Mancava solo l’ufficialità: dal 1° gennaio 2026 Marco Ottoliniè il nuovo direttore sportivo della Juventus. La sua attività si svolgerà alle dirette dipendenze dell’amministratore delegato Damien Comolli e in coordinamento con le principali figure dell’area tecnica, a partire dal responsabile delle strategie del club Giorgio Chiellini, passando per il direttore tecnico François Modesto. Per Ottolini si tratta di un ritorno a Torino: tra il 2018 e il 2021 aveva già fatto parte della struttura bianconera, inizialmente come osservatore e successivamente con il ruolo di responsabile dei calciatori in prestito e del progetto Club 15.
Rap italiano e statunitense, musica d’autore e il ritorno delle più grandi stelle del K-Pop. È quanto ci attende a livello musicale nel 2026, anno in cui sono attese alcune delle celebrità più importanti della scena nazionale e internazionale. Si inizia subito a gennaio con i nuovi album di Geolier, tra gli artisti più ascoltati sulle piattaforme streaming negli ultimi 12 mesi, e Kid Yugi, fra gli astri nascente del rap nostrano. Dall’estero dovrebbe arrivare invece l’atteso Bully di Kanye West, a meno di ulteriori rinvii. Ecco quali sono i 10 dischi più attesi dai fan.
I 10 album italiani e internazionali più attesi del 2026
Charli XCX con il premio di Artist of the Year ai BRIT Awards 2025 (Ansa).
Geolier – Tutto è possibile (16 gennaio)
Come detto, tra le prime grandi pubblicazioni del 2026 ci sarà il nuovo disco di Geolier. Il rapper di Secondigliano infatti tornerà con Tutto è possibile, suo quarto album di inediti e primo dopo l’enorme successo di Dio lo sa contenente anche la hit di Sanremo I p’ me, tu p’ te. Considerando l’accoglienza ricevuta in passato, c’è da scommettere che gli Spotify Wrapped di fine anno conterranno milioni di stream per la nuova musica: fra le tracce anche i duetti con Pino Daniele e 50 Cent (già online il singolo Phantom), ma anche Sfera Ebbasta e Anna e il rapper portoricano Anuel AA. Il disco uscirà il 16 gennaio.
Kid Yugi – Anche gli eroi muoiono (30 gennaio)
Appena due settimane dopo uscirà il nuovo album di Kid Yugi, presente tra l’altro anche nella tracklist di Tutto è possibile di Geolier. Il rapper tarantino, al secolo Francesco Stasi, rilascerà Anche gli eroi muoiono, suo terzo disco di inediti e il primo da I nomi del diavolo del 2024, capace di vendere più di 250 mila copie e canalizzare tutta l’attenzione dei giovanissimi. Atteso sugli store il 30 gennaio e anticipato da un trailer con l’attore Filippo Timi, ruoterà attorno a un concept definito in cui gli eroi sono le persone comuni, che possono dettare personalmente la loro storia dall’inizio alla fine.
Lana Del Rey – Stove (Gennaio, data da confermare)
Sarebbe dovuta tornare già nel 2025, ma il suo decimo album è stato più volte rimandato tanto che ora, secondo alcune fonti internazionali, dovrebbe arrivare a gennaio o comunque a inizio 2026. Con Stove, titolo cambiato due volte in corso d’opera (dapprima Lasso e poi The Right Person Will Stay), Lana Del Rey intende prendere una direzione country, come da lei stessa dichiarato in un’intervista al magazine W: «La maggior parte dell’album avrà un tocco country. Otto anni fa, quando cercavo di fare un disco di questo genere, nessuno ci pensavaì». L’ultimo disco dell’antidiva per eccellenza degli ultimi anni, Did You Know That There’s a Tunnel Under Ocean Blvd, risale al 2023.
Kanye West – Bully (30 gennaio)
Il 30 gennaio dovrebbe uscire, salvo ulteriori rinvii, l’attesissimoBully, nuovo album di inediti della star del rap Kanye West. Inizialmente annunciato per il 15 giugno 2025, è stato dapprima rimandato di circa un mese (25 luglio), poi a settembre, in seguito ulteriormente a novembre e infine al 12 dicembre. Fino alla data definitiva, a meno di ripensamenti, per l’inizio del 2026. Il disco era già stato anticipato a inizio dello scorso anno da un cortometraggio in bianco e nero con Saint, figlio di 10 anni che Ye (altro nome di West) ha avuto dalla sua relazione con l’influencer Kim Kardashian, che prende a martellate di gommapiuma alcuni minacciosi uomini mascherati su un ring. Il rapper di Atlanta si esibirà in Italia per un concerto-evento a Reggio Emilia il 18 luglio.
A 10 anni dal suo ultimo disco di inediti, The Heavy Entertainment Show, Robbie Williams è pronto a riprendersi lo scettro del pop mondiale. L’ex Take That, atteso in Italia a giugno per una tappa al Firenze Rocks, pubblicherà il 6 febbraio Britpop, album inizialmente previsto per il 2025 ma, stando ad alcune indiscrezioni, rinviato per evitare lo scontro generazionale con Taylor Swift e il suo The Life of a Showgirl. «Ho deciso di creare l’album che avrei voluto scrivere e pubblicare dopo aver lasciato i Take That nel 1995», ha scritto la star su Instagram. «Era l’apice del Britpop e un’epoca d’oro per la musica britannica. Ho lavorato con alcuni dei miei eroi in questo album: è crudo, ci sono più chitarre ed è un album ancora più allegro del solito».
