L’azienda di calzature italiana Golden Goose cambia assetto proprietario con un’operazione da circa 2,5 miliardi: la cinese Hsg rileva la quota di maggioranza, mentre Temasek – fondo sovrano di Singapore – entra con una partecipazione di minoranza insieme a True Light Capital. I fondi gestiti da Permira hanno venduto una parte delle quote ma restano nel capitale come soci di minoranza. La governance resta stabile: l’amministratore delegato Silvio Campara continuerà a guidare l’azienda e Marco Bizzarri, oggi consigliere non esecutivo, assumerà il ruolo di presidente non esecutivo.
Le ragioni dell’investimento
L’investimento, spiegano le parti, punta a sostenere l’espansione internazionale del marchio facendo leva sull’esperienza dei nuovi azionisti nel lusso e nella tecnologia. Hsg ha già investito in Pop Mart, RedNote e Marshall; Temasek in Moncler ed Ermenegildo Zegna Group. Nelle dichiarazioni ufficiali si insiste sul rafforzamento della crescita senza snaturare l’identità produttiva italiana. Campara parla di partner strategici per «rafforzare le ambizioni di crescita globale» e Hsg si dice «onorata» di accompagnare Golden Goose nel nuovo capitolo mantenendo l’autenticità del brand. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro l’estate 2026. Golden Goose prevede anche di rimborsare integralmente, alla data del closing o a ridosso, le Senior Secured Floating Rate Notes con scadenza 2031 per complessivi 480 milioni.
Venerdì sera la premier Giorgia Meloni ha riunito d’urgenza i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il viceministro Maurizio Leo, per affrontare lo scontro interno alla Lega sulla manovra. Il vertice arriva dopo lo stop del partito di Salvini al pacchetto previdenziale che il Tesoro aveva inserito nel maxi-emendamento alla legge di bilancio. Secondo quanto riportato da Repubblica, nella notte i senatori leghisti avevano minacciato di lasciare il governo se Giorgetti non avesse tolto l’inasprimento dei criteri pensionistici per chi ha riscattato la laurea e l’ipotesi di un allungamento delle finestre mobili per chi vuole andare in pensione anticipata. Nel pomeriggio Tajani ha provato a ridimensionare lo scontro, parlando di «misunderstanding» dentro la Lega e confermando che la manovra verrà approvata «nei tempi previsti», rivendicando il sostegno al ceto medio. Intanto Elly Schlein punta il dito contro l’esecutivo: «Meloni pochi giorni fa alla camera faceva la spavalda, ma stanotte si è rotta la sua maggioranza».
La nuova Supermedia Agi/YouTrend, aggiornata al 18 dicembre e basata sui sondaggi effettuati tra il 4 e il 17 dicembre, chiude il 2025 con un quadro elettorale sostanzialmente immobile. La stabilità è la cifra dominante dopo le elezioni regionali in Campania, Puglia e Veneto, con variazioni minime per quasi tutte le forze politiche. Niente “effetto Atreju” per Fratelli d’Italia, che resta il primo partito al 29,8 per cento, con una flessione dello 0,1, mentre il Partito democratico segna un lieve incremento dello 0,1 e sale al 22,2 per cento.
Balzo per Azione
Nel campo progressista il calo più evidente è quello del Movimento 5 stelle, che perde lo 0,3 e scende al 12,2 per cento. Tra Forza Italia e Lega continua il duello per la terza posizione nel centrodestra: gli azzurri arretrano all’8,8 per cento (-0,2), mentre la Lega è all’8,4 (-0,1). Alleanza Verdi e Sinistra è sostanzialmente ferma al 6,4, con una variazione negativa dello 0,1. Nel quadro dei partiti minori emerge il rimbalzo di Azione, che sale al 3,5 per cento con un +0,4. Italia Viva è al 2,5 (-0,1) e +Europa all’1,7 (+0,1). Spostando lo sguardo sulle coalizioni, il centrodestra mantiene un vantaggio ampio al 48,3 per cento (-0,1). Il centrosinistra è al 30,3 (+0,1), il M5s al 12,2 e il Terzo Polo al 5,9 (+0,2).
Tether torna sotto osservazione per il nodo della governance, dopo che il Financial Times ha ricostruito un’operazione interna al gruppo che coinvolge la vendita del business di mining di bitcoin Peak Mining, controllato dalla tedesca Northern Data, di cui Tether è azionista di maggioranza. La società aveva annunciato a novembre la cessione dell’asset per un valore fino a 200 milioni di dollari, ma i documenti depositati negli Stati Uniti hanno poi indicato come acquirenti tre società — Highland Group Mining Inc, Appalachian Energy LLC e 2750418 Alberta ULC — finora sconosciute al mercato. La ricostruzione del quotidiano arriva dopo che a fine novembre S&P Global Ratings ha declassato la stablecoin a 5, il livello più basso della scala di valutazione, citando un aumento dell’esposizione ad asset rischiosi, ridotta trasparenza e criticità sul quadro regolamentare.
