Giappone, Takaichi annuncia elezioni anticipate

La prima ministra nipponica Sanae Takaichi, in carica da tre mesi, ha annunciato che scioglierà la Camera dei rappresentanti della Dieta del Giappone venerdì 23 gennaio, in vista di elezioni anticipate che riguarderanno il rinnovo dei suoi 465 membri. La decisione era nell’aria: la leader conservatrice Takaichi, diventata premier dopo le dimissioni di Shigeru Ishiba, conta di ottenere un mandato più forte per poter mettere in atto il suo programma politico. La coalizione di governo Partito Liberal Democratico- Nippon Ishin al momento detiene infatti una maggioranza risicata alla Camera dei rappresentanti (la camera bassa), ottenuta solo grazie all’appoggio di tre parlamentari indipendenti. Alla Camera dei consiglieri (la camera alta) resta in minoranza e perciò deve negoziare con le opposizioni per l’approvazione di qualsiasi provvedimento. «Takaichi è adatta alla carica di primo ministro? Volevo lasciare che fosse il popolo sovrano a decidere», ha dichiarato in conferenza stampa. Il voto si terrà l’8 febbraio.

Groenlandia, l’Ue valuta controdazi nei confronti degli Usa

L’Unione europea sta lavorando a controdazi per un valore di 93 miliardi di euro in risposta a Donald Trump, che ha maggiorato le tariffe doganali al 10 per cento da febbraio e al 25 per cento da giugno per i Paesi che stanno ostacolando l’annessione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti. L’ipotesi alternativa è quella di limitazioni all’accesso delle aziende americane al mercato europeo. Lo riporta il Financial Times, citando alcune fonti: tra i Ventisette per ora prevale la linea diplomatica e durante la riunione d’urgenza che si è tenuta nella serata del 18 gennaio è stato deciso di rinviare fino a febbraio l’eventuale introduzione delle controtariffe. Ma si fa strada l’interventismo: Bruxelles intende attrezzarsi in vista degli incontri tra i leader Ue con il presidente Usa che si terranno al World Economic Forum di Davos.

Presidenziali in Portogallo, al ballottaggio il socialista Seguro e l’ultradestra di Ventura

In Portogallo il ballottaggio delle elezioni presidenziali sarà tra un candidato socialista e uno di estrema destra. Il candidato del Partito Socialista António José Seguro ha ottenuto il 31,1 per cento dei voti, mentre il leader di Chega!, André Ventura, ha raccolto il 23,5 per cento. Il secondo turno si terrà l’8 febbraio. Al terzo posto si è classificato João Cotrim de Figueiredo, leader del partito liberale e pro-mercato Iniciativa Liberal, con circa il 16 per cento. Seguono l’indipendente conservatore Henrique Gouveia e Melo, già noto per aver guidato la campagna vaccinale anti-Covid, con il 12,3 per cento, e Luís Marques Mendes, candidato dei socialdemocratici di centrodestra, con l’11,3 per cento.

Presidenziali in Portogallo, al ballottaggio il socialista Seguro e l’ultradestra di Ventura
Andre Ventura (Ansa).

Nel 2025 Chega! è diventato il principale partito di opposizione in Portogallo

Alle presidenziali nessun candidato ha superato la soglia del 50 per cento necessaria per l’elezione diretta: una situazione che non si verificava dal 1986, segnalando una forte frammentazione del quadro politico e il peso crescente dell’estrema destra. A maggio del 2025 Chega!, che è stato fondato solo sette anni fa, è diventato il principale partito di opposizione alle elezioni legislative, superando i Socialisti con il 22,8 per cento dei voti. Come avvenuto in altri Paesi europei, l’ascesa dell’estrema destra ha influenzato verso una posizione più restrittiva le politiche migratorie del governo di centrodestra, guidato da Luís Montenegro. Tuttavia, i sondaggi più recenti mostrano che Ventura, un ex telecronista sportivo, potrebbe perdere il ballottaggio a causa della sua impopolarità nel 60 per cento degli elettori.

