A Miami è in programma un nuovo round di colloqui sulla guerra in Ucraina. Kirill Dmitriev, inviato speciale di Vladimir Putin, è in viaggio verso la Florida per prendervi parte insieme all’inviato speciale americano Steve Witkoff e al genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner. «Mentre i guerrafondai continuano a lavorare senza sosta per indebolire il piano di pace degli Stati Uniti per l’Ucraina, mi è tornato in mente questo video della mia precedente visita: la luce che squarcia le nubi temporalesche», ha scritto Dmitriev su X, accompagnando il suo post con un filmato. L’incontro fa seguito ai colloqui del giorno prima tra i negoziatori statunitensi e i funzionari ucraini ed europei. Marco Rubio, consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, ha dichiarato che potrebbe partecipare anche lui.
On the way to Miami .
As warmongers keep working overtime to undermine the US peace plan for Ukraine, I remembered this video from my previous visit – light breaking through the storm clouds. pic.twitter.com/LESPIc7qIS
Papa Leone XIV ha convocato il primo concistoro straordinario del suo pontificato, che si terrà il 7 e l’8 gennaio 2026. L’ha confermato la Sala Stampa della Santa Sede, aggiungendo che l’incontro con i cardinali sarà caratterizzato da momenti di comunione e fraternità, nonché da tempi dedicati alla riflessione, alla condivisione ed alla preghiera. Tali momenti, si legge nel comunicato, «saranno orientati a favorire un discernimento comune e a offrire sostegno e consiglio al Santo Padre nell’esercizio della sua alta e gravosa responsabilità nel governo della Chiesa universale». Il concistoro intende rafforzare la comunione tra il vescovo di Roma e i cardinali, chiamati a collaborare in modo particolare alla sollecitudine per il bene della Chiesa.
Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver colpito oltre 70 obiettivi dell’Isis in Siria con aerei da combattimento, elicotteri d’attacco e artiglieria. Il presidente Donald Trump ha definito l’operazione, supportata dalle Forze armate giordane, una «fortissima rappresaglia» contro l’organizzazione terroristica. «Stiamo colpendo con forza le loro roccaforti in Siria, un luogo intriso di sangue e afflitto da molti problemi, ma che ha un futuro promettente se l’Isis verrà debellato». E ancora: «Il governo siriano, guidato da un uomo che sta lavorando duramente per riportare la grandezza in Siria, ci sostiene pienamente. Tutti i terroristi così malvagi da attaccare gli americani sono avvertiti: sarete colpiti più duramente di quanto siate mai stati colpiti prima se, in qualsiasi modo, attaccherete o minaccerete gli Stati Uniti». L’attacco è stato compiuto come ritorsione per l’uccisione di tre cittadini americani a Palmira pochi giorni prima – due sergenti della Guardia nazionale dell’Iowa, William Howard ed Edgar Torres Tovar, e un interprete civile del Michigan, Ayad Mansoor Sakat.. Secondo Washington, l’azione era stata compiuta da un singolo militante dell’Isis.
Al via la commissione Bilancio del Senato sulla manovra. Ai lavori partecipa anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, arrivato in Senato intorno alle 10 di sabato 20 dicembre. Nel nuovo emendamento del governo, salta la possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare. Si sopprime così una norma introdotta dalla Legge di bilancio dello scorso anno ottenendo risparmi annuali fino a 130,8 milioni nel 2035 sulla spesa pensionistica nei prossimi anni.
Dal Tfr al Piano casa fino al Ponte sullo Stretto
Nel nuovo testo ci sono le risorse per i crediti d’imposta di Transizione 5.0 e per la Zona economica speciale (Zes), le misure sul Tfr, tra cui l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neo assunti, un contributo da 1,3 miliardi a carico delle assicurazioni, le risorse per il Piano casa e il rifinanziamento degli stanziamenti relativi al Ponte sullo Stretto di Messina, alla luce delle ultime decisioni della Corte dei Conti.
Un ragazzo di 11 anni è morto nel tardo pomeriggio di venerdì 19 dicembre 2025, in Val Venosta, dopo essere caduto mentre si stava arrampicando con un amico al parco giochi del paese. L’incidente è avvenuto a Laudes, frazione del Comune di Malles. Secondo le prime ricostruzioni i due si stavano arrampicando su un pendio particolarmente scosceso nel bosco e uno dei due avrebbe perso l’equilibrio, cadendo per decine di metri e morendo sul colpo. L’altro sta bene. Immediato l’allarme lanciato da alcuni uomini di una vicina falegnameria che hanno sentito le grida. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, i carabinieri e il soccorso alpino, ma per il giovane non c’è stato nulla da fare.
