La tassa sui pacchi è stata confermata nella Manovra di bilancio e diventerà operativa dal 1° gennaio 2026. La misura riguarda le spedizioni di basso valore provenienti da Paesi extra-Ue e introduce un contributo fisso di 2 euro per ciascun pacco, con l’obiettivo dichiarato di coprire i costi amministrativi legati agli adempimenti doganali. La norma – introdotta anche a livello europeo – è contenuta in un emendamento di Fratelli d’Italia e approvato nella sua versione definitiva. Il testo istituisce un contributo applicabile alle spedizioni di merci provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea e con valore dichiarato non superiore a 150 euro. Il contributo sarà riscosso dagli uffici delle dogane al momento dell’importazione definitiva.
Perché è stata introdotta una tassa sui pacchi extra-Ue
Shein (Imagoeconomica).
Il provvedimento incide in modo diretto sugli acquisti online effettuati su piattaforme extra-Ue: secondo i dati richiamati nel dossier parlamentare, oltre il 90 per cento dei pacchi sotto i 150 euro che arrivano in Europa proviene da grandi marketplace cinesi come AliExpress, Shein e Temu. Rientrano nella casistica anche spedizioni vendute tramite operatori globali come Amazon, quando la merce parte da Paesi extra-Ue e rispetta la soglia di valore prevista. Restano invece escluse dal contributo le spedizioni provenienti dall’Italia o da altri Stati membri dell’Unione europea, così come i pacchi extra-Ue con valore superiore a 150 euro. La finalità indicata dal legislatore è duplice: da un lato ridurre l’impatto dell’afflusso massiccio di prodotti a basso costo sul mercato europeo, dall’altro garantire risorse per la gestione dei controlli doganali. Secondo le stime della Ragioneria generale dello Stato, dal 2026 il contributo si applicherà a circa 327 milioni di spedizioni, con un gettito potenziale significativo per le finanze pubbliche.
Un incidente ha coinvolto l’impianto funiviario di Macugnaga, nel Verbano-Cusio-Ossola, causando il ferimento di tre persone senza conseguenze gravi. Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio si è verificato alla stazione di arrivo del Monte Moro, a circa 2.800 metri di quota, dove una cabina sarebbe giunta a velocità eccessiva.
Soccorsi da parte dei Vigili del fuoco all'impianto funiviario di Macugnaga, nel Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte.
Incidente dove una cabina ha impattato contro la struttura della stazione di monte e una contro quella di valle. 4 feriti e 100 persone bloccate a 2.800 MT. pic.twitter.com/hVZ5ISGPWP
— Italia 24H Live – Notizie dall'Italia (@Italia24HLive) December 30, 2025
L’impianto è stato bloccato e, per mettere in sicurezza circa un centinaio di passeggeri rimasti sospesi, tra cui anche alcuni bambini, sono intervenuti gli elicotteri dei vigili del fuoco e della guardia di finanza: le operazioni di evacuazione, iniziate subito dopo l’accaduto, si sono concluse alle 14.30. A scopo precauzionale sono state chiuse anche le piste da sci.
Si torna nel Sottosopra, un’ultima volta. Netflix ha rilasciato il trailer della puntata finale di Stranger Things 5che concluderà una volta per tutte la trama iniziata nel 2016 con la prima stagione e che ha appassionato milioni di spettatori in tutto il mondo. La scena si apre con il personaggio di Jim Hopper, interpretato da David Harbour, intento a pronunciare un emozionante discorso a Undici (Millie Bobby Brown) pronta all’ultimo scontro con il villain Vecna. «La vita è stata così ingiusta con te», afferma il padre adottivo della ragazza, mentre scorrono le immagini di tutte le precedenti puntate. «Ti hanno portato via l’infanzia, sei stata aggredita, manipolata, da persone orribili, ma non ti sei mai lasciata spezzare. Lotta per i giorni felici che verranno, per un mondo al di là di Hawkins. Facciamola finita». Intitolato Rightside Up, in chiaro contrasto con l’Upside Down (in italiano Sottosopra), sarà disponibile in streaming il primo gennaio 2026.
La Manovra 2026 è legge. Dopo il via libera definitivo della Camera – 216 voti favorevoli, 126 contrari e tre astenuti – la legge di Bilancio entra nel vivo con una dote complessiva di circa 22-22,5 miliardi di euro. Il testo, approvato dopo la fiducia in entrambi i rami del parlamento, ridisegna fisco, pensioni, misure per imprese e famiglie.
Fisco e tasse
Soldi (Freepik).
Il cuore della manovra è il taglio dell’Irpef: l’aliquota scende dal 35 al 33 per cento per i redditi tra 28 mila e 50 mila euro. Vengono rimodulate le detrazioni sopra i 200 mila euro. Confermata la rottamazione quinquies delle cartelle, che riguarda i debiti dal 2000 al 31 dicembre 2023, con rate fino a nove anni e interesse al 3 per cento. Sale inoltre la pressione su banche e assicurazioni: Irap più alta al 2 per cento e minore deducibilità delle perdite.
