Francesca Milano lascia Chora News: ecco dove andrà

Primi movimenti del 2026 nel mondo del giornalismo digitale. Francesca Milano, direttrice responsabile di Chora News, classe 1980, ha annunciato il suo addio ufficiale alla podcast company fondata nel 2020 da Mario Calabresi e che si era fusa formalmente con Will Media a gennaio 2024. Lo ha fatto salutando direttamente gli ascoltatori del podcast di rassegna stampa mattutina Seietrenta, che conduceva settimanalmente assieme ad altri giornalisti, a rotazione. Lascia dopo cinque anni. Ma per andare dove?

Ad attenderla c’è un posto da vicedirettrice a Open, il giornale online fondato da Enrico Mentana a dicembre 2018 e attualmente diretto (dal 2023) dal 62enne Franco Bechis, ex, tra gli altri, di Milano Finanza, Il Tempo, Italia Oggi e Libero, che su Open si firma spesso con lo pseudonimo (nonché anagramma) Fosca Bincher.

L’indizio social dal profilo Instagram di Open

Milano affianca dunque Sara Menafra, altra vicedirettrice, e prende il posto di Serena Danna, che si è (temporaneamente) trasferita negli Stati Uniti per seguire il compagno e giornalista Andrea Marinelli. Un doppio indizio social era già stato notato dagli osservatori più attenti il 18 dicembre 2025, in occasione del settimo anniversario della nascita di Open: per celebrarlo, il profilo Instagram del giornale online aveva pubblicato una foto con tutta la redazione riunita, in cui sbucava appunto (a sorpresa) Francesca Milano e si notava l’assenza di Serena Danna, che aveva commentato con un cuoricino.

Francesca Milano lascia Chora News: ecco dove andrà
La redazione di Open e, nel tondino rosa, Francesca Milano.

Francesca Milano in passato ha lavorato per 15 anni al Sole 24 Ore, prima al quotidiano cartaceo e poi al sito, dove si è occupata dei social network e dei podcast.

Primo sbarco del 2026 a Lampedusa: arrivati 30 sudanesi

Primo sbarco di migranti dell’anno a Lampedusa, dove sono giunti 30 sudanesi: erano a bordo di un gommone di otto metri, che è stato soccorso dalla motovedetta V1104 della Guardia di finanza. I migranti, trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola che era vuoto, hanno raccontato di essere salpati da Sorman, in Libia, e di aver pagato l’equivalente di 950 euro per la traversata.

Aumenti stipendi in Manovra 2026: a medici e infermieri fino a 3 mila euro

La Manovra 2026 stanzia 2,4 miliardi di euro aggiuntivi per la sanità, puntando sugli aumenti degli stipendi di medici e infermieri. Grazie al potenziamento dell’indennità di specificità, infatti, si stima un ritocco delle buste paga dei medici per il 2026 di circa 3 mila euro lordi annui, mentre quello degli infermieri si fermerà a poco più della metà. Nonostante gli aumenti, i sindacati protestano per i tempi legati ai rinnovi contrattuali. Le retribuzioni del personale sanitario nella legge di Bilancio 2026, insieme alle assunzioni programmate, restano dunque al centro del dibattito.

Quali sono gli aumenti previsti nella Manovra 2026 per medici e infermieri?

Aumenti stipendi in Manovra 2026: a medici e infermieri fino a 3 mila euro
Busta paga (Ansafoto).

Le risorse stanziate intervengono direttamente sulla voce dell’indennità di specificità. Grazie al ritocco del fondo sanitario nella Manovra 2026, l’aumento delle retribuzioni dei medici raggiungerà circa 3.000 euro lordi durante l’anno, pari a circa 230 euro al mese. Parallelamente, gli aumenti in busta paga per gli infermieri si attesteranno sui 1.630 euro lordi l’anno, pari a 125 euro al mese. Le cifre sommano i fondi stanziati dal governo guidato da Giorgia Meloni in due diverse leggi di Bilancio. Sul fronte occupazionale, si prevedono circa 7.000 nuovi ingressi, tra cui 6.300 infermieri e meno di un migliaio di medici.

Quando ci saranno gli aumenti in busta paga per il personale sanitario?

Nonostante la conferma dello stanziamento delle risorse, i tempi per l’erogazione non si preannunciano immediati. Dalle ultime notizie che circolano, medici e infermieri dovranno attendere il rinnovo dei contratti del triennio 2025-2027 per ritrovare gli aumenti in busta paga. Poiché il precedente accordo 2022-2024 è stato siglato solo di recente, l’iter burocratico richiederà ancora del tempo prima che i benefici siano visibili nel cedolino. Resta comunque la possibilità per le Regioni di incrementare la parte variabile delle retribuzioni per chi opera nei reparti di pronto soccorso.

Non solo aumenti: in Manovra 2026 il piano assunzioni di medici e infermieri

Aumenti stipendi in Manovra 2026: a medici e infermieri fino a 3 mila euro
Tessera sanitaria e ricettario, nuove modalità di prossimità delle farmacie (Imagoeconomica).

