 sarebbero state utilizzate da Del Mese per coprire viaggi di lavoro all’estero dell’attuale esponente dem, all’epoca impiegato proprio nel Granducato prima dell’ingresso in Parlamento.

Agente spara a Milano e uccide un giovane: è indagato

La Procura di Milano indaga per omicidio volontario il poliziotto che ieri ha sparato e ucciso un 28enne marocchino durante un servizio antidroga in via Impastato, nel quartiere Rogoredo. L’agente, assistito dall’avvocato Pietro Porciani, è stato interrogato in Questura dal pubblico ministero Giovanni Tarzia, che coordina le indagini della Squadra mobile insieme al procuratore Marcello Viola. Sul piano politico, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha invitato a evitare «presunzioni di colpevolezza», sostenendo che non ci saranno «scudi immunitari», mentre Matteo Salvini ha scritto: «Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma».

La dinamica della sparatoria

Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia, poco prima delle 18 una pattuglia composta da agenti in divisa e in borghese stava fermando un presunto spacciatore quando il 28enne si è avvicinato. Gli agenti gli hanno intimato l’alt. L’uomo avrebbe estratto una pistola e l’avrebbe puntata contro la pattuglia. A quel punto un poliziotto ha sparato, colpendolo alla testa. Solo successivamente si è accertato che l’arma era a salve. Il giovane è morto sul posto: i soccorritori del 118 hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Nel verbale l’agente ha riferito di aver agito «per paura e per difesa», spiegando di essersi trovato a circa 15-20 metri dall’uomo al momento dello sparo. La Procura ha disposto l’autopsia e gli accertamenti balistici per ricostruire traiettoria, distanza e dinamica dell’azione, anche perché nell’area non risultano telecamere.

Milano-Cortina, fonti Usa: «Ice alle Olimpiadi a supporto di altre agenzie»

Agenti dell’Ice prenderanno parte al dispositivo di sicurezza delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, affiancando altri apparati statunitensi nell’ambito delle attività coordinate dal Servizio di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato. Lo riferiscono fonti dell’Ambasciata degli Stati Uniti, precisando che il personale americano opererà a supporto e che «tutte le operazioni di sicurezza restano sotto l’autorità italiana».

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Dipartimento della Sicurezza: «L’Ice non svolgerà operazioni di controllo dell’immigrazione»

Secondo le stesse fonti, il Servizio di sicurezza diplomatica avrà un ruolo di guida per la tutela degli interessi Usa durante i Giochi, come già avvenuto in precedenti edizioni olimpiche, quando diverse agenzie federali hanno collaborato al dispositivo, inclusa Homeland Security Investigations, la componente investigativa dell’Ice. In questo quadro, il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha chiarito che «ovviamente l’Ice non svolge operazioni di controllo dell’immigrazione in Paesi stranieri».

Milano, 20enne ucciso da un agente durante una sparatoria

Un 20enne ha perso la vita nel tardo pomeriggio del 26 gennaio a Milano, in via Giuseppe Impastato, a seguito di un intervento di polizia conclusosi con l’esplosione di colpi d’arma da fuoco. L’episodio si è verificato poco prima delle 18 e, secondo quanto emerso dalle prime informazioni, a sparare sarebbe stato un agente appartenente a una pattuglia in abiti civili. Gli operatori del commissariato Mecenate sarebbero intervenuti dopo aver notato il giovane avvicinarsi impugnando quella che appariva come una pistola: si trattava di una Beretta 92 a salve. La situazione ha generato allarme tra i poliziotti e uno di loro ha aperto il fuoco. Il ragazzo, di origine nordafricana, è stato subito soccorso in condizioni critiche ma è deceduto prima di poter essere salvato. Nessun componente delle forze dell’ordine è rimasto ferito.

Femminicidio di Federica Torzullo, morti suicidi i genitori del marito accusato del delitto

Non ha fine la tragedia di Anguillara Sabazia. Dopo il femminicidio di Federica Torzullo, sono stati trovati morti i genitori di Claudio Carlomagno, il marito della donna accusato di averla uccisa. A casa dell’altro figlio, a Roma, trovato un biglietto di addio che avevano lasciato nel pomeriggio. È stato proprio lui che, allarmato per la sorte dei familiari, ha contattato una zia che, raggiunta la villetta sul Tevere dove vivevano i coniugi, ha fatto la tragica scoperta. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 per la constatazione del decesso e i carabinieri per i rilievi. Gli investigatori hanno ipotizzato fin da subito il suicidio.

