Femminicidio di Federica Torzullo, morti suicidi i genitori del marito accusato del delitto

Non ha fine la tragedia di Anguillara Sabazia. Dopo il femminicidio di Federica Torzullo, sono stati trovati morti i genitori di Claudio Carlomagno, il marito della donna accusato di averla uccisa. A casa dell’altro figlio, a Roma, trovato un biglietto di addio che avevano lasciato nel pomeriggio. È stato proprio lui che, allarmato per la sorte dei familiari, ha contattato una zia che, raggiunta la villetta sul Tevere dove vivevano i coniugi, ha fatto la tragica scoperta. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 per la constatazione del decesso e i carabinieri per i rilievi. Gli investigatori hanno ipotizzato fin da subito il suicidio.

Chi erano i genitori di Claudio Carlomagno

La donna, Maria Messenio, era una figura nota nell’amministrazione locale della cittadina laziale, dov’è stata assessora alla sicurezza del Comune di Anguillara fino a pochi giorni prima. Dopo il ritrovamento del corpo della nuora nell’azienda di famiglia e l’arresto del figlio, aveva presentato le dimissioni. Il marito, Pasquale Carlomagno, era finito nei giorni scorsi nelle carte delle indagini. Le telecamere di sorveglianza avevano ripreso il suo furgone transitare davanti alla villa della coppia nelle ore a ridosso del delitto e fermarsi per nove minuti. Nei giorni scorsi non si escludeva che la coppia potesse essere sentita dai carabinieri, anche se non era stata fissata una convocazione.

Milano, morto in un incidente l’ex bodyguard di Alberto Genovese

Incidente mortale all’alba di sabato 24 gennaio 2026 in centro a Milano. Secondo le prime ricostruzioni, un mezzo dell’Amsa (la società che si occupa della raccolta dei rifiuti) non avrebbe dato la precedenza all’incrocio tra corso Sempione e via Filiberto, urtando una Bmw. Dopo l’impatto, avvenuto intorno alle 5.30, l’auto è stata trascinata in avanti, abbattendo semaforo e segnaletica verticale, ed è andata a sbattere contro un’altra vettura che arrivava dalla direzione opposta. Il conducente della Bmw, 45 anni, è morto poco dopo l’incidente, nonostante il trasporto d’urgenza in Pronto soccorso. Si tratta di Simone Bonino, ex bodyguard di Alberto Genovese, l’imprenditore condannato per le violenze e gli abusi di Terrazza sentimento. Bonino, secondo quanto riporta il Corriere, sarebbe stato l’uomo che faceva da guardia mentre Genovese era in camera da letto anche con le ragazze che poi denunciarono i fatti. Il dipendente dell’Amsa è stato trasportato in codice giallo al San Carlo mentre il terzo automobilista è rimasto illeso.

Il cordoglio dell’Amsa

In una nota, l’Amsa ha espresso «profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’automobilista». «In attesa di conoscere gli esiti degli accertamenti in corso, l’azienda si è immediatamente messa a disposizione delle autorità competenti per contribuire a chiarire ogni aspetto dell’accaduto e accertare la dinamica dell’incidente», si legge nel comunicato.

È morto l’avvocato Giuliano Spazzali

È morto a Milano Giuliano Spazzali, uno degli avvocati più noti della storia giudiziaria italiana, protagonista dagli Anni di Piombo alla stagione di Mani Pulite. Nato a Trieste il primo gennaio 1939, negli anni Sessanta si era trasferito nel capoluogo lombardo, dove aveva avviato una lunga carriera diventando legale di Soccorso Rosso e difensore di esponenti della sinistra extraparlamentare. In oltre 40 anni di attività ha assistito, tra gli altri, gli anarchici milanesi tra cui Pietro Valpreda, accusato ingiustamente per la strage di piazza Fontana, e Toni Negri. Negli anni Novanta era tornato alla ribalta come difensore di Sergio Cusani nel processo Enimont, segnato dai celebri confronti in aula con Antonio Di Pietro.

Crans-Montana, le reazioni del governo alla scarcerazione di Jacques Moretti

La decisione del tribunale di Sion di disporre la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana, ha scatenato la rabbia del governo. Giorgia Meloni ha espresso la propria indignazione sui social, definendo il provvedimento «un oltraggio alla memoria delle vittime della tragedia di Capodanno e un insulto alle loro famiglie, che stanno soffrendo per la scomparsa dei loro cari», aggiungendo che «il governo italiano chiederà conto alle Autorità svizzere di quanto accaduto».

