Gli eventi mondiali più attesi del 2026, dalle Olimpiadi al G7 in Francia

Il 2025 è già storia. L’anno appena concluso ci ha lasciato in eredità alcuni grandi eventi che hanno, in vari modi, segnato la quotidianità dell’intera popolazione. Basti pensare alla morte del pontefice Francesco, cui è seguita la nomina di Papa Leone XIV, proprio nell’anno del Giubileo. Negli Stati Uniti si è assistito invece al secondo insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, eletto nel novembre precedente ma entrato ufficialmente in carica a gennaio. Proiettando lo sguardo verso il futuro, il 2026 si preannuncia ricco di appuntamenti: ecco i più importanti.

Gli eventi mondiali più attesi del 2026

La fine del Giubileo è in programma il 6 gennaio

Fra i primi grandi eventi del 2026 c’è la conclusione del Giubileo universale ordinario della Chiesa cattolica, noto anche come Giubileo della Speranza. L’anno santo, inaugurato da Papa Francesco con l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano, terminerà infatti il 6 gennaio con una cerimonia guidata da Leone XIV: alle ore 9.30, il pontefice celebrerà il rito e la Messa in Vaticano. Sarà possibile seguire il tutto in diretta su Rai 1 e Tv2000.

Milano-Cortina 2026, al via i XXV Giochi olimpici invernali

Gli eventi mondiali più attesi del 2026, dalle Olimpiadi al G7 in Francia
I loghi di Olimpiadi e Paralimpiadi a Cortina (Imagoeconomica).

Esattamente un mese dopo la fine del Giubileo sarà il turno dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, XXV edizione della storia. La cerimonia di apertura si terrà allo stadio San Siro con performance di star del calibro di Laura Pausini e Mariah Carey la sera di venerdì 6 febbraio, che aprirà due settimane di gare fino al 22. Coinvolte anche Bormio, Livigno e Predazzo, che ospiteranno alcune discipline tra cui lo sci alpino maschile. Esattamente un mese dopo, il 6 marzo, inizieranno i Giochi paralimpici che termineranno il 15 dello stesso mese.

Il G7 in Francia al confine con la Svizzera

La Francia ospiterà il prossimo vertice del G7. La 52esima edizione dell’annuale vertice si terrà infatti nella località termale alpina di Evian-les-Bains dal 14 al 16 giugno, come annunciato dal presidente e padrone di casa Emmanuel Macron. Situata in Alta Savoia, la località sorge vicino al confine con la Svizzera, sulle rive del lago di Ginevra. Per la cittadina sarà un ritorno delle superpotenze mondiali, in quando aveva ospitato il G8 nel 2003: gli incontri fra i leader avverranno nell’Hotel Royal.

I primi Mondiali di calcio a 48 squadre

Grande attesa anche per la Coppa del mondo Fifa 2026. Si giocherà dall’11 giugno al 19 luglio in Usa, Messico e Canada: sarà la prima edizione in tre nazioni diverse nonché la prima con ben 48 squadre partecipanti invece delle canoniche 32, per un totale di 104 partite. La prima si disputerà a Città del Messico, presso lo storico impianto dello Stadio Azteca, mentre la finale sarà ospitata negli Usa nel MetLife Stadium di New York. Ancora incerta la partecipazione degli Azzurri: la nostra Nazionale sarà in campo il 26 marzo contro l’Irlanda del Nord nella semifinale dei playoff, con eventuale finale pochi giorni dopo contro una fra Galles e Bosnia.

I 250 anni dalla firma della Dichiarazione d’indipendenza americana

Come ogni anno, il 4 luglio gli Stati Uniti festeggeranno il Giorno dell’Indipendenza. Nel 2026 cadrà tuttavia un anniversario particolare, in quanto saranno trascorsi esattamente 250 anni dalla firma della Dichiarazione nel 1776 che diede di fatto vita alla nazione. Un evento unico che il presidente Donald Trump, 47esimo della storia, ha intenzione di iniziare a festeggiare già nei mesi di avvicinamento, tanto da aver creato un’apposita task force per la promozione e la pianificazione di ogni dettaglio. Previsto, tra le altre cose, un incontro di arti marziali miste alla Casa Bianca.

Nel 2026 ci sarà anche un’eclissi solare totale, parziale in Italia

Gli eventi mondiali più attesi del 2026, dalle Olimpiadi al G7 in Francia
Un’eclissi solare parziale in Italia (Ansa).

Tutti con il naso all’insù il 12 agosto, quando si verificherà uno degli eventi astronomici più attesi e affascinanti degli ultimi anni. Sopra i cieli di Groenlandia, Islanda, Spagna settentrionale e Portogallo sarà visibile infatti un’eclissi solare totale, la prima in Europa a più di 25 anni dall’ultima volta. In Italia sarà solo parziale, con la copertura del disco che varierà a seconda della posizione nella penisola. Più fortunati al Nord, con città come Milano, Torino, Venezia e Bologna che vedranno il 90 per cento del Sole oscurato, con picco massimo alle 20.20. Scendendo al Sud, la frazione scenderà al 45 per cento di Napoli e il 69 di Roma.

Le elezioni di Midterm negli Stati Uniti d’America

Gli eventi mondiali più attesi del 2026, dalle Olimpiadi al G7 in Francia
Donald Trump (Ansa).