Chi erano i genitori di Claudio Carlomagno

La donna, Maria Messenio, era una figura nota nell’amministrazione locale della cittadina laziale, dov’è stata assessora alla sicurezza del Comune di Anguillara fino a pochi giorni prima. Dopo il ritrovamento del corpo della nuora nell’azienda di famiglia e l’arresto del figlio, aveva presentato le dimissioni. Il marito, Pasquale Carlomagno, era finito nei giorni scorsi nelle carte delle indagini. Le telecamere di sorveglianza avevano ripreso il suo furgone transitare davanti alla villa della coppia nelle ore a ridosso del delitto e fermarsi per nove minuti. Nei giorni scorsi non si escludeva che la coppia potesse essere sentita dai carabinieri, anche se non era stata fissata una convocazione.

Milano, morto in un incidente l’ex bodyguard di Alberto Genovese

Incidente mortale all’alba di sabato 24 gennaio 2026 in centro a Milano. Secondo le prime ricostruzioni, un mezzo dell’Amsa (la società che si occupa della raccolta dei rifiuti) non avrebbe dato la precedenza all’incrocio tra corso Sempione e via Filiberto, urtando una Bmw. Dopo l’impatto, avvenuto intorno alle 5.30, l’auto è stata trascinata in avanti, abbattendo semaforo e segnaletica verticale, ed è andata a sbattere contro un’altra vettura che arrivava dalla direzione opposta. Il conducente della Bmw, 45 anni, è morto poco dopo l’incidente, nonostante il trasporto d’urgenza in Pronto soccorso. Si tratta di Simone Bonino, ex bodyguard di Alberto Genovese, l’imprenditore condannato per le violenze e gli abusi di Terrazza sentimento. Bonino, secondo quanto riporta il Corriere, sarebbe stato l’uomo che faceva da guardia mentre Genovese era in camera da letto anche con le ragazze che poi denunciarono i fatti. Il dipendente dell’Amsa è stato trasportato in codice giallo al San Carlo mentre il terzo automobilista è rimasto illeso.

Il cordoglio dell’Amsa

In una nota, l’Amsa ha espresso «profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’automobilista». «In attesa di conoscere gli esiti degli accertamenti in corso, l’azienda si è immediatamente messa a disposizione delle autorità competenti per contribuire a chiarire ogni aspetto dell’accaduto e accertare la dinamica dell’incidente», si legge nel comunicato.

È morto l’avvocato Giuliano Spazzali

È morto a Milano Giuliano Spazzali, uno degli avvocati più noti della storia giudiziaria italiana, protagonista dagli Anni di Piombo alla stagione di Mani Pulite. Nato a Trieste il primo gennaio 1939, negli anni Sessanta si era trasferito nel capoluogo lombardo, dove aveva avviato una lunga carriera diventando legale di Soccorso Rosso e difensore di esponenti della sinistra extraparlamentare. In oltre 40 anni di attività ha assistito, tra gli altri, gli anarchici milanesi tra cui Pietro Valpreda, accusato ingiustamente per la strage di piazza Fontana, e Toni Negri. Negli anni Novanta era tornato alla ribalta come difensore di Sergio Cusani nel processo Enimont, segnato dai celebri confronti in aula con Antonio Di Pietro.

Crans-Montana, le reazioni del governo alla scarcerazione di Jacques Moretti

La decisione del tribunale di Sion di disporre la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana, ha scatenato la rabbia del governo. Giorgia Meloni ha espresso la propria indignazione sui social, definendo il provvedimento «un oltraggio alla memoria delle vittime della tragedia di Capodanno e un insulto alle loro famiglie, che stanno soffrendo per la scomparsa dei loro cari», aggiungendo che «il governo italiano chiederà conto alle Autorità svizzere di quanto accaduto».

Parole di condanna sono arrivate anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che su X ha scritto: «Non ho parole per commentare la scarcerazione in Svizzera di Jacques Moretti. È un atto che rappresenta un vero oltraggio alla sensibilità delle famiglie che hanno perso i loro figli a Crans-Montana, che non tiene conto del lutto e del dolore profondo che queste famiglie condividono con il Popolo italiano». Nello stesso messaggio, il titolare della Farnesina ha assicurato che «rafforzeremo il nostro sostegno e la nostra solidarietà ai genitori delle vittime di questa incredibile sciagura» e che l’Italia continuerà a collaborare «affinché le autorità svizzere accertino la verità e le responsabilità di quanto accaduto». Sulla vicenda è intervenuto anche il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, che ha commentato con un secco «Vergogna!» la decisione della magistratura elvetica.

