Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth di aver nominato un inviato speciale degli Stati Uniti in Groenlandia: l’incarico è andato a Jeff Landry, dal 2024 governatore repubblicano della Louisiana. Il nuovo inviato ha risposto con su X ringraziando Trump: «Un onore servirti in questa posizione da volontario per rendere la Groenlandia parte degli Stati Uniti». Poi Landry precisato che la nuova funzione non interferirà con il suo ruolo di governatore, segnalando la natura non esecutiva e non esclusiva dell’incarico. La nomina non ha ancora ricevuto una reazione ufficiale da parte delle autorità danesi o groenlandesi.
Thank you @realDonaldTrump! It’s an honor to serve you in this volunteer position to make Greenland a part of the U.S. This in no way affects my position as Governor of Louisiana!
Tencent ha un nuovo responsabile dell’intelligenza artificiale. Il colosso tecnologico di Shenzhen ha scelto Yao Shunyu, ex ricercatore di OpenAI, per guidare la divisione di infrastrutture IA. Riporterà al presidente Martin Lau. Tra i suoi compiti, lo sviluppo di piattaforme di addestramento per i modelli di grandi dimensioni o LLM e attività legate a soluzioni per l’inferenza ad alte prestazioni con focus su efficienza e innovazione, elementi cruciali per l’evoluzione tecnologica dell’azienda cinese. Come riporta il South China Morning Post, Tencent ha parallelamente smembrato il team di apprendimento automatico, riassegnandone i membri alle divisioni AI Infrastructure e Data Computing Platform.
Chi è Yao Shunyu, nuovo capo dell’IA di Tencent
Laureato alla Tsinghua University e a Princeton, Yao ha maturato esperienze importanti presso varie aziende tech americane tra cui Google (Alphabet) e Microsoft prima di approdare in OpenAI come ricercatore IA. In carriera si è focalizzato principalmente sullo sviluppo degli agenti intelligenti, area chiave per il futuro dell’automazione cognitiva e dei sistemi intelligenti adattivi. Durante l’ultima conference call sui risultati trimestrali, tenutasi a novembre, il presidente di Tencent ha anticipato l’assunzione di ricercatori IA di alto livello per migliorare la famiglia di modelli Hunyuan. Nel 2025, il colosso cinese ha reso open source più di 30 nuovi modelli di intelligenza artificiale, tra cui diversi legati alla generazione 3D.
Fanil Sarvarov, capo del dipartimento di addestramento operativo dello stato maggiore delle Forze Armate della Federazione Russa, è rimasto ucciso nell’esplosione di un’auto nella zona sud di Mosca. Gli inquirenti russi, scrive la Tass, stanno valutando diverse teorie sull’omicidio, secondo una delle quali «l’attentato sarebbe stato organizzato dai servizi speciali ucraini». Sarvarov, che aveva 56 anni, a maggio del 2024 aveva ricevuto il grado di generale luogotenente da Vladimir Putin.
Nella giornata del 19 dicembre 2025, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato il bando di concorso pubblico per le assunzioni di 32 figure in possesso del titolo di studio della laurea. Il reclutamento riguarda, nel dettaglio, 30 specialisti nella formazione e nella comunicazione e due esperti di traduzione di testi in lingua inglese. Ecco, dunque, quali sono le informazioni essenziali per prendere parte alla procedura, dove reperire il bando, quali sono i requisiti richiesti, in che modo inviare la domanda di partecipazione e in cosa consistono le prove di selezione in considerazione del fatto che il concorso è per titoli ed esami.
Concorso Presidenza Consiglio ministri 2025, quali sono i profili ricercati?
Svolgimento delle prove di un concorso pubblico (Imagoeconomica).
C’è tempo fino al 19 gennaio 2026 per inviare la domanda di candidatura al concorso pubblico per 32 posti di esperti laureati presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Le immissioni saranno disciplinate da rapporti di lavoro a tempo indeterminato e a orario pieno e si articoleranno, nel dettaglio, in:
30 assunzioni nel profilo professionale di specialista esperto di formazione, comunicazione e sistemi di gestione, da destinare alla Scuola nazionale dell’amministrazione, posizione economica F3 (codice 30AF3-SNA);
due assunzioni nel profilo professionale di specialista di segreterie direzionali, con competenze in materia di traduzione di testi in e da lingua inglese e servizio di interpretariato, posizione economica F1 (codice 2AF1-PCM).