Oltre al G7, tra gli appuntamenti politici più attesi del 2026 ci sono anche le elezioni di Midterm negli Stati Uniti, cruciali per ridisegnare l’equilibrio di potere al Congresso e influenzare così la capacità del presidente in carica di attuare la sua agenda politica per i successivi due anni. Tutti i cittadini Usa si recheranno alle urne il 3 novembre per il consueto medio termine in cui si voterà per i 435 seggi della House of Representatives e 35 seggi (su 100) del Senato. Nella stessa data si voterà per 39 elezioni governative statali e territoriali.

La nuova conferenza sul clima farà tappa in Turchia

Nel 2026 si terrà anche la nuova edizione della Conferenza delle Nazioni Unite sul clima. La Cop 31 si svolgerà dal 9 al 20 novembre in Turchia, ad Antalya, ma sarà l’Australia a guidare i negoziati, tanto che il pre-summit avrà luogo in uno stato insulare del Pacifico. A metà novembre 2025 le due nazioni hanno finalmente posto fine allo stallo diplomatico di circa un anno e proseguito anche durante la Cop 30 di Belém.

La sonda Voyager 1 arriverà a un anno luce dalla Terra

L’eclissi solare totale in Europa sarà solo uno dei grandi appuntamenti astronomici dell’anno. Stando agli ultimi studi, il 15 novembre la sonda Voyager 1, lanciata nel 1977, sarà distante un anno luce da noi. A circa 26 miliardi di chilometri, sarà l’oggetto artificiale più lontano dalla Terra segnando una vera pietra miliare per la ricerca spaziale. Già suoi diversi record, tra cui quello di essere stato il primo a entrare nello spazio interstellare. È verosimile che la Nasa organizzi una diretta streaming per poter seguire l’evento con il commento di numerosi esperti.

Morte di Aurora Livoli, c’è un indagato

A distanza di diversi giorni dal ritrovamento del corpo della 19enne Aurora Livoli in un cortile di via Paruta, a Milano, spunta il primo indagato. Secondo quanto ricostruito si tratta di un uomo di 57 anni, peruviano. I carabinieri lo hanno fermato il giorno dopo al ritrovamento per una tentata rapina commessa poco prima del presunto incontro con la giovane. Il cadavere è stato trovato all’alba del 29 dicembre. Soltanto il 30 è però stato identificato, grazie a un’immagine della ragazza estrapolata dai filmati di videosorveglianza. Secondo quanto riportato da Open, dell’uomo ha parlato lo zio della giovane, che all’agenzia La Presse ha rivelato: «Abbiamo saputo che è in stato di fermo un cittadino peruviano che è stato indagato per articolo 575 del codice penale e quindi omicidio volontario».

Avs e Amnesty contro il governo per il volo di Netanyahu sull’Italia

Amnesty International ha attaccato l’Italia e il governo Meloni per non aver adottato nessuna misura contro l’aereo che ha attraverso il Paese e con a bordo Benjamin Netanyahu. Il premier israeliano ha raggiunto gli Stati Uniti e poi è tornato in Israele. In entrambi i casi il suo aereo è passato attraverso lo spazio aereo italiano, secondo quanto denunciato da Amnesty e dalla campagna Last Day of Gaza. Da qui l’attacco di Amnesty. L’associazione ha spiegato come l’Italia, in virtù dello Statuto di Roma, avrebbe dovuto cooperare con la Corte penale internazionale. «La giustizia internazionale non è selettiva e non può dipendere da valutazioni politiche», è stato il commento.

Avs: «Italia complice di Netanyahu»

Così anche Last Day of Gaza: «Mentre vengono bloccati gli aiuti e colpita la popolazione civile un leader sotto accusa per crimini internazionali sorvola indisturbato l’Europa». Il tracciamento del velivolo, denominato Wing of Zion, rappresenta «un simbolo dell’inazione degli Stati che si proclamano difensori del diritto internazionale». Poi un monito: «Se le regole valgono solo per alcuni allora il sistema di giustizia internazionale perde credibilità. Proprio nel momento in cui sarebbe più necessario».

E mentre il governo non ha commentato né spiegato il perché dell’autorizzazione, è arrivato anche l’attacco di Avs. Sinistra italiana, infatti, ha criticato la premier: «Meloni e il governo italiano violano la legge internazionale e permettono a questo criminale di violare e attraversare lo spazio aereo italiano. Rendendo il nostro paese ancora più complice dei crimini indicibili di cui si sta macchiando il governo israeliano».

