Alfonso Signorini si autosospende da Mediaset

Alfonso Signorini ha deciso di autosospendersi da Mediaset a seguito delle accuse mosse da Fabrizio Corona nel suo format Falsissimo, dove si parlava di un presunto «sistema» per cui alcuni concorrenti del Grande Fratello avrebbero dovuto cedere alle avances del conduttore per ottenere l’accesso al reality. La notizia è stata resa nota dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, che hanno definito il loro assistito «vittima di gravi e continuate condotte criminose», aggiungendo che la sospensione «è già stata comunicata all’azienda». Nella puntata online del 15 novembre, intitolata Il prezzo del successo, Corona ha affermato che diversi ragazzi sarebbero stati ammessi nella Casa del Grande Fratello solo dopo aver avuto presunti rapporti sessuali o brevi relazioni con Signorini.

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Mondadori acquisisce Edilportale.com

Il Gruppo Mondadori acquisisce Edilportale.com, società specializzata nello sviluppo di contenuti, servizi e piattaforme per i settori dell’architettura, del design e dell’edilizia. L’operazione, resa nota il 29 dicembre 2025, prevede l’acquisto da parte di Arnoldo Mondadori Editore del 58,84 per cento del capitale di Edilportale.com per 31,2 milioni di euro, basandosi su un enterprise value di 50 milioni e su una posizione finanziaria netta positiva stimata in 3 milioni di euro al momento del closing. Nella seconda fase, prevista per il 2027, il conferimento del 100 per cento di Edilportale.com in Mondadori Digital consentirà ad Arnoldo Mondadori Editore di detenere circa l’89 per cento della società, mentre l’11 per cento resterà ai soci fondatori della piattaforma.

Enel, il parco solare di Pian Di Giorgio ha raggiunto la piena produzione

Il parco solare di Pian di Giorgio, impianto in provincia di Viterbo dalla potenza complessiva di 54,9 MWp, ha raggiunto la piena produzione con operativi 100.352 pannelli bifacciali (catturano energia da un lato e dall’altro) e dotati di tracker, dispositivi tecnologici grazie a cui i moduli cambiano angolatura a seconda del movimento del sole, massimizzando l’efficienza e l’assorbimento di energia pulita. I pannelli fotovoltaici produrranno ogni anno circa 102 Gwh di energia verde, che permetteranno di evitare l’emissione in atmosfera di circa 42.500 tonnellate di Co2 e un corrispettivo di circa 21 milioni di metri cubi di gas in meno. Soddisfaranno il fabbisogno energetico di circa 38 mila famiglie.

Un progetto che valorizza il territorio e reca benefici al tessuto locale

Coerentemente con la strategia di Gruppo, che dalla pianificazione alla realizzazione degli impianti mette sempre al centro la condivisione dei progetti con le comunità di riferimento, Enel ha scelto la strada del coinvolgimento e dello sviluppo del territorio. Un approccio seguito in ogni fase del progetto, in primo luogo con la valorizzazione occupazionale – è locale l’impresa che ha realizzato i lavori del parco, così come la maggior parte dei lavoratori coinvolti nelle attività di ingegneria civile ed elettrica in cantiere. Enel ha realizzato l’impianto in costante collaborazione con la soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo, dai primi accertamenti preventivi agli scavi effettuati durante la fase operativa. Il progetto garantirà anche benefici indiretti per il tessuto locale, dalla piantumazione di alberi e arbusti lungo il perimetro dell’impianto alle opere di miglioramento della viabilità, come il rifacimento delle asfaltature su diverse strade interessate dall’installazione dei cavidotti.

Enel, il parco solare di Pian Di Giorgio ha raggiunto la piena produzione
Parco solare di Pian Di Giorgio (Enel).

Energie rinnovabili sempre più centrali nella strategia di Enel

Con la full production di Pian di Giorgio, l’azienda guidata da Flavio Cattaneo conferma la centralità delle energie rinnovabili nella strategia di Gruppo. Un orientamento alla sostenibilità declinato con decisione anche e soprattutto a livello nazionale – secondo i dati del primo semestre 2025, per quello che riguarda l’Italia le fonti rinnovabili sono arrivate a coprire circa l’80 per cento del totale della produzione di Gruppo nel Paese, dato in ulteriore crescita rispetto al 75 per cento del primo semestre 2024.

Silvia Salis sull’arresto di Hannoun: «Mai avuto contatti»

La sindaca di Genova Silvia Salis ha affrontato il tema dell’arresto di Mohammad Hannoun, accusato di finanziamento ad Hamas, intervenendo dopo le critiche provenienti dalla destra: «Avevo scelto il silenzio sulle indagini perché le inchieste non si commentano e si lascia lavorare la magistratura senza strumentalizzazioni politiche». Una posizione, ha aggiunto, cambiata di fronte a quella che definisce una ricostruzione distorta: «Ma in queste ore sta circolando un racconto falso, costruito con fotomontaggi e insinuazioni, che ha superato la soglia della tollerabilità». La sindaca ha quindi rivendicato la propria scelta di scendere in piazza, chiarendo: «Non prenderò mai alcuna distanza – la sua precisazione – da uno straordinario movimento di solidarietà per la popolazione palestinese nato a Genova e del quale sono profondamente orgogliosa».

Salis: «Se le accuse fossero vere danno enorme per la popolazione palestinese»

Entrando nel dettaglio delle accuse, Salis ha ricostruito quanto avvenuto durante una manifestazione di settembre: «Non sono mai andata in piazza con altri sindaci ad ascoltare Hannoun il 17 settembre. In quella giornata abbiamo partecipato per pochi minuti a una delle tante iniziative di Music for Peace, senza alcun contatto con Hannoun, né allora né in altre occasioni. Se lui ha parlato, lo ha fatto dopo che io e gli altri sindaci avevamo già lasciato la piazza. Querelerò chi diffonde notizie inventate e chiedo agli altri sindaci di seguirmi». Replicando alle contestazioni politiche, ha aggiunto: «Secondo la destra non avrei dovuto partecipare a manifestazioni di solidarietà a un popolo massacrato perché c’era anche lui, all’epoca sconosciuto ai più e per di più libero cittadino», per poi concludere: «Se le accuse verranno confermate, sarà un danno enorme: per la popolazione palestinese; per chi, pensando di aiutare persone che morivano e soffrivano sotto le bombe, è stato ingannato a beneficio dei terroristi».

