Roberto Vannacci deposita il marchio “Futuro nazionale”, riaccendendo le voci sul possibile strappo con la Lega per dare il via a un progetto politico autonomo di estrema destra. Il vicesegretario del Carroccio ha presentato la domanda il 24 gennaio all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. La richiesta, ora in fase di esame, prevede l’utilizzo del marchio su materiali di propaganda – manifesti, depliant, libri manifesto e insegne – e per servizi esplicitamente legati all’attività politica.
Il simbolo di Futuro Nazionale (Ansa).
Interpellato dall’Ansa, Vannacci ha sminuito la mossa parlando di «un simbolo» come quelli già utilizzati in passato, senza annunciare un partito. Ma il deposito del marchio cade in una fase di tensioni interne alla Lega. Nei mesi scorsi sono state diverse le telefonate fatte da Luca Zaia su questo tema. Secondo fonti qualificate sentite da Lettera43, l’ex governatore del Veneto non si è mai spinto a chiedere l’espulsione del generale – come riportato da ricostruzioni di stampa – ma ha avvertito Salvini sulla pericolosità del soggetto. Per ora, però, il vicepremier ha cercato di contenere lo scontro, smentendo ricostruzioni su pressioni o interventi punitivi nei confronti del suo vice.
Il governo spagnolo ha approvato un decreto che prevede la regolarizzazione di circa 500 mila migranti senza documenti e richiedenti asilo, scegliendo una strada opposta rispetto alla retorica e alle politiche anti-immigrazione oggi prevalenti in gran parte d’Europa. Il provvedimento entrerà in vigore ad aprile e sarà adottato tramite decreto reale, senza passaggio parlamentare.
Cosa prevede il decreto
La misura riguarda persone che si trovavano già in Spagna prima del 31 dicembre 2025 e che potranno accedere al permesso di soggiorno dimostrando l’assenza di precedenti penali e una permanenza continuativa di almeno cinque mesi, oppure l’avvio di una richiesta di protezione internazionale. La ministra dell’Inclusione, della Sicurezza sociale e delle Migrazioni Elma Saiz ha definito la decisione «un giorno storico», spiegando che l’obiettivo è superare ostacoli burocratici stratificati nel tempo e garantire diritti e certezza giuridica a una realtà sociale già esistente.
Cosa ha spinto la Spagna a voler regolarizzare 500 mila migranti
Il decreto arriva dopo le pressioni esercitate da Podemos, ex alleato del Partito socialista, e si inserisce in una linea politica che il premier Pedro Sánchez rivendica da tempo. Nell’ottobre 2024, intervenendo in parlamento, Sánchez aveva sostenuto che la Spagna si trova a un bivio demografico e che l’immigrazione è necessaria per sostenere crescita economica e welfare, mettendo in guardia contro xenofobia e odio. Organizzazioni come Picum e il movimento Regularisation Now! hanno accolto positivamente il provvedimento, sottolineando come arrivi in un contesto internazionale segnato da chiusure e inasprimenti. Di segno opposto le reazioni del Partito popolare e dell’estrema destra di Vox, che hanno accusato il governo di favorire l’immigrazione irregolare. La scelta dell’esecutivo si accompagna a un quadro economico in miglioramento: la disoccupazione è scesa sotto il 10 per cento per la prima volta dal 2008 e la crescita resta tra le più alte dell’Unione europea. Un contesto che Madrid indica come prova che integrazione e sviluppo possono procedere insieme.
Welo sarà comunque protagonista del Festival di Sanremo 2026, anche senza un posto in gara tra le Nuove proposte. L’artista salentino, nome d’arte di Manuel Mariano, firma infatti il jingle ufficiale della 76esima edizione: una sigla che nasce dalla rielaborazione di Emigrato, il brano con cui aveva raggiunto la finale di Sanremo Giovani. Durante la serata conclusiva del 14 dicembre, a Sarà Sanremo, Carlo Conti aveva annunciato l’idea di trasformare quel pezzo nella sigla del Festival, colpito dall’impatto emotivo e dall’identità sonora della canzone. Promessa mantenuta: dal 24 febbraio, la musica di Welo aprirà ogni serata all’Ariston. Emigrato racconta la partenza come necessità, non come aspirazione romantica. Classe 1999, originario di Lecce, Welo ha trovato in Sanremo Giovani un momento decisivo del suo percorso, riuscendo a conquistare pubblico e critica per autenticità e forza narrativa.
A inizio 2026 il cancelliere Friedrich Merz ha indirizzato una lettera ai parlamentari della CDU/CSU e della SPD, invitando la Große Koalition a cambiare marcia per traghettare la Germania fuori dalla stagnazione in cui è impantanata ormai da tre anni. Merz ha ricordato come, nonostante gli investimenti federali fatti, la competitività non sia aumentata a sufficienza e la produttività arranchi a causa dei costi del lavoro, di quelli energetici e degli oneri fiscali eccessivi. Secondo il cancelliere, il Paese può risolvere da solo la maggior parte di questi problemi accrescendo la coesione sociale e, con essa, la fiducia nella politica. Questa è la teoria, che deve vedersela con sondaggi preoccupanti per la Groko, bocciata da quasi il 70 per cento dei tedeschi.
Friedrich Merz (Ansa).
Dalla dipendenza dalla Russia a quella dagli Usa
Poi c’è la realtà. L’economia non gira e l’ottimismo che soffia dal Kanzleramt trova poco riscontro nei fatti. A fine 2025, il Consiglio degli esperti economici, nel rapporto consegnato al governo, ha previsto una crescita di circa lo 0,9 per cento nel 2026, a patto però che la produttività aumenti facendo leva su innovazione e investimenti. Inoltre, occorre una riforma dei contributi previdenziali, che riduca la burocrazia e fornisca incentivi mirati all’ammortamento degli investimenti. Ma la priorità è ridurre i costi energetici: già con la crisi pandemica e poi con la guerra in Ucraina sono diventati un peso non solo per l’industria pesante ma anche per le piccole e medie imprese. Il problema della Germania, e di Merz, è che il quadro non promette nulla di buono visto che la dipendenza dal gas russo si sta trasformando in dipendenza dal gas statunitense.
Nel 2025 la Germania ha pagato 3,2 miliardi di dollari per il gnl americano
La questione riguarda soprattutto il gas naturale liquefatto (gnl), la cui dipendenza dagli Stati Uniti nel 2025 è aumentata di oltre il 60 per cento rispetto all’anno precedente. Secondo i dati ufficiali sulle esportazioni statunitensi analizzati dall’Associazione tedesca per l’aiuto all’ambiente (DUH), circa il 96 per cento di tutte le importazioni tedesche di gnl proviene dagli Stati Uniti. I tedeschi hanno pagato circa 3,2 miliardi di dollari per il gas americano, rispetto agli 1,9 miliardi del 2024. Se a Washington Donald Trump sorride, a Berlino Merz dovrebbe invece riflettere sui rilievi del DUH secondo cui le importazioni di gnl non servono più a gestire una crisi a breve termine. In altre parole, la Casa Bianca sta deliberatamente utilizzando il gas per spingere la Germania, e l’Europa, verso una dipendenza fatale dai combustibili fossili. Il governo tedesco, è l’invito, dovrebbe concentrarsi sull’efficienza energetica e sull’espansione delle energie rinnovabili.
