Salerno, aggredito a bastonate il sindaco di Castiglione del Genovesi

Un uomo ha aggredito il sindaco di Castiglione del Genovesi, Carmine Siano, ingegnere e primo cittadino del piccolo comune in provincia di Salerno. La sera del 26 dicembre, poco dopo le 20.30, l’uomo stava uscendo dalla propria abitazione in via provinciale Madonnelle per partecipare a un’iniziativa natalizia quando è stato assalito da una persona incappucciata, appostata al buio.

Le indagini: esclusa l’ipotesi di una rapina

L’aggressore lo ha colpito ripetutamente alla testa e al corpo, con ogni probabilità utilizzando un bastone, per poi allontanarsi rapidamente. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di San Cipriano Picentino e i volontari della Croce Rossa di Giffoni Valle Piana. Dopo le prime cure, il sindaco è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Ruggi di Salerno, dove è stato ricoverato in codice rosso: non sarebbe in pericolo di vita, ma le sue condizioni restano gravi. Le indagini, condotte dai carabinieri, escludono al momento l’ipotesi di una rapina degenerata e si concentrano su un’aggressione pianificata, forse legata a motivi di rancore connessi all’attività amministrativa, tanto che non viene esclusa l’intenzione omicida.

Corte dei Conti, approvato dal Senato il ddl: che cosa cambia

Con il voto finale dell’Aula di Palazzo Madama, il disegno di legge sulla Corte dei Conti è stato approvato in modo definitivo, senza modifiche rispetto al testo già licenziato dalla Camera. I voti favorevoli sono stati 93, contrari 51 e cinque le astensioni. Il provvedimento, presentato a Montecitorio con prima firma di Tommaso Foti, diventerà legge dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Tra le principali novità figura l’introduzione di un limite alla responsabilità erariale e una delega al governo per emanare uno o più decreti legislativi destinati alla riorganizzazione e al riordino delle funzioni della Corte dei Conti.

Sanzioni economiche per chi provoca ritardi nei procedimenti legati al Pnrr e Pnc

Sul piano della responsabilità, la legge stabilisce un tetto ai danni risarcibili: la Corte, «salvi i casi di danno cagionato con dolo o di illecito arricchimento, esercita il potere di riduzione ponendo a carico del responsabile, in quanto conseguenza immediata e diretta della sua condotta, il danno o il valore perduto per un importo non superiore al 30 per cento del pregiudizio accertato», con un limite massimo che non può superare il doppio della retribuzione lorda. In Aula la maggioranza ha richiamato «il principio secondo cui la buona fede degli amministratori politici si presume fino a prova contraria». Le nuove regole si applicano anche ai procedimenti ancora in corso alla data di entrata in vigore della legge e non definiti con sentenza definitiva. Sono inoltre previste sanzioni economiche per chi provoca ritardi superiori al 10 per cento nei tempi di conclusione dei procedimenti legati a Pnrr e Pnc.

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Mantovano: «Nessuna vendetta per il Ponte sullo Stretto»

Sulle critiche delle opposizioni è intervenuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, affermando: «Non c’è unanimità di dissensi tra i giudici contabili, più di uno di loro ha manifestato favore nei confronti della riforma, soprattutto nella parte di approfondimento che ha avuto alla Camera, vi è stata una costante interlocuzione con rappresentanti della corte dei conti che ha permesso di modificare più di una delle norme dell’impostazione originaria. Non c’è nessuna vendetta perché l’iter di questa riforma parte all’incirca due anni fa. In Senato è approdata nel marzo di quest’anno, vi è stata una serie di audizioni, legarla al provvedimento della magistratura contabile sul Ponte dello stretto che è intervenuto poco più di un mese fa mi sembra, per usare un eufemismo, una forzatura».

Ucraina, nuova indagine anticorruzione a Kyiv

Un nuovo filone investigativo scuote l’Ucraina. A renderlo noto è stata la Nabu, l’Agenzia nazionale anticorruzione, i cui funzionari nelle ultime ore hanno tentato di accedere al Parlamento per effettuare perquisizioni, senza riuscirci a causa dell’intervento dei servizi di sicurezza. In una nota ufficiale, l’agenzia ha riferito che «Nabu e Sap, a seguito di un’operazione sotto copertura, hanno smascherato un gruppo criminale organizzato che includeva alcuni attuali membri del parlamento». Lo stesso comunicato segnala inoltre che «I dipendenti del Dipartimento di Sicurezza dello Stato stanno opponendo resistenza agli agenti della Nabu durante le azioni investigative» all’interno dell’edificio parlamentare.

