Beni russi congelati, Euroclear a rischio di taglio del rating

L’agenzia Fitch ha avvertito Euroclear di un possibile declassamento del suo attuale rating AA a causa del «potenziale aumento dei rischi legali e di liquidità» derivanti dai piani dell’Unione europea di utilizzare gli asset della Banca Centrale della Federazione Russa – immobilizzati presso la società belga – per un prestito di risarcimento all’Ucraina. Fitch Ratings, intanto, ha posto sotto “osservazione negativa” Euroclear, che per effetto delle sanzioni imposte nel 2022 dall’Ue detiene 185 miliardi di euro di beni russi congelati all’inizio della guerra. Dopo il blocco indeterminato degli asset sovrani russi sulla piattaforma belga, Mosca ha chiesto a Euroclear un risarcimento di circa 200 miliardi di euro.

Matthew Perry, condannato anche un secondo medico

Un secondo medico californiano è stato condannato per la morte di Matthew Perry, deceduto il 28 ottobre 2023 per overdose da ketamina. Il dottor Mark Chavez dovrà scontare otto mesi ai domiciliari e tre anni di libertà vigilata per aver venduto l’anestetico a Salvador Plasencia, a sua volta condannato a inizio dicembre a 30 mesi di carcere per aver fornito direttamente il farmaco al divo di Friends. Entro i prossimi mesi arriveranno anche le sentenze per altri tre indagati, tra cui un assistente dell’attore, un altro medico e una spacciatrice, nota come la Regina della ketamina, che si sono già dichiarati colpevoli per diversi capi d’accusa.

Matthew Perry, condannato anche un secondo medico
Matthew Perry in uno scatto del 2005 (Ansa).

Chavez non ha fornito la ketamina direttamente a Matthew Perry

Secondo quanto emerso dalle indagini, Mark Chavez non ha consegnato direttamente la ketamina a Matthew Perry, che ne assumeva piccole dosi per curare la sua depressione. Come ha lui stesso confessato, ha ottenuto il farmaco da un distributore all’ingrosso con una prescrizione fraudolenta e l’ha venduta a Plasencia, che a sua volta si rapportava con la star. Chavez ha infatti presentato una ricetta per 30 pastiglie a nome di un’ex paziente, senza che quest’ultima ne fosse a conoscenza o ne avesse dato il consenso. I pubblici ministeri hanno scoperto che i due medici hanno collaborato con Kenneth Iwamasa, assistente di Perry, per fornirgli dosi per 50 mila dollari nelle settimane che hanno preceduto la morte. La transazione faceva parte di un piano più ampio in cui intendevano sfruttare la dipendenza dell’attore per arricchirsi. Chavez ha anche dovuto rinunciare alla licenza medica.

Avatar, Disney e James Cameron accusati di violazione del copyright

James Cameron e Disney accusati di violazione del copyright per la saga di successo Avatar. Proprio nel giorno in cui il terzo capitolo, Fuoco e cenere, debutta nei cinema di tutto il mondo, il regista e la major statunitense sono stati citati in giudizio presso un tribunale federale della California. Ad alzare la voce è Eric Ryder, animatore 3D che afferma di aver collaborato con il cineasta alla fine degli Anni 90, secondo cui Cameron ha copiato un suo lavoro per realizzare La via dell’acqua, secondo capitolo di Avatar uscito nel 2022. Chiesti 500 milioni di dollari di risarcimento e lo stop alla distribuzione del nuovo film nelle sale. Ancora nessuna risposta da parte dei diretti interessati.

Perché James Cameron è stato accusato di violazione del copyright per Avatar

A ricostruire la vicenda è Reuters. Eric Ryder sostiene di aver ideato, negli Anni 90, un suo racconto di fantascienza dal titolo KRZ che presenta forti somiglianze con il cult Avatar. Protagonisti del film sono in entrambi i casi «esseri antropomorfi, un vasto ambiente oceanico e una sinistra corporazione terrestre impegnata in operazioni minerarie dannose per l’ambiente sulla luna di un pianeta gassoso gigante». Chiari i rimandi, quindi, a Pandora, teatro delle avventure dell’ex Marine Jake Sully (Sam Worthington) che decide di appoggiare la causa dei nativi Na’Vi contro le pretese degli umani, che dal pianeta intendono estrarre preziosi materiali da portare sulla Terra. La denuncia non si ferma qui. Secondo Ryder, Cameron ha copiato per il secondo capitolo, La via dell’acqua, l’idea della raccolta di una sostanza organica di origine animale con proprietà in grado di prolungare la vita umana.

Avatar, Disney e James Cameron accusati di violazione del copyright
Il regista James Cameron (Ansa).