È morto l’attore Carlo Cecchi

È morto Carlo Cecchi, attore e regista tra i più importanti del teatro italiano: nato a Firenze nel 1939, avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 25 gennaio ed è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Campagnano, alle porte di Roma. Protagonista nel mondo del teatro, interpretò Finale di partita di Samuel Beckett, e ha attraversato il cinema d’autore scegliendo registi e progetti lontani dai circuiti commerciali, a partire da Morte di un matematico napoletano di Mario Martone. Nel corso della carriera ha lavorato, tra gli altri, con Cristina Comencini, Bernardo Bertolucci, Ferzan Özpetek, Pupi Avati e Valeria Golino, mentre nel 2007 ha ricevuto il Premio Gassman come miglior attore teatrale italiano. Nelle ultime stagioni aveva portato in scena La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth.

Crans-Montana, due ragazzi lasciano l’ospedale Niguarda

Due ragazzi sopravvissuti al rogo di Crans-Montana hanno lasciato il centro grandi ustionati dell’ospedale Niguarda per tornare nelle proprie case. Si tratta di due studenti milanesi tra i 15 e i 16 anni, ricoverati ai primi di gennaio e dimessi dopo circa 20 giorni di cure intensive. La notizia è stata confermata dalla Regione Lombardia e dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso durante un punto stampa davanti al pronto soccorso: «Abbiamo fatto una visita approfondita e ho parlato con tutti i sanitari che stanno curando i nostri ragazzi e ho potuto anche salutare i due ragazzi che questa mattina vengono dimessi. La prognosi per loro è stata sciolta dai nostri medici curanti e quindi loro possono tornare a casa». Bertolaso ha precisato che, pur tornando a casa, i due giovani dovranno seguire un percorso di riabilitazione e medicazioni, ma già tra circa due settimane potranno riprendere la scuola.

Al Niguarda sono ancora ricoverati otto pazienti

Restano ancora ricoverati al Niguarda otto pazienti, di cui quattro in terapia intensiva, tre al centro ustioni e uno in reparto ordinario. Durante il punto stampa, l’assessore ha raccontato anche il dialogo con i ragazzi rimasti ricoverati: «Con alcuni nel centro ustioni sì, in particolare con uno che è cosciente ma stanco di stare in queste condizioni. Abbiamo fatto esercizi con le dita perché ha entrambe le mani ustionate e la sua preoccupazione è poterle riutilizzare, anche perché fa sport, gioca a tennis. L’ho confortato: ci vorrà tempo, sarà duro, ma molto dipenderà anche dalla sua forza di volontà, oltre al lavoro straordinario dei medici». Bertolaso ha inoltre espresso un augurio per il ragazzo di Roma: «Abbiamo iniziato a organizzarci per andare a vedere insieme Inter-Roma fra qualche settimana».

Incidenti sul lavoro, due morti in Toscana e in Abruzzo

Altri due incidenti mortali sul lavoro in Italia. Un trasportatore 51enne di Ponsacco (Pisa), ha perso la vita questa mattina a Livorno, mentre stava scaricando materiale edile da un camion. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo stava movimentando dei laterizi sul pianale del mezzo, quando è stato schiacciato dalla benna della gru dell’autoarticolato. A dare l’allarme è stato un collega: purtroppo il medico del 118 non ha potuto far altro che constatare il decesso del trasportatore.

L’altro incidente mortale in Abruzzo

Nella notte è invece morto un operaio 59enne di nazionalità romena, residente a Civitavecchia, vittima di un incidente con un mezzo meccanico nel cantiere della nuova centrale idroelettrica in costruzione a Petrella Liri, frazione di Cappadocia (L’Aquila). L’uomo lavorava per una ditta impegnata nella realizzazione di un grande serbatoio idrico destinato ad approvvigionare una vasta porzione di territorio abruzzese. L’operaio è deceduto all’ospedale di Avezzano, dove era stato trasportato in condizioni critiche.

