Il rendimento dei bond giapponesi a 40 anni supera il 4 per cento per la prima volta

Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 40 anni ha superato il 4 per cento, un livello mai raggiunto dalla loro introduzione nel 2007 e il più alto per qualsiasi scadenza del debito sovrano negli ultimi trent’anni. L’aumento riflette un sell-off dei bond innescato dalle elezioni anticipate annunciate dalla premier Sanae Takaichi, fissate per l’8 febbraio, e dai suoi piani di stimolo fiscale. Takaichi ha chiesto un mandato per un «cambiamento di politica di ampia portata», che include una spesa pubblica da 135 miliardi di dollari e la sospensione per due anni dell’Iva dell’8 per cento sui prodotti alimentari.

Il debito pubblico giapponese è già pari al 200 per cento del Pil

Il mercato non ha reagito bene ai piani della premier. Il debito pubblico giapponese è già pari al 200 per cento del Pil, e nuovi stimoli fiscali e tagli alle tasse stanno spingendo gli investitori a chiedere rendimenti più alti per detenere bond a lunga scadenza. Di conseguenza, il prezzo dei titoli è sceso e il rendimento è salito, mentre l’asta di titoli a 20 anni ha registrato una domanda relativamente debole, con un rapporto di copertura pari a 3,29 inferiore alla media dell’ultimo anno. Il sell-off segna un cambiamento significativo nel mercato obbligazionario giapponese, tradizionalmente caratterizzato da tassi ultra-bassi. I rendimenti dei bond a lungo termine hanno superato quelli di alcuni pari scadenza europei, come i Bund tedeschi a 30 anni. Gli investitori restano cauti, aspettando segnali chiari sull’evoluzione dei piani fiscali e sul comportamento della banca centrale, mentre il governo cerca di rassicurare il mercato sul fatto che le nuove misure non comprometteranno la sostenibilità delle finanze pubbliche.

Consob, Federico Freni verso la presidenza

Il Consiglio dei ministri che si riunirà nel pomeriggio di martedì 20 gennaio 2026 dovrebbe designare Federico Freni, sottosegretario all’Economia in quota Lega, come nuovo presidente della Consob, la Commissione nazionale per le società e la borsa. Succederà a Paolo Savona, il cui mandato è in scadenza a marzo, e resterà in carica per sette anni. Il governo ha deciso di muoversi per tempo perché la nomina della presidenza dell’ente è un processo lungo. Dopo l’indicazione del Cdm ci sarà infatti un passaggio alle commissioni Finanze di Camera e Senato, dopodiché, ottenuto il parere favorevole, la palla tornerà al Consiglio dei ministri per l’approvazione della delibera definitiva. Quindi il capo dello Stato dovrà firmare il decreto, che sarà sottoposto al vaglio della Corte dei conti per il via libera.

Chi è Federico Freni

Avvocato del Foro di Roma, dopo una laurea in Giurisprudenza e un dottorato in Diritto amministrativo alla Sapienza ha insegnato in diverse università tra cui la Luiss Guido Carli. Attualmente è professore straordinario di Diritto amministrativo presso l’università Pegaso. Prima di entrare attivamente in politica, è stato consulente giuridico per diversi ministeri e società a partecipazione pubblica. Già sottosegretario al Mef nel governo Draghi, Freni sarà il più giovane presidente nella storia della Consob.

Nevi: «No a guida politica, serve tecnico di alto livello»

La nomina di Freni è stata spinta in particolare dal vicepremier Matteo Salvini, che l’ha definito «un bravissimo sottosegretario all’Economia» che «penso che possa fare con altrettanta capacità altri ruoli». Non tutti, però, nel centrodestra appoggiano la scelta. Il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi ha infatti dichiarato che «non ci ha mai convinto la designazione di un politico alla Consob, secondo noi è bene che lì, siccome si tratta di questioni molto tecniche, ci sia un tecnico, un non politico di alto livello con grande esperienza». E ancora: «Non facciamo nomi, ci sono tante persone autorevoli che secondo noi potrebbero svolgere al meglio senza nulla togliere a Freni che è uno straordinario sottosegretario al ministero delle Finanze e penso stia facendo bene. La Consob deve essere trattata in modo completamente diverso».

Allianz Trade, Francesca Agostino è la nuova Cfo per l’Italia

Francesca Agostino è la nuova Chief Financial Officer di Allianz Trade, leader globale nell’assicurazione crediti, per l’Italia e la Regione Mmea (Mediterraneo, Medio Oriente e Africa). La nomina avrà effetto a partire dal primo febbraio 2026. Nell’ambito del suo nuovo incarico, Agostino entrerà a far parte anche dell’Executive Board della regione Mmea: riporterà direttamente al responsabile dell’area Luca Burrafato e funzionalmente a Limon Loeiz Duparcmeur, Group Chief Financial Officer. Svolgerà le sue funzioni principalmente dalla sede di Roma.