Le tre società apparterebbero ai vertici di Tether
Secondo i documenti societari citati dal Ft, i direttori di Highland Group sono Giancarlo Devasini, co-fondatore e presidente di Tether, e Paolo Ardoino, amministratore delegato; la società canadese ha come unico direttore Devasini. Non è chiaro invece chi gestisca la società registrata nel Delaware. La conseguenza è che asset maturati nell’orbita Tether vengono trasferiti a veicoli riconducibili agli stessi manager, senza che vi sia disclosure pubblica sulle parti correlate. La cessione arriva inoltre a ridosso dell’accordo con Rumble, piattaforma social di area conservatrice di cui Tether detiene una quota vicina al 50 per cento, per l’acquisizione di Northern Data. Il quotidiano richiama inoltre tre elementi che completano il quadro finanziario: un precedente accordo non vincolante in cui Northern Data aveva previsto di vendere Peak Mining per 235 milioni di dollari a Elektron Energy, società anch’essa diretta da Devasini; una quota del 48 per cento in Rumble, di cui Tether è già uno dei principali azionisti; e un prestito da 610 milioni di euro erogato da Tether a Northern Data che, secondo la struttura annunciata, dovrebbe essere saldato per metà attraverso una conversione in azioni Rumble e per l’altra metà tramite un nuovo prestito da Tether a Rumble garantito dagli asset di Northern Data.
Il Sole 24 Ore aveva deciso di festeggiare i suoi 160 anni come si conviene a una grande istituzione milanese: eventi, incontri, un concerto nel Duomo, una festa finale. E, a suggello, l’Ambrogino d’oro, massimo riconoscimento di meneghina benemerenza, consegnato dal sindaco Beppe Sala al direttore Fabio Tamburini, con accanto i nuovi vertici della casa editrice: l’amministratore delegato Federico Silvestri e la presidente Carmela Colaiacovo. Un’immagine compatta, quasi solenne, da fotografia ufficiale.
Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ed Elena Buscemi, presidente del Consiglio comunale, consegnano l’Ambrogino d’oro a Fabio Tamburini (Ansa).
I nomi pesanti in uscita: da Mincuzzi a Olivieri
Poco fuori dall’inquadratura, però, il quadro è meno celebrativo. In pochi mesi hanno lasciato il giornale oltre 20 giornalisti: più del 10 per cento di una redazione che ne conta circa 180. Tra loro due inviati storici come Angelo Mincuzzi e Antonella Olivieri, poi Marco Alfieri, Riccardo Barlaam (già a New York e poi capo degli Esteri), Giuseppe Chiellino, per anni corrispondente da Bruxelles, e Marco Rogari, volto noto della redazione romana. Uscite diverse per età, storie e motivazioni, ma concentrate in un tempo sorprendentemente breve. C’è chi parla di rapporti complicati con la direzione, chi rivendica semplicemente il diritto a cambiare aria. E poi ci sono quelli che hanno scelto il momento giusto per andarsene: vicini alla pensione, o abbastanza lontani da poter trasformare l’uscita in una nuova forma di permanenza. Giornalisti 50enni che lasciano il contratto ma restano come collaboratori, con compensi che si aggirano attorno ai 1.500 euro al mese. Un paradosso solo apparente, in un settore dove la stabilità è diventata un ricordo d’archivio.
Angelo Mincuzzi (Imagoeconomica).
La mancanza di annunci formali alla redazione
Colpisce che tutto avvenga senza annunci formali alla redazione. Le uscite scivolano via in silenzio, così come in silenzio era arrivato lo scorso settembre Claudio Antonelli da La Verità, chiamato a fare il vicedirettore della nuova testata 24OreNextMed. Anche qui, nessuna fanfara. Nel frattempo l’editoria continua a contrarre drammaticamente gli organici. Negli ultimi anni le redazioni dei giornali hanno perso oltre 6 mila giornalisti. In questo contesto, le uscite dal Sole 24 Ore fanno notizia per il numero, ma sono un sintomo di un sistema sempre più in affanno per trovare la sua sostenibilità. E raccontano di un giornale che celebra la propria storia mentre, inevitabilmente, ridisegna la propria forma.
C’è una nuova persona indagata nel caso della scomparsa di Emanuela Orlandi. Si tratta di una donna, secondo quanto apprende l’Adnkronos, alla quale viene contestato il reato di false informazioni al pubblico ministero. L’iscrizione nel registro degli indagati arriva all’interno del nuovo filone di accertamenti avviato dalla procura di Roma nel maggio 2023, quando l’indagine è stata riaperta con l’ipotesi di sequestro di persona a scopo di estorsione. La donna è stata ascoltata venerdì mattina in presenza del suo difensore. Gli inquirenti intendono approfondire le circostanze su cui aveva riferito in passato, valutando eventuali discordanze rispetto alle risultanze raccolte nell’ultimo anno e mezzo.