Friedrich Merz e Donald Trump (Ansa).
A rischio Green Deal e REPowerUe
L’intera Unione Europea, dato lo spostamento generale dell’import dagli Usa, mette così a repentaglio il Green Deal e buona parte dell’indipendenza energetica: il piano REPowerEU, che mirava a porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili russi attraverso la diversificazione, la riduzione della domanda e l’energia a prezzi accessibili, è messo in crisi dalla subordinazione a stelle e strisce. Il rischio sia a Bruxelles sia a Berlino è noto, eppure nella prassi viene ignorato, come dimostra l’acquisizione di Tanquid, il più grande operatore tedesco di stoccaggio di petrolio, da parte di Sunoco LP, società controllata dal miliardario Kelcy Warren, uno dei principali finanziatori delle campagne elettorali di Trump. L’operazione è stata approvata dal governo tedesco, poiché l’acquisizione conferisce all’azienda con sede a Filadelfia circa un quinto della capacità di stoccaggio di petrolio della Germania e oltre mille chilometri di condotte. Merz dal canto suo non ha avuto nulla da ridire, forse mettendo in conto di finire dalla padella russa alla brace americana. Come hanno evidenziato gli analisti della Stiftung Wissenschaft und Politik, think tank che collabora con il governo di Berlino, la vendita di Tanquida Sunoco è delicata anche dal punto di vista militare. La società tedesca deteneva infatti anche una quota in FBG, società che gestisce gli oleodotti della Nato in Europa. In caso di tensioni tra Usa e Alleanza Atlantica, il sistema ne risentirebbe. Insomma, alla luce dello scollamento fra Stati Uniti ed Europa, la Germania non pare aver imboccato la via del compromesso per ritrovare l’equilibrio interno e prepararsi al rilancio visto che il cancelliere prosegue su un doppio binario caratterizzato da buoni propositi e cattive decisioni.
Icona del cinema, testimonial di moda e ora proprietaria anche di una sua linea di lingerie. Sydney Sweeney ha presentato con una serie di video sui social Syrn (da pronunciare Siren), finanziata anche da Jeff Bezos e appositamente pensata «per risolvere le frustrazioni quotidiane che le donne provano nell’indossare un reggiseno». Per pubblicizzarla, come testimoniano alcune stories su Instagram, nella notte la diva si è recata di soppiatto assieme al suo team sulla Hollywood Hill per “decorare” la celebre scritta in collina con una catena di reggiseni intrecciati fra loro arrampicandosi persino sulle lettere. Una trovata che tuttavia, come sottolinea Tmz, potrebbe metterla nei guai con la legge californiana in quanto la Camera di Commercio non aveva concesso l’autorizzazione. Già nel 2025 Sweeney era finita nella bufera mediatica per lo spot sui jeans di American Eagle.
Sydney Sweeney, chi è l’attrice e quali sono i film più famosi
Sydney Sweeney al Met Gala (Ansa).
Classe 1997 di Spokane, nello Stato di Washington, Sydney Sweeney è figlia dell’ex avvocata penalista Lisa Mudd e di un hospitality manager, Steven. Appassionata di recitazione già a scuola, dove inoltre eccelleva in robotica e matematica, ha lavorato brevemente agli Universal Studios di Hollywood salvo lasciare il posto dopo aver ottenuto un ruolo da attrice. Guest star in vari programmi televisivi, tra cui 90210, Pretty Little Liars e Criminal Minds, la svolta è arrivata tuttavia nel 2019, quando fu scelta da Quentin Tarantino per il ruolo di Dianne Snake Lake, membro della famiglia Manson, in C’era una volta a… Hollywood. Quello stesso anno, Sweeney conquistò anche il piccolo schermo con la parte di Cassie Howard in Euphoria, serie HBO di cui ad aprile 2026 uscirà la terza stagione.
Grazie al successo mediatico, spinto soprattutto da un vasto seguito sui social, Sydney Sweeney è in pochi mesi divenuta un’icona del cinema e della serialità, ottenendo diversi ruoli importanti. Per HBO ha recitato nella prima stagione di The White Lotusnei panni di un’adolescente viziata, mentre in Madame Web – poi rivelatosi un flop al box office – è stata Spider Woman. Dopo aver prodotto e vestito i panni della protagonista di Immaculate – La prescelta, fra il 2025 e il 2026 è apparsa in Christy sulla vita della pugile Christy Martin, fra le più famose d’America, e in The Housemaid – Una di famiglia, tra i maggiori incassi della stagione.
Sydney Sweeney è fidanzata? Le storie d’amore della diva di Hollywood
Quanto alla sfera sentimentale, nel 2018 Sydney Sweeney ha iniziato a frequentare l’uomo d’affari Jonathan Davino. I due, fidanzatisi ufficialmente quattro anni dopo, hanno co-prodotto due film con protagonista la giovane star, la commedia romantica campione d’incassi Tutti tranne te e il già citato Immaculate. A fine marzo, l’improvvisa separazione con il conseguente annullamento delle nozze, programmate per i mesi successivi. Poco dopo, la diva è stata spesso vista con Scooter Braun, noto produttore musicale coinvolto nella lunga battaglia legale con Taylor Swift per i diritti discografici sui primi album. Incontratisi al matrimonio di Jeff Bezos e Lauren Sanchez, si sono frequentati almeno fino a novembre 2025, senza che la relazione prendesse una piega definitiva. Di recente, Sweeney era stata accostata anche al calciatore americano del Milan Cristian Pulisic, che tuttavia ha smentito ogni collegamento.
Il caso della pubblicità di American Eagle
Sydney Sweeney nello spot di American Eagle (da Instagram).
Eletta nel 2024 da Imdb come star più popolare al mondo, ad agosto dell’anno successivo Sydney Sweeney è stata travolta da un’ondata di indignazione per la pubblicità di American Eagle, noto marchio di jeans a stelle e strisce, di cui è stata protagonista. Sotto accusa lo slogan «Sydney Sweeney has great jeans» per l’assonanza tra jeans e genes (geni): sui social venne rimproverato al brand di aver scelto una donna caucasica, bionda e con occhi azzurri associandola a un messaggio che sembra celebrare l’eugenetica. Alcuni hanno parlato addirittura di «retorica suprematista mascherata da moda» nell’America di Donald Trump segnata da profonde tensioni sociali e razziali. Bufera cui la star ha reagito più o meno facendo spallucce. Non ha aiutato il fatto che si fosse registrata come elettore repubblicano in Florida qualche mese prima che Trump tornasse alla Casa Bianca.