Il dipartimento di Giustizia americano ha iniziato a pubblicare centinaia di migliaia di file sul caso di Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minori morto suicida in carcere nel 2019. La pubblicazione è avvenuta in ottemperanza alla legge del Congresso, approvata alcune settimane prima e firmata da Trump. Non riguarda tutti i file ma oltre 300 mila pagine che contengono i nomi di almeno 1.200 vittime, nella maggior parte cancellati. Nei documenti c’è un elenco di 254 massaggiatrici e di decine di “visitors massage”. La lista dei contatti di Epstein era impressionante, anche se non significa nulla sul piano dei comportamenti di quelle persone o su eventuali reati. Ci sono tra gli altri Jose Aznar, Tony Blair, Michael Bloomberg, Naomi Campbell, il Duca di York, Leonardo Ferragamo, Ralph Finnies, Dustin Hoffman, Mick Jagger, Ted Kennedy, Henry Kissinger, Rupert Murdoch, Peter Soros, Eduardo Teodorani Fabbri e Bob Weinstein.
Michael Jackson in una foto contenuta nei file Epstein (X).
Le foto nei file Epstein
I file includono inoltre moltissime foto, tra cui alcune di Bill Clinton mai viste prima. In uno scatto viene immortalato mentre nuota in una piscina coperta con Ghislaine Maxwell, l’ex fidanzata e complice di Epstein, e un’altra donna il cui volto è stato oscurato. In un’altra foto c’è una giovane seduta sul bracciolo della poltrona di Clinton che gli circonda le spalle col braccio (volto anche qui oscurato).
Bill Clinton in una foto contenuta nei file Epstein (X).
Ci sono poi scatti di Epstein insieme a Michael Jackson e immagini di una cena con Maxwell, Clinton, Jackson e Mick Jagger. Oltre che dell’ex principe Andrea sdraiato sulle gambe di una sfilza di donne (l’unica non oscurata è Maxwell).
I dem attaccano: «Documenti censurati»
La Casa Bianca ha dichiarato che la pubblicazione dei file «dimostra che l’amministrazione Trump è la più trasparente della storia», ma i dem non sono d’accordo. Il deputato Ro Khanna, promotore della legge per la pubblicazione dei documenti, evidenzia che non sono stati rilasciati tutti e che molti sono stati censurati.
Il parlamento europeo ha approvato una risoluzione che sostiene l’iniziativa dei cittadini “My Voice, My Choice”, chiedendo alla Commissione di costruire un meccanismo di solidarietà per garantire l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza nei Paesi dove viene ostacolato o del tutto negato. A Strasburgo il dibattito si è mosso sul terreno dei diritti fondamentali, della salute pubblica, dell’eguaglianza sostanziale. Da Roma lo sguardo appare più corto, ripiegato su una gestione difensiva, quando non apertamente ideologica, della legge 194. Un solco.
Oltre 20 milioni di donne nell’Ue senza aborto sicuro
La risoluzione europea nasce da un dato di realtà: secondo la stessa documentazione della Commissione, oltre 20 milioni di donne nell’Unione europea vivono in Paesi dove l’accesso all’aborto sicuro è vietato o fortemente limitato da barriere legali e pratiche. L’Europa, pur priva di competenze dirette in materia sanitaria, sceglie una via indiretta ma politica: usare fondi comuni e cooperazione transfrontaliera per ridurre le disuguaglianze. È una modernità imperfetta, ma dichiarata. La salute riproduttiva viene trattata come prerequisito di cittadinanza, non come concessione morale.
Il 63,4 per cento dei ginecologi italiani è obiettore di coscienza
Il confronto con l’Italia è impietoso. Formalmente, il diritto esiste dal 1978. Nella pratica, la sua applicazione è diventata una corsa a ostacoli. L’ultima relazione ufficiale del ministero della Salute sull’attuazione della legge 194, basata sui dati 2022 e presentata con due anni di ritardo, certifica che il 63,4 per cento dei ginecologi italiani è obiettore di coscienza. In alcune regioni la percentuale supera l’80 per cento, con punte che arrivano oltre il 90. In Molise l’accesso all’IVG è garantito da un solo medico non obiettore sull’intero territorio regionale. In Sicilia e Abruzzo intere province risultano prive di un servizio continuativo. Il risultato è una geografia organica del diniego che costringe alla mobilità sanitaria o, nei casi peggiori, alla rinuncia.