La riapertura delle indagini su Emanuela Orlandi
Dal 2023 i pm, insieme ai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma, stanno procedendo a una rilettura sistematica degli atti accumulati in oltre quattro decenni di inchieste, iniziative parlamentari, piste archiviate e testimonianze spesso contraddittorie. L’obiettivo è verificare elementi ritenuti rilevanti sulle ore immediatamente precedenti alla scomparsa della cittadina vaticana, avvenuta il 22 giugno 1983. A 42 anni dai fatti, l’inchiesta torna dunque a concentrarsi su testimoni, dichiarazioni e ricostruzioni che potrebbero aver inciso sulle direzioni intraprese dagli investigatori, nel tentativo di chiarire se informazioni non veritiere abbiano condizionato dei passaggi chiave di una delle storie giudiziarie più controverse del Paese.
Ora è ufficiale: la Fontana di Trevi diventa a pagamento, almeno per i turisti. Lo ha annunciato Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, in una conferenza stampa alla sala Esedra, spiegando che dal primo febbraio 2026 verrà istituto «un biglietto a pagamento per i turisti» per sei siti monumentali e museali della Capitale, che finora erano gratuiti: Fontana di Trevi appunto (solo per l’ingresso davanti al catino con un ticket di 2 euro), Villa di Massenzio, Museo Napoleonico, Museo Carlo Baracco, Museo Pilotti e Museo Canonica. Il primo cittadino ha poi aggiunto che l’ingresso a tutti i musei e siti monumentali di Roma Capitale sarà gratuito, sempre dal primo febbraio, per le persone residenti nella città metropolitana.
Un uomo di 59 anni è stato fermato nella notte dei carabinieri di Prato. Secondo la ricostruzione della Procura avrebbe versato di nascosto la droga dello stupro nella minestra di una dipendente all’interno della sua ditta, dopo averla convinta a restare qualche ora in più a lavoro. La vittima, 24 anni, è stata poi violentata. La ragazza si è risvegliata priva di conoscenza all’interno di un camper, con vestiti diversi rispetto a quelli che indossava. Così si è recata in ospedale e ha denunciato l’accaduto. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle videocamere di sorveglianza che avrebbero ripreso la violenza. Nell’organismo della vittima era presente, inoltre, del benzodiazepine, sostanza spesso associata a episodi simili.
Manca sempre meno alla 76esima edizione del Festival di Sanremo, in programma all’Ariston dal 24 al 28 febbraio 2026 e in diretta su Rai 1 e in simulcast su Rai Radio 2 e in streaming su RaiPlay. Pronti i 30 Big, che hanno svelato i titoli delle loro canzoni in gara, e le Nuove Proposte, selezionate due da Area Sanremo e altrettante dal talent Sarà Sanremo. Chiunque voglia assistere alla performance dal vivo deve dunque iniziare a pensare ai biglietti. Per l’acquisto, dati i posti limitati, bisognerà dapprima registrarsi sul sito ufficiale e poi aspettare la selezione, effettuata a sorte da un software automatico. Ciascun utente potrà, se estratto, comprare due ticket. Ecco il costo.
Sanremo 2026, quanto costano i biglietti: aumenti di circa il 20 per cento
Carlo Conti sul palco di Sanremo 2025 (Ansa).
Dopo anni in cui il prezzo era rimasto invariato, dal 2026 è aumentato il costo dei biglietti. A deciderlo il Comune di Sanremo assieme alla Rai, che hanno optato per un surplus pari a circa il 20 per cento rispetto allo scorso anno, giustificando la mossa come un’imposizione da parte del mercato, anche alla luce della grande richiesta. Quanto bisognerà spendere? Per un posto in galleria, ossia il settore più economico dell’Ariston, occorrerà sborsare 135 euro per le prime quattro serate, ossia dal 24 al 27 febbraio. Per la finale il costo salirà a 430 euro. Ben più alti invece i prezzi per la Platea, dove per i primi quattro appuntamenti saranno necessari 240 euro a persona. Il costo sale a 875 euro per la finale in cui scoprire tutti i premi. Nessuno sconto nemmeno se si acquista il carnet completo per le cinque serate: in galleria costa 958 euro, in platea ben 1.835.
Come registrarsi per sperare in un posto all’Ariston
Per potersi aggiudicare un posto al Teatro Ariston in vista di Sanremo 2026 bisognerà innanzitutto effettuare la registrazione su sanremo2026rai.vivaticket.it. Le iscrizioni saranno concesse nel periodo che va dalle ore 9 di lunedì 22 dicembre fino alle ore 18 dell’8 gennaio successivo. Ciascun utente dovrà inserire, negli appositi campi, diversi dati personali: nome e cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, indirizzo di posta elettronica, numero di recapito telefonico e l’indicazione di un documento d’identità in corso di validità. Sempre in fase di registrazione sarà richiesto anche di inserire il giorno e il settore dell’Ariston (Galleria, più economica, o Platea) per cui si intende acquistare uno o due biglietti. È consentita una sola registrazione per utente: ulteriori iscrizioni multiple saranno bloccate o eliminate in un secondo momento.
L’esterno del Teatro Ariston durante Sanremo (Ansa).