Cos’è Syrn e le polemiche per la campagna a Hollywood
Sydney Sweeney in uno scatto promozionale della linea Syrn (Instagram).
Dopo il successo di The Housemaid, Sydney Sweeney ha lanciato la sua linea di lingerie Syrn. «Volevo creare un luogo in cui le donne potessero muoversi tra le tante versioni di loro stesse», ha spiegato a Life & Style. «Adoro lavorare sulle auto, faccio sci d’acqua, mi vesto elegante per il red carpet e poi torno a casa a coccolare i miei cani. Non sono una cosa sola, nessuna donna lo è». Disponibile dal 28 gennaio, si baserà su quattro linee principali: Comfy, Playful, Romantic e Seductress. Il lancio però è già finito nel mirino della critica dopo che l’attrice, con il suo team, ha scalato la Hollywood Sign ricoprendola di reggiseni. «Chiunque intenda utilizzare e/o accedere alla scritta Hollywood per scopi commerciali deve ottenere una licenza o un permesso dalla Camera di Commercio di Hollywood», ha dichiarato al Los Angeles TimesSteve Nissen, presidente dell’Hollywood Sign Trust che gestisce l’insegna. Per ora non è stata sporta tuttavia alcuna denuncia.
Non si ferma la frana iniziata domenica 25 gennaio a Nisceni (Caltanissetta), dove la situazione è estremamente critica: 1.500 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni, non solo quelle impraticabili rimaste sull’orlo del precipizio. Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile nazionale, dopo un giro in elicottero ha fatto il punto della situazione con le autorità locali: «In realtà è l’intera collina che sta scendendo verso la piana di Gela». Intanto i residenti di Niscemi accusano i governi e le amministrazioni locali di non aver fatto nulla, per un problema noto fin dal 1997: il 12 ottobre di quell’anno, infatti, la gente scese in strada gridando al terremoto, quando invece la terra aveva tremato per una frana. Che aveva interessato esattamente gli stessi quartieri dell’attuale cedimento: Sante Croci, Pirillo e Canalicchio.
Per gli sfollati in arrivo i contributi del fondo Cas
Per gli sfollati della frana di Niscemi sono in arrivo aiuti dal fondo statale Cas (Contributo di autonoma sistemazione): 400 euro a famiglia, più 100 euro per ogni componente, fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno. L’Ansa scrive che la procedura, già attivata con l’ordinanza di sgombero, dovrebbe essere completata nel giro di qualche giorno.
Giuseppe Commisso è stato nominato nuovo presidente della Fiorentina, subentrando al padre Rocco, il magnate italo-americano morto il 16 gennaio scorso a New York all’età di 76 anni. La decisione è stata assunta dal Consiglio di Amministrazione del club, riunitosi il 27 gennaio a Firenze, che ha ufficializzato il passaggio di consegne alla guida della società viola. Commisso jr., già coinvolto in precedenza nella governance del club, assume così la massima carica dopo anni di presenza nei vertici dirigenziali.
Giuseppe Commisso: «Seguirò le orme di mio padre»
Nel corso della stessa riunione il Cda ha confermato Mark Stephan nel ruolo di Chief Executive Officer e Alessandro Ferrari come direttore generale. Attraverso i canali ufficiali della società, il nuovo presidente ha dichiarato: «È un grande onore. Desidero esprimere il mio pieno sostegno a Stephan e a Ferrari, la cui leadership e continuità manageriale rappresentano un elemento fondamentale per il presente e il futuro della società. Colgo inoltre l’occasione per ringraziare mia madre Catherine: la sua nomina nel Cda come membro riflette la continuità dell’impegno della nostra famiglia, seguendo le orme di quanto fatto da mio padre. Sono profondamente determinato a portare avanti la sua eredità e la sua visione nel costruire la Fiorentina».
L’Università Cattolica del Sacro Cuore ha presentato a Milano gli esiti di una ricerca biennale, coordinata dalla rettrice Elena Beccalli e dalla sociologa Donatella Bramanti, relativa al caregiver, figura che riveste un ruolo sempre più cruciale nel sistema di welfare italiano, rappresentando il pilastro – quasi invisibile – dell’assistenza domestica. Lo studio rivela che circa otto milioni di persone prestano cura a soggetti fragili. Il dato risulta fondamentale per avere un’idea di quale possa essere la platea del nuovo sussidio economico da 400 euro, approvato dal Consiglio dei ministri nella giornata del 12 gennaio 2026. Il provvedimento, sostenuto dalla ministra per le disabilità Alessandra Locatelli, punta a offrire tutele economiche e giuridiche a chi assiste congiunti non autosufficienti, cercando di ridurre il rischio di isolamento per migliaia di famiglie.
Cosa si intende per caregiver?
Anziani (Imagoeconomica).
Il caregiver familiare è colui che assiste un congiunto in condizioni di non autosufficienza in modo prevalente, continuativo e gratuito. Grazie ai dati della ricerca, l’Università Cattolica ha tracciato un identikit preciso di questa figura in Italia. Infatti:
l’86,8 per cento della popolazione ha fornito aiuto ad almeno una persona nell’ultimo anno;
il 29 per cento circa assiste soggetti vulnerabili almeno una volta a settimana;
il 56 per cento dei caregiver è composto da adulti, mentre più di un quarto degli assistenti, pari al 27,2 per cento, è costituito da anziani;
il 16,8 per cento appartiene alla categoria degli young caregiver (sotto i 35 anni).
L’attività di cura non riguarda solo l’assistenza fisica, ma coinvolge anche la gestione amministrativa e il coordinamento dei servizi. Tuttavia, circa un terzo dei soggetti non dispone di una rete di supporto, operando in condizioni di isolamento.
Quanto prende al mese un caregiver
Il disegno di legge stabilisce un sussidio mensile che può raggiungere un importo massimo di 400 euro. Tale somma viene erogata ogni tre mesi dall’Inps ed è totalmente esente da tassazione. Per l’attuazione della misura, il governo ha stanziato 257 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028.
Il pagamento del bonus è vincolato alla situazione economica del nucleo familiare. Sebbene la procedura di mappatura e le domande inizino nel 2026, l’erogazione effettiva dei fondi avverrà a decorrere dal 2027.
Bonus caregiver 2026, che cos’è e a chi spetta
Il bonus caregiver è un sostegno economico nazionale destinato a chi si prende cura di familiari con gravi disabilità. Per accedere al beneficio, il richiedente deve essere formalmente riconosciuto tramite una piattaforma digitale dell’Inps, operativa entro settembre 2026. È indispensabile possedere requisiti di convivenza con la persona assistita. La normativa identifica come potenziali fruitori:
il coniuge o la parte dell’unione civile;
i conviventi di fatto;
i parenti entro il secondo grado;
gli affini entro il terzo grado (in casi specifici).
