Bonus ristrutturazioni edilizie 2026, che cos’è e chi può richiederlo
Il bonus per le ristrutturazioni edilizie del 2026 rappresenta la principale agevolazione fiscale per il recupero del patrimonio immobiliare, disciplinata dal Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir). Nelle ultime ore, l’Agenzia delle entrate ha diffuso i dettagli operativi per accedere alla detrazione Irpef, che deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Nonostante la normativa generale prevedesse una riduzione delle aliquote, il governo è intervenuto per stabilizzare il sostegno al settore edilizio. La misura mira a incentivare la riqualificazione degli edifici esistenti, garantendo un risparmio d’imposta significativo per i proprietari che decidano di investire nell’efficienza e nella sicurezza delle proprie abitazioni. La Manovra 2026 conferma l’esclusione dagli incentivi delle caldaie a combustibili fossili.
Bonus ristrutturazioni edilizie 2026: chi può richiederlo?

Il bonus per le ristrutturazioni edilizie del 2026 rappresenta un incentivo di natura fiscale rivolto a una vasta platea di beneficiari che sostengono le spese per interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo sui propri immobili. Possono accedere alla detrazione, quindi, i proprietari degli immobili, chi detiene un diritto reale di godimento su di essi e i locatari. Nello specifico, i soggetti ammessi sono:
- i proprietari e i nudi proprietari;
- i titolari di un diritto reale di godimento come usufrutto, uso, abitazione o superficie;
- i locatari e i comodatari;
- i soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa;
- gli imprenditori individuali, limitatamente agli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.
Inoltre, il bonus è riconosciuto a chi acquista immobili a uso abitativo facenti parte di edifici interamente ristrutturati da imprese di costruzione o cooperative edilizie, purché l’alienazione avvenga entro 18 mesi dal termine dei lavori.
Quali sono le nuove agevolazioni per la ristrutturazione nel 2026?
La legge 199/2025 ha modificato, ancora per un anno, le aliquote ordinarie al fine di sostenere contribuenti e imprese edili. Per le spese sostenute nel corso del 2026, l’entità del rimborso varia in base alla tipologia di immobile.
Per chi acquista da impresa, la detrazione si calcola su un importo forfettario pari al 25 per cento del prezzo di vendita comprensivo di Iva. Dal 2027, l’aliquota del bonus ristrutturazioni scenderà al 30 per cento per le seconde case e al 36 per cento per l’abitazione principale.
Quali sono le nuove regole per i bonus edilizi nel 2026?

Le modalità di fruizione del bonus sulle ristrutturazioni edilizie hanno subìto restrizioni importanti rispetto al passato. Innanzitutto, per gli interventi previsti dall’articolo 16-bis del Tuir, non è più possibile optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito d’imposta, salvo rari casi previsti dalle deroghe normative. Pertanto, la detrazione avviene quasi esclusivamente in modo diretto nella dichiarazione dei redditi. Restano comunque vigenti alcune disposizioni per le cessioni residue, che possono essere effettuate verso:
- banche e intermediari finanziari;
- società appartenenti a un gruppo bancario;
- imprese di assicurazione autorizzate.
È fondamentale conservare i bonifici parlanti e le abilitazioni amministrative per fruire dell’incentivo. Infine, si segnala che la sostituzione di gruppi elettrogeni di emergenza con modelli a gas di ultima generazione mantiene una detrazione specifica del 50 per cento.