Spagna, deragliano due treni ad Adamuz: decine di morti

Domenica sera in Spagna un treno ad alta velocità è deragliato ad Adamuz, in Andalusia, invadendo il binario opposto e scontrandosi con un altro convoglio che viaggiava in direzione contraria. L’incidente ha provocato almeno 39 morti e 75 feriti, di cui 15 in condizioni gravi, secondo l’ultimo bilancio diffuso dal ministero dell’Interno spagnolo. Il treno Iryo, una compagnia privata partecipata da Ferrovie Italiane, era partito da Málaga alle 18.40 ed era diretto a Madrid con circa 300 passeggeri a bordo. A dieci minuti dalla partenza, diversi vagoni sono usciti dai binari e hanno colpito un treno Renfe che procedeva verso Huelva con 184 persone. Dopo l’impatto, alcune carrozze del secondo convoglio sono precipitate da un terrapieno di circa quattro metri, rendendo più complessi i soccorsi. Le squadre di emergenza hanno lavorato per tutta la notte tra lamiere contorte e vagoni rovesciati. Il capo dei vigili del fuoco di Cordoba, Paco Carmona, ha spiegato che i soccorritori stanno operando in spazi molto stretti e che «ci sono ancora persone intrappolate».

Il ministro dei Traporti Puente: «Incidente estremamente strano»

Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha dichiarato che «l’incidente è stato estremamente strano», perché avvenuto «su un tratto retto, su una linea rinnovata di recente» e ha coinvolto un treno Iryo «praticamente nuovo», aggiungendo che «lo stato della via ferroviaria era buono». Le cause dello schianto restano al momento sconosciute. Secondo la stampa spagnola, si tratta del primo incidente ferroviario con vittime dalla liberalizzazione del settore nel 2020. Adif ha sospeso tutti i collegamenti ferroviari tra Madrid e l’Andalusia. Il premier Pedro Sánchez ha parlato di «una notte di profondo dolore» e ha cancellato tutti gli impegni ufficiali. Anche i reali Felipe VI e Letizia hanno sporto «le più sentite condoglianze ai familiari e ai cari delle vittime», hanno scritto dal profilo della Casa Reale su X.

Anguillara, è di Federica Torzullo il corpo ritrovato nell’azienda del marito

Il corpo di Federica Torzullo è stato ritrovato all’interno dell’azienda del marito Claudio Carlomagno. Il rinvenimento, avvenuto nella mattinata del 18 gennaio, mette fine alle ricerche avviate dopo la scomparsa della donna, funzionaria delle Poste di 41 anni, di cui si erano perse le tracce dall’8 gennaio ad Anguillara Sabazia. L’identificazione ufficiale sarà completata solo dopo il riconoscimento formale da parte dei familiari, ma nelle ore successive al ritrovamento parenti e conoscenti hanno indicato come riconducibili a Federica alcuni indumenti e accessori trovati sul corpo. Nel frattempo Claudio Carlomagno si trova presso la caserma dei carabinieri di Anguillara Sabazia, dove sono in corso gli accertamenti investigativi: al momento l’uomo non risulta sottoposto a fermo.

Scontri tra ultras di Fiorentina e Roma in autostrada

Scontri in autostrada tra ultrà della Fiorentina e della Roma. I gruppi si stavano spostando verso due diverse destinazioni: i tifosi viola erano diretti a Bologna, dove alle 15 era in programma il derby dell’Appennino, disputato a poche ore dalla scomparsa del presidente Rocco Commisso, mentre i romanisti viaggiavano verso Torino, dove alle 18 la squadra di Gasperini avrebbe affrontato i granata. L’episodio si è verificato poco dopo l’ora di pranzo, lungo l’A14, all’altezza del chilometro 195, sulla corsia di emergenza in direzione Ancona.