Il beneficio principale è riservato a chi presti assistenza per almeno 91 ore settimanali. Oltre al contributo monetario, sono previste agevolazioni come il lavoro agile per i lavoratori e l’esenzione dalle tasse universitarie per i giovani studenti impegnati nella cura.
Dopo l’ultima riformulazione della presidente Giulia Bongiorno, la Commissione Giustizia del Senato ha dato via libera al nuovo testo base dell’articolo 609 bis del codice penale sulla violenza sessuale. Il documento è passato con 12 voti a favore e 10 contrari. Nel testo, nonostante le proteste delle associazioni femministe e dell’opposizione – Pd e M5s avevano chiesto di non votare e di riaprire la discussione su quello approvato alla Camera – non è rientrato il riferimento al «consenso libero e attuale». Mentre invece è stato inserito quello al «dissenso». Rispetto al testo passato a Montecitorio cambiano le sanzioni, che aumentano: 6-12 anni di reclusione (anziché 4-10) per gli atti sessuali contro la volontà di una persona e 7-13 anni (invece di 6-12) se il fatto «è commesso con violenza, minaccia o abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa». La Lega, a prima firma Laura Ravetto, ha però depositato una proposta di legge per aumentare la pena minima per la fattispecie più grave da 6 a 8 anni.
La nuova legge di Bilancio ha rivisto le tutele previste dal Testo unico su maternità e parternità, modificando anche il congedo parentale 2026 e prevedendo margini di flessibilità più ampi per i nuclei familiari. È fondamentale sottolineare che le nuove disposizioni mirano a sostenere i genitori lavoratori dipendenti nella gestione dei figli durante l’intero percorso delle scuole dell’obbligo. La misura, operativa dal 1° gennaio 2026, permette di beneficiare di periodi di astensione facoltativa dal lavoro con una maggiore ampiezza temporale rispetto al passato. Ecco, quindi, come si applicano le nuove norme del congedo parentale, considerando i requisiti di ammissibilità alla misura e le modalità di presentazione della domanda illustrate dall’Inps nel messaggio del 27 gennaio 2026.
Come cambia il congedo parentale nel 2026?
Asilo aziendale (Imagoeconomica).
La legge di Bilancio 2026 ha innalzato il limite temporale per la fruizione del congedo parentale da 12 a 14 anni. L’estensione riguarda esclusivamente i lavoratori dipendenti, mentre restano invariati i termini per le altre categorie. Nel dettaglio, le scadenze aggiornate sono le seguenti:
per i genitori lavoratori dipendenti la fruizione è possibile fino ai 14 anni di vita del figlio o dall’ingresso in famiglia del minore;
per gli iscritti alla Gestione separata il limite rimane fissato a 12 anni;
per i lavoratori autonomi il termine resta confermato al primo anno di vita del bambino.
Se si tratta di lavoratori alle dipendenze, è bene distinguere la decorrenza dei termini a seconda che si consideri l’indennità della madre rispetto a quella del padre. Infatti, per le madri il conteggio inizia dalla fine del congedo di maternità obbligatorio, mentre per i padri decorre dalla nascita. In caso di adozione o affidamento, il termine di 14 anni scatta dall’ingresso nel nucleo familiare, purché il minore non abbia ancora raggiunto la maggiore età.
Come presentare domanda del congedo parentale 2026?
Le modalità di trasmissione della domanda di congedo parentale sono state chiarite dall’Inps con il messaggio del 26 gennaio 2026, n. 251. La procedura deve essere effettuata esclusivamente in via telematica attraverso il portale dell’istituto. In particolare, è necessario utilizzare il servizio aggiornato l’8 gennaio 2026, cercando la sezione «Domande di maternità e paternità». Al genitore che abbia fruito del congedo tra il 1° gennaio 2026 e la data di aggiornamento del software senza poter inviare la richiesta preventiva, è consentita la possibilità di regolarizzare la propria posizione presentando istanza per i periodi pregressi. L’Inps ha istruito le proprie sedi territoriali affinché tali istanze vengano accolte, riconoscendo l’impossibilità oggettiva dal punto di vista tecnico del cittadino di procedere anticipatamente. La domanda deve rispettare i consueti limiti individuali e di coppia stabiliti dal decreto legislativo numero 151 del 26 marzo 2001.
Quali sono i bonus per i figli nel 2026?
Oltre all’estensione del congedo, il sistema di welfare prevede diverse forme di sostegno economico per le famiglie, regolate in base all’Isee e alla condizione lavorativa. Di seguito si riporta una sintesi dei principali strumenti disponibili.
Sia il padre, sia la madre possono accedere a tali agevolazioni, purché in possesso dei requisiti contributivi richiesti. È opportuno verificare periodicamente le circolari dell’ente previdenziale per monitorare eventuali aggiornamenti sugli importi, che possono subire variazioni annuali legate al costo della vita.
In arrivo una nuova ondata di rincari sulle sigarette. In settimana è infatti prevista la seconda tranche di aumenti dopo quello di 30 centesimi già scattato per Philip Morris e altre marche, come Marlboro Gold e Merit, acquistabili rispettivamente al costo di 6,80 e 6,50 euro al pacchetto, e Chesterfield, il cui prezzo per confezione da 20 è salito a 5,80 euro. Stavolta toccherà alle Camel che, con analogo surplus da 30 centesimi, arriverebbero a costare mediamente 6,30 euro a pacchetto. I rincari sono stabiliti dall’ultima manovra di Bilancio: l’intero settore, a fronte di un giro d’affari da 20 miliardi di euro, garantisce allo Stato entrate per 15 miliardi.
Sigarette, gli aumenti previsti per il triennio: i rincari fino al 2028
Sigarette in vendita in un tabacchino (Imagoeconomica).
Come previsto dalla Legge di Bilancio, gli aumenti riguarderanno l’intero settore delle sigarette, tra cui anche il trinciato, e proseguiranno per il prossimo triennio. Il rincaro medio delle bionde è stimato per il 2026 attorno ai 15 centesimi a pacchetto, con una previsione di crescita progressiva fino a quasi 40 centesimi nel 2028. Tale manovra intende garantire un maggiore gettito da 1,47 miliardi di euro nel triennio, di cui 213 milioni per l’anno in corso e quasi 800 milioni per il 2028. La tassazione sul tabacco porta nelle casse dello Stato circa 15 miliardi di euro annui. L’accisa per mille sigarette sarà di 32 euro nel 2026, 35,50 l’anno successivo e 38,50 nel 2028. Un incremento complessivo di oltre il 30 per cento in tre anni. Per quanto riguarda invece il trinciato, l’accisa aumenterà a 161,50 euro al chilo quest’anno, 165,50 euro nel 2027 e 169,50 dal 2028.
Prosegue la campagna per aumentare di 5 euro il prezzo di un pacchetto
Una macchinetta automatica per le sigarette (Imagoeconomica).
