La Lega candida Rinaldi a Roma? Ecco a chi pensa Forza Italia
Quanto conta ancora la Lega di Matteo Salvini? È questa la domanda che circola a Roma, tra gli alleati di Fratelli d’Italia e di Forza Italia. Il partito del Nord, che ha in mano il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e promuove il progetto del ponte sullo Stretto di Messina mentre il Comune siciliano di Niscemi frana, nella Capitale ha lanciato come candidato sindaco l’ex europarlamentare Antonio Maria Rinaldi. Cioè uno che, nonostante le apparizioni in televisione, la foga antieuropea e i “fondi” pubblicati su Milano Finanza, non è conosciuto praticamente da nessuno. Il padre, invece, lui sì che era famoso: il banchiere Rodolfo Rinaldi, già vicepresidente della Banca nazionale del lavoro (Bnl) e ultimo presidente del Banco di Santo Spirito prima della fusione con la Cassa di Risparmio di Roma, uomo vicinissimo a Giulio Andreotti. Antonio Maria Rinaldi ha poi come fratello Alessandro, finanziere, esperto in società fiduciarie e marito di Maria Laura Garofalo, quella della “famiglia delle cliniche”, con fondatore il chirurgo Raffaele Garofalo. E Ghc – Garofalo Health Care S.p.A. è «la prima e unica realtà privata sanitaria italiana a essere quotata sul segmento Euronext Star di Borsa italiana e ha sede a Roma», sottolineano dal gruppo.
L’uscita di Salvini ha fatto saltare la pazienza di Giorgia Meloni e Antonio Tajani, che sanno bene come andranno le prossime elezioni comunali, fissate per il 2027: vittoria di Roberto Gualtieri, con un altro mandato in Campidoglio. Una partenza anticipata rischia di mandare all’aria il lavoro sui super poteri assegnati a Roma Capitale, uno dei veri snodi della legislatura, che registra l’accordo parlamentare tra maggioranza e opposizione, con il Partito democratico parecchio contento della riforma fatta da Meloni a braccetto con Elly Schlein. Lasciato Rinaldi al suo destino di economista, si passa al contrattacco. E chi, ora che viene attirato da Forza Italia, può diventare il concorrente del leghista alla corsa al Campidoglio? Carlo Calenda, of course, che già si era presentato per diventare primo cittadino di Roma alle Amministrative del 2021 e aveva conquistato il 20 per cento dei voti. In pratica, un romano su cinque lo voleva già all’epoca come sindaco.

«L’ideale sarebbe lanciare Calenda con un mega listone civico, così nemmeno ci contiamo tra noi, e con Gualtieri vincente non siamo noi a perdere», dicono a bocca stretta a Forza Italia. Nella famiglia Berlusconi la linea “pro Calenda” sta prendendo piede: certo per Carlo sarebbe l’ennesimo cambio di casacca, lui che era partito come europarlamentare grazie al Pd. E, come dice chi non lo ama, «per informazioni su Calenda, citofonare a Matteo Renzi».

Cucinelli, l’inaudito
La chiamano «collaborazione tra due realtà del territorio umbro di assoluto prestigio», che poi sarebbero i Musei nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria e la Fondazione Brunello e Federica Cucinelli. Così Brunello Cucinelli cerca di far dimenticare le assurde dichiarazioni e le interviste rilasciate a due passi dalla bara di Valentino: fatto sta che l’iniziativa ha come titolo “Inaudito”, ossia «stagione musicale nelle meraviglie dell’arte umbra». Secondo il programma, «i luoghi della cultura statali accoglieranno, da febbraio a ottobre, le proposte musicali ideate dalla Fondazione Cucinelli, in un viaggio tra sonorità e ritmi e in un invito a riscoprire le meraviglie conservate in questi siti». Che poi “inaudito” è l’aggettivo che hanno detto in tanti dopo aver sentito Brunello a piazza della Repubblica, al funerale di Valentino, quello che telefonava a lui e gli chiedeva «scherzosamente» lo sconto…

Zuppi Slow Food. O God?
Il cardinale a Slow Wine Fair: ovviamente si tratta del presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), Matteo Maria Zuppi, che a Bologna il 23 febbraio dialogherà con Carlin Petrini, il fondatore di Slow Food, l’istituzione enogastronomica che nel 2026 celebra i suoi primi 40 anni dalla nascita. Immancabile la presenza del portavoce della Comunità Sant’Egidio, Mario Marazziti. In fondo, Giancarlo Gariglio, curatore Slow Wine e coordinatore Slow Wine Coalition, ha detto che «l’edizione 2026 amplia ulteriormente lo sguardo, mettendo al centro non solo la qualità organolettica e ambientale del vino, ma anche il suo impatto sulle persone e sulle comunità». Pure quelle religiose. Zuppi Slow God.









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