`Oltre agli interventi sulle retribuzioni, la Manovra 2026 delinea un piano di potenziamento dell’organico che autorizza l’immissione in servizio di oltre 7 mila nuovi professionisti, con una netta prevalenza per il comparto infermieristico (6.300 unità) rispetto a quello medico. Sul fronte della governance, viene introdotto un sistema di audit obbligatorio per le Regioni inadempienti rispetto ai livelli essenziali di assistenza (Lea) al fine di incentivare l’adeguamento degli standard qualitativi. Alcune novità riguardano anche il settore farmaceutico: il tetto per gli acquisti diretti sale al 15,65 per cento, mentre viene abolito il payback sulla spesa convenzionata. Parallelamente, si punta sulla prossimità con la stabilizzazione della «farmacia dei servizi», che permetterà ai cittadini di effettuare esami diagnostici di base (come ECG e holter) direttamente sul territorio. Infine, la Manovra estende fino al 2029 la deroga sui titoli di studio per i sanitari extra-UE, facilitando il reclutamento in contesti di emergenza.`

Fastweb incorpora Vodafone Italia: nasce un nuovo leader Tlc

Dopo la fusione per incorporazione deliberata delle rispettive assemblee degli azionisti, Fastweb e Vodafone Italia sono diventate un’unica società: il primo gennaio 2026 è nata infatti Fastweb Spa. L’operazione, come si legge in una nota ufficiale, rappresenta «un nuovo capitolo per il mercato delle telecomunicazioni in Italia e dà vita a un operatore di primo piano a livello nazionale». Per quanto riguarda il profilo commerciale, invece, continueranno a essere utilizzati i brand Fastweb, Vodafone e ho., mentre per l’identità aziendale si userà ancora il corporate Fastweb + Vodafone.

Fastweb incorpora Vodafone Italia: nasce un nuovo leader Tlc
Walter Renna, Ceo di Fastweb + Vodafone (Imagoeconomica).

Fastweb e Vodafone Italia, i dati e la copertura mobile e rete fissa

Con più di 20 milioni di linee mobili e 5,8 milioni di linee fisse, Fastweb si afferma come il principale operatore infrastrutturato d’Italia, forte anche di oltre 20 mila siti radiomobili capaci di coprire l’87 per cento della popolazione nazionale in 5G. L’azienda conta anche una rete fissa proprietaria di oltre 74 mila chilometri, di cui più del 50 per cento in fibra Ftth, che garantisce una copertura capillare con le migliori prestazioni in termini di stabilità e latenza. Il comunicato ufficiale ha ribadito ancora una volta come il processo di integrazione abbia costituito l’esito della «più rilevante operazione di consolidamento realizzata negli ultimi anni nel mercato delle telecomunicazioni in Italia». A seguito della fusione, Fastweb continuerà nella propria strategia di creazione di valore per il mercato, investendo in infrastrutture e nell’innovazione tecnologica con lo scopo di divenire il punto di riferimento per la trasformazione digitale del Paese.

Cos’è il flashover, il possibile fenomeno dietro la strage di Crans-Montana

Nel bar Le Contellation di Crans-Montana, devastato dall’incendio nella notte di Capodanno, le autorità del Canton Vallese hanno indicato tra le ipotesi principali il verificarsi di un flashover, forse partito da candeline scintillanti poste su bottiglie di champagne e sollevate verso il soffitto. Il flashover è uno fenomeni più pericolosi negli incendi in ambienti chiusi e aiuta a capire perché, in certi casi, le fiamme sembrano esplodere all’improvviso e in modo ampio, senza lasciare molte possibilità di fuga. L’ultimo bilancio aggiornato della strage in Svizzera è di 47 vittime e un centinaio di feriti, gran parte dei quali in condizioni critiche.

Come si crea un flashover e perché è così pericoloso

Il flashover indica il passaggio rapidissimo da un incendio circoscritto a un incendio che coinvolge l’intero ambiente. Tutto può partire da una sorgente piccola e apparentemente gestibile, come una candelina. Le fiamme e il calore tendono a salire e si accumulano sotto il soffitto, dove si concentrano anche i fumi e i gas prodotti dalla combustione. In uno spazio chiuso, senza un adeguato ricambio d’aria, la temperatura cresce molto rapidamente fino a raggiungere diverse centinaia di gradi. Quando il calore accumulato diventa sufficiente, si verifica il cosiddetto salto di fase: i materiali presenti nel locale – tavoli, tende, arredi, rivestimenti – non prendono fuoco in modo progressivo, ma quasi simultaneamente. L’irraggiamento termico li fa degradare e rilasciare grandi quantità di gas infiammabili che, in presenza di ossigeno, si accendono nello stesso istante. In pochi secondi l’intero ambiente viene avvolto dalle fiamme, spesso con fiammate estremamente violente, in grado di rompere i vetri e di dare l’impressione di un’esplosione. Il flashover è particolarmente micidiale per tre motivi: il tempo di reazione si riduce a pochi minuti, o anche meno; le temperature diventano rapidamente insostenibili per chi non è protetto; e fumo e gas tossici aumentano di colpo, rendendo l’aria irrespirabile e la visibilità quasi nulla.

Mondo Convenienza, Filippo Palombini alla guida delle Risorse Umane

Mondo Convenienza, leader nel settore arredamento e distribuzione organizzata, ha nominato Filippo Palombini come nuovo direttore delle Risorse Umane. Prima di entrare in Mondo Convenienza, Palombini ha ricoperto per nove anni il ruolo di Responsabile Risorse Umane e Organizzazione in TPER SpA, azienda del trasporto pubblico emiliano. In precedenza aveva ricoperto lo stesso ruolo per SDA Express Courier e PosteMobile. Parallelamente ha operato come consigliere di amministrazione in realtà come TPB Scarl e Fondo Salute Trasporto Pubblico Locale.