La Russia minaccia ritorsioni dopo un presunto attacco contro una residenza di Putin

Le forze ucraine nella notte tra il 28 e il 29 dicembre «hanno lanciato un attacco terroristico utilizzando 91 droni a lungo raggio» contro la residenza di Vladimir Putin nella oblast’ di Novgorod, affacciata sul lago Valdai. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, aggiungendo che la Russia ha già stabilito «i tempi e gli obiettivi per la rappresaglia». Precisando tuttavia che Mosca non intende ritirarsi dai colloqui per la fine della guerra, Lavrov ha poi dichiarato che, «data la trasformazione definitiva del criminale regime di Kyiv, passato a una politica di terrorismo di Stato, la posizione negoziale della Russia sarà rivista».

Zelensky smentisce: «Storia palesemente falsa»

Il presunto attacco con quasi 100 droni, viste le possibili ripercussioni sul raggiungimento della pace, è stato prontamente smentito da Volodymyr Zelensky, ha scritto su X: «I russi hanno inventato una storia palesemente falsa su un attacco a una residenza del dittatore russo, per avere una giustificazione per continuare i raid contro l’Ucraina, in particolare contro Kyiv, e per rifiutarsi di compiere i passi necessari per porre fine alla guerra».

I 10 film più visti del 2025 in Italia

Checco Zalone è ancora il re del box office italiano. Tornato in sala sei anni dopo Tolo Tolo, il comico pugliese ha già conquistato la classifica dei nostri cinema: il suo Buen Camino, uscito il 25 dicembre, in appena quattro giorni è diventato il film più visto del 2025. Secondo i dati Cinetel, nel weekend del debutto ha incassato 26,9 milioni di euro, sfiorando i risultati di Quo Vado?, finora maggior successo in carriera dell’attore e regista barese nonché film italiano più redditizio nella storia, che arrivò poco oltre i 27 milioni. Si tratta però della miglior apertura di sempre per un film distribuito nel periodo di Natale: più di 3,3 milioni i biglietti venduti. Un successo travolgente che ha trainato l’intero mercato nazionale, che nel fine settimana ha registrato una crescita del 256,5 per cento rispetto a quello precedente e dell’87 per cento sullo stesso periodo nel 2024.

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Zalone e gli altri: i 10 film più visti del 2025 in Italia

In classifica quattro titoli prodotti in Italia

I 10 film più visti del 2025 in Italia
Il regista Paolo Genovese alla presentazione del film Follemente (Ansa).

In appena 96 ore, Checco Zalone ha infranto il record stabilito nel 2025 da Lilo & Stitch, il remake live action dell’omonimo film animato della Disney del 2002 uscito lo scorso maggio. Le avventure della piccola Lilo e della creatura da lei chiamata Stitch hanno incassato poco più di 22,3 milioni di euro. Al terzo posto, un altro film italiano: si tratta di Follemente, premiato con il Nastro d’argento per la miglior commedia dell’anno e vincitore con Edoardo Leo del Flaiano per la miglior interpretazione. Diretto da Paolo Genovese, vanta un cast corale con Pilar Fogliati, Emanuela Fanelli, Vittoria Puccini, Claudia Pandolfi, Rocco Papaleo, Claudio Santamaria, Marco Giallini e Maurizio Lastrico. Sbarcato al cinema il 20 febbraio 2025, ha incassato 17,9 milioni di euro.

In Top 10 anche altri due titoli prodotti nel nostro Paese: sono Diamanti di Ferzan Ozpetek, uscito però in sala nel dicembre 2024, e Io sono la fine del mondo con Angelo Duro, uscito il 9 gennaio, rispettivamente all’ottavo e al nono posto. Il primo, insignito del David dello Spettatore, ha guadagnato solamente nel 2025 9,8 milioni di euro per un totale, comprendendo anche gli incassi delle ultime settimane dell’anno precedente, di poco più di 16,3 milioni di euro. Il secondo, diretto da Gennaro Nunziante, regista di tanti successi di Checco Zalone tra cui Buen Camino, si è issato fino a 9,7 milioni di euro per oltre 1,2 milioni di biglietti venduti. Oltre a Zalone, in Top 5 anche un altro film uscito nella seconda metà di dicembre: si tratta di Avatar: Fuoco e cenere, terzo capitolo della saga fantasy di James Cameron, che ha già sfondato il tetto dei 15 milioni.

La Top 10 completa con i relativi incassi in euro

  • Buen Camino (26.921.300 euro)
  • Lilo & Stitch (22.318.920 euro)
  • Follemente (17.954.560 euro)
  • Zootropolis 2 (15.955.616 euro)
  • Avatar: Fuoco e cenere (15.089.521 euro)
  • Un film Minecraft (11.974.623 euro)
  • Jurassic World: La rinascita (10.982.619 euro)
  • Diamanti (9.830.399 euro, considerando solo gli incassi del 2025)
  • Io sono la fine del mondo (9.736.428 euro)
  • The Conjuring: Il rito finale (9.512.323 euro)

Influenza, l’Italia verso il picco: colpa della variante K

L’Istituto superiore di sanità ha pubblicato il rapporto della sorveglianza RespiVirNet con i dati relativi alle infezioni respiratorie acute causate dal virus influenzale. Nella sola settimana dal 15 al 21 dicembre l’incidenza è stata pari a 17,1 casi per mille assistiti, in aumento rispetto al precedente bollettino in cui è stata di 14,7. Circa 950 mila italiani sono stati colpiti proprio in quei sette giorni, per un totale di quasi 5,8 milioni di casi dall’inizio della sorveglianza. L’incidenza più alta è stata registrata nella fascia d’età 0-4 anni con 50 casi per mille assistiti. Il tasso di positività è stato del 31,5 e del 46,2 per cento rispettivamente nella comunità e nel flusso ospedaliero. Le Regioni più colpite sono state il Veneto, le Marche, la Campania e la provincia autonoma di Bolzano. L’attenzione maggiore è stata sulla variante K del ceppo H3N2, molto insidiosa secondo i medici. Secondo quanto affermato da Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie infettive dell’Iss, l’Italia si sta «avvicinando al picco dei casi, che verrà toccato nelle prossime settimane».

Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia

Attrice simbolo della Nouvelle Vague, icona sexy, cantante, attivista per i diritti degli animali. Brigitte Bardot, morta a 91 anni, è stata tutto questo. Ma anche altro: una paladina dell’estrema destra francese, molto vicina alla famiglia Le Pen e addirittura sposata (in quarte nozze) con un consigliere del patriarca Jean-Marie. Acclamata come la Marilyn Monroe francese, dopo il suo ritiro dalle scene BB fu la prima grande star del cinema a sfruttare fascino e fama per sostenere l’estrema destra transalpina, di cui ha poi appoggiato le istanze per oltre tre decenni.

Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Brigitte Bardot negli Anni 60 (Ansa).

Fu condannata cinque volte per incitamento all’odio razziale

Le idee politiche di Brigitte Bardot, come lei stessa non ha mai nascosto, erano fortemente orientate a destra. Pure troppo, considerate le cinque condanne per incitamento all’odio razziale, in particolare verso i musulmani e contro quella che lei definiva una «invasione di stranieri» in Francia. Nel 2001, per esempio, pagò una multa di 4 mila euro per i contenuti di una lettera alla Francia pubblicata nel libro Le carré de Pluton (uscito nel 1999), in cui aveva puntato il dito contro l’immigrazione islamica, il gran numero di moschee esistenti nel Paese e le pratiche halal di macellazione degli animali. Nel mirino di BB erano però finiti anche gli abitanti dell’isola di Réunion, dipartimento francese nell’Oceano Indiano, che arrivò a definire «selvaggi» per il trattamento riservato agli animali.

Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
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Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia

Il quarto marito conosciuto tramite i Le Pen e il sostegno a Marine

All’inizio degli Anni 90, nel contesto della crescente presenza dell’estrema destra in Costa Azzurra, dove viveva, a una cena organizzata a Saint-Tropez BB incontrò il futuro quarto marito Bernard d’Ormale, consigliere di Jean-Marie Le Pen, fondatore del partito di estrema destra francese Front National, poi diventato Rassemblement National. Nel 2004 smentì di essere elettrice del Front National. Ma nel 2017, in vista del ballottaggio delle elezioni presidenziali, invitò pubblicamente i francesi a votare per Marine Le Pen (che fu sconfitta da Emmanuel Macron), definendola «l’unica donna con le palle». Questo dopo averla già sostenuta in occasione delle candidature presidenziali del 2012.

Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia

Nell’ultimo libro ha esaltato il RN come «unico rimedio all’agonia della Francia»

La stima, d’altra parte, era reciproca. Nel 2016 Le Pen, che esaltò BB come simbolo per eccellenza della francesità, nel mezzo di una controversia politica sul divieto di indossare costumi da bagno integrali in spiaggia ricordò che la Costa Azzurra un tempo era stata la “patria” di Bardot in bikini. Questo il ricordo della leader dell’ultradestra transalpina su X: «La scomparsa di Brigitte è una profonda perdita. La Francia ha perso una donna eccezionale, straordinaria per il suo talento, il suo coraggio, la sua sincerità e la sua bellezza. Una donna che ha scelto di concludere una carriera incredibile per dedicarsi agli animali, che ha difeso fino all’ultimo respiro con energia e amore inesauribili. Era la quintessenza della Francia: uno spirito libero, indomito e intransigente».

Icona nazionale o paladina dell’estrema destra? Brigitte Bardot divide la Francia
Brigitte Bardot (foto Ansa).

A BB non piaceva solo Le Pen, ma anche il suo delfino Jordan Bardella: dopo le elezioni anticipate indette da Macron nel 2024, Bardot lo aveva definito «molto capace». Da parte sua, il presidente del RN l’ha omaggiata dopo la morte ricordandola come «un’ardente patriota». BB ha sostenuto la destra francese fino all’ultimo: nel libro Mon BBcédaire, pubblicato poche settimane fa, si legge che il Rassemblement National rappresenterebbe «l’unico rimedio urgente all’agonia della Francia», Paese diventato «noioso, triste, sottomesso, malato, rovinato, devastato, ordinario e volgare».

La Francia si divide su una commemorazione nazionale per l’attrice: c’è chi dice no

Eric Ciotti, leader del piccolo partito Udr e alleato del RN, ha invitato Macron a organizzare una commemorazione nazionale per l’attrice, come quella riservata nel 2017 al cantante Johnny Hallyday. L’ipotesi è stata però respinta dal segretario socialista Olivier Faure. «Brigitte Bardot è stata un’attrice emblematica della Nouvelle Vague. Solare, ha segnato il cinema francese. Ma ha anche voltato le spalle ai valori repubblicani ed è stata pluricondannata dalla giustizia per razzismo», ha scritto su X. A dimostrazione di quanto sia divisiva la figura di Bardot (che voleva essere ricordata solo come attivista per i diritti degli animali) c’è anche la chiusura del thread su Reddit in memoria di BB, dove quasi tutti i commenti erano pesanti insulti all’attrice, definita “nazi” da molti utenti.

Il Cdm approva il decreto aiuti per l’Ucraina

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto che proroga il sostegno italiano all’Ucraina. Il testo è arrivato all’esame del Cdm con alcune modifiche, un’intesa confermata dal ministro della Difesa Guido Crosetto. La versione approvata contiene un richiamo esplicito sia agli aiuti militari sia agli interventi a favore della popolazione civile, includendo misure che affiancano l’invio di armamenti con iniziative su logistica, sanità e ricostruzione delle reti elettriche, attribuendo così alla formulazione del decreto un valore non solo terminologico ma anche operativo. Nei giorni precedenti la Lega ha esercitato una forte pressione su Palazzo Chigi, insistendo sulla necessità di vigilare sull’utilizzo dei fondi destinati a Kyiv e richiamando il tema della corruzione in Ucraina. Giorgia Meloni ha richiamato l’esigenza di coesione tra alleati, affermando: «Mai come in questo momento, è necessario mantenere l’unità di vedute tra partner europei, Ucraina e Stati Uniti per porre fine a quasi quattro anni di conflitto. Solo attraverso questa solida unità di vedute la Russia può essere posta di fronte alle proprie responsabilità e spinta a dimostrare una reale disponibilità a sedere al tavolo dei negoziati».