Spalancata la porta ad associazioni apertamente anti-scelta
L’Europa, nella sua risoluzione, indica esplicitamente queste barriere come problemi da rimuovere: abuso dell’obiezione di coscienza, ritardi procedurali, ostacoli amministrativi privi di giustificazione clinica. In Italia, la risposta politica segue una traiettoria opposta. L’emendamento al decreto Pnrr approvato nel 2024 consente alle Regioni di coinvolgere soggetti del Terzo settore nei consultori pubblici, spalancando la porta ad associazioni apertamente anti-scelta. La misura non rafforza i servizi, non prevede nuove assunzioni, non riduce le liste d’attesa. Sposta il baricentro culturale dei consultori, nati come presidi laici di prevenzione e informazione, verso una funzione di dissuasione morale.
La polemica sulla “stanza dell’ascolto” dentro l’ospedale Sant’Anna di Torino
Il Piemonte è diventato un caso emblematico. La “stanza dell’ascolto” affidata al Movimento per la vita dentro l’ospedale Sant’Anna di Torino, il più grande presidio ostetrico d’Europa, è stata dichiarata illegittima dal Tar nel luglio 2025. I giudici hanno rilevato l’incompatibilità tra le finalità statutarie dell’associazione e la funzione di un servizio pubblico sanitario, oltre all’assenza di garanzie professionali per le persone coinvolte. La politica regionale ha minimizzato, parlando di stop temporaneo e di riscrittura della convenzione. Il segnale resta chiaro: l’intervento giudiziario argina, ma non corregge l’impostazione.
Sottoscrizione dell’apertura di una stanza ascolto al Sant’Anna di Torino per chi pensa all’aborto (Ansa).
Ritardi e scarsa trasparenza nelle relazioni annuali sull’attuazione della 194
C’è poi la questione strutturale della trasparenza. Le relazioni annuali sull’attuazione della 194 arrivano sistematicamente in ritardo e senza dati disaggregati per singola struttura sanitaria. Questo rende impossibile sapere in anticipo dove il servizio è realmente disponibile. L’associazione Luca Coscioni ha definito questa opacità una forma di ostacolo amministrativo strutturale. Anche qui la distanza con il dibattito europeo è evidente: a Bruxelles la trasparenza è parte integrante della garanzia dei diritti, in Italia resta un elemento marginale.
L’Italia non segue le raccomandazioni dell’Oms
Sul fronte dell’aborto farmacologico il quadro non migliora. Le linee di indirizzo del ministero della Salute del 2020 consentono l’uso della pillola RU486 fino alla nona settimana e in regime ambulatoriale. Eppure diverse Regioni continuano a imporre ricoveri ordinari di tre giorni o limitazioni temporali più restrittive, in contrasto con le indicazioni cliniche e con le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità. Una procedura semplice viene così trasformata in un percorso medicalizzato e scoraggiante. Nello stesso periodo, il parlamento europeo discute di telemedicina e accesso diffuso ai servizi di salute riproduttiva.
Manifestazione per il diritto all’aborto (Ansa).
Siamo tra i Paesi che rallentano l’evoluzione dei diritti riproduttivi
Il voto di Strasburgo ha messo in scena anche l’imbarazzo della delegazione italiana, tra errori, rettifiche e spaccature nella maggioranza. Ma il dato politico va oltre la cronaca parlamentare. L’Italia si colloca sempre più spesso sul fronte dei Paesi che rallentano l’evoluzione dei diritti riproduttivi, mentre Francia, Spagna e Germania spingono per un riconoscimento pieno e strutturale, arrivando a iscrivere l’accesso all’aborto nel perimetro delle garanzie fondamentali.
L’Unione indica una direzione: meno retorica, più accesso reale
Vista dall’Europa, l’Italia appare piccola perché difende una formalità svuotata invece di misurarsi con l’effettività dei diritti. La legge 194 resta in piedi, ma circondata da barriere amministrative, culturali e organizzative che ne riducono la portata. L’Unione, con tutti i suoi limiti, indica una direzione chiara: meno retorica, più accesso reale. Potrebbe sembrare una distanza tecnica. È una distanza profondamente politica. È piccola, piccolissima, l’Italia vista da qui.
L’azienda di calzature italiana Golden Goose cambia assetto proprietario con un’operazione da circa 2,5 miliardi: la cinese Hsg rileva la quota di maggioranza, mentre Temasek – fondo sovrano di Singapore – entra con una partecipazione di minoranza insieme a True Light Capital. I fondi gestiti da Permira hanno venduto una parte delle quote ma restano nel capitale come soci di minoranza. La governance resta stabile: l’amministratore delegato Silvio Campara continuerà a guidare l’azienda e Marco Bizzarri, oggi consigliere non esecutivo, assumerà il ruolo di presidente non esecutivo.