Parole di condanna sono arrivate anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che su X ha scritto: «Non ho parole per commentare la scarcerazione in Svizzera di Jacques Moretti. È un atto che rappresenta un vero oltraggio alla sensibilità delle famiglie che hanno perso i loro figli a Crans-Montana, che non tiene conto del lutto e del dolore profondo che queste famiglie condividono con il Popolo italiano». Nello stesso messaggio, il titolare della Farnesina ha assicurato che «rafforzeremo il nostro sostegno e la nostra solidarietà ai genitori delle vittime di questa incredibile sciagura» e che l’Italia continuerà a collaborare «affinché le autorità svizzere accertino la verità e le responsabilità di quanto accaduto». Sulla vicenda è intervenuto anche il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, che ha commentato con un secco «Vergogna!» la decisione della magistratura elvetica.

È morto l’attore Carlo Cecchi

È morto Carlo Cecchi, attore e regista tra i più importanti del teatro italiano: nato a Firenze nel 1939, avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 25 gennaio ed è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Campagnano, alle porte di Roma. Protagonista nel mondo del teatro, interpretò Finale di partita di Samuel Beckett, e ha attraversato il cinema d’autore scegliendo registi e progetti lontani dai circuiti commerciali, a partire da Morte di un matematico napoletano di Mario Martone. Nel corso della carriera ha lavorato, tra gli altri, con Cristina Comencini, Bernardo Bertolucci, Ferzan Özpetek, Pupi Avati e Valeria Golino, mentre nel 2007 ha ricevuto il Premio Gassman come miglior attore teatrale italiano. Nelle ultime stagioni aveva portato in scena La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth.

Crans-Montana, due ragazzi lasciano l’ospedale Niguarda

Due ragazzi sopravvissuti al rogo di Crans-Montana hanno lasciato il centro grandi ustionati dell’ospedale Niguarda per tornare nelle proprie case. Si tratta di due studenti milanesi tra i 15 e i 16 anni, ricoverati ai primi di gennaio e dimessi dopo circa 20 giorni di cure intensive. La notizia è stata confermata dalla Regione Lombardia e dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso durante un punto stampa davanti al pronto soccorso: «Abbiamo fatto una visita approfondita e ho parlato con tutti i sanitari che stanno curando i nostri ragazzi e ho potuto anche salutare i due ragazzi che questa mattina vengono dimessi. La prognosi per loro è stata sciolta dai nostri medici curanti e quindi loro possono tornare a casa». Bertolaso ha precisato che, pur tornando a casa, i due giovani dovranno seguire un percorso di riabilitazione e medicazioni, ma già tra circa due settimane potranno riprendere la scuola.

Al Niguarda sono ancora ricoverati otto pazienti

Restano ancora ricoverati al Niguarda otto pazienti, di cui quattro in terapia intensiva, tre al centro ustioni e uno in reparto ordinario. Durante il punto stampa, l’assessore ha raccontato anche il dialogo con i ragazzi rimasti ricoverati: «Con alcuni nel centro ustioni sì, in particolare con uno che è cosciente ma stanco di stare in queste condizioni. Abbiamo fatto esercizi con le dita perché ha entrambe le mani ustionate e la sua preoccupazione è poterle riutilizzare, anche perché fa sport, gioca a tennis. L’ho confortato: ci vorrà tempo, sarà duro, ma molto dipenderà anche dalla sua forza di volontà, oltre al lavoro straordinario dei medici». Bertolaso ha inoltre espresso un augurio per il ragazzo di Roma: «Abbiamo iniziato a organizzarci per andare a vedere insieme Inter-Roma fra qualche settimana».

Incidenti sul lavoro, due morti in Toscana e in Abruzzo

Altri due incidenti mortali sul lavoro in Italia. Un trasportatore 51enne di Ponsacco (Pisa), ha perso la vita questa mattina a Livorno, mentre stava scaricando materiale edile da un camion. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo stava movimentando dei laterizi sul pianale del mezzo, quando è stato schiacciato dalla benna della gru dell’autoarticolato. A dare l’allarme è stato un collega: purtroppo il medico del 118 non ha potuto far altro che constatare il decesso del trasportatore.