A questo punto non resterà che aspettare. Sarà un software automatico a scegliere i partecipanti in modo del tutto casuale, alla presenza di un notaio per valutarne il corretto ed equo funzionamento. Svolti tutti i passaggi, infatti, dal 15 gennaio al 3 febbraio, tutti gli utenti che avranno completato la fase di registrazione riceveranno una mail all’indirizzo indicato all’iscrizione da parte di Vivaticket. I fortunati estratti troveranno anche le indicazioni su quando e come procedere con il proprio acquisto per assistere al Festival. Resta dunque inteso che completare la propria registrazione sul sito ufficiale non dà alcun diritto automatico all’acquisto del tagliando, ma consente solo di partecipare al processo di selezione.
Dopo la notte complicata della maggioranza sul tema manovra, dall’aula del Senato Elly Schlein punta il dito contro l’esecutivo: «È finita Atreju ma il paese reale è lì con i suoi problemi. Meloni pochi giorni fa alla camera faceva la spavalda, ma stanotte si è rotta la sua maggioranza», ha dichiarato. Secondo la leader dem: «Giorgetti sfiduciato ha ritirato la sua proposta ma l’aumento dell’età pensionabile è già in manovra, aumenterà per il 96 per cento dei lavoratori incluse le forze dell’ordine». Schlein ha poi parlato di una situazione di forte confusione, chiedendo un chiarimento diretto da parte della presidente del Consiglio e del titolare del Mef.
Schlein: «Pazzesco il colpo di mano tentato sulle pensioni»
Nel suo intervento e successivamente in conferenza stampa, la segretaria del Pd è tornata con forza sul tema previdenziale. «In un momento di caos per il momento vorremmo chiarezza da Meloni e Giorgetti. Trovo pazzesco questo colpo di mano tentato sulle pensioni perché non si scherza con i risparmi di chi ha lavorato una vita intera. Sulle pensioni si consuma il più alto tradimento delle promesse elettorali della Meloni», ha affermato. Schlein ha inoltre precisato che «l’aumento dell’età pensionabile non cade con il ritiro dell’emendamento». Poi l’appello: «Chiediamo alla maggioranza di votare il nostro emendamento per il blocco. Così come il resto del pacchetto messo a punto con l’opposizione». E infine la richiesta al governo a fornire «garanzie» sulle parti eliminate della manovra che riguardano «Transizione 5.0, caro materiale e Zes unica».
Dopo il rinvio annunciato nella serata del 18 dicembre, l’Unione europea punta a firmare l’accordo commerciale con il Mercosur il 12 gennaio in Paraguay. Lo riferiscono fonti diplomatiche. Al termine del vertice Ue, che ha sancito lo slittamento a gennaio della firma rispetto alla data prevista del 20 dicembre (in Brasile), la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen si è detta fiduciosa che verrà raggiunta una «maggioranza sufficiente» tra i 27 Paesi per approvare l’intesa con ulteriori garanzie: tra quelli che hanno preso tempo c’è anche l’Italia. Palazzo Chigi ha fatto sapere che «il Governo italiano è pronto a sottoscrivere l’intesa non appena verranno fornite le risposte necessarie agli agricoltori, che dipendono dalle decisioni della Commissione europea e possono essere definite in tempi brevi».
Unicredit si è aggiudicato, a seguito di partecipazione al bando di gara, il servizio di tesoreria del Comune di Latina per il periodo 1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2030. Un passo significativo per la banca, che rafforza la propria presenza nel Lazio e conferma il proprio impegno a supportare le amministrazioni pubbliche con soluzioni innovative, digitali e sostenibili in grado di semplificare la gestione finanziaria e garantire efficienza e trasparenza. Il Comune di Latina, seconda città del Lazio per numero di abitanti dopo Roma, rappresenta un partner strategico per lo sviluppo del territorio. L’affidamento del servizio di tesoreria costituisce un importante opportunità per consolidare la relazione con la comunità locale, favorendo la crescita e la modernizzazione dei servizi.
Fiorini: «Confermiamo la nostra competitività nel settore»
Queste le dichiarazioni di Roberto Fiorini, Regional manager Centro Italia di Unicredit: «Confermiamo la nostra competitività nel settore delle tesorerie degli enti che possono contare sulla forte esperienza, sulla capillare operatività e sulle risorse digitali della banca per offrire un servizio di tesoreria sicuro, innovativo e orientato alle esigenze del territorio».
C’era una volta la Germania, quella di Helmut Kohl e di Angela Merkel, che in Europa aveva un peso e un ruolo guida fondamentale. Oggi quella locomotiva non esiste più. Friedrich Merz avrebbe voluto quantomeno riagganciarsi ai suoi illustri predecessori, ma il declino tedesco è palese e non bastano certo dosi industriali di propaganda per mascherare la realtà. A Berlino il cancelliere sta fallendo su ogni fronte, tanto che quasi si rimpiange Olaf Scholz, che almeno aveva il senso della moderazione. Mentre i consensi del cancelliere continuano a scendere, ora si attestano intorno al al 23 per cento, l’ultimo disastro sul palcoscenico internazionale si è consumato a Bruxelles, dove, anche se è stato approvato il finanziamento dell’Ucraina per i prossimi due anni, il progetto di utilizzare gli asset russi congelati è stato nettamente bocciato.