Laura Pausini – Io Canto 2 (6 febbraio)
Sempre il 6 febbraio, nel giorno in cui sarà protagonista della cerimonia di apertura di Milano-Cortina, Laura Pausini rilascerà Io Canto 2, nuovo lavoro di cover a 20 anni esatti dal primo volume. Nella tracklist spuntano, tra le altre, Io ritorno ad amare di Biagio Antonacci, Hai scelto me di Zucchero, Quanno chiove di Pino Daniele, ma anche brani internazionali come La Isla Bonita di Madonna e Já sei namorar dei Tribalistas. Non ci sarà La mia storia tra le dita di Gianluca Grignani, per la quale l’artista di Faenza e il cantautore sono stati protagonisti di un botta e risposta in estate. Il 13 marzo uscirà la versione in spagnolo Yo canto 2, anteprima di un lungo tour mondiale.
Charli XCX – Wuthering Heights (13 febbraio)
Mettete definitivamente da parte la brat summer e il celebre disco verde lime che ha influenzato la moda e i social nel 2024. Charli XCX si appresta infatti a tornare in una chiave nettamente diversa con Wuthering Heights, colonna sonora dell’omonimo film di Emerald Fennell con Margot Robbie e Jacob Elordi tratto dal capolavoro Cime tempestose di Emily Brontë. Già online il primo estratto dal titolo Chains of Love. «Questa raccolta di canzoni è un album, e certo, il mio nome è nei crediti, ma è un album di Charli XCX?», ha postato l’artista su Instagram. «Non lo so neanche io. Né mi interessa davvero scoprirlo. So solo che è una celebrazione della mia libertà come artista in questo momento».
BTS, tornano i fenomeni del K-pop
RM, Jin, Suga, j-hope, Jimin, V e Jung Kook sono pronti a far ballare il mondo. Terminato il servizio militare, i BTS sono finalmente attesi da un grande ritorno discografico: uscirà il 20 marzo, a quattro anni da Proof del 2022. «Dato che sarà un album di gruppo, rifletterà i pensieri e le idee di ogni membro. Ci stiamo avvicinando all’album con la stessa mentalità che avevamo quando abbiamo iniziato», hanno spiegato gli artisti in una diretta streaming. «Stiamo anche pianificando un tour assieme al nuovo disco. Visiteremo i fan in tutto il mondo».
Madonna – Confessions of a Dancefloor 2 (da confermare)
«Quasi due decenni dopo. E con la Warner ci si sente a casa! Si torna alla musica. Si torna al dance floor. Si torna dove tutto è iniziato». Così Madonna ha annunciato sui social l’intenzione di pubblicareConfessions on a Dance Floor Part 2, secondo volume del suo iconico album in studio contenente hit come Jump, Hung Up e Sorry. Sarà pubblicato, con la collaborazione del suo storico produttore Stuart Price, da Warner Music, etichetta da cui la regina del pop si era separata nel 2008. Sarà il suo primo disco di inediti dal 2019, quando rilasciò Madame X.
Rolling Stones, il nuovo album è atteso nel corso del 2026
Il 2026 dovrebbe essere anche l’anno del ritorno dei Rolling Stones. La band potrebbe infatti tornare a tre anni da Hackney Diamonds con un nuovo disco di inediti, grazie al lavoro del produttore Andrew Watt. «Avrete un album l’anno prossimo», ha anticipato il chitarrista Ronnie Wood a ottobre 2025. «È finito». La rockband britannica aveva in programma anche l’annuncio di un tour mondiale, che avrebbe dovuto interessare anche l’Italia, ma si è vista costretta ad annullare i piani per le precarie condizioni di salute di Keith Richards. «Quando i componenti della band hanno iniziato a parlare di un nuovo tour Keith ha detto che non pensava di potersi impegnare e che non era entusiasta di un grande tour negli stadi per oltre quattro mesi», ha raccontato una fonte al tabloid The Sun. «È dura, ma gli Stones torneranno quando saranno pronti».
A Crans-Montana, nella notte che doveva essere teatro dell’allegria di Capodanno, l’incendio della discoteca Le Constellation ha provocato una tragedia: un bar che brucia, ragazzi che muoiono. E un dettaglio che, più di ogni altro, definisce un’epoca. Alle prime avvisaglie del fuoco che aveva intaccato il soffitto, molti dei presenti, invece che allontanarsi subito dal pericolo, si sono precipitati a rappresentarlo. Hanno filmato le fiamme che si allargavano, come se la priorità fosse immortalare l’evento, non sottrarvisi il prima possibile.
La reazione istintiva a uno shock non è scappare, ma riprendere col cellulare
In questi casi l’equivoco più diffuso è pensare che il virtuale conti più della vita reale. Non è così. Conta più del corpo. Che è mortale, mentre la sua immagine sopravvive. E se sei cresciuto in un mondo che ti chiede continuamente di mostrare dove sei, cosa provi, cosa accade intorno a te, la reazione istintiva a uno shock non è scappare, ma riprendere col cellulare quanto sta accadendo per trasferirlo sulle piattaforme social. È un automatismo culturale prima che tecnologico: documentare per rendere l’evento incontestabile, perché se non entra nello schermo dello smartphone non entra nel mondo.
NEW:
Another terrifying video from last night's club fire in Switzerland, where 47 people have died so far pic.twitter.com/psWOodiFZJ
Una volta si restava immobili per impotenza, oggi per fare un video
Il virtuale ha abolito la gerarchia delle urgenze non negando la realtà, ma trasformandola in materia narrativa. Le fiamme non vengono ignorate: vengono montate in un racconto istantaneo. Il pericolo fisico diventa una scena di pericolo: non mi brucio, ma sto riprendendo qualcosa che brucia. L’emergenza non spezza la narrazione, le fornisce l’abbrivio. E così l’istinto di sopravvivenza non punta alla salvezza, ma alla testimonianza. Una volta, per shock o impotenza, si restava immobili davanti a un disastro. Oggi si resta immobili perché si è impegnati a fare un video. Il dito scorre. Il corpo, a differenza del fuoco, attende.