Secondo le prime ricostruzioni, numerose auto si sono fermate improvvisamente e da diversi veicoli sono scesi tifosi con il volto coperto, alcuni incappucciati e altri mascherati, in parte armati di mazze e bastoni. La maggioranza sarebbe appartenuta agli ultras della Fiorentina, che avrebbero preso di mira un mezzo sul quale viaggiava un piccolo gruppo di sostenitori romanisti. In breve tempo sarebbero arrivati rinforzi anche dall’altra tifoseria e lo scontro è degenerato in una rissa, durante la quale si è tentato di sottrarre striscioni e bandiere agli avversari. Nel caos sono state danneggiate anche diverse automobili di utenti estranei ai fatti. Al momento non risultano feriti; sul posto sono intervenuti la Polizia stradale e la Digos.

Groenlandia, media: «Le forze armate tedesche hanno lasciato l’isola»

Le forze armate tedesche avrebbero lasciato la Groenlandia in modo improvviso e senza alcuna comunicazione ufficiale. A riferirlo è la Bild, che spiega come l’ordine di rientro sarebbe stato trasmesso da Berlino «solo questa mattina molto presto» e «nessuna spiegazione è stata data alle truppe sul campo», costringendo alla cancellazione immediata di tutti gli impegni in programma. La partenza, precisa ancora il quotidiano, sarebbe avvenuta intorno a mezzogiorno del 18 gennaio.

La nota degli otto Paesi: «Siamo impegnati a difendere la nostra sovranità»

Intanto cresce la tensione tra Europa e Stati Uniti dopo la decisione di Trump di imporre nuovi dazi ai Paesi che hanno inviato truppe in Groenlandia. In una nota congiunta, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito avvertono che «le minacce tariffarie minano le relazioni transatlantiche e rischiano di innescare una pericolosa spirale discendente. Continueremo a rispondere in modo unito e coordinato. Siamo impegnati a difendere la nostra sovranità». Da Parigi, fonti vicine all’Eliseo riferiscono che il presidente Emmanuel Macron sarebbe pronto a chiedere l’attivazione dello strumento anti-coercitivo dell’Unione europea in caso di nuovi dazi statunitensi.

Schlein: «Ci aspettavamo una presa di posizione netta dal governo»

In Italia invece la segretaria del Partito democratico Elly Schlein critica la linea del governo, affermando che «la politica estera di un grande paese come l’Italia non può ridursi all’attesa e all’interpretazione di quello che dirà o farà Donald Trump» e aggiungendo: «Ci saremmo aspettati una presa di posizione netta da Meloni: la Groenlandia non si tocca, non si vende e non si compra, difendiamo l’integrità territoriale di uno Stato membro dell’Unione europea». Secondo Schlein «per la prima volta l’Italia appare politicamente incapace di esprimere una vera solidarietà europea» e «se la tua unica ambizione è essere il governo più trumpiano d’Europa è inevitabile scivolare nella marginalità ed entrare in contraddizione con il resto dell’Ue».

La nota del Comitato Nobel: «Il premio non può essere ceduto, neanche simbolicamente»

Il Comitato Nobel era già intervenuto per chiarire che «una medaglia può cambiare proprietario, ma il titolo di Nobel per la Pace non può essere condiviso né trasferito». Nella giornata del 18 gennaio l’ente ha nuovamente criticato la decisione di Machado di donare la sua medaglia a Donald Trump, specificando attraverso una nota come «una delle missioni principali della Fondazione Nobel è tutelare la dignità dei Premi Nobel e la loro amministrazione. La Fondazione rispetta il testamento di Alfred Nobel e le sue disposizioni. Essa stabilisce che i premi saranno assegnati a coloro che “hanno apportato il massimo beneficio all’umanità” e specifica chi ha il diritto di assegnare ciascun premio. Un premio non può pertanto essere ceduto o ulteriormente distribuito, nemmeno simbolicamente».