L’aumento arriva proprio mentre è in corso una campagna di raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che intende aumentare di 5 euro il prezzo di un pacchetto e dei prodotti legati al mercato del fumo. Promossa dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) assieme ad Airc, Fondazione Aiom e Fondazione Veronesi, ha l’obiettivo di contrastare il tabagismo e ridurre le morti causate dal fumo, 93mila l’anno in Italia con costi pari a oltre 26 miliardi di euro. Sperando così di ridurre anche le risorse necessarie per il servizio sanitario nazionale. Per presentare la proposta di legge in Parlamento, che successivamente ne dovrà discutere, sono necessarie 50 mila firme.
«Chiediamo a tutti i cittadini di firmare e aderire a questa campagna, che rappresenta una battaglia di civiltà», ha sottolineato in conferenza stampa Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom. «Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio oncologico. Il 27 per cento di tutti i casi di cancro è determinato proprio dall’abitudine tabagica. Per ogni settimana di fumo, un consumatore perde un giorno di vita». I sostenitori della campagna stimano che un rincaro di 5 euro sul prezzo in Italia, tra l’altro tra i più bassi in Europa, possa contribuire a un calo del 37 per cento del consumo.
Secondo un nuovo sondaggio Reuters/Ipsos, il consenso degli elettori statunitensi per la politica sull’immigrazione del presidente Donald Trump è sceso al livello più basso dal suo ritorno alla Casa Bianca. L’indagine, condotta prima e dopo l’uccisione di Alex Prettia Minneapolis, evidenzia che solo il 39 per cento degli americani approva il lavoro svolto dall’Amministrazione Trump in materia di immigrazione, in calo rispetto al 41 per cento di inizio gennaio. Il 53 invece ha detto di disapprovarlo. La tolleranza zero nei confronti dei migranti irregolari è stato uno dei pilastri della campagna elettorale di Trump e un punto di forza per la sua popolarità nelle settimane successive al suo insediamento a inizio 2025. Ma la situazione in Minnesota gli è sfuggita di mano.
Il giudizio sull’operato dell’Immigration and Customs Enforcement
Circa il 58 per cento degli intervistati ha affermato che gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement degli Stati Uniti si sono spinti «troppo oltre». Il 12 per cento ritiene che invece non abbiano fatto abbastanza. Il 26 per cento ha affermato poi che le azioni degli agenti dell’Ice sono «più o meno giuste». Circa nove democratici su 10 hanno detto di ritenere che gli agenti si siano spinti troppo oltre, rispetto a due repubblicani su 10 e sei indipendenti su 10.
Protesta contro l’Ice a Minneapolis (Ansa).
Trump è al livello più basso di gradimento dell’attuale mandato
L’ultimo sondaggio Reuters/Ipsos mostra inoltre che il tasso di approvazione complessivo di Trump è sceso al 38 per cento: si tratta del livello più basso dell’attuale mandato, dopo il 41 per cento rilevato tra il 12 e il 13 gennaio. Nonostante il calo degli indici di gradimento, Trump continua a ottenere risultati considerevolmente migliori in materia di immigrazione rispetto al suo predecessore Joe Biden. Gli americani continuano infatti ad avere maggiore fiducia nel Partito repubblicano sulla questione (37 per cento), piuttosto che in quello Democratico (32 per cento). Abbondante la quota degli indecisi (31 per cento).
Il centrocampista della Roma Lorenzo Pellegrini ha avanzato una richiesta di risarcimento danni pari ad almeno 100 mila euro nei confronti di Fabrizio Corona, indagato dalla procura di Roma per diffamazione in relazione a un’intervista pubblicata su dillingernews.it. L’istanza è stata formalizzata attraverso la costituzione di parte civile depositata all’udienza preliminare dal legale del calciatore, e coinvolge anche una donna di 25 anni, di origini romene, a sua volta indagata per calunnia e diffamazione ai danni del giocatore. Il procedimento, incardinato davanti al gup di Roma, è stato rinviato al prossimo 17 marzo.
Le accuse nei confronti di Pellegrini ritenute infondate dalla procura
La vicenda prende le mosse dalle accuse di stalking rivolte al calciatore da una escort residente a Parma, che aveva sostenuto di aver intrattenuto una relazione con Pellegrini, poi degenerata in comportamenti persecutori, arrivando a presentare cinque denunce. Le dichiarazioni erano state rilanciate da Corona tramite l’intervista e i suoi canali social, contribuendo alla diffusione della storia. Dagli accertamenti è emerso che non vi sarebbero mai state molestie né alcun rapporto tra i due, e le analisi tecniche sui telefoni hanno escluso contatti o incontri tra il calciatore e la donna.
Gli attori Aimee Lou Wood e David Jonsson hanno annunciato, in diretta da Londra, le nomination ai Bafta 2026, gli Oscar britannici e tra i più prestigiosi riconoscimenti a livello mondiale. I favoriti della 79esima edizione sono, come prevedibile, Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson che ha ricevuto 14 candidature (due in meno del record assoluto di Gandhi) e Sinners di Ryan Coogler, mattatore fra le nomination degli Oscar, a una sola lunghezza di distanza. L’Italia purtroppo non concorrerà per alcun premio, in quanto La Grazia di Paolo Sorrentino, presente in longlist, non è entrato nella cinquina dei film internazionali.
Bafta 2026, quando si terrà la cerimonia, dove vederla e chi sarà il conduttore
L’attore e regista scozzese Alan Cumming (Ansa).
La cerimonia di premiazione dei Bafta 2026 si terrà alla Royal Festival Hall di Londra il 22 febbraio. In Italia non dovrebbe essere prevista una diretta televisiva, ma sarà comunque possibile seguire le fasi salienti dell’evento di gala sul canale YouTube ufficiale e sui profili social: qui gli appassionati avranno modo di guardare il red carpet e le parti principali della cerimonia con l’assegnazione dei premi. Sul palco, nelle vesti di presentatore, ci sarà l’attore e regista britannico Alan Cumming, scozzese classe 1965 che in carriera ha vinto un Tony Award per il musical Cabaret del 1993 e un Emmy per la serie The Good Wife in cui ha interpretato il personaggio di Eli Gold. Apparso in Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, è noto soprattutto per aver portato sullo schermo Nightcrawler in X-Men 2, personaggio che riprenderà nel 2026 in Avengers: Doomsday.
I favoriti della 79esima edizione degli Oscar britannici
I premi dei Bafta (Ansa).
La 79esima edizione dei Bafta ha assegnato almeno una nomination a ben 46 produzioni. In vetta, come detto, c’è Una battaglia dopo l’altradi Paul Thomas Anderson con 14, tra cui miglior film, regia, attori e attrici (protagonisti e non protagonisti): in lizza per un premio, tra gli altri, Leonardo DiCaprio, Chase Infinity, Sean Penn e Benicio Del Toro. Segue Sinners, acclamato horror di Ryan Coogler con Michael B. Jordan (anche lui in lizza per un riconoscimento), che ha ricevuto 13 candidature. Ci sono poi Hamnete Marty Supremea pari merito con 11 e Frankenstein eSentimental Valuecon otto. Tre candidature per F1, film di Apple Tv con Brad Pitt nei panni di un veterano delle corse. Tra coloro che hanno ricevuto la prima nomination in carriera anche Stellan Skarsgard, candidato a 74 anni come attore non protagonista grazie a Sentimental Value.
