Starlink: cos’è, a cosa serve e quanto costa
I primi 60 satelliti sono arrivati in orbita nel 2019: a sei anni di distanza, stando ai dati di dicembre 2025 confermati dall’astronomo americano Jonathan McDowell, le unità operative sono già 9.347. È Starlink, la prima costellazione al mondo sviluppata con l’obiettivo di garantire una connettività per privati e imprese a banda larga e bassa latenza, raggiungendo ogni angolo del pianeta direttamente dal cielo. A idearla e metterla a punto sono stati gli ingegneri di SpaceX, la compagnia aerospaziale di Elon Musk che sta collaborando con la Nasa per riportare gli astronauti sulla Luna con il colossale velivolo Starship. L’obiettivo dichiarato al fine di ottenere una connessione stabile su scala globale è raggiungere le 12 mila unità, traguardo ormai a un passo. Ecco come funziona, a cosa serve e come fare per averla nelle proprie case.
Starlink, come viene lanciata e a cosa serve la costellazione di SpaceX

Capita di tanto in tanto, alzando gli occhi al cielo una volta calato il Sole, di vedere una lunga serie di puntini bianchi muoversi in linea retta attraverso le stelle. Si tratta proprio dei satelliti della Starlink, in rotta verso l’orbita terrestre bassa (circa 500 chilometri di altitudine) per iniziare a operare. Come ha fatto SpaceX a lanciare in poco tempo così tante unità? Per farlo ha sfruttato i suoi nuovi Falcon 9, razzi riutilizzabili più volte in quanto capaci di tornare a terra una volta effettuato il lancio e di far risparmiare alla compagnia decine di milioni di dollari. Rapida anche la produzione: ciascun satellite misura appena 2,8 metri di lunghezza per 1,4 di larghezza, per un peso di 260 chilogrammi circa. Solo una volta in orbita si apre il pannello solare che li alimenta, la cui ampiezza è di circa otto metri.

I satelliti Starlink operano a un’altitudine molto inferiore rispetto a quelli del meteo o GPS. I LEO di SpaceX, acronimo di Low Earth Orbit (Orbita terrestre bassa) si trovano infatti a circa 500 chilometri dalla superficie, mentre i geostazionari di cui sopra possono lavorare solamente a una distanza di 35 mila chilometri da noi. A spiegare la necessità di un’orbita così bassa è il funzionamento stesso della costellazione. Affinché possa produrre una connessione Internet stabile e supportare le necessità di ogni utente, dallo streaming al gaming fino alle videochiamate online, deve garantire sia l’invio sia la ricezione dei dati in poche frazioni di secondo, permettendo così di parlare di bassa latenza. Oltre alla vicinanza dalla Terra, serve anche un numero elevato di unità – gli esperti parlano di 12 mila – per garantire una copertura totale del pianeta.
Come funziona la rete Internet e quanto costa averla in casa

La connessione satellitare di Starlink avviene tramite onde radio. Per utilizzarla, ciascun abbonato riceve infatti a casa un router e un’antenna: il primo, una volta che un Pc o uno smartphone collegato effettua l’accesso a Internet, invia una richiesta alla seconda, che a sua volta la spedisce in orbita. Dallo spazio, il satellite più vicino invia il segnale a una stazione sulla superficie terrestre che la smista ai server che contengono i dati necessari. Una volta estratti, questi ultimi fanno il percorso inverso fino al dispositivo dell’utente. Il tutto, in poche frazioni di secondo. Il prezzo? Il kit completo costa 349 euro, cui poi aggiungere un abbonamento da 29 (residenziale Lite) oppure 40 euro (Standard) mensili. Dal punto di vista tecnico, Starlink offre una velocità di download fra i 25 e i 220 mbps, con media di 100, ben distanti dai 1.000 della fibra ottica.