L’altro incidente mortale in Abruzzo

Nella notte è invece morto un operaio 59enne di nazionalità romena, residente a Civitavecchia, vittima di un incidente con un mezzo meccanico nel cantiere della nuova centrale idroelettrica in costruzione a Petrella Liri, frazione di Cappadocia (L’Aquila). L’uomo lavorava per una ditta impegnata nella realizzazione di un grande serbatoio idrico destinato ad approvvigionare una vasta porzione di territorio abruzzese. L’operaio è deceduto all’ospedale di Avezzano, dove era stato trasportato in condizioni critiche.

Famiglia nel bosco, manca l’interprete: slitta la perizia psichiatrica per i genitori

La perizia psichiatrica su Nathan Trevallion e Catherine Birmingham per valutare se la coppia anglo-australiana abbia «caratteristiche psichiche idonee a incidere sull’esercizio della responsabilità genitoriale», è slittata di una settimana a causa dell’indisponibilità dell’interprete del tribunale, chiesto dalla difesa per permettere al padre e alla madre della “famiglia nel bosco” di comprendere a pieno domande tecniche e personali. «Ogni giorno che passa è un giorno di dolore che si aggiunge», ha dichiarato Danila Solinas, assieme a Marco Femminella legale della coppia. La perizia è stata affidata alla dottoressa Simona Ceccoli in rappresentanza del tribunale dei minorenni e, per la difesa, allo psichiatra Tonino Cantelmi. Ma ci sarà da aspettare ancora qualche giorno.

Maltempo Sardegna, Todde: «Danni da centinaia di milioni»

I danni provocati dal ciclone Harry in Sardegna ammontano a cifre ingenti, con conseguenze rilevanti sulle infrastrutture e sul patrimonio culturale e ambientale. Lo ha sottolineato la governatrice Alessandra Todde durante un sopralluogo alla spiaggia del Poetto di Cagliari, duramente colpita dall’evento atmosferico, insieme al capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano. «Qui stiamo parlando di danni di centinaia di milioni per danni infrastrutturali e anche legati ai beni culturali e ambientali», ha dichiarato Todde, spiegando che «prima di discutere di fondi regionali dobbiamo discutere con il governo e avere le giuste risorse», ha aggiunto, precisando che «non è una situazione in cui bisogna reagire di pancia, è una situazione in cui bisogna reagire seriamente».

Maltempo Sardegna, Todde: «Danni da centinaia di milioni»
Alessandra Todde (a sinistra) al Poetto di Cagliari (Ansa).

«La macchina della protezione civile ha dato una risposta solida e noi dobbiamo dare ugualmente una risposta solida, immediata certamente, ma non rispondendo semplicemente perché c’è l’urgenza di farlo», ha detto la governatrice. Todde ha evidenziato la necessità di mettere i sindaci «nelle condizioni di agire immediatamente. A loro è stato chiesto di lavorare e di stimare i danni e noi faremo la nostra parte per infrastrutture e tutto il resto, ma lo faremo. Correttamente con i fondi che devono essere stanziati e non semplicemente con una risposta demagogica per dire che stiamo facendo qualcosa. Questo i sardi non se lo meritano», ha concluso.

Un operaio 25enne è morto incastrato in un macchinario nel Torinese

Andrea Cricca, operaio 25enne, è morto un un’azienda agricola di Brusasco (Torino) dopo essere caduto, per cause ancora da accertare, all’interno di un macchinario per lo sminuzzamento del fieno, un carro autocaricante. A trovarlo quando non c’era più nulla da fare sono stati i colleghi. La madre del giovane, giunta sul posto, è stata colta da malore e soccorsa dai sanitari del 118 di Azienda Zero.

Il dramma dei morti sul lavoro

Secondo gli ultimi dati Inail, da gennaio a ottobre 2025 sono stati denunciati 497.341 infortuni sul lavoro, in netta crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando c’erano stati 5.902 casi in meno. Quelli con esito mortale sono arrivati a 896, +7 per cento rispetto al 2024: quasi tre decessi sul lavoro al giorno.