Clooney risponde all’attacco di Trump sulla cittadinanza francese

George Clooney è diventato un cittadino francese. Assieme a lui anche la moglie Amal e i due gemelli di otto anni, Alexander ed Ella. Una decisione che la coppia ha preso anche in funzione della maggior privacy che possono garantire ai figli, lontani dai riflettori e dai paparazzi di Hollywood. La notizia ha tuttavia scatenato una dura reazione di Donald Trump, che in un post su Truth ha attaccato l’attore, definendolo «un uomo comune» che sa solo lamentarsi e che ha realizzato solo «film mediocri». A poche ore di distanza è arrivata anche la replica dello stesso premio Oscar.

George Clooney, l’attacco di Donald Trump sui social

Il presidente americano si era espresso proprio l’ultimo giorno dell’anno con un lungo post su Truth Social. «Buone notizie! George e Amal Clooney, due dei peggiori pronosticatori politici di sempre, sono diventati ufficialmente cittadini della Francia, che è, tristemente, nel bel mezzo di un enorme problema criminale a causa del loro trattamento assolutamente orrendo dell’immigrazione, come quello che abbiamo avuto sotto Sleepy Joe Biden», ha scritto il tycoon. «Clooney ha ottenuto più pubblicità dalle sue idee politiche che per i suoi pochissimi e totalmente mediocri film. Non è mai stato una star del cinema, era solo un tipo comune che si lamentava, costantemente, del buon senso in politica. Make America Great Again!».

Clooney risponde all’attacco di Trump sulla cittadinanza francese
Il post di Trump su George Clooney (Truth).

La replica dell’attore al tycoon

Immediata la replica dello stesso Clooney, che ha rilasciato una breve dichiarazione all’Hollywood Reporter. «Sono totalmente d’accordo con l’attuale presidente», ha detto l’attore. «Dobbiamo rendere l’America di nuovo grande. Inizieremo a novembre». Il riferimento è alle elezioni di midterm, fondamentali per ridisegnare l’equilibrio di potere al Congresso e influenzare così la capacità del presidente in carica di attuare la sua agenda politica per i successivi due anni. George Clooney, d’altronde non ha mai fatto mistero, come gran parte di Hollywood, del suo pensiero nei confronti di Donald Trump. Parlando alla Cbs per presentare il suo Jay Kelly si era riferito al tycoon come a «un grosso fessacchiotto» di cui tuttavia non gli importa: «Il mio lavoro non è compiacere il presidente degli Stati Uniti, ma dire la verità quando ne ho l’opportunità».

Crans-Montana: «Tra le vittime anche il 17enne Emanuele Galeppini»

Tra le vittime della strage di Capodanno a Crans-Montana c’è anche il 17enne Emanuele Galeppini, promessa del golf che risultava nella lista dei dispersi. Lo ha annunciato sui social la Federazione Italiana Golf: «In questo momento di grande dolore, il nostro pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Emanuele, rimarrai per sempre nei nostri cuori». Nato a Genova ma da anni residente a Dubai con la famiglia, Galoppini – che continuava a tornare in Europa per le vacanze – nel 2023 aveva riportato il Circolo Golf e Tennis Rapallo sul podio del Campionato Italiano Under 14. Ad aprile si era aggiudicato l’Omega Dubai Creek Amateur Open. Determinante per il riconoscimento di Galeppini il ritrovamento nel locale Le Constellation de suo telefono cellulare. «Per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del dna», ha detto all’Adnkronos lo zio Sebastiano Galeppini.

Brasile, Bolsonaro torna in carcere dopo le operazioni

Jair Bolsonaro è rientrato nel quartier generale della Polizia federale di Brasilia, dove sta scontando una condanna a 27 anni per il tentato golpe, dopo la fine del ricovero ospedaliero durato otto giorni. L’ex presidente brasiliano, in carica tra il 2019 e il 2022, era stato trasferito in ospedale il 24 dicembre con il via libera della Corte suprema per sottoporsi a un intervento chirurgico finalizzato alla correzione di due ernie inguinali. L’operazione, eseguita il giorno successivo senza complicazioni, ha segnato la prima uscita dal luogo di detenzione in cui Bolsonaro si trova dallo scorso novembre.

Il ritorno il carcere dopo il no agli arresti domiciliari

Durante la degenza, i medici hanno effettuato altri tre interventi per tentare di alleviare il singhiozzo persistente che lo affligge da mesi, oltre a un’endoscopia che ha riscontrato esofagite e gastrite. Secondo i sanitari, le condizioni generali dell’ex capo di Stato restano stabili, anche se il disturbo non è stato risolto. I problemi di salute di Bolsonaro sono legati anche alle conseguenze della coltellata all’addome subita nel 2018 durante una manifestazione elettorale. Il rientro in custodia è avvenuto dopo che il giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes ha respinto, come già due settimane prima, la richiesta della difesa di concedere gli arresti domiciliari per motivi umanitari dopo le dimissioni dall’ospedale, rilevando che non sono stati presentati «nuovi fatti che possano annullare le ragioni della decisione di respingere la richiesta di arresti domiciliari umanitari emessa il 19 dicembre 2025».