Lavoro e pensioni
Scompare Quota 103 e non viene rinnovata Opzione Donna. L’età pensionabile viene adeguata alla speranza di vita ma “spalmata”: un mese in più dal 2027 e due dal 2028. Stop al cumulo tra pensione anticipata e rendita della previdenza complementare. Arriva invece il conferimento automatico del Tfr ai fondi pensione per i neoassunti, salvo rinuncia.
Imprese
Alla voce imprese vanno circa 13 miliardi. L’iperammortamento viene prorogato fino al 2028 per investimenti in beni prodotti nell’Unione europea, con maggiorazioni fino al 180 per cento. Rifinanziata la Zes unica Mezzogiorno e introdotto un credito d’imposta per le imprese energivore. Spunta anche una tassa di due euro sui pacchi extra-Ue sotto i 150 euro.
Famiglie, casa e scuola
Confermati i bonus edilizi: 50 per cento sulla prima casa, 36 sulle altre. Sugli affitti brevi resta la cedolare secca al 21 per cento sul primo immobile, al 26 sul secondo. Arrivano il bonus libri per le superiori, il contributo fino a 1.500 euro per le scuole paritarie e la nuova Carta Valore Cultura per i neodiplomati.
Tutto pronto per Capodanno 2026. Migliaia di famiglie in Italia si apprestano a dire addio al 2025 e accogliere il nuovo anno fra speranze, desideri e buoni propositi. In tanti festeggeranno con una cena nella serata del 31 dicembre, pronti a brindare allo scoccare della mezzanotte, oppure si riserveranno per un pranzo il primo gennaio assieme a parenti e amici. Può capitare tuttavia, proprio nel momento in cui ci si mette ai fornelli, di rendersi conto di aver dimenticato un ingrediente per il pasto oppure di non avere l’occorrente per ospitare tutti gli invitati. Per fortuna, diversi supermercati saranno aperti in almeno uno dei due giorni, seppur con orari ridotti per l’occasione. Ecco una guida per ciascuna catena, ricordando che è sempre opportuno controllare i siti ufficiali per avere tutte le informazioni in merito al punto vendita più vicino alla propria abitazione.
Capodanno 2026, i supermercati aperti 31 dicembre e 1 gennaio
Carrefour, Conad e Coop
L’insegna di un supermercato Conad (Imagoeconomica).
Per quanto riguarda i due giorni a cavallo tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, Carrefour garantirà il servizio il 31 dicembre con alcune differenze. Mentre alcuni punti vendita, soprattutto quelli situati in grandi città o comunque posizioni strategiche per molti consumatori, si prevede facciano orario continuato per tutta la giornata, altri store con meno affluenza potrebbero chiudere per mezza giornata. Chiusura per quanto riguarda il primo gennaio. Discorso simile per quanto riguarda la catena di supermercati Conad, i cui orari di garanzia differiranno in base alla posizione sul territorio dei punti vendita. Come nel caso di Carrefour, prevista la chiusura per il primo giorno del 2026, sebbene alcuni store potrebbero alzare le serrande anche a Capodanno con orari tuttavia piuttosto ristretti. Sulla stessa linea anche Coop, che garantirà il servizio il 31 dicembre: per tutte e tre le catene si consiglia di verificare sui siti ufficiali.
Famila, Esselunga, Aldi e Bennet
Un supermercato di Esselunga (Imagoeconomica).
Per quanto riguarda Famila, dovrebbe essere confermato un modello ormai consolidato negli anni che prevede l’apertura il giorno di San Silvestro, quasi sempre con orari ridotti che faranno abbassare le serrande nel primo pomeriggio. Chiusura totale invece per il primo gennaio. Passando a Esselunga, i punti vendita della catena dovrebbero restare aperti tutta la mattina del 31 dicembre e presentare orario ridotto nel pomeriggio, garantendo così il servizio per tutte le necessità in vista di Capodanno. Chiusura, come per i casi precedentemente citati, il primo gennaio. Stesso discorso per Aldi: previste, come consultabile sul sito ufficiale, alcune aperture straordinarie l’ultimo giorno dell’anno – con orario ridotto – prima della chiusura per il giorno di Capodanno. Orari ad hoc per le feste anche nel caso di Bennet, i cui supermercati osserveranno un periodo di apertura ridotto il 31 dicembre prima di chiudere completamente nelle 24 ore successive.
Pam, MD, Iper e Lidl
Un punto vendita Pam (Imagoeconomica).
Per quanto riguarda invece la catena di negozi Lidl, il 31 dicembre sarà giorno di apertura standard, pertanto i consumatori troveranno i supermercati aperti come per il resto dell’anno. Tutto chiuso il primo gennaio 2026, con alcune eccezioni per le grandi città e i centri commerciali consultabili sulla piattaforma ufficiale. MD invece dovrebbe garantire il servizio solamente per metà giornata l’ultimo giorno del 2025, chiudendo la maggior parte dei propri punti vendita già nel primo pomeriggio. Per Capodanno, invece, serrande abbassate per tutto il giorno. Discorso simile anche per Pam, per cui si profilano poche ore di apertura il 31 dicembre e chiusura completa per il giorno successivo. Come già detto per le altre catene, prima di incamminarsi verso il punto vendita più vicino è opportuno un veloce sguardo sui siti ufficiali.