Niente da fare tra i film internazionali (non in lingua inglese) per La Grazia di Paolo Sorrentino, che pure era riuscito a entrare in longlist. A contendersi il riconoscimento saranno soprattutto Un semplice incidentedi Jafar Panahi, Palma d’Oro a Cannes 2025, e Sentimental Value. Ottime chance anche per L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho con Wagner Moura, Sirat e La Voce di Hind Rajab, applaudito alla Mostra del Cinema di Venezia.
Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia del Senato e relatrice del disegno di legge sulla violenza sessuale, ha proposto un’ulteriore modifica al suo testo (che aveva suscitato molte polemiche), introducendo un aumento della pena per il reato di stupro. La nuova proposta di riformulazione dell’articolo 609 bis prevede infatti 6-12 anni di reclusione (anziché 4-10 anni) per gli atti sessuali contro la volontà di una persona e 7-13 anni (invece di 6-12) se il fatto «è commesso con violenza, minaccia o abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa».
Bongiorno: «Il testo mette al centro la volontà della donna»
«Oggi sarà posto in votazione il testo unificato da me sottoscritto. Devo dire che molti hanno parlato del mio testo senza leggerlo. Altri lo hanno letto e l’hanno deformato», ha dichiarato Bongiorno, spiegando che il testo, «mette al centro la volontà della donna» e «non crea nessuna inversione dell’onere della prova». E poi: «Per la prima volta in Italia, quando non c’è né consenso né dissenso, c’è una presunzione di dissenso nei cosiddetti casi di freezing. Si tratta quindi di una svolta a favore delle donne. Chi dice il contrario forse dovrebbe riflettere».
In un contesto in cui il mercato lavorativo evolve rapidamente e richiede competenze sempre più specializzate, le università sono chiamate a ripensare modelli formativi, strumenti didattici e relazione con gli studenti. Ne parliamo con Vilberto Stocchi, rettore dell’Università San Raffaele Roma, che ci ha illustrato le scelte strategiche dell’ateneo, l’attenzione alla qualità della ricerca e il ruolo dell’innovazione tecnologica nella formazione.
D: Quali sono i punti di forza del vostro ateneo e come è calibrata l’offerta formativa alla luce delle nuove competenze richieste dal mercato del lavoro?
R: L’Università San Raffaele Roma sta investendo con convinzione in un’offerta formativa capace di anticipare le esigenze di un mercato del lavoro in costante mutamento. Il nostro ateneo si distingue nel panorama nazionale per quelli che definirei “pilastri di eccellenza“, certificati ufficialmente dagli organismi di valutazione. Il primo è senza dubbio la ricerca scientifica. Per noi non è un esercizio teorico, ma il vero motore della didattica. Già nel quinquennio 2015-2019, la Vqr (Valutazione della qualità della ricerca) ci ha posizionati al quinto posto su 98 atenei italiani — primi tra le università digitali. È un primato che oggi trova conferma su scala globale: molti dei nostri docenti figurano infatti nella prestigiosa classifica World’s Top 2% Scientists di Stanford, che seleziona i ricercatori più influenti al mondo. C’è poi un traguardo più recente. Nel 2024 l’ateneo ha superato con successo il processo di accreditamento periodico dell’Anvur, ottenendo il giudizio di “soddisfacente”. Si tratta di un passaggio tecnico cruciale perché valida la solidità dell’intera istituzione e certifica l’efficacia dell’insegnamento, l’efficienza dei servizi agli studenti e la trasparenza dei nostri processi interni. In sintesi, questi risultati — dal quello della Vqr al prestigio internazionale dei nostri scienziati, fino al recente accreditamento — rappresentano la garanzia che offriamo agli studenti. Proprio grazie a questa solidità strutturale e a un rapporto docenti-studenti perfettamente in linea con gli standard richiesti, quest’anno abbiamo attivato sette nuovi corsi di studio, ampliando la nostra offerta verso nuove frontiere professionali con la certezza di offrire, come sempre, una formazione di alto profilo.
Quali?
Abbiamo accreditato i corsi magistrali in Management, diritto e governance della pubblica amministrazione, con particolare attenzione all’utilizzo di tecniche digitali e innovative orientate a migliorare l’efficienza della pa, inLingue e cultura straniere nell’era digitale: scuola, società e professioni e in Ingegneria informatica e dell’intelligenza artificiale applicata. Per quanto riguarda i corsi triennali, tra le novità ci sono quelli in Ingegneria biomedica, per sviluppare soluzioni innovative in ambito sanitario, in Ingegneria informatica e intelligenza artificiale, alla luce della diffusione di questo strumento in ogni settore, in Patrimonio culturale nell’era digitale, per formare figure in grado di valorizzare le nostre tradizioni in maniera innovativa, e in Lingue e culture straniere per l’era digitale. Il nostro mondo sempre più globalizzato richiede infatti l’utilizzo di nuovi strumenti anche nella gestione delle lingue. L’ateneo ne ha già adottati alcuni, tra cui un software che consente di trasmettere in diversi idiomi una lezione originariamente registrata in italiano. Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante, perché rende l’educazione e la diffusione della conoscenza più accessibili.
Il rettore Vilberto Stocchi (Imagoeconomica).
Dal punto di vista tecnologico, quali sono gli elementi che vi distinguono dalle altre università telematiche?
Un aspetto che l’Anvur ha particolarmente apprezzato nella valutazione del 2024 è stata l’attenzione che l’ateneo rivolge alla didattica innovativa e l’impegno nel garantire una efficace trasmissione digitale dei contenuti. Abbiamo infatti stilato un piano triennale per l’innovazione didattica dove i nostri docenti vengono costantemente formati e supportati nell’insegnamento in modalità e-learning. Una metodologia che si sta affermando per la sua straordinaria capacità di ottimizzare l’apprendimento. A confermarne il valore è la letteratura scientifica internazionale: uno studio pubblicato su Nature Biotechnology ha certificato come le tecnologie digitali risultino estremamente efficaci nella trasmissione dei contenuti, superando le aspettative anche in ambiti complessi come le attività di laboratorio. Questo approccio permette di rivolgere molta più attenzione al singolo studente e di creare percorsi ad hoc per gli iscritti in base alle loro skills e competenze. Si tratta di qualcosa di davvero importante perché, a mio avviso, questo è il modo davvero efficace di promuovere il diritto allo studio.
Può fornirci qualche esempio di come viene garantita, agli studenti, la personalizzazione del percorso formativo?