Su chi si punta a L’Espresso per il dopo Carelli: le pillole del giorno

Grandi manovre in tutti i settori dell’editoria italiana. All’appello, oltre ai big, ai “giornaloni” che fanno tendenza e vendono ancora copie (e c’è anche un trasferimento digital, cioè Francesca Milano che lascia Chora Media per andare in un quotidiano online) non può mancare un settimanale con uno storico passato, oggi appannato, come L’Espresso. I rumors indicano un cambio di rotta, quest’anno, all’insegna dello svecchiamento. L’intenzione sembra quella di dare una “scossa” alla testata. A maggio 2026 scade infatti il contratto del direttore Emilio Carelli, classe 1952, che proprio in quel mese festeggerà i suoi 74 anni: figlio di Guglielmo, storico dirigente della Rai, nella sua lunga vita professionale che ormai tocca oltre mezzo secolo è stato a Mediaset, grazie alla fiducia di Fedele Confalonieri, quindi a Sky, con il rampollo Murdoch. Non si è perso nemmeno l’esperienza da parlamentare del Movimento 5 stelle, quando lo “spin doctor” era Rocco Casalino. Alla fine Carelli è rientrato nel mondo del giornalismo, per la sorpresa di molti, ma presto per lui dovrebbe arrivare il momento di godersi le pensioni accumulate. Per il futuro in molti puntano su un giovane, dinamico, con voglia di scommettere, pronto a confermarsi ancora di più nel settore digitale: il profilo è quello di Felice Florio, attualmente responsabile del sito, già giornalista politico a Open sotto la guida di Franco Bechis, che è sempre uno dei più esperti “inchiestisti” presenti sulla piazza giornalistica. Per il barese Florio, nato nel 1993, c’è aria di promozione, e qualcuno si spinge addirittura a prefigurare per lui un futuro, anche molto prossimo, alla conduzione de L’Espresso. L’idea sarebbe quella di virare su una versione del settimanale senza carta, abbattendo così i costi di produzione. Non resta che attendere la prossima primavera.

Su chi si punta a L’Espresso per il dopo Carelli: le pillole del giorno
Emilio Carelli (foto Imagoeconomica).

Aridatece Silvio, dicono a Mediaset

«Gli manca l’empatia», dicono a Mediaset parlando di Pier Silvio Berlusconi. E subito dopo, quasi in coro, tutti sospirano: «Aridatece Silvio». La gestione del cosiddetto “affaire Alfonso Signorini” sta preoccupando molti storici volti del Biscione, tanto che qualcuno è stato sentire mentre commentava: «Se fosse stato ancora vivo il Cavaliere, non sarebbe accaduto tutto questo. Lui avrebbe risolto la questione». Come? A questa domanda, però, nessuno risponde…

Su chi si punta a L’Espresso per il dopo Carelli: le pillole del giorno
Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente e amministratore delegato di Mfe-Mediaset (foto Ansa).

Addio a Valentino Martelli, il senatore con la Rolls Royce

A 82 anni se n’è andato Valentino Martelli, cardiochirurgo di chiara fama che per tre volte è stato senatore: arrivava a Palazzo Madama in Rolls Royce, e ogni volta era una festa. Un personaggio d’altri tempi: sardo di Laconi, era il figlio dell’amministratore della Bastogi, e dopo una gioventù spensierata a Cagliari, conquistata la laurea in medicina partì per il Regno Unito, dove trovò il successo professionale e tante amicizie di altissimo livello. A cominciare da quella con Maria Gabriella di Savoia e tante altre teste coronate. Diventò il “playboy italiano” di Londra, oltre che il medico più ricercato per la sua bravura, e quando tornò in Italia la sua villa fu acquistata dallo scrittore Ken Follett. Il legame fortissimo con Francesco Cossiga lo portò a entrare nell’Udr, diventando sottosegretario agli Esteri con il primo governo di Massimo D’Alema. Un’antica amicizia, quella con il presidente sardo: sfogliando l’agenda del Quirinale, visibile nel portale storico della presidenza della Repubblica, alla data del 3 ottobre 1985 si legge che nelle “udienze” della giornata Cossiga incontrò prima Martelli, poi il presidente dell’Efim Stefano Sandri, quindi il direttore generale della Rai Biagio Agnes e infine Giuliano Amato, allora sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio. Con la morte di Martelli scompare davvero un’epoca: il 10 gennaio a Roma verrà ricordato con una messa, nella basilica di San Lorenzo in Lucina, con la moglie Mirella e il figlio Dario.

Su chi si punta a L’Espresso per il dopo Carelli: le pillole del giorno
Su chi si punta a L’Espresso per il dopo Carelli: le pillole del giorno
Su chi si punta a L’Espresso per il dopo Carelli: le pillole del giorno

La storica enoteca romana Bernabei va in tilt

Clamorosa débâcle natalizia della Bernabei, la storica enoteca romana famosa per la bontà dei prezzi e la puntualità del servizio online che in due giorni evade gli ordini in tutta Italia, e addirittura in 24 ore quelli su Milano e Roma. Un meccanismo perfetto, che suscitava l’invidia dei concorrenti, ma che durante le feste è andato completamente in tilt. Vuoi per il sovraccarico degli ordini, vuoi perché il corriere Bartolini, cui Bernabei si affida per le spedizioni, si è trovato intasato di consegne, sta di fatto che molti utenti del sito hanno visto i loro regali non recapitati per tempo. Risultato? Call center preso d’assalto, mail di protesta inevase, clienti inferociti per la brutta figura patita con i destinatari dei loro pacchi dono.