Meloni sui nuovi dazi imposti da Trump: «Un errore»

Giorgia Meloni dice no all’inasprimento dei dazi annunciato dagli Stati Uniti nei confronti dei Paesi europei impegnati in Groenlandia, definendo la scelta «un errore che non condivido». La premier ha spiegato di aver già avviato contatti diretti con i principali interlocutori internazionali coinvolti: «Ho sentito sia Donald Trump a cui ho detto quello che penso e ho sentito il segretario della Nato, sentirò anche i leader europei ma credo che sia molto importante parlarsi ed evitare una escalation». Secondo Meloni, alla base della vicenda ci sarebbe «un problema di comprensione e comunicazione» e l’iniziativa dei Paesi dell’Unione europea non dovrebbe essere interpretata in chiave «anti-americana».

Meloni tra il Board of peace di Gaza e le tensioni con la Lega

La presidente del Consiglio ha poi ridimensionato le tensioni emerse nelle ultime ore, affermando che «non c’è un problema politico con la Lega», dopo che il partito guidato da Matteo Salvini aveva diffuso una nota in cui definiva alcuni governi europei «deboli d’Europa», accusandoli di avere la «smania» di inviare soldati e di raccoglierne i «frutti amari». Meloni è intervenuta anche sul dossier internazionale relativo a Gaza, confermando l’invito dell’Italia a partecipare al Board of peace: «Siamo stati invitati anche noi a farne parte. Penso che l’Italia possa giocare un ruolo di primo piano, siamo pronti a fare la nostra pace nella costruzione del piano di pace». Infine, sul pacchetto sicurezza in preparazione da parte dell’esecutivo, la premier ha annunciato «una riunione per fare il punto sul provvedimento» al suo rientro, precisando: «Non so se sarà pronto per martedì ma ci stiamo lavorando».

Anguillara, trovato un cadavere nell’azienda del marito di Federica Torzullo

Un cadavere è stato rinvenuto all’interno del deposito di via comunale San Francesco, sede operativa dell’azienda di Claudio Carlomagno, e gli accertamenti in corso dovranno stabilire se si tratti di Federica Torzullo, la funzionaria delle Poste di 41 anni scomparsa l’8 gennaio ad Anguillara Sabazia. L’uomo, marito della donna, è da alcuni giorni indagato a piede libero per omicidio: le verifiche del Ris, effettuate con il luminol, avevano evidenziato tracce di sangue sui suoi vestiti da lavoro, nell’abitazione, sui veicoli in uso e in una cava. Le indagini si erano concentrate su di lui già dal 9 gennaio, giorno della denuncia di scomparsa, anche in ragione di una ricostruzione ritenuta illogica e contraddittoria. Dalle verifiche è emerso inoltre che la coppia stava attraversando una fase di crisi: era infatti prevista a breve la prima udienza per la separazione e per l’affidamento del figlio di dieci anni, nonostante Carlomagno avesse riferito ai militari di un rapporto definito normale, con alti e bassi.

Buen Camino è il film con il maggiore incasso di sempre in Italia

Buen Camino ha raggiunto un incasso complessivo di 68.823.069 euro in 24 giorni di programmazione, con 8.562.320 spettatori, superando così il primato che apparteneva ad Avatar fermo a 68,6 milioni. Il film di Checco Zalone diventa quindi il titolo con il maggiore incasso di sempre nelle sale italiane. Il 25 dicembre, giorno dell’uscita, la pellicola ha incassato 5.671.922 euro, stabilendo il miglior risultato di sempre in Italia nel giorno di Natale e superando il record di Natale a New York del 2006.

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Con una quota del 78,8 per cento, ha spinto l’intero mercato cinematografico sopra i 7 milioni di euro giornalieri, un livello che non si vedeva dal 2011. Anche Santo Stefano ha segnato un nuovo traguardo, con quasi 8 milioni raccolti il 26 dicembre e un totale di circa 14 milioni nei primi due giorni. Il primo weekend si è chiuso a quota 27 milioni in quattro giorni, mentre il 1° gennaio sono arrivati oltre 5 milioni, superando i 41 milioni complessivi e i 5 milioni di spettatori. Nella seconda settimana il film ha oltrepassato i 53 milioni, scalando la classifica storica, fino a superare prima Quo Vado? e poi Avatar.