Des personnes prises au piège par les flammes dans le bar de Crans-Montana tentent désespérément de s’échapper par la seule issue, qui est bloquée. (témoins) pic.twitter.com/aBQXtKRME9
Il reale si consuma alle tue spalle. E, purtroppo, a tue spese
Viviamo nell’era della Fomo (Fear of missing out) evoluta: non più la paura di perdere l’evento, ma quella di non poterne diventare il tramite. L’importanza non risiede nel vivere il momento, ma nell’essere riconosciuti mentre il momento accade. La tragedia diventa atto pubblico che ti assegna un ruolo: testimone, narratore, regista del tuo video. Solo che, mentre ti attribuisci il ruolo, il reale si consuma alle tue spalle. E purtroppo, come dimostra la tragedia di Capodanno, a tue spese.
Le feu se propageant à grande vitesse dans le bar de Crans-Montana (VS) filmé par de nombreuses personnes, qui tentent ensuite de s’échapper. (témoins) pic.twitter.com/MrXD537KVh
Il dramma di Crans-Montana non è la vittoria del virtuale sul reale. È qualcosa di più sottile e più amaro: è il reale che deve diventare immagine per essere percepito come tale. La discoteca teatro dell’immane tragedia ha bruciato non solo un soffitto, ma l’ordine delle priorità: prima la prova, poi l’esperienza. Prima la testimonianza, poi la fuga. Prima l’io visibile, poi l’io in carne e ossa. Non è che quei ragazzi non sapessero che il fuoco uccide. Ma alcuni stavano verificando se si sviluppava in modo tale da meritare un pubblico fatto dai loro follower. Fornendo così un ritratto disilluso e spietatamente nitido di un tempo che non cancella la realtà, ma la riconosce tale solo quando è pronta per la condivisione.
Nestlé Waters, divisione acqua in bottiglia di Nestlé che fondata nel 1992 è responsabile della produzione e distribuzione in tutto il mondo di marchi come Acqua Panna, San Pellegrino, Perrier e Vittel, ha posto alla guida del mercato americano l’italiano Stefano Marini.
Chi è Stefano Marini
Marini, diventato responsabile delle operazioni in tutto il continente americano, vanta oltre 25 anni di esperienza nel settore delle acque minerali e delle bevande. Prima di questo nuovo incarico, sempre in Nestlé Waters, da gennaio 2025 ha ricoperto il ruolo di Head of Southern Europe & Africa e Oceania. Nei due anni precedenti era stato capo della sezione acque minerali di Nestlé e, prima ancora, per tre anni, ceo di Sanpellegrino (2020-2023): era entrato nel gruppo nel 1999, quando la società della Val Brembana era già stata acquisita dalla svizzera Nestlé.
Venus Williams ha conquistato un nuovo record. La tennista americana, infatti, parteciperà agli Australian Open all’età di 45 anni grazie a una wild card. Il primo slam della stagione di tennis 2026 inizierà il prossimo 18 gennaio e l’attesa per vederla di nuovo in campo cresce. Lei per due volte è arrivata in finale: la prima nel 2003 e la seconda nel 2017. Tornerà sulla terra rossa australiana a distanza di cinque anni dall’ultima volta, avvenuta nel 2021. Williams ha commentato: «Sono entusiasta di essere tornata in Australia e non vedo l’ora di giocare durante l’estate australiana. Ho tantissimi ricordi incredibili lì e sono grata per l’opportunità di tornare in un posto che ha significato così tanto per me». Il record precedente apparteneva alla giapponese Kimiko Date. Quest’ultima ha disputato gli Open d’Australia nel 2015 all’età di 44 anni.
Una valanga di grandi proporzioni si è verificata in alta valle Maira, nel territorio comunale di Acceglio, nella zona del bivacco Bonelli, a una quota superiore ai 2.300 metri. La massa di neve ha investito almeno quattro escursionisti; le squadre impegnate nei soccorsi stanno verificando se vi siano ulteriori persone coinvolte. Le prime ricostruzioni parlano di una vittima accertata e di almeno due feriti recuperati in condizioni gravi. L’allarme è stato lanciato poco dopo le 13 e ha attivato un’imponente macchina dei soccorsi. L’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo, ha espresso «cordoglio per la vittima e massima vicinanza alle persone rimaste ferite e alle loro famiglie. In momenti come questi la Regione segue con attenzione l’evolversi della situazione ed è in costante contatto con l’amministrazione comunale e con le squadre di soccorso. Ringrazio tutti i soccorritori per la rapidità e la professionalità dimostrate nelle operazioni di soccorso, rese sono particolarmente complesse dalle condizioni difficili».
L’esercito di Israele ha annunciato di aver colpito infrastrutture di Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale: nel mirino dell’Idf un complesso per l’addestramento utilizzato dalla forza d’elite Radwan e strutture militari usate per immagazzinare armi.
STRUCK: Hezbollah Terror Infrastructure Sites in Several Areas in Southern Lebanon.
Targets Struck: • A training compound used by Hezbollah’s ‘Radwan Force’ for conducting drills and training terrorists • Military structures that were recently used to store weapons for…
L’esercito israeliano, secondo quanto riporta il quotidiano libanese L’Orient Le Jour, ha messo a segno 12 attacchi aerei nell’arco di 20 minuti in diverse località nel sud del Libano. Un altro raid, inoltre, è stato effettuato nella valle della Beqaa, che si estende al confine con la Siria. I nuovi attacchi, sottolinea Tel Aviv, sono avvenuti in un contesto di continue violazioni, da parte di Hezbollah, degli accordi di cessate il fuoco tra Israele e Libano.