Allianz Trade, Francesca Agostino è la nuova Cfo per l’Italia
Luca Burrafato di Allianz Trade (Imagoeconomica).

Chi è Francesca Agostino, nuova Chief Financial Officer di Allianz Trade

Laureata in Economia all’Università La Sapienza di Roma, Francesca Agostino ha mosso i primi passi della carriera in Allianz Trade nel 1992, allora SIAC. Da allora ha maturato una forte esperienza in HR, traeasury e accounting, guidando anche diversi progetti chiave tra cui l’implementazione di SOX e SAP. Fra il 2015 e il 2021 ha ricoperto il ruolo di Cfao per la Business Unit italiana, con responsabilità su Finance, Accounting, Reinsurance e Legal. A partire dal 2022, invece, ha guidato i team Finance, Risk e Actuarial per la Regione Mmea, con focus sull’accuratezza delle riserve tecniche e sul reporting normativo.

L’ultima provocazione di Musk: «Dovrei comprare Ryanair?»

Continua sui social la faida tra Elon Musk e Ryanair, con il fondatore di SpaceX che è tornato a evocare l’ipotesi di acquistare la compagnia aerea irlandese dopo lo scontro con il suo amministratore delegato. Su X, Musk ha lanciato un sondaggio chiedendo agli utenti se dovesse rilevare il vettore low cost e «ripristinare Ryan come legittimo sovrano».

L’ultima provocazione di Musk: «Dovrei comprare Ryanair?»
Ryanair (Ansa).

In precedenza aveva replicato a un post di Ryanair domandando quale sarebbe il prezzo per l’acquisizione e tornando a sollecitare la rimozione di Michael O’Leary, storico ceo e volto pubblico della compagnia. La disputa è esplosa quando O’Leary ha escluso l’adozione del sistema Starlink sugli aerei Ryanair, motivando la scelta con l’aumento dei consumi legato al peso e alla resistenza aerodinamica dell’antenna installata sulla fusoliera. Musk ha accusato il manager di essere male informato, ricevendo in risposta l’etichetta di «idiota, molto ricco, ma pur sempre idiota», definendo X «una fogna. Lui è il tizio che sosteneva Donald Trump, non presterei a lui alcuna attenzione».

Chiara Baravalle alla guida di Dsquared2

Chiara Baravalle è la nuova General Manager di Dsquared2, il brand di moda fondato nel 1995 dai gemelli Dan e Dean Caten. La nomina avrà effetto a partire dal primo febbraio e giunge in un delicato e decisivo momento per il marchio, che spera di confermare la propria posizione sul mercato e di ridefinire la propria strategia dopo una fase di transizione. L’annuncio della nuova leadership affidata a Baravalle è stato accompagnato dall’estensione della licenza con Staff International, società gestita dal gruppo OTB (che controlla anche Diesel e Marni), per la produzione e la distribuzione di collezioni prêt-à-porter: in vigore dal 2000, l’accordo è stato prolungato fino all’autunno 2031.

Chiara Baravalle alla guida di Dsquared2
Un negozio Dsquared2 (Imagoeconomica).

Chi è Chiara Baravalle, nuova General Manager di Dsquared2

Formatasi alla Stanford University, Chiara Baravalle ha iniziato la sua carriera nella Silicon Valley prima di passare alla catena Bain & Company per la divisione moda e lusso. Dal 2021 al 2024 è stata Chief of Staff dell’allora Ceo Marco Bizzarri in Gucci, prima di ricoprire per poco meno di due anni il ruolo di General Manager & Board Member di Elisabetta Franchi, incarico terminato nell’ottobre 2025. Arriva ora in Dsquared dopo aver diretto la strategia, gli investimenti e lo sviluppo del portafoglio in Forel, società di investimento fondata dall’ex Ceo di Gucci Bizzarri.

Groenlandia, Trump pubblica sui social la bandiera Usa sull’isola

Ci fossero ancora dubbi sulle sue intenzioni, Donald Trump ha rilanciato sui social la sua visione sulla Groenlandia condividendo su Truth un’immagine generata con l’intelligenza artificiale che lo mostra sull’isola con la bandiera statunitense e un cartello con la scritta «territorio americano dal 2026». Nell’immagine compaiono anche il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Il presidente Usa ha ribadito la propria convinzione che l’opposizione europea al suo progetto sarà limitata, sostenendo che i leader del Vecchio Continente «non opporranno troppa resistenza». In Florida, parlando con i giornalisti, Trump ha insistito sull’importanza strategica dell’isola: «La Groenlandia è fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale. Non si può tornare indietro. Su questo, tutti sono d’accordo».