Pd: «Quanto emerge dal Consiglio dei ministri smentisce Salvini»

Dall’opposizione sono arrivate diverse critiche. La capogruppo di Italia Viva al Senato, Raffaella Paita, intervenendo a Tagadà, ha dichiarato: «A dispetto dei tentativi della Lega e del suo senatore Borghi di far credere il contrario, quello di cui si parla in questi giorni è a tutti gli effetti un decreto di aiuti militari, e non ‘anche militari’». Anche la deputata del Pd Lia Quartapelle, sentita dall’Ansa, ha osservato: «Per inviare aiuti militari c’è bisogno di un decreto da sottoporre al voto del Parlamento. Per aiutare la popolazione civile di Gaza non ci sono stati passaggi parlamentari, ma per l’Ucraina servono perché si tratta di un sostegno militare. Se c’è un decreto significa che il governo sta chiedendo al Parlamento di continuare con il sostegno militare. La Lega può giocare con le parole ma il fatto è questo. Quanto emerge dal Consiglio dei ministri smentisce Salvini», aggiungendo infine «La Lega non è sola perché Conte torna al suo vecchio amore con il suo ordine del giorno alla legge di bilancio. Un odg totalmente sulla linea salviniana e che è quindi irricevibile».

Pagamenti Assegno unico universale: ecco il calendario delle date di tutto il 2026

Le date di pagamento dell’Assegno unico universale 2026 rappresentano un appuntamento fondamentale per milioni di famiglie italiane che beneficiano del sostegno economico per i figli a carico. Con il messaggio numero 3931 del 24 dicembre 2025, l’Inps ha delineato il quadro operativo per il nuovo anno, pubblicando il calendario dei pagamenti e confermando le modalità di erogazione e l’aggiornamento degli importi in base all’inflazione. Lo strumento ha ormai sostituito definitivamente i vecchi assegni familiari per la platea di lavoratori e disoccupati, consolidandosi come unica misura universale. La pianificazione finanziaria domestica dipende strettamente dalla puntualità di questi accrediti, rendendo essenziale la conoscenza in anticipo delle finestre temporali stabilite dall’Inps per evitare incertezze sull’accredito del sostegno.

Pagamento Assegno unico, quali sono le date del 2026?

Pagamenti Assegno unico universale: ecco il calendario delle date di tutto il 2026
Famiglia con bimbi in un prato (Imagoeconomica).

L’Inps ha comunicato il calendario completo dei giorni di pagamento dell’Assegno unico per i figli per tutto l’anno 2026. Le date individuate per gli accrediti seguono una programmazione precisa:

  • 21-22 gennaio;
  • 19-20 febbraio;
  • 19-20 marzo;
  • 20-21 aprile;
  • 20-21 maggio;
  • 18-19 giugno;
  • 20-21 luglio;
  • 18-19 agosto;
  • 21-22 settembre;
  • 21-22 ottobre;
  • 19-20 novembre;
  • 16-17 dicembre.

Gli importi beneficeranno di una rivalutazione dell’1,4 per cento per contrastare l’inflazione. L’aliquota aggiorna anche le fasce dell’Isee ai fini della determinazione dell’importo spettante come indennità per i figli. La soglia massima per ottenere l’assegno pieno (circa 203,81 euro per figlio minore) sale a un Isee famiglia 2026 di 17.468,51 euro, mentre la quota minima di 58,31 euro scatta oltre i 46.582,75 euro. È di fondamentale importanza la presentazione della Documentazione sostitutiva unica (Dsu) entro la fine di febbraio per evitare la diminuzione dell’importo dell’Assegno unico al valore minimo garantito (58,31 euro).

Quando caricano l’assegno unico a gennaio 2026?

Per quanto riguarda la prima mensilità del 2026, la domanda su quando avverranno i pagamenti dell’Assegno unico trova risposta nelle finestre del 21 e 22 gennaio per chi non ha variazioni nel nucleo familiare. Qualora siano state presentate delle nuove domande o modificate le condizioni di accesso alla misura (come la nascita di un figlio), l’accredito avverrà nell’ultima settimana del mese. Questo meccanismo di protezione sociale si inserisce nel contesto della manovra Meloni 2026 che ha confermato il finanziamento strutturale del sostegno nonostante i dibattiti europei. Si ricorda che, per mantenere le agevolazioni familiari, la tempestività nell’aggiornamento dei dati e dell’Isee è l’unico modo per garantire la continuità dei versamenti senza incorrere in interruzioni o ricalcoli a debito. I pagamenti dell’Assegno unico si confermano, anche per il 2026, centrali nelle politiche di welfare dedicate alla natalità e al supporto dei nuclei familiari italiani.

Autostrade, da gennaio rincari dei pedaggi

Pedaggi autostradali in aumento da gennaio 2026 dopo la sentenza della Corte Costituzionale che, respingendo il ricorso del Mit, denuncia lo stesso dicastero, «ha vanificato lo sforzo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dello stesso governo di congelare le tariffe fino a definizione dei nuovi pef regolatori». A seguito del semaforo rosso della Consulta al ricorso del Mit per il blocco dei pedaggi, l’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) ha poi determinato che l’adeguamento tariffario all’inflazione sarà del 1,5 per cento. «Ciò è quanto stabilito, a seguito delle decisioni della Corte Costituzionale e di Art, sulle quali il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non può più intervenire», spiega il Mit, aggiungendo che «per le società Concessioni del Tirreno p.A. (Tronco A10 e A12), Ivrea-Torino-Piacenza p.A. (Tronco A5 e A21) e Strada dei Parchi p.A., in vigenza di periodo regolatorio, non sono previste variazioni tariffarie a carico dell’utenza, in linea con i rispettivi Atti convenzionali vigenti». Una variazione pari all’1,925 per cento «è riconosciuta alla concessionaria Salerno-Pompei-Napoli S.P.A.» Infine, verrà riconosciuto «un adeguamento tariffario pari all’1,46 per cento per la società Autostrada del Brennero p.A., con concessione scaduta, per la quale è in corso il riaffidamento della medesima».

Incidente in Nigeria per il pugile Anthony Joshua: ci sono due morti

Il pugile inglese Anthony Joshua è rimasto coinvolto in un incidente stradale nel sudovest della Nigeria, a nordest di Lagos. Il 36enne, che ha origini nigeriane, ha riportato ferite lievi ma nello scontro tra i due veicoli sono state cinque le persone coinvolte. Tra queste, due uomini sono morti. Secondo la ricostruzione dei media, il suv della Lexus su cui viaggiava Joshua avrebbe perso il controllo per poi schiantarsi contro un camion fermo a bordo strada, durante un sorpasso.