Mediaset denuncia Fabrizio Corona dopo il caso Signorini

Mediaset ha denunciato in Procura a Milano Fabrizio Corona per diffamazione e minacce nei confronti tanto dei vertici dell’azienda quanto di conduttori di programmi tv. La società ha presentato la querela dopo il caso delle due puntate di Falsissimo in cui Corona ha attaccato, tra gli altri, Alfonso Signorini. Mediaset ha anche chiesto di procedere la divieto di utilizzo dei social network e di altre piattaforme telematiche, nonché degli smartphone. Così, secondo l’azienda, non potrebbe più diffondere contenuti simili a quelli delle ultime settimane. Inoltre, secondo Fanpage, nel registro degli indagati nell’inchiesta su Alfonso Signorini, aperta dopo la denuncia di Antonio Medugno, ci sarebbe anche Alessandro Piscopo. Quest’ultimo è l’ex manager del concorrente del GF Vip.

Femminicidio Federica Torzullo: il marito ha confessato

Claudio Carlomagno ha confessato l’omicidio della moglie Federica Torzullo durante un interrogatorio nel carcere di Civitavecchia, davanti al procuratore capo. La dichiarazione, arrivata dopo settimane di silenzio e solo in seguito al ritrovamento del corpo della donna in un terreno dell’azienda dell’uomo ad Anguillara Sabazia, sta consentendo agli inquirenti di colmare i vuoti rimasti nella ricostruzione del delitto. La vittima, ingegnere gestionale di 41 anni, era scomparsa nei giorni precedenti e il marito, 44 anni, è detenuto da domenica. L’inchiesta, ripartita dal rinvenimento del cadavere, ha portato la procura a contestare per la prima volta dall’entrata in vigore della norma il reato di femminicidio.

Femminicidio Federica Torzullo: il marito ha confessato
Federica Torzullo (social).

Gli accertamenti medico-legali descrivono una violenza estrema consumata tra l’8 e il 9 gennaio nella villetta di Anguillara Sabazia dove la coppia viveva. Sul corpo sono state rilevate 23 coltellate, di cui 19 in aree vitali, con ferite alle mani compatibili con una lama a doppio filo e colpi al volto e al collo che hanno lesionato vasi arteriosi causando la morte. L’autopsia evidenzia anche traumi non riconducibili al coltello: addome, bacino e arti inferiori schiacciati, lesioni attribuite alla benna di una scavatrice utilizzata per scavare la fossa in cui il corpo è stato tentato di occultare. Restano aperti interrogativi su movente, dinamica – se frutto di una lite improvvisa o di tensioni pregresse – e sulla sorte dell’arma del delitto e del cellulare della vittima, non ancora ritrovati.

Ritrovato a Milano il 14enne scomparso nel Veronese

È stato ritrovato a Milano Diego Baroni, il 14enne scomparso il 12 gennaio da Pozzo, frazione di San Giovanni Lupatoto, nel Veronese. Il ragazzo stava camminando per le strade del capoluogo lombardo quando, nella mattinata del 21 gennaio, è stato fermato da alcuni agenti. Chiamato per nome, si è voltato e si è consegnato senza opporre resistenza, scoppiando in lacrime. Giorni di angoscia per la madre, Sara Agnolin, che poco prima del ritrovamento aveva diffuso un video-appello rivolto al figlio: «Diego torna a casa! Mettiti in contatto in qualche maniera, vengo a prenderti subito. Io e le tue sorelline non possiamo stare senza di te. .Si risolve tutto, torna a casa, non credere a quello che ti hanno raccontato. La tua vita è qua con noi, i tuoi amici e la tua famiglia, Per piacere mettiti in contatto torna a casa dalla mamma. Ti vogliamo bene, ti voglio bene, mi manchi». L’appello, però, non ha fatto in tempo a raggiungerlo: poco prima la polizia lo aveva già individuato. Restano da chiarire alcuni aspetti dei giorni trascorsi lontano da casa, compresa la possibilità che non fosse solo.

Contrabbando dalla Cina, maxisequestro di capi di abbigliamento e tessuto a Prato

Su disposizione della procura europea a Prato sono scattate perquisizioni in quattro magazzini e in una residenza privata, che hanno portato al sequestro complessivo di oltre 5,5 milioni di metri di tessuto grezzo e di 237 mila capi di abbigliamento, importati illegalmente dalla Cina senza il pagamento di dazi doganali e Iva. Il valore stimato della merce sequestrata è superiore ai 10 milioni di euro.

