Caso Breton, Ue: «Risponderemo con decisione agli Stati Uniti»
L’Unione europea ha reagito al divieto d’ingresso negli Stati Uniti imposto a Thierry Breton e ad altre quattro personalità europee, deciso dall’amministrazione Trump, con l’accusa a Washington di «attentare alla libertà di espressione». La Commissione ha affermato di condannare «fermamente la decisione degli Stati Uniti di imporre restrizioni di viaggio a cinque cittadini europei. La libertà di espressione è un diritto fondamentale in Europa e un valore fondamentale condiviso con gli Stati Uniti in tutto il mondo democratico». L’esecutivo Ue ha rivendicato inoltre «il diritto sovrano di decidere regole in linea con i nostri valori democratici», fa sapere di aver «chiesto chiarimenti a Washington» e avverte che «Se necessario risponderemo rapidamente e con decisione per difendere la nostra autonomia normativa da misure ingiustificate».
Von der Leyen: «Proteggeremo l’indipendenza dell’Europa»
Lo stesso Breton in un’intervista a Le Figaro ha parlato di un «attentato all’Europa e alle sue istituzioni». Il presidente francese Emmanuel Macron ha denunciato «le intimidazioni» statunitensi e ha assicurato: «Continueremo a difendere la nostra sovranità digitale e la nostra autonomia regolamentare». Da Berlino, il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha definito il bando «inaccettabile». A nome dei governi dell’Unione, il presidente del Consiglio europeo António Costa ha dichiarato: «L’Ue condanna le restrizioni di viaggio imposte dagli Stati Uniti ai cittadini e ai funzionari europei. Tali misure sono inaccettabili tra alleati, partner e amici. L’Ue resta ferma nella difesa della libertà di espressione, di norme digitali eque e della propria sovranità normativa». A chiudere, l’intervento di Ursula von der Leyen: «Ho appena parlato con Thierry Breton. L’ho ringraziato per il notevole lavoro svolto al servizio dell’Europa. Non cederemo e proteggeremo l’indipendenza dell’Europa e la libertà degli europei».