I 20 film più visti del 2025 a livello globale

Il 2025 sta per finire ed è tempo di bilanci. Nei cinema italiani domina Buen Camino, il nuovo film del comico pugliese Checco Zalone che in appena quattro giorni dal debutto è già diventato il più visto dell’anno. Con quasi 27 milioni di euro in 96 ore, ha infatti superato Lilo & Stitch, l’adattamento live action dell’omonimo cartone animato Disney che si era fermato a 22,3 milioni. E a livello mondiale? Avatar: Fuoco e cenere di James Cameron tallona la Top 5 con 760 milioni di dollari in poco più di 10 giorni dall’uscita, ma ai primi due posti c’è l’animazione, che si conferma il genere più forte e capace di attirare maggior pubblico in sala anche nell’era dello streaming. In vetta, un lungometraggio che ha superato i 2 miliardi.

I 20 film più visti del 2025 a livello globale

Il podio è dominato dall’animazione

I 20 film più visti del 2025 a livello globale
La locandina ufficiale di Ne Zha 2 (da X).

Come detto, a dominare gli incassi del 2025 a livello globale è l’animazione. Al primo posto spicca il sorprendente Ne Zha 2, lungometraggio prodotto in Cina capace di totalizzare 2,1 miliardi di dollari in tutto il mondo. Ambientato nel Fenshen Cinematic Universe, inaugurato dal primo capitolo del 2019, L’ascesa del guerriero di fuoco è diretto da Jiaozi e racconta le avventure del giovane demone Ne Zha e del principe dei draghi Ao Bing. Dopo la morte dei loro corpi fisici, le loro anime si trovano costrette a collaborare per sventare una cospirazione che minaccia l’ordine globale, umano e divino. Forte di 1,8 miliardi di dollari incassati in Cina dall’uscita del 29 gennaio, con 2,1 in tutto il mondo ha superato Inside Out 2 diventando il film di animazione più redditizio della storia del cinema, il quinto in assoluto e appena il settimo a sfondare il tetto dei 2 miliardi.

Al secondo posto dei film più visti del 2025 c’è Zootropolis 2, uscito in Italia il 26 novembre e capace di incassare già 15,9 milioni di euro issandosi al quarto posto della classifica nazionale. Sommando i mercati di tutto il mondo, il sequel del film Disney del 2016 ha guadagnato 1,4 miliardi di dollari, di cui 321 milioni solamente negli States. Protagonisti sono ancora una volta la poliziotta Judy Hopps e il suo amico Nick Wilde, che nel primo capitolo era riuscito a entrare in polizia. I due devono indagare su un nuovo caso quando un misterioso rettile di nome Gary mette a soqquadro la città. Sul gradino più basso del podio c’è invece Lilo & Stitch, remake live action dell’omonimo film animato del 2002: nel cast anche Zack Galifianakis e Tia Carrere. In Italia ha totalizzato 22,3 milioni di euro, mantenendo il primo posto fino all’irruzione di Zalone.

La Top 20 completa degli incassi al cinema nel 2025

  • Ne Zha 2 (2,15 miliardi)
  • Zootropolis 2 (1,42 miliardi)
  • Lilo & Stitch (1,038 miliardi)
  • Un fiilm Minecraft (958 milioni)
  • Jurassic World: La Rinascita (869 milioni)
  • Avatar: Fuoco e cenere (760 milioni)
  • Demon Slayer: Kimetsu no yaiba – Il Castello dell’Infinito (714 milioni)
  • Dragon Trainer (636 milioni)
  • F1: The Movie (631 milioni)
  • Superman (616 milioni)
  • Mission: Impossible – The Final Reckoning (598 milioni)
  • I Fantastici Quattro – Gli inizi (521 milioni)
  • Wicked – Parte 2 (503 milioni)
  • The Conjuring: Il rito finale (494 milioni)
  • Captain America: Brave New World (415 milioni)
  • Thunderbolts* (382 milioni)
  • Sinners (367 milioni)
  • Final Destination Bloodlines (315 milioni)
  • Weapons (269 milioni)
  • Troppo cattivi 2 (239 milioni)

Concorso pubblico per 3.997 unità di varie amministrazioni: bando, posti, requisiti e domanda

Varie amministrazioni pubbliche e ministeri hanno pubblicato il bando di concorso pubblico per la copertura di un totale di 3.997 posti. Si tratta delle assunzioni che saranno effettuate dall’Agenzia delle Entrate, dall’Agenzia per l’Italia Digitale, dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dall’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (Inps) e dai ministeri dell’Università e della Ricerca, del Turismo, dell’Economia e delle Finanze, dell’Interno, dell’Istruzione e del Merito, della Cultura e della Giustizia. I posti sono tutti a tempo indeterminato, da inquadrare nei ruoli delle differenti amministrazioni, nell’area degli assistenti. Ecco, quindi, dove reperire il bando, quali sono i requisiti richiesti per partecipare alle selezioni, come inviare la domanda di candidatura e in cosa consistono le prove considerando che il concorso è per titoli ed esami.

Concorso per 3.997 posti 2025: quali sono i profili ricercati?

Concorso pubblico per 3.997 unità di varie amministrazioni: bando, posti, requisiti e domanda
Svolgimento delle prove di un concorso (Imagoeconomica).

C’è tempo fino al 27 gennaio 2026 per inviare la domanda di candidatura al concorso pubblico emanato negli scorsi giorni e riguardante le immissioni di 3.997 unità di personale per varie amministrazione. Gli interessati possono candidarsi, presso l’amministrazione pubblica e la sede regionale scelte, per i seguenti profili professionali:

  • assistente amministrativo (codice del concorso AMM);
  • assistente informatico (codice INF);
  • assistente economico (codice ECO);
  • assistente tecnico (codice TEC).

Come sono suddivisi i 3.997 posti del concorso 2025 per varie amministrazioni?