Non sono ancora noti i nomi dei parlamentari coinvolti

Lo scontro si inserisce nel contesto dell’estensione di un’indagine già avviata su un presunto sistema corruttivo che coinvolgerebbe esponenti della Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino. Secondo quanto riferito dalla Nabu, alcuni deputati in carica avrebbero incassato pagamenti illeciti in cambio del proprio voto su specifiche decisioni parlamentari. Gli investigatori descrivono un meccanismo strutturato e ripetuto nel tempo, che potrebbe aver funzionato anche grazie al ruolo di intermediari. Al momento, l’agenzia anticorruzione non ha reso noti i nomi dei parlamentari finiti sotto inchiesta.

Camel Cup, il reality show estremo che sta facendo impazzire la Cina

Definirlo un reality sarebbe riduttivo. Qixing Mountain Challenge, conosciuto anche come Camel Cup, è una gara di sopravvivenza senza esclusione di colpi. Trasmesso in diretta streaming dall’impervio monte Qixing, nel Parco forestale nazionale di Zhangjiajie – lo stesso che ha ispirato le vette fluttuanti di Avatar – in Cina è diventato uno degli show più virali. Il format è tanto brutale quanto avvincente: 100 concorrenti vengono lasciati nella natura selvaggia, equipaggiati con un machete e pochi altri strumenti. Chi resiste fino alla fine vince un premio di 200 mila yuan (oltre 28 mila dollari). Gli spettatori assistono in tempo reale alle imprese dei partecipanti e possono interagire con loro su Douyin, la versione cinese di TikTok. 

Camel Cup, il reality show estremo che sta facendo impazzire la Cina
da Douyin.

Nessun copione e nessun protocollo di sicurezza

I concorrenti trascorrono le giornate a raccogliere funghi, a cercare patate selvatiche e a dormire in rifugi di fortuna. Ma a catalizzare l’interesse del pubblico online sono le scorpacciate di maiale crudo e lumache. Clip che macinano miliardi di visualizzazioni. Ovviamente, chi non riesce a resistere si ritira. Non è previsto alcun copione e non ci sono chiari protocolli di sicurezza. Nella prima stagione, per esempio, con l’arrivo dell’inverno, alcuni partecipanti sono stati messi ko da congelamenti, disidratazione e persino malnutrizione. Mentre la seconda, iniziata lo scorso ottobre, è appena stata interrotta a causa di un’ondata di freddo. Come se non bastasse nessuno sa con esattezza quanto tempo dovrà sopravvivere in montagna. Contano solo la resistenza e la conoscenza della natura. Chi sa identificare radici e frutti commestibili, tessere il bambù per costruire recinti e conosce la medicina tradizionale cinese ha un enorme vantaggio rispetto ai rivali.

Come un progetto a basso budget è diventato un successo

È proprio questo realismo nudo e crudo ad aver reso Camel Cup, un reality amatoriale a basso budget – spesso girato con semplici smartphone – un fenomeno virale. «Oggi le persone sottovalutano quanto sia difficile sopravvivere in natura. Questa gara ha lo scopo di ripristinare il senso di stupore e insegnare sia agli spettatori sia ai partecipanti come salvarsi quando le cose vanno male», uno dei creatori del format. «I partecipanti non cercano emozioni estreme. Cercano di riscoprire se stessi», ha aggiunto il collega Tian Lei, al quotidiano Young Pai. Quasi il 90 per cento dei concorrenti prima di mettersi alla prova non ha alcuna formazione sulle tecniche di sopravvivenza. Si tratta per lo più di giovani sfiniti dalla vita nelle grandi città o persone di mezza età che vogliono dimostrare quanto valgono. Visto il successo, le autorità temono il rischio emulazione. Secondo la China Adventure Association, nel 2024 si sono verificati 335 incidenti legati alle attività all’aria aperta, con un bilancio di 84 morti e 11 dispersi. Nel frattempo sono iniziate le iscrizioni per partecipare alla terza stagione di Camel Cup. Il montepremi è stato portato a 500 mila yuan. Centinaia di persone sono già in lista d’attesa. 