Scott Bessent: «Sulla Groenlandia Europa faccia un bel respiro»

Sulla questione è intervenuto anche il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, che ha invitato gli alleati europei a evitare reazioni immediate. «Fate un respiro profondo e lasciate che le cose facciano il loro corso», ha detto, chiedendo di non adottare contromisure come nuovi dazi in risposta alla volontà di Trump di annettere la Groenlandia. A margine delle riunioni di Davos, Bessent ha paragonato le reazioni attuali a una fase di «isteria mediatica» simile a quella seguita al liberation day, quando furono annunciati i primi dazi, definendo «una falsa narrativa» l’ipotesi che l’Europa possa colpire i titoli di Stato americani, perché «sfida ogni logica». Di fronte ai timori su possibili ripercussioni per la Nato, il segretario ha inoltre assicurato che «certo che l’Europa è un alleato» degli Stati Uniti nell’Alleanza atlantica.

Treni deragliati in Spagna: salgono a 41 i morti, decine i dispersi

È salito a 41 il numero delle vittime accertate dell’incidente ferroviario avvenuto ad Adamuz, in Andalusia, dove due treni ad alta velocità si sono scontrati e tre vagoni sono deragliati finendo in un terrapieno. Le persone ricoverate sono 41, tra cui quattro bambini, e 12 pazienti si trovano in terapia intensiva. Il bilancio resta provvisorio e potrebbe aggravarsi anche a causa dell’alto numero di dispersi, che sono almeno 43, secondo le denunce di scomparsa presentate dai familiari. Per questo le operazioni di identificazione e di recupero stanno continuando senza sosta. Intanto il governo spagnolo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, mentre martedì re Felipe VI e la regina Letizia visiteranno il luogo dell’incidente insieme alla vicepremier María Jesús Montero.

Le ipotesi sulle cause dell’incidente

Nel frattempo le autorità spagnole hanno avviato un’indagine giudiziaria e una tecnica sulle possibili cause del deragliamento del treno Iryo. Gli investigatori stanno verificando eventuali guasti al mezzo e allo scambio dei binari di Adamuz. Il tratto di linea interessato, ha riferito il ministro dei Trasporti Oscar Puente, era stato rinnovato a maggio. Nonostante ciò, secondo quanto emerso finora, l’ipotesi principale riguarda la possibile rottura di un binario, forse di un giunto tra rotaie. Al momento gli inquirenti tendono quindi a escludere sia l’errore umano sia un atto di sabotaggio.

Treni deragliati in Spagna: salgono a 41 i morti, decine i dispersi
Una foto diffusa dalla Guardia Civil spagnola mostra gli ufficiali che raccolgono prove sul luogo (Ansa).

Come accedere a NoiPA: guida alla consultazione del cedolino e dei pagamenti

La procedura su come accedere a NoiPA rappresenta un passaggio fondamentale per i dipendenti del pubblico impiego e della scuola che intendano monitorare il proprio cedolino di stipendio. Attraverso il portale istituzionale, infatti, impiegati, docenti e collaboratori possono verificare l’accredito dei mensili e degli arretrati contrattuali, gestendo in autonomia le informazioni previdenziali e fiscali. L’utilizzo della piattaforma richiede il possesso di strumenti di identità digitale certificati, a garanzia della massima protezione dei dati sensibili degli utenti. Oltre alla semplice visualizzazione dei pagamenti, il sistema offre servizi avanzati, come la modifica delle coordinate bancarie o la richiesta delle certificazioni necessarie per le dichiarazioni dei redditi. La corretta configurazione del profilo iniziale assicura una navigazione fluida e previene eventuali problematiche legate al blocco delle credenziali di sicurezza.

Come accedere a NoiPA: le modalità di autenticazione

Come accedere a NoiPA: guida alla consultazione del cedolino e dei pagamenti
Busta paga di una dipendente del pubblico impiego (Ansafoto).

NoiPA rappresenta lo strumento fondamentale per il personale della scuola che desideri gestire in autonomia il proprio profilo economico e previdenziale. Per comprendere come accedere al portale del ministero dell’Economia e delle Finanze per la prima volta, è necessario essere a conoscenza del fatto che la piattaforma telematica richieda sistemi di identità digitale certificati. La procedura standard prevede l’utilizzo di Spid, Cie (Carta di identità elettronica) o Cns (Carta nazionale dei servizi). Una volta effettuato il primo ingresso, l’utente viene invitato a compilare i dati di contatto per completare la registrazione a NoiPA. Sebbene l’identità digitale sia ormai il canale prevalente, è possibile accedere a NoiPA senza SPID. L’opzione, alternativa e gratuita rispetto all’abbonamento allo Spid anche di Poste Italiane, si può attuare mediante l’utilizzo della Carta di identità elettronica e la tecnologia Nfc dal proprio smartphone. Si garantisce, in ogni modo, il massimo livello di sicurezza informatica richiesto per la protezione dei dati sensibili dei dipendenti pubblici.