Christine Lagarde percepisce un compenso complessivo significativamente più alto rispetto a quanto ufficialmente dichiarato. Almeno secondo il Financial Times, che in un’analisi ha riscontrato come nel 2024 il totale dei suoi guadagni ha raggiunto circa 726 mila euro, oltre il 50 per cento in più rispetto allo stipendio “base” di 466 mila euro riportato nel rapporto annuale della Bce. Questo livello di retribuzione posiziona Lagarde quasi quattro volte al di sopra del presidente della Federal Reserve statunitense, Jerome Powell, il cui salario è fissato dalla legge a 203.000 dollari (172.720 euro). Già lo stipendio base colloca Lagarde al vertice della retribuzione dei funzionari europei, superando di oltre il 20 per cento quello della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, come ricorda il quotidiano finanziario britannico.
Come si suddividono i guadagni di Lagarde
Oltre allo stipendio ufficiale, Lagarde percepisce altri compensi per funzioni aggiuntive e benefit. Tra questi ci sono circa 135 mila euro destinati a coprire alloggio e spese accessorie, oltre a circa 125 mila euro derivanti dal ruolo di uno dei 18 membri del consiglio di amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali. Secondo il Financial Times, la relazione annuale della Bce non menziona questi importi extra legati alla posizione presso la Bri, rendendo il totale effettivo della retribuzione della presidente più alto di quanto normalmente riportato.
Il 2025 è già storia. L’anno appena concluso ci ha lasciato in eredità alcuni grandi eventi che hanno, in vari modi, segnato la quotidianità dell’intera popolazione. Basti pensare alla morte del pontefice Francesco, cui è seguita la nomina di Papa Leone XIV, proprio nell’anno del Giubileo. Negli Stati Uniti si è assistito invece al secondo insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, eletto nel novembre precedente ma entrato ufficialmente in carica a gennaio. Proiettando lo sguardo verso il futuro, il 2026 si preannuncia ricco di appuntamenti: ecco i più importanti.
Gli eventi mondiali più attesi del 2026
La fine del Giubileo è in programma il 6 gennaio
Fra i primi grandi eventi del 2026 c’è la conclusione del Giubileo universale ordinario della Chiesa cattolica, noto anche come Giubileo della Speranza. L’anno santo, inaugurato da Papa Francesco con l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano, terminerà infatti il 6 gennaio con una cerimonia guidata da Leone XIV: alle ore 9.30, il pontefice celebrerà il rito e la Messa in Vaticano. Sarà possibile seguire il tutto in diretta su Rai 1 e Tv2000.
Milano-Cortina 2026, al via i XXV Giochi olimpici invernali
I loghi di Olimpiadi e Paralimpiadi a Cortina (Imagoeconomica).
Esattamente un mese dopo la fine del Giubileo sarà il turno dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, XXV edizione della storia. La cerimonia di apertura si terrà allo stadio San Siro con performance di star del calibro di Laura Pausini e Mariah Carey la sera di venerdì 6 febbraio, che aprirà due settimane di gare fino al 22. Coinvolte anche Bormio, Livigno e Predazzo, che ospiteranno alcune discipline tra cui lo sci alpino maschile. Esattamente un mese dopo, il 6 marzo, inizieranno i Giochi paralimpici che termineranno il 15 dello stesso mese.
La Francia ospiterà il prossimo vertice del G7. La 52esima edizione dell’annuale vertice si terrà infatti nella località termale alpina di Evian-les-Bains dal 14 al 16 giugno, come annunciato dal presidente e padrone di casa Emmanuel Macron. Situata in Alta Savoia, la località sorge vicino al confine con la Svizzera, sulle rive del lago di Ginevra. Per la cittadina sarà un ritorno delle superpotenze mondiali, in quando aveva ospitato il G8 nel 2003: gli incontri fra i leader avverranno nell’Hotel Royal.
Après le Canada et 7 ans après Biarritz, c’est à nous ! Au tour de la France de prendre la présidence du G7 pour un an. Le grand rendez-vous est fixé : du 14 au 16 juin 2026. Evian ! https://t.co/uE5xSuUEaM
Grande attesa anche per la Coppa del mondo Fifa 2026. Si giocherà dall’11 giugno al 19 luglio in Usa, Messico e Canada: sarà la prima edizione in tre nazioni diverse nonché la prima con ben 48 squadre partecipanti invece delle canoniche 32, per un totale di 104 partite. La prima si disputerà a Città del Messico, presso lo storico impianto dello Stadio Azteca, mentre la finale sarà ospitata negli Usa nel MetLife Stadium di New York. Ancora incerta la partecipazione degli Azzurri: la nostra Nazionale sarà in campo il 26 marzo contro l’Irlanda del Nord nella semifinale dei playoff, con eventuale finale pochi giorni dopo contro una fra Galles e Bosnia.
I 250 anni dalla firma della Dichiarazione d’indipendenza americana
Come ogni anno, il 4 luglio gli Stati Uniti festeggeranno il Giorno dell’Indipendenza. Nel 2026 cadrà tuttavia un anniversario particolare, in quanto saranno trascorsi esattamente 250 anni dalla firma della Dichiarazione nel 1776 che diede di fatto vita alla nazione. Un evento unico che il presidente Donald Trump, 47esimo della storia, ha intenzione di iniziare a festeggiare già nei mesi di avvicinamento, tanto da aver creato un’apposita task force per la promozione e la pianificazione di ogni dettaglio. Previsto, tra le altre cose, un incontro di arti marziali miste alla Casa Bianca.
Nel 2026 ci sarà anche un’eclissi solare totale, parziale in Italia
Un’eclissi solare parziale in Italia (Ansa).
Tutti con il naso all’insù il 12 agosto, quando si verificherà uno degli eventi astronomici più attesi e affascinanti degli ultimi anni. Sopra i cieli di Groenlandia, Islanda, Spagna settentrionale e Portogallo sarà visibile infatti un’eclissi solare totale, la prima in Europa a più di 25 anni dall’ultima volta. In Italia sarà solo parziale, con la copertura del disco che varierà a seconda della posizione nella penisola. Più fortunati al Nord, con città come Milano, Torino, Venezia e Bologna che vedranno il 90 per cento del Sole oscurato, con picco massimo alle 20.20. Scendendo al Sud, la frazione scenderà al 45 per cento di Napoli e il 69 di Roma.