Ucraina, Zelensky nomina Budanov nuovo capo dell’ufficio presidenziale

Volodymyr Zelensky ha nominato Kyrylo Budanov, finora alla guida dell’intelligence militare, nuovo capo dell’Ufficio del presidente dell’Ucraina: prende il posto di Andriy Yermak, che è stato costretto a dimettersi per il coinvolgimento nel vasto scandalo-corruzione che ha scosso il Paese. «L’Ucraina necessita di maggiore attenzione alle questioni di sicurezza, allo sviluppo delle Forze di Difesa e di Sicurezza ucraine, nonché al percorso diplomatico dei negoziati, e l’Ufficio del Presidente servirà principalmente all’adempimento di questi compiti del nostro Stato», ha spiegato Zelensky su X, aggiungendo che Budanov «ha esperienza specialistica in questi settori e la forza sufficiente per produrre risultati».

Maduro ha detto di essere pronto a parlare con Trump di lotta ai narcos e petrolio

Il Venezuela è aperto a negoziare un accordo con gli Stati Uniti per combattere il narcotraffico, così da porre fine a mesi di ostilità da parte dell’amministrazione di Donald Trump. Lo ha dichiarato il presidente Nicolás Maduro in un’intervista trasmessa dalla televisione di Stato, ribadendo che il vero obiettivo del massiccio dispiegamento militare Usa nel Mar dei Caraibi è rovesciare il suo governo, al fine di avere facile accesso alle vaste riserve petrolifere venezuelane. «Se vogliono discutere seriamente di un accordo per combattere il narcotraffico, siamo pronti. Se vogliono il petrolio, il Venezuela è pronto agli investimenti statunitensi, come con la Chevron, quando vogliono, dove vogliono e come vogliono», ha detto Maduro. Che si è rifiutato di commentare il recente attacco condotto dalla Cia con droni in un’area di attracco venezuelana che l’Amministrazione Trump ritiene sia stata utilizzata dai cartelli della droga.

Droni sulla residenza di Putin, Mosca: «Fornite le prove agli Usa»

La Russia afferma di aver trasmesso alle autorità statunitensi i dati ricavati dai sistemi di navigazione di un drone che, secondo Mosca, era diretto verso la residenza del presidente Vladimir Putin. Il ministero della Difesa ha spiegato che le informazioni sono state estratte dagli apparati elettronici del velivolo e analizzate da specialisti dei servizi di sicurezza. A riferirlo è stato Igor Kostyukov, capo della Direzione generale dello Stato maggiore, citato dall’agenzia Ria Novosti: «La decodifica della memoria dei controllori di navigazione del drone, eseguita da specialisti dei servizi speciali, conferma inequivocabilmente che l’obiettivo dell’attacco era il complesso della residenza presidenziale. Riteniamo che questo passo risolva tutti i dubbi e faciliti l’accertamento della verità».

Kyiv: «La Russia diffonde fake news per arrivare a ulteriore escalation»

Intanto secondo quanto riportato da Rbc, gli 007 di Kyiv sostengono che Mosca starebbe diffondendo versioni costruite ad arte per giustificare una nuova escalation. «L’operazione è di natura globale. Dopo il cosiddetto attacco alla residenza del presidente russo Vladimir Putin, stiamo registrando la diffusione da parte del Cremlino di nuove informazioni inventate e pretestuose per preparare il pubblico russo e straniero a un’ulteriore escalation», affermano i servizi ucraini. La finestra temporale indicata sarebbe intorno al 7 gennaio e il possibile obiettivo un luogo religioso o un sito di forte valore simbolico, in Russia o nei territori ucraini occupati. Per attribuire la responsabilità a Kyiv, verrebbero utilizzati rottami di droni occidentali, fatti arrivare dalla linea del fronte. Secondo il Foreign Intelligence Service, «Sfruttare la paura e compiere atti terroristici con vittime umane sotto falsa bandiera corrisponde pienamente allo stile operativo dei servizi segreti russi».

Laura Pausini alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026

La cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026 si arricchisce di una nuova grande protagonista. Sul palco di San Siro ci sarà infatti anche Laura Pausini, icona della musica italiana nel mondo e divenuta ambasciatrice di un linguaggio universale che emoziona e unisce le generazioni. Come si legge nella nota ufficiale dei Giochi olimpici, la 51enne artista di Faenza incarna «in modo autentico il concetto di Armonia», elemento centrale della cerimonia in programma il 6 febbraio al Meazza di Milano. «La sua musica rappresenta un punto di incontro tra tradizione e contemporaneità, tra radici italiane e respiro internazionale». Pausini sarà protagonista di un momento «fortemente iconico e dal grande coinvolgimento emotivo, offrendo al pubblico un’emozione collettiva spettacolare».

Milano-Cortina 2026, non solo Laura Pausini: le altre star alla cerimonia

Laura Pausini si aggiunge quindi a un ricco parterre di star che animeranno la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. Sul palco di San Siro ci sarà infatti anche Mariah Carey, superstar internazionale pronta a emozionare tutti con alcuni dei suoi successi che rappresentano «l’unione tra culture, creatività e partecipazione». In scena anche Pierfrancesco Favino, il cui ruolo nella cerimonia sarà «un omaggio all’armonia dei territori e al dialogo tra città e montagna». La sua interpretazione di un testo sarà accompagnata dalle partiture originali del violinista Giovanni Zanon. In scaletta anche una performance di Sabrina Impacciatore, attrice capace di conquistare il mondo grazie a serie come The White Lotus e The Paper, spin-off di The Office. Al Meazza offrirà al pubblico «un momento di intensa suggestione».