Quale titolo di studio serve per il concorso Presidenza Consiglio ministri 2025?
Per quanto concerne i requisiti per candidarsi al concorso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri 2025, è importante leggere quanto riporta al bando all’articolo 2. In particolare, sui titoli di studio si richiede la laurea magistrale o titolo equiparato nelle classi di laurea:
Giurisprudenza (LMG 01);
Informatica (LM 18);
Ingegneria gestionale (LM 31);
Lingue e letterature moderne europee e americane (LM 37);
Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale (LM 38);
Psicologia (LM 51);
Relazioni internazionali (LM 52);
Scienze dell’economia (LM 56);
Scienze della comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità (LM 59);
Scienze della politica (LM 62);
Scienze delle pubbliche amministrazioni (LM 63);
Scienze economico-aziendali (LM 77);
Scienze filosofiche (LM 78);
Scienze statistiche (LM 82).
Scienze pedagogiche (LM 85);
Sociologia е ricerca sociale (LM 88).
Per candidarsi alle prove per l’altro profilo professionale, quello dei due posti di specialista di segreterie direzionali, occorre il possesso della laurea triennale:
Lingue e culture moderne (L 11);
Mediazione linguistica (L 12).
Come inviare la domanda di candidatura?
Per inviare la domanda di candidatura al concorso per i posti alla Presidenza del Consiglio è necessario utilizzare il portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa). Dopo aver fatto l’accesso con Spid, Cie o Cns, occorre:
ricercare la pagina del bando di interesse;
cliccare su uno dei due tasti «Invia la tua candidatura» corrispondenti ai due profili professionali del concorso;
compilare il form di domanda;
allegare i documenti richiesti;
cliccare sul tasto «Conferma e invia» entro la scadenza delle ore 23.59 del 19 gennaio 2026.
Per quanto riguarda le procedure concorsuali, si prevede una prova preselettiva, una scritta, una orale e la valutazione dei titoli per entrambi i profili ricercati. Tutte le informazioni su come prepararsi al concorso sono reperibili nel bando, agli articoli 5, 6, 7, 8 e 9.
James Ransone, attore statunitense noto soprattutto per aver recitato nella serie HBO The Wire, si è tolto la vita a 46 anni. Secondo l’ufficio del medico legale di Los Angeles, la star si sarebbe suicidata in un capanno lo scorso 19 dicembre. «Ti ho detto che ti avrei amato 1.000 volte e so che ti amerò ancora», ha scritto la moglie Jamie McPhee su Instagram. «Grazie per avermi fatto i doni più grandi: te, Jack e Violet (i due figli, ndr.). Saremo insieme per sempre». Nel 2021, Ransone aveva denunciato abusi sessuali subiti da bambino da parte di un ex tutor durante gli Anni 90 che lo costrinsero a lottare contro la tossicodipendenza per diverso tempo.
RIP James Ransone. His horror credits included the Sinister movies, It: Chapter Two, and The Black Phone. pic.twitter.com/1qb7EOgljZ
La carriera di James Ransone: da The Wire a It – Capitolo 2
Originario di Baltimora, dove era nato il 2 giugno 1979, James Ransone ha studiato presso il George Washington Carver Center for Arts and Technology prima di frequentare i corsi alla School of Visual Arts di Manhattan. Il primo ruolo è arrivato nel 2001 con il film The American Astronaut, cui due anni dopo ha fatto seguito il grande successo con The Wire. Nella serie HBO, racconto duro e realistico della società statunitense nel rapporto con il traffico di stupefacenti, ha vestito i panni dello sfacciato Charles “Ziggy” Sobotka, figlio del leader sindacale Frank (Chris Bauer). Pur avendo preso parte a soli 12 episodi, il suo personaggio è rimasto fra i più noti della seconda stagione, in quanto protagonista di alcune scene cult fra gli appassionati. Avrebbe collaborato con HBO anche nel 2008 con la serie Generation Kill, tratta dall’esperienza del giornalista di Rolling Stone Evan Wright in Iraq.