I commissari di Acciaierie d’Italia e di Ilva in amministrazione straordinaria hanno ricevuto dai rispettivi comitati di sorveglianza l’autorizzazione ad avviare trattative in esclusiva con il gruppo statunitense Flacks, con l’esito che sarà poi sottoposto all’attenzione dei sindacati e del governo. Sul fronte operativo, la Procura di Taranto ha nuovamente respinto la richiesta di dissequestro dell’altoforno 1 avanzata da Acciaierie d’Italia, dopo che già una prima istanza era stata rigettata ad agosto. L’altoforno, posto sotto sequestro senza facoltà d’uso da maggio a seguito di un incendio che aveva provocato danni all’impianto e rischi per i lavoratori, resta inutilizzabile, costringendo l’acciaieria a operare esclusivamente con l’altoforno 4 e con capacità produttive ridotte. La nuova decisione della procura, motivata dalla necessità di compiere ulteriori accertamenti, potrebbe spingere Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria a presentare ricorso.
L’approssimarsi della fine del 2025 offre l’occasione per fare il punto sull’andamento dei partiti, alla luce dell’ultima Supermedia Agi/Youtrend pubblicata il 29 dicembre e basata sui sondaggi nazionali raccolti tra il 15 e il 28 dicembre. Nonostante un anno scandito da numerose consultazioni, soprattutto regionali e amministrative, il quadro complessivo delle intenzioni di voto resta molto simile a quello di 12 mesi prima, cristallizzato nel confronto con il 27 dicembre 2024. I rapporti di forza appaiono sostanzialmente consolidati, con Fratelli d’Italia che rafforza ulteriormente la propria posizione, mentre si registrano cali sia tra gli alleati di governo, Lega e Forza Italia, sia nel Partito democratico.
Elly Schlein (Imagoeconomica).
Nel dettaglio delle liste, FdI sale al 29,6 per cento (+0,7), il Pd scende al 21,9 per cento (-1,4), mentre il Movimento 5 Stelle cresce fino al 12,7 per cento (+1,2). Forza Italia si attesta all’8,6 per cento (-0,5) e la Lega all’8,3 per cento (-0,4). Alleanza Verdi-Sinistra raggiunge il 6,4 per cento (+0,3), Azione il 3,3 per cento (+0,8), Italia Viva il 2,4 per cento (+0,1), +Europa l’1,6 per cento (-0,4) e Noi Moderati l’1,1 per cento. Sul fronte delle coalizioni, il centrodestra si colloca al 47,5 per cento (-0,6), il centrosinistra al 29,9 per cento (-1,6), il M5S corre da solo al 12,7 per cento (+1,2), il Terzo Polo al 5,6 per cento (+0,8) e le altre forze al 4,1 per cento.
Rinnovo ai vertici di Guber Banca. Dal primo gennaio Davide Becchetti, già vicedirettore generale dell’istituto, assumerà la carica di direttore generale, mentre Paolo Pettinari, finora Chief Financial Officer, sarà il nuovo vicedirettore generale. Becchetti vanta un’esperienza ventennale nel settore del credito, maturata all’interno di Guber Banca fin dall’inizio del proprio percorso professionale. Pettinari, entrato in Guber Banca nel 2023, aveva assunto la carica di CFO l’anno successivo. La riorganizzazione riguarda anche il cda. Il 24 dicembre, infatti, Federica Fugiglando – dottore commercialista e revisore legale – è stata nominata consigliera indipendente del board e membro del Comitato parti correlate dell’istituto.
La competizione tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti nello Yemen è in corso da tempo, ma nella notte si è verificata una preoccupante escalation militare. Negli ultimi sviluppi della guerra civile in corso, l’Arabia Saudita e le forze yemenite fedeli al governo riconosciuto hanno intensificato i bombardamenti contro milizie e forze legate agli Emirati Arabi Uniti, in particolare quelle del Southern Transitional Council (STC), un gruppo separatista meridionale sostenuto da Abu Dhabi. I raid aerei sauditi hanno colpito posizioni e convogli di armi destinati allo STC nel sud del Paese, specie nella provincia di Hadramawt e nel porto di Mukalla, affacciato sul Golfo di Aden, dove è stata bombardata una nave, dopo che le forze separatiste avevano avanzato in territori strategici senza coordinamento con il governo centrale e Riad. I separatisti puntano alla ricostituzione dello Yemen del Sud, Stato esistito dal 1967 al 1990, fino all’unificazione con il Nord.
Happy to see that the brotherly and allied Saudi military coalition has targeted illicit weapons shipments from the United Arab Emirates offloaded at Mukalla Port in Hadramout, Yemen.