Pier Andrea Chevallard nuovo ceo di Tinexta

Tinexta, azienda italiana che eroga servizi nei settori del digital trust, cybersecurity e business innovation, ha annunciato la nomina di Pier Andrea Chevallard come nuovo amministratore delegato. Il rinnovato cda ha inoltre confermato la presenza di amministratori indipendenti e ha istituito i principali comitati endoconsiliari.

Per Tinextra è in arrivo il delisting da Piazza Affari

La nomina di Chevallard, figura di spicco del panorama istituzionale e imprenditoriale italiano, si inserisce in una fase di profondo cambiamento per la società: Zinc BidCo, veicolo indirettamente controllato dai fondi Advent International e Nextalia, ha acquistato il 38,74 per cento del capitale societario, operazione che fa scattare l’offerta pubblica di acquisto obbligatoria sulle restanti azioni a 15 euro per titolo, finalizzata all’uscita da Piazza Affari.

Zalone domina anche Capodanno: è nella Top 10 dei maggiori incassi di sempre

Buen Camino continua la sua corsa. Il nuovo film di Checco Zalone, diretto da Gennaro Nunziante, continua a macinare incassi e a infrangere record, confermandosi ancora una volta come un vero e proprio fenomeno popolare del nostro cinema. Con 5,1 milioni di euro guadagnati il primo gennaio, ha sfiorato il record assoluto per un Capodanno nelle sale italiane, fermandosi al terzo posto dietro solo a Tolo Tolo e Quo Vado?, entrambi però al debutto. Superati i 41 milioni di euro complessivi dal giorno dell’uscita: in appena una settimana, grazie a più di 5 milioni di spettatori, ha totalizzato ben 41.197.191 euro. Alle spalle del comico pugliese resiste ancora Avatar: Fuoco e cenere che, con altri 771 mila euro, è salito a 18 milioni complessivi.

Zalone punta al record: Buen Camino può superare Quo Vado?

Grazie all’incredibile prima settimana, Buen Camino è già entrato nella Top 10 dei maggiori incassi della storia del cinema italiano. Il nuovo film di Zalone è attualmente nono, essendosi lasciato alle spalle titoli del calibro di La vita è bella (31,2 milioni) e C’è ancora domani (36,9 milioni). Sembra ormai alla portata anche il podio, occupato sempre da un suo lungometraggio, Sole a catinelle, che nel 2013 riuscì a issarsi fino a 51,9 milioni e superare per poche migliaia di euro Titanic. Non è inoltre escluso che possa anche puntare al piatto grosso e prendersi lo scettro di film più redditizio della storia in Italia: al momento, in vetta c’è Avatar del 2009 con 68,6 milioni, seguito da Quo Vado? con 65,3 milioni. Considerando che restano ancora diversi giorni fino al termine delle festività natalizie, è verosimile attendersi un nuovo re del box office.

Box Office Italia: quarto miglior Capodanno di sempre

Nel complesso, la giornata del primo gennaio 2026 al cinema si è chiusa con un incasso complessivo di 7.768.047 euro e più di 940 mila presenze: si tratta del 3,8 per cento in più rispetto alla settimana di Natale e del 41,8 per cento rispetto allo stesso giorno dello scorso anno. È inoltre il quarto miglior Capodanno di sempre per il botteghino nazionale, alle spalle solamente del 2020 (11,7 milioni, cui contribuirono gli 8,8 di Tolo Tolo), 2016 (11,2) e 2011 (7,8). In totale, secondo i dati Cinetel, sono stati 3.112 gli schermi monitorati, a conferma di una risposta diffusa su tutto il territorio nazionale.

Proteste in Iran, Trump minaccia Teheran

Gli Stati Uniti interverranno militarmente se l’Iran reprimerà violentemente le proteste che si stanno tenendo nella Repubblica Islamica contro il carovita e il deterioramento della situazione economica. Lo ha scritto Donald Trump su Truth: «Se l’Iran spara e uccide violentemente manifestanti pacifici, com’è sua abitudine, gli Stati Uniti d’America accorreranno in loro soccorso. Siamo carichi e pronti a partire. Grazie per l’attenzione». Le proteste in Iran si sono allargate da Teheran fino a grandi città come Isfahan, Shiraz e Mashhad, mentre l’inflazione ha superato il 42 per cento a livello nazionale.

La repressione sarebbe già diventata violenta in Iran

Dopo un primo momento in cui il governo si era mostrato accomodante verso le più grandi proteste in Iran dal 2022, sembra che la repressione da parte del regime sia già diventata violenta. Almeno sette persone sarebbero rimaste uccise in scontri tra i manifestanti e le forze di sicurezza tra il primo e il 2 gennaio. L’unica persona uccisa di cui le autorità hanno dato conferma ufficiale, tramite l’agenzia di stampa Irna, è un membro volontario delle Guardie rivoluzionarie.