Laura Pausini alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026
Pierfrancesco Favino a Venezia (Ansa).

Francesca Milano lascia Chora News: ecco dove andrà

Primi movimenti del 2026 nel mondo del giornalismo digitale. Francesca Milano, direttrice responsabile di Chora News, classe 1980, ha annunciato il suo addio ufficiale alla podcast company fondata nel 2020 da Mario Calabresi e che si era fusa formalmente con Will Media a gennaio 2024. Lo ha fatto salutando direttamente gli ascoltatori del podcast di rassegna stampa mattutina Seietrenta, che conduceva settimanalmente assieme ad altri giornalisti, a rotazione. Lascia dopo cinque anni. Ma per andare dove?

Ad attenderla c’è un posto da vicedirettrice a Open, il giornale online fondato da Enrico Mentana a dicembre 2018 e attualmente diretto (dal 2023) dal 62enne Franco Bechis, ex, tra gli altri, di Milano Finanza, Il Tempo, Italia Oggi e Libero, che su Open si firma spesso con lo pseudonimo (nonché anagramma) Fosca Bincher.

L’indizio social dal profilo Instagram di Open

Milano affianca dunque Sara Menafra, altra vicedirettrice, e prende il posto di Serena Danna, che si è (temporaneamente) trasferita negli Stati Uniti per seguire il compagno e giornalista Andrea Marinelli. Un doppio indizio social era già stato notato dagli osservatori più attenti il 18 dicembre 2025, in occasione del settimo anniversario della nascita di Open: per celebrarlo, il profilo Instagram del giornale online aveva pubblicato una foto con tutta la redazione riunita, in cui sbucava appunto (a sorpresa) Francesca Milano e si notava l’assenza di Serena Danna, che aveva commentato con un cuoricino.

Francesca Milano lascia Chora News: ecco dove andrà
La redazione di Open e, nel tondino rosa, Francesca Milano.

Francesca Milano in passato ha lavorato per 15 anni al Sole 24 Ore, prima al quotidiano cartaceo e poi al sito, dove si è occupata dei social network e dei podcast.

Primo sbarco del 2026 a Lampedusa: arrivati 30 sudanesi

Primo sbarco di migranti dell’anno a Lampedusa, dove sono giunti 30 sudanesi: erano a bordo di un gommone di otto metri, che è stato soccorso dalla motovedetta V1104 della Guardia di finanza. I migranti, trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola che era vuoto, hanno raccontato di essere salpati da Sorman, in Libia, e di aver pagato l’equivalente di 950 euro per la traversata.

Aumenti stipendi in Manovra 2026: a medici e infermieri fino a 3 mila euro

La Manovra 2026 stanzia 2,4 miliardi di euro aggiuntivi per la sanità, puntando sugli aumenti degli stipendi di medici e infermieri. Grazie al potenziamento dell’indennità di specificità, infatti, si stima un ritocco delle buste paga dei medici per il 2026 di circa 3 mila euro lordi annui, mentre quello degli infermieri si fermerà a poco più della metà. Nonostante gli aumenti, i sindacati protestano per i tempi legati ai rinnovi contrattuali. Le retribuzioni del personale sanitario nella legge di Bilancio 2026, insieme alle assunzioni programmate, restano dunque al centro del dibattito.

Quali sono gli aumenti previsti nella Manovra 2026 per medici e infermieri?

Aumenti stipendi in Manovra 2026: a medici e infermieri fino a 3 mila euro
Busta paga (Ansafoto).

Le risorse stanziate intervengono direttamente sulla voce dell’indennità di specificità. Grazie al ritocco del fondo sanitario nella Manovra 2026, l’aumento delle retribuzioni dei medici raggiungerà circa 3.000 euro lordi durante l’anno, pari a circa 230 euro al mese. Parallelamente, gli aumenti in busta paga per gli infermieri si attesteranno sui 1.630 euro lordi l’anno, pari a 125 euro al mese. Le cifre sommano i fondi stanziati dal governo guidato da Giorgia Meloni in due diverse leggi di Bilancio. Sul fronte occupazionale, si prevedono circa 7.000 nuovi ingressi, tra cui 6.300 infermieri e meno di un migliaio di medici.

Quando ci saranno gli aumenti in busta paga per il personale sanitario?

Nonostante la conferma dello stanziamento delle risorse, i tempi per l’erogazione non si preannunciano immediati. Dalle ultime notizie che circolano, medici e infermieri dovranno attendere il rinnovo dei contratti del triennio 2025-2027 per ritrovare gli aumenti in busta paga. Poiché il precedente accordo 2022-2024 è stato siglato solo di recente, l’iter burocratico richiederà ancora del tempo prima che i benefici siano visibili nel cedolino. Resta comunque la possibilità per le Regioni di incrementare la parte variabile delle retribuzioni per chi opera nei reparti di pronto soccorso.

Non solo aumenti: in Manovra 2026 il piano assunzioni di medici e infermieri

Aumenti stipendi in Manovra 2026: a medici e infermieri fino a 3 mila euro
Tessera sanitaria e ricettario, nuove modalità di prossimità delle farmacie (Imagoeconomica).