I posti del concorso pubblico per assistenti amministrativi, informatici, economici e tecnici sono distribuiti tra le seguenti amministrazioni:

  • 2.913 posti da assistente amministrativo, tra i quali 1.015 al ministero dell’Interno, 743 presso l’Inps, 343 all’Ispettorato nazionale del lavoro e 300 presso l’Agenzia delle entrate secondo la suddivisione, anche per ambiti regionali, effettuata all’allegato 1 del bando di concorso, reperibile sul portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa);
  • 498 posti da assistente economico, dei quali 305 al ministero dell’Interno e 124 al ministero dell’Economia e delle Finanze, secondo la suddivisione visionabile all’allegato 2 del bando;
  • 583 posti da assistente informatico, dei quali 227 al ministero dell’Interno, 150 al ministero della Cultura, 132 all’Ispettorato del lavoro e 57 al ministero dell’Economia e delle Finanze in base alla suddivisione dell’allegato 3 del bando;
  • tre posti di assistente tecnico presso il ministero della Giustizia, Dipartimento della Giustizia minorile e di Comunità, nelle sedi dell’Emilia Romagna, della Lombardia e della Toscana, secondo quanto descritto nell’allegato 4 del bando.

Come inviare la domanda ai concorsi in ministeri e agenzie fiscali

Concorso pubblico per 3.997 unità di varie amministrazioni: bando, posti, requisiti e domanda
Mibact ministero dei Beni culturali e del Turismo, ingresso della sede (Imagoeconomica).

Per quanto concerne i requisiti da possedere per candidarsi al concorso per 3.997 posti, il bando richiede al punto j) dell’articolo 2 il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado della durata di cinque anni. Il bando, inoltre, prevede l’espletamento di una prova scritta, in base alle indicazioni e alle materie da studiare elencate all’articolo 6, e la valutazione dei titoli, la cui tabella dei punteggi è riportata all’articolo 7. Per inviare la domanda di candidatura è necessario collegarsi al sito istituzionale Inpa e seguire i seguenti passaggi:

  • cercare la pagina del bando dall’apposita funzione;
  • cliccare su uno dei quattro tasti in basso «Invia la tua candidatura», corrispondenti alle figure professionali di assistente;
  • autenticarsi con Spid, Cie o Cns;
  • compilare il form di domanda e allegare i documenti richiesti dal bando;
  • cliccare sul tasto «Conferma e invia» per trasmettere la domanda entro la scadenza delle ore 18.00 del 27 gennaio 2026.

Secondo il Cremlino «Kyiv ha interrotto le azioni offensive»

Secondo quanto riferito dal capo di Stato maggiore dell’esercito russo Valery Gerasimov, le forze ucraine avrebbero «interrotto le azioni offensive», limitandosi a «tentativi di contenimento dell’avanzata russa». Nell’ultimo anno, ha spiegato Gerasimov come «334 centri abitati» sarebbero passati «sotto il controllo delle truppe di Mosca» e, solo nel mese di dicembre «nell’area dell’operazione militare speciale sarebbero stati conquistati oltre 700 chilometri quadrati».  Parole che fanno da eco a quelle riferite durante una riunione al Cremlino dedicata alla situazione militare dal presidente Vladimir Putin, che ha indicato come prioritaria la prosecuzione delle attività lungo il confine russo-ucraino anche nel prossimo anno: «E’ un compito molto importante, perché garantisce la sicurezza delle regioni di confine della Russia. E nel 2026, senza dubbio, questo lavoro dovrà continuare».

Putin: «Avanziamo in Donetsk e a Zaporizhzhia»

Putin ha inoltre riferito degli sviluppi nella regione di Zaporizhzhia, affermando che «Le truppe del raggruppamento, dopo aver attraversato il fiume Gaichur, hanno sfondato le difese nemiche e stanno avanzando rapidamente in direzione di Zaporizhzhia», precisando che «Gli obiettivi di liberazione del Donbass, delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson vengono svolti gradualmente, in conformità con il piano operativo militare». Il presidente ha poi aggiunto: «Ovviamente, anche i tentativi del nemico di interferire con l’evoluzione della situazione a Kupyansk devono essere fermamente contrastati. So che state adottando le misure necessarie in tal senso», sostenendo infine che «La liberazione del Lugansk, delle repubbliche popolari del Donetsk, di Zaporizhzhia e di Kherson avanza passo dopo passo» e che «le forze armate ucraine si ritirano lungo tutta la linea di contatto».

Peter Tong entra in EcoFlow

EcoFlow, azienda leader nella produzione di energia smart per la casa, ha scelto Peter Tong per affiancare il proprio fondatore e ceo Wang Lei. Si tratta di un storico dirigente di Huawei, società per cui ha ricoperto diversi ruoli nell’arco di una carriera di oltre vent’anni. Tong è stato Presidente per la Regione del Pacifico Meridionale, Vicepresidente delle Risorse Umane per il Consumer Business e Direttore Esecutivo delle Operazioni. Poi è stato Coo in una filiale di WuXi AppTec, prima di entrare in Hua Capital nel 2022. A metà 2025 è entrato in EcoFlow e risulta essere il maggiore azionista di una delle affiliate dell’azienda, con il 44,6 per cento del capitale.

Roaming, dal 2026 novità per i viaggi all’estero: cosa cambia

Dal 1° gennaio 2026 usare lo smartphone all’estero nell’Unione europea diventa più conveniente. Scatta un nuovo tassello del roaming like at home, il meccanismo che consente di chiamare, inviare sms e navigare nei Paesi Ue come in Italia, con alcune regole tecniche sui dati. Il cambiamento principale riguarda internet mobile: a parità di offerta, aumentano i gigabyte utilizzabili senza costi aggiuntivi. La spinta arriva dalla riduzione del prezzo massimo all’ingrosso dei dati fissato a livello europeo, che incide direttamente su quanta navigazione gli operatori devono includere per l’estero. Dal 2026, inoltre, l’area coperta si allarga: Moldavia e Ucraina entrano nel perimetro del roaming Ue, mentre il Regno Unito ne resta escluso.

Più giga all’estero: come funziona il roaming dal 2026

Roaming, dal 2026 novità per i viaggi all’estero: cosa cambia
Persone con gli smartphone (Unsplash).

In Ue restano invariati minuti e sms: si usano quelli già compresi nel proprio piano nazionale. Sui dati, invece, si applica una formula. Fino al 31 dicembre 2025 il calcolo è: costo mensile dell’offerta (Iva esclusa) diviso 1,30, il tutto moltiplicato per due. Dal 2026 il divisore scende a 1,10. L’effetto è immediato: con un canone di 10 euro (Iva esclusa) i giga in roaming passano da circa 15,4 a circa 18,2. Migliora anche il costo oltre soglia, che cala a 1,34 cent per Mb Iva inclusa. Alcuni operatori hanno anticipato queste condizioni minime; altri possono offrire pacchetti ancora più generosi.