Il Gruppo Multiversityha messo a disposizione una piattaforma tecnologicamente molto avanzata, che integra un chatbot sviluppato in collaborazione con OpenAI e Bain & Company. Per esempio, uno studente che segue una lezione in modalità asincrona e, ascoltando il professore, abbia necessità di chiarimenti su un passaggio specifico, può interrompere il video e chiedere al chatbot di spiegare meglio quanto affermato dal docente, oppure di riformulare il concetto in modo più chiaro. Questo strumento risponde in tempo reale, attingendo dai contenuti didattici che il professore ha messo a disposizione degli alunni. Va anche detto che le università digitali non si basano esclusivamente sulla modalità asincrona: il 20 per cento delle attività didattiche deve essere erogato in modalità sincrona. A questo si aggiungono i laboratori in presenza, che consentono un’interazione diretta tra il docente e lo studente, oltre a momenti di confronto, dialogo e discussione anche tra gli studenti stessi. Un ulteriore strumento che gli studenti hanno a disposizione è un tool che valuta la loro preparazione. Per ogni corso, possono infatti svolgere delle autovalutazioni che restituiscono il loro grado di conoscenza rispetto a una materia, così da individuare eventuali lacune e prepararsi al meglio per l’esame.
Il rettore Vilberto Stocchi (Imagoeconomica).
Tornando al punto da cui siamo partiti, la San Raffaele Roma (e, in generale, gli atenei di Multiversity) sta direzionando l’offerta verso ambiti in cui sul mercato c’è grande richiesta di personale ma spesso carenza di figure adeguatamente competenti. Quali sono le sfide che dovrà affrontare in futuro il mondo accademico?
I nostri nuovi corsi sono stati introdotti proprio per colmare questo gap. Secondo un rapporto di Confindustria del 2024, più di due terzi delle imprese italiane segnalano difficoltà nel trovare competenze necessarie per le proprie attività, con delle criticità particolarmente evidenti nel reperimento di profili tecnici e in settori chiave come la transizione digitale. Noi stiamo anche riflettendo sulla possibilità di attivare nuove facoltà, ma l’attuale accelerazione dei processi di produzione della conoscenza rende sempre più complesso prevedere quali saranno le professioni più richieste anche solo nei prossimi due o tre anni. Per il sistema universitario, la sfida sarà dunque quella di progettare percorsi formativi capaci di rimanere allineati all’evoluzione del mercato del lavoro.
L’Iran ha convocato l’ambasciatriceitaliana a Teheran, Paola Amadei, in risposta a quelle che le autorità iraniane hanno definito «dichiarazioni irresponsabili del ministro degli Esteri italiano» sulle Guardie Rivoluzionarie. Secondo quanto riferito dai media di Teheran, ripresi da Iran International, Amadei è stata ricevuta da Ali Reza Yousefi, direttore generale per l’Europa occidentale. La mossa segue l’annuncio del ministro Antonio Tajani, che ha reso noto l’intenzione di proporre al Consiglio Affari Esteri dell’Ue, insieme ai partner, l’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, allineando così l’Italia alle posizioni di Germania e Stati Uniti.
Teheran: «L’Italia riveda il suo atteggiamento avventato»
Dal canto suo, Yousefi ha ribadito che i Guardiani della Rivoluzione sono «parte delle forze armate ufficiali della Repubblica Islamica dell’Iran» e ha avvertito che «qualsiasi sanzione avrà conseguenze dannose», sollecitando dunque l’Italia a «rivedere il suo atteggiamento avventato». Gli Stati Uniti, sotto l’amministrazione Trump, avevano già designato i Pasdaran come gruppo terroristico nel 2019, seguiti da Australia e Canada.
Un colpo di ramazza da record. Per pulire le sedi Rai di Roma Nord, l’amministratore delegato Giampaolo Rossi e il direttore generale Roberto Sergio hanno dato il via a un appalto “monstre”, che arriva praticamente a 13 milioni di euro. Il titolo del disciplinare è «Gara europea a procedura aperta ai sensi dell’art. 71 del D.lgs. n.36/2023, articolata in un unico lotto, per l’affidamento di un contratto avente a oggetto il servizio di pulizia presso gli insediamenti Rai di Roma Nord», con scadenza fissata all’11 febbraio per i gruppi che volessero partecipare. Sono previsti anche sopralluoghi, facoltativi, per rendersi conto del lavoro da fare. Viene chiesto «il servizio di pulizia presso gli insediamenti Rai di Roma Nord (i.e. Saxa Rubra, Centro Nomentano Fabrizio Frizzi, Salario 1 e 2)», anche perché in viale Mazzini non c’è più nessuno, dato che si tratta di un cantiere. I «servizi programmati a canone» prevedono spolveratura, lavatura a secco e a umido, lucidatura (compresa la deceratura e ceratura per le pavimentazioni in linoleum laminato vinilamianto), raccolta dei rifiuti (oltre che lo svuotamento dei raccoglitori, secondo tipologia, dei contenitori di rifiuti nei corridoi per la raccolta differenziata), disinfezione di locali, ambienti, attrezzature, pulizia dei “beverini” (erogatori d’acqua presenti lungo i corridoi delle varie palazzine), «il tutto per assicurare il comfort igienico-ambientale all’interno e all’esterno degli immobili».
La sede Rai di Saxa Rubra (foto Imagoeconomica).
Nelle prestazioni programmate è inclusa anche la fornitura, l’installazione e la manutenzione di tutti gli apparecchi dispensatori, il periodico rifornimento dei cosiddetti «consumabili (a titolo esemplificativo, carta asciugamani, carta igienica, sapone lavamani)». I servizi di pulizia straordinaria “a richiesta” sono tanti, anche perché ogni giorno non si sa cosa può accadere. C’è anche il «lavaggio stoviglie utilizzate negli studi che potrebbero avere inserti a carattere culinario/diete (trattandosi di cibi utilizzati come elemento di scena, non sono necessari gli adempimenti previsti dall’Haccp)». E qui viene in mente la polemica che ha avuto protagonista Fiorello e la sua cucina nella sua stanzetta in Rai, con lite a distanza con Dagospia che gli rinfacciava di non aver rispettato le misure di sicurezza antincendio (ma il fornelletto era a induzione, ha risposto il conduttore). Comunque, il valore globale massimo dell’appalto è pari a 12 milioni 758 mila 168 euro, per la durata massima di 48 mesi, comprensiva dell’opzione di proroga di ulteriori massimo 12 mesi, al netto di Iva e/o di altre imposte e contributi di legge di cui 9 milioni 568 mila 921 euro per la durata base di 36 mesi. Non c’è dubbio: per essere puliti dentro (e belli fuori?) bisogna sborsare.