Le ragioni dell’investimento
L’investimento, spiegano le parti, punta a sostenere l’espansione internazionale del marchio facendo leva sull’esperienza dei nuovi azionisti nel lusso e nella tecnologia. Hsg ha già investito in Pop Mart, RedNote e Marshall; Temasek in Moncler ed Ermenegildo Zegna Group. Nelle dichiarazioni ufficiali si insiste sul rafforzamento della crescita senza snaturare l’identità produttiva italiana. Campara parla di partner strategici per «rafforzare le ambizioni di crescita globale» e Hsg si dice «onorata» di accompagnare Golden Goose nel nuovo capitolo mantenendo l’autenticità del brand. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro l’estate 2026. Golden Goose prevede anche di rimborsare integralmente, alla data del closing o a ridosso, le Senior Secured Floating Rate Notes con scadenza 2031 per complessivi 480 milioni.
Venerdì sera la premier Giorgia Meloni ha riunito d’urgenza i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il viceministro Maurizio Leo, per affrontare lo scontro interno alla Lega sulla manovra. Il vertice arriva dopo lo stop del partito di Salvini al pacchetto previdenziale che il Tesoro aveva inserito nel maxi-emendamento alla legge di bilancio. Secondo quanto riportato da Repubblica, nella notte i senatori leghisti avevano minacciato di lasciare il governo se Giorgetti non avesse tolto l’inasprimento dei criteri pensionistici per chi ha riscattato la laurea e l’ipotesi di un allungamento delle finestre mobili per chi vuole andare in pensione anticipata. Nel pomeriggio Tajani ha provato a ridimensionare lo scontro, parlando di «misunderstanding» dentro la Lega e confermando che la manovra verrà approvata «nei tempi previsti», rivendicando il sostegno al ceto medio. Intanto Elly Schlein punta il dito contro l’esecutivo: «Meloni pochi giorni fa alla camera faceva la spavalda, ma stanotte si è rotta la sua maggioranza».
La nuova Supermedia Agi/YouTrend, aggiornata al 18 dicembre e basata sui sondaggi effettuati tra il 4 e il 17 dicembre, chiude il 2025 con un quadro elettorale sostanzialmente immobile. La stabilità è la cifra dominante dopo le elezioni regionali in Campania, Puglia e Veneto, con variazioni minime per quasi tutte le forze politiche. Niente “effetto Atreju” per Fratelli d’Italia, che resta il primo partito al 29,8 per cento, con una flessione dello 0,1, mentre il Partito democratico segna un lieve incremento dello 0,1 e sale al 22,2 per cento.
Balzo per Azione
Nel campo progressista il calo più evidente è quello del Movimento 5 stelle, che perde lo 0,3 e scende al 12,2 per cento. Tra Forza Italia e Lega continua il duello per la terza posizione nel centrodestra: gli azzurri arretrano all’8,8 per cento (-0,2), mentre la Lega è all’8,4 (-0,1). Alleanza Verdi e Sinistra è sostanzialmente ferma al 6,4, con una variazione negativa dello 0,1. Nel quadro dei partiti minori emerge il rimbalzo di Azione, che sale al 3,5 per cento con un +0,4. Italia Viva è al 2,5 (-0,1) e +Europa all’1,7 (+0,1). Spostando lo sguardo sulle coalizioni, il centrodestra mantiene un vantaggio ampio al 48,3 per cento (-0,1). Il centrosinistra è al 30,3 (+0,1), il M5s al 12,2 e il Terzo Polo al 5,9 (+0,2).
Tether torna sotto osservazione per il nodo della governance, dopo che il Financial Times ha ricostruito un’operazione interna al gruppo che coinvolge la vendita del business di mining di bitcoin Peak Mining, controllato dalla tedesca Northern Data, di cui Tether è azionista di maggioranza. La società aveva annunciato a novembre la cessione dell’asset per un valore fino a 200 milioni di dollari, ma i documenti depositati negli Stati Uniti hanno poi indicato come acquirenti tre società — Highland Group Mining Inc, Appalachian Energy LLC e 2750418 Alberta ULC — finora sconosciute al mercato. La ricostruzione del quotidiano arriva dopo che a fine novembre S&P Global Ratings ha declassato la stablecoin a 5, il livello più basso della scala di valutazione, citando un aumento dell’esposizione ad asset rischiosi, ridotta trasparenza e criticità sul quadro regolamentare.