Le elezioni di Midterm negli Stati Uniti d’America
Donald Trump (Ansa).
Oltre al G7, tra gli appuntamenti politici più attesi del 2026 ci sono anche le elezioni di Midterm negli Stati Uniti, cruciali per ridisegnare l’equilibrio di potere al Congresso e influenzare così la capacità del presidente in carica di attuare la sua agenda politica per i successivi due anni. Tutti i cittadini Usa si recheranno alle urne il 3 novembre per il consueto medio termine in cui si voterà per i 435 seggi della House of Representatives e 35 seggi (su 100) del Senato. Nella stessa data si voterà per 39 elezioni governative statali e territoriali.
La nuova conferenza sul clima farà tappa in Turchia
Nel 2026 si terrà anche la nuova edizione della Conferenza delle Nazioni Unite sul clima. La Cop 31 si svolgerà dal 9 al 20 novembre in Turchia, ad Antalya, ma sarà l’Australia a guidare i negoziati, tanto che il pre-summit avrà luogo in uno stato insulare del Pacifico. A metà novembre 2025 le due nazioni hanno finalmente posto fine allo stallo diplomatico di circa un anno e proseguito anche durante la Cop 30 di Belém.
COP31 9-20 Kasım 2026 tarihleri arasında Antalya’da düzenlenecek.
İklim Diplomasisinin merkezi Türkiye olacak.
Bakanımız Sayın @murat_kurum Cumhurbaşkanımız Sayın Recep Tayyip Erdoğan’ın imzasıyla yayınlanan Cumhurbaşkanlığı Genelgesi ile Türkiye’nin COP Başkanı olarak… pic.twitter.com/KKvbZjpvuf
— T.C. Çevre, Şehircilik ve İklim Dğş. Bakanlığı (@csbgovtr) December 26, 2025
La sonda Voyager 1 arriverà a un anno luce dalla Terra
L’eclissi solare totale in Europa sarà solo uno dei grandi appuntamenti astronomici dell’anno. Stando agli ultimi studi, il 15 novembre la sonda Voyager 1, lanciata nel 1977, sarà distante un anno luce da noi. A circa 26 miliardi di chilometri, sarà l’oggetto artificiale più lontano dalla Terra segnando una vera pietra miliare per la ricerca spaziale. Già suoi diversi record, tra cui quello di essere stato il primo a entrare nello spazio interstellare. È verosimile che la Nasa organizzi una diretta streaming per poter seguire l’evento con il commento di numerosi esperti.
A distanza di diversi giorni dal ritrovamento del corpo della 19enne Aurora Livoli in un cortile di via Paruta, a Milano, spunta il primo indagato. Secondo quanto ricostruito si tratta di un uomo di 57 anni, peruviano. I carabinieri lo hanno fermato il giorno dopo al ritrovamento per una tentata rapina commessa poco prima del presunto incontro con la giovane. Il cadavere è stato trovato all’alba del 29 dicembre. Soltanto il 30 è però stato identificato, grazie a un’immagine della ragazza estrapolata dai filmati di videosorveglianza. Secondo quanto riportato da Open, dell’uomo ha parlato lo zio della giovane, che all’agenzia La Presse ha rivelato: «Abbiamo saputo che è in stato di fermo un cittadino peruviano che è stato indagato per articolo 575 del codice penale e quindi omicidio volontario».
Amnesty International ha attaccato l’Italia e il governo Meloni per non aver adottato nessuna misura contro l’aereo che ha attraverso il Paese e con a bordo Benjamin Netanyahu. Il premier israeliano ha raggiunto gli Stati Uniti e poi è tornato in Israele. In entrambi i casi il suo aereo è passato attraverso lo spazio aereo italiano, secondo quanto denunciato da Amnesty e dalla campagna Last Day of Gaza. Da qui l’attacco di Amnesty. L’associazione ha spiegato come l’Italia, in virtù dello Statuto di Roma, avrebbe dovuto cooperare con la Corte penale internazionale. «La giustizia internazionale non è selettiva e non può dipendere da valutazioni politiche», è stato il commento.
Avs: «Italia complice di Netanyahu»
Così anche Last Day of Gaza: «Mentre vengono bloccati gli aiuti e colpita la popolazione civile un leader sotto accusa per crimini internazionali sorvola indisturbato l’Europa». Il tracciamento del velivolo, denominato Wing of Zion, rappresenta «un simbolo dell’inazione degli Stati che si proclamano difensori del diritto internazionale». Poi un monito: «Se le regole valgono solo per alcuni allora il sistema di giustizia internazionale perde credibilità. Proprio nel momento in cui sarebbe più necessario».
E mentre il governo non ha commentato né spiegato il perché dell’autorizzazione, è arrivato anche l’attacco di Avs. Sinistra italiana, infatti, ha criticato la premier: «Meloni e il governo italiano violano la legge internazionale e permettono a questo criminale di violare e attraversare lo spazio aereo italiano. Rendendo il nostro paese ancora più complice dei crimini indicibili di cui si sta macchiando il governo israeliano».