Come entrare per la prima volta su NoiPA?

Per il personale di nuova immissione o per chi non ha mai effettuato il login, l’attivazione dell’utenza avviene in modo automatico non appena l’amministrazione di appartenenza inserisce i dati nel sistema. Il dipendente deve collegarsi alla pagina ufficiale e selezionare l’area riservata. Al primo accesso, è fondamentale configurare correttamente le credenziali e verificare che l’indirizzo e-mail sia aggiornato. In questa fase si stabilisce la password dell’area riservata di NoiPA che, insieme al codice Pin (se previsto per alcune tipologie di servizi dispositivi), consente di operare in totale autonomia. È importante conservare con cura queste informazioni, poiché esse sono strettamente personali e indispensabili per ogni successiva operazione di consultazione o modifica dei dati anagrafici e di pagamento.

Soluzioni ai problemi comuni e consultazione dei pagamenti

Capita frequentemente che, durante i periodi di picco come l’emissione degli arretrati di gennaio 2026, si riscontrino rallentamenti o errori di sistema. Se un utente nota che NoiPA non funziona, il primo passo è verificare lo stato della connessione o provare a svuotare la cache del browser. Nel caso in cui il messaggio visualizzato sia «non riesco ad accedere a NoiPA», è consigliabile controllare la validità delle proprie credenziali Spid o della Cie. Una volta entrati nel portale, la sezione più visitata è senza dubbio quella dedicata alla consultazione dei pagamenti, dove è possibile visualizzare l’importo netto dello stipendio prima ancora della pubblicazione del documento ufficiale. Ecco le operazioni principali effettuabili nella propria area personale:

  • visualizzazione del cedolino mensile in formato Pdf;
  • consultazione del modello Cu (Certificazione unica) per la dichiarazione dei redditi;
  • gestione delle modalità di riscossione (cambio Iban);
  • richiesta di piccoli prestiti Inps;
  • monitoraggio dei contratti a tempo determinato per i supplenti;
  • variazione dei dati di residenza e domicilio fiscale.

Perché Brooklyn Beckham attacca David e Victoria: «Umiliato alle mie nozze»

È guerra all’interno della famiglia Beckham. Con sei lunghe stories sul suo profilo Instagram Brooklyn, il primogenito di David e Victoria, ha attaccato duramente i genitori, rompendo per la prima volta il silenzio dopo mesi di voci e speculazioni sulla fine dei rapporti. «Sono rimasto zitto per anni e ho fatto ogni tentativo per mantenere privata ogni questione», ha esordito il 26enne. «I miei genitori e il loro team, purtroppo, hanno continuato a rivolgersi alla stampa, lasciandomi senza altra scelta che parlare per me stesso e dire la verità solo su alcune delle bugie che sono state pubblicate. Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia. Sto solo difendendo me stesso per la prima volta nella mia vita».

Perché Brooklyn Beckham attacca David e Victoria: «Umiliato alle mie nozze»
Le stories di Brooklyn Beckham contro i genitori (da Instagram).

Brooklyn Beckham contro i genitori: «Sempre ostili verso mia moglie»

In lunghissimo messaggio di sei pagine, pubblicato su Instagram, Brooklyn Beckham ha accusato la madre e il padre di aver «cercato incessantemente di rovinare» la sua relazione con l’attrice Nicola Peltz, sposata nell’aprile 2022. Nel lungo sfogo sui social, ha raccontato una serie di episodi molto discutibili di come l’ex Spice Girls avrebbe provato più volte a mettere in difficoltà la nuora nel corso degli anni, annullando anche di proposito la realizzazione di un abito da sera per Nicola all’ultimo momento e «rubandole» il primo ballo di nozze. «Mia madre l’ha dirottato, nonostante fosse stato programmato con settimane di anticipo sulle note di una romantica canzone d’amore», ha affermato Brooklyn. «Davanti ai 500 invitati, Marc Anthony (cantante e attore americano, ndr.) mi ha chiamato sul palco, dove era previsto il ballo con mia moglie, invece mia madre stava ballando con me».

Perché Brooklyn Beckham attacca David e Victoria: «Umiliato alle mie nozze»
Brooklyn Beckham con Nicola Peltz al Met Gala 2023 (Ansa).

Brooklyn Beckham ha poi aggiunto che la stessa Victoria avrebbe «ballato in modo inappropriato davanti a tutti» gli invitati, facendolo sentire fortemente a disagio: «Non mi sono mai sentito così umiliato in tutta la mia vita». Non finisce qui, in quanto David e Victoria avrebbero in più occasioni sottolineato come Peltz non fosse «di sangue» e non facesse «parte della famiglia», mancandole in continuazione di rispetto. E ancora: «Settimane prima del grande giorno, i miei genitori mi hanno ripetutamente fatto pressione e hanno cercato di farmi cedere i diritti sul mio nome, cosa che avrebbe avuto ripercussioni su di me, mia moglie e i nostri futuri figli».