Fra il 2010 e il 2013, sempre sul piccolo schermo, fu nel cast della serie Treme, cui seguirono alcune esperienze in Bosch e Mosaic. Nella seconda parte di carriera, James Ransone ha recitato soprattutto al cinema. In Tangerine, diretto dal regista premio Oscar per AnoraSean Baker, fu un personaggio di nome Chester, losco fidanzato di una prostituta transgender. Fra il 2012 e il 2015 è apparso anche nella dilogia horror soprannaturale Sinister, dove ha vestito i panni del vicesceriffo di Chatford, paese della Pennsylvania teatro di orribili tragedie. Nel 2019 è stato invece Eddie Kaspbrak in It – Capitolo 2, secondo capitolo della saga tratta dal romanzo di Stephen King con Jessica Chastain, Bill Hader e Bill Skarsgard. Nel 2021 e nel 2025 ha interpretato Max in The Black Phonee nel sequel diretto con Mason Thames e Ethan Hawke.
Gli omaggi dei colleghi, da Spike Lee a Sean Baker
Immediato il cordoglio di Hollywood. «Riposa in pace, caro fratello», ha postato su Instagram Spike Lee, che ha diretto James Ransone in Inside Man e Red Hook Summer. Commosso anche Sean Baker, che oltre a Tangerine lo ha voluto nel cast di Starlet: «Mi mancherai tantissimo, amico mio». Anche Mya Taylor, sua co-protagonista proprio in Tangerine, gli ha reso omaggio parlando di «un ragazzo molto dolce e divertente» che, con il suo sorriso, l’ha aiutata «ad affrontare la celebrità». Sui social ha parlato anche Madeleine McGraw, apparsa in The Black Phone. «Faccio fatica a esprimere con le parole il profondo vuoto che avverto», ha scritto in una story Instagram. «Il mio cuore è a pezzi. Era pieno di gentilezza e colmo di passione, un’anima molto bella».
La Manovra di bilancio approda lunedì mattina in Senato per il passaggio decisivo, con l’esecutivo che punta a chiudere entro Natale per evitare l’esercizio provvisorio e arrivare al via libera della Camera il 30 dicembre. Nel rush finale sono state riassorbite le tensioni interne al governo dopo il blitz della Lega sulle pensioni: Matteo Salvini rivendica di aver ottenuto lo stop a un ulteriore irrigidimento dei requisiti per l’uscita anticipata, affermando: «Abbiamo chiesto 10 miliardi di euro alle banche e abbiamo ottenuto che non ci sarà l’aggravamento delle condizioni per andare in pensione». Sul piano delle misure, scompaiono anche il riscatto agevolato della laurea e finestre più lunghe per lasciare il lavoro, mentre aumentano i tagli sull’anticipo di lavoratori precoci e usuranti. Per evitare nuovo attrito, il governo ha disinnescato anche il fronte del condono edilizio trasformandolo in un ordine del giorno che «impegna il governo ad adottare» la norma nel «primo provvedimento utile», cioè un decreto. Dal fronte delle opposizioni si alzano le critiche di Pd, M5s e Cgil, che accusano l’esecutivo di scaricare i costi su lavoratori e servizi.
L’Aula del Senato (Imagoeconomica).
Le critiche delle opposizioni sulla Manovra
Elly Schlein definisce la legge «fatta tagliando le pensioni, sulla pelle di chi ha lavorato una vita, che colpisce la sanità pubblica e taglia scuola e università», mentre per Francesco Boccia (Pd) «siamo alla peggiore legge di bilancio degli ultimi 30 anni». Giuseppe Conte parla di una Manovra «misera e ingiusta», pur rivendicando lo stop a «obbrobri come la corsa al condono e l’innalzamento del tetto del contante a 10 mila euro». Per Stefano Patuanelli (M5s), il ritiro delle norme sulle pensioni è «una figuraccia politica e istituzionale» che ha evitato di oltrepassare «la linea Maginot delle pensioni». Il segretario Cgil Maurizio Landini alza ulteriormente i toni: «Lo spettacolo indegno di queste ore sul maxi emendamento alla Manovra conferma che c’era una ragione di più per scioperare». Per lui il governo «si taglia sui più deboli mentre si sta dalla parte dei forti» e promuove «una logica inaccettabile».