Pakistan supports our brother Saudi Arabia in taking all measures to ensure its security. pic.twitter.com/bpQfQsTSpY
Il governo yemenita ha cancellato l’accordo di difesa con gli Emirati
Questa escalation militare è accompagnata da una rottura politica tra il governo dello Yemen e gli Emirati. Rashad al-Alimi, capo del consiglio presidenziale, ha dichiarato lo stato di emergenza di 90 giorni (con un blocco aereo, marittimo e terrestre di 72 ore) e cancellato l’accordo di difesa con gli Emirati, accusando Abu Dhabi di alimentare «conflitti interni» e ordinando a tutte le forze emiratine di ritirare le proprie forze dallo Yemen e di cessare il supporto a qualsiasi gruppo presente nel Paese entro 24 ore. Un invito, questo, subito appoggiato dall’Arabia Saudita. Si tratta di una mossa che riflette la frattura nei rapporti tra Riad e Abu Dhabi all’interno della coalizione anti-Houthi e che evidenzia come la guerra, già segnata da un conflitto di lunga durata contro gli Houthi, si stia trasformando anche in una lotta di influenza interna tra le potenze del Golfo, che sostengono gruppi rivali all’interno del governo yemenita, con conseguenze dirette sulle milizie armate e sulla popolazione civile.
E ora i quadri da ritrovare, quelli del tesoro della famiglia Agnelli, sono 35. Dopo l’ultimo saluto a Maria Sole Agnelli, arriva la svolta della Procura di Roma: i pm Giovanni Conzo e Stefano Opilio ipotizzano reati di ricettazione ed esportazione illecita di opere d’arte. Indagine per ora senza indagati. Tra i quadri che sarebbero stati trasferiti all’estero (la lista è in parte stata secretata) ci sono anche tele di Monet, Picasso e De Chirico. Il sospetto è che siano stati portati in Svizzera senza darne conto, come prevede la legge, al ministero della Cultura. Tra l’altro non è facile inserire in una lista tutti gli acquisti di Gianni Agnelli, perché da amante dello shopping “compulsivo” era solito acquistare spesso capolavori visitando le gallerie: a Roma erano frequenti le sue incursioni, prima a via del Babuino e poi a piazza di Spagna, da Claudio Bruni Sakraischik, che trattava delle meravigliose opere di Igor Mitoraj. Altro gallerista amico di Agnelli era Pino Casagrande. Pochi lo sanno, ma l’Avvocato prendeva anche “a noleggio” le opere d’arte, un metodo che poi sarebbe stato mutuato da Flavio Briatore per i servizi fotografici dedicati alle sue residenze: in occasione dei consigli d’amministrazione, c’era un’esperta incaricata di arredare il salone con opere sceltissime che il giorno dopo tornavano ai legittimi proprietari. Quello che contava, per Agnelli, era “l’effetto wow”. E intanto passava l’immagine del “re di quadri”.
Gianni Agnelli (Imagoeconomica).
Ai funerali di Maria Sole Agnelli mancava Lapo
Restando in casa Agnelli, a Palidoro, per l’ultimo saluto a Maria Sole – sorella di Gianni e Susanna – la famiglia era rappresentata ai massimi livelli. Mancava solo Lapo Elkann, che ha inviato una corona di fiori. Presenti, tra gli altri, Alain Elkann, John Elkann e Lavinia Borromeo, Ginevra Elkann e Giovanni Gaetani dell’Aquila d’Aragona. Avvistata anche Margherita, ben lontana dai figli con cui è ai ferri corti per le ben note questioni ereditarie. Al termine della cerimonia funebre, con tanto di stemma della Juventus, il feretro è stato portato dai pronipoti all’esterno della chiesa. Le autorità erano rappresentate dal sindaco di Fiumicino, Mario Baccini. La chiesa era piccola e per questo, all’esterno, erano state sistemate tante sedie bianche, forse troppe. Curiosità: la ditta di onoranze funebri era La Sfinge, la stessa che ha curato anche i funerali di Aldo Brachetti Peretti (alle esequie di Maria Sole era presente il figlio del Cavaliere, Ugo Maria Brachetti Peretti, presidenti di Api). Stessa auto per l’addio: una Maserati.
Allo spaccio del Vaticano non si risparmia più
Avevano parlato di «straordinaria innovazione», e anche di «aria nuova in Vaticano». Fatto sta che il passaggio dello storico spaccio della Santa Sede, ovvero “il supermercato del Papa”, dall’Annona a un’azienda privata non ha soddisfatto la clientela, e le voci stanno arrivando a Papa Leone XIV. La Magazzini Gabrielli Spa, con sede ad Ascoli Piceno e con punti vendita nelle cinque regioni del centro Italia (Marche, Abruzzo, Molise, Umbria e Lazio) qualche mese fa è entrata in Vaticano con il marchio Tigre: all’interno della struttura, che occupa complessivamente una superficie totale di 1.321 metri quadrati, di cui 875 destinati alla vendita, con sei casse e 30 posti auto riservati, lavorano 34 addetti e si conta un assortimento di circa 11 mila prodotti. Qual è il problema dei clienti, specie quelli del sabato mattina, ovvero i vip “esterni” che vantano da sempre la tessera dell’Annona? «Non si risparmia più, qui dentro, tanto vale andare al supermercato Tigre di via Ferrari, vicino a piazza Mazzini, perché i prezzi sono gli stessi, esattamente uguali», sibilano. «Noi siamo sempre venuti qui perché si risparmiava, dato che in Vaticano non esiste l’Iva, si compravano casse di superalcolici senza le accise, c’erano pure le sigarette e i tabacchi, al costo. E allora la differenza di prezzo che c’era una volta, grazie all’assenza del fisco tra le sacre mura, ora che fine fa?».