Il 50esimo compleanno di David Beckham: «Io e mia moglie respinti per una settimana»

Nelle stories su Instagram, Brooklyn Beckham ha spiegato anche come andarono le cose tra lui e la sua famiglia in occasione del 50esimo compleanno del padre David. Il 2 maggio 2025 a Londra si tenne una festa memorabile per l’ex calciatore inglese, con un passato anche in Italia al Milan, ma all’evento non era presente il primogenito. All’epoca si parlò di una scelta del figlio di non partecipare volutamente, ma oggi si scopre che le cose andarono diversamente. Brooklyn ha raccontato che lui e la moglie Nicola vennero «respinti per una settimana» mentre aspettavano nella camera d’albergo «cercando di organizzare del tempo di qualità» con David. «Mio padre ha rifiutato tutti i nostri tentativi di incontrarlo lontano dal clamore, a meno che non si trattasse della sua grande festa di compleanno con 100 invitati e telecamere a ogni angolo». David avrebbe «alla fine ha accettato» a condizione che Peltz non fosse presente.

Perché Brooklyn Beckham attacca David e Victoria: «Umiliato alle mie nozze»
Le stories di Brooklyn Beckham contro i genitori (da Instagram).

L’ultimo attacco: «Il marchio Beckham viene prima di tutto»

Nel terminare il suo attacco in cui ha sparato a zero sulla propria famiglia, Brooklyn Beckham ha poi descritto un vero e proprio «sistema Beckham» fatto di apparenza e affari. «Il marchio Beckham viene prima di tutto», ha scritto il 26enne. «“L’amore” per la famiglia è deciso da quanto si pubblica sui social media. Sono stato controllato dai miei genitori per gran parte della mia vita. Per anni abbiamo fatto di tutto per essere presenti e sostenere ogni sfilata, ogni festa e ogni attività stampa per mostrare “la nostra famiglia perfetta”». Poi la liberazione grazie alla moglie: «Sono cresciuto con un’ansia opprimente. Per la prima volta nella mia vita, da quando mi sono allontanato dalla mia famiglia, quell’ansia è scomparsa. Ogni mattina mi sveglio grato per la vita che ho scelto e ho trovato pace e sollievo».

Caso Signorini, cosa ha detto Antonio Medugno ai pubblici ministeri

Antonio Medugno è stato ascoltato a Milano dai pubblici ministeri nell’ambito dell’indagine che ruota attorno alle accuse di violenza sessuale ed estorsione legate ad Alfonso Signorini. Il 27enne, convocato come persona offesa, ha trascorso oltre tre ore in procura confermando integralmente quanto già raccontato nel format Falsissimo di Fabrizio Corona. L’audizione si inserisce nel filone aperto dopo la querela presentata dal direttore di Chi contro Corona per revenge porn: secondo quanto emerso, Medugno non è indagato e si è presentato con il suo avvocato.

Medugno: «Altre denunce? Credo che non rimarrò il solo»

Al termine della testimonianza, il modello ha ribadito la propria versione dei fatti, parlando di un presunto meccanismo di favori sessuali per accedere al Grande Fratello. «Non sono io a dover dire se esiste un sistema, penso a quello che ho subìto e che ho raccontato, ho detto tutta la verità e ho fiducia nella magistratura», ha dichiarato. Alla domanda sulla possibilità che altri decidano di denunciare, ha aggiunto: «Credo che non rimarrò solo». Medugno ha anche denunciato le conseguenze mediatiche della vicenda, sostenendo di essere bersaglio di attacchi online. Sul punto la sua legale ha parlato di «linciaggio mediatico» e di «vittimizzazione secondaria» nei confronti di un uomo che denuncia una violenza.

Le accuse nei confronti di Signorini: «So che è successo ad altre persone»

Secondo quanto messo a verbale, nella primavera del 2021 Signorini gli avrebbe lasciato intendere che «se mi fossi concesso, sarei entrato nella Casa» dell’edizione 2021-2022 del Grande Fratello. Medugno ha riferito di aver respinto le avances e di essere riuscito a entrare successivamente nel Gf Vip 6 soltanto come «ripescato», dopo un incontro con Clarissa Selassie. Durante l’audizione ha ribadito anche il presunto ricatto «se non vieni con me non entri al Grande Fratello» e ha affermato: «So che è successo anche ad altre persone». La procura di Milano, guidata da Marcello Viola, sta ora raccogliendo le diverse versioni in due fascicoli distinti: uno su Fabrizio Corona per revenge porn e l’altro che vede Medugno indicato come presunta parte offesa nella denuncia contro il conduttore.