Non è la prima volta che Ryder accusa James Cameron

Quella intentata in California non è la prima causa di Eric Ryder contro James Cameron. L’animatore aveva denunciato il regista di Titanic anche nel 2011 per il primo Avatar, ma un tribunale dello Stato aveva respinto le accuse dopo aver scoperto che il premio Oscar aveva ideato il suo cult fantasy ben prima che Ryder presentasse il suo KRZ. «Questa nuova azione non è un tentativo di rimettere in discussione precedenti rivendicazioni», ha precisato l’accusa. «Contesta nuovi atti di copia che si verificano per la prima volta in Avatar 2».

Riello torna italiana: Ariston acquisisce il 100 per cento della società

Ariston Group acquisisce il 100 per cento di Riello, azienda leader nel settore dei sistemi per il riscaldamento e il condizionamento, che nel 2015 era entrata a far parte di United Technologies Corporation e che dal 2020 era di proprietà della statunitense Carrier Corporation, L’accordo prevede un valore d’impresa di 289 milioni di euro e l’acquisizione sarà finanziata con fondi propri di Ariston. Il closing è previsto entro la fine del primo semestre 2026.

Riello ha 1.150 dipendenti, la metà in Italia

Tutte le principali strutture industriali di Riello (fondata nel 1922 a Legnago, provincia di Verona) verranno trasferite ad Ariston, inclusi gli stabilimenti produttivi di Legnago e Volpago (Veneto), Torun (Polonia), Shanghai (Cina), il sito di assemblaggio e testing di Mississauga (Ontario, Canada) e i centri R&D di Lecco (Lombardia) e Angiari (Veneto). Circa 1.150 dipendenti Riello entreranno a far parte di Ariston, circa la metà basata in Italia. Nel 2025 Riello prevede di raggiungere circa 400 milioni di euro di ricavi netti e circa 35 milioni di euro di Ebitda rettificato.

Urso: «Passaggio industriale di rilievo strategico»

«Il Gruppo Riello, indiscusso protagonista dell’industria italiana, torna dopo anni in mani italiane. L’acquisizione da parte di Ariston Group chiude un percorso complesso, seguito in ogni sua fase dal Mimit, e segna un passaggio industriale di rilievo strategico». Lo ha detto Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy: «L’operazione rafforza la filiera del Paese, tutela l’occupazione e garantisce continuità e sviluppo alle attività produttive, nell’ambito di una strategia di crescita solida e di lungo periodo».

Cosa sta accadendo alla Fiorentina: i motivi della crisi, in campo e non solo

La Fiorentina è ultimissima in classifica, a un passo dalla serie B, a pochi mesi dai teorici festeggiamenti per l’anno del centenario (1926-2026). I giornalisti esperti di statistiche, come Andrea Trapani, sono lapidari: «Al momento siamo a otto punti dalla salvezza, quattro o cinque partite in cui le altre (almeno cinque squadre) dovrebbero iniziare a perdere sempre o quasi per farsi superare». Il cielo fiorentino è plumbeo come l’animo dei tifosi che non sanno più come prenderla. Rassegnazione, rabbia, sarcasmo. Le hanno provate tutte. È persino arrivata, qua e là, la richiesta di soccorso della politica, come se la politica potesse farci qualcosa. Sembra essere tuttavia una richiesta preventiva, in caso di fallimento della società. Ci pensi il Comune, ci pensi la Regione, ci pensino i parlamentari.

Cosa sta accadendo alla Fiorentina: i motivi della crisi, in campo e non solo
La Fiorentina dopo la sconfitta contro l’Hellas Verona, il 14 dicembre 2025 (Ansa).

Le voci di una cessione imminente smentite da Commisso

Già una volta la Fiorentina fu salvata dalla politica. Fu l’allora sindaco Leonardo Domenici a guadagnarsi un posto nella hall of fame della squadra che fu di Batistuta e Rui Costa: «Il primo agosto 2002, giorno della cancellazione della Fiorentina, il sindaco di Firenze, assieme all’assessore allo Sport Eugenio Giani, costituì la società “Fiorentina 1926 Florentia srl” per salvare il titolo sportivo della Fiorentina e consentire l’arrivo di una nuova proprietà», ricorda il sito Museo Viola, ricco di dettagli interessanti sulla storia della squadra. Le cose oggi sono un po’ diverse, ma la città e la sua tifoseria sono cadute in una profonda depressione, sicché qualsiasi argomento o ragionamento semi-razionale non trova sponda. Nemmeno le parole del patron, Rocco Commisso, sono servite. L’imprenditore italoamericano ha problemi di salute che lo tengono lontano da Firenze (e che si sono aggiunti all’improvvisa scomparsa, nel 2024, del direttore generale Joe Barone), ma questo non gli impedisce di aggiornarsi su quel che succede. Comprese le voci che danno per imminente la cessione della Fiorentina. Più un desiderio di parte della tifoseria, politica compresa, che non dello stesso Commisso. «Queste voci non fanno altro che destabilizzare ulteriormente l’ambiente quando, invece, ci vorrebbe una grande compattezza da parte di tutti», ha detto l’imprenditore di origine calabrese a La Nazione. «Se avessi ragionato in questa maniera ogni volta che mi sono trovato in difficoltà con una mia azienda, oggi Mediacom non rappresenterebbe l’eccellenza che è! Tutte le aziende attraversano momenti di difficoltà ma la lungimiranza di chi guida una società sta proprio nel trarre insegnamento dai momenti bui per poter uscirne più forti. Io non ho mai mollato in nessuna delle mie attività e a maggior ragione non lo farò adesso».