Le tre società apparterebbero ai vertici di Tether
Secondo i documenti societari citati dal Ft, i direttori di Highland Group sono Giancarlo Devasini, co-fondatore e presidente di Tether, e Paolo Ardoino, amministratore delegato; la società canadese ha come unico direttore Devasini. Non è chiaro invece chi gestisca la società registrata nel Delaware. La conseguenza è che asset maturati nell’orbita Tether vengono trasferiti a veicoli riconducibili agli stessi manager, senza che vi sia disclosure pubblica sulle parti correlate. La cessione arriva inoltre a ridosso dell’accordo con Rumble, piattaforma social di area conservatrice di cui Tether detiene una quota vicina al 50 per cento, per l’acquisizione di Northern Data. Il quotidiano richiama inoltre tre elementi che completano il quadro finanziario: un precedente accordo non vincolante in cui Northern Data aveva previsto di vendere Peak Mining per 235 milioni di dollari a Elektron Energy, società anch’essa diretta da Devasini; una quota del 48 per cento in Rumble, di cui Tether è già uno dei principali azionisti; e un prestito da 610 milioni di euro erogato da Tether a Northern Data che, secondo la struttura annunciata, dovrebbe essere saldato per metà attraverso una conversione in azioni Rumble e per l’altra metà tramite un nuovo prestito da Tether a Rumble garantito dagli asset di Northern Data.
Il Sole 24 Ore aveva deciso di festeggiare i suoi 160 anni come si conviene a una grande istituzione milanese: eventi, incontri, un concerto nel Duomo, una festa finale. E, a suggello, l’Ambrogino d’oro, massimo riconoscimento di meneghina benemerenza, consegnato dal sindaco Beppe Sala al direttore Fabio Tamburini, con accanto i nuovi vertici della casa editrice: l’amministratore delegato Federico Silvestri e la presidente Carmela Colaiacovo. Un’immagine compatta, quasi solenne, da fotografia ufficiale.
Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ed Elena Buscemi, presidente del Consiglio comunale, consegnano l’Ambrogino d’oro a Fabio Tamburini (Ansa).
I nomi pesanti in uscita: da Mincuzzi a Olivieri
Poco fuori dall’inquadratura, però, il quadro è meno celebrativo. In pochi mesi hanno lasciato il giornale oltre 20 giornalisti: più del 10 per cento di una redazione che ne conta circa 180. Tra loro due inviati storici come Angelo Mincuzzi e Antonella Olivieri, poi Marco Alfieri, Riccardo Barlaam (già a New York e poi capo degli Esteri), Giuseppe Chiellino, per anni corrispondente da Bruxelles, e Marco Rogari, volto noto della redazione romana. Uscite diverse per età, storie e motivazioni, ma concentrate in un tempo sorprendentemente breve. C’è chi parla di rapporti complicati con la direzione, chi rivendica semplicemente il diritto a cambiare aria. E poi ci sono quelli che hanno scelto il momento giusto per andarsene: vicini alla pensione, o abbastanza lontani da poter trasformare l’uscita in una nuova forma di permanenza. Giornalisti 50enni che lasciano il contratto ma restano come collaboratori, con compensi che si aggirano attorno ai 1.500 euro al mese. Un paradosso solo apparente, in un settore dove la stabilità è diventata un ricordo d’archivio.
Angelo Mincuzzi (Imagoeconomica).
La mancanza di annunci formali alla redazione
Colpisce che tutto avvenga senza annunci formali alla redazione. Le uscite scivolano via in silenzio, così come in silenzio era arrivato lo scorso settembre Claudio Antonelli da La Verità, chiamato a fare il vicedirettore della nuova testata 24OreNextMed. Anche qui, nessuna fanfara. Nel frattempo l’editoria continua a contrarre drammaticamente gli organici. Negli ultimi anni le redazioni dei giornali hanno perso oltre 6 mila giornalisti. In questo contesto, le uscite dal Sole 24 Ore fanno notizia per il numero, ma sono un sintomo di un sistema sempre più in affanno per trovare la sua sostenibilità. E raccontano di un giornale che celebra la propria storia mentre, inevitabilmente, ridisegna la propria forma.
C’è una nuova persona indagata nel caso della scomparsa di Emanuela Orlandi. Si tratta di una donna, secondo quanto apprende l’Adnkronos, alla quale viene contestato il reato di false informazioni al pubblico ministero. L’iscrizione nel registro degli indagati arriva all’interno del nuovo filone di accertamenti avviato dalla procura di Roma nel maggio 2023, quando l’indagine è stata riaperta con l’ipotesi di sequestro di persona a scopo di estorsione. La donna è stata ascoltata venerdì mattina in presenza del suo difensore. Gli inquirenti intendono approfondire le circostanze su cui aveva riferito in passato, valutando eventuali discordanze rispetto alle risultanze raccolte nell’ultimo anno e mezzo.