Tragico incidente nelle acque della California. La triatleta statunitense Erica Fox è stata uccisa da uno squalo durante un allenamento in mare aperto assieme a un club di nuoto: i resti del suo corpo sono stati trovati sulla spiaggia di Davenport, poco a sud di Santa Cruz. La 55enne era partita lo scorso 21 dicembre, assieme a un gruppo di 12 persone tra cui il marito Jean-François Vanreusel, da Lovers Point, non lontano da Monterey, ma non aveva mai fatto ritorno a riva. Come riporta il San Francisco Chronicle, il corpo indossava ancora la tuta nera attillata che la donna usava negli allenamenti e nelle competizioni. Alla caviglia, la «fascia anti-squalo», dispositivo che emette onde elettromagnetiche e che dovrebbe prevenire gli attacchi dei predatori.
Erica Fox, la possibile dinamica dell’incidente
Erica Fox era partita, come detto, assieme a un ristretto gruppo di persone con cui verosimilmente stava tenendo una sessione di allenamento. Preoccupato di non rivederla a riva, il marito Vanreusel aveva dato subito l’allarme. Le ricerche condotte per circa una settimana hanno coinvolto la Guardia costiera statunitense, i vigili del fuoco e la polizia locale. Le speranze di ritrovarla viva erano tuttavia calate quando un testimone oculare ha raccontato al San Francisco Chronicle di aver visto emergere dall’acqua uno squalo, secondo alcuni un esemplare di grande squalo bianco, con quello che sembrava un corpo umano tra le fauci prima di sparire di nuovo nelle profondità marine. Il marito e il padre, che oggi hanno effettuato il riconoscimento dei resti, avevano già organizzato una fiaccolata commemorativa in sua memoria.
Erica Fox durante una gara (da X).
Chi era la triatleta uccisa da uno squalo in California
Capace di completare diversi triathlon e due Half Iron Man, competizioni tra le più dure al mondo a livello fisico, Erica Fox era molto amata in patria. Sara Rubin, direttrice e collega dell’atleta, parlando sul Monterey County Weekly l’ha definita «un’amica appassionata che aveva trovato la pace interiore nuotando nell’Oceano Pacifico» dove stabilmente amava allenarsi in mare aperto. «Vent’anni fa, Erica Fox e un’amica hanno iniziato a nuotare ogni domenica a Lovers Point, a Pacific Grove. Da allora, sono stati scritti diversi libri sulla scienza del nuoto e sui suoi benefici per il nostro cervello», ha detto Rubin. «Erica non ha mai avuto bisogno di un libro per apprendere ciò che sapeva per esperienza: nuotare nell’oceano è un balsamo per il corpo e la mente, un’avventura tanto quanto una meditazione. Aveva sviluppato un rapporto profondamente intimo con l’Oceano».
Rubin ha proseguito spiegando che Fox «comprendeva il rischio» di nuotare in acque popolate da grandi squali bianchi e che «si sarebbe opposta nel definire un evento simile come un attacco, esortandoci invece a chiamarlo incidente». Nonostante a largo della California siano sempre più numerosi gli avvistamenti di squali bianchi, è piuttosto raro che possano attaccare gli esseri umani. Erica Fox è la 17esima vittima negli ultimi 75 anni.
Tutto pronto per i saldi invernali 2026. La nuova stagione degli sconti, che porterà nei negozi di tutta Italia e negli store online una ricca serie di offerte e promozioni su diversi prodotti, scatterà sabato 3 gennaio in quasi tutto il Paese. Due sole le eccezioni: Valle d’Aosta, dove scatteranno con 24 ore di anticipo, e Alto Adige, in cui inizieranno solamente giovedì 8 gennaio. Come da tradizione, tutti i negozianti saranno obbligati a esporre il prezzo originale del capo, la percentuale di sconto e il costo finale e dovranno accettare pagamenti anche con carte di credito. A discrezione dei commercianti la possibilità di cambiare (a meno che non presenti danni, in quel caso saranno costretti) oppure di provare in negozio un capo. Ecco il calendario dei saldi invernali del 2026 stilato da Confcommercio.
Saldi invernali 2026, il calendario completo per ciascuna regione
La vetrina di un negozio durante i saldi (Imaoeconomica).
Abruzzo: 3 gennaio per 60 giorni
Basilicata: 3 gennaio – 1 marzo
Calabria: 3 gennaio per 60 giorni
Campania: 3 gennaio per 60 giorni
Emilia-Romagna: 3 gennaio per 60 giorni
Friuli Venezia Giulia: 3 gennaio – 31 marzo
Lazio: 3 gennaio per sei settimane
Liguria: 3 gennaio – 16 febbraio
Lombardia: 3 gennaio – 3 marzo
Marche: 3 gennaio – 1 marzo
Molise: 3 gennaio per 60 giorni
Piemonte: 3 gennaio per otto settimane
Puglia: 3 gennaio per 60 giorni
Sardegna: 3 gennaio per 60 giorni
Sicilia: 3 gennaio – 15 marzo
Toscana: 3 gennaio per 60 giorni
Umbria: 3 gennaio per 60 giorni
Valle d’Aosta: 2 gennaio – 31 marzo
Veneto: 3 gennaio – 28 febbraio
Trento e provincia: 60 giorni, con periodo a discrezione dei commercianti
L’eccezione dell’Alto Adige: tutte le date nei vari distretti
La vetrina di un negozio durante i saldi (Imaoeconomica).