A capo del sistema una donna, assunta in un’azienda di pronto-moda e commercio all’ingrosso

Il sequestro è solo l’ultimo compiuto nell’ambito di un’ampia operazione denominata Fraus ab oriente. Le indagini, avviate da oltre un anno, si sono concentrate sui magazzini di stoccaggio a Prato: già nel corso dell’autunno è stato individuato un articolato sistema di imprese “apri e chiudi”, con immobili apparentemente sfitti o affittati a società estranee, ma utilizzati in realtà come hub logistici per lo smercio dei tessuti di contrabbando. A capo del sistema è stata individuata una donna di nazionalità cinese, residente a Prato, formalmente dipendente di una società di pronto moda e commercio all’ingrosso di tessuti, al momento non coinvolta nell’indagine. Contestati i reati di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.

I grossi danni della tempesta Harry in Sicilia

La Sicilia si è svegliata davanti a danni ingenti sul territorio dopo il passaggio del ciclone Harry, una tempesta di eccezionale intensità che nelle ultime ore ha provocato piogge, vento forte e mareggiate violente sul litorale. Fortunatamente, non si registrano vittime, ma i danni alle infrastrutture e alle abitazioni costiere sono ingenti. In totale, circa 190 persone sono state evacuate in tutta l’isola, tra cui gli ospiti della RSA Villa Aurora a Giampilieri Marina e residenti di Capo Mulini, Santa Maria La Scala e Riposto. In queste ore le squadre di soccorso continuano a lavorare per ripristinare energia elettrica, acqua e viabilità. Anche a Catania sono decine i nuclei familiari e le persone evacuate dalle abitazioni dei villaggi a mare della Plaia, zona in cui l’esondazione dei torrenti Buttaceto e Acquicella ha provocato l’allagamento della strada statale 121, mentre il fiume Simeto in alcuni tratti ha superato i livelli di guardia riversandosi nelle aree limitrofe.

I grossi danni della tempesta Harry in Sicilia
I danni sul lungomare di Catania (Ansa).
I grossi danni della tempesta Harry in Sicilia
I danni sul lungomare di Catania (Ansa).

A Itala spazzato via il tratto di un binario

Il ciclone ha paralizzato il sistema dei trasporti ferroviari: la circolazione sulla linea Messina – Catania – Siracusa e sulla tratta Catania – Caltanissetta Xirbi è completamente sospesa. A Itala, la furia del mare ha spazzato via un tratto di massicciata ferroviaria, lasciando i binari sospesi nel vuoto. Secondo gli esperti, la mareggiata potrebbe durare fino a «36-48 ore con onde alte fino a 7 metri», ha detto il meteorologo Daniele Ingemi al giornale locale Tempostretto. «Parliamo di un ciclone che rimane bloccato nella stessa posizione per diversi giorni consecutivi. Il moto ondoso va a battere sulle stesse aree. Più dura, più fa danni, più crea erosione e compromette tutti quei centri rivieraschi che si affacciano sul mare».

I danni più gravi nel Messinese

La fascia ionica del Messinese mostra i danni più gravi. A Santa Teresa di Riva il lungomare è completamente devastato per circa 800 metri, con blackout idrici ed elettrici diffusi. Letojanni e Roccalumera hanno registrato il crollo parziale di tratti del lungomare, case invase da acqua e sabbia, e danni a strutture turistiche e commerciali. Anche Sant’Alessio Siculo ha subito gravi danni a infrastrutture e lungomare. Nel Siracusano, il fiume Anapo è esondato a Siracusa, con ordinanze di evacuazione per le zone di Pantanelli, Traversa Cozzo Pantano, Fonte Ciane e Serramendola. Circa 20 persone sono state trasferite temporaneamente presso la Palestra Akradina, con supporto della Croce Rossa e della Protezione Civile. A Lentini, una casa disabitata è crollata a causa del maltempo, senza feriti.