Gaza, nuova stretta di Israele sugli aiuti

Il ministro per gli Affari della diaspora e la lotta all’antisemitismo Amichai Chikli ha comunicato che, a partire dal 1° marzo, 37 organizzazioni internazionali non potranno più operare a Gaza e nei Territori palestinesi. Secondo quanto riferito dal suo dicastero, «Le licenze sono scadute ed è vietato loro far arrivare aiuti. Hanno due mesi per ritirare i loro team». Alla base del provvedimento, spiegano le autorità, ci sarebbero motivazioni legate alla sicurezza e alla necessità di «impedire l’infiltrazione di operatori terroristici all’interno delle strutture umanitarie» straniere. Chikli ha ribadito: «L’assistenza umanitaria è benvenuta, lo sfruttamento delle strutture umanitarie a fini terroristici non lo è». Il confronto con il mondo delle Ong dura da marzo, quando Israele ha modificato le procedure di registrazione per le organizzazioni non governative.

L’impatto del lavoro di Medici senza frontiere a Gaza

Tra i soggetti coinvolti figurano realtà di primo piano come Norwegian Refugee Council, Oxfam, World Vision e Medici senza frontiere.  Le conseguenze di un blocco delle attività di Msf sono evidenziate dai dati: a Gaza un neonato su tre viene al mondo in strutture sostenute dall’organizzazione, un posto letto su cinque negli ospedali della Striscia resta operativo grazie al suo supporto e nel 2025 sono stati assistiti oltre 100 mila pazienti con traumi di guerra. La commissaria europea alla cooperazione Hadja Lahbib ha sollecitato Israele a rivedere la legge sulla registrazione delle Ong, ma il 29 dicembre la Knesset ha approvato un ulteriore irrigidimento delle norme, esteso anche ai rapporti con l’Unrwa, prevedendo l’interruzione delle forniture di acqua e gas alle sue sedi. Una scelta contestata dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, che ha chiesto a Israele di ripristinare le garanzie giuridiche internazionali a tutela del lavoro dell’Unrwa e delle altre agenzie delle Nazioni Unite.

Tommy Lee Jones, la figlia Victoria trovata morta in un hotel

Grave lutto per Tommy Lee Jones. La figlia della star di Hollywood, Victoria, è stata trovata senza vita in una stanza d’albergo a San Francisco la notte di Capodanno. Lo riporta Tmz citando alcune fonti delle forze dell’ordine, spiegando che la 34enne è morta all’interno dell’elegante Hotel Fairmont. I soccorsi sono intervenuti poco prima delle tre del mattino per un’emergenza medica, ma all’arrivo i paramedici non hanno potuto far altro che constatare il decesso, di cui per il momento non sono note le cause. Spetterà ora al Dipartimento di polizia di San Francisco e all’ufficio del medico legale effettuare ulteriori accertamenti. Nessun commento ufficiale da parte dei rappresentanti dell’attore premio Oscar per Il fuggitivo.

Tommy Lee Jones, la figlia Victoria trovata morta in un hotel
Tommy Lee Jones con la figlia Victoria (Ansa).

Chi è Victoria, la figlia di Tommy Lee Jones morta a 34 anni

Victoria Jones era nata dal matrimonio tra Tommy Lee Jones e la prima moglie Kimberlea Cloughley. In giovane età aveva deciso di seguire le orme del padre, debuttando nella recitazione al suo fianco in Men in Black II interpretando una piccola parte. Successivamente, aveva preso parte alla serie tv One Tree Hill del 2003 e al film Le tre sepolture di due anni dopo, diretto dal padre, al quale aveva anche collaborato la matrigna Dawn Laurel-Jones come fotografa di scena. Negli ultimi anni, Victoria si era tenuta per lo più lontana dai riflettori, anche se occasionalmente era apparsa accanto al padre alle anteprime cinematografiche e ai festival internazionali.

Mps, convocata un’assemblea straordinaria per modifiche allo statuto

Banca Monte dei Paschi di Siena ha convocato un’assemblea straordinaria il 4 febbraio 2026, alle ore 14:30. Tra i punti all’ordine del giorno alcune modifiche allo statuto, riguardanti in particolare la facoltà del cda uscente di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo dell’organo; la rieleggibilità degli amministratori (e dunque l’abrogazione dell’articolo che prevede la non applicabilità all’ad del limite massimo di mandati); la riduzione alla quota minima di legge della percentuale degli utili da destinare a riserva legale e all’eliminazione della riserva statutaria. Gli azionisti potranno partecipare esclusivamente tramite il rappresentante designato. Mps precisa che l’efficacia delle proposte di modifica statutaria «è subordinata, oltre che al voto favorevole da parte dei soci – anche all’approvazione da parte della Banca Centrale Europea».

Zohran Mamdani ha revocato una misura pro-Israele del suo predecessore

La cerimonia di giuramento di Zohran Mamdani, celebrata prima con un rito notturno privato in una stazione della metropolitana dismessa di City Hall e poi con l’evento ufficiale davanti al municipio di New York, ha segnato l’inizio di una fase politica che il nuovo sindaco ha definito «audace» e senza compromessi. Il 34enne socialdemocratico è il primo sindaco musulmano nella storia della città, oltre al più giovane da oltre un secolo. È stato anche il primo a giurare sul Corano, e appena insediato ha revocato una delle ultime misure del suo predecessore Eric Adams che secondo i critici limitava la libertà di critica a Israele.