La riapertura delle indagini su Emanuela Orlandi
Dal 2023 i pm, insieme ai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma, stanno procedendo a una rilettura sistematica degli atti accumulati in oltre quattro decenni di inchieste, iniziative parlamentari, piste archiviate e testimonianze spesso contraddittorie. L’obiettivo è verificare elementi ritenuti rilevanti sulle ore immediatamente precedenti alla scomparsa della cittadina vaticana, avvenuta il 22 giugno 1983. A 42 anni dai fatti, l’inchiesta torna dunque a concentrarsi su testimoni, dichiarazioni e ricostruzioni che potrebbero aver inciso sulle direzioni intraprese dagli investigatori, nel tentativo di chiarire se informazioni non veritiere abbiano condizionato dei passaggi chiave di una delle storie giudiziarie più controverse del Paese.
Ora è ufficiale: la Fontana di Trevi diventa a pagamento, almeno per i turisti. Lo ha annunciato Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, in una conferenza stampa alla sala Esedra, spiegando che dal primo febbraio 2026 verrà istituto «un biglietto a pagamento per i turisti» per sei siti monumentali e museali della Capitale, che finora erano gratuiti: Fontana di Trevi appunto (solo per l’ingresso davanti al catino con un ticket di 2 euro), Villa di Massenzio, Museo Napoleonico, Museo Carlo Baracco, Museo Pilotti e Museo Canonica. Il primo cittadino ha poi aggiunto che l’ingresso a tutti i musei e siti monumentali di Roma Capitale sarà gratuito, sempre dal primo febbraio, per le persone residenti nella città metropolitana.
Un uomo di 59 anni è stato fermato nella notte dei carabinieri di Prato. Secondo la ricostruzione della Procura avrebbe versato di nascosto la droga dello stupro nella minestra di una dipendente all’interno della sua ditta, dopo averla convinta a restare qualche ora in più a lavoro. La vittima, 24 anni, è stata poi violentata. La ragazza si è risvegliata priva di conoscenza all’interno di un camper, con vestiti diversi rispetto a quelli che indossava. Così si è recata in ospedale e ha denunciato l’accaduto. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle videocamere di sorveglianza che avrebbero ripreso la violenza. Nell’organismo della vittima era presente, inoltre, del benzodiazepine, sostanza spesso associata a episodi simili.
Manca sempre meno alla 76esima edizione del Festival di Sanremo, in programma all’Ariston dal 24 al 28 febbraio 2026 e in diretta su Rai 1 e in simulcast su Rai Radio 2 e in streaming su RaiPlay. Pronti i 30 Big, che hanno svelato i titoli delle loro canzoni in gara, e le Nuove Proposte, selezionate due da Area Sanremo e altrettante dal talent Sarà Sanremo. Chiunque voglia assistere alla performance dal vivo deve dunque iniziare a pensare ai biglietti. Per l’acquisto, dati i posti limitati, bisognerà dapprima registrarsi sul sito ufficiale e poi aspettare la selezione, effettuata a sorte da un software automatico. Ciascun utente potrà, se estratto, comprare due ticket. Ecco il costo.
Sanremo 2026, quanto costano i biglietti: aumenti di circa il 20 per cento
Carlo Conti sul palco di Sanremo 2025 (Ansa).
Dopo anni in cui il prezzo era rimasto invariato, dal 2026 è aumentato il costo dei biglietti. A deciderlo il Comune di Sanremo assieme alla Rai, che hanno optato per un surplus pari a circa il 20 per cento rispetto allo scorso anno, giustificando la mossa come un’imposizione da parte del mercato, anche alla luce della grande richiesta. Quanto bisognerà spendere? Per un posto in galleria, ossia il settore più economico dell’Ariston, occorrerà sborsare 135 euro per le prime quattro serate, ossia dal 24 al 27 febbraio. Per la finale il costo salirà a 430 euro. Ben più alti invece i prezzi per la Platea, dove per i primi quattro appuntamenti saranno necessari 240 euro a persona. Il costo sale a 875 euro per la finale in cui scoprire tutti i premi. Nessuno sconto nemmeno se si acquista il carnet completo per le cinque serate: in galleria costa 958 euro, in platea ben 1.835.