Cinema, i numeri del nuovo film di Checco Zalone al botteghino

Dopo il debutto record del 25 dicembre, quando Buen camino aveva raccolto 5,6 milioni di euro, l’ultimo film di Checco Zalone ha accelerato ulteriormente il giorno di Santo Stefano con un incasso di 7,9 milioni. In appena 48 ore la commedia ha così toccato quota 13.766.122 euro, registrando una media per sala di 10.715 euro e conquistando una quota di mercato del 70,8 per cento: più di sette spettatori su dieci hanno scelto la pellicola girata da Gennaro Nunziante, favorito anche da una distribuzione molto ampia, con oltre 1.200 copie in circolazione. Buen camino ha superato in soli due giorni l’incasso complessivo di Avatar: fuoco e cenere di James Cameron, fermo a 12.196.000 euro.

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Ucraina, Salvini: «Trump per la pace, no ai guastatori occidentali»

Nonostante il massiccio attacco russo in Ucraina nella notte, Matteo Salvini ha manifestato ottimismo sulla situazione del conflitto in vista dell’incontro previsto a Mar-a-Lago tra Zelensky e Trump. Intervenendo a Radio Libertà il leader leghista ha detto: «Mi aspetto un altro passo avanti. Ringrazio come tutti dovrebbero ringraziare il presidente Trump per lo sforzo che sta facendo. E poi è chiaro che la partita finale sarà a tre: Trump-Zelensky e Putin. Spero non ci siano guastatori occidentali a cui conviene la continuazione della guerra con la produzione e la vendita delle armi magari per riconvertire settori industriali messi in ginocchio da Bruxelles. Ci sono migliaia di morti ogni giorno», ha affermaato il ministro dei Trasporti, «un massacro insensato per una guerra che ormai è chiaro a entrambi i fronti che nessuno vincerà sul campo», ha aggiunto, precisando che «la soluzione territoriale dovranno trovarla Zelensky e Putin con l’accompagnamento dell’amministrazione americana, non Macron, Kallas, Stamer o Salvini». Il vicepremier ha inoltre osservato: «Mi sembra che le parole di Zelensky nelle ultime settimane rappresentino la voglia di mettere fine a questo massacro».

Salvini sull’arresto di Hannoun: «Accusava me, ma è lui un finanziatore dei genocidi»

Nel corso della stessa trasmissione radiofonica, Salvini ha commentato anche l’arresto di nove persone accusate di aver finanziato Hamas, tra cui Mohammad Hannoun, presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia: «Spero che vengano presi tutti. Che vengano espulsi quelli che sono in Italia illegalmente e spero che il processo di pace prosegua nonostante i pro-pal», ha dichiarato. Appresa la notizia in diretta, ha aggiunto: «Quindi il presidente dei giovani palestinesi, che è stato intervistato centinaia di volte e che mi dava dell’assassino e del genocida, come a tutto il governo, era lui un finanziatore dei genocidi». Salvini ha poi ribadito il ruolo degli Stati Uniti nel quadro internazionale: «Se oggi a Gaza e a Tel aviv non volano missili e scorre meno sangue non è grazie alla Flottilla, all’Albanese, a Greta Thumberg, alla Schlein ma è grazie a Donald Trump e alla buona volontà dimostrata da palestinesi e israeliani nonostante i fenomeni che in Italia e in Europa hanno fatto casino dalla parte sbagliata», ricordando infine che «l’Italia è fra i Paesi non musulmani quello che ha maggiormente aiutato la popolazione palestinese».

Garlasco, il giallo del video di Sempio sul pc di Chiara Poggi

Un filmato in cui compare Andrea Sempio sarebbe stato trovato nel computer di Chiara Poggi. A renderlo pubblico è stato il canale Bugalalla Crime della youtuber Francesca Bugamelli, che in passato aveva già diffuso immagini dell’indagato davanti alla villetta di Garlasco il giorno dell’omicidio. Il video risale al 13 marzo 2007 ed è stato registrato alle 21.14: nelle immagini si vede un gruppo di ragazzi all’interno di quella che sembra un’aula scolastica. Tra loro è riconoscibile anche Sempio.