Von der Leyen lavora a un incontro con Trump per evitare un’escalation

Donald Trump porta le mire sulla Groenlandia e la minaccia dei dazi dentro il forum di Davos, che da oggi al 23 gennaio riunirà leader politici ed economici sotto il titolo ufficiale “Lo spirito del dialogo”. L’Unione europea vuole provare la strada della de-escalation. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen sta lavorando a un faccia a faccia in territorio neutrale con il presidente americano. L’incontro non è ancora ufficiale: Repubblica scrive che la Casa Bianca non ha risposto all’invito, ma i contatti con Washington, anche tramite il commissario al Commercio Maros Sefcovic, sono stati intensi. Bruxelles vuole tentare il dialogo prima di qualsiasi contromisura. Giovedì il Consiglio europeo straordinario dovrà infatti decidere se e come reagire alle tariffe minacciate del 10 per cento ai Paesi che ostacoleranno le mosse americane in Groenlandia. L’ipotesi principale è di lasciare scattare automaticamente i controdazi per 93 miliardi sospesi l’anno scorso.

LEGGI ANCHE: Davos, le minacce di Trump e la vera partita dell’Europa

Trump ventila dazi del 200 per cento sui vini francesi

Il presidente degli Stati Uniti, parlando con i giornalisti in Florida, ha attaccato Emmanuel Macron dopo la sua decisione di non aderire al cosiddetto «Board of Peace» per la ricostruzione di Gaza, e per l’ennesima volta ha annunciato ritorsioni commerciali. «Beh, nessuno lo vuole perché lascerà l’incarico molto presto, quindi va bene così», ha detto Trump. Poi ha aggiunto: «Applicherò dazi del 200 per cento sui suoi vini e champagne e lui si unirà», «ma non è obbligato a farlo». Poco prima, su Truth, aveva pubblicato lo screenshot di un messaggio privato ricevuto da Macron, la cui autenticità è stata confermata dall’Eliseo. «Amico mio, siamo totalmente d’accordo sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull’Iran. Non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia», scrive il presidente francese, proponendo un G7 a Parigi dopo Davos e una cena insieme giovedì. In questo clima di minacce, Trump è convinto che i leader europei non «opporranno troppa resistenza» alle mire americane sulla Groenlandia.

Morte di Valentino, il cordoglio dal mondo della politica e dello spettacolo

Dalla politica al mondo dello spettacolo, in tanti piangono la morte di Valentino. A partire dalla premier Giorgia Meloni, che sui social ha scritto: «Valentino, maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto». Anche Elly Schlein affida ai social il suo cordoglio: «Valentino Garavani ha contribuito a rendere grande la creatività italiana nel mondo, interpretando, con il suo lavoro, l’eleganza e la cultura del nostro Paese in modo unico e irripetibile. L’Italia perde un grande protagonista della moda, un simbolo internazionale di stile che ha ispirato e continuerà a ispirare altri stilisti e creativi». Non mancano le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Con la scomparsa di Valentino l’Italia perde uno stilista di successo, capace di guardare oltre le tendenze e le convenzioni. Il mondo della moda gli deve grandi intuizioni e splendide creazioni. Esprimo ai suoi familiari e ai collaboratori cordoglio e vicinanza».

Numerosi colleghi e amici hanno reso omaggio al designer. La maison Armani ha affermato: «Maestro indiscusso di grazia ed eleganza, per il quale Giorgio Armani ha sempre nutrito grande stima, Valentino ha incarnato l’eccellenza della couture, il rigore del mestiere e una visione unica della moda fatta di linee pure, colori iconici e bellezza assoluta. La sua scomparsa lascia un vuoto immenso». Donatella Versace ha scritto su Instagram: «Abbiamo perso un vero Maestro, sarà sempre ricordato per la sua arte. I miei pensieri vanno a Giancarlo, che in tutti questi anni non è mai andato via. Valentino non sarà mai dimenticato». Giancarlo Giammetti, storico compagno di vita e lavoro dello stilista, ha postato una foto con la scritta «…forever…».

Tra le numerose testimonianze anche quelle di personalità del mondo dello spettacolo e della moda. L’attrice Gwyneth Paltrow ha scritto: «Sono stata così fortunata ad aver conosciuto e amato Valentino, ad aver conosciuto l’uomo vero, nella sua vita privata. Mancherà profondamente a me e a tutti coloro che lo hanno amato. Riposa in pace, Vava». Sophia Loren ha ricordato: «Mio caro Valentino, la notizia della tua scomparsa mi addolora profondamente. Con te ho condiviso momenti di grande affetto e di sincera stima reciproca. Avevi un animo gentile, ricco di umanità. Sei stato un amico e la tua arte e la tua passione resteranno per sempre fonte di ispirazione». Un pensiero anche da parte di Chiara Ferragni: «È stato uno dei più grandi maestri della moda italiana e mondiale. Con la sua visione ha definito un’idea di eleganza senza tempo, rendendo l’Italia un punto di riferimento assoluto nel lusso. La sua eredità creativa continuerà a ispirare i giovani designer del futuro».