Il governo rivendica compattezza
Il responsabile nazionale di FdI Giovanni Donzelli risponde alle polemiche affermano che la coalizione è «compatta», grazie anche alla premier Giorgia Meloni che «fa sintesi». Il vicepremier Antonio Tajani definisce «fisiologiche» le fibrillazioni nella Lega e difende la legge sull’Irpef che «riduce l’aliquota dal 35 al 33 per cento» e sostiene «il ceto medio». Meloni cita un sondaggio di Affaritaliani.it secondo cui il 58,9 per cento degli italiani approva le misure: «Ci incoraggia e ci responsabilizza ancora di più».
Cresce l’attesa per le aperture della Borsa italiana e dello spread tra Btp e Bund tedeschi nel primo giorno della settimana di Natale. Venerdì 19 dicembre Milano ha concluso la sua giornata positivamente, con un incremento dello 0,66%.
.Le forze russe hanno attraversato la frontiera con l’Ucraina presso il villaggio di Hrabovske, nella regione di Sumy, costringendo l’esercito ucraino a ritirarsi da alcune posizioni nella zona. Lo riporta l’agenzia Ukrinform citando l’ufficio stampa delle forze armate di Kyiv. Oltre 50 civili ucraini sono stati «portati via con la forza» dalla zona, venendo «trasferiti in territorio della Federazione Russa». La maggioranza sarebbero anziani e donne, come denunciato da un portavoce della difesa. I militari ucraini stanno tentando di respingere gli occupanti. Mosca non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla questione. Il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleg Grygorov, ha esortato la popolazione a evacuare «per salvare vite umane».
Il caso del centro sociale Askatasuna di Torino ha riportato l’attenzione sugli sgomberi di altri immobili occupati in altre città d’Italia. A Roma, in particolare, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza dovrebbe occuparsene dopo le festività natalizie, con focus su occupazioni storiche come quella di Casapound all’Esquilino e lo SpinTime in via Santa croce in Gerusalemme. Secondo l’Ansa, se ne discuterà dopo la chiusura del Giubileo del 6 gennaio. Nello specifico, l’immobile di proprietà del Demanio occupato dall’estrema destra è sesto nella lista degli sgomberi della prefettura capitolina, davanti al centro sociale di San Giovanni dove si trovano anche molti minorenni.
Dario Cipullo, il 16enne di Novara che nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 dicembre 2025 non era tornato a casa dopo una festa a casa di amici, è stato trovato morto. Il suo corpo è stato rinvenuto nel canale Cavour ad Agognate, nei pressi della rotonda che porta al castello autostradale dell’A4 di Novara Ovest. Dario era stato visto per l’ultima volta intorno all’1 di notte nei pressi del centro commerciale San Martino, dove si era fatto lasciare dal padre di una amica per poi proseguire a piedi fino a casa sua, che si trova a poche centinaia di metri. Nell’abitazione, però, non ci è mai arrivato, e da quel momento il suo telefono è risultato spento. Sul caso indagano i carabinieri.
Sofia Goggia ha vinto il SuperG della Val d’Isere dominando la prova dall’inizio alla fine. Seconda la neozelandese Alice Robinson, terza l’americana Lindsey Vonn, quarta l’altra azzurra Elena Curtoni. Per Goggia si tratta della 27esima vittoria in Coppa del Mondo, l’ottava in SuperG .«Ho sciato con tanto margine e la mia gara è stata condizionata dal vento», ha spiegato una volta tagliato il traguardo. «Se fossi arrivata quarta o quinta non sarei rimasta stupita. Ieri per me è stata una giornata emotivamente molto dura, ho pianto un’ora al pomeriggio per l’occasione buttata, però il dolore dell’oggi è la benzina del domani, inteso come giornata ma anche momento storico. Sono ripartita da quel dolore lì, la mia carriera è sempre stata costellata da questa voglia di riscatto e vincere oggi è bello e ci sta». Il riferimento è alla gara di sabato 20 dicembre, dove è arrivata ottava.