Volodymyr Zelensky e Friedrich Merz (Ansa).
La sconfitta sull’utilizzo dei beni russi congelati
Uno schiaffo sia per Merz sia per la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. L’asse fra Berlino e Bruxelles è stato spazzato via dalla resistenza di piccoli e grandi Paesi, o presunti tali: un tempo nazioni come Belgio e Italia si sarebbero piegate all’autorità della Germania, oggi la diplomazia di Berlino è invece debole e insufficiente. Merz e i volonterosi, Commissione Ue in prima linea, seguita a ruota dalla Polonia e dai Baltici, avrebbero voluto l’espropriazione dei beni russi congelati. Il progetto poggiava su fragili basi, sia politiche sia legali, e si è scontrato con la solita frammentazione all’interno dell’Ue. L’Ucraina verrà così finanziata con 90 miliardi per i prossimi due anni, a spese dei contribuenti europei, sperando che serva a qualcosa. I dubbi infatti restano, considerando che i circa 280 miliardi stanziati dall’Europa dall’inizio del conflitto sono stati sì sufficienti a tenere in piedi l’ex repubblica sovietica, ma non a riconquistare i territori perduti, e che i quasi 90 miliardi già stanziati devono essere ancora concretamente allocati. Tradotto: Kyiv non li ha ancora ricevuti.
Ursula von der Leyen e Friedrich Merz (Imagoeconomica).
La tenuta della coalizione è a rischio
Discrepanza non indolore per l’Ucraina, dovuta a questioni tecniche e burocratiche e forse ai rischi legati a un sistema poco trasparente e incline alla corruzione. A questo si aggiunge il fatto che il supporto militare non si può misurare solo sulla quantità, ma anche sulla qualità. Limitandosi esclusivamente alla Germania, Merz non ha ceduto sui missili a lunga gittata Taurus, così come Emmanuel Macron e Keir Starmer hanno inviato a Kyiv poco o nulla del loro arsenale offensivo fatto di Mirage e Scalp-Storm Shadow. Il cancelliere tedesco ha mostrato fino a oggi una grande capacità retorica, dimenticandosi però il realismo e non è un caso che le dimostrazioni di debolezza di cui maldestramente ha dato sfoggio all’estero, anche sul lato mediorientale e asiatico, si ripercuotano a Berlino, dove non si sa se davvero di questo passo la coalizione di governo arriverà a fine legislatura.
Friedrich Merz e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).
La crescita dell’AfD e le critiche degli industriali
La Germania continua infatti a sbandare. Il cancelliere continua a prestare involontariamente il fianco all’opposizione di estrema destra dell’Alternative für Deutschland, in crescita nei sondaggi per le elezioni regionali del prossimo anno ed è già il secondo partito a livello nazionale. Non solo: Merz è riuscito a mettersi contro anche gli industriali, che, nonostante qualche timido segnale positivo, gli hanno rimproverato immobilità. «La situazione economica è in caduta libera, ma il governo federale non sta reagendo con sufficiente decisione», ha tuonato il presidente della Confindustria tedesca Peter Leibinger sottolineando i costi energetici eccessivi, le spese operative elevate, i salari in aumento e la burocrazia eccessiva. La Germania è ritornata a essere un gigante dai piedi d’argilla in un’Europa in balia di se stessa, stretta ora nella morsa tra Stati Uniti e Russia.
Elliott Investment Managament ha investito più di un miliardo di dollari per rilevare una partecipazione in Lululemon Athletica. Si tratta di una catena di negozi dedicati all’abbigliamento e agli accessori sportivi di fascia alta e alla moda. L’ex proprietario del Milan, secondo Cnbc, vorrebbe anche proporre un nuovo Ceo non appena l’attuale, Calvin McDonald, lascerà l’incarico. Lo farà il 31 gennaio 2026 a fronte di un calo dei risultati importante fatto registrare nell’ultimo anno. Secondo le indiscrezioni, Elliott avrebbe intenzione di nominare Jane Nielsen. È l’ex Cfo e Coo di Ralph Lauren. L’operazione è arrivata dopo le altre due concluse dal fondo americano nel corso del 2025. Elliot ha infatti acquisito una quota superiore a 2 miliardi in Workday e una da 4 miliardi in PepsiCo.
Kia ha annunciato la nomina dal primo gennaio 2026 di Soohang Chang, attuale responsabile dell’area Middle East e Africa, come nuovo presidente e ceo di Kia Europe. Prende il posto di Marc Hedrich, che diventa presidente di Kia France: quest’ultimo aveva già ricoperto tale incarico dal 2021 al 2023, sostituendo a sua volta l’attuale presidente Tae Kun Yang. Kia Europe, con sede a Francoforte in Germania, copre 39 mercati in Europa e nel Caucaso. Nel suo nuovo ruolo, Chang si concentrerà sull’accelerazione della roadmap di elettrificazione e delle iniziative di sostenibilità di Kia in Europa, rafforzando al contempo le partnership e le strategie di coinvolgimento dei clienti.