Dai metadati illustrati sul canale YouTube emerge che il file sarebbe stato copiato sul pc il 20 luglio 2007 alle 17.01, probabilmente dal fratello Marco, amico stretto di Andrea, che potrebbe averlo girato con il cellulare, considerato il formato 3gp. Un altro dettaglio ha però attirato l’attenzione: il video risulta aperto alle 16.28 del 14 agosto 2007, giorno dell’omicidio, quando la casa era già sotto sequestro e il computer si trovava in caserma. L’ipotesi è quindi che il file sia stato consultato durante le prime attività investigative.

Genova, arrestate nove persone: «Finanziavano Hamas»

Nove persone sono finite in carcere al termine di un’operazione congiunta di polizia e guardia di finanza, accusate di aver sostenuto economicamente Hamas per una cifra complessiva stimata in circa sette milioni di euro. I provvedimenti cautelari sono stati disposti dal gip nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova e riguardano anche tre associazioni. Tra gli arrestati figura anche il presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia.  Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, un ruolo centrale nell’organizzazione sarebbe stato ricoperto da Mohammad Hannoun, indicato come «membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas» e come «vertice della cellula italiana dell’organizzazione Hamas». L’attività investigativa ha preso avvio dall’esame di flussi finanziari ritenuti sospetti e si è poi ampliata grazie alla collaborazione con altri uffici giudiziari italiani e con le autorità dei Paesi Bassi e di altri Stati dell’Unione europea.

Il meccanismo con cui le organizzazioni avrebbero finanziato Hamas

Per l’accusa, il «finanziamento delle attività terroristiche» sarebbe stato realizzato tramite tre enti formalmente impegnati in iniziative benefiche. Gli indagati avrebbero «rilevantemente contribuito alle attività delittuose dell’organizzazione terroristica, per un ammontare complessivo di circa sette milioni di euro», attraverso «operazioni di triangolazione» effettuate con bonifici bancari o con altri strumenti, utilizzando associazioni con sede all’estero. Le somme sarebbero state destinate a organizzazioni operanti nella Striscia di Gaza «dichiarate illegali dallo Stato di Israele, perché appartenenti, controllate o comunque collegate ad Hamas» oppure «direttamente a favore di esponenti di Hamas, in particolare, ad Osama Alisawi, già Ministro del governo di fatto di Hamas a Gaza, che in varie circostanze sollecitava tale supporto finanziario».

Ucraina, massiccio attacco russo: un terzo di Kyiv senza elettricità

Massiccio attacco russo nella notte tra il 26 e il 27 dicembre a Kyiv, lasciando al freddo circa un terzo della città. A comunicarlo sono state le autorità locali, tra cui il sindaco Vitali Klitschko, citato dai media ucraini: «Non c’è elettricità in alcune zone dei quartieri sulla riva sinistra. I tecnici stanno lavorando per ripristinare l’elettricità», ha spiegato il primo cittadino. Il bilancio dei feriti è nel frattempo aumentato: «Al momento, otto persone sono rimaste ferite nella capitale a seguito dell’attacco nemico. Cinque di loro sono state ricoverate in ospedale», ha dichiarato Klitschko, precisando che tra le persone coinvolte figura anche un ragazzo di 16 anni. In risposta agli attacchi la Polonia ha fatto alzare in volo i suoi jet militari, con la chiusura temporanea degli aeroporti di Rzeszow e Lublino.

Intanto l’agenda ufficiale di Donald Trump, diffusa dalla Casa Bianca, conferma l’incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella residenza di Mar-a-Lago, in Florida, fissato per le 15 locali, le 21 in Italia. Alla vigilia di questo appuntamento è prevista anche una conversazione tra diversi leader internazionali: la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen prenderà parte a una call con Zelensky, Trump e altri rappresentanti dell’Unione europea, come riferito da una portavoce dell’esecutivo comunitario.