Paesi inclusi e possibili eccezioni

Dal 2026 il roaming senza sovrapprezzi vale in tutti i Paesi Ue. La Svizzera rimane un caso a parte, a discrezione dei singoli operatori. La normativa europea fissa soglie minime: in casi specifici, operatori più piccoli possono chiedere una deroga all’Agcom, che valuta se autorizzare condizioni diverse. Dal 2027 è previsto un ulteriore miglioramento della formula, il roaming like at home è in vigore fino al 2032.

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025

Brigitte Bardot è morta all’età di 91 anni. Domenica 28 dicembre, il cinema francese e internazionale hanno detto addio a una delle icone più rappresentative del XX secolo. È solo l’ultima di numerose star che ci hanno lasciato negli ultimi 12 mesi tra celebrità dello spettacolo, simboli dell’alta moda e divi del cinema e della musica. Da Oliviero Toscani e David Lynch scomparsi a gennaio alla scrittrice Sophie Kinsella, deceduta per una grave malattia a metà dicembre, ecco un recap del 2025.

Tutte le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025

Gennaio

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Il regista David Lynch (Ansa).

Nel primo mese dell’anno, la fotografia italiana salutava Oliviero Toscani, morto il 13 all’età di 82 anni dopo una breve malattia. Tre giorni dopo, un grave lutto ha colpito il cinema con la scomparsa a 78 anni del regista visionario David Lynch, autore di cult come Mudholland Drive e la serie Twin Peaks.

Febbraio

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
L’attrice Michelle Trachtenberg (Ansa).

Il 26 febbraio, Gene Hackman è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Santa Fe assieme alla moglie Betsy Arakawa: secondo il medico legale, il celebre attore de Il braccio violento della legge e Gli spietati era deceduto probabilmente otto giorni prima. Sempre il 26 febbraio, il mondo ha detto addio anche a Michelle Trachtenberg, nota per aver vestito i panni di Georgina Sparks in Gossip Girl e Dawn Summers in Buffy l’ammazzavampiri.

  • 4 febbraio: Karim Aga Khan
  • 18 febbraio: Gene Hackman
  • 24 febbraio: Roberta Flack
  • 26 febbraio: Michelle Trachtenberg

Marzo

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Eleonora Giorgi in Borotalco.

Il 3 marzo si spegneva a 71 anni, dopo una lunga malattia, Eleonora Giorgi, affetta da un tumore al pancreas di cui aveva parlato pubblicamente. Due giorni dopo ci ha lasciato l’iconico telecronista della Nazionale italiana Bruno Pizzul, storica voce del calcio per la Rai e conduttore di Domenica Sprint e della Domenica Sportiva.

Aprile

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Papa Francesco (Imagoeconomica).

Il primo aprile un grave lutto ha colpito Hollywood. Si è spento a 65 anni infatti Val Kilmer, stella del cinema americano e volto di Jim Morrison in The Doors, di Bruce Wayne in Batman Forever e di Tom Kazansky in Top Gun. Il 21 aprile, giorno di Pasquetta, dal Vaticano una notizia ha scioccato il mondo intero: a 88 anni è morto Papa Francesco, 266esimo pontefice della Chiesa di Roma.

Maggio

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Sebastiao Salgado (Ansa).

Il 23 maggio è morto all’età di 81 anni Sebastiao Salgado, uno dei massimi esponenti della fotografia documentarista del nostro tempo. Ex economista, durante la vita ha viaggiato attraverso 120 Paesi, raccontandone popolazioni, usanze e culture.

  • 20 maggio: Nino Benvenuti
  • 23 maggio: Sebastiao Salgado

Giugno

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Lea Massari nel 1977 (Ansa).

Il 22 giugno 2025 il mondo dell’arte ha detto addio ad Arnaldo Pomodoro, scomparso il giorno prima di compiere 99 anni: il celebre scultore delle iconiche sfere di bronzo ha fondato, assieme a Lucio Fontana, il gruppo Continuità. Il giorno dopo invece si è spenta Lea Massari, antidiva del cinema che ha lavorato per Michelangelo Antonioni e Sergio Leone e recitato con Jean Paul Belmondo. Appena 24 ore dopo, un altro lutto nel cinema: si è spento a 75 anni Alvaro Vitali, indimenticabile Pierino.

  • 9 giugno: Sly Stone
  • 11 giugno: Brian Wilson
  • 22 giugno: Arnaldo Pomodoro
  • 23 giugno: Lea Massari
  • 24 giugno: Alvaro Vitali

Luglio

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Un murale dedicato a Ozzy Osbourne (Ansa).

Il 3 luglio è morto in un incidente stradale il centravanti del Liverpool e della Nazionale portoghese Diogo Jota: insieme al 28enne ha perso la vita anche il fratello André, più giovane di due anni. Quello stesso giorno il cinema ha pianto invece la scomparsa improvvisa di Michael Madsen, celebre per il suo lavoro in diversi film di Quentin Tarantino, dai due volumi di Kill Bill a The Hateful Eight. Musica in lutto il 22 per la morte del Principe delle tenebre Ozzy Osbourne, morto 17 giorni dopo aver dato addio alle scene con un concerto nella sua Birmingham.

Agosto

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Pippo Baudo (Imagoeconomica).

Oltre a Salgado, nel 2025 la fotografia ha perso anche uno dei giganti italiani. Il 6 agosto è morto a Genova Gianni Berengo Gardin, fra i massimi esponenti del Novecento nel nostro Paese. Appena 24 ore dopo si è spento negli States Jim Lovell, comandante della missione spaziale Apollo 13 e noto per aver pronunciato la famosa frase «Houston, abbiamo un problema». Spettacolo italiano in lutto il 16 agosto per la morte di Pippo Baudo, simbolo di Sanremo e della televisione nel nostro Paese.

  • 6 agosto: Gianni Berengo Gardin
  • 7 agosto: Jim Lovell
  • 16 agosto: Pippo Baudo

Settembre

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Giorgio Armani (Imagoeconomica).