Federica Torzullo uccisa con 23 coltellate, contestato il nuovo reato di femminicidio

Ben 23 coltellate, di cui 19 al collo e al volto. Una gamba, la sinistra, completamente amputata. E poi segni di ustioni sul corpo. È il drammatico quadro che emerge dall’autopsia sul corpo di Federica Torzullo, uccisa ad Anguillara Sabazia (Roma) dal marito Claudio Carlomagno, che poi l’ha seppellita in un canneto alle spalle della sua azienda. Secondo gli inquirenti, l’assassino ha provato a fare a pezzi il corpo e bruciarlo per «ostacolarne il riconoscimento», prima di nasconderlo in una buca che aveva scavato nel terreno. Sono state rilevate almeno quattro ferite da arma da taglio alle mani di Torzullo, segno che la vittima ha provato a difendersi. Alla luce delle risultanze investigative, la Procura di Civitavecchia ora contesta a Carlomagno il nuovo reato di femminicidio (e non “semplice” omicidio) oltre che l’occultamento di cadavere. L’articolo 577 bis del codice penale prevede la condanna all’ergastolo per l’omicidio di una donna che viene commesso «per motivi di odio, discriminazione di genere, o per reprimere la sua libertà, i suoi diritti o la sua personalità, come il rifiuto di una relazione».

Regione Campania, chiesto l’arresto del consigliere Zannini

La procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto del consigliere regionale campano Giovanni Zannini, eletto con Forza Italia, nell’ambito di un’indagine che ipotizza i reati di corruzione e concussione. Nello stesso procedimento è stata avanzata anche la richiesta di divieto di dimora per gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio di Castel Volturno e titolari della Spinosa Spa, azienda specializzata nella produzione di mozzarella di bufala campana e dei suoi derivati. Secondo gli inquirenti, l’ipotesi di corruzione riguarderebbe un intervento sollecitato a Zannini dai due imprenditori per superare ostacoli amministrativi legati alla realizzazione di un impianto produttivo, con l’impegno del consigliere, all’epoca presidente della Commissione Ambiente della Regione Campania, a interessarsi presso gli uffici regionali in cambio di una gita su uno yacht di lusso.

Caso Signorini, cosa ha detto Antonio Medugno ai pubblici ministeri

Antonio Medugno è stato ascoltato a Milano dai pubblici ministeri nell’ambito dell’indagine che ruota attorno alle accuse di violenza sessuale ed estorsione legate ad Alfonso Signorini. Il 27enne, convocato come persona offesa, ha trascorso oltre tre ore in procura confermando integralmente quanto già raccontato nel format Falsissimo di Fabrizio Corona. L’audizione si inserisce nel filone aperto dopo la querela presentata dal direttore di Chi contro Corona per revenge porn: secondo quanto emerso, Medugno non è indagato e si è presentato con il suo avvocato.

Medugno: «Altre denunce? Credo che non rimarrò il solo»

Al termine della testimonianza, il modello ha ribadito la propria versione dei fatti, parlando di un presunto meccanismo di favori sessuali per accedere al Grande Fratello. «Non sono io a dover dire se esiste un sistema, penso a quello che ho subìto e che ho raccontato, ho detto tutta la verità e ho fiducia nella magistratura», ha dichiarato. Alla domanda sulla possibilità che altri decidano di denunciare, ha aggiunto: «Credo che non rimarrò solo». Medugno ha anche denunciato le conseguenze mediatiche della vicenda, sostenendo di essere bersaglio di attacchi online. Sul punto la sua legale ha parlato di «linciaggio mediatico» e di «vittimizzazione secondaria» nei confronti di un uomo che denuncia una violenza.

Le accuse nei confronti di Signorini: «So che è successo ad altre persone»

Secondo quanto messo a verbale, nella primavera del 2021 Signorini gli avrebbe lasciato intendere che «se mi fossi concesso, sarei entrato nella Casa» dell’edizione 2021-2022 del Grande Fratello. Medugno ha riferito di aver respinto le avances e di essere riuscito a entrare successivamente nel Gf Vip 6 soltanto come «ripescato», dopo un incontro con Clarissa Selassie. Durante l’audizione ha ribadito anche il presunto ricatto «se non vieni con me non entri al Grande Fratello» e ha affermato: «So che è successo anche ad altre persone». La procura di Milano, guidata da Marcello Viola, sta ora raccogliendo le diverse versioni in due fascicoli distinti: uno su Fabrizio Corona per revenge porn e l’altro che vede Medugno indicato come presunta parte offesa nella denuncia contro il conduttore.