Come detto, oltre alla Valle d’Aosta che inizierà i saldi invernali il 2 gennaio 2026, fa eccezione anche l’Alto Adige. In gran parte dei territori gli sconti scatteranno infatti giovedì 8 gennaio per terminare, dopo circa un mese, all’inizio di febbraio. Ecco il calendario completo area per area:
Distretto di Bolzano, Oltradige e Bassa Atesina: 8 gennaio – 5 febbraio
Distretto di Merano e Burgraviato: 8 gennaio – 5 febbraio
Distretto Valle Isarco e Alta Valle Isarco: 8 gennaio – 5 febbraio
Distretto Val Pusteria: 8 gennaio – 5 febbraio
Distretto Val Venosta: 8 gennaio – 5 febbraio
I saldi invernali 2026 scatteranno invece il 7 marzo nei comuni di Tires, Castelrotto, Renon, Ortisei, Santa Cristina, Selva Gardena, Marebbe, San Martino in Badia, La Valle, Badia, Corvara, Stelvio, Maso Corto, Resia, San Valentino alla Muta. Gli sconti termineranno, dopo circa un mese, il 4 aprile.
«A seguito della valutazione positiva del primo dicembre sul raggiungimento di 32 obiettivi, di cui 16 target e 16 milestone», l’Italia ha ricevuto dalla Commissione europea il pagamento dell’ottava rata del PNRR, pari a 12,8 miliardi di euro. È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. Il governo ha inoltre trasmesso all’esecutivo comunitario anche la richiesta di pagamento della nona e penultima rata del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, anch’essa pari a 12,8 miliardi.
Oggi l’Italia ha ricevuto dalla Commissione europea il pagamento dell’ottava rata del PNRR, pari a 12,8 miliardi di euro, a seguito della valutazione positiva del 1° dicembre scorso sul raggiungimento di 32 obiettivi, di cui 16 target e 16 milestone.
«Con la richiesta di pagamento della nona rata, l’Italia si conferma capofila in Europa nell’attuazione del PNRR, sia per numero di obiettivi raggiunti sia per importo ricevuto, che con l’ottava rata sale a 153,2 miliardi di euro, pari al 79 per cento della dotazione totale, a fronte della media europea del 60 per cento», ha scritto Giorgia Meloni sui social, aggiungendo che «nel 2026 il Governo, insieme alle istituzioni competenti, continuerà a lavorare con determinazione per completare gli obiettivi della decima e ultima rata».
Oggi la Commissione europea ha erogato l’ottava rata del #PNRR italiano, pari a 12,8 miliardi di euro.
Un risultato che conferma il solido ritmo di attuazione del Piano e la qualità delle riforme e degli investimenti realizzati.
Fitto: «Risultato che conferma il solido ritmo di attuazione del PNRR»
Parlando di «risultato che conferma il solido ritmo di attuazione del Piano e la qualità delle riforme e degli investimenti realizzati», il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto ha scritto sui social che questa nuova tranche è destinata a sostenere «interventi strategici in settori chiave come pubblica amministrazione, appalti pubblici, economia circolare, gestione dell’acqua, digitalizzazione, energie rinnovabili, contrasto alla povertà energetica, turismo, istruzione, ricerca, innovazione».
Armani ha completato la sua riorganizzazione dei vertici dirigenziali. Durante l’ultimo consiglio di amministrazione del 2025, di cui Il Messaggero ha anticipato i punti all’ordine del giorno, sono state ufficializzate due nomine per altrettante figure chiave della maison. Pantaleo Dell’Orco, presidente della società, della Fondazione e primo azionista, sarà il Responsabile Stile Uomo, mentre a Silvana Armani, nipote ed erede del fondatore Giorgio, è stata affidata la gestione dello Stile Donna. Il board ha poi formalizzato la nomina di Giuseppe Marsocci come amministratore delegato, nominandolo anche direttore generale.
Giorgio Armani assieme alla nipote Silvana e a Leo Dell’Orco (Imagoeconomica).
Armani valuta anche la possibilità di fare acquisizioni mirate
Nel corso dell’ultimo consiglio del 2025, il gruppo Giorgio Armani spa ha formalizzato anche la road map per le strategie future, in cui spicca la possibilità di fare nuove acquisizioni mirate. Pur restando focalizzata sulla gestione «etica, con integrità morale e di correttezza» che hanno contraddistinto il marchio Armani, nel nuovo piano si accennano potenziali operazioni «volte unicamente a sviluppare competenze non esistenti internamente dal punto di vista di mercato, prodotto o canale». Ribadita sempre la ricerca di uno stile «essenziale, moderno, elegante con attenzione a dettaglio, vestibilità, innovazione, eccellenza e qualità». Finora la maison ha preferito una crescita organica, stringendo partnership strategiche con attori internazionali come L’Oreal nel settore beauty ed EssilorLuxottica per quanto riguarda l’occhialeria.