Sofia Goggia va fortissimo e perde solo qualcosa nel finale: è lei la vincitrice di questo SuperG
Alcune foto legate al caso Epstein inizialmente pubblicate sul sito del dipartimento di Giustizia americano sono sparite senza alcuna spiegazione. Tra le foto immagini rimosse, almeno 16, c’è quella che ritrae la credenza nella casa del finanziere con cassetto aperto e, all’interno, alcuni scatti tra cui uno con Donald Trump accanto a lui, Melania Trump e Ghislaine Maxwell. Un altro mostra il presidente Usa in piedi circondato da donne in costume da bagno. I democratici della Commissione di Vigilanza della Camera l’hanno subito ripubblicata sui social: «Cos’altro viene insabbiato? Il pubblico americano ha diritto alla trasparenza». Altre 12 foto mancanti mostrano dipinti di donne nude e la famigerata sala massaggi, luogo di presunte aggressioni sessuali.
Foto del cassetto di Epstein sparita dal sito del governo (X).
L’ipotesi un incontro trilaterale tra rappresentanti di Russia, Stati Uniti e Ucraina «non è finora stata discussa seriamente e non è al momento presa in considerazione». L’ ha affermato ai giornalisti Yuri Ushakov, consigliere presidenziale russo, citato dalla Tass. Il portavoce del Cremlino Dmytry Peskov ha inoltre riferito che il programma di Vladimir Putin non include ancora una telefonata con il presidente americano Donald Trump, aggiungendo tuttavia che Putin è «pronto al dialogo» con il leader francese Emmanuel Macron. Intanto a Miami proseguono letrattative per la pace, definite «costruttive» dall’inviato russo Kirill Dmitriev. Il round di negoziati con gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner, iniziato sabato 20 dicembre, continuerà anche domenica.
Una ragazza di 33 anni è rimasta gravemente ferita a Palermo a causa di alcuni colpi di fucile esplosi in piazza Nascé, luogo della movida. I fatti si sono verificati intorno alle 2.30 di domenica 21 dicembre in via Quintino Sella, adiacente alla piazza. La giovane era seduta in un locale a bere un drink quando è stata raggiunta alla spalla da un proiettile. Il colpo è stato fatto partire da una Smart che, fuggita dopo aver sparato, ha anche investito due pedoni all’altezza di via Mazzini. La 33enne, che non sarebbe stata l’obiettivo dell’agguato, è stata trasportata in codice rosso a Villa Sofia. Le sue condizioni sono gravi ma non è in pericolo di vita. L’aggressore non è ancora stato identificato.
In Malesia da qualche tempo McDonald’s ha un rivale, piccolo ma agguerrito. Nel Paese del Sud-est asiatico, sta facendo parlare di sé un fast food locale. Ahmad’s Fried Chicken è nato nell’estate del 2024, quasi per caso, per offrire ai malesi hamburger e pollo fritto locale e di qualità rispetto a quelli della catena americana. E, perché no, un’alternativa “Gaza Friendly” visto che in molti Paesi a maggioranza musulmana – in Malesia, il 60 per cento dei 34 milioni di abitanti è di religione islamica – la grande M è finita al centro di dure campagne di boicottaggio per le sue posizioni filo-israeliane e i (presunti) legami finanziari con Tel Aviv.
dal profilo Fb di Ahmad’s Fried Chicken.