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Groenlandia, dazi Usa contro i Paesi europei che hanno inviato militari

A partire dal 1° febbraio gli Stati Uniti introdurranno dazi del 10 per cento sulle importazioni provenienti da Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia, con un ulteriore aumento al 25 per cento previsto da giugno. L’annuncio è arrivato direttamente da Donald Trump attraverso il suo social network Truth, dove il presidente ha chiarito che «le tariffe saranno dovute fino a quando non si raggiungerà un accordo per il completo e totale acquisto della Groenlandia». In Danimarca, nelle ore precedenti alla comunicazione ufficiale, si era tenuta una grande manifestazione di protesta contro Trump.

Gli obiettivi di Trump e la posizione dell’Italia

Trump ha motivato la decisione sostenendo che «Abbiamo sovvenzionato la Danimarca e tutti i Paesi dell’Unione europea per molti anni, non imponendogli dazi. Ora, dopo secoli, è il momento che la Danimarca restituisca ciò che ha avuto».. Secondo il presidente, la misura rappresenta una punizione nei confronti dei Paesi che hanno inviato militari in Groenlandia nell’ambito di una missione Nato per rafforzare la difesa dell’Artico. L’Italia non ha preso parte all’operazione, anche se Giorgia Meloni non ha escluso un possibile coinvolgimento futuro. Nel suo intervento, Trump ha anche affermato che «Cina e Russia vogliono la Groenlandia, e non c’è niente che la Danimarca possa fare a riguardo. Al momento hanno due slitte trainate da cani come protezione, di cui una aggiunta di recente», aggiungendo che l’isola è considerata strategica per il nuovo sistema di difesa missilistica Golden Dome, descritto come «fantastico, ma altamente complesso, può funzionare al massimo del suo potenziale e della sua efficienza, a causa di angoli, metri e limiti, se questa terra è inclusa».

Stretta sui locali dopo Crans-Montana, chiusi tre club a Roma

Dopo la tragedia di Crans-Montana, anche in Italia sono aumentati i controlli sui locali per verificarne la sicurezza e riscontrare eventuali irregolarità. A Roma, in particolare, sono stati chiusi tre club sviluppati ciascuno su un piano dello stesso edificio in via del Tritone, gestiti dalla stessa società titolare di una licenza unica per attività di somministrazione e trattenimenti danzanti. Si tratta di Toy Room (discoteca nel seminterrato), White Bar (bar al piano terra) e Clamore (dinner club al primo piano). La polizia li ha sequestrati dopo un blitz che ha svelato uno scenario di irregolarità diffuse e gravi carenze sul fronte della sicurezza antincendio.

Estintori mancanti, passaggi ostruiti, installazioni fuori norma

In dettaglio, nella sala da ballo sono state trovate installazioni non previste dalla planimetria autorizzata dalla Commissione comunale di vigilanza, tra cui casse acustiche e sistemi di illuminazione appesi al soffitto fuori norma. Oltre al tavolo allestito come un privé, tavoli e divani erano disposti in modo diverso da quanto consentito. Inoltre mancavano due estintori rispetto al numero originariamente previsto e lo spazio da adibire ad “area di protezione” in caso di emergenza era inaccessibile – chiuso a chiave e trasformato in magazzino. Stessa cosa al primo piano, dove la zona destinata all’evacuazione era ostruita dai motori degli impianti, i sensori antifumo sono risultati sottodimensionati e mancava l’unico estintore previsto. La situazione più grave, però, è stata riscontrata al piano terra, dove confluivano le uscite degli altri due livelli. Una porta di emergenza era coperta da un pesante tendaggio e bloccata con una spranga in ferro, un’altra era ostruita da un elemento decorativo, la terza parzialmente coperta da un frigorifero e priva di maniglione antipanico. Il titolare dovrà pagare sanzioni di migliaia di euro.