Come registrarsi per sperare in un posto all’Ariston
Per potersi aggiudicare un posto al Teatro Ariston in vista di Sanremo 2026 bisognerà innanzitutto effettuare la registrazione su sanremo2026rai.vivaticket.it. Le iscrizioni saranno concesse nel periodo che va dalle ore 9 di lunedì 22 dicembre fino alle ore 18 dell’8 gennaio successivo. Ciascun utente dovrà inserire, negli appositi campi, diversi dati personali: nome e cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, indirizzo di posta elettronica, numero di recapito telefonico e l’indicazione di un documento d’identità in corso di validità. Sempre in fase di registrazione sarà richiesto anche di inserire il giorno e il settore dell’Ariston (Galleria, più economica, o Platea) per cui si intende acquistare uno o due biglietti. È consentita una sola registrazione per utente: ulteriori iscrizioni multiple saranno bloccate o eliminate in un secondo momento.
L’esterno del Teatro Ariston durante Sanremo (Ansa).
A questo punto non resterà che aspettare. Sarà un software automatico a scegliere i partecipanti in modo del tutto casuale, alla presenza di un notaio per valutarne il corretto ed equo funzionamento. Svolti tutti i passaggi, infatti, dal 15 gennaio al 3 febbraio, tutti gli utenti che avranno completato la fase di registrazione riceveranno una mail all’indirizzo indicato all’iscrizione da parte di Vivaticket. I fortunati estratti troveranno anche le indicazioni su quando e come procedere con il proprio acquisto per assistere al Festival. Resta dunque inteso che completare la propria registrazione sul sito ufficiale non dà alcun diritto automatico all’acquisto del tagliando, ma consente solo di partecipare al processo di selezione.
Dopo la notte complicata della maggioranza sul tema manovra, dall’aula del Senato Elly Schlein punta il dito contro l’esecutivo: «È finita Atreju ma il paese reale è lì con i suoi problemi. Meloni pochi giorni fa alla camera faceva la spavalda, ma stanotte si è rotta la sua maggioranza», ha dichiarato. Secondo la leader dem: «Giorgetti sfiduciato ha ritirato la sua proposta ma l’aumento dell’età pensionabile è già in manovra, aumenterà per il 96 per cento dei lavoratori incluse le forze dell’ordine». Schlein ha poi parlato di una situazione di forte confusione, chiedendo un chiarimento diretto da parte della presidente del Consiglio e del titolare del Mef.
Schlein: «Pazzesco il colpo di mano tentato sulle pensioni»
Nel suo intervento e successivamente in conferenza stampa, la segretaria del Pd è tornata con forza sul tema previdenziale. «In un momento di caos per il momento vorremmo chiarezza da Meloni e Giorgetti. Trovo pazzesco questo colpo di mano tentato sulle pensioni perché non si scherza con i risparmi di chi ha lavorato una vita intera. Sulle pensioni si consuma il più alto tradimento delle promesse elettorali della Meloni», ha affermato. Schlein ha inoltre precisato che «l’aumento dell’età pensionabile non cade con il ritiro dell’emendamento». Poi l’appello: «Chiediamo alla maggioranza di votare il nostro emendamento per il blocco. Così come il resto del pacchetto messo a punto con l’opposizione». E infine la richiesta al governo a fornire «garanzie» sulle parti eliminate della manovra che riguardano «Transizione 5.0, caro materiale e Zes unica».
Dopo il rinvio annunciato nella serata del 18 dicembre, l’Unione europea punta a firmare l’accordo commerciale con il Mercosur il 12 gennaio in Paraguay. Lo riferiscono fonti diplomatiche. Al termine del vertice Ue, che ha sancito lo slittamento a gennaio della firma rispetto alla data prevista del 20 dicembre (in Brasile), la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen si è detta fiduciosa che verrà raggiunta una «maggioranza sufficiente» tra i 27 Paesi per approvare l’intesa con ulteriori garanzie: tra quelli che hanno preso tempo c’è anche l’Italia. Palazzo Chigi ha fatto sapere che «il Governo italiano è pronto a sottoscrivere l’intesa non appena verranno fornite le risposte necessarie agli agricoltori, che dipendono dalle decisioni della Commissione europea e possono essere definite in tempi brevi».
Unicredit si è aggiudicato, a seguito di partecipazione al bando di gara, il servizio di tesoreria del Comune di Latina per il periodo 1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2030. Un passo significativo per la banca, che rafforza la propria presenza nel Lazio e conferma il proprio impegno a supportare le amministrazioni pubbliche con soluzioni innovative, digitali e sostenibili in grado di semplificare la gestione finanziaria e garantire efficienza e trasparenza. Il Comune di Latina, seconda città del Lazio per numero di abitanti dopo Roma, rappresenta un partner strategico per lo sviluppo del territorio. L’affidamento del servizio di tesoreria costituisce un importante opportunità per consolidare la relazione con la comunità locale, favorendo la crescita e la modernizzazione dei servizi.