Com’è nata l’idea di Ahmad’s Fried Chicken
L’idea di aprire la catena Ahmad’s Fried Chicken è nata qualche anno fa. Lailatul Sarahjana Mohd Ismail e suo marito Mohd Taufik Khairuddin gestivano una panetteria. Quando con la pandemia l’attività è fallita, i due non si sono persi d’animo. Dopo mesi di ricerche e analisi di mercato, si sono lanciati nel business del pollo fritto per intercettare il crescente interesse dei loro connazionali per i prodotti locali. Hanno cominciato con un chiosco al Mydin Senawang, un grande ipermercato della catena malese di supermercati MYDIN, a Senawang. Vista l’ottima risposta hanno deciso di aprire un fast-food. Ahmad’s Fried Chicken oggi conta 35 punti vendita e 17 chioschi sparsi in tutta la Malesia. L’obiettivo del gruppo è arrivare a quota 110 entro la fine del 2026, consolidare la propria presenza in patria ed espandersi all’estero. «La questione del boicottaggio potrebbe aver attirato l’attenzione, ma alla fine è la qualità a determinare il successo. Vogliamo entrare nei mercati internazionali come l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti», ha ammesso Lailatul.
Un chiosco di Ahmad’s Fried Chicken (da Fb).
Fast food e non solo: il successo dei marchi locali in Malesia
Il logo di Ahmad’s Fried Chicken è un bambino sorridente in versione cartoon. Il layout della catena richiama vagamente quello di McDonald’s. E pure il menù è simile. I prezzi sono però più bassi e i prodotti interamente halal. Per esempio il Big Mad’s, la versione malese del Big Mac, con un soft drink e patatine fritte costa 18,50 ringgit, poco meno di 4 dollari, contro i 3 dollari del panino originale. Ovviamente Ahmad’s Fried Chicken non può ancora competere con McDonald’s e Kfc – che in Malesia contano rispettivamente 370 e 600 punti vendita – anche se gli affari stanno andando a gonfie con incassi che si aggirano sui 730 mila dollari al mese. E il futuro promette bene visto il successo dei marchi locali sulle grandi multinazionali. Un esempio su tutti? ZUS Coffee. Quello che nel 2019 era un semplice chiosco di caffè ora è la più grande catena della Malesia. Una realtà che ha superato per punti vendita persino un gigante come Starbucks (743 contro 320). Che sia questo il destino di Ahmad’s Fried Chicken?
La commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera alla manovra, che arriverà in Aula lunedì per la discussione e martedì per la votazione. Il maxi-emendamento del governo approvato prevede misure per le imprese, per il piano casa e per le infrastrutture. Oltre che per le pensioni, con lo stop alla possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare. Previsti poi tagli all’anticipo pensionistico per i lavoratori precoci. Per quanto riguarda il Tfr, si estende la platea delle aziende che dovranno conferirlo al fondo Inps. Nel biennio 2026-2027 quelle che hanno raggiunto i 60 dipendenti dovranno attenersi a questa misura e successivamente lo dovranno fare tutte quelle con 50 dipendenti. Dal 2032 verranno toccate anche quelle più piccole con 40 dipendenti. Torna anche il meccanismo di adesione automatico alla previdenza complementare per tutti i neo assunti, che scatterà da luglio.
Le norme per imprese, infrastrutture e condono
Quanto alle imprese, arrivano 1,3 miliardi per il credito d’imposta Transizione 4.0, i cui fondi sono andati esauriti, e 532,64 milioni per le aziende che hanno fatto domanda per il credito d’imposta per la Zes unica. Rifinanziati, con complessivi 780 milioni nel 2032 e 2033, gli stanziamenti per il Ponte sullo Stretto di Messina. Resta la decurtazione di 50 milioni di euro per le metro C di Roma ma anche per Milano (M4) e Napoli (Napoli-Afragola). Infine, niente da fare per l’emendamento che riapriva i termini del condono edilizio del 2003. La proposta di modifica presentata da FdI viene trasformata in ordine del giorno. Dopo il passaggio in Senato, il testo dovrebbe ricevere l’ok finale della Camera il 30 dicembre.