Draghi: «L’Europa ha più nemici che mai, si rafforzi»

«In questo momento l’Europa ha molti nemici, forse più che mai, sia interni che esterni. Dobbiamo superare le nostre debolezze autoinflitte. E dobbiamo diventare più forti militarmente, economicamente e politicamente». Lo ha affermato l’ex premier Mario Draghi in un video messaggio trasmesso durante l’annuncio del vincitore del premio Carlo Magno, andato proprio a lui per la sua azione per l’unità europea.

«Nessuno come lui è sinonimo di rafforzamento economico dell’Europa»

Queste le motivazioni dell’assegnazione del riconoscimento, che verrà consegnato a Draghi a maggio: «La situazione è drammatica e l’Europa rischia di diventare un giocattolo nelle mani di altre potenze. Per questo motivo, in questa fase decisiva, è fondamentale garantire la capacità di azione e la sovranità dell’Europa. Sono stati compiuti passi importanti nel campo della difesa, ma la sicurezza e l’indipendenza strategica richiedono fondamentalmente un’Europa economicamente forte. La competitività e la forza economica sono quindi la base indispensabile per un’Europa sovrana, forte e autonoma. Come nessun altro, Mario Draghi è sinonimo del rafforzamento economico dell’Europa e il suo “Rapporto Draghi” del 2024, che prende il nome da lui, rappresenta la strategia necessaria per garantire competitività, crescita e stabilità nell’Unione europea».

Groenlandia, in migliaia protestano a Copenaghen contro Trump

Diverse migliaia di persone sono scese in piazza a Copenaghen per protestare contro Donald Trump e le sue mire sulla Groenlandia. I manifestanti, muniti di bandiere groenlandesi e danesi, hanno formato una marea rossa e bianca scandendo il nome della Groenlandia in groenlandese: «Kalaallit Nunaat!». Hanno sventolato cartelli con scritte come Make america go away, una parodia dello slogan Maga (Make America great again), o «Gli Stati Uniti hanno già abbastanza ghiaccio». Altre manifestazioni sono previste nel Paese scandinavo ad Aarhus (Centro), Aalborg (Nord) e Odense (Sud), su iniziativa di diverse organizzazioni groenlandesi.

Khamenei attacca Trump: «Colpevole per i morti in Iran»

La Guida suprema iraniana Ali Khamenei è intervenuta in occasione della festività islamica dell’Eid al-Mab’ath, attaccando Donald Trump e accusandolo di essere responsabile dei morti in Iran durante le proteste degli ultimi giorni, che per lui sono state una «rivolta americana». «Riteniamo il presidente degli Stati Uniti colpevole per le vittime, i danni e le calunnie da lui rivolte alla nazione iraniana». «Non porteremo il Paese verso la guerra, ma non lasceremo nemmeno impuniti i criminali interni e internazionali», ha aggiunto sostenendo che l’obiettivo degli Usa sia inghiottire l’Iran e ottenerne «il dominio militare, politico ed economico». E ancora: «Nella lotta contro questa sedizione americana e sionista, le forze dell’ordine e i funzionari della sicurezza hanno veramente sacrificato la propria vita e, per quanto possibile, hanno completamente distrutto la sedizione che era stata creata a spese del nemico. L’intelligence americana e sionista ha addestrato i leader dei rivoltosi all’estero».

Studente ucciso a La Spezia, arrivano le prime ammissioni dell’aggressore

Zouhair Atif, il ragazzo accusato di aver ucciso il suo compagno di scuola Abanoud Youssef all’istituto professionale Einaudi-Chiodo di La Spezia, ha ammesso di aver commesso l’omicidio per aver visto delle foto che coinvolgevano la vittima e la ragazza che frequenta. «Non doveva fare quello che ha fatto, scambiare quelle foto con la ragazza che frequento», avrebbe detto l’aggressore durante l’interrogatorio davanti al magistrato, che sta valutando se contestare l’aggravante della premeditazione dovuta all’essersi portato il coltello da casa. Secondo quanto appreso, Abanoud conosceva fin da bambino la ragazza che Atif frequentava e si sarebbero scambiati foto di quando erano piccoli.