Cosa sta accadendo alla Fiorentina: i motivi della crisi, in campo e non solo
Rocco Commisso (Ansa).

Un campionato disastroso nonostante gli investimenti

Intanto la Viola continua a perdere. Domenica 2 a 1 in casa contro l’Hellas Verona. In campionato non ha ancora vinto una partita, ha appena sei punti. Un vero disastro, impensabile a inizio stagione. Soprattutto dopo tutti i soldi spesi da Commisso in questo anno. Prima per fare il Viola Park, un gioiello alle porte di Firenze, a Bagno a Ripoli, costato 121 milioni di euro. Poi per il calciomercato di quest’anno. Novanta milioni di euro spesi per riscattare e comprare giocatori. Un allenatore di esperienza come Stefano Pioli, rientrato in Italia dopo due anni a Riad, al posto di Raffaele Palladino.

Cosa sta accadendo alla Fiorentina: i motivi della crisi, in campo e non solo
Stefano Pioli (Ansa).

Pioli, che non ha mai legato davvero con lo spogliatoio, è stato esonerato ma resta sotto contratto fino al 2028. «Per provare a capire cosa c’è dietro la crisi bisogna ripartire dall’inizio», ha detto l’ex portiere Giovanni Galli al Corriere della Sera. «L’ingaggio di Stefano, un tecnico esperto che ha vinto uno scudetto meraviglioso con il Milan, ha liberato inconsciamente i dirigenti. Avranno pensato che dopo due allenatori bravi ma giovani, come Italiano e Palladino, era arrivato il momento di rilassarsi. Una società non può mai abbassare la guardia». Ora c’è Paolo Vanoli, a rischio esonero pure lui.

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Paolo Vanoli (Ansa).

«Firenze non merita questo scempio», ha twittato Matteo Renzi, ex sindaco, ex presidente del Consiglio, tifoso della Fiorentina.

La surreale vicenda del Franchi

C’è d’altronde una forte identificazione fra la città e la sua squadra di calcio. Un orgoglio di strapaese che talvolta rischia di non far vedere i limiti sia della città sia della squadra. Però questo sembrava davvero l’anno della Fiorentina, candidata ad arrivare fra le prime sei. Le motivazioni andranno scandagliate, prima o poi si capirà che cos’è successo. C’è chi ritiene che le motivazioni extracalcistiche abbiano pesato non poco. E qui si torna alla politica. Come la vicenda della ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi. Surreale, certo.

Cosa sta accadendo alla Fiorentina: i motivi della crisi, in campo e non solo
Lo stadio Artemio Franchi di Firenze (Ansa).

Breve recap: Commisso avrebbe voluto pagare di tasca sua il nuovo stadio, portandolo fuori da Campo di Marte, quartiere di Firenze che da sempre ospita il Franchi. Il problema è che la politica – Comune e Regione – hanno sempre detto no. Lo stadio della Fiorentina in mano ai privati? Giammai. Per giustificare il diniego tutti, compreso a suo tempo Eugenio Giani, citavano l’eccesso di presunta megalomania di Commisso, che sul Viola Park ha messo un insegna gigantesca con il suo nome: “Rocco B. Commisso”. E allora? Uno spende 120 milioni di euro e non può neanche metterci il nome sopra? Sarà pure un’americanata, come dice qualcuno, ma Firenze ci campa con le americanate da sempre. La città è un’immensa Disneyland da visitare in un giorno e mezzo, da troppi scambiata per un immaginario gabinetto a cielo aperto per espellere i propri malesseri, che male avrebbe fatto una scritta sul nuovo Franchi o come si sarebbe chiamato? Sicché i lavori di ristrutturazione, necessari per rendere più sicuro lo stadio, sono cominciati senza i soldi di Commisso. La Fiorentina, che paga l’affitto al Comune per giocare al Franchi, affronta gli avversari in uno stadio che è un cantiere e ha la metà dei posti rispetto ai 40 mila previsti (gli altri sono inagibili). Il che non è certo un aiuto allo spirito di una squadra che avrebbe bisogno del sostegno dei suoi tifosi non a mezzo servizio. L’anno scorso, con lo stadio mezzo vuoto per via dei lavori, la squadra arrivò sesta con 65 punti. Sembra un’altra epoca, quando la Fiorentina sembrava avere ancora una prospettiva solida.