Il 2025 si chiude con un bilancio solido per i mercati azionari globali, ma con un dato che segna una discontinuità rispetto agli ultimi anni: gli Stati Uniti non sono stati il motore principale della crescita. L’MSCI All Country World Index, che include mercati sviluppati ed emergenti, ha guadagnato oltre il 21 per cento nel corso dell’anno, la miglior performance dal 2019 e la seconda migliore dal 2009. Un risultato maturato in un contesto tutt’altro che lineare, segnato dalle tensioni commerciali innescate dai dazi imposti dall’amministrazione Trump e dal successivo rimbalzo dei mercati.
Wall Street (Ansa).
A colpire è soprattutto il confronto geografico. L’S&P 500 (Stati Uniti) ha chiuso il 2025 con un rialzo di circa 17 per cento, sottoperformando diversi listini internazionali: il DAX (Germania) ha guadagnato il 22 per cento, il FTSE 100 (Regno Unito) il 20 per cento, mentre il Nikkei (Giappone) 225 è salito del 26 per cento. È il più ampio divario tra Wall Street e il resto del mondo dal 2009. A fare da sfondo, un dollaro in forte difficoltà, con il peggior primo semestre degli ultimi cinquant’anni, e un’Europa più resiliente del previsto, sostenuta da domanda interna e politiche fiscali espansive, in particolare in Germania.
Mosca ha denunciato come un’azione ostile il presunto attacco con droni contro una residenza del presidente Vladimir Putin nella regione di Novgorod, attribuendone la responsabilità all’Ucraina, che respinge ogni coinvolgimento. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, parlando con i giornalisti, ha definito l’episodio «un atto di terrorismo volto a far deragliare il processo negoziale» e ha confermato che, dopo quanto segnalato, la Russia adotterà una linea più rigida nei colloqui sull’Ucraina. Allo stesso tempo, Peskov ha precisato che l’accaduto «non è in grado di minare la natura fiduciosa del dialogo instaurato tra i presidenti russo e statunitense Vladimir Putin e Donald Trump», aggiungendo che «i presidenti mantengono la natura fiduciosa del loro dialogo e lo stanno portando avanti».
Il ministro degli Esteri di Kyiv: «Mosca non ha fornito nessuna prova»
Da Kiev è arrivata una smentita delle accuse russe. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha affermato che Mosca non ha presentato alcun elemento concreto a supporto della propria versione dei fatti. In un messaggio pubblicato su X, Sybiha ha scritto: «E’ passato quasi un giorno e la Russia non ha ancora fornito alcuna prova plausibile alle sue accuse di presunto ‘attacco alla residenza di Putin’ da parte dell’Ucraina. E non lo farà. Perché non ce n’è. Nessun attacco del genere è mai avvenuto».
Medvedev: «La morte sta con il fiato sul collo di Zelensky»
Intanto, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitri Medvedev ha attaccato Volodymyr Zelensky in un lungo post su Telegram, scrivendo: «Di recente, un mostro ha augurato la morte a ‘una persona’. È ovvio a tutti che non desidera la morte di ‘una persona’, ma di tutti noi e del nostro Paese». Il riferimento è alle parole pronunciate da Zelensky nel discorso di Natale, quando aveva detto che gli ucraini hanno un desiderio: «Che lui (Vladimir Putin) muoia». Medvedev ha aggiunto che Zelensky «non solo ha augurato» la morte del leader russo, ma avrebbe anche «dato istruzioni per attacchi su larga scala», affermando inoltre: «Non scriverò qui della sua morte violenta, anche se in questo momento la morte gli sta con il fiato sul collo». Nel messaggio, ha infine dichiarato: «Desidero qualcos’altro, per scopi scientifici»: che «dopo una morte rapida», il corpo di Zelensky «venga esposto nella Kunstkamera di San Pietroburgo, dove gli zar russi collezionavano mostri per il divertimento».
Cambio di rotta dopo le esclusioni negli ultimi due anni: i parlamentari di Alternative für Deutschland sono stati invitati a partecipare a febbraio alla prossima Conferenza di Monaco sulla sicurezza, incontro annuale di alti funzionari della difesa internazionale che si tiene in Baviera dal 1963. Come sottolinea il Guardian, in un duro discorso tenuto in occasione della Conferenza del 2025, il vicepresidente americano J.D. Vance aveva criticato gli organizzatori per aver vietato la partecipazione «ai parlamentari che rappresentano i partiti populisti», accusando la Germania di soffocare la libertà di parola tramite l’emarginazione dell’AfD, formazione di ultradestra filorusso e anti-migranti. Contattato dal giornale britannico, un portavoce della Conferenza di Monaco ha spiegato che «è stato deciso di invitare parlamentari di tutti i partiti rappresentati nel Bundestag», in particolare membri delle commissioni Affari esteri e Difesa, di cui fanno parte alcuni parlamentari di AfD. Inoltre ha ricordato che la Conferenza è gestita da una fondazione privata e indipendente, che «non ha alcun obbligo in merito agli inviti ai suoi eventi».