Un altro studente accoltellato davanti a scuola

Uno studente di 17 anni è stato accoltellato da un giovane davanti al liceo artistico di Sora, in provincia di Frosinone. I fatti si sono verificati intorno alle 14 di venerdì 16 gennaio 2026. Secondo le prime ricostruzioni, i due avrebbero discusso in maniera accesa, dopodiché uno ha estratto un coltello e ha colpito l’altro al collo causandogli alcune escoriazioni, per poi fuggire – è ancora ricercato dalle forze dell’ordine, che stanno raccogliendo testimonianze e visionando i filmati delle telecamere della zona. Il ragazzo ferito è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Sora, dove i sanitari gli hanno medicato l’escoriazione al collo giudicandola guaribile in 10 giorni. La vicenda segue di pochi giorni i fatti di La Spezia, dove uno studente di 18 anni è morto dopo essere stato accoltellato da un compagno di classe.

Trump annuncia i nomi del Board of Peace per Gaza

Donald Trump ha annunciato i nomi di alcuni componenti del Board of Peace per Gaza, il Consiglio previsto dalla seconda fase dell’accordo tra Israele e Hamas per gestire la Striscia. Ci sono il segretario di Stato Marco Rubio, gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, l’ex premier britannico Tony Blair, l’imprenditore miliardario Marc Rowan, il direttore della Banca mondiale Ajay Banga e il l’ex produttore televisivo e collaboratore di Trump Robert Gabriel. Tra i compiti del Board c’è quello di supervisionare l’operato del Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, un organismo composto da figure tecniche in gran parte palestinesi che dovrebbe governare il territorio esautorando Hamas.

Mladenov alto rappresentante per Gaza

«Ogni membro del Consiglio esecutivo supervisionerà un portafoglio definito, fondamentale per la stabilizzazione e il successo a lungo termine di Gaza, tra cui, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, il rafforzamento delle capacità di governance, le relazioni regionali, la ricostruzione, l’attrazione di investimenti, i finanziamenti su larga scala e la mobilitazione di capitali», si legge in una nota della Casa Bianca. S.E. Nickolay Mladenov, ex inviato Onu per la pace in Medio Oriente (dal 2015 al 2020) ed ex ministro degli Esteri bulgaro, ricoprirà il ruolo di alto rappresentante per Gaza e fungerà da collegamento sul campo tra il Board of Peace e il comitato tecnico di 15 palestinesi. A breve verranno resi noti anche i nomi dei ruoli politici dell’organismo. A tal proposito, la premier Meloni ha detto che «l’Italia è disponibile a entrare nel Board».

Meloni non esclude una presenza italiana in Groenlandia

Giorgia Meloni non esclude, nel contesto di una missione della Nato, una presenza italiana in Groenlandia. L’ha detto in un punto stampa al termine della sua missione a Tokyo: «Ritengo che la questione del rafforzamento della sicurezza e della presenza degli alleati in Groenlandia sia un tema serio, che però sta nell’ambito del dialogo all’interno dell’Alleanza atlantica. La Groenlandia va considerato territorio di responsabilità della Nato, la questione che gli americani pongono è una questione seria, ovviamente, e credo che il ragionamento di rafforzare la nostra presenza sia un ragionamento sicuramente necessario da fare all’interno dell’Alleanza, quello è l’ambito nel quale discutere questa materia, anche per quello che eventualmente riguarda la nostra presenza». Ciò avverrebbe dunque nella cornice Nato senza l’idea di muoversi con «intenti divisivi» rispetto agli Stati Uniti di Donald Trump – che per lei ha «metodi assertivi» ma non tanto da arrivare a «un intervento militare di terra», che ritiene «molto difficile».