Grandi manovre in tutti i settori dell’editoria italiana. All’appello, oltre ai big, ai “giornaloni” che fanno tendenza e vendono ancora copie (e c’è anche un trasferimento digital, cioè Francesca Milano che lascia Chora Media per andare in un quotidiano online) non può mancare un settimanale con uno storico passato, oggi appannato, come L’Espresso. I rumors indicano un cambio di rotta, quest’anno, all’insegna dello svecchiamento. L’intenzione sembra quella di dare una “scossa” alla testata. A maggio 2026 scade infatti il contratto del direttore Emilio Carelli, classe 1952, che proprio in quel mese festeggerà i suoi 74 anni: figlio di Guglielmo, storico dirigente della Rai, nella sua lunga vita professionale che ormai tocca oltre mezzo secolo è stato a Mediaset, grazie alla fiducia di Fedele Confalonieri, quindi a Sky, con il rampollo Murdoch. Non si è perso nemmeno l’esperienza da parlamentare del Movimento 5 stelle, quando lo “spin doctor” era Rocco Casalino. Alla fine Carelli è rientrato nel mondo del giornalismo, per la sorpresa di molti, ma presto per lui dovrebbe arrivare il momento di godersi le pensioni accumulate. Per il futuro in molti puntano su un giovane, dinamico, con voglia di scommettere, pronto a confermarsi ancora di più nel settore digitale: il profilo è quello di Felice Florio, attualmente responsabile del sito, già giornalista politico a Open sotto la guida di Franco Bechis, che è sempre uno dei più esperti “inchiestisti” presenti sulla piazza giornalistica. Per il barese Florio, nato nel 1993, c’è aria di promozione, e qualcuno si spinge addirittura a prefigurare per lui un futuro, anche molto prossimo, alla conduzione de L’Espresso. L’idea sarebbe quella di virare su una versione del settimanale senza carta, abbattendo così i costi di produzione. Non resta che attendere la prossima primavera.
Emilio Carelli (foto Imagoeconomica).
Aridatece Silvio, dicono a Mediaset
«Gli manca l’empatia», dicono a Mediaset parlando di Pier Silvio Berlusconi. E subito dopo, quasi in coro, tutti sospirano: «Aridatece Silvio». La gestione del cosiddetto “affaire Alfonso Signorini” sta preoccupando molti storici volti del Biscione, tanto che qualcuno è stato sentire mentre commentava: «Se fosse stato ancora vivo il Cavaliere, non sarebbe accaduto tutto questo. Lui avrebbe risolto la questione». Come? A questa domanda, però, nessuno risponde…
Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente e amministratore delegato di Mfe-Mediaset (foto Ansa).
Addio a Valentino Martelli, il senatore con la Rolls Royce
A 82 anni se n’è andato Valentino Martelli, cardiochirurgo di chiara fama che per tre volte è stato senatore: arrivava a Palazzo Madama in Rolls Royce, e ogni volta era una festa. Un personaggio d’altri tempi: sardo di Laconi, era il figlio dell’amministratore della Bastogi, e dopo una gioventù spensierata a Cagliari, conquistata la laurea in medicina partì per il Regno Unito, dove trovò il successo professionale e tante amicizie di altissimo livello. A cominciare da quella con Maria Gabriella di Savoia e tante altre teste coronate. Diventò il “playboy italiano” di Londra, oltre che il medico più ricercato per la sua bravura, e quando tornò in Italia la sua villa fu acquistata dallo scrittore Ken Follett. Il legame fortissimo con Francesco Cossiga lo portò a entrare nell’Udr, diventando sottosegretario agli Esteri con il primo governo di Massimo D’Alema. Un’antica amicizia, quella con il presidente sardo: sfogliando l’agenda del Quirinale, visibile nel portale storico della presidenza della Repubblica, alla data del 3 ottobre 1985 si legge che nelle “udienze” della giornata Cossiga incontrò prima Martelli, poi il presidente dell’Efim Stefano Sandri, quindi il direttore generale della Rai Biagio Agnes e infine Giuliano Amato, allora sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio. Con la morte di Martelli scompare davvero un’epoca: il 10 gennaio a Roma verrà ricordato con una messa, nella basilica di San Lorenzo in Lucina, con la moglie Mirella e il figlio Dario.
La storica enoteca romana Bernabei va in tilt
Clamorosa débâcle natalizia della Bernabei, la storica enoteca romana famosa per la bontà dei prezzi e la puntualità del servizio online che in due giorni evade gli ordini in tutta Italia, e addirittura in 24 ore quelli su Milano e Roma. Un meccanismo perfetto, che suscitava l’invidia dei concorrenti, ma che durante le feste è andato completamente in tilt. Vuoi per il sovraccarico degli ordini, vuoi perché il corriere Bartolini, cui Bernabei si affida per le spedizioni, si è trovato intasato di consegne, sta di fatto che molti utenti del sito hanno visto i loro regali non recapitati per tempo. Risultato? Call center preso d’assalto, mail di protesta inevase, clienti inferociti per la brutta figura patita con i destinatari dei loro pacchi dono.
Volodymyr Zelensky ha nominato Kyrylo Budanov, finora alla guida dell’intelligence militare, nuovo capo dell’Ufficio del presidente dell’Ucraina: prende il posto di Andriy Yermak, che è stato costretto a dimettersi per il coinvolgimento nel vasto scandalo-corruzione che ha scosso il Paese. «L’Ucraina necessita di maggiore attenzione alle questioni di sicurezza, allo sviluppo delle Forze di Difesa e di Sicurezza ucraine, nonché al percorso diplomatico dei negoziati, e l’Ufficio del Presidente servirà principalmente all’adempimento di questi compiti del nostro Stato», ha spiegato Zelensky su X, aggiungendo che Budanov «ha esperienza specialistica in questi settori e la forza sufficiente per produrre risultati».