Morte di Valentino, il cordoglio dal mondo della politica e dello spettacolo

Dalla politica al mondo dello spettacolo, in tanti piangono la morte di Valentino. A partire dalla premier Giorgia Meloni, che sui social ha scritto: «Valentino, maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto». Anche Elly Schlein affida ai social il suo cordoglio: «Valentino Garavani ha contribuito a rendere grande la creatività italiana nel mondo, interpretando, con il suo lavoro, l’eleganza e la cultura del nostro Paese in modo unico e irripetibile. L’Italia perde un grande protagonista della moda, un simbolo internazionale di stile che ha ispirato e continuerà a ispirare altri stilisti e creativi». Non mancano le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Con la scomparsa di Valentino l’Italia perde uno stilista di successo, capace di guardare oltre le tendenze e le convenzioni. Il mondo della moda gli deve grandi intuizioni e splendide creazioni. Esprimo ai suoi familiari e ai collaboratori cordoglio e vicinanza».

Numerosi colleghi e amici hanno reso omaggio al designer. La maison Armani ha affermato: «Maestro indiscusso di grazia ed eleganza, per il quale Giorgio Armani ha sempre nutrito grande stima, Valentino ha incarnato l’eccellenza della couture, il rigore del mestiere e una visione unica della moda fatta di linee pure, colori iconici e bellezza assoluta. La sua scomparsa lascia un vuoto immenso». Donatella Versace ha scritto su Instagram: «Abbiamo perso un vero Maestro, sarà sempre ricordato per la sua arte. I miei pensieri vanno a Giancarlo, che in tutti questi anni non è mai andato via. Valentino non sarà mai dimenticato». Giancarlo Giammetti, storico compagno di vita e lavoro dello stilista, ha postato una foto con la scritta «…forever…».

Tra le numerose testimonianze anche quelle di personalità del mondo dello spettacolo e della moda. L’attrice Gwyneth Paltrow ha scritto: «Sono stata così fortunata ad aver conosciuto e amato Valentino, ad aver conosciuto l’uomo vero, nella sua vita privata. Mancherà profondamente a me e a tutti coloro che lo hanno amato. Riposa in pace, Vava». Sophia Loren ha ricordato: «Mio caro Valentino, la notizia della tua scomparsa mi addolora profondamente. Con te ho condiviso momenti di grande affetto e di sincera stima reciproca. Avevi un animo gentile, ricco di umanità. Sei stato un amico e la tua arte e la tua passione resteranno per sempre fonte di ispirazione». Un pensiero anche da parte di Chiara Ferragni: «È stato uno dei più grandi maestri della moda italiana e mondiale. Con la sua visione ha definito un’idea di eleganza senza tempo, rendendo l’Italia un punto di riferimento assoluto nel lusso. La sua eredità creativa continuerà a ispirare i giovani designer del futuro».

Delitto di Federica Torzullo, i pm: «L’indagato progettava la fuga»

Claudio Carlomagno, marito di Federica Torzullo, accusato di omicidio e occultamento di cadavere, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio. Gli inquirenti cercavano di ottenere dall’indagato chiarimenti sulla sua presunta responsabilità, sulla dinamica dei fatti tra l’8 e il 9 gennaio e sul movente, oltre all’individuazione dell’arma utilizzata, ancora sconosciuta. Secondo gli inquirenti, Carlomagno era pronto a fuggire non appena aveva compreso che tutti i sospetti convergevano su di lui, ma ha preferito non rispondere alle domande. L’uomo ha trascorso la prima notte in carcere, dopo il fermo avvenuto domenica, e dovrà rispondere delle accuse di «omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva» e di occultamento di cadavere.

Secondo il decreto di fermo, Carlomagno avrebbe tentato di bruciare il cadavere

Le indagini proseguono per ricostruire le ultime ore di vita della 41enne di Anguillara Sabazia e chiarire la dinamica dell’omicidio e lo strumento impiegato per ucciderla. Dai primi riscontri emerge un quadro di delitto di «particolare ferocia»: il procuratore capo ha spiegato che il corpo della donna era «irriconoscibile» quando è stato rinvenuto tra i detriti vicino all’azienda di Carlomagno. Secondo il decreto di fermo, l’indagato avrebbe tentato di bruciare il cadavere. Per questo motivo, i pm hanno disposto l’autopsia e ulteriori accertamenti. Nella giornata del 19 gennaio i carabinieri sono tornati nella villetta della coppia per effettuare verifiche irripetibili sulla scatola nera dell’auto del marito e sui cellulari, accertamenti che però verranno completati nei prossimi giorni.