I 30 Big hanno presentato i titoli e il tema principale delle loro canzoni. Le Nuove Proposte sono state scelte. Ufficiali le conduttrici del PrimaFestival. Il conto alla rovescia per Sanremo 2026 è già iniziato, con il direttore artistico e presentatore della kermesse Carlo Conti pronto a salire sul palco del Teatro Ariston dal 24 al 28 febbraio, in un’edizione spostata in avanti di qualche giorno per lasciare spazio alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Per tutti gli appassionati è arrivato dunque il momento di iniziare a pensare ai biglietti per assistere dal vivo alle performance. In considerazione dei posti limitati, sarà necessaria una procedura di registrazione e selezione preliminare. Ecco come funziona.
Sanremo 2026, come funziona la selezione per l’acquisto dei biglietti
L’esterno del Teatro Ariston (Imagoeconomica).
Per Sanremo 2026, la vendita e la gestione dei biglietti saranno curate da Vivaticket. Come fare per aggiudicarsi un posto nell’Ariston? Bisognerà innanzitutto registrarsi su sanremo2026rai.vivaticket.it: le iscrizioni apriranno alle ore 9 di lunedì 22 dicembre e chiuderanno alle ore 18 dell’8 gennaio 2026. Ciascun utente dovrà inserire, quando richiesto, nome e cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, indirizzo di posta elettronica, numero di recapito telefonico e l’indicazione di un documento d’identità in corso di validità. Sempre in fase di registrazione sarà richiesto anche di inserire la data e il settore dell’Ariston (Platea, più costosa, o Galleria) per cui intenderebbe acquistare i biglietti. È ammessa una sola registrazione per utente: ulteriori iscrizioni multiple saranno immediatamente bloccate oppure eliminate a posteriori.
A questo punto non resterà che aspettare. Un software automatico infatti sceglierà i partecipanti in modo del tutto casuale, alla presenza di un notaio per valutarne il corretto ed equo funzionamento. Svolti tutti i passaggi, infatti, dal 15 gennaio al 3 febbraio, tutti gli utenti che avranno completato la fase di registrazione correttamente riceveranno una mail all’indirizzo indicato all’iscrizione da parte di Vivaticket. I fortunati estratti troveranno anche le indicazioni su quando e come procedere con il proprio acquisto per assistere al Festival di Sanremo 2026. Resta dunque inteso che completare la propria registrazione sul sito ufficiale non dà alcun diritto automatico all’acquisto del tagliando, ma consente solo di partecipare al processo di selezione.
Il prezzo è aumentato del 20 per cento rispetto all’anno scorso
Carlo Conti insieme al pubblico di Sanremo nel 2025 (Ansa).
Capitolo prezzo. Dopo diversi anni in cui il costo dei biglietti è rimasto invariato per Sanremo 2026 il Comune, in accordo con la Rai, ha deciso per un aumento pari a circa il 20 per cento rispetto allo scorso anno. Per un posto in platea bisognerà spendere 240 euro per le prime quattro serate, arrivando a 875 euro per assistere dal vivo alla finale di sabato 28 febbraio. Nessuno sconto neanche se si acquista il carnet completo, dato che costerà 1.835 euro per tutti i cinque appuntamenti. Più popolare invece il costo della galleria. Per le prime quattro serate sarà necessario spendere 132 euro a posto, mentre per la finale bisognerà salire a 430 euro. Il totale per le cinque serate porterà a una spesa di 958 euro. Gli organizzatori hanno giustificato l’aumento con esigenze di mercato, alla luce anche delle enormi richieste. Tante le proteste sui social.
Si possono presentare dal 18 dicembre le domande per partecipare al bando Disegni+ 2025, l’incentivo economico che può arrivare fino a 60 mila euro del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) a favore di titolari di disegni e modelli oggetto del progetto di valorizzazione. Il Mimit chiarisce che, per essere ammessi alla domanda di contributo, i disegni devono essere già registrati a partire dal 1° gennaio 2023. Pertanto, la registrazione deve essere conclusa e pienamente efficace. Non è sufficiente, invece, il semplice deposito.
Bando Disegni+ 2025, chi può richiedere l’incentivo fino a 60 mila euro?
La sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) nello storico Palazzo Piacentini, in Via Veneto a Roma (Ansafoto).
Il Mimit ha aperto il 18 dicembre 2025 la finestra per la presentazione della richiesta degli incentivi in conto capitale Disegni+ 2025, aventi a oggetto la valorizzazione di disegni e modelli. La dotazione finanziaria di quest’anno è pari a 10 milioni di euro. Possono presentare domanda tutte le imprese micro, piccole e medie, aventi sede legale e operativa in Italia. Tra gli ultimi chiarimenti del ministero delle Imprese e del Made in Italy figura quello relativo alle ditte individuali che sono ammesse a partecipare al bando, purché rientrino nel perimetro delle Pmi. Pertanto, il regolamento del bando esclude i liberi professionisti, anche e titolari di partita Iva, e le persone fisiche che non svolgono attività d’impresa.