`Oltre agli interventi sulle retribuzioni, la Manovra 2026 delinea un piano di potenziamento dell’organico che autorizza l’immissione in servizio di oltre 7 mila nuovi professionisti, con una netta prevalenza per il comparto infermieristico (6.300 unità) rispetto a quello medico. Sul fronte della governance, viene introdotto un sistema di audit obbligatorio per le Regioni inadempienti rispetto ai livelli essenziali di assistenza (Lea) al fine di incentivare l’adeguamento degli standard qualitativi. Alcune novità riguardano anche il settore farmaceutico: il tetto per gli acquisti diretti sale al 15,65 per cento, mentre viene abolito il payback sulla spesa convenzionata. Parallelamente, si punta sulla prossimità con la stabilizzazione della «farmacia dei servizi», che permetterà ai cittadini di effettuare esami diagnostici di base (come ECG e holter) direttamente sul territorio. Infine, la Manovra estende fino al 2029 la deroga sui titoli di studio per i sanitari extra-UE, facilitando il reclutamento in contesti di emergenza.`

Fastweb incorpora Vodafone Italia: nasce un nuovo leader Tlc

Dopo la fusione per incorporazione deliberata delle rispettive assemblee degli azionisti, Fastweb e Vodafone Italia sono diventate un’unica società: il primo gennaio 2026 è nata infatti Fastweb Spa. L’operazione, come si legge in una nota ufficiale, rappresenta «un nuovo capitolo per il mercato delle telecomunicazioni in Italia e dà vita a un operatore di primo piano a livello nazionale». Per quanto riguarda il profilo commerciale, invece, continueranno a essere utilizzati i brand Fastweb, Vodafone e ho., mentre per l’identità aziendale si userà ancora il corporate Fastweb + Vodafone.

Fastweb incorpora Vodafone Italia: nasce un nuovo leader Tlc
Walter Renna, Ceo di Fastweb + Vodafone (Imagoeconomica).

Fastweb e Vodafone Italia, i dati e la copertura mobile e rete fissa

Con più di 20 milioni di linee mobili e 5,8 milioni di linee fisse, Fastweb si afferma come il principale operatore infrastrutturato d’Italia, forte anche di oltre 20 mila siti radiomobili capaci di coprire l’87 per cento della popolazione nazionale in 5G. L’azienda conta anche una rete fissa proprietaria di oltre 74 mila chilometri, di cui più del 50 per cento in fibra Ftth, che garantisce una copertura capillare con le migliori prestazioni in termini di stabilità e latenza. Il comunicato ufficiale ha ribadito ancora una volta come il processo di integrazione abbia costituito l’esito della «più rilevante operazione di consolidamento realizzata negli ultimi anni nel mercato delle telecomunicazioni in Italia». A seguito della fusione, Fastweb continuerà nella propria strategia di creazione di valore per il mercato, investendo in infrastrutture e nell’innovazione tecnologica con lo scopo di divenire il punto di riferimento per la trasformazione digitale del Paese.

Cos’è il flashover, il possibile fenomeno dietro la strage di Crans-Montana

Nel bar Le Contellation di Crans-Montana, devastato dall’incendio nella notte di Capodanno, le autorità del Canton Vallese hanno indicato tra le ipotesi principali il verificarsi di un flashover, forse partito da candeline scintillanti poste su bottiglie di champagne e sollevate verso il soffitto. Il flashover è uno fenomeni più pericolosi negli incendi in ambienti chiusi e aiuta a capire perché, in certi casi, le fiamme sembrano esplodere all’improvviso e in modo ampio, senza lasciare molte possibilità di fuga. L’ultimo bilancio aggiornato della strage in Svizzera è di 47 vittime e un centinaio di feriti, gran parte dei quali in condizioni critiche.

Come si crea un flashover e perché è così pericoloso

Il flashover indica il passaggio rapidissimo da un incendio circoscritto a un incendio che coinvolge l’intero ambiente. Tutto può partire da una sorgente piccola e apparentemente gestibile, come una candelina. Le fiamme e il calore tendono a salire e si accumulano sotto il soffitto, dove si concentrano anche i fumi e i gas prodotti dalla combustione. In uno spazio chiuso, senza un adeguato ricambio d’aria, la temperatura cresce molto rapidamente fino a raggiungere diverse centinaia di gradi. Quando il calore accumulato diventa sufficiente, si verifica il cosiddetto salto di fase: i materiali presenti nel locale – tavoli, tende, arredi, rivestimenti – non prendono fuoco in modo progressivo, ma quasi simultaneamente. L’irraggiamento termico li fa degradare e rilasciare grandi quantità di gas infiammabili che, in presenza di ossigeno, si accendono nello stesso istante. In pochi secondi l’intero ambiente viene avvolto dalle fiamme, spesso con fiammate estremamente violente, in grado di rompere i vetri e di dare l’impressione di un’esplosione. Il flashover è particolarmente micidiale per tre motivi: il tempo di reazione si riduce a pochi minuti, o anche meno; le temperature diventano rapidamente insostenibili per chi non è protetto; e fumo e gas tossici aumentano di colpo, rendendo l’aria irrespirabile e la visibilità quasi nulla.