Fiorini: «Confermiamo la nostra competitività nel settore»
Queste le dichiarazioni di Roberto Fiorini, Regional manager Centro Italia di Unicredit: «Confermiamo la nostra competitività nel settore delle tesorerie degli enti che possono contare sulla forte esperienza, sulla capillare operatività e sulle risorse digitali della banca per offrire un servizio di tesoreria sicuro, innovativo e orientato alle esigenze del territorio».
C’era una volta la Germania, quella di Helmut Kohl e di Angela Merkel, che in Europa aveva un peso e un ruolo guida fondamentale. Oggi quella locomotiva non esiste più. Friedrich Merz avrebbe voluto quantomeno riagganciarsi ai suoi illustri predecessori, ma il declino tedesco è palese e non bastano certo dosi industriali di propaganda per mascherare la realtà. A Berlino il cancelliere sta fallendo su ogni fronte, tanto che quasi si rimpiange Olaf Scholz, che almeno aveva il senso della moderazione. Mentre i consensi del cancelliere continuano a scendere, ora si attestano intorno al al 23 per cento, l’ultimo disastro sul palcoscenico internazionale si è consumato a Bruxelles, dove, anche se è stato approvato il finanziamento dell’Ucraina per i prossimi due anni, il progetto di utilizzare gli asset russi congelati è stato nettamente bocciato.
Volodymyr Zelensky e Friedrich Merz (Ansa).
La sconfitta sull’utilizzo dei beni russi congelati
Uno schiaffo sia per Merz sia per la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. L’asse fra Berlino e Bruxelles è stato spazzato via dalla resistenza di piccoli e grandi Paesi, o presunti tali: un tempo nazioni come Belgio e Italia si sarebbero piegate all’autorità della Germania, oggi la diplomazia di Berlino è invece debole e insufficiente. Merz e i volonterosi, Commissione Ue in prima linea, seguita a ruota dalla Polonia e dai Baltici, avrebbero voluto l’espropriazione dei beni russi congelati. Il progetto poggiava su fragili basi, sia politiche sia legali, e si è scontrato con la solita frammentazione all’interno dell’Ue. L’Ucraina verrà così finanziata con 90 miliardi per i prossimi due anni, a spese dei contribuenti europei, sperando che serva a qualcosa. I dubbi infatti restano, considerando che i circa 280 miliardi stanziati dall’Europa dall’inizio del conflitto sono stati sì sufficienti a tenere in piedi l’ex repubblica sovietica, ma non a riconquistare i territori perduti, e che i quasi 90 miliardi già stanziati devono essere ancora concretamente allocati. Tradotto: Kyiv non li ha ancora ricevuti.
Ursula von der Leyen e Friedrich Merz (Imagoeconomica).
La tenuta della coalizione è a rischio
Discrepanza non indolore per l’Ucraina, dovuta a questioni tecniche e burocratiche e forse ai rischi legati a un sistema poco trasparente e incline alla corruzione. A questo si aggiunge il fatto che il supporto militare non si può misurare solo sulla quantità, ma anche sulla qualità. Limitandosi esclusivamente alla Germania, Merz non ha ceduto sui missili a lunga gittata Taurus, così come Emmanuel Macron e Keir Starmer hanno inviato a Kyiv poco o nulla del loro arsenale offensivo fatto di Mirage e Scalp-Storm Shadow. Il cancelliere tedesco ha mostrato fino a oggi una grande capacità retorica, dimenticandosi però il realismo e non è un caso che le dimostrazioni di debolezza di cui maldestramente ha dato sfoggio all’estero, anche sul lato mediorientale e asiatico, si ripercuotano a Berlino, dove non si sa se davvero di questo passo la coalizione di governo arriverà a fine legislatura.
Friedrich Merz e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).
La crescita dell’AfD e le critiche degli industriali
La Germania continua infatti a sbandare. Il cancelliere continua a prestare involontariamente il fianco all’opposizione di estrema destra dell’Alternative für Deutschland, in crescita nei sondaggi per le elezioni regionali del prossimo anno ed è già il secondo partito a livello nazionale. Non solo: Merz è riuscito a mettersi contro anche gli industriali, che, nonostante qualche timido segnale positivo, gli hanno rimproverato immobilità. «La situazione economica è in caduta libera, ma il governo federale non sta reagendo con sufficiente decisione», ha tuonato il presidente della Confindustria tedesca Peter Leibinger sottolineando i costi energetici eccessivi, le spese operative elevate, i salari in aumento e la burocrazia eccessiva. La Germania è ritornata a essere un gigante dai piedi d’argilla in un’Europa in balia di se stessa, stretta ora nella morsa tra Stati Uniti e Russia.