Famiglia nel bosco, manca l’interprete: slitta la perizia psichiatrica per i genitori

La perizia psichiatrica su Nathan Trevallion e Catherine Birmingham per valutare se la coppia anglo-australiana abbia «caratteristiche psichiche idonee a incidere sull’esercizio della responsabilità genitoriale», è slittata di una settimana a causa dell’indisponibilità dell’interprete del tribunale, chiesto dalla difesa per permettere al padre e alla madre della “famiglia nel bosco” di comprendere a pieno domande tecniche e personali. «Ogni giorno che passa è un giorno di dolore che si aggiunge», ha dichiarato Danila Solinas, assieme a Marco Femminella legale della coppia. La perizia è stata affidata alla dottoressa Simona Ceccoli in rappresentanza del tribunale dei minorenni e, per la difesa, allo psichiatra Tonino Cantelmi. Ma ci sarà da aspettare ancora qualche giorno.

Maltempo Sardegna, Todde: «Danni da centinaia di milioni»

I danni provocati dal ciclone Harry in Sardegna ammontano a cifre ingenti, con conseguenze rilevanti sulle infrastrutture e sul patrimonio culturale e ambientale. Lo ha sottolineato la governatrice Alessandra Todde durante un sopralluogo alla spiaggia del Poetto di Cagliari, duramente colpita dall’evento atmosferico, insieme al capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano. «Qui stiamo parlando di danni di centinaia di milioni per danni infrastrutturali e anche legati ai beni culturali e ambientali», ha dichiarato Todde, spiegando che «prima di discutere di fondi regionali dobbiamo discutere con il governo e avere le giuste risorse», ha aggiunto, precisando che «non è una situazione in cui bisogna reagire di pancia, è una situazione in cui bisogna reagire seriamente».

Maltempo Sardegna, Todde: «Danni da centinaia di milioni»
Alessandra Todde (a sinistra) al Poetto di Cagliari (Ansa).

«La macchina della protezione civile ha dato una risposta solida e noi dobbiamo dare ugualmente una risposta solida, immediata certamente, ma non rispondendo semplicemente perché c’è l’urgenza di farlo», ha detto la governatrice. Todde ha evidenziato la necessità di mettere i sindaci «nelle condizioni di agire immediatamente. A loro è stato chiesto di lavorare e di stimare i danni e noi faremo la nostra parte per infrastrutture e tutto il resto, ma lo faremo. Correttamente con i fondi che devono essere stanziati e non semplicemente con una risposta demagogica per dire che stiamo facendo qualcosa. Questo i sardi non se lo meritano», ha concluso.

Un operaio 25enne è morto incastrato in un macchinario nel Torinese

Andrea Cricca, operaio 25enne, è morto un un’azienda agricola di Brusasco (Torino) dopo essere caduto, per cause ancora da accertare, all’interno di un macchinario per lo sminuzzamento del fieno, un carro autocaricante. A trovarlo quando non c’era più nulla da fare sono stati i colleghi. La madre del giovane, giunta sul posto, è stata colta da malore e soccorsa dai sanitari del 118 di Azienda Zero.

Il dramma dei morti sul lavoro

Secondo gli ultimi dati Inail, da gennaio a ottobre 2025 sono stati denunciati 497.341 infortuni sul lavoro, in netta crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando c’erano stati 5.902 casi in meno. Quelli con esito mortale sono arrivati a 896, +7 per cento rispetto al 2024: quasi tre decessi sul lavoro al giorno.

Mediaset denuncia Fabrizio Corona dopo il caso Signorini

Mediaset ha denunciato in Procura a Milano Fabrizio Corona per diffamazione e minacce nei confronti tanto dei vertici dell’azienda quanto di conduttori di programmi tv. La società ha presentato la querela dopo il caso delle due puntate di Falsissimo in cui Corona ha attaccato, tra gli altri, Alfonso Signorini. Mediaset ha anche chiesto di procedere la divieto di utilizzo dei social network e di altre piattaforme telematiche, nonché degli smartphone. Così, secondo l’azienda, non potrebbe più diffondere contenuti simili a quelli delle ultime settimane. Inoltre, secondo Fanpage, nel registro degli indagati nell’inchiesta su Alfonso Signorini, aperta dopo la denuncia di Antonio Medugno, ci sarebbe anche Alessandro Piscopo. Quest’ultimo è l’ex manager del concorrente del GF Vip.