Mamdani revoca una misura pro-Israele ma mantiene l’Ufficio per il contrasto all’antisemitismo

In uno dei suoi primi atti da sindaco, Zohran Mamdani ha cancellato in blocco i decreti esecutivi firmati dal suo predecessore, Eric Adams, dopo il 26 settembre 2024, data dell’incriminazione dell’ex sindaco per corruzione. Tra le misure revocate, rientra l’adozione da parte delle agenzie di New York, a giugno, della definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), utilizzata dall’amministrazione precedente e ritenuta problematica da parte di giuristi e organizzazioni per i diritti civili. La definizione dell’Ihra include una serie di esempi che, secondo i critici, tendono a sovrapporre l’antisemitismo a determinate forme di critica politica allo Stato di Israele. In particolare, alcuni passaggi equiparano l’odio antiebraico al sostegno a campagne di boicottaggio o pressione economica contro Tel Aviv. Dalla scorsa estate le agenzie comunali avevano quindi il divieto di aderire a boicottaggi o disinvestimenti contro Israele. Mamdani, però, non ha cancellato l’Ufficio comunale per il contrasto all’antisemitismo, istituito da Adams, ribadendo l’impegno a garantire sicurezza e riconoscimento alla comunità ebraica della città.

Zohran Mamdani ha revocato una misura pro-Israele del suo predecessore
Il giuramento di Zohran Mamdani davanti al senatore Bernie Sanders (Ansa).

Mamdani considera il suo mandato come un laboratorio politico da tenere d’occhio

Nel suo discorso inaugurale, Mamdani ha rivendicato apertamente la propria identità di socialista democratico, promettendo di governare come ha fatto in campagna elettorale: con un’agenda centrata su accessibilità economica, diritti sociali e classe lavoratrice. Ha respinto l’idea di «abbassare le aspettative» ora che è in carica, e ha parlato di New York come di un possibile laboratorio politico da osservare a livello nazionale e internazionale. Accanto a lui c’erano gli altri esponenti dell’ala più a sinistra del Partito democratico: Bernie Sanders, che lo ha ufficialmente insediato, e Alexandria Ocasio-Cortez.

Taglio Irpef, premi e lavoro festivo: come cambia la busta paga nel 2026

Le nuove aliquote dell’Irpef contenute nella legge di Bilancio, approvata in via definitiva il 30 dicembre 2025, segnano un punto di svolta per milioni di lavoratori italiani. L’obiettivo dichiarato dai ministri Giancarlo Giorgetti e Marina Elvira Calderone è quello di sostenere concretamente il potere d’acquisto attraverso un incremento strutturale dei redditi netti. Oltre alla rimodulazione delle aliquote, il governo ha introdotto agevolazioni significative per il lavoro notturno, i turni festivi e i rinnovi contrattuali firmati nel triennio 2024-2026. La strategia del governo risponde alle richieste di una maggiore equità fiscale avanzate da sindacati e datori di lavoro.

Qual è la riduzione dell’Irpef in busta paga prevista per il 2026?

Taglio Irpef, premi e lavoro festivo: come cambia la busta paga nel 2026
Il ministro dellíEconomia Giancarlo Giorgetti (Ansafoto).

La riforma fiscale si concentra sulla rimodulazione del carico di imposte per alleggerire il prelievo sui contribuenti. Il taglio dell’Irpef nel 2026 si concretizza principalmente nella riduzione della seconda aliquota, che scende dal 35 al 33 per cento. L’intervento, che interessa circa 13,6 milioni di cittadini, consente un risparmio diretto sui redditi medi. Tuttavia, per i soggetti con reddito superiore a 200 mila euro, l’aumento si sterilizza con una riduzione di 440 euro su alcune detrazioni. Parallelamente, si introduce un’imposta sostitutiva del 5 per cento sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali 2024-2026, applicabile ai dipendenti privati con reddito 2025 non superiore a 33 mila euro. La misura coinvolgerà circa 3,8 milioni di lavoratori, assicurando che i nuovi contratti si traducano nel nuovo anno in effettivi aumenti in busta paga, rendendo più vantaggiosa la gestione dell’Irpef.

Come cambiano le aliquote Irpef nel 2026?

Oltre al cambiamento delle aliquote ordinarie, la manovra interviene sulla tassazione agevolata dei premi. La disciplina dell’Irpef nel 2026 prevede un abbattimento drastico dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività, che passa dal 5 all’1 per cento. Non solo la tassazione diminuisce, ma aumenta anche il tetto massimo degli importi agevolabili, che sale da 3 mila a 5 mila euro complessivi. Questa novità si applica anche alle quote di partecipazione agli utili da parte dei dipendenti, coinvolgendo una platea potenziale di 250 mila unità. L’obiettivo è quello di incentivare le performance aziendali riducendo il prelievo fiscale sulle componenti variabili della retribuzione. La scelta precisa di rendere più attraenti le premialità consente ai lavoratori di percepire una quota nettamente maggiore del valore generato in azienda.

Come cambia la busta paga da gennaio 2026?

Taglio Irpef, premi e lavoro festivo: come cambia la busta paga nel 2026
Una lavoratrice (Imagoeconomica).