I had a meeting with Kyrylo Budanov and offered him the role of the Head of the Office of the President of Ukraine. At this time, Ukraine needs greater focus on security issues, the development of the Defense and Security Forces of Ukraine, as well as on the diplomatic track of… pic.twitter.com/SCs6Oj2Rb7
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) January 2, 2026
Il Venezuela è aperto a negoziare un accordo con gli Stati Uniti per combattere il narcotraffico, così da porre fine a mesi di ostilità da parte dell’amministrazione di Donald Trump. Lo ha dichiarato il presidente Nicolás Maduro in un’intervista trasmessa dalla televisione di Stato, ribadendo che il vero obiettivo del massiccio dispiegamento militare Usa nel Mar dei Caraibi è rovesciare il suo governo, al fine di avere facile accesso alle vaste riserve petrolifere venezuelane. «Se vogliono discutere seriamente di un accordo per combattere il narcotraffico, siamo pronti. Se vogliono il petrolio, il Venezuela è pronto agli investimenti statunitensi, come con la Chevron, quando vogliono, dove vogliono e come vogliono», ha detto Maduro. Che si è rifiutato di commentare il recente attacco condotto dalla Cia con droni in un’area di attracco venezuelana che l’Amministrazione Trump ritiene sia stata utilizzata dai cartelli della droga.
La Russia afferma di aver trasmesso alle autorità statunitensi i dati ricavati dai sistemi di navigazione di un drone che, secondo Mosca, era diretto verso la residenza del presidente Vladimir Putin. Il ministero della Difesa ha spiegato che le informazioni sono state estratte dagli apparati elettronici del velivolo e analizzate da specialisti dei servizi di sicurezza. A riferirlo è stato Igor Kostyukov, capo della Direzione generale dello Stato maggiore, citato dall’agenzia Ria Novosti: «La decodifica della memoria dei controllori di navigazione del drone, eseguita da specialisti dei servizi speciali, conferma inequivocabilmente che l’obiettivo dell’attacco era il complesso della residenza presidenziale. Riteniamo che questo passo risolva tutti i dubbi e faciliti l’accertamento della verità».
Kyiv: «La Russia diffonde fake news per arrivare a ulteriore escalation»
Intanto secondo quanto riportato da Rbc, gli 007 di Kyiv sostengono che Mosca starebbe diffondendo versioni costruite ad arte per giustificare una nuova escalation. «L’operazione è di natura globale. Dopo il cosiddetto attacco alla residenza del presidente russo Vladimir Putin, stiamo registrando la diffusione da parte del Cremlino di nuove informazioni inventate e pretestuose per preparare il pubblico russo e straniero a un’ulteriore escalation», affermano i servizi ucraini. La finestra temporale indicata sarebbe intorno al 7 gennaio e il possibile obiettivo un luogo religioso o un sito di forte valore simbolico, in Russia o nei territori ucraini occupati. Per attribuire la responsabilità a Kyiv, verrebbero utilizzati rottami di droni occidentali, fatti arrivare dalla linea del fronte. Secondo il Foreign Intelligence Service, «Sfruttare la paura e compiere atti terroristici con vittime umane sotto falsa bandiera corrisponde pienamente allo stile operativo dei servizi segreti russi».
La cerimonia di aperturadi Milano-Cortina 2026 si arricchisce di una nuova grande protagonista. Sul palco di San Siro ci sarà infatti anche Laura Pausini, icona della musica italiana nel mondo e divenuta ambasciatrice di un linguaggio universale che emoziona e unisce le generazioni. Come si legge nella nota ufficiale dei Giochi olimpici, la 51enne artista di Faenza incarna «in modo autentico il concetto di Armonia», elemento centrale della cerimonia in programma il 6 febbraio al Meazza di Milano. «La sua musica rappresenta un punto di incontro tra tradizione e contemporaneità, tra radici italiane e respiro internazionale». Pausini sarà protagonista di un momento «fortemente iconico e dal grande coinvolgimento emotivo, offrendo al pubblico un’emozione collettiva spettacolare».
Milano-Cortina 2026, non solo Laura Pausini: le altre star alla cerimonia
Laura Pausini si aggiunge quindi a un ricco parterre di star che animeranno la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. Sul palco di San Siro ci sarà infatti anche Mariah Carey, superstar internazionale pronta a emozionare tutti con alcuni dei suoi successi che rappresentano «l’unione tra culture, creatività e partecipazione». In scena anche Pierfrancesco Favino, il cui ruolo nella cerimonia sarà «un omaggio all’armonia dei territori e al dialogo tra città e montagna». La sua interpretazione di un testo sarà accompagnata dalle partiture originali del violinista Giovanni Zanon. In scaletta anche una performance di Sabrina Impacciatore, attrice capace di conquistare il mondo grazie a serie come The White Lotus e The Paper, spin-off di The Office. Al Meazza offrirà al pubblico «un momento di intensa suggestione».
Primi movimenti del 2026 nel mondo del giornalismo digitale. Francesca Milano, direttrice responsabile di Chora News, classe 1980, ha annunciato il suo addio ufficiale alla podcast company fondata nel 2020 da Mario Calabresi e che si era fusa formalmente con Will Media a gennaio 2024. Lo ha fatto salutando direttamente gli ascoltatori del podcast di rassegna stampa mattutina Seietrenta, che conduceva settimanalmente assieme ad altri giornalisti, a rotazione. Lascia dopo cinque anni. Ma per andare dove?
Ad attenderla c’è un posto da vicedirettrice a Open, il giornale online fondato da Enrico Mentana a dicembre 2018 e attualmente diretto (dal 2023) dal 62enne Franco Bechis, ex, tra gli altri, di Milano Finanza, Il Tempo, Italia Oggi e Libero, che su Open si firma spesso con lo pseudonimo (nonché anagramma) Fosca Bincher.
L’indizio social dal profilo Instagram di Open
Milano affianca dunque Sara Menafra, altra vicedirettrice, e prende il posto di Serena Danna, che si è (temporaneamente) trasferita negli Stati Uniti per seguire il compagno e giornalista Andrea Marinelli. Un doppio indizio social era già stato notato dagli osservatori più attenti il 18 dicembre 2025, in occasione del settimo anniversario della nascita di Open: per celebrarlo, il profilo Instagram del giornale online aveva pubblicato una foto con tutta la redazione riunita, in cui sbucava appunto (a sorpresa) Francesca Milano e si notava l’assenza di Serena Danna, che aveva commentato con un cuoricino.