Warner Bros. Discovery verso il no all’offerta di Paramount

Warner Bros. Discovery punta dritto su Netflix. Secondo Reuters, che ha citato alcune fonti vicine all’operazione, il consiglio di amministrazione sarebbe infatti pronto a chiedere ai propri azionisti di votare contro l’offerta pubblica da 108,4 miliardi di dollari di Paramount Skydance. Contestualmente, chiederà di rinnovare l’impegno nei confronti di Netflix, che sul piatto ne aveva messi circa 83 miliardi (72 di valore di mercato e 10 di debito netto) per le divisioni cinematografica e streaming. La mossa segnerebbe dunque non solo un nuovo capitolo nella saga di acquisizione del gigante americano, ma potenzialmente l’ultima svolta verso la corsa ad asset che potrebbero cambiare per sempre il volto dello spettacolo internazionale.

Warner Bros. Discovery, Jared Kushner si tira fuori dalla corsa

L’indiscrezione è arrivata proprio nel momento in cui Jared Kushner, marito di Ivanka Trump e genero del presidente Usa che ha spesso dimostrato forte interesse negli sviluppi dell’acquisizione, si è tirato fuori dalla corsa. La sua società di investimento Affinity Partners, come ha spiegato in una nota a Bloomberg, non fa parte dell’offerta di Paramount Skydance. «Con due forti concorrenti in lizza per assicurarsi il futuro di questo asset americano, abbiamo deciso di non perseguire più l’opportunità», si legge in un comunicato, in cui ha ribadito ancora una volta come la proposta della famiglia Ellison rappresenti la miglior prospettiva per Warner Bros. Discovery. Fuori dalla lista dei partner finanziari anche la cinese Tencent, società che fornisce servizi di IA e cloud computing e che aveva impegnato 1 miliardo di dollari, a causa delle preoccupazioni del cda di WBD sulla proprietà straniera.

Warner Bros. Discovery verso il no all’offerta di Paramount
Il logo di Warner (Ansa).

Che succederà ora? Il 16 dicembre, le azioni di Warner sono state scambiate a 29 dollari, segno che gli investitori si aspettano forse un nuovo rilancio da parte degli Ellison con Paramount. Netflix aveva accettato di pagare infatti 27,75 dollari per azione in contanti e azioni per gli studi Warner Bros. e il servizio streaming HBO Max (pronto a debuttare anche in Italia a metà gennaio), mentre Paramount si era spinta fino a 30 dollari per azione per l’intera società, compresa la televisione via cavo. L’offerta pubblica degli Ellison scadrà l’8 gennaio, termine ultimo entro cui la società potrà presentare una nuova offerta migliorativa.

Rob Reiner, il figlio Nick incriminato per l’omicidio dei genitori

Nick Reiner, il figlio del regista Rob Reiner e della fotografa Michele Singer, è stato incriminato dalla polizia di Los Angeles con l’accusa di omicidio dei genitori. Il 32enne era stato arrestato domenica, dopo che la figlia minore della coppia, Romy, aveva trovato i genitori senza vita nella loro casa a Los Angeles, con delle ferite da arma da taglio. Le accuse a suo carico, secondo quanto riporta la Cnn, comportano una pena massima all’ergastolo senza possibilità di libertà vigilata, o la pena di morte.

Nick Reiner ha più volte parlato della sua lotta contro la tossicodipendenza

Nick Reiner lavorava come sceneggiatore ed è cresciuto a Los Angeles insieme ai fratelli Jake e Romy. In varie interviste e in un podcast del 2018, ha parlato apertamente della sua lotta contro la tossicodipendenza. È entrato per la prima volta in un centro di riabilitazione a soli 15 anni, e ha affrontato più ricadute nel corso del tempo. Ha parlato apertamente anche dei conflitti familiari legati all’uso di droghe e delle difficoltà nel mantenere una stabilità, inclusi periodi in cui è rimasto senza casa. La sua esperienza ha ispirato il film Being Charlie del 2015, coscritto da lui e diretto dal padre. Negli ultimi tempi viveva in una dependance nella proprietà di famiglia. La sera precedente all’omicidio, aveva partecipato con i genitori a una festa di Vatale a casa del comico Conan O’Brien. Durante l’evento, il 32enne e il padre sarebbero stati visti discutere e lasciare la festa. Non è chiaro se e in che modo quell’episodio sia collegato alla morte dei due coniugi.