Il mese di settembre si è aperto con la morte di Emilio Fede, storica guida del Tg4 per 20 anni, morto a 94 anni il 2. Due giorni dopo, moda internazionale in lutto per la scomparsa di “Re” Giorgio Armani, icona di stile non solo in Italia ma in tutto il mondo: simbolo di eleganza, ha vestito decine di celebrità tra cui Cate Blanchett e Lady Gaga. Il 16 e il 23 settembre, il cinema ha detto addio rispettivamente a Robert Redford e Claudia Cardinale, pilastri della recitazione nel XX secolo.

Ottobre

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
L’etologa Jane Goodall (Ansa).

Il primo ottobre è morta a Los Angeles l’etologa e antropologa britannica Jane Goodall. La 91enne di Londra ha rivoluzionato la scienza moderna, documentando per prima alcuni comportamenti sociali degli animali fino ad allora attribuiti solo alla specie umana. Il 3 ottobre lo spettacolo italiano ha salutato per l’ultima volta Remo Girone, attore noto per aver interpretato Tano Cariddi ne La piovra. Otto giorni dopo, invece, si è spenta in California Diane Keaton, premio Oscar nel 1978 per il film Io e Annie di Woody Allen, con cui strinse un duraturo sodalizio.

Novembre

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Le gemelle Alice ed Ellen Kessler allo zoo di Roma nel 1965 (Ansa).

L’8 novembre ci ha lasciato un’altra icona del Festival di Sanremo. È morto a soli 69 anni infatti Beppe Vessicchio, storico direttore d’orchestra al Teatro Ariston che nel corso della sua carriera ha lavorato con artisti del calibro di Roberto Vecchioni, Zucchero e Mia Martini. Il 17 novembre altro addio nel mondo dello spettacolo: a 89 anni sono morte Alice ed Ellen Kessler, tra le coppie più famose della scena europea. Quattro giorni dopo invece si è spenta nella sua Milano Ornella Vanoni, tra le voci simbolo della musica italiana nel Novecento.

Dicembre

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Rob Reiner con la moglie Michele (Ansa).

Il mese di dicembre, in cui il cinema internazionale ha detto addio a Brigitte Bardot, si è aperto invece con un altro importante lutto in Italia: il primo è morto infatti Nicola Pietrangeli, simbolo del tennis tricolore e due volte vincitore del Roland Garros nonché capitano dell’Italia in Coppa Davis nel trionfo in Cile del 1976. Il 10 dicembre è morta invece la scrittrice britannica Sophie Kinsella, famosa per la saga I Love Shopping. Quattro giorni dopo, il regista Rob Reiner è stato trovato assassinato assieme a sua moglie Michele Singer nella sua villa di Los Angeles.

  • 1 dicembre: Nicola Pietrangeli
  • 3 dicembre: Steve Cropper
  • 10 dicembre: Sophie Kinsella
  • 14 dicembre: Rob Reiner
  • 25 dicembre: Perry Bamonte
  • 28 dicembre: Brigitte Bardot

Milano, trovato morto sul divano: aveva denunciato la moglie a Natale

Una denuncia a novembre, un’altra a Natale e poi la morte. Sabato 27 dicembre a Milano è stato trovato morto sul divano un uomo, il 72enne Carlo Luigi Montalbetti. Secondo la prima ricostruzione, sarebbe stata la moglie a dare l’allarme al 112 all’alba, intorno alle 5.15. L’uomo è stato ritrovato disteso con dei segni all’altezza del petto, ma senza altre ferite evidenti in grado di spiegare il decesso. Un mistero su cui ora indagano gli specialisti della Omicidi della Squadra mobile, coordinati dal pm Laura Bigliotti.

Le continue liti e la denuncia prima di Natale

Secondo quanto ricostruito da Repubblica, Montalbetti era sposato da vent’anni ma da tempo i rapporti con la moglie non sarebbero stati pacifici. I vicini hanno raccontato di continue liti tra i due. Tanto che a novembre erano stati i poliziotti a dover intervenire per sedare una lite. Poi, quattro giorni prima di Natale, una nuova denuncia da parte di Montalbetti nei confronti della donna, una 52enne. Si attendono i risultati dell’autopsia per chiarire le cause della morte.

Dal 2026 un nuovo Paese entra nell’euro: ecco quale

La Bulgaria entrerà ufficialmente nell’area dell’euro il 1° gennaio 2026. La decisione è stata approvata dal Consiglio dell’Unione europea l’8 luglio 2025, con la fissazione del tasso di conversione irrevocabile: 1 euro varrà 1,95583 lev, lo stesso livello a cui la valuta bulgara è ancorata da anni. Il paese diventerà così il 21° membro dell’eurozona. L’ingresso non arriva all’improvviso. La Bulgaria aveva aderito agli Accordi europei di cambio (AEC II) il 10 luglio 2020, avviando il percorso di convergenza richiesto per l’adozione della moneta unica. Da allora il lev ha mantenuto una parità stabile con l’euro. Sempre dal 2020, inoltre, il sistema bancario bulgaro è sotto la vigilanza della Banca centrale europea, nell’ambito del Meccanismo di vigilanza unico.

I benefici dell’ingresso della Bulgaria nell’euro

Dal 2026 un nuovo Paese entra nell’euro: ecco quale
Euro (Ansa).

Secondo le istituzioni europee, l’ingresso nell’eurozona dovrebbe rafforzare l’integrazione economica, facilitare gli scambi commerciali, attrarre investimenti e ridurre i costi legati al cambio di valuta. La novità assume ulteriore rilevanza se si considera il contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina, che spinge Bruxelles a puntare su maggiore coesione interna.

Il passaggio divide il Paese

Sul piano interno, però, il passaggio all’euro divide l’opinione pubblica. I sondaggi mostrano un Paese spaccato: poco più della metà dei cittadini si dice favorevole, mentre una quota consistente teme un aumento dei prezzi e una perdita di potere d’acquisto. Le preoccupazioni sono particolarmente diffuse tra anziani e residenti delle aree rurali, in un contesto di redditi medi relativamente bassi. A questo si aggiungono anni di instabilità politica e una fiducia limitata nelle istituzioni. Le autorità europee respingono l’ipotesi di un forte impatto inflazionistico, ricordando che nei precedenti ingressi nell’eurozona gli effetti sui prezzi sono stati contenuti e temporanei. Resta comunque una fase delicata: fino al 31 gennaio 2026 sarà possibile pagare sia in lev sia in euro, prima del passaggio definitivo alla moneta unica.