La busta paga di gennaio 2026 si presenta con diverse novità impattanti sulla liquidità mensile. Per il lavoro notturno e festivo scatta un’imposta sostitutiva del 15 per cento fino a un limite annuo di 1.500 euro, riservata a chi ha redditi inferiori a 40.000 euro. Le lavoratrici madri con almeno due figli vedranno il loro bonus salire da 40 a 60 euro mensili, fruendo dell’ulteriore sostegno economico, confermato anche per il prossimo anno. Anche i buoni pasto diventano più ricchi, con la soglia esentasse che passa da 8 a 10 euro. Per i dipendenti del pubblico impiego con redditi sotto i 50.000 euro, i compensi accessori saranno tassati al 15 per cento entro il limite di 800 euro. Questi interventi combinati assicurano una maggiore disponibilità economica immediata. La struttura della retribuzione si fa più orientata al welfare e alla remunerazione dei turni gravosi, confermando l’impegno istituzionale verso la valorizzazione del lavoro in ogni sua forma.

Bollette luce I trimestre 2026, in arrivo ribassi sulle tariffe e sconti di 156 euro

Le bollette della luce del I trimestre del 2026 segnano un’inversione di tendenza positiva per i consumatori italiani grazie all’ultimo aggiornamento tariffario disposto dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera). Sulle nuove bollette dell’energia elettrica, infatti, i cittadini che rientrano nel servizio di tutela della vulnerabilità potranno finalmente beneficiare di una riduzione sensibile dei costi complessivi che riflette il calo delle quotazioni all’ingrosso delle materie prime. Nonostante il calo, tuttavia, l’attenzione delle autorità resta alta sulla composizione dei costi fissi e degli oneri di sistema, voci che continuano a pesare sensibilmente sul budget domestico, rendendo fondamentale il monitoraggio costante delle oscillazioni per ottimizzare i consumi e la spesa energetica.

Bollette luce I trimestre 2026, a chi vanno gli sconti?

L’aggiornamento comunicato dall’Autorità per l’energia prevede una riduzione del 2,7 per cento della spesa per l’utente tipo nel servizio di maggior tutela per i vulnerabili. Ma a chi spettano concretamente questi benefici? La nuova bolletta dell’energia elettrica con tariffe agevolate riguarda esclusivamente i clienti domestici considerati fragili. Si tratta di soggetti in condizioni economiche svantaggiate, percettori di bonus sociale, disabili ai sensi della legge 104, persone con utenze in isole minori o zone colpite da calamità, e cittadini di età superiore ai 75 anni. Per queste categorie, il calo è trainato principalmente dalla flessione della voce «spesa materia energia», che compensa ampiamente i leggeri adeguamenti tecnici di altre componenti. Sebbene non si tratti di un abbattimento totale dei costi, l’intervento mitiga gli effetti dei precedenti rincari della bolletta dell’energia elettrica, assicurando una maggiore protezione sociale a chi si trovi in una posizione di svantaggio in un mercato energetico complesso.

Come cambia la bolletta dell’energia elettrica nel 2026?

Bollette luce I trimestre 2026, in arrivo ribassi sulle tariffe e sconti di 156 euro
Bollette energia elettrica, lampadina a basso consumo (Imagoeconomica).

Dal punto di vista economico, l’analisi del Codacons sottolinea che il ribasso si traduce in un risparmio potenziale su base annua di circa 156 euro per ogni nucleo familiare rispetto ai picchi di prezzo passati. Tuttavia, l’associazione dei consumatori lancia un monito importante: nonostante il calo del primo trimestre, le tariffe attuali risultano ancora più elevate del 3,9 per cento rispetto ai livelli medi del 2021, prima che esplodesse la crisi energetica globale. Le dinamiche che regolano la spesa finale restano influenzate da fattori strutturali e gli utenti devono prestare attenzione alla gestione del mercato libero, data la fine definitiva delle tutele per i clienti non vulnerabili. Se da un lato si evitano nuovi e immediati aumenti in bolletta, dall’altro la stabilità dei prezzi a lungo termine rimane un’incognita. La sfida per il 2026 sarà dunque quella di bilanciare i risparmi con una gestione efficiente per evitare sorprese sgradite.

Intesa Sanpaolo consolida il ruolo di partner strategico nella regione del Golfo

Intesa Sanpaolo, attraverso la divisione IMI Corporate & Investment banking guidata da Mauro Micillo, consolida il proprio ruolo di partner finanziario di riferimento nel Medio Oriente. Dal 2023 ha partecipato, assieme ad altre banche, a operazioni del valore complessivo pari a oltre 60 miliardi di euro, tra cui operazioni di finanziamento nel ruolo di mandated lead arranger per oltre 30 miliardi di euro ed emissioni obbligazionarie in qualità di bookrunner per un importo complessivo pari a 30 miliardi di euro. A queste si aggiungono operazioni di advisory e di copertura tasso. La recente partnership strategica con il ministero dell’Economia e del Turismo degli Emirati Arabi Uniti nello sviluppo del Green innovation district e la funzione di catalizzatore nei progetti energetici e infrastrutturali della regione rafforzano il ruolo di Intesa Sanpaolo come ponte tra Italia, Europa e Golfo.