Un banchiere si aggira nelle notti romane. Nella Capitale si trova benissimo, anche perché ha trovato un amico con il quale trascorrere le ore piccole. Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, percorre in lungo e in largo la città eterna insieme con Mario Ceroli, artista di chiara fama, classe 1938, e re della Dolce vita capitolina negli Anni 60. Quella che ruotava intorno a locali come il Jackie O’ di via Boncompagni, a due passi da via Veneto. «A mezzanotte e mezza lo chiamo e gli dico “dove andiamo?”, e comincia la serata», racconta Ceroli che è stato legatissimo alla famiglia Agnelli. Nella collezione dell’Avvocato spiccavano suoi pezzi da museo, quei “legni” inconfondibili che hanno segnato la storia dell’arte italiana. In fondo, sostengono gli amici di Fürstenberg Fassio – nipote di Clara Agnelli, sorella di Gianni – «Ernesto è l’ultimo degli Agnelli rimasto a lavorare in Italia». E chi meglio di Ceroli può raccontare al banchiere 44enne gli aneddoti della vita dell’Avvocato, compresi i dettagli più curiosi, quelli privati?
Il Presidente di Banca Ifis Ernesto Fürstenberg Fassio e l’artista Mario Ceroli (Ansa).
Il progetto della casa atelier di Ceroli e l’amicizia con Malagò
Fürstenberg Fassio è andato pure oltre: Banca Ifis ha infatti acquisito la casa atelier dell’artista abruzzese con l’obiettivo di trasformarla in museo, anche se il banchiere scherza (ma non troppo) dicendo che al massimo «ci saranno quattro o cinque visitatori all’anno», dato che lo studio si trova in via della Pisana, non esattamente in centro storico. Un gesto da mecenate, quello di acquistare in blocco l’immobile e tutto ciò che si trova al suo interno, che spiega bene il rapporto confidenziale che si è creato tra i due. Del resto, Banca Ifis nel 2024 aveva stretto una partnership tra la Pinacoteca di Brera e la Galleria nazionale di arte moderna di Roma con una grande mostra dedicata al maestro abruzzese. FF si sente sempre più a suo agio nella Capitale e nei suoi circoli, pure quelli più esclusivi, come i canottieri Aniene, a cui ha avuto accesso grazie ai buoni uffici di Giovanni Malagò. Tout se tient, visto che l’ex presidente del Coni è cresciuto respirando l’aria di casa Agnelli, e ricorda ancora le telefonate all’alba dell’Avvocato, curioso di essere aggiornato sugli ultimi pettegolezzi romani raccolti durante le partite a poker con Carlo Caracciolo, Jas Gawronski, Claudio Rinaldi e Pietro Calabrese.
Ernesto Fürstenberg Fassio con Giovanni Malagò (Imagoeconomica).
Dalla passione per la techno a quella per l’arte
Prima di darsi alla finanza, Fürstenberg Fassio – laurea in Giurisprudenza a Padova e master in Bocconi – era stato rapito dal mondo della musica, come dj techno e come imprenditore con la Ernest & Frank Dj Music srl fondata nel 2016. Una passione che ha coltivato insieme con quella per l’arte. Nel 2024 il principe banchiere ha dato vita a Ifis Art, un progetto che, si legge sul sito, «raccoglie tutte le iniziative realizzate dalla Banca per la valorizzazione dell’arte, della cultura, della creatività contemporanea e dei loro valori: dalla collezione d’arte al Parco Internazionale di Scultura (ospitato all’interno degli oltre 22 ettari di giardino che circondano la cinquecentesca Villa Fürstenberg, sede storica del Gruppo, ndr) dal progetto di recupero dell’opera di Banksy e di restauro del Palazzo San Pantalon che la ospita, da Economia della Bellezza al sostegno di manifestazioni artistiche e culturali, da programmi di education a prodotti editoriali». Non solo, Banca Ifis sostiene Arte in Nuvola, la kermesse che ogni anno porta nella città eterna tantissime gallerie d’arte. La mondanità di FF, insomma, ricorda quella dell’Avvocato, di cui ci si chiedeva: «Ma quando lavora?».