Quali sono i requisiti richiesti dal bando Disegni+ 2025?
Tutte le imprese, dalle micro alle medie, possono inviare la domanda purché alla data dell’istanza, siano titolari di un disegno. Le caratteristiche del modello ai fini dell’ammissibilità sono riportate nella pagina del Mimit relativa al bando Disegni+. In particolare, la registrazione, effettuata presso Uibm, Euipo o Ompi a partire dalla data del 1° gennaio 2023, deve essere già conclusa e pienamente efficace al momento della trasmissione dell’istanza. La misura dell’incentivo del bando Disegn+ è pari all’80 per cento delle spese, entro la soglia massima di 60 mila euro. Il possesso della certificazione della parità di genere consente di ampliare la percentuale all’85 per cento. Le spese ammesse sono quelle riguardanti l’acquisto di servizi, per lo più di consulenza, al fine di valorizzare, mettere in produzione e offrire sul mercato il disegno stesso. Maggiori approfondimenti sulle spese sono reperibili nella pagina specifica del Mimit, seguendo il percorso Tutti gli incentivi > Disegni+ 2025.
Come inviare la domanda degli incentivi sui modelli?
La domanda di partecipazione al bando Disegni+ deve essere presentata mediante la piattaforma telematica messa a disposizione dal Mimit e accessibile cercando su un motore «2025 disegni più». Si può inviare la richiesta dei contributi fino alle ore 18.00 di tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, fino all’esaurimento delle risorse stanziate.
Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha reso note le date delle iscrizioni a scuola per l’anno 2026-2027 con una circolare pubblicata nella giornata del 17 dicembre. Date e indicazioni operative per effettuare l’ammissione agli istituti nel prossimo anno riguardano le prime classi delle scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado. Ecco, quindi, cosa c’è da sapere su come effettuare le iscrizioni la cui finestra temporale per presentare la pratica si aprirà tra meno di un mese.
Iscrizioni scuola 2026-2027, da quando si possono fare?
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato la nota operativa con le indicazioni per le iscrizioni scolastiche per l’anno 2026/2027 (Ansafoto).
Ci sarà tempo dalle ore 8.00 del 13 gennaio alle ore 20.00 del 14 febbraio 2026 per effettuare le iscrizioni dei propri figli al primo anno di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo o secondo grado. Secondo le stime del ministero dell’Istruzione e del Merito, saranno coinvolti i genitori di 1,3 milioni di alunni per l’anno scolastico 2026-2027. La domanda di iscrizione alle scuole primarie e secondarie possono essere effettuate sulla piattaforma telematica «Unica», accessibile collegandosi al sito istituzionale https://unica.istruzione.gov.it/it/orientamento/iscrizioni. Devono essere portate a mano presso le segreterie e in modalità cartacea, le domande di iscrizione alle scuole dell’infanzia, nonché agli istituti della Valle d’Aosta, di Bolzano e Trento e per alcuni percorsi di istruzione indicati dal ministero.
Qual è il sito e la procedura per le iscrizioni scuola 2026-2027?
Per presentare la domanda di iscrizione online sul portale «Unica» è necessario che i genitori degli alunni accedano con le proprie credenziali Spid, Carta d’identità elettronica (Cie), Carta nazionale dei servizi (Cns) o eIdas (Electronic identification authentication and signature). Una volta entrati in «Compila la domanda», occorre immettere i dati delle tre sezioni relative all’alunno, alla famiglia e ad almeno una scuola, quella di prima scelta. Le scuole indicate come seconda e terza opzione saranno utili solo nel caso in cui la prima non abbia disponibilità di posti per l’anno scolastico 2026-2027.
Dove avere informazioni per iscrivere i propri figli a scuola?
Il portale «Unica» informa che si possono effettuare anche le iscrizioni ai corsi di istruzione e formazione erogati dalle istituzioni formative accreditate dalle Regioni Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto. Sono disponibili anche i percorsi di studio della filiera tecnologico-professionale 4+2 e il nuovo indirizzo del liceo del made in Italy. Sullo stesso portale sono disponibili, in basso alla home page:
la guida alle iscrizioni;
le Faq con domande e risposte ai dubbi più frequenti;
i contatti di assistenza telefonica con gli orari per telefonare.
Nella giornata del 18 dicembre 2025, il Servizio concorsi della Direzione centrale per gli affari generali e le politiche del personale della Polizia di Stato del ministero dell’Interno ha pubblicato il bando di concorso pubblico per reperire 46 atleti da assegnare ai gruppi sportivi «Polizia di Stato – Fiamme Oro». I vincitori delle prove selettive saranno inquadrati nel ruolo degli agenti e assistenti della Polizia di Stato con la qualifica di agente. All’interno del bando è riportata la ripartizione dei 46 posti e le discipline nelle quali si cercano i concorrenti. Ecco, quindi, quali sono le informazioni essenziali per prendere parte alle selezioni, dove reperire il bando e come inviare la domanda entro la scadenza delle ore 23.59 del 17 gennaio 2026.
Concorso Polizia 2025 atleti, quali sono i requisiti per partecipare?