Groenlandia e Danimarca: «Proposta una missione Nato sull’isola»

Danimarca e Groenlandia hanno avanzato all’interno della Nato la proposta di istituire una missione di monitoraggio sull’isola artica. L’annuncio è arrivato dal ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen al termine di un incontro con il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte. «L’abbiamo proposta noi, il segretario generale ne ha preso atto e credo che ora potremo, auspicabilmente, ottenere un quadro che ne definisca l’attuazione», ha dichiarato Poulsen alla televisione danese, intervenendo insieme alla ministra degli Esteri della Groenlandia Vivian Motzfeldt.

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Trump: «L’Europa pensi a Russia e Ucraina, non alla Groenlandia»

Sul dossier Groenlandia è tornato a esprimersi anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che a una domanda su un possibile ricorso alla forza ha risposto con un «no comment» durante una breve intervista telefonica con Nbc News. Nel colloquio, Trump ha ribadito che porterà avanti «al 100 per cneto» i suoi piani di imporre dazi doganali ai Paesi europei se non otterrà il territorio artico e ha invitato l’Europa a occuparsi di altre priorità, affermando che «dovrebbe concentrarsi sulla guerra con la Russia e l’Ucraina, perché, francamente, si vede dove li ha portati…» e «non sulla Groenlandia».

Bce, Boris Vujčić designato vicepresidente

L’Eurogruppo ha indicato il croato Boris Vujčić come candidato a ricoprire il ruolo di vicepresidente della Banca centrale europea, destinato a prendere il posto di Luis De Guindos, il cui mandato si concluderà a maggio. La decisione è maturata a Bruxelles e rappresenta un passaggio politico preliminare: ora spetterà al Consiglio adottare la raccomandazione formale da trasmettere al Consiglio europeo, che avrà l’ultima parola sulla nomina, dopo aver consultato la Bce e il Parlamento europeo.

Come si è arrivati alla designazione di Boris Vujčić

Vujčić, alla guida della banca centrale della Croazia dal 2012, è emerso al termine di una selezione che ha visto restringersi il numero dei candidati, inizialmente sei, nel contesto di un negoziato tra i Paesi dell’area euro finalizzato a raggiungere una maggioranza qualificata rafforzata. La sua designazione potrebbe inoltre favorire un maggiore equilibrio nella composizione geografica del consiglio direttivo della Bce, con l’ingresso di un rappresentante di uno Stato membro che ha aderito all’Eurozona in tempi più recenti.

Delitto di Federica Torzullo, i pm: «L’indagato progettava la fuga»

Claudio Carlomagno, marito di Federica Torzullo, accusato di omicidio e occultamento di cadavere, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio. Gli inquirenti cercavano di ottenere dall’indagato chiarimenti sulla sua presunta responsabilità, sulla dinamica dei fatti tra l’8 e il 9 gennaio e sul movente, oltre all’individuazione dell’arma utilizzata, ancora sconosciuta. Secondo gli inquirenti, Carlomagno era pronto a fuggire non appena aveva compreso che tutti i sospetti convergevano su di lui, ma ha preferito non rispondere alle domande. L’uomo ha trascorso la prima notte in carcere, dopo il fermo avvenuto domenica, e dovrà rispondere delle accuse di «omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva» e di occultamento di cadavere.

Secondo il decreto di fermo, Carlomagno avrebbe tentato di bruciare il cadavere

Le indagini proseguono per ricostruire le ultime ore di vita della 41enne di Anguillara Sabazia e chiarire la dinamica dell’omicidio e lo strumento impiegato per ucciderla. Dai primi riscontri emerge un quadro di delitto di «particolare ferocia»: il procuratore capo ha spiegato che il corpo della donna era «irriconoscibile» quando è stato rinvenuto tra i detriti vicino all’azienda di Carlomagno. Secondo il decreto di fermo, l’indagato avrebbe tentato di bruciare il cadavere. Per questo motivo, i pm hanno disposto l’autopsia e ulteriori accertamenti. Nella giornata del 19 gennaio i carabinieri sono tornati nella villetta della coppia per effettuare verifiche irripetibili sulla scatola nera dell’auto del marito e sui cellulari, accertamenti che però verranno completati nei prossimi giorni.