Mondo Convenienza, Filippo Palombini alla guida delle Risorse Umane

Mondo Convenienza, leader nel settore arredamento e distribuzione organizzata, ha nominato Filippo Palombini come nuovo direttore delle Risorse Umane. Prima di entrare in Mondo Convenienza, Palombini ha ricoperto per nove anni il ruolo di Responsabile Risorse Umane e Organizzazione in TPER SpA, azienda del trasporto pubblico emiliano. In precedenza aveva ricoperto lo stesso ruolo per SDA Express Courier e PosteMobile. Parallelamente ha operato come consigliere di amministrazione in realtà come TPB Scarl e Fondo Salute Trasporto Pubblico Locale.

Clooney risponde all’attacco di Trump sulla cittadinanza francese

George Clooney è diventato un cittadino francese. Assieme a lui anche la moglie Amal e i due gemelli di otto anni, Alexander ed Ella. Una decisione che la coppia ha preso anche in funzione della maggior privacy che possono garantire ai figli, lontani dai riflettori e dai paparazzi di Hollywood. La notizia ha tuttavia scatenato una dura reazione di Donald Trump, che in un post su Truth ha attaccato l’attore, definendolo «un uomo comune» che sa solo lamentarsi e che ha realizzato solo «film mediocri». A poche ore di distanza è arrivata anche la replica dello stesso premio Oscar.

George Clooney, l’attacco di Donald Trump sui social

Il presidente americano si era espresso proprio l’ultimo giorno dell’anno con un lungo post su Truth Social. «Buone notizie! George e Amal Clooney, due dei peggiori pronosticatori politici di sempre, sono diventati ufficialmente cittadini della Francia, che è, tristemente, nel bel mezzo di un enorme problema criminale a causa del loro trattamento assolutamente orrendo dell’immigrazione, come quello che abbiamo avuto sotto Sleepy Joe Biden», ha scritto il tycoon. «Clooney ha ottenuto più pubblicità dalle sue idee politiche che per i suoi pochissimi e totalmente mediocri film. Non è mai stato una star del cinema, era solo un tipo comune che si lamentava, costantemente, del buon senso in politica. Make America Great Again!».

Clooney risponde all’attacco di Trump sulla cittadinanza francese
Il post di Trump su George Clooney (Truth).

La replica dell’attore al tycoon

Immediata la replica dello stesso Clooney, che ha rilasciato una breve dichiarazione all’Hollywood Reporter. «Sono totalmente d’accordo con l’attuale presidente», ha detto l’attore. «Dobbiamo rendere l’America di nuovo grande. Inizieremo a novembre». Il riferimento è alle elezioni di midterm, fondamentali per ridisegnare l’equilibrio di potere al Congresso e influenzare così la capacità del presidente in carica di attuare la sua agenda politica per i successivi due anni. George Clooney, d’altronde non ha mai fatto mistero, come gran parte di Hollywood, del suo pensiero nei confronti di Donald Trump. Parlando alla Cbs per presentare il suo Jay Kelly si era riferito al tycoon come a «un grosso fessacchiotto» di cui tuttavia non gli importa: «Il mio lavoro non è compiacere il presidente degli Stati Uniti, ma dire la verità quando ne ho l’opportunità».

Crans-Montana: «Tra le vittime anche il 17enne Emanuele Galeppini»

Tra le vittime della strage di Capodanno a Crans-Montana c’è anche il 17enne Emanuele Galeppini, promessa del golf che risultava nella lista dei dispersi. Lo ha annunciato sui social la Federazione Italiana Golf: «In questo momento di grande dolore, il nostro pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Emanuele, rimarrai per sempre nei nostri cuori». Nato a Genova ma da anni residente a Dubai con la famiglia, Galoppini – che continuava a tornare in Europa per le vacanze – nel 2023 aveva riportato il Circolo Golf e Tennis Rapallo sul podio del Campionato Italiano Under 14. Ad aprile si era aggiudicato l’Omega Dubai Creek Amateur Open. Determinante per il riconoscimento di Galeppini il ritrovamento nel locale Le Constellation de suo telefono cellulare. «Per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del dna», ha detto all’Adnkronos lo zio Sebastiano Galeppini.

Brasile, Bolsonaro torna in carcere dopo le operazioni

Jair Bolsonaro è rientrato nel quartier generale della Polizia federale di Brasilia, dove sta scontando una condanna a 27 anni per il tentato golpe, dopo la fine del ricovero ospedaliero durato otto giorni. L’ex presidente brasiliano, in carica tra il 2019 e il 2022, era stato trasferito in ospedale il 24 dicembre con il via libera della Corte suprema per sottoporsi a un intervento chirurgico finalizzato alla correzione di due ernie inguinali. L’operazione, eseguita il giorno successivo senza complicazioni, ha segnato la prima uscita dal luogo di detenzione in cui Bolsonaro si trova dallo scorso novembre.

Il ritorno il carcere dopo il no agli arresti domiciliari

Durante la degenza, i medici hanno effettuato altri tre interventi per tentare di alleviare il singhiozzo persistente che lo affligge da mesi, oltre a un’endoscopia che ha riscontrato esofagite e gastrite. Secondo i sanitari, le condizioni generali dell’ex capo di Stato restano stabili, anche se il disturbo non è stato risolto. I problemi di salute di Bolsonaro sono legati anche alle conseguenze della coltellata all’addome subita nel 2018 durante una manifestazione elettorale. Il rientro in custodia è avvenuto dopo che il giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes ha respinto, come già due settimane prima, la richiesta della difesa di concedere gli arresti domiciliari per motivi umanitari dopo le dimissioni dall’ospedale, rilevando che non sono stati presentati «nuovi fatti che possano annullare le ragioni della decisione di respingere la richiesta di arresti domiciliari umanitari emessa il 19 dicembre 2025».