Il governo dovrà rimborsare oltre un miliardo di euro a Tim, corrispondenti al canone versato dal Gruppoallo Stato nel 1998 più gli interessi maturati negli anni. Lo ha deciso la Corte di Cassazione ponendo fine a una vicenda giudiziaria ventennale iniziata dal versamento, da parte dell’ex monopolista delle telecomunicazioni, di oltre 500 milioni di euro di contributo obbligatorio. Tim ha sostenuto che tale pagamento allo Stato, versato l’anno successivo alla deregolamentazione e privatizzazione del settore, fosse indebito, e ha perciò agito per ottenerne la restituzione. Il canone di concessione era infatti stato pagato anche se l’ex monopolio telefonico era stato frattanto privatizzato, quindi non avrebbe dovuto farlo. A causa della rivalutazione e degli interessi maturati, la cifra che l’esecutivo dovrà restituire è circa il doppio dell’importo originario versato.
L’allenatore del Milan Massimiliano Allegri dovrà pagare una multa di 10 mila euro per aver offeso Lele Oriali, collaboratore di Antonio Conte, allenatore del Napoli, durante la semifinale di Supercoppa. L’ha deciso il giudice sportivo della Serie A sostenendo che Allegri «ha assunto un atteggiamento provocatorio nei confronti di un dirigente della squadra avversaria, al quale ha rivolto ripetutamente anche espressioni offensive». Il giorno dopo la partita, vinta 2-0 dal Napoli, la squadra partenopea aveva anche pubblicato una nota ufficiale sull’accaduto auspicando che non passasse inosservato: «La SSC Napoli condanna con fermezza l’atteggiamento dell’allenatore del Milan Massimiliano Allegri che, durante la semifinale di Supercoppa italiana, alla presenza di decine di persone a bordo campo e in diretta televisiva, ha pesantemente insultato Gabriele Oriali con termini offensivi e reiterati. Auspichiamo che tale aggressione, totalmente fuori controllo, non passi inosservata, a maggior ragione perché, con 33 telecamere impegnate nella produzione dell’evento, è impossibile non riscontrare quanto avvenuto».
Cos’è successo tra Allegri e Oriali
Tutto è nato dal fallo di Rabiot su Politano, a seguito del quale Conte e Allegri si sono scontrati per tutto il match. Alla fine, il tecnico livornese si è rivolto a Oriali con fare deciso riservandogli anche un insulto: «Sei un coglione».
Allegri è indubbiamente uno dei 3 top allenatori della storia della Juventus, con questa sequela di insulti a Oriali diventa indiscutibile il più grande gobbo di tutti i tempi pic.twitter.com/7wzzGoJEXd
Migliaia di persone si sono radunate a Torino per manifestare contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Il corteo è partito alle 14.30 da Palazzo Nuovo, una delle sedi dell’Università. Il livello di allerta è molto alto tanto che sono giunti in città mezzi e uomini delle forze dell’ordine da diverse zone d’Italia. L’attenzione massima è rivolta agli obiettivi sensibili, in primis la prefettura in piazza Castello.
Tajani: «Non ci faremo intimidire»
«Io penso che la legge debba essere sempre rispettata. Quando si vìola la legge lo Stato ha il dovere, non il diritto, di farla rispettare, e il ministro dell’Interno Piantedosi ha fatto rispettare la legge». Così il vicepremier Antonio Tajani ai giornalisti. «Se poi i violenti vogliono continuare a fare violenza non possono pensare che lo Stato rimanga immobile, il governo non può rimanere immobile, perché la violenza è la violenza contro i cittadini. Distruggere auto, menare poliziotti, carabinieri, finanzieri che fanno il loro dovere… tanti di questi sono figli di papà che se la prendono con i figli del popolo, come diceva Pasolini, e così non va bene». E ancora: «Il diritto di manifestare senz’altro, tutti sono liberi di farlo. Chiunque può manifestare, l’importante è che non ci sia alcun messaggio violento. Non basta non essere violenti, nel senso distruggere auto, distruggere negozi, aggredire la polizia. Ma anche messaggi violenti sono inaccettabili. Si possono manifestare le proprie idee anche senza offendere o insultare nessuno. Certamente non ci facciamo intimidire, questo assolutamente no, perché la legge va sempre e comunque rispettata».