È morto Valentino: lo stilista aveva 93 anni

Valentino Ludovico Clemente Garavani, noto semplicemente come Valentino, si è spento all’età di 93 anni nella sua residenza romana. La notizia della morte dello stilista, creatore dell’omonima maison, è stata diffusa dalla Fondazione Valentino Garavani e da Giancarlo Giammetti, suo storico collaboratore e compagno di lunga data. Nato a Voghera nel 1932, Valentino ha iniziato la sua carriera nel mondo della moda a Parigi, perfezionandosi negli atelier di Jean Dèsses e Guy Laroche, prima di rientrare in Italia e aprire a Roma, in Via Condotti, il suo laboratorio di sartoria. La sua consacrazione arrivò nel 1962, con la storica presentazione delle sue creazioni a Palazzo Pitti, evento che lo proiettò sulla scena internazionale.

Gaza, la Francia dice no alla partecipazione al Board of Peace

Chiusura della Francia all’ipotesi di aderire al Board of Peace per Gaza promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. A riferirlo all’agenzia France Presse sono fonti vicine al capo dell’Eliseo, secondo le quali l’iniziativa «suscita interrogativi importanti». In particolare, viene sottolineato come la Carta del progetto vada «oltre lo stretto quadro di Gaza», discostandosi dalle aspettative iniziali. Le stesse fonti mettono in guardia sui possibili effetti dell’organismo proposto, che «suscita importanti interrogativi, in particolare, circa il rispetto dei principi e della struttura delle Nazioni Unite, che non possono in nessun modo venire rimessi in discussione».

La posizione del Canada: «Non pagheremo per entrare nel Board»

Diversa la posizione del Canada, che ha fatto sapere di non essere disposto a versare alcuna somma per ottenere un posto nel Board of Peace voluto da Trump. Secondo quanto riferito dalla Afp citando fonti governative di Ottawa: «Il Canada non pagherà per un seggio nel Consiglio, e al momento non è stata avanzata alcuna richiesta in tal senso», in riferimento al miliardo di dollari ipotizzato per un posto permanente. Allo stesso tempo, il governo canadese ha confermato l’intenzione del primo ministro Mark Carney di «accettare l’invito» a partecipare all’organismo. L’organo, inizialmente pensato per seguire la ricostruzione di Gaza, secondo la bozza di statuto avrebbe però un mandato più ampio, senza un riferimento esplicito al territorio palestinese, puntando a contribuire alla soluzione dei conflitti armati a livello globale. Tra i leader invitati a farne parte figurano numerosi capi di Stato, incluso il presidente russo Vladimir Putin.

Studente ucciso in classe a La Spezia, Atif resta in carcere

Il gip del tribunale della Spezia ha confermato la custodia cautelare in carcere per Zouhair Atif, il 19enne che ha ucciso con una coltellata Abanoub Youssef, 18 anni, all’interno dell’istituto professionale “Domenico Chiodo”. Secondo quanto filtra dalla città ligure, il giudice ha indicato il reato di omicidio aggravato dai futili motivi e non avrebbe ancora preso in considerazione l’aggravante della premeditazione, che però potrebbe essere applicata in un secondo momento.

Il legale: «Tutto lascia pensare ci sia spazio per una perizia psichiatrica»

«Ha detto di essersi sentito minacciato da Youssef e nega assolutamente ci siano stati altri episodi di minacce da parte sua con un coltello in passato. Per assurdo trovo che la misura cautelare in carcere sia oggi la soluzione che meglio possa difendere Zouhair da sé stesso». Lo ha dichiarato Cesare Baldini, legale di Atif, che parlando con i cronisti ha descritto il suo cliente come «una persona con un passato di grandi sofferenze, lasciato da solo in Marocco fino ai 15 anni, poi tornato prima del Covid e ritornato dopo la pandemia». Un giovane, ha poi aggiunto, «con poche amicizie» e che in passato ha compiuto atti di autolesionismo: «Tutto lascia pensare ci sia lo spazio per una perizia psichiatrica, ne parleremo con il pubblico ministero».

TIM, nuovi ingressi nei Comitati: le nomine

Il cda di TIM ha deliberato alcune variazioni della governance. Il Consiglio d’amministrazione ha cambiato la composizione dei comitati dopo le dimissioni di Umberto Paolucci, effettive dal primo gennaio 2026. Il board ha nominato Lorenzo Cavalaglio e Stefano Siragusa, rispettivamente membri del Comitato Nomine e Remunerazioni e del Comitato per le Parti Correlate. Inoltre sono stati scelti tre key manager. Sono Maria Enrica Danese, Alessandra Michelini e Sabina Strazzullo. La prima è direttrice Corporate Communications & Sustainability. La seconda è l’ad di Tesly. La terza è direttrice Public Affairs. Danese detiene 227.231 azioni di TIM, mentre Strazzullo 96.390 e Michelini 88.111.