J.D. Vance alla Conferenza di Monaco del 2025 (Ansa).
George Clooney, la moglie Amal Alamuddin e i loro due gemelli di otto anni, Alexander ed Ella, sono cittadini francesi. Come rivela Paris Match, il decreto è stato pubblicato sabato 27 dicembre sulla Gazzetta Ufficiale. L’annuncio conferma un’ambizione che il divo di Hollywood aveva accennato già a inizio dicembre, quando aveva elogiato le leggi sulla privacy in vigore a Parigi, elemento cruciale per la sua decisione. «Amo la cultura francese, la vostra lingua», aveva spiegato l’attore parlando alla radio Rtl. «Anche se dopo 400 giorni di corsi ancora non la parlo bene».
Perché George Clooney e la famiglia hanno chiesto la cittadinanza francese
Il 64enne attore americano e l’avvocata 47enne specializzata in diritto internazionale, che possiede già doppia cittadinanza libanese e britannica, trascorrono da tempo parte dell’anno in Francia, Paese con cui hanno consolidato negli anni un rapporto sempre più stretto. La coppia ha acquistato infatti nel 2021 una villa con vigneto a Brignoles, nel dipartimento del Var, in Provenza. Una proprietà che, pur non ospitandoli tutti i giorni, da allora rappresenta un punto di riferimento importante della loro vita. «Crescendo nel Kentucky, tutto ciò che volevo era andarmene da una fattoria, allontanarmi da quella vita», ha raccontato Clooney al New York Times lo scorso febbraio. «Ora mi ritrovo di nuovo in quella vita. Guido un trattore. È la migliore possibilità di una vita normale».
George Clooney con la moglie Amal (Ansa).
«Qui non fotografano i bambini», ha dichiarato l’attore in varie interviste. «Non ci sono paparazzi nascosti davanti ai cancelli della scuola. Questo è il fattore più importante per noi». Parlando con la rivista Esquire a ottobre si era detto invece preoccupato dall’idea di dover crescere i suoi figli negli Usa: «Avevo la sensazione che a Los Angeles, immersi nella cultura di Hollywood, non avrebbero mai avuto una vita giusta. In Francia, a loro non importa nulla della fama. Non voglio che debbano andare in giro preoccupandosi dei paparazzi o che vengano paragonati ai figli famosi di qualcun altro». La proprietà in Provenza non è l’unica in Europa della famiglia Clooney: il divo e la moglie possiedono infatti una tenuta in Italia sul lago di Como, acquistata dall’attore nel 2002, e un maniero storico in Inghilterra.
Presto anche Jim Jarmusch prevede di chiedere la cittadinanza francese
George Clooney non è l’unica star di Hollywood a puntare alla cittadinanza francese. Parlando con la radio France Inter, il regista statunitense Jim Jarmusch ha spiegato di voler fare domanda: «Vorrei un posto in cui poter fuggire dagli Stati Uniti. La Francia, Parigi, la loro cultura, sono profondamente radicate in me. Credo che sarei molto onorato di avere un passaporto francese». Il 72enne ha anche aggiunto di voler girare nel Paese i suoi prossimi film: con il suo ultimo lavoro, Father Mother Sister Brother ha vinto il Leone d’Oro all’82esima Mostra del cinema di Venezia lo scorso settembre.
Il regista Jim Jarmusch con il Leone d’Oro 2025 (Ansa).
SoftBank ha reso noto di aver raggiunto un accordo per rilevare DigitalBridge, gruppo statunitense attivo negli investimenti in infrastrutture per data center, con un’operazione dal valore complessivo di circa 4 miliardi di dollari. L’intesa prevede l’acquisto indiretto di tutte le azioni ordinarie della società americana a un prezzo di 16 dollari ciascuna. Il completamento della transazione è programmato per la seconda metà del 2026 ed è subordinato al via libera delle autorità competenti. L’operazione mira a rafforzare la capacità del conglomerato giapponese di progettare e sostenere le infrastrutture considerate essenziali per lo sviluppo dei servizi di intelligenza artificiale di nuova generazione.
Il ceo di SoftBank Masayoshi Son (Ansa).
Il gruppo guidato da Masayoshi Son, imprenditore di origini coreane, negli ultimi anni ha orientato in modo crescente la propria strategia verso investimenti legati all’AI, individuati come centrali per l’evoluzione tecnologica futura. In una nota ufficiale, Son ha affermato: «Questa acquisizione rafforzerà le fondamenta dei data center di nuova generazione e contribuirà a sbloccare innovazioni capaci di spingere in avanti l’umanità».
Alessandro Amaniera è stato promosso a Global Head of Prada Men’s Personalization & Made To Measure. Dal 2021 era Global Head of Prada Made To Measure. In precedenza aveva lavorato per quasi otto anni in Dolce&Gabbana, guidando l’espansione dei servizi Made To Measure in Cina e nell’area Asia-Pacifico, fino a diventare Global Made To Measure Branches Manager. Tra il 2009 e il 2013 era stato Client Advisor presso Belstaff e Canali.