Concorrenti in attesa di fare la prova di un concorso (Imagoeconomica).
Ci si può candidare al concorso in Polizia 2025, il bando pubblicato dal ministero dell’Interno per ricoprire 46 posti da atleta che entreranno nei gruppi sportivi della «Polizia di Stato – Fiamme Oro». All’articolo 1 del bando è riportata la ripartizione dei posti, con l’indicazione di ciascuna disciplina sportiva. Tutti gli interessati possono prenderne visione e riportare l’esatto codice riferito alla specialità sportiva nella quale siano preparati. L’articolo 2, inoltre, richiede il possesso dei requisiti di carattere generico. Tra i requisiti di studio e specifici, si richiede invece:
il possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado o equipollente;
il riconoscimento del Coni e delle altre federazioni sportive nazionali come atleta di interesse nazionale;
il possesso di almeno uno dei titoli sportivi elencati al comma 1, dell’articolo 8, del bando stesso;
il possesso dell’idoneità fisica, psichica e attitudinale.
Le procedure selettive consistono nell’accertamento psico-fisico e attitudinale e nella valutazione dei titoli di ciascun candidato. Tutte le informazioni sono reperibili sul bando, a partire dall’articolo 5.
Come inviare la domanda di candidatura al bando per 46 posti da atleta?
Per l’invio della domanda di partecipazione al concorso per atleti, la Polizia di Stato mette a disposizione una propria piattaforma telematica il cui indirizzo è reperibile:
sul bando;
cercando su un motore «Concorsi online Polizia di Stato»;
facendo una ricerca sul Portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa) della pagina del concorso e cliccando sul tasto «Invia la tua candidatura» (link di reindirizzamento).
Dopo aver fatto l’accesso con Spid, Carta d’identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns), si richiede agli interessati di compilare il form di domanda in ogni sua parte e di allegare i documenti richiesti dal bando. Inoltre, i concorrenti devono inviare, entro la stessa scadenza della domanda, l’attestazione dalla Federazione Sportiva Nazionale interessata (Allegato 2), debitamente compilata, all’indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) reperibile al punto 5), dell’articolo 3 del bando. Il mancato invio di questo documento comporta l’esclusione del candidato dalla procedura concorsuale.
Nella giornata del 18 dicembre, presso la sede dell’Aran, l’agenzia che tratta il rinnovo dei contratti della Pubblica amministrazione, è partita la trattativa riguardante i ministeri, le agenzie fiscali e gli enti pubblici non economici, sulla base di aumenti degli stipendi che arriveranno a 167 euro al mese. Tutti gli effetti economici del nuovo contratto andranno a regime il 1° gennaio 2027, ultimo anno di copertura dell’accordo. Immediatamente dopo la chiusura della maggior parte dei contratti 2022-2024, per la prima volta le trattative del nuovo triennio si aprono nel primo anno di riferimento del contratto e non successivamente. Il ministro della Pubblica amministrazione punta a chiudere la partita dei rinnovi nel giro di qualche mese. Anche questo sarebbe un risultato mai raggiunto prima.
Contratti ministeri e agenzie fiscale, quali sono gli aumenti degli stipendi per il 2025-2027?
Una busta paga (Ansafoto).
Sono iniziate ieri, all’Aran, le trattative per il rinnovo dei contratti dei dipendenti del pubblico impiego per il triennio 2025-2027. Il comparto interessato è quello della Pubblica amministrazione centrale, comprendente i 204.590 dipendenti dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici. Per la parte economica, si parte da aumenti delle retribuzioni di 167 euro lordi mensili. Gli incrementi andranno a regime in busta paga a scadenze progressive, già fissate in calendario. Per l’anno 2025 si prevede un aumento di 55 euro al mese, pari all’1,8 per cento rispetto al monte salari aggiornato dal recente rinnovo del contratto 2022-2024; per l’anno 2026 l’aumento arriva a 111 euro al mese, pari al 3,6 per cento di incremento; infine, dal 1° gennaio 2027 scatta l’ultimo aumento che farà salire la retribuzione media di 167 euro lordi al mese, pari al 5,4 per cento.
Quando entra in vigore il nuovo contratto per le funzioni centrali?
Il prossimo tavolo per il rinnovo del contratto della Pa centrale è in calendario il 20 gennaio 2026, data a partire dalla quale si entrerà nel vivo della trattativa. L’accelerazione dei negoziati conferma l’obiettivo di voler arrivare al rinnovo di buona parte dei contratti del pubblico impiego nella prima parte del prossimo anno. Le firme ravvicinate degli accordi dei due trienni gioverebbe ai dipendenti del pubblico impiego per i quali, nel giro di pochi mesi, le buste paghe avrebbero un doppio aumento che consentirebbe di ridurre la differenza della crescita delle retribuzioni con quella dell’inflazione, in particolare della crescita dei prezzi relativa al biennio 2022-2023. Complessivamente, per i nuovi rinnovi dei quattro comparti della Pubblica amministrazione, il governo ha stanziato poco più di dieci miliardi di euro.