Femminicidio Federica Torzullo: il marito ha confessato

Claudio Carlomagno ha confessato l’omicidio della moglie Federica Torzullo durante un interrogatorio nel carcere di Civitavecchia, davanti al procuratore capo. La dichiarazione, arrivata dopo settimane di silenzio e solo in seguito al ritrovamento del corpo della donna in un terreno dell’azienda dell’uomo ad Anguillara Sabazia, sta consentendo agli inquirenti di colmare i vuoti rimasti nella ricostruzione del delitto. La vittima, ingegnere gestionale di 41 anni, era scomparsa nei giorni precedenti e il marito, 44 anni, è detenuto da domenica. L’inchiesta, ripartita dal rinvenimento del cadavere, ha portato la procura a contestare per la prima volta dall’entrata in vigore della norma il reato di femminicidio.

Femminicidio Federica Torzullo: il marito ha confessato
Federica Torzullo (social).

Gli accertamenti medico-legali descrivono una violenza estrema consumata tra l’8 e il 9 gennaio nella villetta di Anguillara Sabazia dove la coppia viveva. Sul corpo sono state rilevate 23 coltellate, di cui 19 in aree vitali, con ferite alle mani compatibili con una lama a doppio filo e colpi al volto e al collo che hanno lesionato vasi arteriosi causando la morte. L’autopsia evidenzia anche traumi non riconducibili al coltello: addome, bacino e arti inferiori schiacciati, lesioni attribuite alla benna di una scavatrice utilizzata per scavare la fossa in cui il corpo è stato tentato di occultare. Restano aperti interrogativi su movente, dinamica – se frutto di una lite improvvisa o di tensioni pregresse – e sulla sorte dell’arma del delitto e del cellulare della vittima, non ancora ritrovati.

Ritrovato a Milano il 14enne scomparso nel Veronese

È stato ritrovato a Milano Diego Baroni, il 14enne scomparso il 12 gennaio da Pozzo, frazione di San Giovanni Lupatoto, nel Veronese. Il ragazzo stava camminando per le strade del capoluogo lombardo quando, nella mattinata del 21 gennaio, è stato fermato da alcuni agenti. Chiamato per nome, si è voltato e si è consegnato senza opporre resistenza, scoppiando in lacrime. Giorni di angoscia per la madre, Sara Agnolin, che poco prima del ritrovamento aveva diffuso un video-appello rivolto al figlio: «Diego torna a casa! Mettiti in contatto in qualche maniera, vengo a prenderti subito. Io e le tue sorelline non possiamo stare senza di te. .Si risolve tutto, torna a casa, non credere a quello che ti hanno raccontato. La tua vita è qua con noi, i tuoi amici e la tua famiglia, Per piacere mettiti in contatto torna a casa dalla mamma. Ti vogliamo bene, ti voglio bene, mi manchi». L’appello, però, non ha fatto in tempo a raggiungerlo: poco prima la polizia lo aveva già individuato. Restano da chiarire alcuni aspetti dei giorni trascorsi lontano da casa, compresa la possibilità che non fosse solo.

Contrabbando dalla Cina, maxisequestro di capi di abbigliamento e tessuto a Prato

Su disposizione della procura europea a Prato sono scattate perquisizioni in quattro magazzini e in una residenza privata, che hanno portato al sequestro complessivo di oltre 5,5 milioni di metri di tessuto grezzo e di 237 mila capi di abbigliamento, importati illegalmente dalla Cina senza il pagamento di dazi doganali e Iva. Il valore stimato della merce sequestrata è superiore ai 10 milioni di euro.

A capo del sistema una donna, assunta in un’azienda di pronto-moda e commercio all’ingrosso

Il sequestro è solo l’ultimo compiuto nell’ambito di un’ampia operazione denominata Fraus ab oriente. Le indagini, avviate da oltre un anno, si sono concentrate sui magazzini di stoccaggio a Prato: già nel corso dell’autunno è stato individuato un articolato sistema di imprese “apri e chiudi”, con immobili apparentemente sfitti o affittati a società estranee, ma utilizzati in realtà come hub logistici per lo smercio dei tessuti di contrabbando. A capo del sistema è stata individuata una donna di nazionalità cinese, residente a Prato, formalmente dipendente di una società di pronto moda e commercio all’ingrosso di tessuti, al momento non coinvolta nell’indagine. Contestati i reati di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.