D’Alema e Cirino Pomicino parlano di Andreotti e Cossiga
Questa settimana il tour romano del mercoledì pomeriggio si annuncia stressante, per tutti gli amanti della politica, e non solo. Il 28 gennaio il programma prevede “piatti forti”, e si comincerà dall’istituto intitolato a don Luigi Sturzo, per la presentazione del libro La crisi della Repubblica nel carteggio Andreotti-Cossiga 1985-1992, con Massimo D’Alema, Giuseppe De Rita e Paolo Cirino Pomicino. Per gli storici si tratta di un appuntamento straordinario. A seguire, nella Biblioteca del Senato, ecco un altro volume imperdibile: I popolari di Giorgio Merlo: qui interverranno Carlo Calenda, Pier Ferdinando Casini, Dario Franceschini, monsignor Vincenzo Paglia, Antonio Tajani, con la moderazione affidata a Bianca Berlinguer. Ma il giro continua, con un gran finale nell’Associazione della Stampa estera in Italia, in via del Plebiscito, a Palazzo Grazioli, dove una volta c’era Silvio Berlusconi: altra presentazione di un libro, stavolta tocca a Quel che resta del femminismo, a cura di Anna Paola Concia e Lucetta Scaraffia. Con le autrici, a parlarne, Mara Carfagna di Noi moderati e la renziana Maria Elena Boschi.
Chi si rivede: l’ex ministra Cartabia
I magistrati non la rimpiangono: l’ex ministra della Giustizia Marta Cartabia, sparita per lungo tempo dai radar, torna a presentarsi con un libro pubblicato da Egea, Custodi della democrazia – La Costituzione, le corti e i confini del politico. Già, perché Cartabia ha ricoperto pure la carica di presidente della Corte costituzionale. Cosa scrive? Diciamo che parte da lontano, perché si occupa innanzitutto di «regressione democratica», con il dato dell’Università di Göteborg dove si indica, alla fine del 2024, «che il 72 per cento della popolazione mondiale, in 91 Paesi, viveva in regimi illiberali di stampo autocratico, caratterizzati da elezioni debolmente competitive e da un progressivo svuotamento delle libertà fondamentali, in particolare quelle di espressione e di informazione. A questo arretramento si accompagna un impoverimento dell’idea stessa di democrazia, sempre più ridotta, nel senso comune, a pura volontà della maggioranza». Forse «vuole tornare in pista per il Quirinale», spiffera un suo vecchio collega. Non resta che attendere.
Sergio Mattarella e Marta Cartabia (foto Imagoeconomica).
Annata amara per l’Italia anche agli “Oscar britannici”. La Graziadi Paolo Sorrentino non è riuscito a ottenere la nomination ai Bafta 2026, annunciate nella giornata di oggi 27 gennaio a Londra da David Jonsson e Aimee Lou Wood. Tra i migliori film internazionali ci sono Un semplice incidente del regista iraniano Jafar Panahi, Palma d’Oro a Cannes, e Sentimental Value di Joachim Trier, che se la vedranno con Sirat, La Voce di Hind Rajab e soprattutto L’agente segreto. A dominare la scena, come previsto anche dopo le candidature agli Oscar, sono Una battaglia dopo l’altracon 14 e l’horror Sinners che ne ha ottenute 13. Staccati di due lunghezze Hamnet e Marty Supreme, mentre più distanziati con otto Sentimental Value e Frankenstein. La cerimonia di premiazione si terrà alla Royal Festival Hall di Londra il 22 febbraio con la conduzione di Alan Cumming.
Il quadro dei concorsi dell’Agenzia delle entrate del 2026 delinea la nuova fase del programma di rafforzamento del personale dell’amministrazione finanziaria. I dettagli del Piano integrato di attività e organizzazione confermano la volontà dell’ente, guidato dal direttore generale Vincenzo Carbone, di proseguire la cura ricostituente degli organici per colmare i 5.689 posti vacanti rilevati al 31 dicembre scorso. Secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, il documento fissa gli obiettivi per il triennio 2026-2028, seguendo le strategie fissate dal governo di Giorgia Meloni negli atti di indirizzo firmati dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. L’obiettivo principale è quello di capovolgere il rapporto tra cittadini e Fisco, favorendo il dialogo preventivo e l’adempimento spontaneo. Parallelamente, l’Agenzia delle entrate intende potenziare la lotta all’evasione attraverso 605 mila controlli sostanziali. Tra i traguardi da raggiungere figura il miglioramento dei servizi, primo tra i quali quello della riduzione dei tempi medi per i rimborsi Iva dai 74 giorni del 2024 ai 64 giorni previsti per il 2028.
Quali concorsi usciranno nel 2026 per l’Agenzia delle entrate?
Sede dell’Agenzia delle entrate (Imagoeconomica).
Il programma di reclutamento per l’anno 2026 prevede l’ingresso nell’Agenzia delle entrate di 1.000 nuove unità dai concorsi, che saliranno ad ulteriori 1.300 nel corso del 2027. Il rafforzamento è necessario per dare seguito alla riforma che semplifica gli adempimenti nella Pubblica amministrazione. Innanzitutto, l’ente attiverà una nuova Direzione specialistica dedicata alla cooperative compliance. La struttura sarà organizzata in quattro aree distribuite tra Milano e Roma e richiederà un contingente iniziale di 300 funzionari per gestire il patto con le imprese che superano i 500 milioni di ricavi. Le selezioni del 2026 riguarderanno diverse figure professionali, da reperire tra i vecchie i nuovi concorsi mediante:
lo scorrimento delle graduatorie pubblicate nel 2025 per 628 funzionari;
il completamento delle procedure per 300 assistenti del bando Ripam datato 23 dicembre 2025;
l’inserimento di 14 dirigenti tramite il XII corso-concorso della Scuola nazionale dell’amministrazione;
i nuovi bandi per il reclutamento di 20 dirigenti di II fascia.
L’integrazione di queste risorse è fondamentale per sostenere l’invio di 7 milioni 200 mila lettere di compliance.
Quando esce il concorso dell’Agenzia delle Entrate 2026
L’uscita dei bandi per le nuove posizioni dirigenziali e per le eventuali integrazioni del profilo assistenti è programmata per la prima metà del 2026. L’amministrazione finanziaria deve completare, infatti, le procedure già in atto prima di avviare nuovi cicli di reclutamento. Tuttavia, la pubblicazione ufficiale nei canali istituzionali dei nuovi bandi dipende dai tempi tecnici di approvazione del ministero dell’Economia. L’obiettivo è quello di assicurare che le procedureconcorsuali si concludano rapidamente per permettere l’operatività dei nuovi assunti entro il 31 dicembre 2026.
Qual è il prossimo bando di concorso in uscita con più posti
Il contingente più numeroso per il triennio riguarda la figura dei funzionari, essenziale per le attività di controllo e consulenza. Sebbene molti ingressi derivino da graduatorie già approvate, il piano prevede nuovi stanziamenti per coprire le carenze organiche residue. Per completezza, si riporta la distribuzione dei posti nel seguente schema.