Accordi strategici per la transizione sostenibile

Numerosi gli accordi conclusi da Intesa Sanpaolo nella regione, in linea con il piano Vision 2031 degli Emirati Arabi Uniti. Come anticipato, a ottobre 2025 è stato annunciato il coinvolgimento della banca, in qualità di partner strategico del ministero dell’Economia e del Turismo emiratino, nello sviluppo del distretto innovativo presso Expo City Dubai. Il progetto vuole essere un potente motore di crescita industriale sostenibile, capace di attrarre imprese globali nella regione e dare impulso concreto agli ambiziosi obiettivi di diversificazione economica e di impatto sul clima. Sempre quest’anno la divisione IMI CIB ha firmato un memorandum of understanding con Masdar, attore chiave nella strategia degli Emirati Arabi Uniti nell’ambito delle energie rinnovabili a livello globale, per rafforzare la collaborazione nell’attività di m&a. Dal 2020, inoltre, Intesa Sanpaolo è stata selezionata come partner dagli Emirati Arabi Uniti per supportare la transizione verso un’economia circolare, attraverso la firma di un accordo quadro strategico con il ministero dell’Economia degli emiratino, definendo politiche circolari, promuovendo modelli di business sostenibili e sviluppando un ecosistema collaborativo tra istituzioni, università, centri di ricerca, imprese e start-up.

Un network internazionale a supporto della crescita globale

Intesa Sanpaolo vanta una storia consolidata negli Emirati Arabi Uniti, dove opera dal 1977 e dove è l’unica banca italiana con una presenza diretta attraverso due branch, ad Abu Dhabi e Dubai. Questa doppia struttura onshore/offshore consente alla divisione IMI CIB di operare in modo integrato a livello locale e globale, rafforzando il proprio ruolo di ponte tra Italia, Europa e Golfo. Il Gruppo ha inoltre costruito relazioni di lungo periodo con i principali fondi sovrani degli Emirati, con le istituzioni governative e con le grandi corporate operanti nei settori energetico e infrastrutturale. All’interno dell’International network della divisione IMI CIB, la Uk & Mea region che include le sedi di Dubai, Abu Dhabi, Doha, Istanbul e Londra gestisce relazioni con oltre 600 gruppi corporate e istituzionali tra Regno Unito e Medio Oriente e conta su 310 professionisti, oltre a relazioni con circa 400 subsidiary locali di grandi gruppi italiani e globali.

Micillo: «Middle East pilastro chiave del nostro percorso di crescita»

Queste le dichiarazioni di Mauro Micillo, chief della divisione IMI Corporate & Investment banking di Intesa Sanpaolo: «Gli Emirati Arabi Uniti e più in generale l’area del Middle East rappresentano un pilastro strategico del nostro percorso di crescita internazionale. La divisione IMI CIB è impegnata a supportare la trasformazione energetica e industriale della regione, mobilitando capitali e competenze per accelerare lo sviluppo di progetti innovativi e sostenibili. Il nostro network internazionale, unito alla capacità di strutturare operazioni complesse, ci consente di essere partner di lungo periodo per istituzioni, fondi sovrani e grandi corporate del Golfo».

Will Smith denunciato da un violinista per molestie sessuali

Will Smith accusato di molestie sessuali e comportamento predatorio. Come riporta Variety, il rapper e divo di Hollywood è stato denunciato a Los Angeles da un violinista che ha preso parte alla tournée Based on a True Story 2025. Ingaggiato alla fine dell’anno precedente per uno spettacolo a San Diego, Brian King Joseph – con un passato anche ad America’s Got Talent – è stato successivamente inserito nella band per il tour mondiale. Con il passare del tempo, il rapporto con la star di Men in Black e di Willy, il principe di Bel-Air si sarebbe trasformato in amicizia, accompagnato da presunte attenzioni ritenute inappropriate dal musicista, che ora chiede un risarcimento.

Will Smith accusato di molestie: il racconto del violinista

La causa depositata in un tribunale di LA menziona un episodio risalente al marzo 2025 durante una tappa a Las Vegas del tour. Il violinista sostiene di essere stato avvicinato sempre più da Will Smith, che a un certo punto gli avrebbe confessato di sentire con lui «un legame speciale» che non aveva con nessun altro membro della band. Joseph ha raccontato che in seguito qualcuno sarebbe entrato nella sua camera d’albergo senza permesso lasciando una serie di oggetti e messaggi indesiderati. Utilizzando la sua chiave personale, prelevata apparentemente dalla borsa a sua volta sparita per diverse ore, un ignoto individuo avrebbe lasciato in stanza alcune salviette, una bottiglia di farmaci contro l’Hiv con il nome di un’altra persona e un biglietto: «Tornerò non più tardi delle 17.30, solo noi».

Will Smith denunciato da un violinista per molestie sessuali
Will Smith in concerto in Spagna (Ansa).

Avvertita la sicurezza dell’hotel, Joseph ha raccontato di aver riferito l’accaduto ai rappresentanti di Will Smith prima di avvisare le forze dell’ordine. Pochi giorni dopo, tuttavia, un membro della troupe gli avrebbe comunicato il licenziamento immediato, insinuando che le sue fossero solo menzogne inventate per mettere in cattiva luce il team. L’accusa sostiene come l’allontanamento improvviso senza giusta causa abbia provocato conseguenze economiche e psicologiche rilevanti. Chiesto quindi un risarcimento per ritorsione, licenziamento immotivato e molestie sessuali. Al momento, né Will Smith né i suoi rappresentanti hanno commentato la vicenda.