La redazione di Open e, nel tondino rosa, Francesca Milano.
Francesca Milano in passato ha lavorato per 15 anni al Sole 24 Ore, prima al quotidiano cartaceo e poi al sito, dove si è occupata dei social network e dei podcast.
Primo sbarco di migranti dell’anno a Lampedusa, dove sono giunti 30 sudanesi: erano a bordo di un gommone di otto metri, che è stato soccorso dalla motovedetta V1104 della Guardia di finanza. I migranti, trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola che era vuoto, hanno raccontato di essere salpati da Sorman, in Libia, e di aver pagato l’equivalente di 950 euro per la traversata.
La Manovra 2026 stanzia 2,4 miliardi di euro aggiuntivi per la sanità, puntando sugli aumenti degli stipendi di medici e infermieri. Grazie al potenziamento dell’indennità di specificità, infatti, si stima un ritocco delle buste paga dei medici per il 2026 di circa 3 mila euro lordi annui, mentre quello degli infermieri si fermerà a poco più della metà. Nonostante gli aumenti, i sindacati protestano per i tempi legati ai rinnovi contrattuali. Le retribuzioni del personale sanitario nella legge di Bilancio 2026, insieme alle assunzioni programmate, restano dunque al centro del dibattito.
Quali sono gli aumenti previsti nella Manovra 2026 per medici e infermieri?
Busta paga (Ansafoto).
Le risorse stanziate intervengono direttamente sulla voce dell’indennità di specificità. Grazie al ritocco del fondo sanitario nella Manovra 2026, l’aumento delle retribuzioni dei medici raggiungerà circa 3.000 euro lordi durante l’anno, pari a circa 230 euro al mese. Parallelamente, gli aumenti in busta paga per gli infermieri si attesteranno sui 1.630 euro lordi l’anno, pari a 125 euro al mese. Le cifre sommano i fondi stanziati dal governo guidato da Giorgia Meloni in due diverse leggi di Bilancio. Sul fronte occupazionale, si prevedono circa 7.000 nuovi ingressi, tra cui 6.300 infermieri e meno di un migliaio di medici.
Quando ci saranno gli aumenti in busta paga per il personale sanitario?
Nonostante la conferma dello stanziamento delle risorse, i tempi per l’erogazione non si preannunciano immediati. Dalle ultime notizie che circolano, medici e infermieri dovranno attendere il rinnovo dei contratti del triennio 2025-2027 per ritrovare gli aumenti in busta paga. Poiché il precedente accordo 2022-2024 è stato siglato solo di recente, l’iter burocratico richiederà ancora del tempo prima che i benefici siano visibili nel cedolino. Resta comunque la possibilità per le Regioni di incrementare la parte variabile delle retribuzioni per chi opera nei reparti di pronto soccorso.
Non solo aumenti: in Manovra 2026 il piano assunzioni di medici e infermieri
Tessera sanitaria e ricettario, nuove modalità di prossimità delle farmacie (Imagoeconomica).
`Oltre agli interventi sulle retribuzioni, la Manovra 2026 delinea un piano di potenziamento dell’organico che autorizza l’immissione in servizio di oltre 7 mila nuovi professionisti, con una netta prevalenza per il comparto infermieristico (6.300 unità) rispetto a quello medico. Sul fronte della governance, viene introdotto un sistema di audit obbligatorio per le Regioni inadempienti rispetto ai livelli essenziali di assistenza (Lea) al fine di incentivare l’adeguamento degli standard qualitativi. Alcune novità riguardano anche il settore farmaceutico: il tetto per gli acquisti diretti sale al 15,65 per cento, mentre viene abolito il payback sulla spesa convenzionata. Parallelamente, si punta sulla prossimità con la stabilizzazione della «farmacia dei servizi», che permetterà ai cittadini di effettuare esami diagnostici di base (come ECG e holter) direttamente sul territorio. Infine, la Manovra estende fino al 2029 la deroga sui titoli di studio per i sanitari extra-UE, facilitando il reclutamento in contesti di emergenza.`
Dopo la fusione per incorporazione deliberata delle rispettive assemblee degli azionisti, Fastweb e Vodafone Italia sono diventate un’unica società: il primo gennaio 2026 è nata infatti Fastweb Spa. L’operazione, come si legge in una nota ufficiale, rappresenta «un nuovo capitolo per il mercato delle telecomunicazioni in Italia e dà vita a un operatore di primo piano a livello nazionale». Per quanto riguarda il profilo commerciale, invece, continueranno a essere utilizzati i brand Fastweb, Vodafone e ho., mentre per l’identità aziendale si userà ancora il corporate Fastweb + Vodafone.
Walter Renna, Ceo di Fastweb + Vodafone (Imagoeconomica).
Fastweb e Vodafone Italia, i dati e la copertura mobile e rete fissa
Con più di 20 milioni di linee mobili e 5,8 milioni di linee fisse, Fastweb si afferma come il principale operatore infrastrutturato d’Italia, forte anche di oltre 20 mila siti radiomobili capaci di coprire l’87 per cento della popolazione nazionale in 5G. L’azienda conta anche una rete fissa proprietaria di oltre 74 mila chilometri, di cui più del 50 per cento in fibra Ftth, che garantisce una copertura capillare con le migliori prestazioni in termini di stabilità e latenza. Il comunicato ufficiale ha ribadito ancora una volta come il processo di integrazione abbia costituito l’esito della «più rilevante operazione di consolidamento realizzata negli ultimi anni nel mercato delle telecomunicazioni in Italia». A seguito della fusione, Fastweb continuerà nella propria strategia di creazione di valore per il mercato, investendo in infrastrutture e nell’innovazione tecnologica con lo scopo di divenire il punto di riferimento per la trasformazione digitale del Paese.