Pier Andrea Chevallard nuovo ceo di Tinexta

Tinexta, azienda italiana che eroga servizi nei settori del digital trust, cybersecurity e business innovation, ha annunciato la nomina di Pier Andrea Chevallard come nuovo amministratore delegato. Il rinnovato cda ha inoltre confermato la presenza di amministratori indipendenti e ha istituito i principali comitati endoconsiliari.

Per Tinextra è in arrivo il delisting da Piazza Affari

La nomina di Chevallard, figura di spicco del panorama istituzionale e imprenditoriale italiano, si inserisce in una fase di profondo cambiamento per la società: Zinc BidCo, veicolo indirettamente controllato dai fondi Advent International e Nextalia, ha acquistato il 38,74 per cento del capitale societario, operazione che fa scattare l’offerta pubblica di acquisto obbligatoria sulle restanti azioni a 15 euro per titolo, finalizzata all’uscita da Piazza Affari.

Zalone domina anche Capodanno: è nella Top 10 dei maggiori incassi di sempre

Buen Camino continua la sua corsa. Il nuovo film di Checco Zalone, diretto da Gennaro Nunziante, continua a macinare incassi e a infrangere record, confermandosi ancora una volta come un vero e proprio fenomeno popolare del nostro cinema. Con 5,1 milioni di euro guadagnati il primo gennaio, ha sfiorato il record assoluto per un Capodanno nelle sale italiane, fermandosi al terzo posto dietro solo a Tolo Tolo e Quo Vado?, entrambi però al debutto. Superati i 41 milioni di euro complessivi dal giorno dell’uscita: in appena una settimana, grazie a più di 5 milioni di spettatori, ha totalizzato ben 41.197.191 euro. Alle spalle del comico pugliese resiste ancora Avatar: Fuoco e cenere che, con altri 771 mila euro, è salito a 18 milioni complessivi.

Zalone punta al record: Buen Camino può superare Quo Vado?

Grazie all’incredibile prima settimana, Buen Camino è già entrato nella Top 10 dei maggiori incassi della storia del cinema italiano. Il nuovo film di Zalone è attualmente nono, essendosi lasciato alle spalle titoli del calibro di La vita è bella (31,2 milioni) e C’è ancora domani (36,9 milioni). Sembra ormai alla portata anche il podio, occupato sempre da un suo lungometraggio, Sole a catinelle, che nel 2013 riuscì a issarsi fino a 51,9 milioni e superare per poche migliaia di euro Titanic. Non è inoltre escluso che possa anche puntare al piatto grosso e prendersi lo scettro di film più redditizio della storia in Italia: al momento, in vetta c’è Avatar del 2009 con 68,6 milioni, seguito da Quo Vado? con 65,3 milioni. Considerando che restano ancora diversi giorni fino al termine delle festività natalizie, è verosimile attendersi un nuovo re del box office.

Box Office Italia: quarto miglior Capodanno di sempre

Nel complesso, la giornata del primo gennaio 2026 al cinema si è chiusa con un incasso complessivo di 7.768.047 euro e più di 940 mila presenze: si tratta del 3,8 per cento in più rispetto alla settimana di Natale e del 41,8 per cento rispetto allo stesso giorno dello scorso anno. È inoltre il quarto miglior Capodanno di sempre per il botteghino nazionale, alle spalle solamente del 2020 (11,7 milioni, cui contribuirono gli 8,8 di Tolo Tolo), 2016 (11,2) e 2011 (7,8). In totale, secondo i dati Cinetel, sono stati 3.112 gli schermi monitorati, a conferma di una risposta diffusa su tutto il territorio nazionale.

Proteste in Iran, Trump minaccia Teheran

Gli Stati Uniti interverranno militarmente se l’Iran reprimerà violentemente le proteste che si stanno tenendo nella Repubblica Islamica contro il carovita e il deterioramento della situazione economica. Lo ha scritto Donald Trump su Truth: «Se l’Iran spara e uccide violentemente manifestanti pacifici, com’è sua abitudine, gli Stati Uniti d’America accorreranno in loro soccorso. Siamo carichi e pronti a partire. Grazie per l’attenzione». Le proteste in Iran si sono allargate da Teheran fino a grandi città come Isfahan, Shiraz e Mashhad, mentre l’inflazione ha superato il 42 per cento a livello nazionale.

La repressione sarebbe già diventata violenta in Iran

Dopo un primo momento in cui il governo si era mostrato accomodante verso le più grandi proteste in Iran dal 2022, sembra che la repressione da parte del regime sia già diventata violenta. Almeno sette persone sarebbero rimaste uccise in scontri tra i manifestanti e le forze di sicurezza tra il primo e il 2 gennaio. L’unica persona uccisa di cui le autorità hanno dato conferma ufficiale, tramite l’agenzia di stampa Irna, è un membro volontario delle Guardie rivoluzionarie.